giovedì 11 dicembre 2014

CI PENSANO BENE

 

Con la maggior parte dell'abnorme numero di italiani che frequenta Las Tunas ho un rapporto di cortese educazione.
Ci si vede ogni anno, un saluto, qualche parola e ognuno per la propria strada.
C'e' anche un gruppetto di antichi sabaudi che rientra in questa modalita', un gruppetto che riuscirebbe a far passare i cubani per mostri di discrezione.
Con alcuni degli altri la conoscenza e' decennale, un plotoncino di amici con cui ci si ritrova ogni giorno, da anni, al pomeriggio nel bar accanto al Cadillac, per passare insieme mezzora o poco piu' di innocenti chiacchiere sui massimi sistemi.
Una decina di cui io sono quasi il piu' giovane, tolto uno di Monterosso e un toscano, si tratta di vecchi lombardi andati in pensione un decennio fa all'eta' che ho io adesso, maomeno.
Questo prima che il mondo si capovolgesse e ci obbligassero a lavorare fino al catetere.
E' andata loro di culo e ne sono ben consapevoli.
Tolto uno, nessuno di loro ha la residenza permanente, sono tutti sposati da un decennio.
Arrivano a ottobre e se ne vanno ad aprile utilizzando in pieno i 6 mesi che Cuba concede.
Alcuni hanno anche dei figli piccoli, oltre a quelli grandi lasciati in Italia frutti di altre vite, passate e quasi dimenticate.
Rappresentano il mio piccolo angolo di bel paese nel balcon sull'oriente cubano.
Quelli che non hanno una pensione hanno una rendita oppure utilizzano i 6 mesi estivi italiani per mettere fieno in cascina.
Tutti hanno una casa, un paio di loro l'hanno cambiata in questo ultimo anno, per un modello nuovo.
In uno dei soliti pomeriggi afosi di ottobre, si parlava del fatto che la RP garantisce, perlomeno, l'intestazione di meta' casa, non e' il massimo della vita ma perlomeno e' qualcosa.
Uno di loro, rientrato dopo 5 anni in Italia a Cuba con moglie e figlia e intenzionato a restarci, aveva appena dato un acconto per una casona da 30 mila cuc, piu' tutto quello che ci sara' da spendere per ristrutturare.
Infatti, per non sapere ne' leggere ne' scrivere e partito la settimana successiva, da solo, per tornare in Italia per fare i documenti che occorrono per la residenza.
E' anche il piu' giovane, quello che probabilmente ha piu' tempo da vivere davanti.
Gli altri, alla domanda se fosse stato il caso di prenderla, hanno detto tutti di no.
Se mai le cose dovessero, dal punto di vista coniugale, mettersi male “che si tenga tutto, io ho la pensione e me ne fotto.”
Dal punto di vista economico sarebbe una perdita da poco, e' gente che da 10 anni non vede una casa de renta, sono gia' ampiamente rientrati da quello che hanno speso.
In effetti il ragionamento ha un suo perche'.
La RP, tolto il discorso casa puo' servire per il discorso salute, ma si tratta di gente abbastanza avanti con gli anni e che di finire in un ospedale cubano proprio non ci pensa.
All'insorgere di un problema serio prenderanno il primo aereo con destino Malpensa.
Alcuni di loro sono rigorosamente monogami, altri...meno, ovviamente Tunas non scappa nulla, le mogli di quelli “meno” sanno...
Il ragionamento dei miei amici, come dicevo, ha un suo perche'; se le signore decidessero di prendere altre strade dovrebbero prima tenere a mente tutta una serie di cose.
Parliamo di fanciulle ultraquarantenni, per cui certi treni non passeranno sicuramente piu'.
L'intonaco non e' commestibile.
Voglio dire che le case costa costruirle ma costa anche mantenerle, cosi' come costa mantenere un certo stile di vita, i viaggetti in Italia in estate, gli elettrodomestici nuovi che arrivano a casa non appena mettono il naso nelle tiendas, i frigoriferi pieni di ogni ben di Dio.
In piu', se proprio volessero, una certa “liberta' di manovra”, nei 2/3 mesi all'anno in cui la coppia vive separata, potrebbero tranquillamente prendersela.
Perche' mai una persona di quell'eta', che ha girato, abituata a vivere in un certo modo dovrebbe rinunciare alla gallina dalle uova d'oro?
Il rischio e' di ritrovarsi in cambio accanto il solito cubano scroccone, che prima si installerebbe in pianta stabile in casa, poi la convincerebbe a venderla per gozare insieme del denaro.
Ammesso e non concesso che si riesca a vendere, vista l'enorme offerta di case che c'e' in citta'.
Un presente sicuro con una persona che ti risolve i problemi senza romprere le palle, a patto che la cosa sia reciproca, in cambio di un futuro incerto e di un qualcosa che finirebbe presto.
Le cubane, a quell'eta' certi sbagli prima di farli....ci pensano mille volte.
P.S. Stasera a Copenaghen....speruma bin!

14 commenti:

  1. Caro vecchio Aston, hai ragione ma sai bene anche tu che i cubani giovani e scrocconi piu' di una volta l'hanno avuta vinta e la fanciulla di turno si e' mangiata tutto.... e rinunciato alla gallina.
    Mario

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    1. Vero però quando gli anni passano. . passano

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  2. Non sempre ci pensano. Giuseppe

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    1. Ognuno è arbitro del proprio destino

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    2. Cinque minuti e già si perde
      Sei difensori in campo.
      Non se ne può più.

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  3. Pareggio di Martinez
    Giochiamo malissimo ma almeno abbiamo pareggiato

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  4. Martinez ne fa espellere uno. E dire che il nostro Vate non lo ha mai fatto giocare

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  5. Bruges in vantaggio. La strada si mette in discesa

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  6. 2-1 Amauri incredibilmente su rigore. Loro in nove con due espulsi

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  7. Qualificati. Ora bisogna risalire in campionato

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    1. Ben detto considerato che il Copenaghen non vale la Pro Patria

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  8. La qualificazione porta un paio di milioncini, speriamo che il signore di Milano riesca a regalare al Vate qualche giocatore decente.

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