mercoledì 24 dicembre 2014

FELIZ NAVIDAD



Dopo 5/6 anni in cui ho trascorso il Natale dall'altro lato del bloqueo, quest'anno torno a viverlo nel vecchio continente.
Rientrato a novembre ho avuto alcune cose da fare, ma Dicembre me lo sto' godendo tutto nel massimo relax come non capitava da tempo.
Non sono esattamente un fan del Natale, sono dell'idea che sia bellissimo per i bambini o se hai bambini per il resto e' un rito in cui fai cose di cui ti frega poco spesso nei confronti di gente di cui ti frega nulla.
Fra l'altro, essendo ateo, non sento neanche il richiamo di chiese, bambinelli e baciapile assortiti.
Pero' dopo anni passati in un paese in cui, malgrado il via vai di Pontefici, il Natale resta un giorno assolutamente normale, mi piace essere qua' in questi giorni.
C'e' il sole, non fa freddissimo e le giornate sono luminose.
Mi alzo quando voglio, mi alleno, non manco ad un aperitivo ( l'ultimo oggi a pranzo in palestra) ho vissuto bellissime cene con gli amici e vado a dormire quando voglio.
Aggiungerei anche un “con chi voglio” ma poi mi si apre la ruota del pavone...
Ho ridotto all'osso le visite istituzionali ai parenti e frequento soltanto gente che mi piace, e' un privilegio non da tutti.
Non e' che senta un gran clima natalizio in giro, la situazione e' quella che e', il grano latita e la gente non ha tutta questa voglia di festeggiare.
Comunque l'altro giorno ero al centro commerciale Le Gru, c'era il pienone con problemi anche a parcheggiare.
Vuol dire che qualche centavos gira...
Periodo sereno, alla stagione pensero' al mio rientro dal viaggio di gennaio, la casa e' finita, l'ultimo palel per la renta e' atteso a giorni.
Come dicono a Roma...ma chi m'ammazza?
Cari Ragazzi, questa popolata e popolosa Isola nel Sole e il suo umile scriba vi fanno i migliori auguri di Buon Natale.
Passatelo con chi amate, nel modo migliore possibile e non riempitevi troppo di cibo...

22 commenti:

  1. In poche parole ti godi la vita da Single!
    Buon natale,
    renato

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  2. E ti pare poco?Comunque fra un paio di settimane lo status sara' differente...
    Auguroni!

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  3. Davvero chi ti ammazza?
    Auguri Stefano

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  4. Auguri per tutto!
    Andiamo in montagna qualche giorno sperando venga giù un po' di neve. Se ci sei la prima settimana dell'anno un aperitivo potremmo pure berlo insieme.
    Simone

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    1. Ok tieni conto che il cinque parto. Auguri anche alla famiglia

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  5. Auguri anche io non sono uno da natale ma da quando c'è la piccolina è un'altra cosa auguri a voi tutti.

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    1. Vero. I figli cambiano le prospettive. Auguri a tutti voi

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  6. Questa mattina al supermercato al banco dei salumi avevo il numero47. Alla faccia della crisi. . .

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  7. ... TANTI AUGURI P68

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  8. Anche a te e allo splendido Abruzzo

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  9. Auguri.
    Comunque anche qua i centri commerciali sono pieni ma gente con delle borse poche......

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  10. Aperitivo in palestra. Sono già pieno come un lumino. . .

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  11. Condivido in pieno il natale è bello che ci sia per i bambini per noi adulti e un giorno normale.auguri a tutti.paolino.

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  12. Auguri a te e alla tua bellissima famiglia

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  13. Anche quest'anno abbiamo trombato, lavorato ed altre facezie di noi gaudenti...
    Che il prossimo anno ti faccia godere ancor di più' la tua casita cubana e la giovinezza che la abita...
    Carpe diem

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  14. Caro Jacopo che il grande Manitu ti cammini accanto e ascolti le tue sagge parole

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  15. Il tempo di trascorrere il Natale e già nella notte fra il 25 e Santo Stefano sarà in arrivo dall’Europa settentrionale una perturbazione che raggiungerà l’Italia determinando nella giornata del 26 condizioni di maltempo su gran parte delle regioni centro-meridionali, con venti forti e nevicate fino a quote collinari. Lo riferisce il Dipartimento della Protezione civile, che sulla base delle previsioni disponibili e d’intesa con le Regioni coinvolte - alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati - ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse.



    L’avviso prevede dalle prime ore di venerdì 26 dicembre venti forti dai quadranti settentrionali, con raffiche di burrasca, sulla Sardegna, in estensione nel corso della giornata ad Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, con possibili mareggiate sulle coste esposte. Sono attese, inoltre, nevicate localmente fino a 400-600 m su Marche, Umbria, zone orientali del Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania e al di sopra degli 800 m su Basilicata e Calabria, con quantitativi da deboli a moderati. Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo.

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  16. Ciao Milco sinceri auguri di una serena vigilia e di Natale ..io lo passo lavorando...va bene uguale e saluto e faccio auguri a tutti gli amici del blog ,amici virtuali ma ai quali di affezioni comumque,un sincero abbraccio
    Marco

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  17. Caro Marco è possibile che il prossimo anno in questo periodo tocchi anche a me tirare il carretto. Auguri a te e famiglia

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  18. “I presidenti Castro e Obama ci hanno fatto un bel regalo. Questo sarà un Natale speciale per Cuba”. Le parole al quotidiano Avvenire dell’arcivescovo di Santiago, mons. Dioniso Garcia Ibanez, mostrano, come il clima nell’isola caraibica, soprattutto per la folta comunità cattolica, sia decisamente cambiato dopo l’annuncio statunitense di voler riprendere i rapporti dopo oltre 50 anni. Su questa storica svolta tra Washington e L’Avana, che dà a questo Natale un sapore particolare, Giancarlo La Vella ha intervistato Ivana Borsotto, vicepresidente del Movimento Laici per l’America Latina (Mlal):
    R. – E’ un accordo – quello tra Obama e Raul Castro – che va a sanare una ferita che avvelenava i rapporti tra Nord America e i Paesi dell’America Latina, e avvelenava anche le relazioni tra gli stessi Paesi dell’America Latina e anche all’interno degli stessi Paesi. Credo che sia una prova di maturità, che hanno dato i due presidenti, nel senso che questa contrapposizione era in qualche modo già superata dalla storia.
    D. – Che sapore avrà quest’anno, il Natale, per la popolazione cubana?
    R. – Sicuramente questo accordo è un accordo di speranza, nel senso che laddove si afferma il dialogo si aprono porte che noi speriamo favoriscano tutti, tutti i Paesi dell’America Latina, non solo Cuba e anche gli Stati Uniti; sono dialoghi che possono rafforzare le democrazie, e sono dialoghi che possono in qualche modo riaprire anche riflessioni sulla politica economica, ma anche sulla politica sociale. Allora, noi speriamo anche che si aprano riflessioni che permettano di migliorare le politiche di promozione dei diritti umani. L’altra speranza, vista più in generale per tutta l’America Latina, è che togliendo questo elemento di contrapposizione, l’America Latina possa sentirsi più unita. E questi sono tutti argomenti che, visti da un punto di vista di chi ci lavora come organizzazioni non governative e collabora con i partner e gli amici latinoamericani che abbiamo, devo dire che è un Natale di speranza.

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  19. DAL BLOG DI LINUS

    Visto che oggi avete più tempo da perdere, vi allego l’articolo sul Natale che ho scritto qualche giorno fa per Repubblica. Comunque auguri!

    Se vi chiedono di parlare del Natale, ogni vostra risposta inizierà citando quando eravate piccoli. Perché, al di là di ogni retorica, questo rappresenta per tutti: la festa dei bambini.
    Che, nella circolarità della nostra esistenza, per fortuna, vuol dire che almeno una volta capita a tutti. Quindi, se mi chiedete che ricordi ho del Natale, non posso che cadere su quelli della Milano degli anni sessanta, e della famiglia Di Molfetta in particolare. Una delle tante famiglie di emigranti arrivate in città in cerca di fortuna e finita in uno dei tanti orrendi paese dormitorio della provincia, di quelli che adesso sono diventati il paradiso della villetta a schiera ma che allora erano solo una fermata della ferrovia e un dedalo di strade inzaccherate. La famiglia Di Molfetta, come tutte quelle del circondario, era una famiglia poco meno che dickensiana, se capite cosa intendo.
    Nessuno di noi era Oliver Twist, per fortuna, ma quando arrivava “il più bel giorno dell’anno, la vigilia di Natale”, capitava anche a noi, come ai figli di Bob Cratchit, che il regalo semplicemente non ci fosse. È uno degli aneddoti preferiti dai miei ragazzi: ma come, mi ripetono ridendo, pensando a chissà quale presa in giro, come è possibile “NIENTE”? Neanche un giochino? Niente, semplicemente. Ma il ricordo più curioso è che la cosa non mi procurava particolari turbamenti. Forse perché era comune alla maggior parte dei miei amici. Era una povertà decorosa, badate bene, non che non avessimo da vivere, da mangiare o chissacchè. Semplicemente non c’erano i margini per qualcosa di futile. Ancor più semplicemente, non c’erano programmi televisivi a ricordarci quanto fosse indispensabile ricevere doni, giocattoli e amenità simili. Così il Natale era solo un momento in cui si stava insieme, nel senso più allargato del termine. Fratelli, cugini, parenti tutti, a rotazione nelle case di ognuno per tutto il 24, 25 e 26. Tombola e torrone, grandi racconti e panettone. Se uno dei parenti del giro era così benestante da avere un televisore, a farci compagnia c’era sempre una Mina o un Johnny Dorelli.
    A casa mia, quella di oggi intendo, abbiamo da sempre lo stesso alberello di Natale: orribile, sintetico, ormai anche un po’ spelacchiato, ma ci siamo affezionati. Il mio più piccolo, a furia di vedere quelli spettacolari che riempiono il salotto dei suoi compagni di scuola, quest’anno ci ha convinti a cambiarlo. Forse lo faremo, ma senza buttare quello vecchio.
    Beh, quand’ero bambino l’albero non esisteva. A casa di nessuno.
    Al massimo c’era il presepe, che per me era come giocare con i soldatini. In ogni casa c’era una capanna costruita alla meno peggio e una decina di statuette di grandezze diverse. Con gli occhi di oggi sarebbe una cosa tristissima ma a noi piaceva e bastava. Eccome. E poi c’era il presepe della parrocchia, grandissimo e pieno di luci. Si andava a visitarlo come adesso si andrebbe a Gardaland.
    Insomma, era un Natale molto semplice, analogico verrebbe da dire, o forse solo più logico e comprensibile. Ma dire che era migliore sarebbe stupido, cieco e presuntuoso.
    Ci sembra più bello perché era il Natale della nostra versione bambina. E qui torniamo al punto di partenza, al Natale festa dei bambini. Quelli di ogni generazione. Auguri!

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