domenica 21 dicembre 2014

GIORNATA SPALMATA

 Pugilato, Muhammad Alì in ospedale per polmonite

Non so a voi ma a me questo campionato di calcio spalmato in 5 giorni non piace per nulla.
Ho molta nostalgia per quando tutte le partite iniziavano alle 15 della domenica, le andavamo a vedere allo stadio o ascoltavamo Tutto il calcio minuto per minuto alla radio.
Alle 19 di sera vedevamo alla televisione un tempo di una partita.
Comunque ora impera il Dio denaro e bisogna adeguarci.
Giovedi' l'innominabile ha vinto a Cagliari, meritatamente contro Zemanlandia.
Vedo che il Boemo e' in discussione, ha una squadra che e' costata zero, con 3 vecchiarilli e una marea di ragazzini e ha 2 punti in meno di noi.
Ovviamente il Vate granata non e' mai messo in discussione...
Zeman e' un idea che prescinde anche dai risultati, o lo accetti o lo eviti.
Prima di andare a giocare a briscola tresette con Satanasso in persona mi piacerebbe davvero vederlo un'anno da noi.
Magari si perde pero' ci si divertirebbe, mentre oggi si perde e basta.
Ieri la Roma ha impattato una buona partita col Milan, mi sa che anche quest'anno la seconda squadra di Torino vincera' il titolo, non vedo un'antagonista all'altezza, purtroppo.
Il Napoli ha battuto un Parma, che dal punto di vista dirigenziale e' messo peggio di noi, che e' tutto dire.
Ora non c'e' piu' il panzone, ma non si sa bene chi siano i nuovi proprietari.
Per ora questi grandi miliardari stranieri in Italia non si sono visti.
Alla Roma non si capisce bene se comandi Pallotta o Unicredit, Tohir al finale non ha cacciato di suo un euro, facendosi prestare i soldi per l'Inter mettendo come garanzia il marchio Inter stesso, semplicemente geniale.
Ora questi russo-ciprioti-albanesi al Parma....
Decisamente con stadi che hanno secoli, casini ovunque e un merchandising rovinato dai tarocchi, il nostro calcio attira poco i milionari seri.
Noi oggi giochiamo col Genoa in casa, una delle squadre piu' in forma del momento, siamo a 2 punti dal terzultimo posto.
Il Signore di Milano, nostro presidente, ha gia' detto che non arriveranno grandi nomi, tenendosi in tasca i 30 milioni incassati in estate dalla vendita di Ciro e Alessio sostituiti con uno che non giocava da 2 anni e un vecchio paracarro.
Arriveranno i soliti bolliti e qualche riserva di squadre di medio bassa classifica.
Sara' un milagro salvarsi, ma questo lo dico dall'estate.
Ho visto, esterefatto, l'intervista di Malago' dove affermava che, al posto della Kostner, avrebbe fatto lo stesso di fronte agli ispettori antidoping che volevano entrare in casa cercando il moroso.
Cioe' avrebbe raccontato balle dicendo che il crucco non c'era.
Questa e' la nostra massima carica sportiva che giustifica la mentira per coprire pratiche dopanti.
Ora capite quando dico che se questo e' l'esempio che viene dall'alto siamo un paese alla canna del gas.
Roma si e' candidata per le olimpiadi del 2024, a seguito del post come primo commento inserisco cio' che ha scritto Gramellini e che, come spesso accade, mi trova concorde.
Per me sarebbe una grande idea che porterebbe un'estate di turismo pazzesca.
Le olimpiadi di Torino sono state un grande successo anche economico.
Ma Torino...e' Torino.
Ali', nella foto con la immensa Ana Fidelia, e' in ospedale con la polmonite, situazione critica.
Non mollare Campione!

28 commenti:


  1. massimo gramellini

    Come sostiene un mio amico che nella sua vita precedente ebbe l’ardire di impegnarsi in politica, un popolo che si ritrae terrorizzato di fronte alla prospettiva di organizzare lo spettacolo delle Olimpiadi farebbe meglio a consegnare le chiavi del proprio Paese e andare a ritirarsi altrove. Se ci consideriamo incapaci di intraprendere qualsiasi progetto senza rubare, tanto vale chiudere gli ospedali, notorio ricettacolo di creste e mazzette, e non costruire né aggiustare più case, dal momento che dietro ogni mattone è in agguato un mascalzone. La rabbia dei delusi ha partorito la prostrazione dei depressi e adesso stiamo assistendo a una resa senza condizioni. D’accordo, l’aria è viziata, ma vi sembra una buona ragione per smettere di respirare?



    In un mondo normale il dibattito non verterebbe sull’opportunità di ospitare le Olimpiadi, ma semmai sulla trasparenza da garantire agli appalti. Invece la paura e l’avvilimento ci hanno trasformato in una congrega di sconfitti, intrisi di sfiducia nei confronti del futuro e del prossimo, che predicono sciagure e scuotono di continuo la testa, opponendosi per principio a qualsiasi mutamento. E’ diventato troppo facile, ma anche troppo comodo, raccattare consensi compiacendo la parte più distruttiva e mugugnante di noi stessi. Appena dici che gli italiani fanno schifo, gli italiani ti applaudono, sbellicandosi dal ridere o sparacchiando qualche insulto. Forse perché si sentono esclusi, a torto, dalla categoria.

    RispondiElimina
  2. Buona domenica Milco;ognuno ha i miliardari che si merita...in Inghilterra prima di darti permesso di comprare club vedono pure quante multe hai Cellino infatti ce lo rimandano indietro..la storia dei russo/ciprioti/albanesi è fantastica ..non si sa chi ha comprato..il Genoa oggi è un po incerottato ce la potete fare..io in grandissima tensione x domani vorrei vincere contro i rivali di sempre,sulla carta loro favoriti...sulle Olimpiadi tema spinoso Gramellini ha teoricamente ragione ma questo paese non vuole cambiare da Italia 90 ai mondiali di nuoto a Roma a Expo eventi sportivi e non sono stati solo occasioni x rubare..garantire trasparenza vero ma chi lo fa?hai sentito ineffabile Poletti che si diceva depresso da foto a cena con Buzzi?stranamente la coop del mafioso capitale ha vinto milionario appalto pulizie a ministero del lavoro e Poletti è li....ciao buona giornata e visto che si gioca il 23 trionfi clima natalizio e vinca il peggiore
    Marco

    RispondiElimina
  3. Guarda anche io non sopporto questo spezzatino calcistico,oggi pomeriggio ci sono solo 4 partite,addirittura domenica scorsa solo 3.

    RispondiElimina
  4. Anche a noi ne mancano parecchi ma via un bidone ne gioca un altro
    A Torino abbiamo dimostrato che le cose si possono fare senza rubare. Basta non dare tutto in mano a Montezemolo come ai mondiali. . .

    RispondiElimina
  5. Opinione personale. Dopo Alì e Teofilo il pugilato è finito

    RispondiElimina
  6. Che incontro sarebbe stato Alì vs Teofilo....il cubano rifiuto'stipendio a nove zeri preferendo l'amore di milioni di cubani...comunque si i pesi massimi almeno sono finiti dopo di loro..su Repubblica di oggi c'è una bellissima intervista ad Ana Fidelia Quirot
    Marco

    RispondiElimina
  7. Che combattimento sarebbe stato!|

    RispondiElimina
  8. GIANNI MINA'

    Scostante, svogliato, spaccone. Così Muhammad Ali si presentò all'intervista con un giornalista italiano, siamo a fine anni '60, nello studio dell'avvocato Eskridge. Scoprì che non era "uno dei soliti giornalisti del nord del mondo" venuto a giudicarlo. Nacque un rapporto speciale che ora Gianni Minà cuce in questo "Il mio Ali" con una raccolta di 72 suoi vecchi articoli e alcune fotografie private. È il diario di una parabola totale (il campione, l'icona, l'uomo) raccontata da un testimone ravvicinato, partecipe e coinvolto. Con alcune pagine sorprendenti: un'intervista a Burt Lancaster che nel 1971 fu telecronista del match contro Frazier; un articolo di Giovanni Arpino del 1979 su una visita in Italia e il singolare prologo firmato (con un gioco di cognomi) da Mina. Che di Ali scrive: "Continua a essere bellissimo, anche col suo tremare che commuove e che lo incastona nell'immortalità. Il gioiello di un'era".
    Perché Muhammad Ali-Cassius Clay, a trentacinque anni, pieno di gloria, di ricchezza e di successo, non abbandona ancora la boxe, pur essendo probabilmente stanco e sazio di dar pugni? Le ragioni sono molteplici e affondano nelle radici della società americana.
    Da quando, nell'autunno del '70, ha avuto la licenza per ritornare sul ring, Muhammad Ali ha guadagnato più di 50 milioni di dollari, quasi 45 miliardi di lire. Un record assoluto e forse insuperabile per un atleta professionista anche in epoca di sport-spettacolo e anche sapendo che le tasse avranno inciso per il quaranta per cento su quelle mastodontiche borse.
    I nordamericani che misurano tutto sul metro del dollaro, avevano calcolato che il coraggioso rifiuto di Ali al servizio militare in Vietnam gli fosse costato, dal '67 al '70, quasi 10 milioni di dollari (cioè quasi 7 miliardi, visto che allora il dollaro godeva di un altro cambio). Ali, dunque, si è rifatto ampiamente nella seconda parte della carriera, malgrado sia stato costretto a perdere le stagioni più belle della vita di pugile, quelle fra i venticinque e i ventotto anni. (...)
    La risposta a questo interrogativo sta nel ruolo che il grande pugile ha scelto o ha dovuto accettare nella vita, nella comunità nera d'America e più precisamente nel gruppo politico religioso dei Musulmani Neri. Ali ha scoperto Maometto, rivisitato dal nero americano Alijah Muhammad tredici anni fa, affascinato ancor prima che dalle parole del fondatore della sua chiesa, dalla filosofia politica di Malcolm X che, prima di essere ammazzato negli inquieti anni '60, aveva comunque lasciato i Black Muslims.
    Adesso il campione, che dopo la morte di Eliijah Muhammad è entrato nel governo del gruppo come responsabile delle finanze, serve proprio come procacciatore di fondi, veicolo di propaganda, interlocutore più attendibile per certi settori dell'economia e della politica americana. I Musulmani Neri, in questi ultimi dodici anni, anche per merito del fascino e del proselitismo di Cassius Clay, sono decuplicati. Erano trecentomila nel 1964, ora sono oltre tre milioni e mezzo. Due anni fa, la loro convention al Madison Square Garden fu spettacolare. Venticinquemila delegati. E un giornale, Muhammad Speaks (Parla Maometto), catene di negozi, ristoranti riservati e un ospedale a Chicago che proprio Ali sta costruendo con parte delle sue pingui borse pugilistiche. Wallace Muhammad, succeduto al padre Elijah alla guida del gruppo, ha perfino cambiato strategia. Lo slogan "I bianchi sono diavoli" non è più di moda. Anzi, meno timoroso dell'ambiguo padre nel rendere pubblici i bilanci del gruppo, Wallace ha chiesto al governo che quella dei Black Muslims sia riconosciuta come religione di culto nazionale.

    RispondiElimina
  9. Così, Ali, oltre che addetto alle finanze, è diventato anche una specie di ministro viaggiante nella vita pubblica del Paese, una specie di immagine-garanzia del gruppo. E il campione va a parlare nelle High School, nelle università del Sud, nei ghetti delle grandi città, ma anche nei luoghi dove pulsa la vita di relazione della società americana che conta. Si dice perfino che alcuni Paesi arabi abbiano chiesto, come garante di alcuni affari, proprio Cassius Clay-Muhammad Ali. Ecco perché, pur non avendo più voglia da tempo, continua a salire sul ring. Il suo canto del cigno l'ha fatto a Manila nell'inverno del '75 contro Joe Frazier, una prova memorabile. (...)
    The Greatest, dunque, combatte soltanto perché per un match facile gli offrono 3 milioni di dollari e per uno difficile 10-12 milioni. Come si può, in una simile situazione, dire di no? Poi, ultimamente, Ali ha divorziato dalla seconda moglie Belinda (madre di quattro dei suoi figli) e questa decisione gli è costata un miliardo di lire e una villa da mezzo miliardo. Questa casa, assieme a una Rolls Royce, era l'unico segno distintivo del suo successo in una società che dà molta importanza all'esteriorità. Così Ali ora deve combattere anche per se stesso. Gli hanno proposto Shavers, per il 29 settembre. Ha accettato, anche se sa perfettamente che questo fratello nero non ha arte pugilistica, ma una terrificante potenza. E per uno come lui, che non s'allena praticamente più, non è un rischio da poco. Ma che cosa poteva fare? Se vincerà ancora, gli hanno proposto, come ultimo match della carriera, 12 milioni di dollari per rivedersela ancora con Mandingo Norton. Sarebbe un ospedale in più per la sua gente e un gruppo di scuole, o di servizi sociali. È costretto a non rinunciare. Intanto saranno passati altri sei mesi o un anno. La boxe avrà trovato i suoi nuovi divi nei ragazzi rivelatisi alle Olimpiadi di Montreal e finalmente non avrà più bisogno di lui e delle sue invenzioni che, per dieci anni, spesso hanno fatto dimenticare la crisi. Anche di questa esigenza del mondo della boxe bisogna tener conto per capire perché Ali ancora non si è ritirato.
    (uscito su La Repubblica il 7 agosto 1977)

    RispondiElimina
  10. Sono d accordo che lo scudetto lo vinca la j... che è la squadra più forte,per il toro oggi è fondamentale fare punti per distaccare il cagliari.paolino

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Col chievo che vince ancora più importante oggi il risultato per il toro. Paolino.

      Elimina
    2. Dimmi tu se mi devo preoccupare di cosa fa il Chievo. Io che ho visto segnare Pupi e il Mondo alzare la sedia.

      Elimina
  11. DAL FORUM DEI FRATELLI

    Ho visto una squadra fatta in pochi giorni salire in serie a e mi sono illuso che fosse girata finalmente in positivo la nostra storia.
    Poi sono arrivati Pancaro, Barone, Fiore, e tantissimi altri.
    Si sono cambiati allenatori e ds come se fossero calzini, comprati pseudo campioni come recoba a cui gli abbiamo rifatto la dentatura.

    Siamo stati più in serie B che in serie A, non abbiamo mai vinto un derby e abbiamo comprato più ex gobbi in questi anni che in tutto il resto nella ns gloriosa storia.

    Ho visto i nostri portieri toccare più palle di xavi ed iniesta, ho visto barreto e larrondo, ho subito partite come gi**e Stabia ed Empoli o come con il Genoa con uno zero a zero combinato dopo che questi bastardi ci avevano sbattuti in b manifestando la loro gioia sul ns campo.

    Il calcio mercato sempre puntualmente fonte di delusioni incredibili, giocatori sudmericani ridicoli, presi per il naso dal Palermo o Udinese di turno.

    Ho visto la partita di Padova con i tre punti dati e poi tolti per la forza della nostra società.

    Ho visto torti arbitrali che 10 calciopoli non basterebbero senza che si sia fatta una vera e cazzuta protesta nei palazzi federali.

    Ho visto la piaga delle scommesse affettare il Toro... Pellicori, Gillet, Barreto, Di Michele.

    Caro Urbano Roberto Cairo ci hai fatto vedere abbastanza, fatti da parte, togliti dalle palle o più semplicemente crepa.

    RispondiElimina
  12. Il Chievo vince e ci scavalca. . .

    RispondiElimina
  13. Amauri in campo e la Quaglia in panca...

    RispondiElimina
  14. Doppia coreografia, in Maratona e in curva Primavera. Settore ospiti gremito, mentre resta quasi vuoto il resto dello stadio. Il Toro ci prova, centra una traversa con Farnerud e sfiora il vantaggio con Martinez. Il Genoa non è da meno e le punte avversarie sono marcate a vista da Glik e compagni. In questa prima frazione, i granata hanno peccato di imprecisione, trincerando sì la mediana, ma perdendo diversi palloni. Pochi minuti prima dell'intervallo, ecco la solita papera: la difesa perde un pallone importante sulla trequarti, Iago Falque arpiona la sfera e con un mancino rasoterra buca Gillet.

    VENTURA A SORPRESA - Il tecnico granata mischia le carte e, a sorpresa, cambia: fuori Quagliarella e Bruno Peres, dentro Molinaro e in avanti la coppia Amauri-Martinez. Parte in panchina anche Vives con Farnerud al suo posto. Scelte che stupiscono il pubblico, ma a tratti funzionano. Il Toro spinge sulle fasce e in mediana riesce ad arginare il palleggio genoano, seppur perda diversi palloni in favore dell'avversario.

    DIFESA SEMPRE ROCCIOSA - Come spesso abbiamo visto in questa prima parte di stagione, la difesa è l'arma in più dei granata. Il trio Maksimovic-Glik-Moretti mostra una fisicità pazzesca che annulla le bocche di fuoco rossoblu. Da amanti del calcio che non c'è più, il duello tra Matri e Glik: il polacco non fa sconti all'avversario e non disdegna entrate molto dure, forse ai limiti del regolamento.

    ATTACCO STERILE - Senza Quagliarella, in netto calo nell'ultimo mese, il tandem Amauri-Martinez fatica a trovare spazio. Ci pensano allora i centrocampisti ad alzre il ritmo. El Kaddouri prova a lanciare in avanti la sfera in favore dei compagni, Farnerud alza il baricentro e verso il 34' colpisce la traversa dopo essersi guadagnato una punizione da buona posizione. Martinez nel finale va ancora vicino al gol, ma la mira storta (mischiata all'equilibrio precario con cui il venezuelano arriva al tiro) negano la gioia al Brigante Vintinto.

    Nella ripresa servirà, neanche a dirlo, maggior concretezza. La stessa che è mancata ai ragazzi di Ventura in questa prima parte di stagione.

    RispondiElimina
  15. Pareggio di Glik
    Forse c'era prima un rigore per loro
    Ma va bene così

    RispondiElimina
  16. 2-1 ANCORA IL CAPITANO
    GLI ORISHAS BENEDICANO LA POLONIA!

    RispondiElimina
  17. VINTO!
    Ora pero' serve il mercato, la difesa regge ma serve qualita' nel mezzo e gente davanti che la butti dentro.

    RispondiElimina
  18. Ogni tanto un pò di botacaca ... mica sempre sfiga :-)

    RispondiElimina
  19. Ali' bumaie'!
    Ali bumaie'!

    RispondiElimina
  20. E' arrivato in libreria IL MIO ALI di Gianni Minà ( fratello granata ) sul grande campione . Lo consiglio come strenna natalizia :-)

    RispondiElimina