martedì 23 dicembre 2014

IL NEMICO

 

Uno dei problemi che il governo cubano dovra' affrontare, nel momento in cui i rapporti diplomatici con gli Stati Uniti torneranno ad essere normali, sara' quello di trovare...un nuovo nemico.
Ragazzi, non e' una cosa da poco.
Quando i barbudos presero il potere, il primo nemico non fu, direttamente, il governo americano, ma bensi' le multinazionali che tenevano per le palle il paese.
Un cittadino normale, nella fulgida democrazia americana, non puo' diventare membro del congresso od entrare in senato se non possiede milioni e milioni di dollari, da spendere in una campagna elettorale.
Quindi molti di questi milionari eletti avevano azioni ed interessi in quelle multinazionali, di conseguenza il coinvolgimento del governo americano fu', nei fatti, immediato.
A quel punto il nemico divenne il potere dell'ingombrante vicino del nord.
Questo ando' avanti per 30 anni in una logica di guerra fredda, dopo che Fidel accetto', non si sa quanto volentieri, di lasciarsi avvolgere dalle potenti zampe dell'orso sovietico.
Poi ci fu' la caida del blocco socialista.
Cuba, rimasta sola, diede, non senza buone ragioni, la colpa di ogni sua sciagura al nemico a stelle e strisce.
Oddio, se nei 30 anni precedenti avessero pensato a farsi una propria economia, invece di sfruttare il lavoro dei vari Juri, Dieter, Piotr, Ganev, Petrascu e Gmrlowsky, magari l'impatto di quel momento storico sarebbe stato meno invasivo.
Negli ultimi 20 anni l'America e il suo bloqueo sono stati i nemici mortali assoluti.
C'e' stato prima Elian e poi i 5 eroi e il bloqueo asasino a perpetuare la nemesi di un paese che, per non cambiare, dava le colpe ad altri dei propri fallimenti.
Un po' come hanno fatto alcuni noti fenomeni virtuali che, una volta visti naufragare i loro sogni imprenditoriali o sentimentali a Cuba, hanno dato la colpa all'isola, al suo governo, alle sue donne e ai suoi abitanti dei propri fallimenti.
L'inutile, stupido bloqueo ha permesso che il governo cubano potesse giustificare tutte le sue scelte e i suoi errori come conseguenza di una situazione di guerra permanente.
Tutto doveva essere fatto al precio que sea necesario.
I bambini, gia' dalla primaria hanno imparato che il nemico e' la', al nord, che in ogni momento i cow boys possono arrivare ad uccidere tutti.
Magari poi crescendo, diciamo dalla secondaria in su, i ragazzi iniziavano a chiedersi che nemico era quello che permetteva a genitori, zii e parenti di lavoraci e mandare oggetti e denari che miglioravano le condizioni di vita di tutta la famiglia.
Il nemico era in tutte le cose, era causa di ogni problema.
Manca la merce nei negozi?
Colpa degli americani!
Ovviamente, chi conosce Cuba sa che questo soltanto in parte e' vero, che i problemi sono nati da 50 anni di politiche economiche diciamo...creative.
E ora?
Ragazzi, si dovranno riscrivere i libri di storia.
Gia' da subito, perche' se si vuole una normalizzazione e si parla di aprire ambasciate non sara' possibile continuare a dare dei delinquenti o delle canaglie ai governanti americani.
Randy e la sua mesa redonda che fine faranno?
Il bello e' che questo concetto di nemico non godeva del principio di reciprocita'.
Una mia amica, che ho visto a ottobre e che vive a Pasadena, mi diceva che mentre nella tv cubana non si fa altro che parlare degli Stati Uniti e del bloqueo, negli Stati Uniti, Cuba, non se la caga nessuno neanche di traverso.
Cosa insegneranno ora a scuola?
Quale argomento regnera' nelle infinite riunioni politiche nei luoghi di lavoro?
Quali slogan urleranno i ragazzi e la gente nelle manifestazioni politiche organizzate?
La cosa e' ben piu' complicata di come sembra.
Giusto per fare un esempio; se nelle farmacie non si trovavano i cerotti perche' a causa del bloqueo non arrivavano, una volta che il bloqueo viene tolto i cerotti si devono trovare, non ci sono cazzi.
Altrimenti la gente ha tutto il diritto di pensare che per oltre 50 anni e' stata presa per i fondelli.
Bel problema trovare, ora, un nuovo nemico...

12 commenti:

  1. Buoni candidati potrebbero essere i cubani di Miami che vorranno farla da padroni.
    Simone

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  2. Mah....
    I vecchi oramai sono rimba, i giovani, quelli partiti negli ultimi 10/15 anni, hanno come unico interesse che i parenti nell'isola se la passino bene.
    Non mi sembra un'obiettivo facile

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  3. In tutta la florida c è gente e programmi televisivi che parlano sempre e solo di cuba e i suoi problemi e ci mangiano su questo da oltre 50 anni con tutti i cubani in esilio sempre ospiti in trasmissioni. Sarà dura per tutti o non cambierà nulla?mah......paolino.

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  4. Parli di programmi di cubano americani per cubano americani. Al texano di Cuba non frega nulla

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  5. Forse Israele. Giuseppe.

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  6. Del disgelo tra Stati uniti e Cuba “penso quello che pensano tutti i cubani. Sono all’ Avana, e le facce sono contente. E’ una cosa buona, ci porterà possibilità. Non so quando veramente finirà l’embargo, nel senso che ora il congresso Usa lo dovrà approvare, ma per quello che riguarda lo sport di alto livello noi siamo abbastanza stremati e sofferenti”.
    Lo afferma Fidelia Quirot, atleta cubana che è stata due volte campionessa mondiale. “Nel mondo – spiega – è cambiata la tecnologia, i materiali, la metodologia, l’ assistenza sanitaria agli atleti. E noi in questo restiamo penalizzati.
    ”Non si fanno più allenamenti di sera, per risparmiare la luce, nel baseball non ci sono palle di ricambio, mancano i guantoni, non abbiamo piscine per il nuoto, la nostra attrezzatura è scarsa. Non ospitiamo nemmeno più gare e manifestazioni”.
    “Certo – aggiunge la campionessa – abbiamo scuola, tradizione e predisposizione sportiva. Ma ora le nuove generazioni hanno la possibilità di avere un futuro”. “Sono scappati tanti campioni – dice – tanti talenti sono fuori. E anche tanti tecnici”. “Lo Stato – spiega poi – congela i premi degli atleti: ma non si può sempre rinunciare a qualcosa”.

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  7. Dopo anni di strettissimo embargo commerciale e rapporti diplomatici che definire tesi sarebbe eufemistico, fra gli Stati Uniti d’America e Cuba è in corso un primo, importantissimo tentativi di disgelo e distensione. Al di là degli evidenti vantaggi socio-politici, questo passaggio potrebbe avere anche dei risvolti fondamentali per il mondo immobiliare.
    Come vi abbiamo raccontato qualche giorno fa, forse per il pesante carico fiscale legato agli immobili, forse per una maggiore fluidità e redditività di quel mercato o, ancora, forse semplicemente perchè il mondo si evolve in quella direzione, sono sempre di più gli italiani che decidono di investire i propri risparmi nel mattone statunitense e, forse, in virtù di queste novità, adesso Cuba potrebbe diventare una delle nuove mete di investimento. A lanciare questa ipotesi è stato un interessante articolo apparso sul New York Observer che ha evidenziato come Cuba abbia necessità fortissima e urgente di investimenti proprio in ambito immobiliare non solo per valorizzare le sue splendide (e proprio per questo già conosciute) coste, ma anche le aree rurali interne, meno note, ma altrettanto affascinanti. Punto cruciale dello sviluppo immobiliare cubano, però, il fatto che la nazione di Fidel Castro intervenga per modificare le attuali leggi che limitano in maniera importante tanto la possibilità di investire in immobili sul territorio cubano, quanto quello di esserne proprietari.
    Qualcosa già comincia a muoversi e i primi capitali stranieri cominciano ad arrivara a L’Avana. Ad investire nel mattone cubano sono, per adesso, principalmete venezuelani, canadesi, spagnoli e cinesi. I prossimi saranno forse gli italiani?

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  8. Ho un idea!
    Potrebbero utilizzare l'elenco di giustificazioni del mitico John Belushi in The Blues Brothers: le cavallette, et cetera...
    O farsi rifarsi all'elenco infinito di nemici che hanno impedito al nostro miglior comico nazionale, la sua "rivoluzione liberale"...

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  9. Aston ristabilire buoni rapporti diplomatici non vuol dire nulla anzi....gli usa avevano buoni rapporti diplomatici anche in honduras,paraguay,ecuador,cile ecc ma almeno una volta lo zampino ce lo hanno messo.....

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  10. Tutto vero...ma converrai che Cuba....e' un'altra cosa.

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