mercoledì 17 dicembre 2014

LA SVOLTA!

 

Svolta storica nelle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba. L’Avana ha liberato Alan Gross, un cittadino americano detenuto da cinque anni, e nell’ambito del negoziato per il suo rilascio il presidente Obama e il leader cubano Raul Castro hanno raggiunto un’intesa che allenta l’embargo e apre la porta al ristabilimento dei rapporti diplomatici. Fonti della Casa Bianca fanno sapere che l’amministrazione statunitense potrebbe aprire un’ambasciata a L’Avana nei prossimi mesi. 
Gross lavorava per la United States Agency for International Development ed era andato nell’isola per distribuire strumenti telefonici satellitari per aggirare il blocco dell’accesso ad internet. Era stato arrestato nel 2009 e accusato di essere una spia. Era malato e la sua salute stava degenerando. In base all’accordo per la sua liberazione, gli Stati Uniti hanno accettato di rilasciare tre agenti di intelligence cubani, detenuti in seguito ad un famoso scandalo di spionaggio, e Cuba lascerà andare un altro agente americano. 
La trattativa per questo scambio è diventata anche l’occasione per ridiscutere le relazioni bilaterali, dopo le riforme avviate dal nuovo leader Raul Castro, in seguito alla malattia che ha colpito il fratello Fidel. Secondo le anticipazioni dei media, Obama ha accettato di ammorbidire l’embargo, facilitando i viaggi e gli scambi economici fra i due paesi. In prospettiva, questa intesa potrebbe aprire la porta al ristabilimento delle relazioni diplomatiche. L’ostacolo principale, soprattutto per la cancellazione dell’embargo, è l’opposizione di molti parlamentari in Congresso.  
Come anticipato in un’intervista a La Stampa da Mirela, la figlia di Raul Castro, il Vaticano ha agito da mediatore fra i due paesi, facilitando il dialogo. L’embargo era stato deciso dal presidente Kennedy dopo la rivoluzione che aveva portato al potere Fidel Castro, ma non è riuscito ad abbattere il regime, e secondo i critici ha finito per rafforzarlo.

23 commenti:



  1. «Papa Francesco sta dicendo cose molto interessanti, che favoriscono il dialogo mondiale, e potrebbero aiutare anche quello tra Cuba e Stati Uniti». Ha un peso, questa considerazione, perché viene da Mariela Castro, figlia del presidente Raúl, nipote di Fidel, e direttrice del Centro Nacional de Educación Sexual de Cuba. La incontriamo all’Onu, dove è venuta per una conferenza sui vent’anni dal vertice del Cairo sulla popolazione, e ci parla nel perfetto italiano che pratica col marito originario di Palermo.



    A vent’anni da quell’incontro, cosa è cambiato e quali problemi devono ancora essere risolti?

    «Si parla molto dei diritti delle donne: alcuni Paesi hanno realizzato gli obiettivi della conferenza, ma molti sono indietreggiati. Le donne continuano a guadagnare meno degli uomini, non hanno accesso alla salute riproduttiva, e la violenza è la loro prima causa di morte».



    Anche la presenza ai vertici della politica resta scarsa.

    «A Cuba ci stiamo lavorando, ma senza imporre quote. L’obiettivo è istruire e stimolare le donne, affinché possano partecipare. Nel mondo c’è molta resistenza, soprattutto quando si parla dei diritti degli omosessuali. Anche in Italia era stata scritta una buona legge contro l’omofobia, ma poi è stata stravolta al punto che gli stessi presentatori l’hanno abbandonata».



    Anche Cuba su questi temi non era all’avanguardia.

    «La rivoluzione riproduceva la cultura dominante dell’epoca, importata attraverso il colonialismo spagnolo, che era omofoba».



    Suo padre e suo zio sono rimasti sorpresi, quando lei ha deciso di impegnarsi su questi temi?

    «No, perché mia madre Vilma Espín ci aveva dedicato la sua vita. Ho solo continuato il suo lavoro».



    Da quando suo padre è presidente, a Cuba sono in corso molte trasformazioni. Dove sta portando il Paese Raúl?

    «Stiamo attualizzando la strategia economica, non per tornare al capitalismo, ma per fortificare il progetto sociale. Prima si applicava la dottrina statalista in maniera troppo restrittiva. Lo Stato resta responsabile di settori come la salute, l’istruzione, la cultura, la sicurezza sociale, ma nel campo economico era necessario aprirsi ad altre possibilità, come le imprese miste e straniere, le cooperative private. È un processo in cui stiamo imparando e creando».



    Alcuni però sono esclusi, come i molti dissidenti detenuti.

    «Nessuno è escluso, tranne piccoli gruppi mercenari, che prendono i 20 milioni di dollari messi a disposizione dagli Stati Uniti ogni anno per finanziare questa opposizione falsa».



    Uno di loro, Oswaldo Payá, è morto in un incidente stradale che secondo la sua famiglia è stato in realtà un omicidio.

    «È tutto chiaro. Payá stava viaggiando con due persone, uno svedese e uno spagnolo, venute a Cuba per fare un lavoro di sovversione illegale, pagando i gruppi di opposizione. Il guidatore dell’auto, Carromero, non sapeva condurla, al punto che in Spagna gli avevano tolto la patente, e ha ucciso i passeggeri».



    Sareste pronti al dialogo diretto con gli Usa?

    «Lo siamo sempre stati. Fidel lo offrì subito dopo il successo della rivoluzione, ma la risposta sono stati circa 600 tentativi di ucciderlo. Noi restiamo aperti, ma c’è una lobby politica che fa profitti con l’embargo e non vuole terminarlo».



    L’elezione di un Papa sudamericano può favorire il dialogo?

    «Certo. Non tanto perché è latino americano, ma perché sta dicendo cose importanti per il momento attuale. Sta favorendo il dialogo a livello mondiale».

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  2. Il presidente americano, Barack Obama, e quello cubano, Raul Castro, faranno separatamente nel pomeriggio due annunci riguardo alle relazioni tra Stati Uniti e Cuba. Lo riferisce la Nbc. Secondo anticipazioni di una fonte della Casa Bianca ai media americani, l'annuncio andra' oltre il rilascio di un prigioniero americano di oggi, profilando "una svolta nei rapporti tra i due Paesi". .

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  3. Segnali di distensione. Anzi, forse anche qualcosa di più: c'è una vera e propria apertura nei rapporti fra Usa e Cuba, che sarà probabilmente ufficializzata nel pomeriggio da Obama.

    Il contractor americano Alan Gross è stato rilasciato da una prigione cubana, e poco dopo gli Stati Uniti hanno accettato di liberare per motivi umanitari 3 agenti cubani detenuti dopo un processo controverso che li ha condannati per spionaggio nei confronti di gruppi anti-Castro a Miami. Non solo, perché gli Stati Uniti dovrebbero annunciare la rimozione delle restrizioni ai viaggi e al trasferimento di denaro con Cuba.

    Gli Stati Uniti avvieranno dei negoziati con Cuba per la piena normalizzazione delle relazioni diplomatiche fra i due paesi e l'apertura di un'ambasciata a L'Avana, tant'è che già nei prossimi mesi potrebbe aprire un'ambasciata cubana negli Usa.

    A giocare un ruolo da garante nelle trattative fra Stati Uniti e Cuba, iniziate lo scorso anno sarebbe stato il Vaticano.

    Il contractor americano rilasciato. Collaboratore di Usaid, Gross era stato arrestato 5 anni fa mentre distribuiva materiale elettronico alla comunità ebrea all'Avana e condannato a 15 anni di prigione per spionaggio. Proprio una settimana fa, il presidente Usa, Barack Obama, aveva detto pubblicamente che gli Usa stavano negoziando da tempo con l'Avana per il rilascio di Gross attraverso «una serie di canali».

    L'accordo per il rilascio di Gross è stato raggiunto dopo oltre un anno di trattative segrete ai massimi livelli tra i due governi e rappresenta un primo passo verso la normalizzazione dei rapporti con l'Avana. Gross, 65 anni, soffre di diabete e le sue condizioni di salute sono peggiorate anche dopo uno sciopero della fame per il quale ha perso 45 chili: è cieco da un occhio, cammina con difficoltà a causa dell'artrite e ha perso quasi tutti i denti. L'uomo aveva un incarico per Usaid, l'agenzia americana per lo sviluppo internazionale che fa parte del Dipartimento di stato.

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  4. New York, 17 dicembre 2014 - Alan Gross, il cittadino americano detenuto da 5 anni a Cuba, è stato liberato e ha già lasciato la la prigione dove si trovava sull'isola. L'arresto di Gross scattò il 3 dicembre 2009 mentre era a Cuba per lavorare a un programma per lo sviluppo della democrazia dell'Agenzia per lo sviluppo internazionale degli Stati Uniti (Usaid).

    Secondo ABC News, Gross è stato fatto salire su un aereo per fare subito ritorno nel suo Paese. Per l'emittente americana l'accordo tra Washington e Cuba è stato raggiunto dopo oltre un anno di trattative segrete. La liberazione dell'uomo, le cui condizioni di salute sembrano preoccupanti, rappresenta un primo passo verso la normalizzazione delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti.

    Per ABC News, gli Usa hanno promesso come parte dell'accordo il rilascio di tre agenti cubani accusati di spionaggio in un processo controverso da cui emersero colpevoli di spiare gruppi anti-Castro a Miami, Florida, ma non il governo americano. Tutti e tre erano recentemente in una struttura medica del North Carolina e parte della rete di prigioni Usa.

    La loro liberazione risulta umanitaria, cosa che getta le basi per l'inizio di nuovi negoziati su temi che spaziano da restrizioni di viaggio a un eventuale rimozione dell'embargo adottato dall'allora presidente John F. Kennedy. Secondo i media americani il Vaticano avrebbe giocato un ruolo da garante nelle trattative fra Stati Uniti e Cuba, iniziate lo scorso anno.

    Il presidente americano, Barack Obama, e quello cubano, Raul Castro, faranno separatamente nel pomeriggio due annunci riguardo alle relazioni tra Stati Uniti e Cuba. Secondo anticipazioni di una fonte della Casa Bianca ai media americani, l'annuncio andrà oltre il rilascio di un prigioniero americano di oggi, profilando "una svolta nei rapporti tra i due Paesi". Gli Stati Uniti potrebbero aprire l'ambasciata a L'Avana già nei prossimi mesi.

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  5. Mi sono perso qualcosa?
    Ambasciata americana all'havana? E' quella sul malecon che cos'è?

    Forse volevano dire un ambasciata cubana negli stati uniti...

    Simone

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  6. Non è una ambasciata ma un officina di interessi

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  7. Comunque domani, a bocce ferme come diciamo in Piemonte, dirò la mia

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  8. Hai ragione. Il fatto è che tutti la chiamano ambasciata degli stati uniti.
    Ho riferito alla mia compagna. Sarcastica risposta: "vamos a ver..."

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  9. In quella risposta c'è tutta Cuba amico mio

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  10. era sinceramente una notizia attesa(almeno la liberazione di gross), dal momento che gli usa non potevano lasciare loro uomini nelle carceri di cuba. Sembra, infatti, che con gross sarà rilasciata anche una spia americana, il cui nome è top secret, in carcere nell'isola da ben 20 anni.

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  11. Diciamo che è un gran bel primo passo. Tutto il mondo ne sta' parlando

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  12. Per i tanti pezze al culo la festa sta'finendo. Bellissimo!

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  13. Verissimo. Mi sembra di sentire i loro commenti e vedere le loro facce. Hihihhihi...
    Simone

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  14. Sì sente il rumore dei salvadanai che si rompono. Tempi duri per i . . .fenomeni virtuali

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    1. Perche aston non capisco che può succedere.paolino.

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    2. Intanto una bella invasione di turisti yankee. . .

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  15. Comunque e' una svolta storica da cui Cuba esce con la schiena ben dritta!

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  16. forse ci prepariamo a dare l'ultimo saluto a Fidel tra non molto,con tutta la nostalgia che si voglia....ma effettivamente questo cambio deve avvenire cosi' come e' cominciato oggi,gradualmente......
    p.s. mi sto ricredendo su Raul ehehehe

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  17. La storia non torna mai indietro

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  18. Bene, abbiamo finalmente cominciato il processo che tutti aspettavamo con ansia e con timore.
    Sono certo che il procedimento impiegherà molto tempo, ma senza dubbio è giunta l'ora di grandi cambiamenti. In bene o in male solo il tempo potrà dircelo.

    Difficilmente Cuba diventerà un paese capitalista, in ogni modo.

    Milco, la fortuna aiuta gli audaci e tu sei già un pezzo avanti.
    Come dicono a Parigi, quando due francesi si incontrano sotto la tour Eiffel: DAJEEE!!!

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  19. Mah. . dico solo che mi sono portato un filo avanti

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  20. Mi pare presto per tirare delle conclusioni,per ora hanno fatto solo uno scambio di prigionieri.Da qui a togliere il bloqueo ce ne passa...Come quando dicoono di voler chiudere la base di Guantanamo.Comunque ricordatevi che gli usa non lo fanno a gratis,ci deve essere qualcosa sotto....

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