giovedì 4 dicembre 2014

QUALE CAMBIO?

 

L'altro giorno, durante l'intervista a Lettera 43, una delle domande riguardava il futuro di Cuba dopo il 2018.
Come e' noto, in quella data, la dinastia dei Castro dovrebbe, dopo quasi 60 anni, lasciare il potere.
Come mi e' stato fatto notare da qualche amico, alla domanda sul cosa accadra' dopo, ho risposto non con un'opzione vera e propria ma bensi con 3.
La realta' e' che, oggi ,nessuno puo' prevedere cosa realmente accadra' dopo quella data.
A Cuba e anche fuori dal paese, tutti parlano ed auspicano il cambiamento, non si sa bene quale, si spera comunque che la rotta cambi direzione.
Qualche viaggio a Cuba l'ho fatto, al di la delle dichiarazioni di sempre e alle chiacchiere da parque, non sono per nulla convinto che il cubano abbia tutta questa voglia di vedere che le cose cambino in modo drastico.
Lasciare una vita in cui, si passa un po' di trabajo, per un'altra fatta di sole incertezze mette paura a tanta gente.
Come ho detto altre volte i cubani, a Fidel, dovrebbero fare un monumento per aver consentito a generazioni di loro di non fare un'amata fava per tutta la vita.
A Tunas los bandoleros del parque, che conosco da lustri e che, da una vita, vivono di espedienti, un giorno si ed uno anche si lamentano del sistema, della polizia e di tutto il resto.
Ricordo loro che in nessun paese al mondo sarebbero arrivati, ad oltre 40 anni, a non aver mai lavorato un solo giorno in tutta la loro vita.
Se tutto cambiera' allora....cambiera' davvero tutto.
In una tienda dove oggi fingono di lavorare il 10, domani lavoreranno in 3 e gli altri 7 per strada.
Stesso discorso in un ristorante, in un ufficio statale, nei servizi pubblici, nella sanita' ecc....
Milioni di persone senza piu' alcuna tutela, e nessuna preparazione professionale, dovranno, allora si, guadagnarsi la pagnotta per tirare sera.
Gente buttata in mezzo alla strada vorra' dire un'aumento esponenziale della delinquenza e della criminalita'
Droga ad ogni angolo ed assalti ai turisti come avviene a S.Domingo, quotidianamente.
Vuol dire una policia corrotta fino al midollo che permettera' tutto cio' che non le portera' algo nel borsillo.
Come e' avvenuto altrove chi e' ricco lo sara' sempre di piu', mentre il povero sara' gettato ai margini della vita sociale del paese.
La gozadera finira'.
Addio feste a tutto spiano e bevute in cui la risaca dura giorni, al mattino dopo bisogna andare a lavorare.
Ciao al Carnevale dove nessuno, ma proprio nessuno, fa' un cazzo per oltre una settimana.
Addio a la libreta, che sara' quello che sara', ma che per tanta gente e' un'autentica ancora di salvataggio
Certo ci sara' piu' lavoro nel terziario ma non e' che ci possono essere negozi in tutta la citta', ogni 2 metri.
Apriranno fabbriche piu' moderne, dove pero' verranno impiegati solo una piccolissima parte di quelli che saranno lasciati a casa dallo stato.
Si inizieranno a pagare tasse serie, altro che le barzellette attuali.
Se cambiasse tutto allora dovranno, loro ma anche noi, dire addio alla Cuba che hanno/abbiamo conosciuto e di cui ci siamo innamorati.
Non sono sicuro che la maggior parte della popolazione voglia questo, rinunciando a sicurezze consolidate nei decenni.
Forse i ragazzi giovani, i 20/25 enni, la generazione della mia fianciulla, vorrebbero questo cambiamento per intravvedere un minimo di prospettiva, ma i 30/40/50 enni, quelli che qualche mattoncino nella loro vita lo hanno tirato su, dubito che vogliano correre il rischio di perderlo per un futuro incerto.
Chi si e' inserito, ha un lavoro che bene o male, in un modo o nell'altro qualcosa da', chi ha un negocito che permette di arrotondare e di vivere, chi e' inserito nei gangli dello stato in modo fattivo non vuole che le cose cambino in modo cosi' drastico.
Certo tutti si auspicano un miglioramento delle cose, dei salari, dei trasporti, dei servizi in generale ma il venire meno di certe sicurezze, come stiamo verificando da noi, porterebbe ad uno stravolgimento troppo grande del loro stile di vita'.
Siamo sicuri che sia questo quello che vogliono?

20 commenti:

  1. Non penso cambi più di tanto,stare insieme ai cubani e vivere per brevi periodi a cuba in mezzo alla gente mi da questa sensazione.mah......paolino.

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    1. In realtà alcune cose vorrebbero cambiarle, altre proprio no

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  2. Anche io non prevedo grandi cambiamenti. Giuseppe

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  3. Non è detto che il cambiare o meno dipenda solo da loro

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  4. Un paio di settimane fa ho avuto l'onore di parlare di persona con Oliver Zamora Oria,venuto qui in Italia per un giro di visite nei vari circoli.Persona squisitissima,ci ha detto che i cambiamenti saranno sempre e solo nella cornice del socialismo.
    A detta sua la gente è consapevole che un cambiamento radicale porterà più disastri che benefici.

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  5. Hanno in effetti un atteggiamento strano,criticano il sistema ma si capisce quando lo fanno che hanno paura delle incognite che porterà il cambiamento;ma cuanto può durare ancora questo sistema(seppur edulcorato da Raul)?credo poco specie se da un momento all'altro venisse meno aiuto economico Venezuelano,il futuro è davvero imprevedibile.....a me molto egoisticamente fa' paura perdere la Cuba che conosco..p.s. :la capitale è già cambiata si respira meno 'atmosfera'rispetto al passato,la 'habana hermosa dama del caribe'già non c'è più..ciao Milco
    Marco

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  6. Prova a togliere un pesciolino rosso dalla sua bolla nutrito e protetto e a
    buttarlo in pieno oceano

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  7. A proposito di pesciolini....ti immagini i milioni di italiani fancazzisti abituati a non lavorare se da domani guadagnassero solo in base a quello che producono?
    Sarebbe una guerra civile.
    Per quanto riguarda i cubani, nel mio piccolo, ogni volta che ci torno, porto la canna..mai il pesce.
    Canna...ovviamente nel senso di strumento di pesca, lascio ad altri più' furbi di me il piacere di una visita nelle prigioni cubane.
    E comunque Milco dieci anni fa girai il Messico in luoghi oggi impossibili perché dominati dai narcos...
    Spero di non dover dire lo stesso per Cuba.
    Lo spero per loro e per noi.

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    1. Sentivo ieri da Mentana un ineffabile esponente del 5stelle parlare di redditto di cittadinanza,750euro al mese (ci sarebbero pure coperture economiche),ora di per se nulla di strano,avviene già in molti paesi tipo Olanda o Inghilterra sotto varie forme e sarebba cosa buona e giusta ma te lo immagini applicato in Italia?con corruzione da Repubblica delle banane(guarda Roma)?poi li redditto di cittadinanza te lo danno per poco perché ti trovano lavoro e se rifiuti ciao..qui ci sarebbero schiere infinite clientelari..pure io nel 94 feci tutta la baja California fino quasi al chiapas..ora sarei morto dopo 100metri,ma Cuba credo e spero sia diverso il futuro,ciao Jacopo e ciao Milco
      Marco

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    2. Per non parlare del sussidio di disoccupazione

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  8. Se un domani varranno le leggi del mare aperto ne varranno anche le regole di sopravvivenza.
    Pesce grande mangia pesce piccolo

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  9. Voglio rivedere Cuba prima della fine dei Castro. Oppure come ne Il Gattopardo, che tutto cambi perché tutto resti uguale.P68

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  10. Meglio senza la mafia italo americana

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  11. Sembra che la cupola romana voglia spostare i suoi interessi a Cuba.P68

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  12. Oliver Zamora Oria ha ragione secondo me...Oramai Cuba è giunta a un "punto di non ritorno", se cambia come dovrebbe ci sarebbero solo disastri...Cuba è come se fosse prigioniera di se stessa...le nuove generazioni non si rispecchiano nella Cuba Castrista, quello è ovvio, e sono gli unici (anche se non credo tutti) che auspicherebbero un cambio, ma solo per questioni generazionali e di contatto con il mondo attuale, mentre la vecchia guardia cubana è sempre legata al suo passato.

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    1. Il problema e' che occorre vivere nel futuro e non nel passato.

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    2. Esatto Milco ma Cuba come mi insegni è prigioniera del suo passato, e la vedo dura pensare al futuro, inteso come futuro migliore, certo lo auguro di cuore al popolo cubano, ma la vedo dura per un futuro immediato.

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  13. Il tempo dira' chi avra' avuto ragione amico mio.

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