giovedì 19 febbraio 2015

CUBA DI...MODA

  Risultati immagini per DOLCE E GABBANA

Dopo i fatti accaduti a dicembre, col riavvicinamento fra Cuba e l'ingombrante vicino del nord, seguiti degli incontri a la Habana delle due delegazioni, incontri che presto avranno un seguito, correlati da una mozione bipartisan presentata al congresso Usa da parte di parlamentari democratici e repubblicani sul sollevamento del bloqueo. Cuba e' salita agli onori della cronaca.
Le prime pagine dei giornali, le notizie di apertura dei telegiornali hanno dato grande risalto a quello che, in effetti, e' stato un momento storico.
Per una volta non si e' accennato a Cuba hablando mierda o riferendosi all'ennesima apparizione di Fidel, dato per morto per la centesima volta.
Tutto cio' ha fatto si che Cuba sia salita agli onori della cronaca e che quasi....stia diventando di moda.
Ne accennava Simone di Torino l'altro giorno, giornali economici, politici altri ancora da fighette, che parlano di Cuba come una sorta di nuovo Eldorado e/o di una terra dalle mille opportunita'.
Questo blog non e' seguito soltanto da frequentatori dell'isola di antica data, ma anche da gente che la conosce poco.
Gente che pero' sta' pensando di investire in un mercato che, presto, potrebbe aprirsi.
Un paio di loro mi hanno contattato telefonicamente chiedendomi quali investimenti si possono fare, oggi, sull'isola.
Persino un Villans, mai stato a Cuba, mi ha chiesto se ci sono buone opportunita' di investimento.
Ovviamente oltre a questa bella gente, su Cuba, si prepara a calare anche ogni sorta di avvoltoio o altro genere di rapace...
Da un lato il fatto che Cuba diventi di moda mi fa' immensamente piacere.
Ho una casa de renta a Las Tunas che, una volta arrivata a un certo numero di clienti, potrebbe anche raddoppiare il servizio.
Per fine anno, ojala, dovremo aprire il paladar a Camaguey.
Siamo ancora in fase di pugnette ma...mi conoscete, sapete che i “fatti” non sono lontani.
Se, come e' possibile, nel 2015, il bloqueo dovvesse venire tolto o perlomeno allentato, si parla di 2 milioni di turisti nordamericani in arrivo sull'isola.
Quindi da un punto di vista commerciale questo diventare di moda e' benedetto.
Che arrivino...e anche numerosi, con le saccocce piene di bei dollaroni.
Pero'....da un'altro lato sono consapevole che, come scriveva un'amico del blog l'altro giorno, siamo probabilmente alla fine di un'epoca.
Credo che Cuba sara' sempre bella, restera' la perla del Caribe ma, con ogni probabilita', si appresta a diventare un qualcosa di diverso rispetto a quella che abbiamo conosciuto in questi lustri.
Sara' una Cuba meno solidale e popolare, come gia' e' avvenuto la gente avra' in testa soltanto il negocio e il modo piu' rapido di fare soldi, un po' come da noi.
Non voglio dire che sara' peggio...solo che sara' una cosa diversa.
Dobbiamo essere pronti a cogliere questa diversita', non avere paura dei cambiamenti ma esserci dentro nell'esatto momento in cui le cose si evolvono.
Arrivare dopo vorra' dire trovare solo le briciole.
Il fatto che Cuba diventi una moda, portera' a perdere una serie di valori a cui siamo legati e che ci hanno fatto innamorare di quel luogo.
Questo a vantaggio di piu' servizi e di una vita tutto sommato piu' semplice.
Restera' un po' di nostalgia.
Oggi posso mandare messaggi su una linea cubana, inviare e ricevere mail che saranno lette su quella linea, trovare sempre la persona che cerco quando la cerco.
Ogni tanto pero', affiora un po' di nostalgia per gli anni in cui bisognava cercare le fanciulle chiamando le telefoniche e rimanendo in attesa per minuti e minuti.
Certo ci sara' anche chi rimpiangera' i tempi in cui una fanciulla si concedeva per un quarto di pollo, ma queste sono miserie che lascio volentieri ai miserabili della confraternita “una tucola con due cannucce”.
Cuba sta' diventando di moda...dobbiamo rendercene conto, potremo pero' sempre dire, con orgoglio, di averne conosciuta una...differente.
Questa sera orgoglio Granata e orgoglio Basco si affrontano. Forza Toro!

DELEGAZIONE BASCA A SUPERGA


Athletic Bilbao, omaggio al Grande Torino a Superga

36 commenti:

  1. El Loco speriamo non diventi un paese qualunque

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  2. yuma. I miserabili della confraternita rimpiangeranno anche i tempi in cui una studentessa si fidanzava...con un quasi pensionato

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  3. Vedo che con la storia della tucola ti ho toccato sul vivo. . .
    Abbi pazienza sono cose che capitano. . w

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  4. yuma. e' vero, con il passare degli anni pero' si impara ad essere piu' tolleranti ed a guardare oltre il proprio naso

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  5. Hai ragione su tutta la linea
    Con gli anni si impara anche a comperare due lattine. . . Invece di una con le cannucce
    Prendilo come un augurio
    Nel frattempo il quasi(magari. . . ) pensionato ti risponde dalla palestra e non dai bordi di un cantiere. . .

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  6. "Tutto cambia, la realtà ultima non è che impermanenza". Marco Aurelio direbbe: "... mistero di natura, composizione dai medesimi elementi e dissoluzione
    nei medesimi elementi". Lo so, solo filosofia, nulla di pragmatico, la vita reale è ben altra nondimeno ogni tanto a me capita di pensare se tutto questo ha un senso, quella spinta che ci fa cercare il giardino delle rose che è il nostro destino.
    luciano

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    1. Mah. . . Qualcuno dice che la vita è quello che ti succede mentre fai progetti

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  7. .....e questo giardino delle rose non potrebbe essere a Cuba?
    luciano

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  8. Chissà perché ho il dubbio che in tanti , fra quelli che pensano di fare i palazzinari a Cuba , torneranno con le corna rotte ed il dedrio necessitante impacchi freddi.... forza toro e jxxx merda !!!!!!

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  9. Comunque quando tu Aston hai messo il tuo culo bianco sulla isola la prima volta le cose erano già parecchio cambiate mi pare,è una cosa in evoluzione costante e cambierà molto lentamente che quasi non te ne accorgerai. Pablo

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  10. Vero era il 2000.
    Chi racconta della Varadero di 10 anni prima mi sembra che parli di un'altro paese.

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  11. L’invasione basca è già iniziata e la notte di Europa League ha già tutti i connotati della grande festa. “Siamo due società simili perché siamo squadre del popolo”, ripetono dirigenti, giocatori e tifosi dell’Athletic Bilbao quando parlano del Toro. C’è grande rispetto e non è dunque un caso se ieri una delegazione dello storico club è salita fino a Superga per rendere omaggio al Grande Torino e alle vittime della tragedia del 4 maggio 1949. Un gesto sentito e spontaneo, che è stato apprezzato dalla società e dai sostenitori granata. E mentre per le vie di Torino si riverseranno i 1400 tifosi baschi arrivati per la partita, oggi le delegazioni di Athletic e Toro si incontreranno a pranzo per un momento sì ufficiale, ma utile per stringere ulteriore amicizia.
    “Affrontiamo una squadra storica in uno stadio storico”, spiega Andoni Iraola che è cresciuto nel Bilbao e non l’ha mai lasciato. Il terzino destro basco è tra i quattro giocatori con più presenze nell’Athletic ed è un’autentica bandiera. “Cercheremo di fare la nostra partita – commenta Iraola -, ma sappiamo che non sarà facile. Il Toro sta vivendo un ottimo periodo e sa difendersi molto bene: noi proveremo a segnare almeno un gol per rendere più agevole il ritorno tra una settimana”

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  12. Serata da amici a vedere il Toro
    Birra, pizza, rutto libero e donne fuori dalle palle

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  13. Ma sono rimasto solo io l'unico con l'intenzione di andare sull' isla per non fare una cippa?

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  14. Il problema è che se non faccio nulla dopo tre settimane ne ho già le palle piene

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  15. Piazza di Spagna, prima un campo di battaglia, poi una pattumiera a cielo aperto e per fortuna che ieri era stato emanato il “divieto assoluto” di vendere alcolici nel centro di Roma. Un qualche sistema per rifornirsi in quantità industriale di birra, vino e altro devono però averlo ben trovato, i tifosi del Feyenoord ammassati in piazza di Spagna verso l’ora di pranzo. La prova: gli strati di puntuti cocci di vetro che costellavano il selciato o le bottigliette che ornano la povera Fontana della Barcaccia, da poco restaurata. Risultato dell’alcol a fiumi? Scontri con la polizia, cariche e arresti.
    Nel pomeriggio gli ultrà hanno dato vita a un lancio di fumogeni e di bombe carta. Tra bottiglie rotte piazza di Spagna è diventata irraggiungibile da parte dei turisti in visita a Roma. Il gruppo di tifosi olandesi è stato portato dalle forze dell’ordine nei pressi di piazza del Popolo per farli salire a bordo di alcuni autobus per il trasferimento allo stadio. Sono circa 6000 i tifosi giunti a Roma dall’Olanda per seguire la partita di Europa League, prevista per le 19. Qualcuno ha sfoggiato anche bandiere del Feyenoord con la scritta «Europe Beware» («Europa stai attenta», intesa come Europe League).
    Tra i tanti tifosi scalmanati anche qualche ragazza e addirittura famiglie ma molto defilate. «Siamo tifosi molto caldi ma solo 4-500 di noi sono hooligans - racconta un giovane - a me interessa solo andare a vedere la partita». E infatti la stragrande maggioranza dei seimila tifosi olandesi sciamanti sembrava intenzionato solo a passare qualche ora in allegria prima di andare allo stadio Olimpico. Le nostre forze dell’ordine, all’italiana, hanno scelto la strategia del contenimento del danno: fin quando i più facinorosi non hanno passato il segno. Probabilmente sarà seguita con molta maggior attenzione la frangia di due-trecento “supercattivi”, pseudonazisti picchiatori e pericolosi, gente nota alle Questure di mezz’Europa che forse intendono entrare in azione dopo il tramonto. La loro partita potrebbe cominciare al fischio finale del match.
    Grandi affari comunque hanno fatto i venditori ambulanti per le vie della Capitale; ma anche ristoranti e vinerie, seriamente colpiti dalla crisi, hanno pensato di rifarsi fregandosene del divieto emanato ieri. Dopo il passaggio degli ultrà piazza di Spagna sembra un campo di battaglia: bottiglie rotte, fumogeni, buste, bicchieri di plastica. Alcuni motorini sono stati danneggiati e scaraventati in terra. Alcuni agenti sono rimasti feriti. Diversi tifosi sono stati fermati. Molti negozi sono stati costretti a chiudere nei momenti di tensione e le cariche tra i tifosi del Feyenoord e le forze dell’ordine. «Abbiamo paura - ha detto un negoziante - è stata una guerriglia, qui manca la sicurezza». La Barcaccia è piena di bottiglie di plastica, palloncini con i colori del Feyenoord, bandiere e anche sciarpe. Nella celebre fontana galleggiano anche frutta e residui di cibo. «Dopo avere usato la fontana come una pattumiera tanti tifosi hanno pensato bene di usare l’ingresso della metro di piazza di Spagna come un orinatoio», è la denuncia di alcuni negozianti.
    I supporter olandesi avevano già iniziato a creare problemi ieri sera e otto di loro sono stati già processati dopo essere stati arrestati dalla polizia: condanna a sei mesi, convertita in 45.000 euro di multa a testa. Per loro anche il divieto di dimora nella città di Roma. Ci sono stati altri 14 arresti da polizia e carabinieri nella zona interessata dai disordini. Alcuni degli olandesi, tutti giovani tra i 20 e i 28 anni, sono comparsi in aula con evidenti ecchimosi in volto e alla testa.
    Si è trattato di un gruppo che potremmo definire «i Black block della tifoseria», che si sono «ubriacati in modo vergognoso ed hanno avuto un comportamento disdicevole», ma «la polizia italiana ha saputo gestire la situazione e noi ci fidiamo delle autorità italiane». Così Aart Heering, l’addetto stampa dell’ambasciata olandese, commenta gli scontri di ieri sera nella capitale.

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  16. TORINO(5-3-2)/Padelli;Molinaro, Maksimović, Moretti, Glik(C), Darmian; El Kaddouri, Gazzi, Benassi; Maxi López, Martínez. All. Ventura

    Athletic Club (4-2-3-1)/ Iago Herrerín; Aurtenetxe, San Josè, Laporte, Etxeita; Beñat, De Marcos; Rico, Muniain, Vigueira; Williams. All. Valverde.

    Gioca l'Alce al posto della Quaglia con Martinez in campo....mah....

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  17. Il problema è capire quanto il governo cubano sia disposto a cambiare, e dove mettere un limite...non penso che il governo voglia svendere cuba agli americani, ne tantomeno farsi "invadere"...secondo me il bloqueo non lo toglieranno a corto periodo, potranno allentare alcune maglie, quello si, ma immaginare il paese che vedete voi io non lo vedo....a corto raggio.

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  18. Dopo i Castro molte cose cambieranno

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  19. Non ne sarei così sicuro Milco...sicuramente qualcosa cambierà e deve cambiare per forza, perchè il mondo cambia alla velocità della luce e Cuba è rimasta troppi decenni ferma (a prescindere di chi siano le colpe), forse le nuove generazioni porteranno dei miglioramenti, ma l'ideologia si annida anche nei giovani purtroppo, e non ne sarei così sicuro di cambiamenti a 360 gradi, anche perchè cambiare di botto dopo 50 anni spiazzerebbe tutti, in primis il popolo, e concretamente è inattuabile una cosa del genere.

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    1. Le nuove generazioni saranno più malleabili e meno idealiste

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  20. Cambieranno delle cose ma penso poco a livello politico o di regime o di sistema sono del idea di Walter,ormai manca poco vedremo.paolino.

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  21. Ma il quaglia in panca NO!!!perche?paolino

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  22. Goooll!!!! Maxi Lopez dopo una azione fantastica della squadra.
    1-1

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  23. 2-1 immenso Maxi dopo un gol enorme mangiato da Martinez

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  24. il Vate ex libidine ahahahahahah

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  25. Primo tempo da uomini veri. Da Toro!

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  26. 2-2 ora è durissima. Ma nel secondo tempo non stiamo giocando

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  27. Secondo tempo orrido a Bilbao sarà durissima

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  28. Alla fine abbiamo imparato cosa vuol dire giocare veramente in Europa.
    Quando ero a Cuba ho visto, col suegro, molte partite dei campionati spagnolo e tedesco, sono partite in cui si gioca e si corre per 90 minuti.
    Ieri siamo scesi in campo molli e abbiamo preso un gol, poi abbiamo ribaltato il risultato ma nel secondo tempo, come spesso accade nel nostro mediocre campionato, abbiamo tirato i remi in barca e abbiamo preso il pareggio.
    Detto questo possiamo passare il turno a Bilbao, a patto pero' di giocare per 90 minuti senza pause.
    Abbiamo un portiere mediocre e un centrocampo che e' quello che e', ma ce la possiamo fare.
    La Quaglia doveva giocare mentre Maxi ha dimostrato di essere un'attaccante vero.
    Certo Bruno Perez sarebbe servito, ma la cazzata di dare via Gillet ci e' costata la sua esclusione.
    Ripeto, andiamo a giocarcela senza paura nell'orgogliosa terra basca.

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