domenica 1 marzo 2015

DOMENICA SPORTIVA

 

La settimana sportiva ha avuto come protagonista la “manita” delle squadre italiane in Europa League.
Il sorteggio degli ottavi non e' stato particolarmente benevolo con le nostre squadre, ma a questo punto quelle forti, prima o poi, le devi incontrare.
Il Toro va a Leningrado, citta' eroica dove serve una prestazione eroica per portare il piumaggio a casa.
Bene il fatto che giochiamo la prima fuori.
L'Inter va in Germania, al Napoli e' toccata Mosca mentre avremo il derby fra Roma e Fiorentina.
In Grecia, a seguito degli ennesimi incidenti negli stadi, hanno deciso di sospendere, a tempo indeterminato, il campionato.
Da piu' parti, in Italia si e' levato un plauso per la decisione del governo greco.
Che ora ci tocchi prendere quell'inutile paese di fancazzisti come riferimento, la dice lunga sul come siamo messi.
La verita' e' che un provvedimento simile avremo dovuto prenderlo qua', nel momento in cui la gente va' allo stadio per vedere una partita, e non fa' ritorno a casa.
Il Parma non giochera' la seconda partita di seguito, Capitan Lucarelli si e' lamentato per la poca solidarieta' dei colleghi, strano che uno che opera da 20 anni in un ambiente simile si stupisca ancora.
Invece di 15 inutili minuti di ritardo nell'iniziare le partite, un bel gesto di solidarieta' sarebbe stato quello in cui ogni giocatore della serie A devolveva il 5% del suo compenso per permettere ai Ducali di terminare il campionato.
Certo che prendere una squadra a un'euro e' una bella barzelletta, ma nessuno controllava?
Si e' scatenata la polemica su Cerci che, dopo la partita di Cesena, avrebbe quasi aggredito Inzaghi, reo di averlo fatto giocare pochi minuti.
Come ieri sera del resto...
Chi segue il blog sa che, su Cerci, queste cose le scrissi in tempi non sospetti.
Giocatore da 20 minuti a partita 20 partite a stagione.
Sufficienti da noi, ma impresentabili ad altri livelli, sempre che Milan odierno sia ad altri livelli.
Al ragazzo serve ogni tanto uno come il Nostro Vate, che lo prendeva a calci in culo sbattendolo in panchina.
A Madrid appena Simeone ha visto la mollezza negli allenamenti ha subito capito che su Alessio non poteva contare.
La fidanzata, non un genio, come gia' fece dopo il suo trasferimento in Spagna si e' messa a twittare cazzate.
Lo avesse fatto quando lui era da noi, Ventura lo mandava ad allenarsi con la Beretti.
Cerci e' questo, la sua carriera parla chiaro, bastava una telefonata a Libidine per saperlo.
Certo che se lui e Ciro fossero rimasti, forse oggi guadagnerebbero di meno ma sarebbero ancora dei giocatori veri e non delle controfigure.
Osvaldo, malgrado un gol nel campionato argentino, rischia di essere rimandato al Sunderland a causa di un party a luci rosse dopo una partita.
Grande talento, ma cerebro con mezzo neurone circolante.
Questa sera ci aspetta il Napoli in casa, partita durissima contro quella che, secondo me, e' la seconda forza del campionato.
Loro ne hanno fatti riposare 11 giovedì mentre noi facevamo l'impresa.
Da noi rientreranno sicuramente Bovo, Bruno Perez, Farnerund e Benassi, forse Martinez.
Certo che continuare a vincere sarebbe una gran cosa.
Domani sera partitona fra la Roma e quelli la'.
Ieri, finalmente, giornata eroica per il rugby italiano.
Epica vittoria, all'ultimo secondo, per meta tecnica, ad Edimburgo contro la Scozia.
Ho visto parte del secondo tempo, compreso il finale, sul canale DMAX che ha l'esclusiva del sei nazioni.
Una vittoria ci voleva proprio dopo due brutte sconfitte.
Ora il cucchiaio di legno e' scongiurato e ci aspettano due sfide interne, a Roma, con Francia Irlanda.
La classifica vede in testa con 4 punti L'Inghilterra, l'Irlanda e il Galles, a 2 ci siamo noi e la Francia mentre a 0 resta la Scozia.

14 commenti:

  1. SCOZIA-ITALIA 19-22 (16-15)
    SCOZIA: Hogg; Seymour, Bennett (Scott dal 27’ st), Dunbar, Lamont; Horne (Tonks dal 39’ st), Laidlaw (Hidalgo-Clyne dal 35’ st); Beattie (Watson dall’11 st), Cowan, Harley; Gray, Swinson (Toolis dal 30’ st); Murray (Cross dal 35’ st), Ford, Dickinson (Grant dal 27’ st), Allenatore: Cotter.
    ITALIA: McLean; Visentin, Morisi, Bacchin, Venditti (Bisegni dal 30’ st); Haimona (Allan al 6’ st), Gori; Parisse, Favaro (Vunisa dal 22’ st), Minto; Furno, Biagi (Fuser dal 27’ st); Chistolini (Cittadini dal 17’ st), Ghiraldini (Ghiraldini dal 27’ st), Aguero (De Marchi dal 17’ st). Allenatore: Brunel. ARBITRO: Clancy (Irlanda)
    MARCATORI: primo tempo, 2’ cp Laidlaw, 8’ m. Bennett tr. Laidlaw, 10’ m. Furno, 16’ cp Laidlaw, 18’ cp Haimona, 27’ cp Laidlaw, 37’ m. Venditti tr. Haimona; secondo tempo, 27’ cp Laidlaw, 40’ meta tecnica Italia tr. Allan. CALCI: Laidlaw 4/4; Haimona 2/4, Allan 1/2. GIALLI: Toolis al 39’ st. SPETTATORI: 62.188.
    Ci voleva. L’Italia più combattiva e tenace batte la Scozia meno felice e ispirata del Sei Nazioni. Una vittoria cercata, voluta, ma anche studiata e preparata fino all’ultimo respiro. Perché negli ultimi 6 minuti l’Italia ha tenuto la Scozia nei suoi 22, anzi, nei suoi 5 metri, fino a sfondare in meta. Non con un uomo, ma con la mischia. Meta tecnica, per volontario collassamento della “maul”. E dopo la trasformazione di Allan, neanche più il tempo per riprendere il gioco. Tempo che i meteorologi scozzesi definiscono “nice” e quelli italiani retrocederebbero a “nuvoloso”, comunque asciutto. Scozia in maglia rossa, rossa anche di passione, Italia azzurra, ma visto l’inizio, potrebbe essere nera.
    la partita — Il pronti-via è scioccante e sembra allungare il pomeriggio all’infinito. Il “kick off” è preda di Biagi, poi la percussione di Favaro, quindi l’entrata laterale di Minto, punita da un calcio: 3-0 per gli scozzesi dopo 19”. Niente, confronto all’intercetto su passaggio – una telefonata internazionale - di Haimona a Parisse: 10-0 dopo 8’. Ma l’Italia reagisce: carrettino, “rolling maul” e Furno schiaccia. Partita che si gioca anche sulle infrazioni: due piazzati, prima di Laidlaw, poi di Haimona. L’Italia fatica e stenta, la Scozia non seduce e non affonda. Parisse è dovunque, Furno quasi, Biagi migliora a ogni match, Bacchin è convincente nei placcaggi, McLean è la calma olimpica. In compenso Aguero cede nelle chiuse e Visentin sembra pagare l’emozione del debutto. Laidlaw allunga su un nostro fuorigioco. L’arbitro ferma – e poi si scusa per l’errore – una penetrazione di Biagi, mischia e calcio, Haimona potrebbe riequilibrare la distanza, ma centra il palo e sul rimbalzo Venditti segna di prepotenza e anche un po’ di confusione. E così, pur giocando in modo impreciso, l’Italia è sotto di un solo punto. Nel secondo tempo Italia impone il gioco, Allan sostituisce Haimona colpito duro a metà primo tempo. Tensione, stress, incertezze, responsabilità, consapevolezza. Gli scozzesi, in campo e sugli spalti, tremano, e non per il freddo. Allan sbaglia il calcio in mezzo ai pali del possibile sorpasso, poi è la Scozia che per una decina di minuti tenta di sfondare alla mano, ma allunga soltanto con un calcio. Gli azzurri si ripropongono con fiducia e fede. A -6'20" tre mischie consecutive per l’Italia, la terza potrebbe essere decisiva ma viene punita dall’arbitro (affossamento italiano), ribaltando forse una meta tecnica. Ma c’è un’altra opportunità, stavolta sulla destra: Parisse e compagni, anche grazie alla superiorità numerica e fisica, la sfruttano fino in fondo. L’Italia si gode la vittoria. I problemi rimangono: dalla base al vertice. Ma questo successo serve a restituire gioia, soprattutto ai giocatori. Se la meritano.

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  2. massimo gramellini

    L’essere umano è animale conservatore e nostalgico. L’essere calcistico, se possibile, di più. Perciò immagino che la prima reazione del lettore al verdetto che i Mondiali arabi del 2022 si giocheranno d’inverno anziché d’estate sarà improntata allo sdegno e al rimpianto. Lo immagino perché è stata anche la mia. Poi ci ho ripensato. Ma ne parleremo dopo, cioè non prima di avere compiaciuto per qualche riga lo stato d’animo prevalente in qualsiasi situazione, dalle leggi sul lavoro alle liberalizzazioni: com’era più chiara la vita, quando tutto si ripeteva secondo meccanismi collaudati, in un concatenarsi di certezze. Tra le quali, ogni quattro anni, si stagliava come stella cometa il Mondiale Estivo. Le scuole finite, le giornate lunghe, le finestre aperte, il nonno davanti al televisore in mutande e canottiera. Una sospensione della vita reale, un interesse improvviso per Finlandia-Ecuador, le regole del fuorigioco spiegate con scarsa pazienza alle donne di casa (ma ora non ci capiamo più niente neanche noi). E l’attesa per gli azzurri, i riti scaramantici, le birre gelate, i gruppi di ascolto durante le notturne accompagnate da pizze fredde e spaghetti scotti eppure, nel ricordo, buonissimi.
    La nostra esistenza è scandita dai Mondiali come quella degli antichi greci dalle Olimpiadi. Dov’eravate voi, se già c’eravate, la sera d’estate del 1966 in cui l’Italia perse contro la Corea del Nord e mio padre spaccò con un cazzotto la scrivania del suo studio davanti agli occhi terrorizzati di un bimbo di cinque anni? In quale fontana vi siete buttati (o avreste voluto farlo) al fondo della notte di Italia-Germania 4 a 3? In quale spiaggia italiana avete rivolto una pacata pernacchia ai turisti tedeschi per festeggiare la vittoria nel Mundial spagnolo? Cosa pensaste di Maradona quando sotto il cielo di un luglio napoletano ci buttò fuori ai calci di rigore? E qual è la prima persona che avete abbracciato dopo quello, decisivo, calciato da Fabio Grosso contro la Francia nel 2006?

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  3. Poi, come è noto, è successo qualcosa. La ricchezza ha lasciato la vecchia Europa, si è rifugiata altrove. E ora i nuovi padroni del mondo vogliono ridisegnare il calendario della nostra vita secondo un’altra prospettiva, la loro. Gli sceicchi del Qatar non hanno badato a spese per ottenere dai maneggioni della Fifa l’edizione del 2022 e già al momento dell’assegnazione si poteva intuire che i Petrolmondiali si sarebbero svolti d’inverno. Bastava consultare un atlante. Nella torride estate del deserto arabico corrono a stento i cammelli, figuriamoci i Balotelli.
    E qui veniamo al punto. Nessuno è così ingenuo da pensare che ogni cambiamento sia bello in quanto tale. Però nessuno dovrebbe nemmeno essere così rigido da opporsi pregiudizialmente a tutto ciò che esce dai canoni e propone scenari inediti. Al riguardo il Mondiale d’inverno dischiude prospettive interessanti. La partenza anticipata del campionato di serie A (pensate a un derby a Ferragosto, che sciccheria). Uno sbocco sensato alle noiose cene aziendali di fine anno (basterà un megaschermo a trasformarle in torcide fumanti). Un argomento salvavita per la vigilia e il pranzo di Natale (la finale del 23 dicembre si sarà appena giocata, quindi i litigi tra cognati potranno finalmente abbandonare i soliti pretesti per concentrarsi su temi essenziali come il pressing e il presidio delle fasce). Ci sarà anche qualche piccolo problema, sarebbe assurdo negarlo. La presenza invadente dei Mondiali nel mese prefestivo avrà l’effetto di comprimere la finestra temporale dei regali, riducendola di fatto alle ventiquattro ore che passeranno tra la finalissima e l’apertura dei pacchi. Ma la novità costringerà i commercianti ad aguzzare l’ingegno. Potrebbero organizzare notti bianche e pomeriggi bollenti per offrire alla clientela, anche a quella più refrattaria al rito dei pacchi-dono, il brivido di acquistare il giocattolo inutile o la cravatta riciclabile in un’atmosfera da curva. Per chi invece, come me, preferirà rintanarsi nel salotto di casa, riuscite a immaginare quanto possa essere romantico soffrire e godere una partita mondiale sotto il plaid, con le calze pesanti ai piedi e in mano, al posto della birra, un bicchiere di barolo chinato?

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  4. Perché maxi in panca,è in forma.paolino.

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    1. Un po' di rotazione Maxi ha giocato giovedì.

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  5. Partita equilibrata ma meglio il toro.paolino.

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    1. Sarà una partita che si decide con un episodio

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  6. Primo tempo 0-0 meglio noi all'inizio e loro alla fine

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  7. Grande libidine!!!!!

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  8. Sogna ad occhi aperti il Toro e soprattutto non smette più di vincere in grande stile. Dopo aver espugnato Bilbao, a stretto giro di posta i granata hanno dominato il Napoli: due successi in 72 ore che ridisegnano le ambizioni della squadra di Ventura e fanno esplodere la festa tra i tifosi. “È arrivato il giusto premio per questo gruppo – commenta il tecnico di un vero e proprio miracolo sportivo -: siamo meritatamente agli ottavi di Europa League e protagonisti in serie A”. Il 12° risultato utile consecutivo del Torino è figlio di una prestazione perfetta, esaltata dal gol del capitano Kamil Glik (sesto in campionato: un record), e di un gruppo che sta facendo addirittura meglio della scorsa stagione nonostante Immobile e Cerci non ci siano più. “La nostra forza è il gruppo – spiega Urbano Cairo - e la testimonianza viene dal fatto che le reti decisive nelle ultime tre partite sono arrivate da calciatori che erano già qui in serie B: Vives a Firenze, Darmian a Bilbao e Glik all’Olimpico”.



    Il Toro ora è settimo in classifica con 36 punti dopo 25 giornate in compagnia del Genoa e dopo, aver battuto l’Inter, si è tolto la soddisfazione di superare un’altra grande: il Napoli. Che Ventura in carriera non aveva mai superato, così come contro Benitez aveva sempre perso (4 tentativi e 4 ko fino a ieri sera). “E’ una partita che abbiamo potuto preparare solo in 48 ore – commenta -, ma sono estremamente soddisfatto perché la squadra ha espresso un ottimo calcio contro un avversario molto forte come il Napoli. Questo Toro è una squadra matura per poter diventare grande: al cospetto della squadra terza in classifica abbiamo avuto il 74% del possesso palla e anche questo dimostra come siamo stati padroni della partita finché le energie ci hanno sorretto. Questa settimana così ricca di emozioni deve essere uno stimolo a crescere e non una fonte di appagamento”.

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