giovedì 5 marzo 2015

LE PICCOLE COSE

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Durante il mio ultimo soggiorno tunero, gennaio 2015, una mattina, dopo gia' due settimane che ero in loco, incontro un'italiano componente della sparuta e selezionata compagnia di connazionali che frequento, occasionalmente, quando sono da quelle parti.
Sorridendo mi chiede dove ero finito, visto che mi ero fatto, da loro, vedere davvero poco.
Ovviamente aveva ragione ma oramai, da piu' di un soggiorno, la mia vita a Cuba si muove su binari e ritmi che si stanno sempre piu' allontanando dalla classica farandula turistica.
Non si tratta di una scelta di merito, semplicemente, bisogna andare dove la vita ti porta e dove gli Orishas vogliono che tu sia.
A gennaio avevamo l'apertura della renta e il primo cliente, un carissimo amico che frequentava Las Tunas per la prima volta.
Quindi, nelle prime due settimane, piacevolmente, abbiamo passato un po' di tempo insieme, dopodiche', essendo una persona sveglia, ha iniziato ad avere i suoi giri e la nostra frequentazione e' diventata piu' occasionale.
Ognuno deve vivere come vuole e puo' quel bene preziosissimo che e' una vacanza.
In realta' sono diventato totalmente padrone del mio tempo e delle mie giornate.
Conquista non da poco, brava gente.
Come vi accennavo, dopo 3 giorni di vita nella renta, mi sono trasferito nella grande casa della famiglia, a poche decine di metri dalla renta stessa.
Chi non sogna, a Cuba, di avere una grande casa tutta per se?
Vi ho gia' raccontato che al mattino mi svegliavo che erano gia' andati tutti via; chi in facolta', chi al lavoro e chi nella renta.
Quindi non avevo neanche la necessita' di essere “vestito” in modo particolarmente...formale, tanto ero solo.
Dopo aver giocato coi cani mi dedicavo al rito del caffe'.
Il caffe', come saprete, a Cuba, e' davvero buono, il cubano e' un grande consumatore di questa bevanda.
Dal campo, a volte, ci arriva direttamente in seme grezzo, la suegra lo tosta, ma non sempre al mattino lo trovo macinato.
Nel patio c'e' una specie di tornio per macinarlo.
Mi sono tornate alla mente immagini della mia infanzia, quando la nonna, per macinare, usava il classico macinino a mano.
Una cosa in legno quadrata con sopra una manovella da girare in senso orario macinando i grani del caffe che, prima, era stato inserito nella parte superiore.
Quelli della mia generazione sanno di cosa parlo...
Il caffe' a Cuba non si fa' come da noi per un veloce consumo.
In casa, la sola caffettiera presente e' molto grande, quindi quando fai il caffe' devi poi, gia' zuccherato, metterlo nel thermos in modo che chiunque rientri lo trovi gia' fatto, caldo e disponibile
Si tratta, fra le altre cose, anche di un gesto di cortesia.
Poi c'e' il rito del batido, cosa a cui non rinuncerei per nessuna ragione al mondo.
Avendo, la famiglia della suegra, una grande finca sopra Colombia, quando la abuela arriva in citta' porta con se molti generi alimentari.
Se ci sono io arriva la guanawana.
Ragazzi quel batido e' una cosa da paura, se vi capita provatelo, fatevelo fare sempre che si riesca a trovare quel frutto non comunissimo.
A quel punto inizia la giornata; un salto nella renta, la palestra, nel primo pomeriggio....qualche momento ludico, la pista per correre e poi la serata.
Ovviamente, se vivete in una normale casa cubana, per eventuali momenti ludici, che vanno dilazionati nel tempo e fatti con intelligenza, occorre una diversa location.
Ma che ve lo dico a fare...?
Se e' il caso faccio un salto al mercato a fare compere o in facolta' a prendere chi di dovere.
Di sera o si cena in casa o usciamo per cenare fuori, poter fare questo tipo di scelta e' una cosa che amplia il concetto di liberta'.
In casa de renta la scelta e' sempre obbligata, anche se ceni in casa e' come se fossi al ristorante.
A casa tua e' differente...
Tutto cio' per raccontare che, dopo tanti anni, diventare padroni del proprio tempo e godere anche delle piccole cose e' una cosa che, davvero, puo' fare la differenza fra l'essere in vacanza a Cuba e...viverci.

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44 commenti:

  1. Sono , come te , pazzo per il batido anche se , personalmente , preferisco la guayaba . Odio invece il caffé nel thermos che decanta e che è sempre troppo zuccherato.... roba da diabete al solo guardarlo.. :-(

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    1. La prima volta che ho fatto il caffe' a casa non l'ho zuccherato prima di metterlo nel thermos.
      Arriva il suegro un paio d'ore dopo e lo sento bestemmiare in cucina.
      Abituato a berlo gia' zuccherato aveva tirato giu' una golata...amara.
      Hahahahaha

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    2. Vio "capitolini" neanche sapete cos'e la guanawana....

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    3. Infatti prima volta che ne sento parlare,chiederò a mia moglie.ma c è solo in oriente?paolino.

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    4. Credo che si trovi anche a occidente solo che voi siete
      fighette e non la conoscete ah ah ah

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  2. E' proprio il sapere apprezzare le piccole cose che puo' fare la differenza.Stefano

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    1. Vedo c he la pensiamo allo stesso modo

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  3. Celia Cruz, la regina della salsa contemporanea, aveva le idee chiare. Un caffè perfetto cubano? Va preparato con l’azucar (zucchero), naturalmente. Attraverso un aneddoto e la ricetta di preparazione, vi presentiamo il caffè dell’isola caraibica per eccellenza: Cuba.
    In un ristorante a Miami…

    Azucar! Era il grido con cui Celia iniziava le sue performance. Divenne il marchio di fabbrica della sua timbrica eccelsa. L’esclamazione nasce in un ristorante di Miami. Un cameriere chiese alla cantante se gradiva dello zucchero nel caffè. La risposta fu decisa: «Chico sei cubano e mi fai una domanda del genere? Con lo zucchero!»

    La sera stessa, la diosa (dea) del ritmo, raccontò l’aneddoto del caffè al suo pubblico. La storiella ebbe successo e fu ripetuta in molti concerti. Fino a quando Celia decise di conservare solo l’urlo: Azucar! Caldo come un cafecito cubano.
    La ricetta

    Dall’arabica coltivata a Cuba si può ricavare un’ottimo caffè, equilibrato, speziato e dolce. La preparazione è molto semplice. Il cafecito tradizionale si prepara con la moka. Innanzitutto procuratevi una verietà di caffè caraibica.

    Preparate la moka e mettetela sul fornello, a fiamma bassa. Intanto versate dello zucchero di canna (non semolato) in un contenitore di metallo. Due cucchiani per ogni tazzina. Quando il caffè sarà pronto, versatene qualche goccia nello zucchero e amalgamate fino ad ottenere una cremina compatta. Successivamente versate il caffè restante nel contenitore e mescolate.

    Il vostro caffè perfetto cubano con azucar è pronto per essere versato nelle tazzine.
    Mentre lo degustate, chiudete gli occhi e immaginate di essere nell’incantevole Café de las Infusiones, nella parte vecchia di L’Avana. Circondati da architetture in stile coloniale e dal ritmo della salsa.

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  4. guanawana frutto tanto brutto ma tanto buono, io preferisco mangiarlo molto lentamente (anche perchè pieno di semi) nel portal dove abito, anche mangiare un frutto, come bere un caffè ha ritmi completamente differenti taxi driver

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  5. Vero. Quando siamo da quelle parti è bello vivere, per un po' a quei ritmi

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  6. Gli unici ritmi che a Cuba non sono lenti sono i balli in pista ed in cama :-)

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  7. Prova a mandare un dinerito e vedi come corrono al banco.

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  8. Guanawana buonissima l'ho mangiata a Dicembre a Baracoa per la prima volta....il caffè cubano mi piace molto perchè ha un buon sapore e non è forte come il nostro che dopo due tazzine devi prendere un ansiolitico. Avere a disposizione una casa tutta per se a Cuba non ha prezzo, anche io alloggio dalla suegra quando vado, è tutta un altra libertà rispetto alla renta.

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  9. C'è anche anche all'havana la guanawana. Si chiama chirimoya. Il bisabuelo ha sia quelli che il mamey, il cui batido per me non ha eguali.
    Considera che io sono talmente rompicoglioni che al mattino la suegra per me fa il caffè amaro a parte e mi porta insieme un bicchiere di acqua gelata (come da Mulassano, nee)

    W la nostra Cuba!

    Simone

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    1. No
      Il sepote proprio non mi piace

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    2. La Guanàbana (con la B di Venezia, come dico sempre) non è la stessa cosa della Chirimoya. Somiglia, ma quello che dice Milco è un frutto spinoso. Il sapore è simile, tuttavia.

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    3. Spinoso e di gusto un po' aspro

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    4. L'unica frutta che piace a me è la PAPAYA

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  10. ¿Quiénes compran las casas en Cuba?

    La mayoría de los compradores son cubanos, pero en numerosas ocasiones las casas son financiadas por los familiares que residen en el exterior o extranjeros con los que se han casado y formado una familia en la isla.
    Con precios que ascienden hasta los 500 mil dólares y salarios promedios de 20 dólares mensuales, la gran pregunta es, ¿quiénes compran casas en Cuba?

    Los corredores inmobiliarios contactados por Martí Noticias aseguraron que la mayoría de los compradores son cubanos, pero en numerosas ocasiones las casas son financiadas por los familiares que residen en el exterior o extranjeros con los que se han casado y formado una familia en la isla.

    Los foráneos que más compran vienen de Rusia y China, asegura Lucía, quien practicó esta actividad el pasado año. Por su parte, Mara, una exitosa agente de bienes raíces, menciona entre sus clientes extranjeros a alemanes, italianos y españoles.

    Indecisión: comprar al pueblo o al estado

    A finales de la década del 90, el gobierno cubano permitió a los extranjeros la compra de casas, con la condición de hacerlo exclusivamente a las inmobiliarias del Estado.

    En el 2003 se congelaron los permisos por un escándalo de corrupción de grandes proporciones, que terminó con un pleito legal en la corte de arbitraje entre una inmobiliaria italiana y el gobierno cubano.

    La nueva Ley de la Vivienda dio luz verde nuevamente a estas transacciones.La nueva ley no ha cambiado mucho. Un extranjero puede comprar a una inmobiliaria del Estado. Ahora, si compra, le otorgan una residencia temporal.

    "Eso es lo que dice la nueva ley, vamos a ver si se da o no", comenta Rafaelo, empresario italiano que reside en Cuba hace más de una década.

    No obstante, muchos extranjeros que deciden asentarse en Cuba prefieren comprar casa a particulares, y no al Estado como establece la ley.

    "Las casas normales son mucho menos caras y mucho más atractivas para un extranjero que las de una inmobiliaria (del estado), que son todas caras y muchas veces mal hechas, con mucho defecto de fabricación", explica el italiano.

    Las agencias inmobiliarias del estado cubano, mantienen precios similares al de zonas londinenses: oscilan entre los 3 500 o 4 000 dólares por metro cuadrado. Monte Barreto S.A., Monte Carlo S.A., Habana S.A., Cimasqu S.A., Cubalse, Lares y Atlantic son algunas de estas agencias, concentradas exclusivamente en la venta, compra y alquiler de casas y apartamentos a clientes foráneos.

    Obviamente, ofertas como un inmueble en el Vedado, de 80 o 90 metros cuadrados a 60 mil CUC, incitan a los residentes temporales a estirar la ley, aún a riesgo de quedarse sin nada.

    Alianzas y riesgos

    La alianza con un ciudadano cubano para usar su nombre en la documentación legal se convierte entonces en un imperativo. A estas viviendas jamás tendrán derecho alguno. Muchas de ellas terminarán en manos de la ex esposa, el ex esposo o el ex amigo cubano.

    “La experiencia dice que casi siempre la pasada es mala y no buena, pero siempre hay extranjeros nuevecitos, que no saben. También hay otros que dicen: bueno, yo lo hago, si no pierdo bien, si lo pierdo no importa, no me cambia la vida. Hay muchos que han perdido todo y han tenido que regresar a su país con problemas.”

    La nueva Ley de Inversiones Extranjeras, dictada en marzo y vigente desde junio, autoriza la venta o arrendamiento de inmuebles a los inversionistas extranjeros, aunque por el momento se aplica solo a quien tenga conexiones políticas. Los compradores están únicamente amparados por el Tribunal de La Habana, así compren en Songo La Maya.

    En semanas pasadas una delegación, presidida por la embajadora de Cuba en Italia, Milagros Karina Soto Agüero, se reunió con cerca de 300 empresarios del país para explicar las bondades de la nueva Ley de Inversión Extranjera. Cuando los participantes preguntaban sobre el tema inmobiliario, los funcionarios cubanos miraban hacia el otro lado y pedían la próxima pregunta.

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  11. Leyes de la compraventa: los cubanos quieren más.

    La ley limita a dos el número de casas que pueden poseer. Los que residen en el exterior continúan quedando fuera de toda resolución.Los bancos cubanos no ofrecen crédito ni hipoteca.
    Por más de 20 años los cubanos se vieron obligados a comprar y vender sus casas con mil artimañas ilegales. Una donación, un testamento, o un matrimonio y divorcio falsos ayudaban a lavar la operación.

    El decreto- ley 288 de 2011 eliminó la prohibición de la compraventa de casas, penalizada por la Séptima, de la Ley General de la Vivienda de 1988. Otra de 2003 dejaba al Estado como único comprador para adquirir esos inmuebles.

    Según una funcionaria del ministerio de Justicia de visita en Miami, a pesar de la entrada en vigor del decreto Decreto-Ley 288 y todas sus resoluciones, predominan las donaciones para disfrazar la compraventa.

    Tiempo de volver a la legalidad

    El fallo del Tribunal Supremo cubano a favor de Bertha Bouly Wilson contra Ricardo Andux Barrueta por la legalización de una casa comprada ilícitamente antes de noviembre de 2011, sentó un precedente legal para otras personas en su misma situación.

    Bouly había comprado ilícitamente una casa a Andux por 5 mil pesos, y para lavar la transacción, como era usual, se casaron. Pero antes de que pudieran divorciarse, este fue a parar a la prisión y, al salir, pretendía quedarse con la casa y con el dinero.

    Compradores y vendedores pueden ahora acudir a los tribunales para legalizar una compra ilícita anterior a noviembre de 2011, tras ser distribuida la circular 265 a los tribunales, bufetes colectivos, notarios públicos y oficinas del Instituto de Vivienda.

    La ley dice: "Hasta aquí"

    No obstante, los cubanos quieren más. La ley limita a dos el número de casas que pueden poseer: una vivienda permanente y otra de veraneo, que puede estar ubicada en zonas rurales o costeras.

    Los que residen en el exterior continúan quedando fuera de toda resolución: no tienen derecho a recibir casas en herencia o ser propietarios de una dentro de la isla, a menos que la compren al gobierno.

    Algunos se las ingenian para torcer la ley a su beneficio. No faltan quienes ponen como titulares de las propiedades a niños, mientras sus padres actúan como albaceas.

    Aquí lo que vale es el cash

    Las casas tienen que ser pagadas en efectivo y al contado. Los bancos cubanos no ofrecen crédito ni hipoteca, su papel se limita a recibir la cantidad declarada por las partes y procurar un cheque de gerencia que será entregado al vendedor. Esta cantidad nunca podrá ser inferior al precio legal de la casa, determinado por el estado a través de los arquitectos de la comunidad.

    Una vez en sus manos el cheque de gerencia y la propiedad de la casa legalmente actualizada, comprador y vendedor formalizan la escritura de compraventa frente al notario. El vendedor puede luego retirar el dinero del banco.

    Tiempo de pagar las comisiones entonces: al estado y al agente de bienes raíces. Para evitar que la comisión del 4% establecida por el estado no les afecte, el precio declarado de la casa es generalmente inferior al pactado entre vendedor y comprador.

    “La ley no permite que exista un tercero, es una facultad de dos personas,” advierte la abogada Yoandra. Los corredores inmobiliarios reciben del 5 al 10% del valor total de la vivienda.

    Según el estudio de The Havana Consulting Group, este sector se ve “tremendamente” entorpecido por la falta de mecanismos financieros para estimular las ventas y financiar las hipotecas; préstamos irrisorios de los bancos estatales para encarar la construcción o reparación de viviendas; bajos salarios y limitado poder adquisitivo de la población; e inexistencia de un inventario de inmuebles que asegure una dinámica de ventas.

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  12. Nessun cubano senza interventi esterni può comperare nulla

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    1. Esatto, ma del limite di max due case a testa tu sapevi nulla?

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  13. Certo una per viverci e una. . . Di vacanza

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  14. La guanawana la cercavo da tempo senza riuscire a trovarla anche perchè ho letto qui in Italia che ha proprietà molto benefiche.A luglio mentre pernottavo a Trinidad,la padrona mi ha chiesto se a colazione gradivo la batida di questo frutto.Ho accettato subito,curioso di assaggiarla ed ho scoperto che è veramente buona.A Camaguey, nonostante le ricerche del padrone di casa non sono mai riuscito a trovarla.Max

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    1. È probabile che, come ogni frutto, abbia una sua stagionalità

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  15. Sono cose che ho apprezzato anche io, dopo che ho avuto modo di conoscere quella che sarebbe diventata poi mia moglie. Ed è bello, sentirsi radicato in qualche modo, lontano da casa.

    Sono felice che anche tu abbia trovato questa pace interiore, nella Isla.

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  16. Pace interiore e' una parola molto ma molto grossa.
    Diciamo che in un futuro...molto prossimo vorrei vivere meglio.

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  17. Guanabana, il frutto tropicale dalle proprietà anticancro
    Scritto da M'informo Salute il 24 aprile, 2013
    Se vi capita di visitare un Paese tropicale, potreste imbattervi facilmente nei mercati locali in un grosso frutto di colore giallo-verdognolo ricoperto da spine non molto appuntite. Si tratta del guanabana, noto anche con il nome di graviola. Questo frutto ha diverse proprietà salutari e viene ritenuto un rimedio naturale per prevenire il cancro. La Cancer Research UK ha infatti spiegato che, da alcuni esami effettuati in laboratorio, gli estratti di guanabana hanno rivelato un potenziale anticancro enorme, in grado di sconfiggere le cellule cancerogene di alcuni tipi di tumore, come il cancro al fegato e al seno, anche laddove la chemioterapia incontrava resistenza.

    I ricercatori ci tengono però a precisare che non sono stati effettuati studi a sufficienza sugli umani per gridare al rimedio naturale miracoloso contro il cancro. Tuttavia è indubbio che il guanabana nasconde una chiave di ricerca interessante per la lotta al cancro. La ricerca andrà ovviamente avanti per capire come sfruttare le prime scoperte, positive, sugli effetti antitumorali del guanabana.

    frutto tropicale guanabanaL’albero di graviola, l’Annona muricata, ha il suo habitat naturale nella foresta pluviale amazzonica, nel Sud della Florida e in Messico. I frutti vengono utilizzati per produrre creme, liquori e gelati. Il naturopata Leslie Taylor parlò delle proprietà curative del guanabana già nel 2005 nel libro The Healing Power of Rainforest Herbs, “Il potere curativo delle erbe delle foreste pluviali”. Secondo l’esperto, l’albero di graviola produce sostanze chimiche vegetali note con il nome di acetogenine annonacee. Queste sostanze chimiche naturali delle piante si trovano nei semi dell’albero, nelle foglie, nelle radici e all’interno della corteccia.

    Queste sostanze sono in grado di prevenire la proliferazione delle cellule cancerogene e di distruggere solo le cellule intaccate dal cancro, lasciando intatte quelle sane, a differenza della chemioterapia. Tuttavia gli esperti affermano che non ci sono abbastanza prove per utilizzarle in un vero e proprio trattamento contro il cancro e che prima di avviare qualsiasi cura naturale bisogna rivolgersi sempre al proprio medico curante per ricevere un parere.

    Bisogna inoltre prestare molta attenzione agli effetti collaterali del guanabana. Grandi quantità di estratto di graviola possono infatti causare nausea e vomito. Chi soffre di pressione bassa, dovrebbe evitare di consumare guanabana perché le sostanze contenute in questo frutto abbassano ulteriormente la pressione arteriosa. Anche in caso di malattie cardiache, gravidanza e allattamento è bene non assumere estratti di graviola. Taylor spiega che il guanabana è in grado inoltre di potenziare l’effetto di alcuni farmaci antidepressivi, in particolare dei MAO-inibitori.

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    1. Comunque mi pare che sono tre, i tipi di frutta di questo tipo.
      La chirimoya, la guanabana, e l'anon. Dovrei sentire mia moglie, che dice di essere dell'Avana ma in realtà è una burina. LOL

      Il terzo lo trovo con molta difficoltà, è una specie di pigna verde, rotonda. Se ti ricordi al prossimo viaggio cercalo.

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    2. Questa veramente è la guanabana,come sapore un po più acida che la chirimoya e anon.Dayanis, un'altra burina,ahaha

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    3. Ci siamo un po' incasinati con questa frutta.....

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  18. Tutti i cubani qua' uomo dell'avana. . . .

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  19. Cazzo il marocchino quant'è forte!

    Simone

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  20. 1-2 per la Viola. Se in Germania i gobbi giocano così ne prendono otto

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  21. Eccccchecazzo che bel blog...sono capitato qualche giorno fa cercando notizie del pitonato dopo che casualmente un amico mi ha raccontato del suo flop...ho incominciato a leggere...leggere...leggere...articoli interessanti (come i commenti)...scrittura fluida...
    Il post di oggi poi descrive perfettamente quello che per me significa Cuba, la mia Cuba...bello capire che per altra gente é lo stesso...
    Ancora complimenti per il blog...
    Freccia.

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    1. Benvenuto
      chi è il pitonato?

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    2. Domani ti racconto chi é il pitonato...nel frattempo magari qualche amico del blog anticipa la risposta...

      Per adesso ti dico solo che io e mia moglie abbiam appena finito di tirarci nel piso de la risa dopo aver letto il post del 27-02 Aerobio...

      Mai letto il libro "Rumba" di David Riondito...? Potresti fargli concorrenza...tranquillamente!

      Freccia


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  22. Ok. Se è gente di altri spazi che parlano di Cuba lasciala dove è.
    Qua' il chisme non interessa e resta fuori
    Grazie

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  23. Tranquillo Aston nessun chisme...non fa parte del mio carattere e poi mi basta e avanza quello che mi devo sorbire da parte del familion femminile...
    cmq pitonato è il soprannome dato anni fa da alcuni "amici" a quell' agente di viaggio socio/non socio (adesso riciclatosi in altro lido) di cui vi siete occupati in vecchi post...
    nulla di meno nulla di più...spero di aver chiarito, a presto!
    Freccia

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  24. Si Freccia, avevo intuito che si parlava di lui.
    Ne parlammo tempo fa e chi aveva qualcosa da dire riguardante situazioni professionali....subite lo fece senza problemi.
    Si apri' un bel dibattito.
    Dibattito sull'argomento, lasciando fuori considerazioni sull'idividuo in questione che uscissero dal seminato.
    Non c'era nulla da chiarire era solo una mia curiosita'.

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