giovedì 12 marzo 2015

RENTA, RIMPATRIO E HULK

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Oggi, nei 10 minuti quotidiani che dedico alla scrittura, faro' convivere in un unico post 3 argomenti.

Come diceva un grande poeta “ ho sempre scritto i versi con la penna, non ho ordini precisi di lavoro”


RENTA
Dopo averla inserita su IndiCuba, ho inviato il modulo on line di iscrizione per piazzare la casa de renta anche su “My casa particular”.
Si tratta di portali che, gratuitamente, ti dedicano una pagina pubblicizzando la tua casa.
Tu invii le informazioni che servono (ubicazione, servizi, costi ecc...) insieme a delle foto e loro ti mettono tutto on line.
L'idea non e 'proprio da buttare, lasciamo perdere noi e la nostra capacita' di cavarsela, a Cuba, sempre e comunque.
Una persona ai primi viaggi puo' visionare la casa, i servizi e i costi e prenotare il soggiorno.
Il sito si prende la commissione come farebbe qualunque chulito o fanciulla di turno.
Il cliente paga la commissione al sito prima di partire e poi il costo della renta, concordato precedentemente in loco.
La commissione e' in linea con cio' che rapinano nell'isola; diciamo intorno al 15-20%
Con Simone di Cuba Center ne abbiamo parlato quando eravamo insieme a Cuba, la mezza idea ci sarebbe anche....vedremo, ho gia' abbastanza carne al fuoco.
Servono tot case de renta corrette,sicure e affidabili, meglio se si ha qualcuno in loco che si occupa di prenotazioni e cose simili.
Oltre che evitare che la duena rifili ad altri, per un cuc in piu' diario, una casa gia' prenotata sul sito...
Vamos a veer.

RIMPATRIO
Come ho scritto la scorsa settimana la moglie del mio amico, col figlioletto, e' a Cuba.
Hanno saldato la casa che hanno acquistato a Camaguey da cui nascera' il paladar.
Diciamo che il primo passo e' fatto.
Visto che doveva anche rientrare come residenza sull'isola, era impensabile che non ci fosse, in agguato, un rompimento di coglioni burocratico.
Parliamo di Cuba.
La fanciulla, un decennio fa, lascio' l'isola con una compagnia di ballo per non rientrare.
Sono passati 2 lustri e la cosa e' in prescrizione, fra l'altro in questi anni, con residenza italiana, e' rientrata (e uscita) a Cuba altre volte.
Ora, le hanno ridato la residenza e' il carne'...ma le hanno anche detto che risulta....disertora.
Esattamente come gli sportivi e i medici che non rientrano da competizioni o missioni.
Nulla di gravissimo, sono passati anni, lei ha ottenuto quello che voleva ma necessita di un papel di rimpatrio.
Fra l'altro chi ha “disertato” non rientra nella casistica degli 8 anni prima di poter rientrare che recita la nueva ley migratoria.
La cosa deve passare da La Habana coi classici tempi cubani.
La casa, al momento e' stata “appoggiata” a una persona di loro fiducia, quando arrivera' il papel faranno il cambio.
Per me non cambia nulla, il mio contributo partira' da meta' settembre a stagione mia finita e casa ristrutturata.
A quel punto acquistero' cio' che serve per la nostra attivita'.

HULK CONTRO I FANTASTICI 4
Questo e' il titolo di Tuttogobba di ieri, un titolo che non puo' non mandare in visibilio un'antico amante dei fumetti della Marvel come il sottoscritto.
I fantastici 4 sono Maxi, Quaglia, Darmian e Glik, quelli che ci hanno portati fino a qua'.
Questa sera, a Leningrado, la citta' piu' europea della Russia, piu' vicina ad Helsinki che a Mosca, ci giochiamo una partita dove non abbiamo nulla da perdere.
Certo, se giochiamo come a Udine, a meta' del primo tempo ne abbiamo gia' presi sei, ma non accadra'.
Loro sono decisamente piu' forti, nessun dubbio ma se giochiamo da Toro nulla ci e' precluso.
La Maratona itinerante, invece dei 3000 Fratelli ne vedra' allo stadio solo un migliaio, molti non hanno fatto in tempo e richiedere il visto d'ingresso, indispensabile non solo a Cuba ma anche in Russia.
Ovviamente, tardo pomeriggio fra amici; frittata di cipolle, birra fredda e donne fuori dai coglioni.

FORZA TORO!


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27 commenti:

  1. San Pietroburgo non è solo una città. Per ogni europeo questo nome evoca qualcosa di molto più profondo, qualcosa che riguarda la nostra letteratura e la nostra storia. Come accadde a Parigi, la città incarnò lo spirito di un epoca, rivivendo ogni giorno nelle opere di quella letteratura russa che continua, a distanza di anni, ad ammaliarci e incuriosirci. Ma non solo, San Pietroburgo è anche il luogo di uno dei più grandi eventi del '900: la rivoluzione d'ottobre – "i dieci giorni che sconvolsero il mondo" – l'epicentro da cui sorse l'ordine politico che contraddistinse tutto il XX secolo e che consacrò la Russia (pardon, l'Urss) ad arbitro dei destini mondiali – in coabitazione con gli Usa – per più di quarant'anni.

    Ma prima ancora dell'immortalità letteraria e di quella storica, San Pietroburgo aveva già fatto parlare di sé tutte le corti del settecento: la città, fondata il 27 maggio 1703 sulla foce della Neva, doveva svolgere il doppio ruolo di finestra sull'occidente per la Russia e di vetrina della Russia per gli stati occidentali. La nuova capitale, voluta dallo Zar Pietro il Grande (uomo alto due metri, ricordato spesso per aver prestato servizio "in incognito" in vari cantieri nautici, in Olanda e in Inghilterra, e per la determinata volontà di modernizzare la Russia) divenne l'incarnazione stessa di questa volontà politica caratterizzandosi fin da subito con un rigore architettonico nuovo, capace di rinnovare in un sol colpo ogni stilema russo. A sovraintendere il cantiere della nascente San Pietroburgo lavorarono dapprima il ticinese Trezzini e il francese Le Blond – che elaborarono quel barocco petrino che ancora oggi da un tocco di sogno alla città – e poi il fiorentino Rastrelli che costruì molti simboli della città, tra cui il celebre Palazzo d'Inverno.

    Accanto alla corte, nei decenni sorsero le case dei nobili, scuole e teatri; un fiume di ricchezze viaggio verso la città destinata, nell'800, a diventare un vero e proprio magnete per le migliori menti del Paese. In quegli anni San Pietroburgo vide nascere salotti letterari e politici mentre un nugolo di persone iniziò ad affollare la Prospettiva Nevskij – gli Champs-Elysées russi – e la città conquistò l'immortalità nelle pagine di Gogol e di Dostoevskij. Ma non soltanto musicisti, pittori e artisti trovarono casa a san Pietroburgo: qui nacquero o si svilupparono circoli populisti, nichilisti ed utopisti, motori per atti di cospirazione contrò l'autorità autocratica. Una San Pietroburgo fatta di società segrete che colpì l'immaginario occidentale, con i suoi arresti, gli attentati e le cospirazioni; un'escalation che trovò il proprio culmine il 13 marzo 1881, quando lo Zar Alessandro II venne ucciso dalle bombe dei rivoluzionari del gruppo Narodnaja volja.

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  2. Proprio questa San Pietroburgo eversiva e anarchica preparò il terreno allo sviluppo di quelle forze capaci di rovesciare il potere autocratico degli zar e instaurare successivamente il dominio bolscevico su tutta la Russia. Era l'ottobre del 1917 e l'incrociatore Aurora, da cui partirono i colpi di cannone che diedero il via alla conquista del Palazzo d'Inverno, è ancora là – ancorato nel porto e trasformato in museo – a ricordare i giorni in cui nacque l'Urss.

    Il trasferimento di capitale a Mosca voluto dal governo sovietico riuscì ad evitare al cuore della città eccessivi "ammodernamenti"; San Pietroburgo, conservata e restaurata, riesce così ancora oggi ad accompagnare il visitatore incantandolo con la grazia e la magia di quella vecchia Russia. Il centro storico dell'ex Leningrado, infatti, è protetto dall'Unesco dal 1990 e accompagna il visitatore tra palazzi e musei, giardini, canali e teatri, in una realtà paradossalmente vicina e lontana, contemporaneamente occidentale e orientale.

    Vera e propria capitale europea, San Pietroburgo è anche il luogo dove s'instituì formalmente il calcio in Russia. Era il 6 gennaio del 1912 quando, nella città degli Zar, nacque la federazione calcistica russa subito affiliata alla FIFA. La squadra dello Zenit, nata nel 1925, non ebbe, a differenza di quanto si possa pensare, vita facile. Nei suoi primi decenni di vita registrò più che altro retrocessioni e stagioni deludenti; nel 1944 vinse la prima Coppa dell'Unione Sovietica poi più nulla fino al 1984, quando il club mise le mani sul titolo più ambito: il campionato dell'Unione Sovietica. Il boom della squadra biancazzurra si data a partire dagli anni novanta, ed è un'ascesa costante segnata dalla vittoria del campionato nel 2003 e, soprattutto, dall'acquisto del club da parte della Gazprom, nel 2005. Lo Zenit inanella tre campionati russi (2007, 2010 e 2011-12) e nel maggio del 2008 alza al cielo la Coppa Uefa, conquistata a Manchester contro i Glasgow Rangers. Nello stesso anno riesce a conquistare anche la Supercoppa europea, contro il Manchester United. Due vittorie europee capace di accrescerne la fama continentale e l'appeal tra gli addetti ai lavori.

    Torino e San Pietroburgo, città gemellate, si apprestano a fare da scenario a 180 minuti di calcio che conta; la trasferta russa del Toro vedrà in San Pietroburgo un teatro incantevole, un luogo dove i sogni prendono corpo e s'incarnano nelle pietre, nei palazzi e nell'atmosfera stessa della città. Un luogo ideale, insomma, dove realizzare anche il sogno granata.

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  3. Le assurde leggi di Cuba. Stefano

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  4. Ieri, nonostante 90 minuti di superiorità numerica (considerando che hanno cacciato Ibra e non un Maxwell qualunque), pur giocando fra le mura amiche, l'anticalcio ha perso. Godo tanto!

    Simone

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    1. A volte nel calcio decidono gli episodi. . . Io resto col Mou. Sempre

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  5. Vittoria meritata dal paris.paolino.

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  6. Notizia allarmante il cambio euro cuc stamani é 1 a 1. Franz

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    1. No Franz è meno...per 70 euro stamane ho avuto 66,94 cuc

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    2. GGGGGAAAAAAAASSSSSSSPPPPPPPPP!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    3. Purtroppo si Milco ci sono rimasto di merda

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    4. Chissà a settembre che cambio troverò. . .

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    5. Valter hai inviato 70 euro e lei ha ritirato 66,94? magari c'era anche la commissione.....
      L.

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  7. Caro Franz lo avevo detto ieri che la tendenza era quella....e non e' ancora finita....

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  8. Milco anche su amorcuba puoi inserire la tua casa....è un sito (insieme a mycasaparticular) di cui mi servo tantissimo, consigliato

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  9. Meta" del primo tempo. Espulso Benassi

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  10. 1-0 per loro
    Siamo senza portiere ma in dieci è dura

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  11. Primo tempo. Senza fare una azione non andiamo lontano.

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  12. Partita imbarazzante. Non un azione in un ora di gioco

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  13. Finita
    Brutto perdere senza giocare

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  14. Non si capiscono le lamentele di Ventura sull'arbitro . La doppia ammonizione di Benussi é sacrosanta. Franz

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  15. Infatti sono cazzate.
    Se invece di togliere Martinez, toglieva Molinaro, inseriva un centrocampista e passavamo al 4-3-2 perlomeno ce la giocavamo.
    Benassi ha gia' fatto una marea di cazzate quest'anno, non ultima la palla persa al 94esimo che ci ha fatto perdere il derby.
    La verita' e' che dopo 3 mesi fantastici siamo con la lingua di fuori.....
    Ricordati che in estate il braccino mandrogno si e' venduto persino i rubinetti.

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    1. niente da dire sull'arbitraggio ?

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  16. Sinceramente no.
    Benassi e' un'idiota, non puoi prenderti 2 ammonizioni, sacrosante, per falli ad 85 metri dalla tua porta.
    La realta' e' che lui, Padelli, Molinaro, Vives, Farnerund, El Kaddouri e Martinez, a questi livelli sono fuori posto.
    Divertiamoci al ritorno e aspettiamo altri secoli per rivederci in Europa.

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