giovedì 16 aprile 2015

ESSERE IN LOCO

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Grazie al blog e' successo tante volte di riuscire ad avere, di prima mano, notizie che, successivamente, sono uscite sugli organi di stampa.
Questo grazie al fatto che ognuno di noi, a Cuba, ha il suo CDR personale che lo informa sugli ultimi accadimenti che attraversano il grande caimano.
Inutile dire che se siamo a Cuba tutto e' piu' facile, le notizie sono di prima mano e con le notizie...le opportunita'.
Questo apre il campo a un'ulteriore ipotesi che, se da un lato e' il segreto di Pulcinella, dall'altro potrebbe essere la base per un'organizzazione programmatica differente.
Come vi ho gia' detto, per il paladar agramontino, devo aspettare che il mio socio e il suo referente cubano completino i lavori della casa.
Spero avvenga presto, ma non e' una cosa su cui io posso incidere e/o intervenire.
Invece, la possibilita' di intervenire e incidere e' un fattore fondamentale per qualunque cosa che abbiamo o avremo tempo di mettere in piedi a quelle latitudini.
Noi parliamo ogni giorno di fare questo o quello, lo facciamo restando coi piedi ancorati al suolo italiano.
Il segreto di Pulcinella e' rappresentato invece da andare laggiu, fermarsi per un tempo largo, vedere lo que pasa e approfittare, sul luogo, delle opportunita' che si creano.
Mi spiego meglio.
Intanto occorre un periodo sabbatico da poter trascorrere a Cuba; un'aspettativa per chi lavora, oppure qualcosa di simile che ci regali almeno 4/6 mesi di “franco”.
Quindi andiamo in Malpensa con un boleto di sola andata, un discreto numero di mesi davanti prima di rivedere il suolo natio.
In tasca, o meglio, al banco una discreta disponibiita' economica da, eventualmente, investire a Cuba, diciamo 30/40 mila euro.
Una volta giunti nella rispettiva citta' cubana iniziare, con la giusta prudenza a guardarci attorno.
Magari prendere contatto con un legale, qualcuno che possa darci risposte concrete e serie sulla fattibilita' di un progetto piuttosto che di un'altro.
Parlare con chi gia' e' in pista.
Andare a trovare chi ha aperto un paladar, giusto per fare un'esempio, chiedergli quale iter ha seguito, quanto ha speso e quali difficolta' ha incontrato per mettere in piedi l'ambaradan.
Vedere e valutare quali attivita' si possono FATTIVAMENTE mettere in piedi, se si trova un locale adatto, se e' possibile rentarlo.
Informarsi se il macchinario da fare arrivare da fuori sia fra quelli consentiti ( macchinario per il gelato, lo yoghurt ecc....)
A quel punto, a bocce ferme come diciamo in Piemonte, fare un'analisi dei costi e uno straccio di prospettiva di piano di rientro dell'investimento e, solo a quel punto, decidere se lanciarsi o meno.
Tralascio il discorso, comunque importantissimo, relativo a nome chi mettere, legalmente, il progetto perche' ognuno conosce la propria situazione.
Ovviamente la cosa piu' saggia sarebbe la RP ma prima ci deve essere un matrimonio e prima ancora occorre trovare la donna da sposare ma questi sono....dettagli.
Voglio dire che il tutto va fatto in loco, vedendo con i nostri occhi di che morte morire.
Poi ci possiamo anche fidare, o meno, del cubano di turno che puo' essere un suegro, un cognato o chi vi pare a voi, che ha il compito di alleggerirci di un bel numero di scassamenti di palle, ma il tutto sempre con noi in zona.
Pensare di affidare sempre al cubano parente/amico/conoscente la responsabilita' di trovarci le situazioni che noi poi, analizzeremo all'ombra del Monviso, non mi sembra una cosa di una saggezza infinita.
Una casa de renta, come sempre dico, e' un conto, una volta messa in piedi ci vuole la sciura Mariuccia di turno che la gestisca, a noi tocca il compito eventualmente di dare mandare gente e dare un'occhiata ai conti.
Se va male resta la casa e non e' poco...
Ma se parliamo di altre cose...beh...io fatico a pensare di poterlo fare senza essere, per un tempo adeguato, sul luogo.
Poi ognuno e' il Corleone del proprio borsillo e puo' fare cio' che vuole.
Poi pero' se le cose non vanno bene non si venga a raccontare che Cuba e' una merda, le cubane tutte zoccole e i cubani tutti ladri.
Quanti cadaveri ho visto passare seduto sulla riva del fiume....

14 commenti:

  1. Tutto vero come al solito.
    Esempio fresco fresco: un mio caro amico è appena tornato dopo 3 mesi al sole di Cuba. A Torino si occupa di catering e ha una squadra di camerieri, oltre ad essere lui un maitre in prima persona.

    Vivendo a contatto con la realtà in loco, ha avuto due interessanti proposte di collaborazione organizzativa presso un importante ristorante dell'Havana ed una struttura alberghiera di nuova costruzione.
    Chiaramente per lui che passa 6 mesi qui e 6 la sarebbe una manna da cielo.
    Ora valuterà il da farsi.

    Hai voglia a mandare mail con il tuo cv seduto davanti un monitor a migliaia di km di distanza...

    Simone

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    1. Sicuramente nella ristorazione le possibilità sono tantissime

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  2. El Loco non tutti hanno sei mesi per partire

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    1. Lo so, io parlo di come bisognerebbe fare, poi ognuno. . .

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  3. Non è un’esagerazione dire che l’11 aprile è una data che finirà sui libri di storia: è stato il giorno dell’incontro, della stretta di mano e del bilaterale tra Barack Obama e Raul Castro, il presidente americano e il suo omologo cubano. È stato un punto di svolta nelle relazioni tra Stati Uniti e Cuba, un’occasione storica, come ha detto lo stesso Obama durante il Summit dei Paesi americani. Futuro, pazienza e dialogo sono le parole chiave del nuovo corso storico e di un disgelo che arriva “dopo cinquant’anni di politica che non ha funzionato”.
    Un passo cruciale in questo senso è stata la richiesta di Obama al Congresso americano di togliere Cuba dalla lista di Paesi sponsor del terrorismo, nella quale era stata inserita nel 1982 e di cui faceva parte insieme a Iran, Sudan e Siria (rimosse in passato Iraq, Libia, Corea del Nord e Yemen). Al di là della diplomazia, ora si apre tutta una serie di opportunità, anche commerciali.
    Ecco i primi effetti della distensione dei rapporti.

    UNA SERIE DI EVENTI STORICI. Nei giorni prima dell’incontro a Panama, Obama e Castro si erano sentiti telefonicamente: è stata la seconda volta in cinquant’anni che un leader cubano e uno americano si sono parlati direttamente (la prima era stata a dicembre, quando Obama e Castro si erano sentiti in occasione dell’annuncio di Washington di avviare il processo di riavvicinamento). Per quanto riguarda i contatti di persona, Obama e Castro si erano stretti la mano nel 2013, nel corso dei funerali di Nelson Mandela. Nel 2000 c’era stata un’altra stretta di mano, non documentata da foto, tra l’ex presidente americano Bill Clinton e Fidel Castro, nel corso di un vertice a New York, anche se la Casa Bianca inizialmente aveva negato l’evento. Il precedente bilaterale risale invece al 1956, quando l’allora vicepresidente Richard Nixon incontrò Fidel Castro, che aveva appena preso il potere a Cuba. In quell’occasione il presidente Dwight Eisenhower non aveva voluto incontrare Fidel.

    PRIMI PASSI SUL VERSANTE TECNOLOGICO. Molte aziende statunitensi, soprattutto del settore tecnologico e della comunicazione, stanno valutando la possibilità di fare affari a Cuba, Paese in difficoltà economica e bisognoso di investimenti, dopo mezzo secolo di embargo. Per esempio, il colosso dello streaming video Netflix e quello delle carte di credito MasterCard hanno sbloccato i propri servizi a Cuba, anche se si tratta per ora solo di gesti poco più che simbolici. Infatti, in pochi hanno connessioni abbastanza veloci per lo streaming e la maggior parte degli enti che rilasciano le carte di credito vieta ancora le transazioni operate a Cuba. Si tratta comunque di segnali importanti, che dimostrano come le aziende americane guardino con interesse a un mercato tutto da esplorare e che può offrire grandi opportunità.

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    1. OPPORTUNITÀ SUL FRONTE TURISTICO. Un altro settore in cui si apriranno grandi opportunità è quello turistico. Per arrivare a una completa apertura al turismo, dicono gli osservatori, ci vorranno tra i cinque e i dieci anni, il tempo necessario affinché Cuba costruisca le infrastrutture per sostenere la crescente domanda americana. Alcune aziende americane si sono già mosse. Per esempio, Airbnb, il portale online che mette le persone in cerca di un alloggio per brevi periodi in contatto con chi affitta appartamenti e camere, metterà a disposizione dei turisti americani un migliaio di alloggi, il 40% dei quali a L’Avana e il resto in destinazioni turistiche come Cienfuegos, sulla costa meridionale dell’isola principale.

      VERSO LA RIAPERTURA DEI VOLI DIRETTI. Da metà marzo il tour operator Cuba Travel Services dà la possibilità di prenotare voli diretti dall’aeroporto John F. Kennedy di New York alla capitale cubana, cosa finora vietata. Il volo, che costa circa 850 dollari, è operato da Sun Country Airlines, una compagnia aerea di Minneapolis specializzata in voli per il centro e il sud America, con aerei Boeing 737-800 da 145 posti.
      Secondo gli esperti, l’apertura ai voli commerciali dovrebbe arrivare entro un anno, questo mentre le delegazioni dei due Paesi potrebbero firmare un’intesa entro la fine di aprile. Solo a gennaio ci sono stati 250 voli, mentre a febbraio 193.

      LA CORPORATE AMERICA SI PREPARA. Alle aziende americane la riapertura del dialogo tra Stati Uniti e Cuba piace. Da General Motors al gigante del settore agricolo Cargill, passando per il retailer di mobili Ethan Allen Interiors e Coca-Cola, molti gruppi hanno espresso soddisfazione per il disgelo in atto. “Cuba ha bisogno di qualsiasi cosa che viene prodotta negli Stati Uniti. Chiedevamo nuove politiche da 15 anni”, ha spiegato Bill Lane, direttore per gli affari governativi globali di Caterpillar, il colosso americano della produzione di veicoli e macchinari pesanti. Al momento, a Cuba lavorano aziende straniere che hanno siglato joint venture con società locali, come richiesto dalle leggi cubane. Per esempio, il colosso del tabacco inglese Imperial Tobacco collabora con realtà domestiche che producono sigari, il gruppo francese del beverage Pernod Ricard con il produttore del rum Havana Club e la catena spagnola di hotel Meliá Hotels International con alcuni alberghi cubani.

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  4. Un'agenzia di viaggi online di Collegno (in provincia di Torino) si trova ora nell'occhio del ciclone, con tanto di vari gruppi facebook che raccolgono le testimonianze di clienti in tutta Italia.

    Come riporta La Stampa, le accuse sono di vario tipo: c'è chi non ha mai ricevuto i biglietti aerei ma anche chi è riuscito a partire per la vacanza ma, al momento di tornare indietro, ha scoperto di dover comprare il ticket per il rientro. Sarebbero alcune decine, secondo quanto riportato dal quotidiano torinese, i viaggiatori che contestano irregolarità. A quanto sembra, però, le segnalazioni stanno rapidamente crescendo. Destinazione principale dei viaggi, Cuba.

    L'agenzia in questione, secondo quanto affermato da fonti di stampa, era di tipo virtuale e lavorava unicamente online. Attualmente, il titolare risulterebbe irreperibile.

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  5. Avrei voluto avere più tempo in questi giorni...post interessanti ieri ed oggi...ma sono impigliato nella giungla del lavoro...

    prima del periodo di 4/6 mesi in loco oppure dei 600€ circa stimati per vivere a Cuba...un piccolo spunto di riflessione:

    "Un uomo che si ponga l’obiettivo di cambiare la sua vita, essere più simile all’idea che ha di sé, dunque più autentico, può farlo solo se disegna un programma, se lo segue con dedizione, se verifica lungo la via il suo stato di realizzazione.
    Il segreto era e resta interiore, psicologico, esistenziale. Cambia chi è libero dentro, non chi ha denaro. Però certo, resiste all’impatto col cambiamento non chi ha soldi, ma chi ha compreso che occorre uscire dal consumismo, perché se consumo divento schiavo, devo vendere l’anima per guadagnare i soldi necessari a sostenere le spese.
    Ecco perché il punto non è quanto guadagno prima, ma quanto spendo dopo aver cambiato vita.
    Non cambia vita chi è ricco, non solo. Non si cambia vita per vivere di rendita, altrimenti sarebbero solo pochi privilegiati a farlo. Il segreto: vivere bene sobriamente. Che è più importante di essere ricchi. Almeno oggi, qui, se si vuole davvero cambiare vita per essere uomini più liberi."

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    1. Bel discorso. In psicología il tuo processo di pensiero si chiama razionalizzazione. Comunque sono d'accordo che vivere bene sobriamente e' il segreto........pero' sappi che un po' di soldi non guastano mai. - YUMA

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    2. "Nei paesi ricchi il consumo consiste in persone che spendono soldi che non hanno, per comprare beni che non vogliono, per impressionare persone che non ci amano.”

      Yuma personalmente considero il denaro nella misura necessaria a garantire tranquillità economica alla famiglia...nulla di più.

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    3. La citazione è del grande Pepe?

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    4. da un libro letto anni fa...

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    5. È anche il pensiero dell'ex presidente dell'Uruguay

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  6. Infatti se vado a vivere dall'altra parte del mondo non lo faccio per avere quello che ho qua' ma quello che realmente mi serve per provare ad essere felice.

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