giovedì 23 aprile 2015

NON SI CAMBIA, PER ORA

 Risultati immagini per elezioni cuba

Attenti come siete alle vicende cubane, sicuramente, avrete saputo che, alcuni giorni fa, si sono svolte le elezioni amministrative nel paese.
Quello che molti, forse, non sanno e' che, per la prima volta dal Triunfo de la Revolucion erano presenti nelle liste ufficiali dei candidati due esponenti della, diciamo, opposizione.
Due personaggi non solo non del Partido ma proprio di quella che a Cuba, por la calle, viene chiamata “contra”.
Potevano essere eletti dai cittadini per rappresentarli nelle istituzioni che si andavano a rinnovare.
Non solo i due non sono stati eletti ma, elettoralmente parlando, hanno preso schiaffoni belli grossi.
Hanno preso pochi voti restando molto ma molto al di sotto della soglia necessaria per essere eletti.
Qualche organo di stampa europeo ha parlato di possibili brogli, personalmente penso che dopo la porcheria Bush-Gore sarebbe bene che ogni paese, in materia, si occupasse dei propri affari.
I due si sono lamentati di non aver avuto la possibilita' di fare la campagna elettorale come avrebbero voluto, di essersi dovuti accontentare degli stessi “privilegi” toccati agli altri oltre 20 mila candidati.
Sarebbe bello sapere da dove sarebbero arrivati i soldi per una eventuale campagna elettorale...la risposta sarebbe scontata.
Partire tutti alla pari, e non dare vantaggi a chi ha piu' soldi da spendere, lo ritengo un bell'esercizio di democrazia
Il risultato negativo di questi due personaggi, per chi ha un minimo di conoscenza di Cuba, non solo non e' una sorpresa ma e' l'esatta dimostrazione che Cuba vuole cambiare ma tenendosi stretto il buono che ha.
Molti turisti, molti di noi vengono tratti in inganno, durante la loro permanenza a Cuba, dal fatto di frequentare quello 0,1% di cubani che, solitamente, si approcciano al turista.
Chulitos pronti a procurare viagra, sigari, fanciulle e quant'altro, che parlano un accettabile italiano e che sono pronti, per compiacerci, a manifestare il loro malcontento per la situazione del paese.
Ovviamente parliamo di 30/40 enni che mai hanno lavorato anche solo un giorno in vita loro.
Vivo in oriente e vi posso assicurare che pochi hanno voglia di rischiare quello che hanno, poco o tanto che sia, per lanciarsi in avventure pericolose.
Tutti si lamentano per l'economia (esattamente come facciamo noi qua') ma tutti sono consapevoli che sanita' e istruzione gratuita sono un bene da non perdere cosi' come la sicurezza di poter viaggiare per la strada senza pericolo di assalti.
Persino la libreta e' un piccolo bene che non vogliono perdere.
A Cuba di gente con l'anello al naso ne gira sempre di meno.
Tutti hanno parenti e amici fuori dal paese, non tutti possono accedere a internet ma tutti conoscono qualcuno che ci accede.
Le notizie girano.
Tutti sanno che siamo nella merda e che non sappiamo come uscirne.
I cubano americani, gli stessi che alcuni anni fa giravano col codazzo di scrocconi, si sedevano al tavolo di un locale ordinando 100 bucanero per tutta la corte dei miracoli, oggi viaggiano per strada con la loro birretta in mano, da soli, molto ma molto schisci.
Gente con la gioielleria rentata al collo non se ne vede piu'.
Tanti che vivono nell'exterior non rientrano nel paese per una visita a causa del fatto di non riuscire, da anni, a mettere insieme i soldi del boleto.
Una signora che conosco ha venduto casa, si e' comperata un appartamentino in doce planta, il resto del denaro lo ha mandato negli Stati Uniti alla figlia da un'anno disoccupata e in gravi situazioni economiche.
A Cuba un piatto di caldosa lo si rimedia sempre, qua' se non hai i mezzi vai a dormire sotto i ponti....in primavera.
Quindi una situazione migliore la vogliono tutti ma nessuno, Comunista o no, vuole lanciarsi in avventure senza un futuro ne' prospettive decenti.
Quello che hanno e' poco ma intanto ce l'hanno, Raul aveva promesso riforme e le riforme sono arrivate.
Ora, con la normalizzazione dei rapporti con gli americani potrebbero arrivare altre opportunita'.
La Rivoluzione, per ora, non e' messa in discussione.

20 commenti:

  1. Sono tornato nella notte dalla trasferta monegasca. A parte che non ho più il fisico, devo dire che è stata una piacevole esperienza. Tutto molto bello, Juve esclusa. Ma quel che contava era passare, tornare ad essere fra le grandi per la nostra autostima e incassare il bottino dell'Uefa.

    La champions è diventata a tutti gli effetti un NBA calcistica dove i campionati nazionali sono paragonabili alle conference. Più vinci più diventi ricco più compri giocatori forti e puoi di nuovo vincere. Se non cambiano le regole (il fair play finanziario è una farsa) in europa continueranno a vincere real, barca, bayern, manchester e chelsea. In italia arriveremo presto alla 4a stella.

    Gli altri continueranno a parlare di arbitri e a rodersi il fegato.

    Simone

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "La champions è diventata a tutti gli effetti un NBA calcistica dove i campionati nazionali sono paragonabili alle conference."

      sono d' accordissimo...stesso ragionamento fatto l' altro giorno con un amico...

      il problema sarà capire quali squadre italiane, delle solite note, faranno parte di questa NBA calcistica...vedrai quante fighette isteriche...

      Freccia

      Elimina
    2. Certo ma bisogna spendere per fare squadre di livello. Con parametri zero e prestiti resti a casa

      Elimina
  2. Partita di una bruttezza unica ma contava passare. L'Europa sono tantissimi soldi peccato che uno attento come Cairo non lo capisca.

    RispondiElimina
  3. È troppo presto per pensare a un vero cambio. Stefano

    RispondiElimina
  4. Aston infatti quanti cubani sono rientrati, non intendo quelli con la coda tra le gambe, perché tutto sommato a Cuba non stavano poi così male mentre all' exterior arrancavano e soprattutto dovevano sbattersi dalla mattina alla sera...???

    Quanto sopra senza generalizzare...

    Freccia

    Freccia

    RispondiElimina
  5. Infatti
    Tieni conto che con un lavoretto come prendere le puntate della Bolita porti a casa un centone al mese. Con quello vivi

    RispondiElimina
  6. Anni fa ricordo che in provincia di Matanzas uccisero, durante il furto, la famiglia che custodiva il banco della bolita...una storia tristissima...che coinvolse anche un bimbo piccolo...

    al cimitero di Cardenas trovate una grande tomba costruita grazie al contributo della gente comune...

    Freccia

    RispondiElimina
  7. Ho un amico che si occupa di raccogliere le puntate. Il banco è il suo vicino che si è fatto una casa che noi Yuma ci sognamo

    RispondiElimina
  8. Provate a chiedere ai dissidenti che sono stati accolti dalla spagna qualche anno fa come stanno.....Tornerebbero a cuba a nuoto se potessero...

    RispondiElimina
  9. Dopo due anni sulle spalle dei contribuenti spagnoli gli hanno tagliato i viveri e sono scesi in piazza disperati. Non uno che abbia pensato in quei due anni a una cosa tanto bizzarra come trovarsi un lavoro.

    RispondiElimina
  10. DAL BLOG DI LINUS

    Ieri mattina, partendo da un articolo del Corriere, abbiamo raccontato per radio la storia dei “presunti assunti” bamboccioni di Expo. Ci siamo all’inizio fidati di quello che il giornale scriveva, dopodiché abbiamo raccolto testimonianze discordanti. La vicenda probabilmente è andata in maniera un po’ diversa, e quindi nello specifico molti di quelli che hanno rinunciato hanno fatto bene. Che poi ci sia una discreta fetta di giovani che è disposta a restare senza lavoro pur di non rinunciare al sabato e domenica è un’altra verità. Ma anche qui ci sono tante angolazioni: primo, non TUTTI i ragazzi sono così sfaticati, anzi. Secondo, che a vent’anni la vita sociale sia tremendamente importante è umano e comprensibile.
    Così come ormai è normale che qualunque cosa uno dica venga strumentalizzata.
    Ieri mi hanno insultato per questo definendomi “disinformatore renzianista”, o qualcosa di questo genere.
    Mancavano le scie chimiche e poi sarebbe stato perfetto.
    E’ un po’ come il caso di Morandi e la sua lettera sui migranti.
    Forse un po’ superficiale nel paragonare i nostri antenati che partivano per l’America a questi disperati senza metà né futuro, ma almeno carico di buone intenzioni.
    Specifico: neanche a me piace questa invasione, né tantomeno l’eccessiva apertura che spesso abbiamo verso che viene a casa nostra e pretende di non rispettarne le regole, però non si può non provare compassione verso certe immagini.
    E invece sono arrivati subito quelli dell’hotel a tre stelle. Di cui hanno solo sentito parlare, peraltro. E sapete anche da chi.
    Abbiamo grandi problemi con l’immigrazione clandestina, soprattutto legati alla delinquenza.
    Ma, a parte il fatto che quella sì che l’abbiamo esportata noi, e alla grandissima, anche in tempi recenti, non credo siano questi poveretti quelli che ci vengono a rubare in casa.
    Questi non stanno VENENDO ma stanno SCAPPANDO.
    La sola certezza è che dovrebbe essere l’Europa a farsi carico del problema, non solo noi italiani.
    E’ una tragedia umanitaria e come tale dovrebbe essere trattata. Noi dovremmo essere solo orgogliosi del buono che stiamo comunque facendo.
    Noi come italiani, non come politici.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le ennesime dimostrazioni che oggi, sul web, ad esprimere un'opinione si rischia di prendere insulti...quasi sempre anonimi.
      Un nick regale un paio di attributi, per il tempo dello scritto, anche a chi madre natura ha penalizzato in materia.
      Certo dire, come ha fatto il Gianni nazionale, che i migranti si potevano comparare ai nostri emigrati d'antan e' una forzatura evitabile ma e' bastato poco perche' i merdaioli si mettessero in opera.
      Davvero la crisi ha creato tanti poreri cristi col problema di tirare sera....

      Elimina
  11. L’Avana, 20 aprile 2015 – Il primo germe di opposizione legale a Cuba è stato sconfitto dagli elettori in diverse elezioni municipali nell’isola, alle quali si è recato anche il lider maximo Fidel Castro, fotografato al voto dall’agenzia di stampa ufficiale. Hildebrando Chaviano, 65 anni, e Yuniel Lopez, 26, entrambi dissidenti, erano tra i 27.379 candidati nella corda a 12.589 seggi. “Il voto è stato pulito, e così il conteggio. Il popolo non vuole cambiare. Vuole ancora la rivoluzione”, ha affermato Chaviano, un avvocato che scrive per il Diario de Cuba, un sito web ferocemente critico con il governo.

    I risultati ufficiali si avranno in mattinata ma già si sa che sia Chaviano che Lopez, i due unici candidati non comunisti, non ce l’hanno fatta, e non per pochi voti, nei due rispettivi distretti dell’Avana nei quali correvano. Se o scrutinio è stato trasparente, la campagna elettorale si è rivelata, invece, segnata da una certa ambiguità. In realtà una campagna elettorale vera e propria non è possibile a Cuba, i cui cittadini devono invece accontentarsi di vedere le foto dei candidati affisse nelle bacheche nelle piazze. I due hanno lamentato una denigrazione ufficiale nei loro confronti, in virtù della quale sarebbero stati descritti come “controrivoluzionari” e sovvenzionati da paesi stranieri.

    RispondiElimina
  12. Siporcuba, come moltissime realtà legate all'associazionismo, si regge esclusivamente su delle forme di autofinanziamento sin dalla sua nascita.
    Come è ovvio intuire, i costi di gestione di una realtà senza fine di lucro anche se limitati al massimo, sono un impegno spesso insormontabile.
    Per questa ragione, versando in una situazione estremamente critica, Siporcuba chiede il tuo aiuto.
    Pochi euro versati senza perdere tempo attraverso Paypal, rappresentano per noi, una fonte di aiuto non indifferente e per questa ragione ti chiediamo di effettuare una piccola sottoscrizione anche minima
    Per effettuare la sottoscrizione collegatevi al sito www.paypal.com e indirizzate la donazione a favore di: associazione@siporcuba.it
    Un piccolo gesto che dimostra la tua vicinanza al nostro impegno quotidiano che viene profuso dal 1999 sul web a fianco di Cuba e di tutti i sud del mondo.
    Grazie
    Siporcuba.it

    RispondiElimina
  13. Ciao Milco bell articolo , un po di sollievo , cosicchè Cuba possa mantenere la sua identita , avendo le idee chiare e non dovendo vendersi per poco al suo vicino ingombrante come lo chiami tu, speriamo che la transizione sia lenta e ben guidata . Ciao Gianni Bz

    RispondiElimina
  14. Ciao Gianni
    Leggevo oggi che il Vietnam cresce del 5% ogni anno. Potrebbe essere un riferimento.

    RispondiElimina
  15. La Juve e'passata con un catenaccio degno del miglior Mourinho del Triplete,magari questo è di uno auspicio! Pablo

    RispondiElimina
  16. Il fine spesso giustifica i mezzi

    RispondiElimina