giovedì 2 aprile 2015

UN NUOVO AMICO

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Al mio rientro dall'ultimo soggiorno a Cuba, vi raccontai dei festeggiamenti al campo e, successivamente, a casa per il mio cumple.
Alla fiesta a Vivienda ho conosciuto un'italiano invitato dagli amici cubani.
Un settantenne arrivato con una motorina elettrica, in compagnia del genero.
Il tizio e' del nord, zona brianza o da quelle parti, credo che abbia o abbia avuto uno o piu' negozi di scarpe.
Mi raccontavano gli amici cubani che ha una bella casa al Cornito, periferia di Tunas, una casa con un po' di terra attorno dove scorre anche un fiumiciattolo.
Insomma, uno che male non se la passa.
Vive a Cuba da alcuni anni, sposato, residenza permanente e tutto il resto.
Probabilmente, per quegli accordi non scritti in cui la moglie si gode il benessere girando la testa dall'alta parte, il nostro temba vive esattamente come cazzo gli pare.
E' un grande affabulatore, ha raccontato, fra un traco e l'altro (ce ne saranno parecchi...) tante storie sulla sua vita.
Non si perde un carnevale, tromba come un facocero, malgrado non essendo esattamente in forma smagliante e' una persona che, anche per una fanciulla dal robusto stomaco, puo' essere gradevole frequentare.
Raccontava che tornati dal Carnaval di Calixto sulla Kia che aveva appena comperato, per la borracera, lui e il cognato, sono finiti in un fosso devastando il mezzo che poi, una volta riparato ha subito venduto onde evitare, al prossimo Carnaval, di andare a giocare a briscola con Satanasso in persona.
Ad aspettarlo, a Vivienda ha trovato una fanciulla, suppongo una vecchia conoscenza, che a un primo superficiale sguardo, doveva avere le piccole labbra come la giacca di Kit Karson...
Solitamente i compatrioti di una certa eta' che conosco a Cuba fanno una vita tranquilla, hanno trovato una donna adeguata a cui sono sostanzialmente fedeli.
Vanno a fare la spesa, cucinano, fanno gli omini di casa mentre la signora mira la novela.
Altri fanno 2 volte al giorno il tragitto Casa-Cadillac e ritorno, bivaccando ore e ore ai tavolini del locale hablando mierda di tutti coloro che passano nel raggio di un km.
Quelli che continuano a fare un certo tipo di vita sono davvero pochi.
Il tipo spiegava che, arrivato alla sua veneranda eta', se ne fotte di tutto e di tutti, fa la vita che vuole con chi vuole e quando vuole.
Certo il benessere della moglie e' assicurato, non le fa mancare nulla, neanche una moto elettrica tutta per lei.
Quando lui esce di casa, non rende conto a nessuno di dove va e di cosa fa.
Ecco....se mi devo immaginare fra qualche anno, magari un po' meglio in arnese e con meno borrachera, mi immagino abbastanza simile a questo simpatico connazionale.
Una rendita che mi consenta di vivere decentemente, magari uno o piu' negocios a Cuba, qualche buon amico e tanta voglia di fare la vita che mi sono guadagnato e meritato.
Non mi ci vedo a fare il patriarca con figli avuti in tarda eta', moglie, parenti e affini per casa.
Non ho la predisposizione a fare i vecchio saggio.
Il giorno dopo, mentre ero nella nostra casa de renta, me lo vedo arrivare con la sua motoretta elettrica.
Ci siamo bevuti un caffe' e' un buon traco de ron (erano da poco passate le 10 del mattino...).
Uno dei tanti pensionati che ha scelto di andarsene definitivamente dal nostro paese, dove torna per brevi periodi, un paio di volte ogni anno.
Economicamente e' uno che non sta' male, ma anche un pensionato con un entrata normale (1000/1200) perche' deve continuare a vivere in questa paese dove se devi pagare l'affitto o ti si rompe un dente sei nel guano?
Caratterialmente sono molto piu' vicino a questo tizio, rispetto a chi si fa scivolare addosso giorni sempre uguali immerso in una routine che, magari, non gli appartiene.
Ma si tratta di scelte personali, del solito discorso della testa e del piccolo mondo.
Pero' mi chiedo perche', a un certo punto della propria vita, non provare a dare un colpo di reni, cambiando tutto e scegliendo di vivere a ritmi, climi e orizzonti piu' adeguati e, se vogliamo, anche piu' giovani.
Il privilegio della vecchiaia e' che puoi fare il cazzo che vuoi fottendotene di tutto e tutti, di ogni tipo di convenzione sociale.
Esattamente come il mio nuovo amico.

29 commenti:

  1. Dopo una settimana da pensionato la bussola della posta ha cominciato a riempirsi di depliant, foglietti e offerte per la promozione di pannoloni, dentiere, apparati acustici e tutti quei prodotti che anche non se ne avesse bisogno al solo nominarli mettono addosso la depressione. «E ho capito di essere diventato il consumatore finale della terza, quarta e chissà che altra età. Non mi ci sono ritrovato e non ci sono stato. In quel momento ho capito perfettamente che non mi sarei né comprato la canna da pesca né iscritto al circolo anziani. Nel giro di due giorni avevo in mano un biglietto aereo per Cuba. Da sei anni vivo a L’Avana e ritorno a Trento un mese d’inverno e i tre estivi quando lì il caldo umido è insopportabile». Toni Montone, 64 anni, la racconta così la sua seconda vita. Tra immagini e suggestioni caraibiche. Nella prima, di vita, molti anni nella scuola fino a ricoprire incarichi direttivi e tante gestioni di locali pubblici. Tra questi, l’Hemingway e la ristorazione del Mart a Rovereto, le Giubbe Rosse a Trento. Adesso, quando è in città, e ora lo è, collabora con il Caffè 34 di Vilma Tomasi, in piazza Duomo. E fa la comparsa nella moltitudine di film e fiction che ormai vengono girate in Trentino. «Per quarant’anni - dice Montone - ho girato l’America Latina e Centrale da viaggiatore. Cercando, insomma, di capire questo continente. Fermandomi anche a Cuba e ritornandoci più volte perché mi sono sempre trovato come un pesce nell’acqua. Per me è stata una scelta naturale, direi esistenziale e, tendenzialmente, rimarrò per sempre più tempo in quella terra». Montone, da pensionato italiano, a Cuba non se la passa certo male. Vive a Monterrey, quartiere residenziale sulla collina de L’Avana, a un quarto d’ora dal centro, in una casa con giardino di 500 metri quadri dove trova tutto l’occorrente per farsi batidos de fruta a volontà grazie a cinque banani, due piante di mango e lime, altrettante palme da cocco e tre guayaba. «Certo - afferma - che con la pensione che ho farei magari una certa fatica a vivere in Italia mentre a Cuba si può stare più che bene, se si pensa che un medico arriva all’equivalente di trenta dollari al mese. Ma sono anche altre le ragioni per cui ho fatto questa scelta. In sintesi, come sono in gradodi parlare bene per tre giorni di quel Paese, che ha anche i suoi difetti, ci mancherebbe, altrettanto potrei fare per l’Italia, ma dicendone solo male. E mica è solo una questione politica ma proprio di popoli, di filosofia esistenziale. Tanto gli italiani sono tristi, spesso col muso, divisi in compartimenti stagni, i ricchi con i ricchi, i poveri con sé stessi, i giovani tra di loro e così gli anziani, tanto i cubani sono solari, dignitosi, guardano alle cose positive della vita, la gente si frequenta, senza differenze di censo ed età. Nonostante i problemi economici ci siano. Però, con queste ultime aperture per la libera iniziativa privata c’è tanta voglia di fare anche se mancano i capitali, è gente industriosa. Sembra l’Italia del secondo dopoguerra. Tanto che anch’io ho delle idee in testa per mettere su qualcosa. Questo nuovo corso mi sta intrigando». E intanto? «Intanto mi sveglio presto la mattina per non perdermi l’alba che vedo spuntare tra gli alberi, faccio colazione, gli amici campesinos mi portano yogurt, formaggio creolo ma anche verdura e miele e, 2-3 volte alla settimana, prendo il pesce fresco. Leggo parecchio e una bottiglia di rum al giorno piano piano se ne va, sorseggiata. Alla sera scendo all’Avana che di notte è magica. E sono soddisfatto quando mi dicono: “Toni, eres mas cubano que los cubanos”».

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    1. buongiorno a tutti , com'e possibile comunicare con Toni per avere info su come poter vivere a Cuba ?? sono filippo coetaneo in pensione. grazie

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    2. nessuno sa darmi notizie di Toni Montone ? ciao grazie

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  2. Alla Panaderia Francesa i croissant fanno abbastanza schifo, ma come dice Luigi «se chiudi gli occhi e annusi, un po’ ci puoi credere di essere a Parigi». Funziona, ma solo se contemporaneamente ti tappi anche le orecchie. Perché se no sembra di stare in un bar di Brescia: nel locale cubano che sogna di essere francese si sente parlare soltanto italiano. Olé. Capelli bianchi, occhiali a specchio, bermuda e scarpa stringata, i pensionati italiani che vivono all’Avana vecchia si ritrovano sempre qui la mattina a bere l’espresso, riempire i posaceneri di cicche, parlare di calcio e di politica («se fossi Renzi», «se fossi Grillo»), un po’ come al circolino.

    NESSUNA TRACCIA
    All’ambasciata italiana non sanno dire con esattezza quanti siano i connazionali che decidono di invecchiare sull’isola: quasi nessuno si iscrive all’Aire (l’anagrafe italiani residenti all’estero), quasi nessuno ha problemi, quasi nessuno si sposa o divorzia, quindi la rappresentanza diplomatica non ha traccia delle loro esistenze. Ci sono quelli del centro storico della capitale, quelli che stanno nel più residenziale Vedado, quelli che invece hanno scelto di vivere sulla spiaggia, a Guanabo, a mezz’ora dall’Avana, dove c’è il Mar dei Caraibi, ma anche delle ottime pizzerie italiane.

    «QUI PER NON SENTIRE FREDDO»
    Quando vado per incontrarli sbaglio orario: mi avevano raccontato delle loro interminabili partite a scopa, ma arrivo troppo presto e stanno tutti ancora facendo il riposino. Stanno tendenzialmente sempre in gruppo e, anche se non vivono vicini, hanno i loro appuntamenti fissi. Per quelli della zona Vedado c’è quello, ogni mattina, alla piscina dell’Hotel Occidental Miramar. Tra gli habitué del posto c’è Antonio, 70 anni, un passato come dirigente di banca. «Perché sono qui? Perché a un certo punto della vita ho deciso che non avrei mai più indossato un cappotto. Sono un meridionale trapiantato di forza al Nord: Dio quanto freddo ho patito!».

    LE TRE CATEGORIE DI ITALIANI
    Tra tutti quelli che ho incontrato lui è l’unico che mi racconta di andare al cinema (costo: 1 peso cubano, tipo meno di un euro), a teatro (meno di dieci euro). «Fanno anche balletti bellissimi, ci vado sempre solo, a nessuno dei miei amici frega niente della cultura », dice. Sui connazionali suoi coetanei ha una sua teoria: «Ci sono tre categorie di italiani che vengono a Cuba: la prima è di quelli che sperano di fare business dalla mattina alla sera. Illusi. La seconda di quelli che in Italia non riescono a vivere della loro pensione e qui sì. La terza è formata da quelli che vengono alla ricerca del tempo perduto. Questi – se mi consente la pignoleria – si dividono in due sottocategorie: i vecchi rincoglioniti che vengono a cercare l’amore eterno e i vecchi rincoglioniti che vogliono divertirsi. Ecco, io appartengo a quest’ultima».

    LE DONNE
    Divertirsi in che senso, chiedo. «Nell’unico modo in cui ci si diverte davvero: con le donne». La storia è sempre più o meno quella, e lascia intendere che quasi tutti passano dalla prima sottocategoria alla seconda non proprio per scelta. «Di solito si decide di fermarsi sull’isola per amore. Le ragazze qui sono tante, sono belle, gentili. “Ti amo” te lo dicono subito, facilmente. Come si fa a non innamorarsi?», mi chiede Antonio.

    BRUNO, CHE NON VOLEVA PIU' INNAMORARSI
    Bruno, 77 anni, non lo sa proprio come non ci si possa innamorare di tanta bellezza, gioventù, sole. E infatti dice che lui, in tutta la sua vita, si è innamorato solo a Cuba, da vecchio, anche se prima ha avuto una famiglia a Pisa. «Aveva cinquant’anni meno di me e faceva l’amore in un modo, Dio, in un modo... Non so come ho potuto pensare che mi amasse davvero, ma l’ho fatto. Quando è finita sono stato molto male. Un depresso sotto il sole del Caribe. Poi ho capito che l’unico modo per guarire non era sostituirla con un’altra donna, ma con due o tre. Di due o tre non ti puoi innamorare. Adesso vivo così, divertendomi, ma in un modo che non metta in imbarazzo mia figlia, in Italia».

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  3. Non mi sembra un brutto vivere. Giuseppe

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    1. A Quell'età perché non godersi il tempo che resta?

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  4. oggi voglio dirti che sono in parte d' accordo con te...soprattutto quando scrivi:

    "Il privilegio della vecchiaia é che puoi fare il cazzo che vuoi fottendotene di tutto e tutti"...

    ragionamento rischioso perché ritengo che la libertà personale finisce dove inzia quella dell' altro...sempre.

    poi a 60-70 sarà un altra stagione della vita e probabilmente cambieranno anche le prospettive...tuttavia spero non la coerenza in alcuni valori...

    P.S.:
    con l' augurio che noi del blog non aspetteremo la vecchia per il fatidico colpo di reni...

    Freccia

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  5. Il discorso è che a un certo puntò della vita delle convenzioni sociali, del giudizio della gente e di altre menate te ne puoi fregare
    poi chiaro che non vai in giro a sparare

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    1. Mi rendo conto che il tuo post di oggi sia volutamente "estremista", come anche la tua risposta dell' andare in giro a sparare...per animare il confronto!?

      Da una parte proponi lo stereotipo del padre-nonno con figli-nipoti in stile vecchio saggio...dall' altro un Benjamin Button spaccafiche e fanculo al mondo intero....

      nel mezzo vedo un mare di possibili vite cubane...

      discorso invece delle convenzioni sociali, del giudizio della gente e di altre menate...me ne fotto oggi figurati a 60-70 anni...credo gli anni contino poco, è una questione di indole e personalità.

      Freccia

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  6. Caro Freccia finalmente sono davanti al pc e posso risponderti in modo esaustivo, con un'esempio concreto, come amo fare.
    Sono rientrato ora dalla palestra, al mattino mi alleno con un giro di temba da paura.
    Tre di loro in particolare.
    60/62 enni, si allenano dai tempi di John Vigna, quindi dagli anni 70, spalle larghe, rasati, fuoristrada e Harley.
    Raduni di bikers e concerti rock.
    2 volte ogni anno in Thai, in autunno verranno a trovarmi a Cuba.
    Morose sui 35/40 ben messe piu' altre situazioni volanti.
    Vedovi o separati, tatuati e tosti.
    Hanno una discreta pensione e qualche rendita.
    I nipotini?
    Ogni tanto la domenica a pranzo, se va bene.
    “I nostri figli li abbiamo tirati su noi coi sacrifici, ora che hanno i loro figli....imparino a crescerli”
    Loro ci sono in caso di problemi e situazioni delicate, anche economiche vista l'aria che tira, ma di fare i nonni...neanche a parlarne.
    A questo mi riferivo...

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    1. Come dici sempre tu ogni testa è un piccolo mondo,anche fare i nonni ha le sue gratificazioni,vedo i miei genitori come sono felici solo per tenerli qualche giorno,ma poi importante che ogniuno facci quello che gli dà più emozione.dipende anche molto dal carattere,io seppur ancora giovane,non mi ci vedo come te,ma questo è il bello della vita.la diversità.paolino.

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    2. Caro Paolino dipende da tante cose
      Se i nonni sono tutti e due vivi ti capisco altrimenti la solitudine diventa una scelta. Tu hai figli piccoli, prospettive diverse dalle mie. Alla fine la ricerca della felicità non è solo un diritto ma anche un dovere.

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    3. Vero.paolino.

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  7. Aston "vecchia volpe"...questi temba hanno pila e pilu...vincono facile...forse stravincono!?

    domanda: sano egoismo oppure anziano egoismo?

    prima o poi ne parleremo in altro lido, altro clima, altri ritmi...con un trago de ron...finendo la bottiglia come Toni Montone...un nome, una garanzia...tutto un programma...

    Freccia



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  8. Certo pero' la pila e' arrivata dopo una vita di lavoro e u'pilo gia' c'era quando avevano 30 anni.
    A differenza di molti frequentatori di Cuba che l'ultimo pilu che hanno visto, prima dell'isola, e' stato quello della madre alla nascita.
    Anche questo bell'argomento per il futuro.

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    1. ...di molti frequentatori di Cuba e di forum vari aggiungerei...

      In perfetto stile ex impiegato Inps, occhiali fondo bottiglia e pelata con ciuffo ribelle...

      Bastardo inside (Freccia)

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    2. Oramai "molti frequentatori" e "forum" se parliamo di Cuba, nella stessa frase non ci possono più stare

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  9. "doveva avere le piccole labbra come la giacca di Kit Karson..." Hahahahahahaha
    Comunque anche io sono dell'idea che finirò come il tuo amico.Se devo stare qua a farmi il sangue amaro per tirare avanti mollo tutto e mi stabilisco là.

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  10. Caro Mirco e' fondamentale per tutti noi che questi propositi non restino soltanto sulla carta.

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  11. Milco tra 10 anni mao meno spero di raggiungere il tuo nuovo amico, spero solo che questi delinquenti al governo italiano non allunghino ancora l età per andare in pensione, solo che passare tutto l anno a Cuba è noioso, io farò 7 mesi di freddo in Italia a Cuba e i 5 mesi di estate in Italia, per spezzare un po altrimenti diventa troppo noioso.
    Sto scrivendo questo post dal cellulare e il sito in mobile è davvero ben fatto!

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  12. Credo che queste tempistiche, magari invertite le vivrò già da questo autunno
    Hai visto che bella la app del blog!

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    1. Credo che anche tu non sei il tipo da bersi tutto di un fiato un soggiorno di un anno intero a Cuba

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    2. Infatti io parlo di due periodi da tre mesi ciascuno

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  13. Milco oramai sono diventato il tuo manager ahahahahah guarda qui, dove puoi inserire la tua renta, in attesa degli americani col borsillo pieno.

    http://www.martinoticias.com/content/cuba-eeuu-airbnb-reservas-casas-particulares/90055.html

    Non ho visto l'app, ho solo navigato nel sito da smartphone....hai fatto anche l'app scaricabile da google play?

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    1. Grazie della dritta
      Per le app fatti bastare questa per ora. . .

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    2. Ok...no no mi hai parlato di app ed era solo per sapere se c'era anche un app nel vero senso della parola....da mobile con smartphone è ottimo

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  14. Guarda in queste cose, anche per motivi generazionali sono alquanto. . . Country.

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  15. Ho appena letto l'articolo di oggi sul Corriere della Sera on line che parla dell'arrivo di Airbnb a Cuba entro questa primavera. Già 1000 adesioni di case cubane di cui il 40% all'Havana. La piattaforma americana di affitto case pensa che Cuba nei prossimi anni diventerà il primo mercato addirittura in tutta l'America Latina. Pablo

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  16. Ho letto, credo stia davvero per iniziare una nuova epoca.

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