domenica 5 luglio 2015

IL VIAGGIO



 " Solo chi non sa dove sta andando può arrivare lontano."
 
TRATTO DAL LIBRO "L'ALTRO LATO DEL BLOQUEO"
Il viaggio e' un elemento importante e non marginale della nostra
vacanza.
Per quanto mi riguarda, il viaggio inizia quando imbocco
l'autostrada che da Torino mi porta al parcheggio vicino a
Malpensa che utilizzo ogni volta.
Preferisco essere assolutamente indipendente.
Niente richieste di passaggi o amici che mi vengono a prendere e
portare.
Preferisco essere autonomo in tutto e per tutto.
L'entrata in aeroporto, in qualunque aeroporto, malgrado 30 anni
di viaggi mi regala sempre un emozione.
Sto' per partire.
Questa sera sarò al caldo, in jeans e camicia, in buona
compagnia, seduto sulla veranda di qualche bar a bere qualcosa
di fresco.
Inizia il girovagare per i bar e i negozi dello scalo.
I giornali, qualche libro, l'ultimo caffe' come si deve.
Prima di imbarcarmi, osservo i miei compagni di volo.
Italiani.
Per la maggior parte ultrasessantenni.
Qualche coetaneo.
Qualche ragazzo giovane.
Con l'avvento dei telefonini a Cuba molti si affrettano a inviare
calienti sms "my amor estoy en aeropuerto"......
C'è chi fa incetta di sigarette.
Chi compra dolci, parmigiano, profumi.
Un regalo sarà sempre bene accetto.
Ci si imbarca.
Spero sempre di non avere come compagno di viaggio uno con
la necessita' impellente di parlare.
Evito sempre eccessive confidenze.
Mi piace leggere e guardare i film.
Se posso, mi godo il silenzio dopo tanto parlare per lavoro.
Si possono incontrare 2 tipi di vicini di posto.
Uno e’ quello che conosce tutto e si sente in dovere di farti 2 palle
cosi' con le sue storie, i suoi viaggi.
Onde evitare queste forche caudine tengo su' le cuffiette per
buona parte del viaggio.
Almeno fino a quando il rompipalle si addormenta.
La seconda tipologia di compagno di volo che si puo' incontrare e'
quello ai primi viaggi.
Nel qual caso, se richiesto, qualche consiglio cerco di darlo,
senza pero' diventare io il rompicoglioni.
Poi ci sono le cubane.
Le vedo in aeroporto con mariti e fidanzati, maglioni cappotti e
espressioni contrite.
Durante il volo avviene la metamorfosi.
Si riappropriano della propria cubanità diventando allegre e
gioviali.
Si cercano in giro per l'aereo.
Quando si trovano si raccontano quanto sia difficile la vita in
Italia, di come i loro uomini non siano più gli stessi di quando li
avevano conosciuti alla isla.
Si arriva e c'è l'immigration....
E' sempre divertente vedere chi, in Italia, sbuffa appena suona il
metal detector, lancia occhiatacce agli addetti alla sicurezza che
chiedono loro di togliersi qualche indumento, diventare un
disciplinato agnellino appena un ragazzetto con la divisa
marrone, apre loro il bagaglio prelevando tutto ciò che non puo'
entrare nel paese.
Tutti in fila allineati e coperti...e poi dicono che gli italiani sono
indisciplinati....
Ritirata la valigia, si apre la porta dell'aeroporto e qualcuno,
sorridente e dalla pelle ambrata, ci viene incontro....
Buona vacanza...

8 commenti:

  1. Vince il Cile: per Messi e l’Argentina dopo la sconfitta al mundial brasiliano è una nuova ferita, un’altra finale da dimenticare. La Roja di Santiago ha vinto ai rigori in casa la sua prima Coppa America, al termine di una partita equilibrata e tesa con la Seleccion della Pulce. 4-2 il punteggio finale. Per gli argentini fatali gli errori dal dischetto di Higuain e Banega.
    L’incontro non è stato quello che si aspettavano i 50 mila presenti allo stadio Nacional della capitale cilena, e cioè una partita aperta e con tante reti. Anzi. Soprattutto nei primi 90’, Messi ha subito numerosi falli, bloccato di continuo per le buone e spesso per le cattive (incluso un calcione allo stomaco di Medel nella prima parte).
    Nel primo tempo, il Cile ha fatto di più dell’Argentina, che non riusciva a controllare la partita e sentiva il pressing costante e la forza fisica dei cileni, soprattutto dopo l’uscita di Di Maria al 29’, sostituito da Lavezzi: uscita che ha d’altra parte coinciso con un calo di Messi. Proprio il Pocho ha avuto l’occasione più chiara per l’Argentina, sul finire dei primi 45’: passaggio di Pastore (sostituito poi al 73’ da Banega) e tiro forte, ma troppo centrale, di Lavezzi parato dal portiere Bravo. La nazionale cilena, con Valdivia chiave nella gestione del gioco, riusciva a bloccare il gioco degli argentini. Ma al 73’, di fronte al calo del suo rendimento - e con lui di tutto il Cile - il ct Sampaoli decideva di sostituirlo con Matias Fernandez. E infatti nel secondo tempo la musica della partita cambiava.
    Il Cile aveva la stessa convinzione ma appariva più stanco, arrivava in porta con difficoltà e l’Argentina riusciva da parte sua a uscire dall’assedio rojo. Lentamente migliorava e a tratti dava la sensazione di essere più vicina alla rete, ma non riusciva a trovare la strada giusta per battere Bravo. All’82’ era invece il Cile ad avere una chiara opportunità, la migliore della partita fino a quel momento: destro di Alexis Sanchez, pallone vicinissimo al secondo palo del portiere Romero. Ma proprio allo scadere del ’90 erano i cileni a salvarsi: azione di Messi alla Messi, che di corsa riusciva a superare i rivali, passaggio a Lavezzi il quale a sua volta serviva Higuain - entrato al 73’ al posto di Aguero - che di destro a ridosso della porta sprecava di poco. Poi i supplementari con un tiro di poco sopra la porta di Alexis. Si va ai rigori, passano i cileni.
    Tutto il Cile fa festa, per l’Argentina una nuova beffa, che brucia ancora di più dopo la delusione della finale ai mondiali in Brasile con la Germania. A Buenos Aires l’amarezza scatta di pari passo alle polemiche.

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  2. DA TORO NEWS

    In casa granata nulla è fermo in queste ore. Sono tante le questioni da risolvere, per arrivare pronti all’inizio della nuova stagione e per cercare di costruire una rosa che possa essere competitiva per tentare di giocarsi l’accesso alla prossima Europa League e disputare un campionato da protagonisti.
    La giornata odierna ha fatto registrare alcuni passi avanti. Innanzitutto, partendo da ciò che è ufficiale, Castellazzi ha rinnovato per un altro anno con i granata. La situazione portieri deve ancora delinearsi definitivamente, ma per il prossimo anno l’estremo difensore ex Inter dovrebbe occupare il ruolo di terzo portiere, alle spalle di A. Gomis.
    Sul fronte cessioni, Petrachi sta cercando di trovare una sistemazione per Larrondo, che ha registrato nelle ultime ore un interessamento del Latina: con la società laziale non è ancora stata intavolata una vera e propria trattativa. Per quanto riguarda il nome forse più illustre della rosa granata, Matteo Darmian, nonostante il superamento dellla deadline del 30 giugno, non si placano le voci riguardo una sua possibile cessioni. Tante le pretendenti, in Premier ma non solo, con Bayern e Barcellona pronte a gettarsi sul gioiello scuola Milan. Se cessione sarà, Cairo vuole assolutamente monetizzare. Al momento, però, di concreto c’è ancora poco.
    Il fronte più caldo, è quello legato a Bjarnason: il giocatore sembrava del Toro dopo l’ufficialità del Pescara, ma l’agente dell’islandese ha cambiato le carte in tavola giocando, per la verità, non proprio n maniera limpida. La richiesta di ingaggio si è così alzata nettamente, e Cairo non ci sta: le prossime ore saranno decisive per capire se ci sono i margini di conclusione della trattativa oppure si cambierà obbiettivo.
    Infine, il fronte acquisti: il Toro cerca un uomo in attacco e ha puntato gli occhi sul talentino del Palermo Belotti, ma le richieste di Zamparini sono davvero alte. I granata ad oggi non hanno dunque denaro cash sufficiente per soddisfare le pretese dei rosanero, ma è certo che nei prossimi giorni tra attacco e centrocampo (un regista), qualcosa si muoverà: il Toro ha bisogno di questi due innesti di qualità.
    Insomma, sono ore frenetiche e i temi sono tanti: il nuovo Toro 2015-2016 sta per nascere, i tifosi attendono di sapere con il fiato sospeso chi potrebbero essere i nuovi beniamini della Maratona.

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  3. Super articolo...descrive in toto e perfettamente i passaggi principali dei ns.viaggi...mancano solo le mie lacrime alla vista della isla dall' alto , mentre il mio vicino mi guarda "sorpreso"...e il mio urlo liberatorio quando esco dall' aereoporto... e me ne frego di cio che pensa la gente..perche io so cosa rappresenta per me...contiene infatti lo sfogo liberandomi dalle frustrazioni dell' attesa di mesi, i sacrifici economici fatti per affrontar il viaggio, l ansia legato al viaggio...cacciati l urlo mi sento liberata poi via con la mia valigiona pesante

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  4. Un bel modo di salutare l'isola

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  5. Io di solito le lacrime le riservo nel vedere isola dall'alto quando sono già in volo di ritorno verso l'Italia..forse perché non so mai se tornerò......comunque leggendo ciò che scrivi mi pare di avere davanti agli occhi i miei viaggi..descrizione e raconto perfetto...fuori tema:pepita disastroso,ha talento ma poco carattere ed è uno scarsissimo professionista..buona domenica
    stefano

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  6. Mah.....certe emozioni faccio oramai fatica a provarle......troppi viaggi.

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  7. Milco così mi fai male :-) proprio oggi mancano due mesi esatti al mio terzo viaggio a Cuba nel 2015, aspettando il quarto che inizierà il 14 dicembre....qui è tutto un conto alla rovescia, ansia, magone, a volte "maledico" la prima volta che ho messo piede a Cuba, perchè todos las extranamos.

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  8. Se fsi il conto alla rovescia è perché sei già a buon punto

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