lunedì 3 agosto 2015

E' UN'ATTIMO....

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Venerdi ho fatto una lunga telefonata con Las Tunas sull'andamento della casa e altre cose.
Probabilmente, aspetto conferme, abbiamo un'altro cliente per ottobre, diciamo che dal 10 agosto ci aspetta un bel periodo...e siamo en baja temporada.
La brutta notizia riguarda il mio amico che e' in carcere.
Pare che la richiesta di pena sia di 7 anni.
Non so come funziona il sistema giuridico cubano, il processo non c'e' ancora stato, ma pare che il rischio sia di una periodo al gabbio di questa entita'.
Lo conosco da una vita e posso affermare che, se non si fara' una scorza durissima, non sopravvivera' a una pena simile, ne' sopravvivera' il suo matrimonio.
La speranza, che poi era anche la mia previsione, erano 2/3 anni, meta' dei quali da scontare e il resto condonato per una eventuale buona condotta.
Io pero' mi baso troppo su cio' che avviene nel mio paese, a Cuba la galera la fai davvero senza se e senza ma.
In casi simili e' piu' il non detto che quello che veramente si conosce.
Mi rifiuto di pensare che per un semplice caso di prosineta ti rifilino 7 anni, anche se si tratta della seconda condanna per lo stesso reato.
La prima volta se la cavo' con i mosquitos.
Probabilmente c'e' dell'altro.
La cosa curiosa e' che sono stati richiesti anche 5 anni per la duena della casa de renta.
La cosa sta' seminando il terrore fra tutte le renta di Las Tunas, compresa la nostra e chi la gestisce.
Mi dicono che la duena rischia perche' non ha puntato la/le fanciulla/e, ma anche in questo caso la pena mi sembra fuori dal mondo.
Al limite toglievano la licenza e chao pescao.
Non e' neanche una questione di minorine perche', inspiegabilmente, da oltre un'anno a Las Tunas (non so cosa accada nelle altre province) si possono portare nelle case de renta fanciulle con 16 anni e un giorno.
A patto che siano puntate.
Ovviamente, in modo unilaterale, la Casa de renta Grande Torino ha rigettato questa disposizione, da noi occorrono ancora e sempre 18 anni.
Se qualcuno ama la carne giovanissima vada altrove, non voglio riempirmi la casa di pezzi di merda.
Quindi se non e' per il non puntare o le minorine ci deve essere dell'altro.
La casa dove il mio amico appoggiava i “suoi” yuma era una casa fuori mano, una traversa con strada sterrata dalla caretera prima di arrivare al Cupet.
Una casa fuori mano, dove rentare l'auto e' indispensabile, la duena, per queste ragioni, riteneva che il suo negocio fosse bastante distante da occhi indiscreti.
Tre cuarti di buon livello, in un barrio abbastanza de pinga.
Francamente non so cosa possa essere davvero successo; droga, batterie, fanciulle al di sotto dei 16 anni.....
Resta il fatto che ora diventa problematico riuscire a non puntare la fanciulla di turno nelle case tunere.
Le duenas hanno una legittima paura fottuta di fare la fine della loro poco incauta collega.
Ho cercato di spiegare che la ragione doveva essere un'altra, non il non puntare, ma il culo e' il loro e la decisione anche.
In piu' c'e' il discorso delle fanciulle civate che raccontano alla policia che in quella tal casa non si punta ecc....nulla di nuovo sotto il sole.
Sono cose che sempre sono successe, a un periodo dove si poteva fare quasi tutto, si alternava un'altro dove dovevi viaggiare al passo del leopardo.
La mia indicazione e' sempre la stessa; “decidete usando la testa e cercate di capire se il cliente e' una persona affidabile o il solito idiota di turno”.
Nel primo caso....un minimo di manica larga assicura il ritorno del cliente nei viaggi successivi, mentre nel secondo tolleranza zero.
Anche perche' poi sara' il cretino di turno che andra' in giro per la citta', raccontando a tutti che nella casa dove e' ospitato puo' fare il cazzo che vuole e che la duena non dice nulla.
Quando sono stato, per 14 anni, un cliente non mi sono mai dimenticato che poi andavo via, mentre loro restavano.
Nei momenti dove c'e' piu' pressione occorre stringere le chiappettine, perche'....e' un'attimo....

18 commenti:

  1. ALTRO CHE TUCOLA CON 2 CANNUCCE...

    C’è lo «scroccone» seriale, quello stagionale e ci sono quelli della «zingarata» di gruppo. Ricordate la scena cult del film I Laureati di Pieraccioni? Ecco. Se fosse ancora in vita Cesare Lombroso, discusso fondatore dell’antropologia criminale, ne avrebbe individuato tre tipologie umane. Tutte accomunate dalla capacità di cogliere l’attimo: scappare quando devono pagare il conto, abbandonando il ristorante o il bar dove hanno consumato. «Il vero dramma è che abbiamo strumenti limitati per intervenire», denuncia Marcello Fiore, il direttore della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe), organizzazione che raggruppa 150 mila aziende, dal barista sotto casa agli autogrill autostradali.

    Gli «stagionali»
    Il reato ci sarebbe anche. Si chiama insolvenza fraudolenta. Ma a mancare sono le querele. Di recente è successo a Salerno. Nota pizzeria di via Roma: si presentano due coppie di giovani, mangiano e poi si danno alla fuga. Quattro «stagionali» che sfruttavano un lungo weekend di ferie. «Non erano del posto, altrimenti li avrei riconosciuti», racconta il gestore che poi ha preferito lasciar stare. «Non avevo tempo da perdere con le denunce», dice amaro.
    Anche se li avesse colti in flagrante avrebbe potuto poco. «Non è possibile trattenere il cliente contro la sua volontà perché si andrebbe incontro al reato di sequestro di persona. Bisogna aspettare le forze dell’ordine», spiega dagli uffici romani della Fipe lo stesso Fiore. Il ristoratore, d’altronde, non può procedere nemmeno all’identificazione di chi non paga, cosa che spetta al pubblico ufficiale.

    Tra fughe e cerimonie
    Con le comitive sono dolori. Lo sa bene il titolare di un ristorante di Moiacco, provincia di Udine: «Erano una cinquantina di persone. Alla cassa sono venuti in sette ma appena ho comunicato il conto (2500 euro, la metà in consumazioni alcoliche, ndr) si sono dileguati: ho provato a rincorrerli in auto, ma niente». Svaniti nel nulla, hanno poi confessato la «cara» bravata qualche giorno dopo. Stessa sorte, e conto più salato - sui tremila euro - per un ristoratore perugino beffato da un cinquantenne che ha organizzato la comunione di una ragazzina. «Sessanta persone si sono volatilizzate in un attimo», dice il ristoratore che, raccontando i dettagli, parla di una fuga da «organizzazione militare».
    Gli scrocconi seriali
    C’è anche chi, moderno Totò, ha fatto delle truffe una professione: è il caso di un signore sulla cinquantina, attivo sul litorale della laguna veneziana. «Media statura, modi e vestiti distinti, discorsi forbiti: un insospettabile», l’identikit fatto dagli operatori della zona. Dopo aver pranzato, ha chiesto di pagare in un conto unico prenotando un tavolo per la sera ma non si è presentato.
    Numerosi, circa il 40% dei casi, quelli che sfruttano la legge che tutela i non fumatori: «Esco per una sigaretta», dicono. E poi, chi li prende? Se c’è il buffet diventa ancora più dura. Tra le vie amate da Alda Merini, nei Navigli milanesi, si aggira una giovane ragazza assetata. «Passa, vede un bicchiere pieno sopra al tavolo, lo prende e scappa», denunciano i ristoratori. «Ma cosa possiamo fare? - si chiedono - Denunciarla per poi non ottenere nulla? Rischiare una rissa? Rovinare il pranzo o la cena ai clienti che pagano? Lasciamo perdere e guardiamo oltre».

    Come difendersi
    Capita che dietro a uno scroccone, specie se seriale, si nasconda un nullatenente. «Procedere a un pignoramento o fargli una multa diventa allora impossibile», spiega Matteo Musacci, 28enne e rappresentante dei pubblici esercizi della Fipe giovani a livello nazionale. Nei suoi locali in centro a Ferrara (un ristorante e un cocktail-bar) adotta una doppia tecnica. «La sensibilizzazione del personale e la digitalizzazione». E spiega: «Mi appoggio a un software che mi permette di tenere sotto controllo i tavoli, anche quelli più lontani dalla cassa». Ma ammette: «Ogni settimana calcolo già che il 3-5% delle entrate è perso». Scomparso nel nulla. Come i moderni «scrocconi».

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  2. SI RITROVAVANO in piazza Beccaria, davanti al cinema Metropolitan, chiuso quest'anno sotto il nome di Astra 2. Poi andavano al bar Necchi, oggi il "Negroni" uno dei locali più alla moda, e in piazza Santa Croce, in giro per la città di Firenze passando per il piazzale Michelangelo. Erano le avventure di quattro inseparabili amici d'infanzia fiorentini, sulla cinquantina, che affrontavano i loro disagi con scherzi a danno di malcapitati, protagonisti del film Amici miei di Mario Monicelli, uscito al cinema il 10 agosto del 1975. A 40 anni dal suo approdo nelle sale, è stato proiettato a Firenze sulla facciata della basilica di Santo Spirito nell'omonima piazza (altra location del film) come omaggio al regista che quest'anno avrebbe compiuto cent'anni.
    Monicelli è stato a Firenze l'ultima volta nel gennaio del 2010 al Teatro del Cestello, occasione in cui scherzosamente commentò il prequel di Amici miei, in quel periodo in corso d'opera per la regia di Neri Parenti: "E perché dobbiamo fermarci solo a tre?". Sarcastico, sanamente cattivo, Monicelli metteva nei suoi personaggi insieme al sorriso la smorfia amara della vita. E così nacquero gli "amici miei", oggi scomparsi, come Ugo Tognazzi ovvero il conte Mascetti, Philippe Noiret nel ruolo del giornalista Giorgio Perozzi, Duilio del Prete in quello di Guido Necchi e Adolfo Celi che interpretava Alfeo Sassaroli. In vita rimane Gastone Moschin, ovvero Rambaldo Melandri, che vive in un paesino in provincia di Terni e si è ritirato a vita privata. "E' un inno alla vita - dice lo sceneggiatore Lorenzo Baraldi - i personaggi sono dei Peter Pan che non diventeranno mai dei saggi. E' un film mondiale perché le generazioni non l'hanno mai cancellato, anzi oggi ricordano battute e sketch come se fossero stati sul set, con lo stesso spirito".
    "La prima volta che l'ho visto - ricorda il regista Giovanni Veronesi - coincide con la prima volta che ho provato invidia. Quello è davvero un film che avrei voluto fare io e scriverlo. Quella sceneggiatura è geniale. Germi stava per fare un altro gran film: Monicelli però, come accade nella nostra vita alle volte, si è trovato nel posto giusto e da grande autore qual era ne ha fatto un capolavoro. Mario per me è sempre stato un faro illuminante". Alessandro Benvenuti ricorda come il film abbia cambiato la percezione di Firenze e dei fiorentini agli occhi dell'Italia cinematografara: "Ha reso cioè adulta, per quanto infantile resti tuttora sotto molti aspetti, la 'fiorentinitudine'. Da lì in poi Firenze, come già Roma, Napoli e Milano facevano, ha cominciato a produrre a livello nazionale comici di razza e non". "Amici miei - commenta Leonardo Pieraccioni - è la perfezione totale: dalla sceneggiatura agli attori, dalla regia alla scenografia. È un tondo perfetto e uno di quei film ipnotici che se lo becchi alle tre di notte in qualche canale non puoi che arrivare in fondo".
    E poi il ricordo di Chiara Rapaccini, vedova e compagna del regista viareggino. "Ho conosciuto Mario - racconta - proprio sul set di Amici miei nel 75. Ero una studentessa e per guadagnare qualcosa facevo la comparsa. Piacqui a Mario però l'amore nacque più tardi e così una lunga vita insieme". E sul film osserva che "Amici miei riguarda la morte: in pochi lo dicono, si preferisce parlare solo di una serie di straordinarie zingarate, toscane doc. Ma Mario lo diceva sempre. I protagonisti sono adorabili vitelloni che cercano di non pensare alla vecchiaia e alla morte, rimuovendo la realtà delle loro vite a volte miserabili e giocando come bambini".

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  3. El Loco a Cuba non si scherza

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  4. Infatti 7 anni non sono per nulla uno scherzo

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  5. Tentativo fallito di scippo per strada a La Habana ( a mia moglie ) 12 anni fa , Lo stesso viene inseguito e , infelice idea , prende in ostaggio un bambino sotto minaccia di coltello alla gola .
    Finale : quasi linciato da folla inferocita ( la policia ha lasciato inizialmente fare ) e...al final... 20 anni al Combinado del Este.

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  6. milco, il problema è che il tuo conoscente è recidivo. L'articolo 302 del codice penale cubano sanziona il prosseneta o lenone con una pena che va da 4 a 10 anni. Il minimo è 4 anni, se però, non sei recidivo. Con la recidiva, ahimè, la pena è destinata ad aumentare. Il tuo conoscente,inoltre, è in carcerazione preventiva, che sarà detratta dalla pena, in caso di condanna. Anche la padrona della casa particolare, per aver aiutato l'esercizio della prostituzione, è considerata lenone. Per lei, se si tratta di prima pena, il minimo è 4 anni, oltre alla possibile confisca dell'immobile, nel quale è stata praticata la prostituzione.

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    1. Quadra tutto caro Nino...purtroppo....
      Alla fine nella vita raccogli sempre quello che semini.

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  7. A Cuba le pene che danno si fanno tutte e carceri in condizioni disumane è dura sopravviverci.paolino.

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    1. Non sempre, c'e' anche la buona condotta e i fine settimana di "libera uscita".

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  8. C'è poco da fare quando accadono cose a Cuba noi non sapremo mai la verità al 100% , loro modo di fare purtroppo. ..anche io credo che non sia successo 'solo' quello...7anni mi paiono un'enormita'....vai a sapere...ciao Milco
    Stefano

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    1. Pero' Nino, ancora una volta in modo perfetto, ci ha spiegato che non e' una pena campata per aria.

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  9. Milco cos'è la prosineta?
    Ti consiglio da amico di non "sputtanarti" la renta, sai meglio di me come funziona, poi una volta che la policia ti mette gli occhi addosso è difficile farglieli togliere, soprattutto nei piccoli centri come Tunas, dove se scoreggi a casa tua sentono tutto fino al paese vicino.

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    1. E' quello che procura ragazze a quegli sfigati che non riescono, a Cuba non a Porto Cervo, a trovare una sventurata.
      Tutto e' accaduto prima che aprissimo, con Grande Torino non ha mai avuto a che fare.

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  10. Non riuscire a rimediare ragazze a Cuba è da sfigati veramente, solo per questo li rispedirei dritti a casa.

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  11. Caro Valter ricordati sempre una cosa.
    Al poveraccio che fa una vita miserabile non resta altro che sbavare dietro alla vita di chi ha avuto fortuna, soldi e belle donne.
    E' la legge della vita.

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  12. Sapevi niente a Tunas di questa casa insolita?
    http://www.cubahora.cu/sociedad/se-permuta-esta-casa-insolita-fotos

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  13. Ho visto qualche foto......mah.....

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