giovedì 13 agosto 2015

GLI ULTIMI GIORNI



Uno dei momenti piu' significativi dei nostri soggiorni cubani e' sicuramente quello in cui ci si appresta a tornare in Italia.
Per me, ma suppongo per tutti, la cosa assume differente valenza a seconda che abbia trascorso a Cuba un periodo di due settimane piuttosto che due mesi.
Nel primo caso, dal mercoledi della seconda ed ultima settimana ho la carogna che mi sale sulla testa.
Mi rendo conto che mi sara' difficile poter fare tutto cio' che avevo programmato, ne' vedere tutte le persone che avrei avuto piacere di incontrare.
Quindi sono giorni piuttosto frenetici, passati in giro in scooter, in mille faccende affaccendato.
Diciamo che dopo sole 2 settimane di vacanza non me ne vado mai troppo volentieri, mi porto dentro un senso di incompiuto, ma mi rendo anche conto di essere un privilegiato, 2 settimane a Cuba sono il sogno, spesso irrealizzabile, di un'intera vita per tanta gente.
Solitamente affronto il viaggio in auto verso Holguin di cattivo umore, meno ancora reggo il plotone di italici temba al gate che si raccontano le loro imperdibili conquiste.
Se, invece, il mio soggiorno e' durato, ad esempio,un paio di mesi, non dico che torno a casa volentieri ma ho dentro di me la sensazione che quello che c'era da fare...sia stato fatto.
L'ultima settimana rallento visibilmente i ritmi di qualsiasi attivita' in cui sono impegnato, mi prendo tutto il tempo necessario per salutare gli amici e bermi con loro il traco della staffa, aspetto il momento di andarmene con tutta la tranquillita' e la serenita' di questo mondo.
Se trascorro un periodo lungo e possibile che il volo di ritorno sia dall'Avana, a volte sono riuscito a spendere anche 400 euro in meno rispetto a Holguin.
A quel punto, con 2 mesi, davanti un piccolo sbattimento lo si puo' tranquillamente accettare se porta ad avere un budget piu' alto da utilizzare durante la vacanza.
Se rientro da La Habana prendo il Viazul da Tunas la notte precedente, arrivo nella capitale in tarda mattinata e, visto che il volo e' sempre in serata, ne approfitto per vedere amici e conoscenti sfruttando al meglio le ore che mi aspettano prima di recarmi in aeroporto.
Solitamente un puntata in calle 23 e un buon pranzo non me li leva nessuno.
Nel caso della vacanza di due settimane, gli ultimi giorni sono sempre velati da un po' di malinconia, mentre alla fine di un soggiorno lungo il mio atteggiamento non cambia con l'avvicinarsi del momento di rientrare.
Negli ultimi viaggi sono partito con la valigia e il bagaglio a mano, per rientrare in Italia, a fine vacanza, soltanto con quest'ultimo visto che tutto quello che c'era nella maleta, compresa lei, e' rimasto a Cuba.
Andare al check solo col bagaglio a mano, un borsone sportivo, e' una figata e sopratutto nel caso della giornata da passare a La Habana, una comodita' non da poco.
Un'altra sensazione che e' cambiata negli anni e' quella che vivo al momento del decollo dell'aereo da Cuba.
Per tanti e tanti viaggi provavo una specie di vuoto nello stomaco, una sensazione di profonda perdita, come se mi venisse strappato via qualcosa.
Da alcuni anni non succede piu', d'altro canto sono vicino ai 40 viaggi (e ai 54 anni...), ho girato mezzo mondo ed e' normale che certe sensazioni siano oramai metabolizzate.
La sola ed unica certezza e' che comunque, agli Orishas piacendo, tornero' comunque a toccare con il piede quella terra e tutto cio' che per me rappresenta.
Una piccola mania che continuo ad avere e' quella, nel tragitto a piedi dal gate all'aereo, di riempirmi i polmoni della calda e umida aria del Caribe, come se dovessi farne scorta per i lunghi, uggiosi e brumosi giorni che mi aspettano nel nord Italia.
Ognuno alla fine vive gli ultimi giorni alla sua maniera, secondo il suo carattere e il suo modo di intendere la vita.
Non esistono regole fisse ne' atteggiamenti condivisi, ognuno ha la sua Cuba e il suo modo e di lasciarla, che e' comunque sempre doloroso.
Personalmente mi basta pensare che il problema non e' mai lasciarla, ma sarebbe il non poterci tornare, per rendermi accettabile anche un momento cosi' complicato come la desperdida da Cuba..

16 commenti:

  1. luca mercalli

    Il 13 agosto 2015 è l’Overshoot Day, il giorno del sovrasfruttamento delle risorse terrestri: da domani a fine anno si intaccherà il capitale naturale, abbattendo foreste tropicali millenarie, pescando più pesce di quanto se ne possa riprodurre, immettendo in atmosfera gas a effetto serra che cambieranno il clima per secoli, spargendo nell’ambiente miriadi di composti tossici prossimamente nei nostri piatti.
    L’anno scorso il conto è andato in rosso il 17 agosto (19 agosto nei comunicati dei media, poiché le date della serie storica vengono retroattivamente riviste ogni anno in base alle nuove informazioni disponibili), quindi quest’anno l’anticipo è di circa quattro giorni. L’ultima volta che la popolazione umana - allora 3,5 miliardi contro i 7,3 attuali - riuscì a mantenere i propri consumi all’interno degli «interessi» annui prodotti dalla natura fu il 1970, vale a dire che la giornata del sovrasfruttamento cadeva in prossimità del 31 dicembre.
    Brama di energia
    Dopo 45 anni la nostra brama di energia e di oggetti ha divorato sempre più in fretta le risorse, al punto che un recentissimo lavoro di John Schramski, docente di ecologia all’Università della Georgia, definisce la biosfera terrestre come una gigantesca batteria che si è caricata durante centinaia di milioni di anni di lenta attività, e che ora noi stiamo rapidamente «scaricando». Schramski e collaboratori ci ricordano che «le leggi della termodinamica che governano la carica e la scarica rapida della batteria terrestre sono universali e assolute» e noi rischiamo di mandare in black-out l’intero ambiente che ci sostiene, come peraltro ha perfettamente interpretato l’enciclica di papa Francesco «Laudato si’». Non possiamo permetterci di continuare su questa pericolosa traiettoria; le Nazioni Unite hanno appena aggiornato le proiezioni demografiche: 9,5 miliardi di individui al 2050. Se tutti continueremo a bruciare materiali fossili accelerando il riscaldamento globale, prelevare massicce frazioni di biomassa e restituire rifiuti non biodegradabili, avremo bisogno per fine secolo dell’equivalente di tre pianeti, missione impossibile.
    Italia in default
    L’Italia in particolare è messa male: il nostro giorno del sovrasfruttamento, calcolato in base alle risorse effettive dei nostri 301.000 chilometri quadrati di territorio e mari adiacenti, è già avvenuto il 6 aprile 2015. Ci siamo mangiati tutti i nostri interessi naturali in poco più di tre mesi, per il resto dell’anno intacchiamo il capitale del nostro futuro e importiamo energia e materie prime da altri Paesi più dotati. Per essere in equilibrio con il nostro standard di consumo dovremmo avere un territorio quattro volte più vasto! Nonostante l’importanza estrema di questi argomenti, dai quali dipende il benessere di una società e la sopravvivenza fisica delle persone, si continua bellamente a ignorarli. La priorità dell’agenda politica italiana è la crescita economica, palesemente impossibile alla luce della fisica, mentre dovrebbe essere la sostenibilità del nostro bilancio ecologico. Italia o Mondo comunque fa poca differenza, siamo tutti sullo stesso pianetino. Un’astronave che sta andando in riserva e dove piloti e passeggeri se ne infischiano degli indicatori lampeggianti e degli allarmi acustici diramati dagli scienziati che chiedono una sosta per manutenzione degli ecosistemi, una bonifica per inquinamento della cabina e un rifornimento di energia rinnovabile.

    RispondiElimina
  2. Oggi il Comandante en Jefe compie 89 primavere, auguri!!

    RispondiElimina
  3. Prove generali di campionato: il Milan sembra rigenerato e vince il trofeo Tim battendo ai rigori un buon Sassuolo, dopo aver sconfitto 2-1 l’Inter. Con un doppio ko (battuti 1-0 dalla squadra di Di Francesco) i nerazzurri rimediano una brutta figura in una serata amara per Roberto Mancini. Il colombiano Bacca è scelto come miglior giocatore del torneo. Mihajlovic sorride ma non si esalta: «Voglio vincere il derby, quello vero, alla terza giornata di campionato». Fa spallucce invece Mancini: «Se mi devo preoccupare del Trofeo Tim...».
    Eppure - in questi fuochi finali del calcio d’agosto - il Milan sembra già più squadra: gioca con intensità e cattiveria, dimostrando una fame di vittorie che lascia ben sperare i tifosi a pochi giorni dall’inizio del campionato. I nuovi arrivati impressionano, Bertolacci segna, Bacca va in gol e sforna assist. Nocerino è redivivo e fa la differenza nella partita contro il Sassuolo. La difesa rossonera è arricchita da Romagnoli che si presenta con un salvataggio sulla linea, evitando all’Inter di pareggiare. Insomma, il Milan c’è e conferma le ambizioni della vigilia
    Se poi dovesse arrivare anche Ibrahimovic, lo scudetto potrebbe ben più di un sogno. È un’ipotesi, come conferma Adriano Galliani: «Se il Psg lo lascia partire, noi ci siamo. Di percentuali non ne faccio perché il giocatore ha ancora un anno di contratto con il Psg quindi dico che al momento non è ipotizzabile. Però... noi saremo attenti». «Se dovessi fare previsioni - aggiunge - direi di no, ma il mercato è strano. Io credo che non ci serva nulla, siamo coperti in tutti i ruoli. Ci fermiamo qua, in questo momento il mercato è chiuso ma possono aprirsi soluzioni non prevedibili. A fine agosto vedremo. Voto al mercato del Milan? Lo devono dare tifosi e giornalisti, ma il presidente Berlusconi ha fatto un grande sforzo economico». Obiettivo del Milan per la stagione? «Certamente arrivare tra i primi tre posti».
    Il Milan ci crede e punta su una grande annata così come l’Inter di Mancini che stasera però fa preoccupare non poco il suo popolo. Attacco inconsistente, centrocampo a rilento, difesa assente. E, tuttavia, la parola d’ordine è minimizzare: «Non sono preoccupato, solo un po’ arrabbiato per delle situazioni, dovevamo essere più reattivi. Mancano 10 giorni, ci vorranno 3, 4, forse 5 partite di campionato per trovare la forma migliore. Quello di stasera non conta. Gli arbitri? Dovrebbero parlarci di più». Mancini non perde il sorriso, né la speranza, soprattutto quella di avere Perisic: «Sono fiducioso per tante cose».

    RispondiElimina
  4. El Loco gli ultimi giorni sono una tristezza

    RispondiElimina
  5. Io gli ultimi giorni a Cuba sono iper attivo e cerco di fare tutto visto che la maggior parte della vacanza la parto in relax, la cosa più brutta e' il tragitto da casa/hotel ad aeroporto..mi viene un magone terribile, per non parlare della sensazione quando aereo decolla e vedi Cuba piano piano scomparire all'orizzonte...quando arrivo in Italia sono totalmente svuotato per parecchi giorni; oltretutto fino a poco tempo fa avevamo certezza al ritorno di ritrovare tutto uguale ora lo sa Iddio quali cambiamenti riserva il futuro, ciao Milco..penso che tu abbia descritto nel post sensazioni e stati d'animo comuni a molti dei lettori
    Stefano

    RispondiElimina
  6. Il segreto di questo blog è proprio il fatto che voi vi ritroviate in ciò che scrivo

    RispondiElimina
  7. Milco non ti conviene l'avion per andare all'havana da tunas, visto che con poche decine di cuc in più rispetto al costo del viazul, sei all'havana in un ora mao meno?
    Lasciare Cuba è sempre triste, soprattutto quando stai 20 giorni, mentre non soffro più di tanto quando sto 2 mesi.

    RispondiElimina
  8. L'avion c'è una volta la settimana.....

    RispondiElimina
  9. gli ultimi giorni, ma soprattutto le ultime ore sono una via crucis.P68

    RispondiElimina
  10. Dai....adesso non esageriamo...

    RispondiElimina
  11. Magari potessi farmi 2-3 settimane a cuba per girarla, una settimana intera quando ci riesco mi sembra un enormità, la media 4-5gg .. La to positivo é che spesso il biglietto aereo va in nota spese :-) mat.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh...note spese....non e' da tutti.

      Elimina
  12. Eh si....lasciare Cuba è sempre molto difficile,soprattutto se come hai detto te,....il soggiorno è stato solo di 10-15 giorni...! Mi ritrovo molto(come mi succede spesso...) nelle parole dell'amico Stefano.....il tragitto fino all'aeroporto Josè Martì è sempre stato tragico....,ma io aggiungo un'altra cosa....l'ultimo tramonto sul Malecon....! E per finire....la fila per l'imbarco all'aeroporto....l'ultima volta(due anni fa...) a stento ho trattenuto le lacrime...! Lo so sono esagerato....ma è l'amore che provo per Cuba....dal lontano 1997...! blanco79

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A Tunas il tramonto sul Malecon lo vediamo un po' da lontano....al limite il tramonto sul campo...

      Elimina