giovedì 27 agosto 2015

TV CUBANA



Per tutti i lunghi anni in cui sono stato un fedele cliente delle case de renta, le solite 3, ho sempre avuto il televisore in camera.
Ovviamente e' presente, oltre allo stereo, anche nella Grande Torino.
In quegli anni, sopratutto nei primi, non e' che la cosa avesse un grande valore.
C'erano solo 2 canali, si alternavano lunghissimi bivacchi del Comandante en Jefe e dei suoi interminabili discorsi con le solite zuccherose ed improbabili novelas argentine o brasiliane.
In casa non c'ero praticamente mai, quando c'ero non era per guardare la tv.
Al limite ci buttavo un'occhio, mentre mi preparavo prima di uscire per la serata.
Negli anni, con lo sviluppo della televisione cubana, l'aumento dei canali disponibili e dell'offerta, la normalizzazione di certi miei “ritmi” sono diventato, sempre entro certi limiti, un modesto fruitore del servizio.
Sopratutto ora che, con la visa familiar nella casa del familion, faccio una normalissima vita cubana.
L'Jefe rientra dal lavoro per la pausa pranzo e si mette a guardare lo sport, poi torna a casa la sera e si mette a guardare lo sport...e io con lui.
Sopporto poco la mesa redonda di Randy o della sosia di Nilla Pizzi, non mi piace quando in 10 dicono le stesse cose dandosi ragione l'uno con l'altro.
Il menagramo delle previsioni e' diventato un viso familiare, quando sei in vacanza sapere se il giorno dopo puoi o meno andare al mare e' importante, sopratutto se nel telefonino, per fortuna, non ci sono le app che abbiamo qua', tipo Meteo.it
Quando posso mi guardo il noticiero sia del mediodia che quello serale, col tipo coi baffi da tricheco a presentare.
Seguo, se sono a casa, il programma musicale Calle 23 del sabato pomeriggio, programma molto Habanero presentato da una rubia in carne.
Il lunedi sera c'e' Panfilo con suo show che cerco di non perdermi mai, quasi sempre stiamo cenando.
Ci sono tanti programmi musicali con le ultime tendenze e con la musica che si ascolta nell'isola e/o fuori.
Su Tele Rebelde c'e' tantissimo sport e tanto calcio, quest'anno trasmettono sempre 2 partite della Bundesliga mentre la Liga spagnola va sempre per la maggiore.
I cubani preferiscono il Barcellona, ma anche il Real ha i suoi tifosi.
La cosa si evince dalla tanta gente che va in giro por la calle con le magliette delle 2 squadre.
Il campionato italiano e' seguito, ma meno rispetto ai 2 che ho citato, diciamo che abbiamo meno appeal.
Tutte le grandi manifestazioni sportive vengono date in diretta, i giornalisti sportivi sono competenti e dove non sanno...si arrangiano come, ad esempio, nelle gare di sci e di bob.
Al posto della pubblicita', che temo prima o poi arrivera', ci sono spot fatti anche bene di educazione civica, cammei sulla Rivoluzione e brevi filmati in cui Cuba celebra i suoi eroi.
Molto ma molto meglio di vedere Mengacci pubblicizzare le tazze del cesso....
Ora c'e' anche Telesur che rappresenta una bella finestra sul mondo, cosa in cui la tv cubana e' ancora piuttosto carente.
Per il resto ci sono molti programmi simili ai nostri, al mattino programmi di cucina tenuti da terrificanti cinesi che illustrano come fare porcherie in vari modi, al pomeriggio programmi per bambini e per le sciure che restano a casa.
Non ci sono programmi violenti, nessun giornalista del cazzo che mette il microfono sotto il naso a una madre a cui un maniaco ha appena ammazzato la bambina per chiedergli “come si sente?”.
Ovviamente, dal punto di vista politico, non e' certo una televisione pluralista ma chi se ne frega?
Dell'Italia solitamente parlano o in programmi culturali che mettono in evidenza le infinite bellezze del nostro paese, oppure quando ci copriamo di ridicolo, come con il Berlusca e il bunga bunga o Schettino.
Capiamoci, sono uno che dalla tv posso fare tranquillamente a meno ma e' piacevole, vivendo in famiglia, condividerne i riti e le abitudini.
Tutto sommato non e' una brutta televisione, a saper scegliere risulta persino gradevole.

 

28 commenti:

  1. "Festeggio lavorando, che è poi il modo in cui preferisco trascorrere il mio compleanno. Non potevo chiedere di meglio". Valerio Merola, che "per spirito e forma - sottolinea con l'Adnkronos - si sente un 50enne, perché l'anagrafe è un'altra cosa", racconta come trascorrerà la serata del suo 60esimo compleanno. Stasera è infatti nel Salento per una serata di selezione di 'Bravissima'.
    Nato il 15 giugno del 1955, il presentatore tv che ormai da 30 anni vive a Montecarlo non nasconde di aver dovuto "combattere contro accuse ingiuste" che gli hanno "creato difficoltà nel percorso lavorativo. Ma della mia vita non rinnego nulla, rifarei tutto".
    Nel 1996 viene coinvolto in un'inchiesta giudiziaria: l'accusa è di aver sedotto donne grazie alla sua popolarità. Risale a quegli anni il suo soprannome 'Merolone'.
    Ma i guai non finiscono e nel 2012 viene accusato di evasione milionaria. E nonostante "io sia stato assolto da qualunque accusa per non aver commesso il fatto", racconta il conduttore, la sua carriera nel nostro Paese ha segnato il passo. "Perché in Italia nel caso di guai giudiziari la notizia viene data subito e con risalto ma quando si tratta poi di parlare del proscioglimento, cade nell'oblio", afferma il conduttore tv che aggiunge: "A differenza di alcuni miei colleghi, non sono comunque mai scomparso completamente dalla tv. Come opinionista o direttore artistico, ho sempre continuato a fare il lavoro che mi piace".
    Dopo aver esordito su GBR, una rete locale laziale, presentando un programma dal nome 'Falchi della notte', nel 1984 passa alla Rai partecipando a 'Fantastico 5' con Pippo Baudo dove presentava i collegamenti esterni. L'anno successivo è anche a 'Domenica in' fino ad approdare nel 1988 al Festival di Sanremo. Poi arriva 'Bravissima', da lui personalmente ideato e realizzato, il primo talent show italiano.
    In seguito allo scandalo, a fine anni Novanta Merola si trasferisce a Cuba dove organizza una versione internazionale di 'Bravissima': "Sono stato l'unico artista straniero a lavorare per la tv cubana come direttore artistico".

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  2. Penalizzata dagli errori difensivi di De Vrij e Mauricio e dall’inconsistenza di un attacco dove Keita non ha inciso facendo rimpiangere gli assenti Klose e Djordjevic, la Lazio è già fuori dalla Champions League. A Leverkusen perde 3-0 con un Bayer che gioca con molta più intensità dei biancocelesti e quindi con un ritmo che a questo punto della stagione la formazione di Pioli non può avere. Il Bayer, i cui giocatori arrivavano sempre per primi sul pallone, ha vinto per il motivo molto semplice che si è dimostrato migliore della Lazio, ennesimo team italiano a non superare lo scoglio estivo del playoff della massima competizione europea. Così il sogno della Roma biancoceleste si spegne nello stadio del Bayer, finendo nella voragine degli errori dei suoi difensori centrali (ma perché il titolare Gentiletti è stato tenuto in panchina?) al termine di un match nel quale il presunto fuoriclasse Felipe Anderson non è mai riuscito a prendere per mano la squadra e trascinarla dove avrebbe voluto essere.
    Trovare adesso di chi sia la colpa sarebbe forse ingeneroso, e si deve anche dire che una delle due ammonizioni a causa delle quali, al 23’ st, Mauricio è stato espulso forse non c’era, ma non bisogna sminuire i meriti di un avversario superiore, come nel dopopartita ha ammesso lo stesso Pioli. Certo si è avvertita l’assenza di Biglia, come infatti si temeva, e nessuno è stato capace di fermare il 21enne Calhanoglu, calciatore dall’impressionante capacità di tiro, ma va detto che la società avrebbe potuto fare qualcosa di più in sede di mercato, per cercare di approdare a quel passaggio alla fase a gironi che avrebbe significato un bel pacco di milioni per le casse del club. Comunque ci ha messo del suo anche il tecnico, schierando la difesa a tre e gente come Radu, e tenendo fuori Cataldi a beneficio di un confusionario Onazi.
    Nel buio dell’Arena del Bayer i lampi ci sono stati solo da parte dei padroni di casa, e se non ci fosse stato Berisha ad opporsi alle conclusioni di Bender e Calhanoglu il risultato avrebbe potuto avere proporzioni più vistose. Nel primo tempo la Lazio tiene botta per un quarto d’ora, poi il Bayer comincia a spingere e farsi pericoloso. Così al 40’, quando il gol era maturo, il Bayer passa dopo un errore di De Vrij che genera una carambola con pallone che batte su Mauricio per poi finire a Calhanoglu che “fulmina” Berisha da posizione ravvicinata. A inizio ripresa l’inizio del Bayer è travolgente e la Lazio appare groggy. Al 3’ st Mauricio sbaglia l’anticipo mettendo Bellarabi in condizione di segnare con un tiro a mezza altezza.
    Poi a far sobbalzare i tifosi provvede Bender prima che Pioli faccia uscire il difensore Radu per inserire l’esterno offensivo Kishna. Mossa inutile perché la Lazio continua a non convincere e il tourbillon tedesco continua a far girare la testa ai biancocelesti. Così all’88’ arriva anche la rete del 3-0, su fulminea azione di contropiede innestata dalla sponda aerea di Kiessling, con palla all’ottimo Brandt, che va in velocità e appoggia a Bellarabi che segna la più facile delle reti. E ora la Lazio è già fuori dalla Champions, dovrà accontentarsi dell’Europa League e intanto, dopo la finale di Supercoppa a Shangai, perde la seconda sfida decisiva della sua stagione. E il gioco propositivo della scorsa stagione per ora appare uno sbiadito ricordo.

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    1. Ieri dominio a tratti imbarazzante del Bayer...ma onestamente anche 1 0 dell'andata era stato bugiardo, la Juve si indebolisce ancora regalato Llorente (risparmio totale 20milioni di ingaggio) per me Mandzukic e Zaza non sono meglio di lui
      stefano

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    2. La Lazio il miracolo lo ha fatto lo scorso anno

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  3. A parte qualche cartone animato al mattino alle 7 con mia figlia, difficilmente guardo la tv cubana.

    All'Habana, ma credo anche a Tunas, ogni settimana viene il tizio a scaricare sulla memoria esterna decine di gb tra film, serie tv e programmi sportivi.
    La sera a volte mi capita guardare alcuni di questi file sulla tv e devo dire che i film più recenti li ho sempre visti a Cuba.

    Questo è un'altro segnale di come il cubano desideri quello che non può avere, mentre noi preferiamo disintossicarci dal trash della nostra tv con una comunicazione forse un po' naif ma sicuramente più genuina.

    Simone

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    1. Io vado pazzo per il mambi Helpidio Valdes e il suo cavallo
      stefano

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    2. A me vommuove la calavasita

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  4. Hanno ottimi programmi per bambini. Giuseppe

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  5. Nella capital sono in maggior numero i tifosi dei merengues , i catalani hanno più aficionados in Guajironia :-)

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  6. Vero tv cubana molto migliorata,io che faccio vita famigliare ne guardo molta,preferisco lo sport che non sia pelota,i programmi musicali e la serie "tras las huellas" e almeno un tg al dia lo guardo.paolino...

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  7. Io d'accordo con te , non hanno cattiva offerta , mi piacciono i commentatori sportivi più sobri dei colleghi messicani e argentini,in particolare trovo bravo quello con voce baritonale che fa pelota, mi piace il noticiero, seguo anche io Calle 23 e poi mi piace quel programma di cui mi sfugge nome in cui c'è quel personaggio che va nei posti più sperduti Sierra Maestra(ah la memoria)...due osservazioni 1) come mai con tutte le bellezze che ci sono in giro in tv ci sono..beh...diciamo non proprio il meglio? 2) io i film e le sierie straniere tipo i Soprano li voglio doppiati non con i sottotitoli. ..ciao Milco
    stefano

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  8. LA tv cubana è migliorata moltissimo in questi ultimi anni.

    La maggiordebolezza riguarda secondo me l'offerta di film.

    Troppe pellicole violentissime e truculente a base di botte da orbi e morti scannati da noi introvabili, ambientate nel futuro o nella Cina antica o nel Medioevo.

    Dello stesso tenore l'offerta di film tarocchi del mercato particular.

    A volte danno film di un certo livello ma occorre pazienza; a Cuba ho visto un film della Wertmuller con MAstroianni, Gianni e la Loren,che non avevo mai visto, con un interessante e ben fatta breve introduzione da parte di un critico cinematografico.

    Sarebbe bello che prenderessero a dare in prima serata grandi classici, come la RAI faceva anni fa - ricorderete lunedì cinema, con la sigla di apertura degli Stadio e Dalla -; la RAI per inciso se ricominciasse a dare bei vecchi film in prima serata farebbe solo bene.

    Alessandro.

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  9. Credo occorrano permessi e tocchi pagare....lo sai che non ci sentono da quell'orecchio

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  10. Tre mesi fa quando ero a Cuba ho visto il derby di Milano in diretta tv....del nostro campionato mandano solo le partite più importanti, mentre quelle di Barca e Real sempre....tutto il famillon cubano ogni lunedi sera guarda Panfilo, e ridono a crepapelle, a me particolarmente non piace, è un tipo di comicità che trovo "antica", se paragonata al nostro Zelig ad esempio, infatti mi chiedono sempre perchè non rido mai...el noticiero lo guardo sempre, sia a pranzo che a cena quando posso, però è ora che Cuba aumenti la visione di canali.

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    1. Rispetto ai 2 canali dei miei anni oggi e' tanta roba....

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    2. Stanno trasmettendo le puntate di Montalbano ( Montalban per loro ) .... chissà come traducono cabasisi , mah :-)

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    3. Ne ho vista una...lingua originale con sottotitoli

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  11. Orecchini a entrambi i lobi, una catena d’oro al collo e un cappellino dell’Italia in testa: il 21enne Pedro Pablo Pichardo, dopo il clamoroso 17.94 nel triplo di venerdì scorso a L’Avana (sesta prestazione mondiale all-time) e prima di volare a Doha, dove oggi è tra i più attesi protagonisti della prima tappa stagionale di Diamond League, ha fatto «scalo» due giorni a Clusane, nel bresciano. Lì fa base Federico Rosa, manager che lavora a stretto contatto con la federazione cubana. A Chiari, sotto l’occhio attento di Daniel Osorio, suo coach e c.t. della Nazionale caraibica, si sono allenati anche gli azzurri Marcell Jabobs, Ilaria Strati e Ottavia Cestonaro. Il ragazzo ha l’aria seria, la voce bassa e un fisico normale: anzi, con i suoi 70 kg distribuiti lungo 187 cm, è un peso-piuma.
    Senor Pichardo, può presentarsi al grande pubblico?
    «Sono di Santiago di Cuba, ma trascorro nove mesi su dodici a L’Avana. Fino ai 10 anni ho fatto atletica e boxe, poi mi hanno ”selezionato” solo per la prima disciplina. Ho provato diverse specialità, dal 2009 ho puntato sul triplo. L’oro ai Mondiali juniores di Barcellona 2012 ha segnato una svolta».
    Arriva da una famiglia sportiva?
    «Mio padre Jorge è stato uno da 2.10 in alto. Insegnante di educazione fisica, lavorava in un impianto polisportivo di Santiago, mi faceva correre e saltare su un campo da baseball. Mamma Rosa Iris faceva la ballerina. Ho due fratelli e una sorella maggiori: lei ha provato il triplo, ma si è rotta una caviglia e ha smesso».
    Il fantastico argento iridato di Mosca 2013, il bronzo indoor di Sopot 2014 preceduto da un 17.76 e poi, sul più bello, l’uscita di scena, squalificato: perché?

    «Per questioni caratteriali non volevo più allenarmi col professor Ricardo Ponce, responsabile di settore e mi sono affidato a papà. La federazione non ha gradito e mi ha sospeso sei mesi, dal 9 maggio al 9 novembre. Le indoor, quest’inverno, non mi interessavano: sono rimasto più di un anno senza gare».
    C’è qualche grande del passato che le somiglia?
    «Per la velocità direi il meglio del meglio, Jonathan Edwards, per la rapidità d’esecuzione lo statunitense Kenny Harrison o il francese Teddy Tamgho, iridato in carica».
    Dove crede di poter arrivare?
    «L’obiettivo di questa stagione era il personale, quindi va già bene così. Non so quanto valgo: ma comincio a sognare i 18 metri».
    Le piace l’Italia?
    «Per i cubani, se non fa freddo, è il paradiso. C’ero già stato nel 2013, per il meeting di Rovereto. Spero di tornarci presto».

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  12. Pichardo argento nel triplo in una gara dove si e' sfiorato il record del mondo

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  13. NOTA INFORMATIVA FINAL
    Amigos de nuestro show.
    El colectivo de Vivir del Cuento y Lezumba Productions queremos informar que las visas de los actores Andy Vazquez (Facundo Correcto) y Mario Sardiñas (Chequera) fueron denegadas en la Embajada de los Estados Unidos en La Habana. No quisimos alarmarlos con anterioidad pues al parecer podia existir una solución pero lamentablemente no ha sido así
    Pedimos a todos que apoyen al resto de los actores que estarán con ustedes quienes contarán ahora con la inclusion del genial humorista Ivan Camejo.
    De este lado y en estos últimos días hemos hecho un esfuerzo enorme para poder ajustar todo una etapa de guiones y ensayos para seguir formando parte del show y que el mismo no perdiera su esencia. La posibilidad de que no pudiéramos participar estaba latente por lo que nos adelantamos a preparer un trabajo a traves de pantallas donde interactuaremos de igual forma con el publico allí presente.
    Asi que no crean que se librarán de nuestros personajes así de fácil…que va!!! Allí estaremos Facundo y Chequera de manera virtual trabajando a traves de la tecnología y mirando desde la pantalla todas las ilegalidades que se cometan en el teatro y tratando de hacer reir a todos los faranduleros y faranduleras que apostaron por nosotros.
    Repetimos…lo sentimos de corazón, tanto nosotros como la Empresa que nos representa (Lezumba Productions) hicimos lo posible por tartar de revertir la decision del funcionario que nos atendió.
    Ahora insistimos en que apoyen nuestro evento, a fin de cuentas es para ustedes y en el están el amor, la admiración y el respeto que ustedes merecen.
    Gracias por comprender!
    Nos vemos el 28 y el 29…ok?
    Colectivo Vivir del Cuento Miami
    Lezumba Productions

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  14. Diciamo che la tv cubana è più di qualità che di quantità.Il numero di canali è in aumento da diversi anni a questa parte e trasmettono programmi interessanti e per tutti i gusti.Ho visto documentari di Discovery e concerti di cantanti famosi.Purtroppo per quanto riguarda i film bisogna accontentarsi di vederli in lingua originale con i sottotitoli(teleplay lo chiamano).Nel mio caso mi sono abituato e pure a casa li scarico così....Per quanto mi riguarda io ho sky e di 100 canali e passa ne guardo 5 al massimo se va bene e ripetono le stesse cose all'infinito quindi......

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  15. Infatti non servono mille canali se quelli buoni sono pochi

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