venerdì 9 ottobre 2015

EL TAXI



Quelli della mia generazione ricorderanno una celeberrima intervista del Fratello Gianni Mina' a Massimo Troisi e Pino Daniele.
Mi pare che il film in uscita fosse “Pensavo fosse amore, invece era un calesse”, la canzone in questione “Tu dimmi quando”.
Troisi, con la sua consueta verve disse che in realta' la canzone non era la colonna sonora del film, ma che in prima Pino aveva scritto il pezzo e poi lui ci aveva fatto il film attorno.
Ovviamente tutti scoppiarono a ridere.
Questo per dire che il pezzo di oggi e' solo un pretesto per mettere il video EL TAXI di Osmany Garcia e Pitbull, dove girano piu' gnocche che bocaditos de puerco, in particolare la moretta che sembra Baby K e che mi fa un sangue....
Visto che pero' il discorso e' aperto...approfittiamone.
Che rapporto avete con i taxi e i taxisti a Cuba?
Personalmente, a Tunas, poca roba.
La citta' la giro in scooter, quando devo andare o venire dall'aeroporto c'e' sempre qualche amico col carro che ci pensa.
Sono pero' buon amico di un taxista, si tratta dell'uomo di una mia duena storica, ha il deposito praticamente sotto la casa, ci conosciamo da anni, e' una gran brava persona.
I taxi li ho usati per anni nei periodi in cui soggiornavo nella capitale, ancora li utilizzo quando volo sull'Avana, per il tragitto che dall'Aeroporto mi porta al terminal del Viazul, con percorso inverso quando devo partire.
Come accade in ogni parte del mondo, i taxisti cubani sono allo stesso tempo confidenti, chulos, agenti immobiliari, papponi e via discorrendo.
Per il neofita appena sbarcato a Cuba, un taxista sveglio puo' essere una soluzione a molti problemi pratici.
Ti trova la casa, dove mangiare, ti presenta la gnocca e ti indica i locali migliori da frequentare, ovviamente non si tratta di un servizio no profit.
Da qualche anno, sopratutto nella capitale, alcuni di loro sono dei cuantapropistas veri e propri.
Anni fa scrissi un pezzo proprio su questo argomento smentendo le consuete cazzate di un presunto, cabarettistico, agente segreto che si aggirava nel web cubano.
L'auto rimane di proprieta' dello stato da cui il taxista deve acquistare la benzina, se la memoria non mi tradisce si parlava fra una cosa e l'altra di una spesa di circa 50/60 cuc al giorno fra gasolina e impuesta.
Sembra tanto ma non lo e', si tratta di 3 corse quotidiane da dedicare allo stato, tutte le altre sono dinero nel borsillo.
Un paio di questi mi hanno scarrozzato negli anni, mi hanno raccontato che grazie a questo escamotage hanno finalmente potuto accedere al denaro vero, senza doverlo sgraffignare allo stato gonfiando i costi, dimenticandosi di accendere il tassametro o inventandosi altri sistemi.
Mi piace chiacchierare coi taxisti, sono il vero indicatore sul come vanno le cose a Cuba.
Alcuni sono piuttosto abbottonati ma altri, sapendo di parlare con stranieri, si sbottonano con una certa facilita'.
Essendo un buon ascoltatore, riesco subito a capire come vanno le cose, se i soliti piagnistei sono reali o si tratta della consueta commedia ad uso specifico del culo bianco di turno.
Anche questa storia che l'auto e' di Fidel e i prezzi sono bloccati e' una gran cazzata, se entri un po' in confidenza puoi e devi trattare la cifra piu' conveniente, senza mai pero' dimenticarti che anche lui deve guadagnare.
Un paio di taxisti mi hanno detto che non farebbero mai cambio con noi stranieri, sanno che nella maggior parte dei casi facciamo una vita di merda ahorrando el centavos per potere andare a Cuba mentre loro, guadagnano discretamente, come i marinai hanno una donna in ogni barrio, se vogliono vanno a lavorare altrimenti stanno a casa e vivono sotto il caldo sole del Caribe.
Avere un buon taxista a disposizione, potendo spendere, puo' essere un vantaggio per chi non e' molto pratico di Cuba, a patto di trovarne uno moderatamente onesto, cosa non semplicissima ma che che con un po' di fortuna....e...occhio....puo' accadere.

30 commenti:

  1. DAL BLOG DI REPUBBLICA PULICICLONE

    El Hombre vertical è in Spagna una persona assai vicina al nostro uomo tutto d'un pezzo. L'uomo con la schiena dritta. E però. El Hombre vertical della lingua spagnola sarebbe a dire il vero qualcosa in più. Non è solo chi sostiene le sue opinioni senza curarsi di compromessi, non è semplicemente un uomo incorruttibile, libero, ma un uomo talmente libero da riuscire a essere severo con gli amici, se occorre, quando occorre. Quando nel calcio si parla di Hombre vertical viene in mente prima di tutti Luis César Menotti. Lo stesso soprannome diedero poi a Héctor Cúper. Il ceppo italiano è nella triade Zoff-Scirea-Riva. Ma l'uomo più verticale di tutti nel calcio, l'ultimo rimasto, si chiama Jorge Valdano, che infatti adesso il calcio guarda da lontano. Come un filosofo. Da filosofo.
    Valdano aveva vinto praticamente da ragazzino un campionato argentino nel Newell's Old Boys, a Rosario, e presto s'era trasferito in Spagna, facendo gol per un decennio un po' per l'Alaves e un po' per il Saragozza, fra la seconda metà degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta. In Argentina sono gli anni della dittatura militare, dopo il peronismo. In Spagna è morto Francisco Franco, ma la destra ha provato per due volte a portare i colonnelli al potere. Vertical, in quei giorni, è ancora un aggettivo che riporta alla mente il nome del solo sindacato autorizzato dal Caudillo a svolgere la sua attività. Ma quando nel 1984 la carriera di Valdano decolla con l'arrivo al Real Madrid, perfino le condizioni politiche nei due Paesi sembrano essere diventate coerenti con la sua ascesa filosofica. La guida dell'Argentina è tra le mani di Raúl Ricardo Alfonsín, un socialista che avvia i processi al vecchio regime per violazione dei diritti civili. In Spagna, per la prima volta dopo le elezioni del '36, al governo con la maggioranza dei seggi in parlamento c'è il Psoe, il partito socialista operaio. Felipe Gonzalez restituisce al popolo la libertà sindacale; riforma scuola e sanità, depenalizza l'aborto, porta il Paese nella Cee. I gol di Valdano (e di Hugo Sánchez e Butragueño) danno al Real due campionati e due coppe Uefa. Non era scontato. Il Real non vinceva un campionato da sei anni e una coppa europea da venti. L'Argentina vince un Mondiale. Otto mesi dopo lui dice basta e si mette ad allenare i ragazzini.
    Ma poiché la verticalità non si esercita mai in modo banale, capita che a Valdano venga data la possibilità di guidare una squadra di serie A spagnola, il Tenerife, e per due anni di fila il Tenerife batte all'ultima giornata proprio il Real Madrid, facendogli perdere il campionato negli ultimi minuti. A quel punto il Real può comportarsi in un modo solo: richiamare Valdano. Che infatti torna, vince in panchina, poi accetta una scrivania da direttore generale e se c'è da dire una frase scomoda a chi sta più su di lui, la dice. I suoi 27 anni blancos a Madrid vanno a sbattere un giorno contro José Mourinho. La guerra è impari. Tra un filosofo e un imperatore, vince sempre l'imperatore. Mourinho, agli occhi di Valdano, è "un personaggio creato ad arte per questi tempi rumorosi, ha più ego che intelligenza, non ha mai detto nulla di sensato sul calcio". E' la stessa posizione dello scrittore Javier Marías ("Uno sciamano da sagra"). Sul calcio Valdano riflette. Il suo pensiero è analisi, ricerca, indagine. Un giorno lo mettono dinanzi al grande tema di cui si dibatteva in Italia giusto la settimana scorsa, a proposito del primato dell'Inter fatto di tante vittorie per 1-0.

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  2. Gli domandano a cosa serva il bel calcio, se si può vincere anche giocando male. Valdano lo sa a cosa serve giocar bene. Glielo ha insegnato Borges, il nume della letteratura del suo Paese, ed è infatti citando Borges che replica. "Quando gli chiedevano a cosa servisse la poesia, Borges rispondeva facendo a sua volta delle domande: a cosa serve l'alba? A cosa servono le carezze? A cosa serve l'odore del caffè? Per il piacere, per l'emozione, per vivere".
    Jorge Valdano compie 60 anni. Scrive libri meravigliosi. L'ultimo tradotto in italiano è uscito l'anno scorso e ha per titolo "Le undici virtù del leader" (Isbn, 19 euro). E' un trattato. E' una visione del mondo. E poiché rispetto all'uomo tutto d'un pezzo l'Hombre vertical parla duramente agli amici ma anche se stesso, Jorge Valdano a pagina 32 scrive:

    Io non sono innocente. La mano de dios, espressione che aggiunse ulteriore ingegno alla colossale furbata di Maradona contro l'Inghilterra nel Mondiale in Messico del 1986, è un simbolo degli eufemismi che utilizziamo per mascherare condotte difficili da difendere su un piano etico. La definizione fu geniale almeno quanto il gol, perché non faceva che sottolineare come l'azione fosse un atto di giustizia. Per un argentino, la violazione della regola rappresentava la giusta punizione che l'Inghilterra meritava. Il gol ci mostrava una contraddizione etica, perché da un lato violava la regola, ma dall'altro ci metteva davanti un concetto etico: la giustizia. Le ferite della guerra delle Malvine erano ancora troppo fresche e quello del calcio era il territorio perfetto per compensare l'umiliazione patriottica subita. Ma cosa sarebbe accaduto se Diego avesse ammesso l'irregolarità con l'arbitro? Possiamo imaginare ogni tipo di conseguenze. L'Argentina più oltranzista non glielo avrebbe mai perdonato. Avremmo messo in pericolo la selvaggia allegria di una vittoria sull'Inghilterra e, più tardi, quella di essere campioni del mondo. Addirittura Maradona sarebbe meno idolo rispetto a quanto è oggi. O, magari, un gesto di tale entità avrebbe contribuito a rendere un paese migliore perché la forza simbolica di episodi così potenti può arrivare a modificare una società. Lo dico venticinque anni dopo considerandomi complice di quel celebre avvenimento, perché se non sono stato il primo, sicuramente sono stato il secondo ad abbracciare Maradona dopo il gol.

    Il "Tango para Valdano", di Joaquín Sabina

    El Pibe fue un poeta
    de los estadios
    de míster un esteta
    del balompié.
    Filósofo de lujo
    del vestuario,
    Valdano inventa el fútbol
    como Gardel.

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  3. Un taxista a La Habana paga 70 CUC al giorno ( quelli del 5555 con Peugeut 306 SW giallo ) allo stato , divide il taxi con un socio nel senso che ce l'ha un giorno si e l'altro no , spesso è una "lengua" e guadagna abbastanza da mantenere figli , mogli , amanti ..magari più di una :-)

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  4. El Loco la maggior parte se possono ti fottono

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  5. A Guanabo ne hanno lasciati a casa 3 sui 10 che prestavano servizio.
    Uno di questi è un amico del suegro. Pare non l'abbia presa molto bene...
    Simone

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  6. Anche perché è un lavoro che rende bene.

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  7. Io il taxi lo uso solo quando vado da solo (senza il mio amico di battaglie), per andare dall' aeropuerto alla casa de renta all' Havana che si trova a 5 km....prezzo fisso, 10 cuc a tratta....a Santiago invece lo prendo molto meno, ma quando lo prendo dalla casa della novia che si trova fuori Santiago, all' aeropuerto spendo 20 cuc (in proporzione spendo meno dell' havana)...ho sempre i miei taxisti preferiti, che chiamo il giorno prima, e me ne raccontano di tutti i colori, abbiamo una grande confidenza oramai.

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    1. Importante avere taxisti fidati di riferimento

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  8. Quando tratti l'argomento renta del carro? Per dicembre abbiamo rentato un carro, in tre, una Geely Emgrand 1.8, macchina molto bella, grande, capiente, e veloce....dal 14 dicembre al 20 gennaio 2016 75 euro/giorno (25 a testa), tutto compreso, gasolina esclusa ovviamente...il tipo della renta ci ha detto che già da ora le richieste di auto sono enormi, e che addirittura potrebbe esserci un piccolo aumento (legge della domanda e dell'offerta) per via dei numerosi turisti che volano sull' isla, anche se a noi ha assicurato che lascia questo prezzo in quanto clienti da anni...direi che in alta temporada 25 euro al giorno non è male, soprattutto per il tipo di carro. La cosa che mi ha sorpreso è che gli altri anni a dicembre prenotavamo il carro a metà novembre, da quest'anno ai primi di ottobre le auto sono già quasi tutte prenotate...Cuba va di moda, questo è il suo anno.

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    1. Magari ne parliamo la prox settimana

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  9. Osmani Garcia l'ho conosciuto quando stava al Cotorro, con una scarpa e una chancleta.
    Sono contento che sia arrivato al successo.

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  10. A Cuba non passa per essere unico simpaticissimo...poi non so.

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    1. Per certo posso dirti che fa musica di merda. E' arrivato al successo con questi versi:

      Dame un chupi chupi,
      Que yo lo disfruti,
      Abre la bocuti,
      Y tragatelo tuti.

      Sicuramente non è il nuovo Neruda.

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  11. Taxi dall'aeroporto J.Marti alla casa particular in centro Habana ho pagato 20 cuc....Auto privata con autista (un peugeot) da Trinidad a Varadero ho pagato 80 cuc....e da Varadero all'Habana (un geely) ho pagato 50 cuc....sono prezzi corretti o ho pagato troppo? Alessio

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    1. Dipende dove soggiorni nella capitale. Solitamente dall'aeoporto al terminal Viazul sono 15 cuc

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    2. Alessio son prezzi correttissimi...sia taxi che auto privata...

      se viaggi solo considera però che con Viazul avresti risparmiato sia da Trinidad che da Varadero...

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    3. A patto di viaggiare con piumone e berretta di lana.

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    4. Ok Freccia grazie. No eravamo in due....si ho preso una volta il Viazul dalla Capital a Trinidad perchè viaggiavo da solo, buon prezzo e viaggio tutto sommato piacevole a parte la temperatura come dice Milco ahahahaha!!! Alessio

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    5. jajajajaja...

      ...con Viazul tiene que cuidarte porqué si no te parte el pulmon...

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  12. Oggi è l'anniversario della morte del CHE, 09/10/1967....sono passati 48 anni....Hasta la victoria siempre Comandante Che Guevara!! Lo scorso anno sono riuscito ad andare a Santa Clara e naturalmente al mausoleo del Che....bei ricordi...Alessio

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    1. Oggi è anche l'anniversario della tragedia del Vajon

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    2. Ieri sera su Laeffe in onda Che - L' Argentino...questa sera per il suo compleanno si guarda il film registrato...

      Mia moglie ha già iniziato a spaccare i maroni...le ho ricordato che se ci siamo conosciuti è anche grazie a lui ed alla sua rivoluzione...Hasta la victoria siempre!

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    3. Non male come film....un filino lungo....

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    4. Ve te la ricordate?

      http://www.fraintesa.it/2015/07/taxi-avana-cuba-disavventure/

      http://www.fraintesa.it/2015/07/disavventure-cuba-autista-macchina/

      http://www.fraintesa.it/2015/07/disavventure-a-cuba-non-viaggiate-con-viazul/

      azzo però capitano tutte a lei...

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  13. A Cuba un tassista fidato vale per uno yuma (specie se alle prime esperienze) tanto oro quanto pesa...tra parentesi i cubani hanno memoria da elefanti, ho incontrato taxisti conosciuti forse 10/12 anni fa che non solo si ricordavano di me ma mi raccontavani le vicissitudini (quasi sempre poco allegre ) delle novie di allora..mah....ciao Milco
    Stefano

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  14. Vero non si dimenticano mai di noi
    specialmente se......siamo serviti.

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  15. negli ultimi tempi ho sempre preso l'almandron, però era la negrita a trattare, ai turisti è interdetto di salire a bordo.P68

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