sabato 5 dicembre 2015

PREMIER 12

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Durante il mio mese cubano si e' svolto, in estremo oriente, il Premier 12, una sorta di campionato del mondo di baseball.
Tutti conosciamo l'importanza del baseball a Cuba, potra' anche esserci stato un enorme sviluppo dell'interesse per il calcio ma la pelota resta lo sport nazionale che tante soddisfazioni ha dato, nei decenni, al paese.
Da qualche anno pero' Cuba prende sonori ceffoni ad ogni manifestazione a cui partecipa, questo fa incazzare non poco la gente.
Premetto, come scrissi in un racconto inserito nel mio primo libro, di baseball capisco davvero poco.
Mi sforzo di cercare di capirne di piu', ma continuo a trovarlo uno sport di una noia mortale.
Visto che pero' e' parte della cultura cubana faccio in modo che il mio interesse tenti di coinvolgere il costume degli abitanti di quel lato del bloqueo.
Il Premier 12 raccoglie le 12 formazioni migliori al mondo, ci siamo anche noi italiani ma siamo la cenerentola del gruppo.
Il girone di Cuba era pure il piu' facile, ma gia' dalle prime partite sono sorte le vere difficolta'.
Il boss e l'abuelo sono due incazzosissimi intenditori, si alzavano all'alba ogni giorno per vedere le partite, poi, visto che Cuba faceva pena, restavano incazzati tutto il giorno.
Al confronto dell'odio che provano per Victor Mesa, il coach cubano, Libidine Ventura posso considerarlo un amicone.
Tutti gli riconoscono una grande carriera da giocatore ma sostengono che, come allenatore, non valga nulla, visto fra le altre cose che lo hanno sfanculato pure in Messico.
Lo ritengono un “pajaso” per il suo continuo gesticolare, per i cattivissimi rapporti che ha coi giocatori e per il suo volersi mettere sempre al centro della scena anche quando sarebbe piu' opportuno farsi da parte.
Cuba inizia il girone perdendo, di brutto, col Canada, campione panamericano.
Poi vince di un punto con l'Olanda e Puerto Rico, giocando proprio male.
Perde incredibilmente con Cina Taipei e vince con un risicatissimo 2-1 con l'Italia, una specie di Carpi di questa manifestazione.
Ai quarti di finale becca la Corea del sud che poi, inaspettatamente, avrebbe vinto la manifestazione, rimediando una sonora sconfitta senza appello.
A casa!
A quel punto si aprono i processi sia in giro per il paese che in televisione.
C'e' chi sostiene che con quei giocatori di piu' non si poteva fare, chi afferma che 16 squadre nel campionato nazionale sono troppe, molti dicono che il problema e' il “pajaso” e via discorrendo.
A “bola viva” una trasmissione che parla di pelota, un paio di giornalisti hanno affermato che sarebbe ora di convocare i cubani che se ne sono andati e che stanno facendo furore nella grande liga americana.
Esattamente quello che sto' dicendo, da anni, riguardante i pallavolisti cubani in giro per il mondo.
Il fatto che se ne inizi a parlare, anche nella tv cubana, mi sembra gia' un significativo passo avanti.
Il boss dice che se giocano quelli da fuori nessun giocatore del campionato cubano farebbe parte della selezione nazionale.
Dopo la figuraccia della nazionale, per strada, nei parchi e ovunque si sono radunati capannelli di tifosi per dire la loro, ho visto animatissime discussioni su argomenti a me completamente sconosciuti.
La sola cosa che ho capito e' che la pelota cubana non sta' godendo di una gran salute, forse i giocatori che militano nelle squadre delle provincie sono stufi delle briciole, proprio mentre i loro compagni che se ne sono andati firmano contratti milionari in giro per il mondo.
La pecunia oramai e' diventata molto piu' importante dell'amor patrio.
Oggi il Toro ospita la Roma, sulla carta non c'e' partita, rientra pure el negher davanti.....speriamo che Libidine non se la faccia addosso come spesso gli capita quando affrontiamo una grande e decida di giocarsela a viso aperto.
Perso per perso almeno ci proviamo....
Domani, visto che mi avete scassato a'uallera, ci sara' il post sportivo.

26 commenti:

  1. Un'agenda di colore marrone. La pelle consunta, gli angoli arrotondati dall'uso. Si nota subito, infilata in un fascicolo preso da un ripiano in basso di questi scaffali colmi di nastri, di dischi, ma soprattutto di libri. I libri personali di Fabrizio De André. Sulla copertina è scritto: Agenda Casa 1997 della Banca popolare di Novara. La apro. È stata scritta, in realtà, l'anno successivo. Le date, cancellate e ricorrette, rimandano infatti tutte al 1998, a partire da settembre. Il mese successivo a quando Faber si era sentito male interrompendo il tour estivo. Sono i mesi finali della sua vita. E il documento che ho in mano è l'ultimo diario che il grande cantautore genovese ha adoperato e portato con sé prima di morire.
    Siena, Facoltà di Lettere dell'Università, Centro interdipartimentale di studi Fabrizio De André. Un archivio che custodisce un tesoro, perché qui confluisce - con periodici nuovi arrivi - tutto il materiale dell'artista scomparso l'11 gennaio 1999. E poi l'agenda. Ci sono fogli sparsi, minute di lettere scritte da Dori Ghezzi, sua moglie, dopo la morte di Fabrizio. La prima pagina si apre con il nome e i riferimenti di uno pneumologo. Dietro, la simbolica fotografia di tre uomini che tirano a forza una corda, con molta fatica. Poi conti, appunti, recapiti telefonici. E ancora: disegni, annotazioni di carattere gastronomico e agricolo. Le sue passioni. Quindi citazioni di sue nuove composizioni, alle quali Fabrizio stava lavorando. Titoli di libri che potevano servire come spunti. Continuo a sfogliare. Ci sono le medicine da prendere, annotate una per una. Frasi sparse. "Ecco", fa notare Vera Vecchiarelli, l'archivista che fa da guida nel Centro studi senese, "qui la scrittura a un certo punto diventa più incerta".
    C'è una sua poesia su San Francesco. Quasi non ci si crede: proprio il santo fonte di ispirazione per il nuovo Papa, Jorge Mario Bergoglio. È in stampatello. Un testo che arriva all'improvviso a confermare la consonanza di temi fra De André e il Pontefice. Perché proprio gli ultimi, i diseredati, sono i protagonisti della poetica di Fabrizio prima che il Papa Francesco ne facesse il suo campo di battaglia. Si prosegue. Altre frasi rapide, una, due righe. Poi, un lungo spazio bianco, pagine non scritte. Solo in fondo c'è un appunto più lungo. È quello finale. Il suo ultimo pensiero scritto. "Noi cantastorie andiamo in giro sollevando la polvere dai fatti memorabili, cerchiamo di farne mito o leggenda (abbiamo, a differenza dei giornalisti, la licenza di stravolgere) e se ci riusciamo davvero possiamo diventare OMERO, se non ci riusciamo per niente andiamo a comprare i giornali nelle edicole". Tipicamente deandreiano.

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  2. Nella commistione fra alto e basso, nella chiusa finale: amara ma ironica. Ecco: in quello che è il suo ultimo appunto, Fabrizio ha riflettuto sul proprio mestiere. Ne ha difeso l'approccio e i modi. Si è riallacciato ai classici. E ha concluso con una frase spiazzante. Da Milano la Fondazione Fabrizio De André, presieduta da Dori Ghezzi, conferma: sì, questi pensieri sono scritti da Faber di suo pugno.
    Su uno scaffale si intravede un altro quaderno. Ha un colore verde chiaro, un nome - Outport Land - in stile marinaro. È di qualche anno precedente. Dentro c'è una poesia, bellissima e terribile. Il titolo è Il testamento.
    Accomuna la morte del padre Giuseppe, per anni amministratore delegato di Eridania, e del fratello maggiore di Fabrizio, Mauro, notissimo avvocato a Genova. Vera Vecchiarelli mostra nel dettaglio come De André operava nella stesura delle sue canzoni: "Fabrizio aveva la mania di annotare tutto quello che faceva, anche nelle cose quotidiane: da come prepararsi per i concerti ai concetti da esprimere fra una canzone all'altra, dagli alimenti da assumere quando voleva fare dieta alle formazioni della squadra del Genoa la domenica. A volte ho l'impressione che scrivesse tutto come per farsi leggere, un giorno, da chi avrebbe aperto i suoi quaderni. E tutto ciò che faceva, lo faceva molto seriamente, in maniera meticolosa, strutturata".
    Il Centro studi di Siena custodisce in realtà il metodo di De André. Lo stesso che la studiosa Marianna Marrucci, che ha collaborato all'archivio, definisce come una "poetica del "saccheggio"". E cioè, "un riuso originalissimo delle proprie letture: idee, temi, immagini, versi, sintagmi migrano dalla pagina alla voce in un impasto tanto più eterogeneo quanto più coerente e originale". Una visita qui permette di capire come Fabrizio studiasse i testi e li annotasse per poi riutilizzarli nelle bozze di lavoro. E la mole di volumi consultati per scrivere un brano di pochi minuti poteva essere impressionante. Segnati ovunque: sul frontespizio, nelle pagine bianche, in cima, in fondo, ai lati come se fossero glosse, su fogli che prendeva e accludeva. Il "saccheggio" consisteva poi nell'individuazione di un termine, una frase, un concetto, che venivano cerchiati, prelevati e incastonati nel nuovo lavoro, quindi rielaborati in modo magari molto diverso rispetto alla fonte originaria.
    Allora, il termine più corretto è forse la parola "contaminazione". Nascevano così, fra i testi assimilati e la collaborazione successiva con artisti del calibro di De Gregori, Fossati, Pagani, Bubola, Piovani, Mannerini, quelle perle immortali che conosciamo tutti, nei tredici album considerati capolavori assoluti della canzone italiana d'autore.

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  3. io mi trovavo a Cuba a Febbraio 2015 e cera un grande entusiasmo per la vittoria di Cuba alla serie del Caribe con una grande finale contro il Messico, non venivano inviati a questo importante torneo da 55 anni, e hanno vinto al primo o secondo invito, e cera un giocatore che militiva nella serie giapponese rientrato in nazionale dopo aver ceduto 1/3 dell'ingaggio ( 1 milione di $ ) allo stato cubano. mi sono entusiasmato pure io alla finale, un gran partita. sei sicuro siano in declino ? Simone http://www.gazzetta.it/Sport-Vari/Baseball/09-02-2015/baseball-cuba-vince-serie-caribe-attesa-durata-55-anni-100821697552.shtml

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  4. Io non sono sicuro di nulla visto il poco che capisco.
    Al Premier 12 hanno fatto pena questo si diceva in casa e per strada.
    Di più non so

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  5. Milco ti ricordi Las Morenas del Caribe oro a Sydney 2000? Fisici statuari di rara potenza con una garra impressionante...ogni partita era pura esaltazione...altro che pelota...

    Regla Torres, Regla Bell, Lili Izquierdo, Mireya Luis, Yumilka Ruiz, Idalmis Gato, Ana Ibis Fernández, Marlenis Costa, Taesmaris Agüero, Raisa O' Farrill, Mirka Francis y Martha Sánchez, entrenadores Eugenio George y Antonio Perdomo.

    Cercate su youtube e capirete...

    Freccia

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  6. Certo che le ricorbo...che squadra..

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  7. A quell'epoca anche i maschi non scherzavano. Giuseppe

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    1. Tenete conto che era una pallavolo molto più dura con il cambio palla.

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  8. Basterebbe ricordare che Regla Torres é stata eletta miglior pallavolista del XX secolo...

    oppure le tremendissime schiacciate di Yumilka Ruiz...

    Tanta roba!

    Freccia

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    1. I maschi che squadrone avrebbero oggi....

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  9. La lippa ( o pelota che dir si voglia ) è un gioco al di fuori della mia cultura.
    Ho avuto modo di conoscere Raul Diago mitico capitano che divenne pure presidente del volley cubano prima che lo beccassero con le dita nella marmellata....sono dell'idea che se nel volley rientrassero tutti i fuoriusciti Cuba vince 3 a 0 ogni partita

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    1. La casa de renta è di fronte a casa di Urrutia uno che quando giocaxa se usciva dal paese faceva soldi a palate

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  10. 0-1 Roma cappella di Padelli....l'ennesima.
    Come resuscitiamo noi i morti non ci riesce nessuno

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  11. Pareggio su rigore di Maxi all'ultimo secondo.
    Evitata la beffa.....

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    1. Rigorino all ultimo secondo però dai.......mmm.....Paolino.

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  12. Paolino sai che non sono mai eccessivamente generoso coi miei ma il rigorino era grosso come una casa.
    C'era un rigore nel primo tempo per noi, al terzo minuto il vostro portiere ha fatto un miracolo, Padelli vi ha regalato un gol che se lo fa il mio portiere dei Villans me lo mangio vivo.
    All'ultimo secondo abbiamo buttato via un punto nel derby e due con Genoa.
    Il calcio e' cosi'.

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  13. DAL FORUM DEI FRATELLI SU PADELLI

    Lo è stato spesso, indifendibile.

    Nonostante questo, è sempre stato difeso... da molti, credendo di fare il suo bene... da pochi, per il solo gusto di dare addosso e provocare altri utenti.

    Per i secondi, il mio sempiterno disprezzo.

    Per i primi, solo questo: difendendolo hanno sempre creduto di fare il bene di questo ragazzo... in realtà hanno fatto sempre il suo male, esattamente come chi ha sempre insistito per farlo giocare.

    E per quanto mi riguarda, oggi per me lui è l'ultimo dei colpevoli in questa lista, dove in testa sta senza dubbio alcuno chi lo fa giocare pur essendo, il ragazzo, palesemente inadeguato al ruolo che ricopre.

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  14. Il tecnico Giampiero Ventura commenta così la sfida appena conclusasi contro la Roma di Garcia.
    “Sarebbe stato drammatico perdere una partita senza subire un tiro in porta. Avevamo di fronte una squadra seconda in classifica con giocatori di qualità assoluta. Non gli abbiamo concesso niente, una sola giocata forse, leggendo bene le situazioni. Sintomo di crescita continua di questa squadra. E poi andare sotto a poco dalla fine per un goal del genere, dopo aver fatto una buona partita, è uscito il vecchio cuore granata: non abbiamo mollato fino all’ultimo. L’unico rammarico è avere sbagliato molte volte la scelta decisiva al momento dell’ultimo passaggio. La finalizzazione del gioco è lo step in avanti che dobbiamo ancora fare: abbiamo avuto 6-7 volte l’occasione di mettere l’uomo davanti alla porta, e non lo abbiamo fatto. Il risultato è giusto perché noi abbiamo fatto questi errori e perciò non meritavamo di vincere. Ma credo che tutto sommato sia stata una buona partita da parte nostra”.
    “Noi non sapevamo chi avrebbe giocato nella Roma, ma comunque hanno messo Dzeko a marcare Vives, pressandoci altissimi. Quando abbiamo superato il primo pressing abbiamo costruito un buon gioco, approfittando di un Bruno Peres in forma stratosferica. Inoltre non abbiamo concesso nessuna giocata a giocatori di qualità incredibile. Per questo devo dire bravi ai miei giocatori”.
    “Il rigore su Belotti? E’ impossibile da commentare, son curioso di sentire i vostri giudizi. E’ una decisione molto difficile, ci sono quattro persone in un metro quadrato, ovviamente sono contento che abbia fischiato il rigore, visto che siamo “leggermente” in credito da questo punto di vista…”
    Il mister Ventura commenta poi il record di Radice eguagliato: “E’ un momento importante per me, ma se non vengo esonerato questa settimana è ancora più importante sabato prossimo contro il Sassuolo, quando diventerò l’allenatore più longevo della storia del Torino. Sono orgoglioso e lo dico con grande umiltà. Radice ha fatto altri risultati rispetto a me, ma spero che tra qualche anno i tifosi mi ricordino con lo stesso affetto…”
    Ventura poi viene pungolato e gli viene chiesto un commento sulle parole di Maxi Lopez: “Il suo è un messaggio cifrato, che io accetto e gli rispondo: sono quattro mesi che ti aspetto. Se acceleri un po’ magari giocherai di più… Ha la fortuna di essere in una società dove il presidente gli rinnova il contratto di due anni, che ha un allenatore che lo aspetta, che ha dei compagni che gli stanno vicino. Tutti vogliamo Maxi Lopez dello scorso anno. Quest’anno Maxi é solo in ritardo di condizione: Ma ripeto che lo aspetto volentieri.”
    Sul momento no di Quagliarella: “Da quando é arrivato nel Torino é sempre stato un giocatore importante, come ogni giocatore ha momenti sì e momenti no. Arriverà anche la sua scintilla e tornerà a fare il Quagliarella. Voglio poi sottolineare i meriti di Martinez, che é entrato con lo spirito giusto andando vicino al gol”.
    Ventura si sofferma poi sull’erroraccio di Padelli in occasione del goal subito dalla Roma: “Daniele é uscito tra i fischi ma questo da parte del nostro mestiere. Oggi ha beccato questo gol evitabile, ma per Padelli é una fortuna che sia successo questo: gli permetterá di far vedere adesso il suo valore con orgoglio, è una grande occasione per far vedere chi è davvero e come sa reagire”.
    Ventura poi chiosa sulle condizioni di Baselli: “Ha giocato più in questi mesi che in tutta la sua carriera. Credo che abbia preso una semplice botta, spero nulla di grave, ora ha due giorni per riposare e spero recuperi”.

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  15. Io ho seguito un po' il premier12 e pur non capendone granché tutti i commentatori hanno evidenziato due cose ;una le scelte tattiche fantasiose di Mesa che è odiatissimo a Cuba ;la seconda più preoccupante e che mi trova d'accordo :la vertiginosa caduta di livello del campionato cubano negli ultimi 4/5 anni..intendiamoci è già una decina d'anni che Cuba no domina come in passato ma erano sempre li sul podio e fino al 2010 era opinione comune che le migliori tre/quattro squadre cubane no avrebbero sfigurato neanche in Mlb..poi il crollo..qui non è più solo questione di talenti che vanno via o fenomeni(come avvenuto in qualche mondiale o olimpiade)lasciati a casa per paura scappino,è che per la prima volta da sempre manca proprio la qualità e ti faccio esempio:Yuliesky Gourriel battitore che a Cuba fa sfracelli fuori no ne becca una..no voglio esagerare ma pelota è quasi specchio nuova gioventù cubana..poca voglia di soffrire e farsi il c..o;più facile lasciarsi vivere o attaccarsi alla/o yuma di turno per scapparsene..ciao Milco
    stefano

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    1. Gourriel e' stato il piu' criticato al Premier 12......

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  16. P.s.:bene ritorno post su sport!!!che sia accompagnato in questo post da termine tipicamente napoletano lo prendo come ennesimo segno destino...ahora o nunca!!!

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  17. Grande come una casa,l ho visto alla moviola non sembra mah.....ha preso la palla e maxi lo sbilancia pure......paolino.

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  18. Quindi la Roma meritava la vittoria?
    Il bello del calcio e' che ognuno lo interpreta come preferisce caro Paolino.

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  19. Ci vuole un tifoso neutrale per giudicare bene il rigore.sentiamo....pareggio risultato giustissimo ma io parlo dell episodio che ha deciso il risultato.paolino.

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  20. Ottimo post, grazie! Ti segnalo l'appuntamento con il Trio Medusa e il Cesvi che, come ogni anno si schierano insieme a favore della lotta all’AIDS: Radio Deejay e il Trio Medusa tornano a sostenere il Cesvi organizzando un’asta solidale su http://www.charitystars.com/. Dal 10 al 18 dicembre, sarà possibile acquistare oggetti donati da personaggi famosi del mondo dello spettacolo, dello sport, del cinema partecipando così a “Fermiamo l’Aids sul nascere”: https://www.facebook.com/cesvifondazioneonlus/

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