mercoledì 10 febbraio 2016

GRATTA GRATTA

 Risultati immagini per CONTE OLIVER


L'articolo di cui ho postato un link, segnalatomi da Tio Gigi di Quintavenida, se da un lato ci porta ancora una volta a renderci conto del baratro in cui sta' sprofondando il nostro paese, dall'alto ci puo' portare a fare alcune riflessioni su quanto che accade a Cuba.
Sull'articolo in se per se c'e' poco da dire.
Una parte considerevole dei furti che subiscono le aziende italiane e' perpetrato dai dipendenti o/e collaboratori delle aziende stesse.
Dipendenti che ricevono un regolare salario, in linea con le cifre che girano nel nostro paese.
Un salario con il quale, forse, si fatica ad arrivare alla quarta settimana, ma nulla di paragonabile con quanto accade dall'altro lato dell'ancora esistente bloqueo.
A Cuba, una stragrande maggioranza di coloro che lavorano per lo stato, rubano.
Forse sarebbe piu' corretto dire che si appropriano di qualcosa che dovrebbe essere un bene comune.
Chi lavora nei ristoranti si fotte il cibo, il carnicero imbosca la ciccia, le gelaterie vendono il prodotto sottobanco utilizzando poi per la parte in vendita al pubblico, materiale di terza qualita'.
Chi lavora in ambito di costruzioni si fotte di tutto; dal cemento ai mattoni, dalla vernice alla calce.
Nelle tiendas una buona parte dei prodotti non arriva negli scaffali, il personale lo vende, maggiorato, per conto proprio.
Lo stato incassa comunque quello che deve, la dipendente ci lucra sopra e il popolo paga una cifra maggiore rispetto a quanto dovrebbe.
Chi lavora negli uffici si fotte la dotazione di matite, quaderni, penne, temperini, gomme, toner e tutto cio' che capita a tiro.
Chi lavora nelle fabbriche di sigari vende sottobanco il prodotto che si fotte con un guadagno netto che potete immaginare.
Anche nel settore privato le cose non vanno meglio; chi ha un ristorante deve stare attento che dalla cucina non sparisca l'olio, la carne o tutto ciò che e' trasportabile, oltre che tenere d'occhio il livello delle bottiglie di liquori e contare 6 volte al giorno le lattine di birra.
La lista potrebbe andare avanti ancora a lungo, anzi potrebbe non finire mai.
Il mantra in questo caso e' sempre stato; “con la miseria che ci pagano e' persino moralmente corretto cercare di arrotondare in qualche modo”.
Se vogliamo affermazione non sempre censurabile.
Lo stato sa perfettamente di avere a che fare con milioni di ladroni, entro limiti ben precisi, lascia fare consapevole che la pace sociale ha un prezzo ben definito.
Cosi' come permette tutta una serie di traffici al limite del lecito, traffichi che se conosce il vostro scriba vuol dire che sono di pubblico dominio....policia compresa.
La domanda sgorga piuttosto semplice; sono moralmente piu' condannabili quei poveri cristi che cercano faticosamente di mettere insieme il pranzo con la cena, oppure i nostri ladroni che pur ricevendo un salario maomeno adeguato alla bisogna si rendono protagonisti di ogni sorta di ruberia?
A Cuba tutti sanno come funziona, ma nessuno sano di mente si vanta pubblicamente delle proprie imprese.
Da noi, il dipendente statale o comunale che timbra e poi va in canoa, derubandoci del suo tempo che tutti noi paghiamo, pubblica le foto su fb per fare vedere quanto e' figo.
In un paese civile chi ruba e' un ladro e deve andare in galera, da noi e' un furbetto che si vanta dell'impresa.
A Cuba quasi sempre e' un poveraccio che cerca di risolvere i problemi del vivere quotidiano arrotondando in qualche modo.
Sia chiaro, nessuno di questi atteggiamenti e' eticamente accettabile, ma sono propenso ad essere piu'....tollerante nei confronti di chi si appropria di qualcosa non suo per dare una mano alla famiglia ad andare avanti.
Il furto, come la prostituzione e' nato con l'uomo, anzi per chi ci crede con un uomo, una donna e una mela.
Detto questo, visto che tutti quanti tiriamo faticosamente il nostro carretto, nei confronti di chi, in Italia, cerca scorciatoie non vedrei male quella legge islamica del taglio della mano.
Lasciamo stare i politici..parlo di gente normale anche se l'esempio dall'alto e' quello che e'.

M&S CASA PARTICULAR HANNO AGGIUNTO UNA CASA

57 commenti:

  1. Quando ha sentito strani rumori si è affacciato alla finestra e ha visto quattro persone che, entrate nel suo terreno, stavano portando via la sua auto. Ha preso la pistola e ha sparato alcuni colpi ferendo uno dei ladri. È quanto accaduto, nella notte tra domenica e lunedì, a Bruno Poeti, 64 anni, grossetano, ex agente uscito dalla Polizia nel 1976 dopo esservi rimasto un anno e mezzo, che da questa mattina si trova in carcere, a Grosseto, con l’accusa di tentato omicidio. Per domani mattina è stata fissata l’udienza di convalida davanti al gip Marco Bilisari. A lui Poeti dovrà spiegare perché ha esploso tre colpi con la sua pistola, una calibro 7.65 regolarmente detenuta.
    Sempre domani saranno sentiti dal gip anche i quattro romeni responsabili dell’incursione e del tentato furto: il ferito era stato abbandonato dai complici davanti all’ospedale di Grosseto ieri mattina, intorno alle 7, mentre gli altri tre sono stati fermati dalla polizia e trasferiti nel carcere di Sollicciano a Firenze. Il ferito, Ion Nicolai Farcas, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico e ora è ricoverato, in stato di fermo, all’ospedale.
    Intanto Poeti, che vive in una casa nelle campagne di Marina di Grosseto con la compagna romena (attualmente all’estero), è diventato il “paladino” della sicurezza in Maremma. «Bravo Bruno Poeti facciamolo sindaco», è il commento ricorrente in un tam tam degli utenti dei social network. Sul profilo facebook dell’uomo, e in altri gruppi dove si discute di Grosseto e di sicurezza in città, sono numerose le espressioni di solidarietà per lui. Proprio nella zona di Marina di Grosseto, negli ultimi tempi, sono aumentati i furti e le rapine così come sono cresciute la paura e la rabbia degli abitanti. Da Massa Marittima fino alle zone sud della città, numerosi sono stati i furti in annessi agricoli, proprietà rurali e in luoghi isolati dagli abitati.
    «È tranquillo e sereno, ha ricostruito tutto quello che è successo: ha sparato solo tre colpi, uno verso il basso e due in aria - ha detto l’avvocato Adriano Galli, difensore di Poeti -. Ha sentito un trambusto ed è uscito dalla porta seminudo e impaurito perché stava dormendo. A quel punto i rapinatori lo hanno quasi aggredito. Uno gli ha lanciato addosso un faretto lampeggiante e un altro brandiva una spranga. È stato a quel punto che ha sparato ma verso il basso. Gli altri due colpi sono stati esplosi quando i ladri sono saliti in auto e sono scappati». Secondo il legale, che chiederà l’immediata scarcerazione del suo assistito, «non è da escludere che il proiettile abbia colpito il ladro di rimbalzo. Certo non è stato colpito in auto perché non ci sono fori».
    L’indagine della squadra mobile, coordinata dal pm Giuseppe Coniglio, dovrà chiarire vari punti sulla sparatoria: la traiettoria del proiettile che ha colpito Farcas e se il colpo è stato sparato alla schiena dell’uomo oppure no. Contemporaneamente gli agenti stanno ricostruendo le eventuali attività criminose della banda che era fuggita con l’auto di Poeti e con un’altra vettura rubata in precedenza e poi abbandonata in un fosso.

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  2. massimo gramellini

    Dopo dieci anni si può dire. Le Olimpiadi non hanno cambiato soltanto Torino. Hanno cambiato i torinesi.
    Ricordo ancora la prima volta che un turista straniero mi fermò in piazza Castello per chiedere un’informazione. Intanto ero stupito che ci fosse un turista straniero in piazza Castello. E poi ero atavicamente diffidente: cosa vorrà costui da me, da noi? Il lamento tipico del torinese preolimpico consisteva nel lagnarsi che nessuno si accorgesse della sua esistenza. Ma dalla discriminazione planetaria egli traeva il suo senso di appartenenza. Un mix forse provinciale di orgoglio, gelosia, basso profilo e pensieri piccoli.
    Questa mentalità raggiunse il culmine nelle settimane che precedettero i Giochi. Ingabbiati nel traffico e costretti a slalomeggiare tra i lavori in corso, i torinesi imprecavano contro le Olimpiadi e formulavano previsioni cupe sul loro esito. Non se ne sentivano protagonisti, ma vittime. Finché la fiaccola arrivò in città. E all’improvviso cambiò tutto. Ai bordi delle strade le persone piangevano. Un pianto poco melodrammatico e molto torinese: le lacrime sgocciolavano dagli occhi come da un rubinetto chiuso male.
    Quel giorno i torinesi scoprirono la sensazione inebriante di essere al centro dell’attenzione. Appresero dagli sguardi meravigliati degli ospiti di vivere in una città strepitosa: in fondo lo avevano sempre saputo, ma non avevano mai osato ammetterlo neanche a se stessi. Si ritrovarono trascinati in un turbinio di feste, rumori, colori. E si accorsero con qualche stupore che in via Roma i giornalisti americani giravano con i doposci ai piedi, perché erano talmente all’oscuro di cosa fosse e dove stesse Torino che se l’erano immaginata in alta montagna come il Sestriere.
    Fu un disvelamento al mondo che cambiò per sempre l’anima della città. Non nelle sue manifestazioni esteriori, però, che restarono improntate a una rigida disciplina sabauda: finite le Olimpiadi, e in attesa di nuovo ordine, gli automobilisti continuarono per mesi a non occupare la corsia riservata ai mezzi olimpici. Ma forse era anche un modo per illudersi che non fossero finite.
    In effetti le Olimpiadi sono continuate. Nonostante la crisi. Nonostante i debiti, che hanno comunque prodotto investimenti strategici come la metropolitana e il passante. Sono continuate con l’esplosione del turismo culturale, dei talenti enogastronomici, dei nuclei tecnologici d’eccellenza: oggi l’aeroporto di Torino ha un traffico persino più massiccio che nei giorni dei Giochi. Ma sono continuate soprattutto nella testa dei torinesi, che hanno imparato a concedersi il lusso di pensare in grande e di sopportare la luce di riflettori. Talvolta persino di accenderli.

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    1. temo che se Roma si aggiudica le Olimpiadi andrà moltoooooo diversamente....in peggio ovvio,ciao Milco
      Stefano

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    2. I mangia mangia ci sono stati anche da noi ma comunque si è trattato di una svolta culturale per la città che,detto per inciso,è bellissima ma si è sempre venduta male

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  3. Sono furti diversi, a Cuba rubano per campare. Giuseppe

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    1. Certo, ma questo non vuol dire che facciano bene.

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  4. non li condanno perque'io in quelle condizioni farei lo stesso,pero'la rivoluzione cubana non dico che sia fallita ma sta a pezzi proprio perche'il suo popolo non e' stato a sentire a Fidel.

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    1. La Rivoluzione ha fatto quello che ha potuto e non quello che ha voluto

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  5. hola! riguardo al post di ieri penso che cuba ed in particolare dalla capitale a camaguey vanta il più vasto patrimonio artistico-culturale dell'area caribe e quindi una guida che faccia da cicerone ci sta alla grande. Riguardo al post odierno rubare non è etico ma se è l'unica alternativa non ci si scappa, ricordo che in itaglia uno stipendio medio è paragonabile ai 100 cuc a cranio a cuba, si mangia y nada mas. Anche qui come sulla isla la pace sociale è garantita dall'evasione fiscale, mafia ecc un equilibrio discutibile non da paese vero infatti siamo una barzelletta di cattivo gusto e ci dicono pure di consumare di più ......cmq el invento cubano no tiene limites. chao Enrico

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    1. La comparazione ci può stare forse direi qualche cuc in più.
      Ma a Cuba chi guadagna 100 cuc?

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    2. è vero solo chi riceve rimesse, relazionato al turismo ( piccola percentuale popolazione ) o chi sta attivamente nel mercado negro. Enrico

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    3. Quindi ufficialmente nessuno....a meno di non essere in missione

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  6. Io sarei per privatizzare tutto. Chiaro che dal punto di vista sociale non sia il massimo, ma risolverebbe un sacco di problemi.
    Rubi o sei un fancazzista? Ti scopro e ti do un calcio nel culo. Ladri e fannulloni a casa. Sei bravo? Ti premio. Il classico esempio di all win (dipendenti, padrone, utenti del servizio).

    Questo vale per l'italia. Per Cuba non ho una cultura adeguata per esprimermi.

    Simone

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    1. A Cuba al momento sarebbe inattuabile

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    2. a Cuba inattuabile,per esempio la stessa Melia entro certi limiti si adatta e lascia fare ai dipendenti cubani...il sistema non ha alternative per ora,ma tornando in Italia ti garantisco lavorandoci dentro e insieme che(a parte rare eccellenze) anche nelle maggior parte delle aziende italiane o filiali italiane di società estere (parlo ovvio di privati e ..di grandi dimensioni)di meritocrazia neanche l'ombra,io lo trovo imbarazzante...
      Stefano

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    3. Il problema è anche che io,azienda italiana che voglio operare a Cuba,non ho facoltà di scegliermi il personale cubano che voglio,magari fidato, ma devo accontentarmi di ciò che mi rifila l'organo cubano competente.

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    4. Non è più così. La scelta del personale è fatta dal impresa, con la selezione come da noi. L' organo competente, come lo chiami, ora si occupa solo a dare il salario, sempre comunque deciso con la controparte straniera. Le cose a Cuba sono un po' cambiate negli ultimi 5 anni. Beppe

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    5. Non per sfiducia ma hai un link a supporto di quanto dici?

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    6. Non serve un link, parlo per i miei dipendenti. Comunque controlla la differenza tra la vecchia legge 77, che più o meno dice quello che tu spieghi, con qualche cosa di diverso, e la legge che c'è ora la 118. Poi non parliamo del Mariel, che le cose sono ancora più semplici con assunzioni dirette, ma questa è un altra storia. Il capo delle risorse umane, con la 118, ha facoltà di assumere chi vuole e licenziare chi vuole, dopo colloquio e selezione. Dirò di più ogni lavoratore cubano in qualsiasi settore, sia nella mista o impresa 100% cubana ha 30 giorni di prova, prolungabile fino a tre mesi. C'è anche la possibilità di contratti a termine fino a tre anni. C'è la possibilità poi del cambio di mansione se non raggiunti gli standard professionali, anche con la diminuzione di salario. Beppe.

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    7. Il salario lo determini tu o viene imposto?
      Allo stato va' qualcosa?
      Tu paghi direttamente il dipendente o passi dallo stato?

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    8. Ora con la legge 118, il salario è deciso dalla proprietà, come anche i premi. Il salario viene pagato dal agenzia del lavoro ( Stato). In buona sostanza io pago l' agenzia, compresi gli oneri sociali, pensione, sanità, imposte, parliamo di circa il 15%, e l' agenzia poi paga il lavoratore, tolti gli oneri sociali. Poi si può ora, dare dei premi, valutati di volta in volta. Possono essere in soldi o beni materiali. Beppe.

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    9. Ovviamente fra quanto paghi tu lo stato per il compenso di tal lavoratore e quanto lo stato eroga a lui c'è una certa....discrepanza.
      O sbaglio?

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    10. Ripeto circa del 15%. Praticamente lo Stato funziona come un agenzia interinale e fa da sostituto d' imposta. Ora poi le cose stanno cambiambo ulteriormente. Imprese come Cubatecnica, ma ve ne sono anche delle altre, fungono da enti di sviluppo professionale. Fanno dei veri e propri corsi di formazione regolati da diversi contratti, dove preparano il futuro lavoratore, con ore di aula e lavoro presso le imprese. Hanno durata variabile da un anno fino a tre anni per lavori altamente specializzati. Alla fine del corso i più meritevoli vengono assunti. Qui il costo è irrisorio per l' impresa. Beppe.

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  7. Santa Fè- Ho letto da qualche parte un dibattito sul termine "sbagliare" e sull'abuso della classe politica per giustificare alcuni della cricca, molti inapropriamente esordiscono quasi sempre con : Se ha sbagliato è giusto che paghi! si deduce che lo sbaglio sia un atto non voluto mentre sottrarre è un qualcosa di volontario e premeditato.
    Sinceramente con 20 dollari mensili e con famiglia a carico non avrei avuto dubbi sul da farsi..poi ovvio che come in ogni parte del mondo c'è chi esagera e non si accontenta di portarsi via 100gr di leche en polvo per la bimba.
    Certo che Ivan quando dice che il paese è a pezzi perchè non ha seguito Fidel nella sua Rivoluzione...ha ragione, è colpa del popolo :)

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    1. Sicuramente con quei salari....
      Però anche il cocinero di un particular che guadagna altre cifre alla fine....agisce nello stesso modo.

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  8. Milco io arrivo da una realtà molto simile a Cuba,dove da bambino e ragazzino ho visto(e fortunatamente non vissuto grazie a due genitori meravigliosi che si negavano tutto per noi)l'arte di 'arrangiarsi' per mangiare e quindi ciò detto ho sempre se non giustificato capito i cubani che 'arrotondano' ...entro certi limiti però..e mi spiego ..negli ultimi anni ho notato che le commesse delle tiendas esagerano ed oltre al pranzo e alla cena mettono insieme cellulare di ultimo modello e oro manco fossero la Madonna di Pompei...gli addetti e i responsabili alla sicurezza si costruiscono finche e case etc etc(e i due casi citati sono non partoriti da mia fantasia ma da conoscenza)qui mi pare si esagera....è come la corruzione in politica..c'è in ogni paese inutile negarlo ma anche nel rubare politici tedeschi sono più decenti..ecco a Cuba in molti casi si è superata questa soglia..a mio avviso ovvio
    buona giornata Milco
    Stefano

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  9. Infatti parallelamente al mantenimento di parte della struttura socialista ci vuole un pò di sano capitalismo.
    Chi mena il torrone e/o ruba un bel calcio in culo e a casa

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  10. A Cuba sicuramente non trovi giudici del lavoro che , pur riconoscendo la colpa del dipendente preso con le mani nella marmellata , ritengano il licenziamento per giusta causa ma , decidano una " buonauscita " pari a 6 mesi di stipendio ritenendo il mariuolo parte " debole " ( testuale ) nella vicenda....

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    1. Diciamo che non funziona così. Il licenziamento c'è ed è molto rapido. Una riunione con le parti, parte la lettere di contestazione ( medida) e si esegue il licenziamento. La buona uscita dipende dal periodo di lavoro. Spesso, succede che, eseguendo la legge, si abbassa di livello del lavoratore, con spostamento di mansione e di salario. Messi solitamente lontani da casa e in posizioni dove non possono recare danno. Quindi alla fine si licenziano. Ricordo che la pena per desvio, o per furto è fino 10 anni. Devo dire che spesso il fiscal la applica.Beppe.

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    2. Ovviamente parli del settore privato....

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    3. No si parla di impresa di Stato e dipendenti dei vari ministeri. Beppe.

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    4. Forse su Marte....
      Quando si riesce a sfanculare uno statale indegno come e' capitato a Sanremo (comunale ma siamo li'...) la cosa finisce in prima pagina sui giornali tanta e' la rarita' dell'evento.
      Prova nel settore privato a bollare e poi sparire...

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    5. Iter che spiego è di Cuba non del Italia. Beppe

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    6. Comunque ottimo argomento ne parlero' nei prossimi giorni.
      Resta in zona...

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  11. Questa mattina la donna delle pulizie ha limpiato solo metà palestra....aveva poco tempo per altre cose da fare.
    Solo nel vocabolario diritti viene prima di doveri....

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    1. E ringrazia Dio che hanno abolito l'art.18 ahahahahahahah

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    2. L'ha abolito Renzi già da tempo....almeno questo lui dice, poi non sò se sono le sue solite bugie.

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    3. Se lo dici tu che sei nel settore...io pensavo lo avesse tolto.

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    4. Io lavoro in palestra.....
      Comunque no....l'articolo 18 per fortuna e' vivo e vegeto.

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  12. Milco condivido tutto, anzi ti dirò di più....la vergogna è che in Italia chi ruba una mela per far mangiare la famiglia, o perchè ha pensioni da fame,si fa la galera vera,pagando così il conto anche per quei ladroni di politici, manager, ecc, dimostrando che in Italia la "giustizia funziona", mentre a Cuba la policia chiude quasi sempre occhi e orecchie....questo a dimostrazione che l'Italia è sempre più un paese di merda dal quale scappare prima possibile.

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    1. È facile essere forti coi deboli e deboli coi forti.

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  13. :D ... Si chiama Comunismo :"Tutto nelle mani del popolo", com'è giusto che sia , non siamo ladri ma Fidelisti, è uno stile di vita, anche se tolgono il bloqueo , il cubano avrà sempre "fame" lo stesso.

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  14. Amica mia la fame è oramai estesa a tanti punti del globo....anche senza Comunismo.
    Magari datti un nome....uno che vuoi tu.

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  15. Il sistema a Cuba li porta a rubare tutto il possibile in base alla mansione,e visti gli stipendi lo farei anch io,certo che anche noi qua pur avendo molto di più non siamo da meno,vedo nella mia fabbrica cose pazzesche tipo armadietti aperti negli spogliatoi per rubare shampoo ecc ecc,quindi siamo tutti uguali.paolino.

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  16. L'articolo che ho postato dimostra che si ruba non per il pane.
    Quindi è peggio

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  17. Per chi fosse interessato Airfrance sta facendo offerte, da maggio in poi si vola a 690 euro.

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    1. Ho sbagliato, KLM pardon...

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    2. Ciao Valter, hai mai volato con Meridiana? ho trovato un prezzo super sui 500 euro a/r per fine anno...Alessio

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    3. No Alessio...come prezzo è ottimo, ma non saprei dirti altro....io volo sempre con AF-KLM e adesso Iberia....con Iberia sono andato a dicembre, aerei nuovi di zecca, super tecnologici, schermi touch, ottimo servizio a bordo, wifi (a pagamento),ecc, infatti per maggio ho ricomprato già il volo con loro, a 590....però io viaggio con chi mi fa spendere meno, non sono legato a un particolare brand.

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    4. Ciao valter dove trovo il boleto a 590 iberia?un prezzo stracciato ma non riesco a trovarlo.grazie.paolino.

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    5. Paolino sul sito di Iberia...clicca alla voce offerte....io l'ho comprato 10 giorni fa, non sò se le offerte ci sono ancora....altrimenti vedi KLM da maggio in poi a 690 euro.

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  18. Forse a Cuba potrebbero funzionae meglio le cooperative (so che già sono presenti, ma non sono molto informato a riguardo e forse Milco tu lo sei) magari con lo Stato possessore del 50% e il restante 50% suddiviso tra i lavoratori....per limitare o eliminare le ruberie (a mio avviso giuste se limitate alle necessità basilari per poter vivere decentemente, chi ruba come un toro per arricchirsi allora va messo al gabbio), se tutti i lavoratori a fine anno avessero una parte anche se minima dei profitti allora si controllerebbero uno con l'altro per evitare ruberie...Cero sono solo miei pensieri, sicuramte difficili da realizzare....Alessio

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    1. Ci sono ma diciamo che so devono ancora....rodare...

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