giovedì 31 marzo 2016

OBAMA A CUBA-ALLORA VALE TUTTO

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Il buon Obama, pur nel rispetto del suo ruolo e dei sottili equilibri che le prossime elezioni gli impongono, nei primi due giorni a Cuba, tutto sommato, non se l'era cavata male.
Lo scivolone se lo e' andato a cercare durante la sua “conferenza” tenuta al teatro Alicia Alonso de La Habana.
Di fronte a una platea formata da pochi cubani e molti diplomatici, con Raul e i suoi appollaiati nel loggione, il presidente americano ha disquisito sui massimi sistemi.
Ha iniziato affermando che il bloqueo deve essere tolto perche'...non ha funzionato.
Badate bene, non perche' e' un'atto criminale che ha fatto morire tanti cubani, una vergogna per il genere umano, condannato da tutti i paesi al mondo.
No, nulla di tutto questo, andrebbe tolto perche'...non ha funzionato.
Se funzionava allora non saremo qua', oggi, a fare certi discorsi.
Altra affermazione che non stava ne' in cielo ne' in terra e' stata quella riguardante il fatto che “si sono commessi errori da entrambe le parti, ma oggi e' una nuova era, un new deal, bisogna guardare avanti dimenticandosi del passato”.
Cioe' zero a zero e palla al centro.
Mettere sullo stesso piano gli errori della Rivoluzione con i crimini commessi dagli Usa in questi decenni vorrebbe dire azzerare tutto.
Un po' come mettere sullo stesso piano i repubblichini di Salo' e i Partigiani, i Vietcong e i burattini di Thieu, Berlinguer e Andreotti e via discorrendo.
La Rivoluzione ha sicuramente commesso degli errori, ma vogliamo paragonarli con la baia dei porci, Posada Carriles, le decine di attentati, i martiri di Barbados, Di Celmo e tutte le centinaia di cubani uccisi in atti terroristici pagati e organizzati dalla Cia e dal dipartimento di stato americano?
Questi sono fatti e non opinioni del Cantastorie.
Quindi va bene guardare avanti, ma il valore della memoria non deve mai essere messo da parte, tanto meno fare finta che certi fatti non siano mai accaduti.
Obama poi, a nome del suo paese, si e' eretto a paladino della liberta' e della democrazia.
Allora a questo punto vale tutto.
Se gli Usa sono un'esempio di democrazia allora il nostro celestino e' uno statista, gli emiri hanno il poster di Candreva in casa, Libidine il migliore allenatore al mondo, gli arbitri danneggiano la seconda squadra di Torino e Cicciolina e' vergine.
Ricordo che negli Usa vota meno del 50% degli aventi diritto, questo vuol dire che Obama governa col voto di poco piu' di un americano su 4.
Il presidente americano si e' vantato che la democrazia americana ha consentito l'elezione di un afroamericano e che, nel suo partito, la nomination e' contesa da una donna e un “socialista”.
Si e' dimenticato di dire che la donna e il socialista stanno spendendo centinaia di milioni di dollari in campagna elettorale, soldi che qualcuno ha elargito e che si aspetta di recuperare una volta che il proprio cavallo ha tagliato per primo il traguardo.
Quindi prima di dire che il futuro di Cuba deve essere in mano al popolo cubano, dovrebbe chiedersi se davvero il futuro degli Stati Uniti sia in mano al popolo americano.
Chi da decenni ricopre il ruolo di gendarme nel mondo, non puo' dare lezioni di democrazia.
Alla fine del sermone ci sono stati applausi per Obama ma anche e sopratutto per Raul, presente in galleria ad ascoltare col suo stato maggiore.
Un discorso tutto sommato deludente, nessuna critica sul passato esattamente come e' avvenuto qualche giorno dopo in Argentina, che Macri sta' spingendo nel baratro.
Obama non ha fatto menzione dei 400 milioni di dollari che il dipartimento di stato Usa ha elargito alla giunta militare fascista, durante gli anni di dittatura.
Ha solo promesso di...aprire gli archivi segreti, dove chissa quanti dossier riguardanti 30 mila desaparecidos, molti dei quali di origine italiana, sono stati ben nascorsi in questi decenni.
CONTINUA....

20 commenti:

  1. Nel 1996 il Motomondiale iniziò in Malesia, a Shah Alam. Quel circuito non esiste più, è stato chiuso da tempo e al suo posto ora ci sono delle villette. Il 31 marzo di 20 anni fa rimane una data storica e non solo perché quel Gp vide la vittoria dei piloti italiani in tutte le classi: Perugini in 125, Biaggi in 250 e Cadalora in 500. Nella classe cadetta arrivò 6° un 17enne secco e alto con i capelli lunghi e biondi, conosciuto solo perché il padre era stato pilota alla fine degli Anni 70. Si chiamava Valentino Rossi, un nome che ora è un vero e proprio marchio. La sua moto era gialla e sul casco aveva un sole e una luna, due simboli che non l’hanno mai abbandonato, neppure ora che sono passati 331 Gp sotto le sue ruote (un record assoluto).
    La festa sarà in pista
    Il Dottore festeggerà l’anniversario - naturalmente - in pista, alla vigilia del Gp di Argentina. Nel box avrà al suo fianco una persona che ha potuto vedere il suo debutto, Luca Cadalora, diventato suo coach un po’ come accade nel tennis. Altri rivali di quei tempi saranno nel paddock, come Cecchinello o Martinez, passati dall’altra parte della barricata e oggi manager affermati, o Alzamora, lo scopritore del nemico numero 1 Marc Marquez.
    Il marchio di fabbrica
    Difficilmente Rossi penserà troppo al passato, alla sua carriera ricca di 9 titoli e 112 vittorie. La sua mente è ancora rivolta al futuro, al 10° Mondiale che gli è sfuggito di un soffio pochi mesi fa, alle prossime due stagioni per cui ha già un contratto firmato. Valentino non ci sta a vedersi come un dinosauro, ha deciso di continuare perché sa di potere ancora dire la sua, contro avversari che quando lui iniziò la sua avventura erano ancora alle prese con le gare delle minimoto nei migliori dei casi, oppure giocavano nel cortile di casa. Addirittura, molti dei piloti della sua Academy non erano neppure nati. Il suo futuro si chiama Termas de Rio Hondo, la pista su cui l’anno scorso vinse e festeggiò sul podio con la maglia di Maradona. Un’altra delle sue idee, una di quelle gag che nella sua carriera sono diventate un marchio di fabbrica. E chi ha voluto imitarlo ne è sempre uscito con le ossa rotte.

    La rivalità con Marquez

    L’Argentina è anche il Gp in cui nel 2015 è nata la rivalità con Marquez, il teatro del primo screzio. Il Dottore recuperò sullo spagnolo e lo passò, Marc nel tentativo di resistergli cadde nella trappole dell’italiano, toccandolo e finendo a terra. Un episodio che si legò al dito, insieme a quello di Assen pochi mesi dopo, quando Valentino lo batté tagliando l’ultima chicane. Il 2016 è appena iniziato, Rossi non è salito sul podio in un Gp del Qatar dominato dal compagno di squadra. Una delle peggiori concatenazioni di eventi possibili, da cancellare alla prima occasione. Il Dottore non corre per le statistiche, per aggiungere un numero a un altro numero, ma vive in un eterno presente in cui l’unica regola è continuare a essere il migliore. Altri dopo tanti anni avrebbero ceduto al meritato riposo, per lui sembra inconcepibile non vedersi con tuta e casco, e i tifosi ringraziano. Davanti ha un’altra sfida, un’altra gara da correre. Per fare i conti con il passato, c’è tempo.

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    1. Valentino Rossi e' il mio ídolo. Da venti anni incarna il motomondiale e l'anno scorso, dopo essere stato in testa fino all'ultimo, avrebbe dovuto vincere il suo decimo mondiale se subdolamente non glielo avessero rubato. Gli auguro di vincerlo quest'anno. Valentino e' forse lo sportivo oggi piu' conosciuto nel mondo, capace, inteligente, performante e tenace, dotato di fantasia, estro, creativita' e simpatía. Il numero 46 stampato su migliaia di moto di suoi tifosi. Sono sicuro che nonostante l'eta' ha ancora molto da darci, aspettative, emozioni, allegria, sport puro come oro colato. Inimitabile, ineguagliabile e irraggiungibile: un mito. - YUMA

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    2. Chi pensa male afferma che se avesse vinto lo scorso anno si sarebbe ritirato e cosi' il motomondiale avrebbe perso il 50% del suo appeal.
      Cosi' invece ha continuato firmando per altri 2 anni....

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    3. Della serie "non tutti i mali vengono per nuocere!" Anche se non credo affato che Valentino se avesse vinto si sarebbe ritirato. Un combattente come lui non si ferma tanto facilmente, per fortuna sua e di tutti gli sportivi. Intanto continua a regalarci grandi emozioni. - YUMA

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  2. il discorso di obama è stato leale, nel senso cioè che ha detto in modo implicito che l'obiettivo degli usa è sempre lo stesso:eliminare il governo socialista. Eliminarlo non con il bloqueo, ma con un cambio di tattica.E però un popolo che in 57 anni è riuscito a non farsi fregare dal bloqueo, riuscirà a non farsi fregare dal cambio di tattica.
    Per il governo ha risposto un pezzo grosso il quale ha affermato che cuba non intende dimenticare il passato, anzi insiste con la richiesta di cancellare l'embargo e di avere la base di guantanamo.
    Ancora mi meraviglio quando leggo i nostri giornali sottintendere, nemmeno tanto visto che l'ex direttore di repubblica paragonava esplicitamente la visita di obama alla caduta del muro di berlino, che dopo la visita di obama il regime politico dell'isola lascerà il passo a qualcosa di nuovo e meraviglioso. Le stesse minchiate che dicevano e pensavano, allorchè fece una capatina sull'isola giovanni paolo secondo.

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    1. Ancora ti stupisci delle cagate che scrivono i Quirico e i suoi compari?

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  3. Secondo me Fidel le cose che dici te(Bloqueo....terrorismo...Posada Carriles..) le avrebbe ricordate ad Obama....ma forse con Fidel non ci sarebbe neanche stato questo incontro....Non mi è piaciuta tanto poi,la scenetta di Raul che cerca di alzare il braccio ad Obama...che fa la mano moscia...poteva evitare secondo me...blanco79

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    1. Mah....il vizio di alzare il braccio altrui Raul lo ha sempre avuto.

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  4. in realà raul non voleva alzare il braccio di obama in segno di vittoria, semplicemente l'ha stoppato per impedire che si posasse sulla sua spalla come un qualsiasi suddito dell'impero. Anche da questi piccoli particolari si capisce che quasi tutti i nostri giornali si appecoronano davanti ad un qualsiasi presidente americano

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  5. hola! ognuno tira l'acqua al suo mulino, el bloqueo non ha funzionato ed ora los ee.uu. tentano di scardinare il sistema politico de la isla dall'interno alimentando l'informazione, la tecnologia per tentare di scuotere i cubani da dentro per farli reagire chiedendo libere elezioni non a caso gli investimenti proposti riguardano internet e mezzi di comunicazione. Per i vicini del norte l'informazione libera è propedeutica al cambiamento. La solo cosa certa è che alle generazioni cubane giovani di politica non importa nulla vogliono solo benessere e consumismo come il sistema capitalistico impone. Leggere i giornali/telegiornali itaglioti su ogni tema è come ascoltare le stronzate del bar, informazioni manipolate a dovere e basta ( se dovessimo ascoltarli non avremmo problemi data la grande ricchezza privata delle famiglie......). Comunque tornando al tema penso che questa apertura obbligata da parte di Cuba rientra in un gioco molto più grande e complesso: i prezzi del petrolio non si sono abbassati casualmente e questa è la chiave per fomentare il cambiamento socialista in atto negli ultimi 15 anni in America Latina ovvero gli USA devono tornare padroni del loro "giardino di casa" troppo prezioso a livello di materie prime e logistica. Si stanno reimpadronendo del continente americano, questioni geopolitiche, Cuba gestendo direttamente il Venezuela è una chiave per aprire altri paesi oltre a quelli dell ALBA. Chao Enrico

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    1. In effetti e' in corso un'attacco a tutti i Leader progressisti anche se a volte riescono a farsi male da soli.

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  6. Hai dimenticato Totti laziale ehehehe. Giuseppe

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    1. E' che mi sembrava una stronzata troppo grande.

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  7. Ciao,
    si sono accorti che con il bloqueo non ottenevano nulla adesso ci provano con i centri commerciali.spero tanto che gli tengano il guinzaglio corto sennò le vedo veramente grigia.

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  8. Caro Mirco, come ha detto el negher tocchera' al popolo cubano decidere il proprio futuro....forse.

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  9. Ciao Milco, bentornato! Ti sei dimenticato di scrivere...Renzi è di sinistra....cmq condivido tutto quello che hai scritto....il bloqueo NON HA FUNZIONATO, certo che NON HA FUNZIONATO maledetti: speravate di far crepare tutti i cubani di fame e di malattie con il vostro fottuto embargo???!!! ma NON HA FUNZIONATO....eh no no...e Fidel è ancora vivo...i vari attentati alla sua dura e ferma pallaccia NON HANNO FUNZIONATO!!! E' riuscito a campare abbastanza a lungo per veder sbarcare a Cuba prima un papa latinoamericano (parlandoci a quattrocchi) e poi il presidente Usa afroamericano (si saranno incontrati in segreto? mah)....Alessio

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  10. Non so cosa Renzi sia.
    Di sinistra sicuramente no

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  11. Ciao Aston, tu scrivi: "...soldi che qualcuno ha elargito e che si aspetta di recuperare una volta che il proprio cavallo ha tagliato per primo il traguardo"; permettimi di aggiungere: naturalmente con congrui interessi!! Fossi un cubano non mi fiderei molto di chi esporta la democrazia con i...droni!
    Kiano

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  12. Chiediti perché le industrie di armi e sigarette non vengono mai messe in discussione

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