giovedì 21 aprile 2016

CONGRESSO


 
Si e' cosi' concluso il settimo congresso del Partito Comunista di Cuba.
Non ci sono state grosse novita', nessuno se le aspettava, ci sono invece state alcune conferme che non erano per nulla scontate.
Intanto e' ufficiale che Raul nel 2018 terminera' il suo mandato, di conseguenza, come lui stesso ha detto, questo e' stato l'ultimo congresso gestito dalla “Generazione Historica”.
El Comandante en Jefe, a differenza del sesto congresso, ha preso la parola per un discorso...da grande vecchio.
Ha evitato nel suo breve intervento, breve per uno che parlava 6 ore di fila, di entrare troppo in considerazioni politiche che, oggi, toccano al fratello, preferendo una disquisizione sullo stato del pianeta e su...altre cose.
Ha elogiato, giustamente, la Rivoluzione Sovietica, che ha rappresentato il primo atto pratico di ribellione, andato a buon fine, delle classi meno abbienti e della borghesia nei confronti di chi, per diritto divino, affamava il popolo da secoli.
Ha poi, ancora una volta, avvisato sui rischi che il pianeta corre a causa di tutto cio' che stiamo combinando.
Sono assolutamente daccordo.
Credo che questo pianeta, cosi' com'e' ora, abbia i decenni contati.
Probabilmente finiro' a guardare le margherite dalla parte della radice prima che tutto accada, ma sono dell'idea che oramai troppi fattori concorrano per portare l'umanita' verso la fine del suo percorso.
Siamo in troppi su questo piccolo pianeta che non ha risorse per tutti, il 90% delle risorse e' in mano al 10% della popolazione.
E' normale che, in situazioni di disagio, create sempre da quel 10% il 90% disagiato cerchi di raggiungere approdi migliori.
Non credo che sara' un percorso lungo, non si tratta di essere pessimisti ma realisti.
Andremo incontro alla fine del tipo di vita e di societa' come le conosciamo oggi.
Non so se sara' per una guerra, una carestia o un virus ma accadra' e pare che non fotta nulla a nessuno.
Significativo il referendum sulle trivelle, situazione reale sulla salvaguardia del nostro habitat naturale.
Ripeto, noi la sfangheremo ma i nostri figli...non so...e questo Fidel lo dice da tempo.
Per il resto il Buro' del Comitato Centrale ha mantenuto al vertice Raul e Machado Ventura, ma ha fatto entrare alcune facce nuove.
Fino al 2018 le cose resteranno come sono, poi tocchera' alle nuove generazioni politiche cubane.
Se sara' Diaz Canel o qualcun'altro non ci e' ancora dato di saperlo.
Si e' preferito, forse saggiamente, in questo momento storico cosi' delicato, fare meno cambiamenti possibili.
Cuba proseguirà nella strada delle riforme, con ordine e disciplina, senza pericolosi sbalzi in avanti che, storia insegna, non hanno mai portato a nulla di buono.
Nessuno a Cuba si aspettava qualcosa di differente, anche se rivedere ancora una volta, per anni, le stesse facce potrebbe davvero non piacere a molti.
Col Venezuela messo come e' messo, il Brasile nei casini, l'Argentina di nuovo in mano ai banditi neoliberisti si e' scelto di mantenere le bocce ferme almeno per altri 2 anni.
Sicuramente e' aperta la successione alla Generazione Historica, gli interessi sono tantissimi, dentro e fuori dal paese, assisteremo ( o forse non sapremo nulla) a colpi bassi e a “guerre di successione”.
C'e' chi afferma che la successione e' gia' avvenuta e che, oggi, Raul sia una figura istituzionale da spendere all'exterior, ma senza grossi poteri all'interno del paese.
E' una scuola di pensiero che mi trova poco concorde, Raul e' a capo dei militari, dal suo ingresso nella stanza dei bottoni, tutte le poltrone “giuste” sono nelle mani delle divise verdognole.
Sicuramente e' l'ultima volta che vedremo Fidel e Raul a dirigere un congresso, il tempo passa per tutti.
El Comandante en Jefe e' oggi un lucidissimo novantenne ma e' appunto un...novantenne.
Raul lo segue a ruota.
Vedremo cosa gli Orishas decideranno per il futuro del grande Caimano.

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO UNA NUOVA CASA

30 commenti:

  1. Non ci sarà ancora la targa, i tifosi non potranno fare selfie e foto ricordo davanti al nuovo nome dello stadio, che da troppi anni è atteso e fa correre un brivido di emozione lungo le schiene dei granata e di chiunque conosca la gloriosa storia dei campioni di capitan Mazzola.
    La cosa certa, però, è che da questa domenica il Toro giocherà nello stadio Grande Torino. Per la verità, «Olimpico Grande Torino». Il Consiglio comunale ha approvato il cambio di nome. Ieri lo ha fatto anche la Giunta guidata da Piero Fassino. Dunque, l’iter burocratico per l’intitolazione è di fatto concluso. E negli atti comunali lo stadio è già stato ribattezzato. Anche prima che la Prefettura abbia ratificato la decisione dell’amministrazione. Un atto dovuto, ma tutto burocratico, che richiederà qualche giorno, anzi qualcuno in Comune pensa qualche settimana. Ma poco importa. Si tratta solo di uno step formale.
    Torino-Sassuolo, alle 15 di domenica, sarà in qualche modo una partita storica. Anche se resta da decidere dove verrà messa l’insegna di intitolazione del vecchio «comunale». L’ipotesi è la torre littoria di fianco allo stadio. Ma in quel caso dovrebbe essere interpellata la Soprintendenza. Il taglio del nastro, dunque, slitta ancora. A quando non si sa. Fassino spera prima delle elezioni.

    RispondiElimina
  2. I lavori per la ricostruzione del Filadelfia, lo stadio del Grande Torino, “stanno rispettando i tempi”. A dirlo è il presidente della Fondazione Filadelfia, Cesare Salvadori, che ha accompagnato in un sopralluogo i consiglieri della V commissione consiliare del Comune. «Per noi l’obiettivo, anche se ambizioso, è essere pronti il 17 ottobre - annuncia - o comunque per la fine dell’anno”.
    LA SEMINA Nel cantiere sono visibili le prime opere di muratura e le basi delle gradinate. È in corso il drenaggio del campo, a maggio è prevista la semina del manto erboso. “Per la fine dell’estate dovremmo vedere il guscio completo”, dice Salvadori che annuncia la consegna, a breve, del progetto definitivo del museo che affiancherà il Fila. Continua intanto il crowdfunding, grazie al quale sono già stati raccolti 200 mila euro. “Dopo anni di attesa - dice il presidente della V Commissione Luca Cassiani - siamo all’atto finale che permetterà di restituire alla città un pezzo importante della sua storia”.

    RispondiElimina
  3. Forse la gente si aspettava cambiamenti. Giuseppe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicuramente ma la carne al fuoco e' gia' troppa.
      Non si e' ancora tolto el bloqueo, non si sa chi sara' il prossimo presidente americano e come si muovera' nei confronti di Cuba, l'America Latina e' un casino....non era il momento di colpi di testa.
      Vedremo nel 2018

      Elimina
  4. Attendere è , per ora , la miglior soluzione per Cuba.

    RispondiElimina
  5. Vedremo il futuro cosa riserverà

    RispondiElimina
  6. hola! sempre interessanti le considerazioni del caballo sulla situazione mondiale, le materie prime saranno ( come da sempre ) il motivo delle nuove destabilizzazioni e guerre fredde, basta vedere quello che sta accadendo sul prezzo del petrolio per paesi come Venezuela a Brasile ovvero los yanquis vogliono impiantare loro marionette ai governi per tornare a dirigere le statali petrolifere e riaffermare il potere assoluto sul continente americano.
    Siamo in troppi su questio piccolo pianeta ma quelli che subiranno veramente sono i nuovi arrivati almeno in europa non preparati alla multirazziaità ed abituati a vivere ancora troppo oltre le proprie possibilità, ma chi ci pensa? meglio schiacciare un pò la tastiera dello smart phone.
    D'altronde il mantra è solo uno consumare il più possibile, i potenti del mondo decisero così da yalta in avanti e nessun muro è riuscito a resistergli.
    Riguardo il potere sulla isla tutto sarà deciso come avviene dal 1/1/1959 dall'esercito, i nomi e le azioni sono già scritte ma usciranno al momento che loro riterranno opportuno. Intanto il cubano fa quello che gli riesce meglio ossia aspettare ed inventare. Ai giovani non frega nulla del cambio politico vogliono solo più benessere consumistico oppure emigrare.
    Vado off topic a quando le case su Guanabo o playa del este?
    chao Enrico

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le prossime guerre saranno per l'acqua.
      Le case di Guanabo....quando Simone avrà il tempo di inserirle.
      Ricordo che ci dedichiamo a questo...quando faticosamente cresce un pò di tempo.

      Elimina
    2. Nel weekend saranno tutte inserite.
      Purtroppo non ne abbiamo ancora a Santa Maria. Enrico per caso riesci a girarmi l'indirizzo email di una delle tue?

      Simone

      Elimina
    3. eccola

      rgomez55@nauta.cu

      chao Enrico

      Elimina
  7. "Pronto seré ya como todos los demás, a todos nos llegará nuestro turno."

    'A livella, come diceva Totò.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Totò aveva sempre ragione.....a prescindere.

      Elimina
  8. Parole sante del nostro comandante,per il resto il 2018 dietro l angolo ormai.....

    RispondiElimina
  9. In 2 anni possono succedere tante cose...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io credo, assolutamente pensiero personale, vediamo se nei prossimi due anni saranno ancora gli stessi a decidere per Cuba. Le cose sono molto critiche e la gente non ha più molta pazienza.L' immigrazione ora mai è a livelli insostenibili. I problemi con Panama, Costa Rica, lo stesso Nicaragua, per la fortissima emigrazione cubana, si stanno facendo sentire. Un brutto campanello d' allarme. Beppe.

      Elimina
    2. I problemi con quei paesi non dipendono da Cuba...

      Elimina
    3. I problemi li stanno creando i migranti cubani. Arriviamo a numeri enormi oltre i 10.000 persone. Questi paesi non ne vogliono più. Cuba non li sta riportando a casa. I problemi sono enormi, e sia Mercosur che ALADI, stanno prendendo decisioni in merito. Cuba insiste che è colpa della Ley ajuste, ma questo funziona per la propaganda, ma nei fatti reali Cuba deve organizzare il rimpatrio, cosa che non sta facendo. Beppe.

      Elimina
    4. Ma da quanti anni è che i cubani vanno all estero per lasciare Cuba?tanti,ma tanti,non vedo il campanello d allarme qual è visto che sono 60 anni che emigrano,normale che si emigra da paesi poveri.

      Elimina
    5. Il numero è esploso perché sanno che fra pochi mesi la fiesta se acaba.

      Elimina
  10. Togli ley de ajuste e piè seco e vedi come il probla si risolve.
    Solo ai cubani è concesso asilo appena mettono piede.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono d accordo in pieno con te milco,togliere quella stupida legge poi vedrai che si dimezzano gli emigranti,è una certezza.

      Elimina
  11. Ho letto che Raul ha dichiarato che il potere passerà a suo figlio, e non mi meraviglierei se accadesse...è troppo dura mollare l'o$$o caro Milco, facendo "beneficenza" in caso di passaggio di potere agli altri.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Suo figlio?
      Dove lo hai letto?

      Elimina
    2. Su diversi siti intrernet

      Elimina
    3. E' un po' generico....
      Comunque e' una cazzata, Cuba non e' la Corea del nord.

      Elimina
  12. Nota a margine
    Oggi La regina Elisabetta ne fa 90
    Mai fatto un cazzo tutta la vita eppure nessuno la etichetta come rincoglionita...

    RispondiElimina
  13. in realtà raul castro uscirà di scena nel 2018 come presidente del consiglio di stato,l'organo legislativo che sostituisce l'assemblea popolare quando non è in carica. Come primo segretario del pcc, il partito che secondo l'art. 5 della costituzione cubana guida lo stato,lo farà solo nel 2021, sempre se, ovviamente, dovesse vivere fino ad allora, avendo oggi 85 anni.La notizia,infine, secondo cui il posto di raul castro sarà preso dal figlio, è destituita di ogni fondamento.

    RispondiElimina
  14. Credo che fra un paio di anni inizierà una nuova era.

    RispondiElimina