venerdì 22 aprile 2016

CONNESSIONE



Durante i due ultimi viaggi ho utilizzato, per la prima volta, la connessione wi fi presente in alcune zone di Las Tunas.
Ero piuttosto restio, Cuba ha sempre rappresentato il porto franco, il luogo in cui mi dimenticavo del telefono e di tutti i cagamenti di cazzo che questo aggeggio comporta, in ogni momento nel nostro vivere quotidiano.
Infatti, per anni, avendo linea cubana, ho girato con un vecchio Nokia da 19 euro che chiamava, riceveva oltre a gestire i messaggi.
Pero' il moltiplicarsi dei miei impegni e delle attivita' che gestisco, rende sempre piu' difficile il riuscire a sgusciare via come una salamandra.
Quindi, con una certa riottosita', ho ceduto alla tecnologia.
Ho inserito la sim cubana nel mio Samsung chiudendo di fatto un'epoca.
Devo dire pero' che non e' stato un cambio sgradevole.
La tajeta da 2 cuc andavo sempre a prenderla in scooter all'hotel Tunas, a 100 mt da casa mia.
In questo modo mi evitavo code sotto il sole e menate varie dell'Etecsa.
La grande differenza rispetto alle nostre lande e' che la connessione, non ti insegue ma sei tu che insegui lei.
Arrivavo in una zona wi fi, mi connettevo, restavo connesso una quindicina di minuti sbrigando le mie cose e comunicando con chi mi interessava, poi disconnettevo il tutto e fino al giorno dopo non se ne parlava piu'.
Questa e' la grande differenza.
Quando decidi di....chiudere, chiudi e chao pescao.
Temo che non durera' molto, sono vicini i tempi in cui sara' possibile essere connessi sempre come da noi.
Certo uno potrebbe dire che basta spegnere il telefono, ma sappiamo bene che non lo faremo mai.
La connessione era di buon livello, veloce.
Rispetto a ottobre, quando sono andato giu' la prima volta, era diminuita in modo enorme la quantita' di cubani che, alla sera, si riversavano nel parque cittadino per parlare e sparlare con mezzo mondo.
Le cause sono molteplici.
In primis il giro di vite dato dalla policia che ha inchiappettato tutti i giovinastri che, con un cuc, consentivano aumma aumma la connessione.
Sono spariti e con loro e' defunta la possibilita' di connettersi a meta' prezzo.
Le zone wi fi sono attive da luglio 2015, quindi per alcuni mesi c'e' stata la novita' assoluta per un popolo tenuto nella naftalina per decenni.
Ora, passata la novita', raddoppiati i costi e con la concreta possiblita' che gli “sponsor” abbiano consigliato di darci un taglio, la gente connessa e' diminuita in maniera esponenziale.
Anche perche' non e' che tutti i giorni si puo' chiamare e scassare pesantemente la uallera al benefattore di turno, con gli infiniti “me hace falta”.
Perche' poi' e' con quella frase che finivano la maggior parte delle telefonate o delle videochiamate.
Comunque tornando a bomba, ho trovato la cosa molto comoda, non ho piu' messo piede in Etecsa a combattere con i suoi lentissimi computer dell'anno de la bomba, dove spesso “no hay connession...”.
Certo il momento in cui sara' possibile, per tutti e a prezzi decenti, connettersi da casa propria e' ancora non vicinissimo ma...ci arriveremo.
A quel punto si potranno fare ben altri discorsi, anche a livello professionale.
Domani Blog attivo.

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO UNA NUOVA CASA

22 commenti:

  1. massimo gramellini

    Quando l’uomo ha aperto la porta di casa, si è trovato davanti una ragazzina sconosciuta. «Desideri qualcosa?» le ha detto. «Sì» ha risposto lei. «Sono qui per ucciderti». E gli ha piantato un coltello nel cuore. Subito dopo è andata a costituirsi alla polizia. «Ho ucciso il pedofilo che mi violentò sei anni fa, quando ne avevo otto» ha spiegato. «Lui negò le accuse e il tribunale gli credette, limitandosi a spedirlo per qualche tempo in una comunità di recupero. Io invece sono entrata in paranoia e da sei anni la mia vita è un incubo. Mi sono sentita abbandonata dalla giustizia, perciò ho deciso di farmela da sola. Dite a mia madre che le voglio bene». In realtà l’accoltellato l’ha sfangata, grazie a una tempestiva trasfusione di sangue. L’accoltellatrice invece è finita davanti al tribunale di Bradford, lo scenario inglese di questa storia shakespeariana. Il giudice Jonathan Dunham l’ha ascoltata fino in fondo, poi ha preso una decisione che ha lasciato tutti senza fiato. Ha respinto l’accusa di tentato omicidio, considerando il gesto della ragazzina una legittima difesa, sia pure differita. E ha aggiunto che, se all’imputata verranno addossate le spese processuali, sarà contento di pagarle lui.
    In un mondo ideale andrebbero puniti sia i pedofili sia le presunte vittime che li accoltellano a scoppio ritardato, perché non può passare il principio che un’ipotetica giustizia negata si trasformi in vendetta privata. Ma immagino che quel giudice abbia una figlia.

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  2. Un’altra perdita enorme per la musica popolare internazionale, in quest’anno iniziato con la scomparsa di David Bowie. Se n’è andato a 57 anni, nel mistero com’era vissuto, Prince Rogers Nelson in arte semplicemente Prince, per tutti il Genietto di Minneapolis: così definito, dalla città di nascita e di morte che non aveva mai abbandonato, per la statura minuscola che nascondeva un talento immenso, tanto che Miles Davis lo aveva definito il punto d’arrivo della musica nera del secolo scorso: «È della scuola di James Brown... ma in sé ha un misto di Marvin Gaye, Jimi Hendrix e Sly, perfino di Little Richards. E’ un insieme di tutti costoro più Duke Ellington, un ragazzo che guarda al futuro».
    Secondo il sito TMZ, che ha dato ieri la notizia della morte, Prince è stato trovato senza vita nell’ascensore dello studio di registrazione della sua abitazione a Chanhassen, un sobborgo della sua città. Qualcuno (chi?) ha telefonato allo sceriffo della Contea alle 9,43 parlando di emergenza medica, «per un maschio privo di attività respiratoria». Il decesso è stato poi confermato dalla sua addetta stampa. Ma il mistero rimane fitto, come tutto ciò che ha riguardato la star. Bene non stava, da tempo. Dieci giorni fa, il suo aereo privato aveva atterrato in emergenza in Illinois: era stato trasportato in ospedale e si era parlato di una semplice influenza. Due concerti erano stati cancellati, ma si disse che Prince soffrisse da parecchio tempo: questo non gli aveva impedito di fare una breve apparizione a una festa che aveva organizzato appena una settimana fa.
    È morto nel luogo che più amava: la sala di registrazione era la sua vita stessa, aveva inciso 39 dischi di inediti, 4 dei quali negli ultimi 18 mesi, ed enorme resta il repertorio musicale inedito custodito nei suoi file a Paisley Park, una specie di castelletto dotato di discoteca e teatro, alquanto kitsch, che visitai negli ‘80, in un raro momento di buon umore del Genietto di Minneapolis che si aprì ai media di tutto il mondo.
    Suonava di tutto, però: si disse che ci fosse la sua mano sui 27 strumenti del primissimo album, For You. Ma il suo stile eclettico ha toccato rock, rhythm’n’blues, soul, funk, jazz, hip-hop, psichedelia e anche pop.
    Fu aperto nel toccare temi sensibili in molti suoi album. Sign O’ The Times dell’87 (che diventò, come Purple Rain, anche un film) uno dei più celebri e il più bello, parlava per esempio di povertà, droga e violenza. Aveva un approccio ironico e orgoglioso alla musica, in scena gli piaceva tenere una nota sulla chitarra per lunghi secondi beandosi delle urla del pubblico, con appena un’ombra di sorriso sul volto. Si compiaceva di virtuosismi stratosferici senza battere ciglio, riusciva ad essere lui stesso spettacolo solo circondato dalla band, quando smise di mettere in scena quei meravigliosi concerti spettacolo degli Anni 80 che passarono tutti quanti per l’Italia, Lovesexy o Sign o’ The Times; musical scintillanti, con scenografie eclatanti e colorate, con il ritmo che pulsava per due ore abbondanti con la band e lui scatenatissimo nei suoi abiti pittoreschi. Indimenticabile.
    Tutto cambiò quando nei primi ‘90 ci fu una durissima contesa con la sua etichetta, la Warner, che gli bloccò il Black Album non ritenendolo adatto al pubblico. Ne nacque una contesa che nel ‘92 gli fece decidere di scriversi «Slave» sul volto, e a lungo rinunciò al proprio nome facendosi chiamare «Tafkap», The Artist Formerly Know As Prince. Tornò da indipendente, si rivolse a Internet ma i demoni della rete lo resero diffidentissimo, chiuse i ponti. La sua attività si fece caotica e la si seguì con difficoltà. Ultimamente lo si trova su Tidal, la piattaforma di Jay Z.; ha collaborato anche con la Warner. A chi andrà il tesoro di Prince? Questa è la grande domanda. Due le mogli: Mayte Garcia sposata nell’86, da cui ebbe un figlio morto quasi subito, e l’italiana Manuela Testolini, dal 2001 al 2006. Poi, mistero.

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    1. Questo 2016 è partito proprio male....e siamo ancora ad aprile....

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    2. Ho gia' perso una carissima zia...speriamo sia finita qua'....

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  3. Preferivo quando per chiamare usavamo il telefono pubblico. Giuseppe

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    1. La storia marcia sempre in avanti, mai indietro...

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    2. La mitica pubblica....che tempi!

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    3. Non solo, anche i telefoni a muro por la calle...

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  4. Anche io a Cuba uso sempre il nokia da 9,99 euro solo per sms e telefonate, lo smartphone lo uso solo per fae foto e video...ne approfitto sempre per disintossicarmi, non usando internet per almeno un mese è davvero rilassante...A Cuba sembra che le cose o le fanno apposta o non ci arrivano, ma cazzo visto che le case de renta lavorano solo coi turisti, e quindi via internet, cosa ci vuole ad allargare il raggio del wifi in modo che i proprietario delle case de renta non siano costretti a uscire di casa per connettersi, visto che le email vanno revisate ogni minuto, oppure dare la linea ai proprietari delle case de renta, anzichè costringerli ogni volta ad andare al parque?
    Queste sono cose elementari...

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    1. Un passo alla volta ragazzi non dimentichiamoci com era la faccenda sino 1-2 annetti fa,questione di poco tempo e la connessione sarà libera.e ora cambio discorso alle telefonate,perché Cuba è ancora il paese più costoso al mondo per le chiamate da fuori?anche qui rispetto 10 anni fa adesso costano meno,però rimane il più caro del pianeta,questo mi fa arrabbiare,il motivo qual è?ah el bloqueo.......mah.....

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    2. Calma
      Le cose potranno cambiare se ....al nord cambia qualcosa.
      Credo che Cuba ancora utilizzi il vecchio cable venezuelano

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  5. Perche' solo le case de renta?
    La cosa va allargata a tutti.

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  6. hola! anche qui sin prisas pero sin pausa ja ja ja
    segno anche questo dei tempi che cambiano, come quando le tipe ti cercavano solo sul telefono della casa mentre oggi è tutto un chiamare a carico del destinatario con il famoso 0099 .... dovremo adattarci e godere della normalità in quella isla che di normale ha veramente poco e ci affascina anche per questo
    chao Enrico

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    1. Ho notato che con la valanga di doble dall'exterior anche i 99 sono diminuiti

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  7. Io qua uso connessione solo in casa wifi,fuori casa telefono senza connessione,per una mini-disintossicazione quotidiana.

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  8. Confermo quanto dici.
    Nelle zone wi-fi dell'avana solo uno sparuto numero di integralisti.
    Il boom è passato.

    Quanto all'espansione della connessione, chiaramente, non vedo l'ora. Ma penso che ci vorrà ancora del tempo. Obama ha messo internet in cima alla lista delle priorità per la normalizzazione dei rapporti.
    Ma di mezzo ci sono i Barbudos. Non credo sarà una passeggiata...

    Simone

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  9. Più che altro di mezzo c'è il congresso.

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  10. Nuovi prezzi in ribasso di molti articoli,decisi nel congresso,arrivano buone notizie.

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  11. Salteranno qualche intermediario....

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  12. Autor: Granma | internet@granma.cu
    22 de abril de 2016 00:04:59

    El 22 de marzo de 2016, la compañía estadounidense de cruceros “Carnival” firmó contratos con empresas cubanas, para iniciar operaciones entre los EE.UU. y Cuba a partir del mes de mayo del presente año.

    Como continuidad de este proceso de estudio de las normas migratorias, el Gobierno de la República de Cuba ha decidido adoptar las disposiciones siguientes.

    1. Autorizar la entrada y salida de ciudadanos cubanos, con independencia de su condición migratoria, en calidad de pasajeros y tripulantes en buques mercantes. Para enrolarse co­mo tripulantes en buques mercantes, los ciudadanos cubanos residentes en el territorio nacional, deberán hacerlo a través de las instituciones empleadoras establecidas.

    2. Autorizar la entrada y salida de ciudadanos cubanos, con independencia de su condición migratoria, en calidad de pasajeros y tripulantes en cruceros. Para enrolarse como tripulantes en cruceros, los ciudadanos cubanos re­sidentes en el territorio nacional, deberán ha­cerlo a través de las instituciones empleadoras establecidas.

    Las dos medidas anteriores, entrarán en vi­gor a partir del 26 de abril de 2016.

    3. Autorizar de forma gradual y una vez creadas las condiciones, la entrada y salida de ciudadanos cubanos, con independencia de su con­dición migratoria, en calidad de pasajeros y tripulantes en embarcaciones de recreo (yates). La puesta en práctica de esta medida será anunciada oportunamente.

    Se reitera que los ciudadanos cubanos que residen en el territorio nacional tendrán que disponer del visado del país o países a visitar.

    Articolo interessante....Alessio

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  13. Tutte iniziative per parte cubana...

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