mercoledì 18 maggio 2016

TRASPORTI


 
L'argomento di oggi lo abbiamo gia' trattato altre volte, ma mi pare che il problema si vada ingigantendo giorno dopo giorno.
I trasporti.
Da sempre, storicamente, il trasporto e' un'enorme problema a Cuba.
Un auto, uno scooter un mezzo per muoversi particular hanno dei costi impossibili per la stragrande maggioranza della popolazione.
Sopratutto per i prezzi assolutamente spropositati, in raffronto a qualunque parte del mondo, che questi mezzi hanno a Cuba.
Il problema principale e' che il cubano, per qualunque cazzata deve uscire di casa, fisicamente, per recarsi a risolvere il problema, ovunque debba andare.
La quasi totale assenza di internet, di una burocrazia che fornisca opzioni on line (questo e' anche uno dei problemi italiani), il fatto che tutti i documenti debbano essere stilati su carta, l'impossibilita' di acquistare prodotti on line porta il cubano a dover uscire per ogni boberia.
A questo aggiungiamoci chi va a lavorare, a scuola, in riunioni, a trovare i parenti, insomma chiunque debba uscire di casa per qualunque ragione al mondo.
Questo porta al fatto che, in ogni momento della giornata, ci siano migliaia e migliaia di persone, in ogni citta' cubana, che si debbano spostare utilizzando i mezzi pubblici, i bicitaxi, i carretti e qualunque cosa riesca a trasportare delle persone.
I mezzi pubblici sono una porcheria.
Sono dovuto andare a Las Tunas per vedere, prima volta in vita mia, un pulmann con una sola porta per entrata e uscita.
Ad ogni fermata era' una sorta di Delta del Mekong, anche a causa della consueta “cortesia” dei cubani.
Gente che doveva scendere ma che non riusciva a farlo perche', allo stesso tempo, c'era gente che voleva salire.
Il concetto di permettere alla gente di scendere prima di tentare di salire e' ancora lontano da venire in situazioni simili.
Ci sono i cammelli, quella specie di bus con 2 vetture attaccate fra loro, sempre pienissimi fino all'inverosimile.
Nella maggior parte dei casi si tratta di bus cinesi antiquati, oppure di qualche donazione da parte di comuni e/o associazioni italiane.
Sopratutto nel pomeriggio, quando la gente esce dal lavoro, ad ogni fermata dei mezzi pubblici ci sono decine e decine di persone che aspettano ore ed ore sotto il sole, prima di riuscire a salire sulla linea che li riporta a casa.
Per non parlare dei camion adibiti al trasporto persone, che si trasformano in autentici forni crematori nel momento in cui, magari nella canicola del pieno pomeriggio, si riempiono di gente proiettata verso ogni destinazione possibile.
Questi camion sono particular, da anni sento parlare, anche con una sorta di cognizione di causa, della possibilita', per noi stranieri di entrare in questo business.
C'e' chi pensa di comperare uno o piu' di questi mezzi, darli in affitto ad un cubano per un compenso diario, realizzando cosi' una discreta cifra.
A parte il costo dei mezzi che non e' esattamente una barzelletta, il proprietario del mezzo ha anche a suo carico i costi di manutenzione e di riparazione dello stesso, costi che possono anche essere non particolarmente bassi.
Quindi, francamente non so quanto sia un negocio.
Diverso il discorso di trasportare in giro i turisti con un pulmino, magari un pulmino nostro....e' una delle cose che con il mio socio di M&S stiamo pensando per sviluppare il nostro sito.
Ovviamente i problemi di trasporto non sono reali per noi stranieri, a cui non mancano i mezzi economici per bypassarlo rapidamente.
Quindi da un lato c'e' questa carenza di mezzi, ma dall'altra non siamo cosi' sicuri che, potendolo fare (altro problema), si tratti di un negocio cosi' vantaggioso.
Per gli spostamenti in citta' la gente paga una boberia, invece portando la gente da una citta' all'altra la cosa potrebbe essere piu' remunerativa.
I trasporti, da qualsiasi lato si guardi la situazione, sono un problema enorme per l'isola, problema che si aggrava di piu' ogni santo giorno.

30 commenti:

  1. L' acquisto della guaguita lo ritengo una cosa necessaria .
    Ricordo , con nostalgia , i camellos avaneri e quei muchachos che aspettavano che salisse qualche bel " detras " per " pegar el pescao " .... anche questo è un pezzo di storia perdi'a :-((((

    RispondiElimina
  2. Non parliamo della situazione trasporti al campo.Giuseppe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vivo a Tunas....so come funziona, credimi.

      Elimina
  3. Un carro cubano appena sufficiente che faccia il suo lavoro costa intorno ai 13000 cuc. Lasciando perdere le tratte già consolidate in cui è impossibile infilarsi se non si vuole rischiare il fondillo (es. guanabo - havana parque central / 1 cuc a testa) e riferendoci ad un più umile itinerario Gallega - Tararà (4km - 10 pesos cada persona), l'autista intasca circa 50 cuc diario di cui cuida 10 per la gasolina e 10 per manutenzione carro. Lavorando 5-6 giorni la settimana parliamo di 600/750 cuc al mese.

    Decurtando 300 cuc di salario dell'autista, sperando che non accadano disgrazie e che lui sia onesto nei nostri confronti, ci restano circa 400 cuc. In due anni e mezzo il carro è pagato.

    Vanno poi aggiunti introiti da eventuali corse più lunghe (varadero, vinales, trinidad...) e trasfert.

    Tutto ciò detto l'investimento sul carro potrebbe essere un buon negocio.

    Simone

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si ma se si rompe i costi della riparazione, ovviamente, sono a carico del proprietario del mezzo.

      Elimina
    2. considera che i 10 cuc diari che cuida l'autista per il carro sono proprio destinati alle riparazioni. parliamo comunque di quasi 3000 cuc all'anno
      Simone

      Elimina
    3. Mah....non e' mai stato un business che mi ha fatto impazzire...ad occhio.

      Elimina
    4. Dal punto di vista economico può funzionare.
      Il problema è che si tratta di un'attività in cui tutto dipende dal chofer.
      Devi fidarti di lui e sperare che non combini danni.

      Preferisco negocios in cui io possa avere più il polso della situazione.

      Elimina
    5. Infatti....l'occhio del padrone ingrassa il cavallo
      No anonimo
      Grazie

      Elimina
    6. Ero sempre io.
      Simone

      Elimina
  4. Penso che l'unico trasporto che "funziona" a Cuba è il Viazul...adesso il 28 maggio parto dall'Havana e vado a Cienfuegos, ho reservato on line, previa registrazione, 20 cuc a persona/a tratta, non alto come prezzo, per circa 3-4 ore di viaggio e circa 250 km...Tutti gli altri mezzi pubblici meglio stendere un velo pietoso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il Viazul va bene, a patto di coprirsi come Sherpa tibetani.

      Elimina
    2. Esattamente, infatti mi porto sempre sciarpa leggera e giubbotto.

      Elimina
    3. Nell'ultimo viaggio sono andata a trovare degli amici a la Isla de la Juventud. Mi trovavo alla fermata del bus a Nueva Gerona, colando per non mi ricordo quale località (fermata del bus per più località e ovviamente si fa la coda e quando si arriva bisogna chiedere chi è l'ultimo per... ) ad un certo punto arriva un omino a dire che l'autobus per... quel giorno non c'è. Ognuno si allontana cercando un'alternativa ed io chiedo loro: ma non protesta nessuno? e loro mi rispondono (sullo stile del film "il ponte delle spie")... "cambia qualcosa?" che alla fine abbiano ragione loro?!?

      Elimina
    4. Decenni di quel tipo di vita portano a una sorta di rassegnazione.
      "Colando" non lo avevo ancora sentito...

      Elimina
    5. c'è un detto di Pinar del Rio che dice el cubano se demora el dia colando, la tarde tomando, las noches gozando (in realtà dicono singando) y las madrugadas durmiendo

      Elimina
    6. Si impara sempre qualcosa....
      Quelli di Pinar non sono considerati.....fra i più svegli dagli stessi cubani

      Elimina
    7. Effettivamente pinareno significa anche un po' tonto... c'è la storiella che gira sulla betoniera rinchiusa nel teatro mentre lo costruivano... non so se sia vera ma a Las Terrazas ho visto un pasticcere fare la torta più larga della porta! ha proposto alla moglie di far venire i clienti a far festa a casa e mangiarla lì, lei inorridita ha detto che avrebbe fatto venire il muratore ad allargare la porta ma poi il figlio ha tirato fuori l'ideona dal cilindro e l'ha messa in obliquo per portarla fuori!!!! risultato: torta sul pavimento per la gioia di tutti gli animali domestici del barrio!

      Elimina
    8. Mah...alla fine sono modi di dire.
      Qua' quando vediamo uno che giudando....dorme....diciamo che e' di Cuneo...

      Elimina
  5. hola! ho sentito anche io negli anni di stranieri ma con rp che hanno comprato almendrones affittandolo a choferes cubanos a stipendio fisso e riscuotendo la diaria ( accollandosi tutti i costo y los inventos para resolver). Almeno nella zona de la capital, vero centro universale dell'isola, il traffico in questo senso è notevole. Anche se rimango dell'idea che quando un negocio funciona se vivi in loco el soborno ti porta via gran parte del beneficio. A livello personale affittai el carro per qualche vacanza ma le seghe mentali di incidenti e casini vari per le strade non mi facevano rilassare quindi ho mollato, ora quando voglio affitto un carro particular senza chofer per tragitti brevi tipo 50 km tra anadata e ritorno. Comunque per i "tour" i prezzi sono esosi rispetto ad altre realtà simili a Cuba. chao Enrico

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Proprio ieri una cubana ha messo un annuncio su fb di un carro chevrolet del 53, tutto riverniciato e rimesso a posto, 20 mila cucchini trattabili....sempre meglio il taxi da dare poi in gestione a uno choffer, che una casa de renta col rischio che in caso di separazione dalla esposa te ne porta via la metà.

      Elimina
    2. Ti devo dare una brutta notizia.
      In caso di separazione....si prende anche metà carro....

      Elimina
  6. Dipende a che livello vuoi vivere. Se vivi la...e i cubani lo sanno...il gasto è minore in tutte le cose

    RispondiElimina
  7. Ahhh i trasporti a Cuba. Dopo le varie malattie e medicine, il discorso più gettonato dai cubani. Sono realmente un problema. Purtroppo la legge assurda ( per noi da capire), sul acquisto di un mezzo, impedisce di fatto per molti di averne uno. La mobilità è in mano a pochi, che hanno creato una vera casta para mafiosa. Ma il governo pare non accorgersi di questo. Purtroppo con la situazione così, rallenta di non poco lo sviluppo economico di Cuba e crea disagi enormi alla popolazione. Io sono tra i pochi fortunati - una fortuna pari di aver vinto il super enalotto- di avere un auto vera, moderna. Avere o acquistare un auto a Cuba è una cosa quasi impossibile, la legge del 2013 ha anche peggiorato la situazione. Acquistare qualche scassone a cifre completamente folli è un assurdità, la mancanza cronica di pezzi di ricambio, poi fa divenate queste auto molto pericolose. Il numero di incidenti e morti, per il poco transito che c'è, è a percentuali elevatisssime. Questo in gran parte per colpa di auto molto poco sicure. Questo nodo deve essere risolto, ma da quando sembra Cuba non ha alcun interesse di mettere mano. Faccio un esempio pratico; c'è una un offerta reale e sostanziosa di un industria automobilistica di costruire un fabbrica a Cuba. Ma lo stato pone tanti di quei paletti, e vi assicuro solo per fare ostruzione, che non danno la possibilità di fare nulla. Insomma i trasporti a Cuba Ahhhhh. Beppe.

    RispondiElimina
  8. Ti ricordi pochi anni fa quando con poche migliaia di cuc ti portavi via un Lada in buone condizioni?

    RispondiElimina
  9. HO già affrontato seriamente anni fa l'acquisto di un alamendron da "affittare" ad u amico cubano, fatti due conti, pensando come dice correttamente in un commento un lettore, ad un guadagno di max 400/500 euro al mese ho abbandonato definitivamente l'idea, investimento alto per un profitto relativo, senza contare che senza assicurazione ogni piccolo incidente ti fa sforare dai 10 cuc che accantoni (sempre ammesso che lo si faccia) per guasti e manutenzione, anche se oggi all'Havana può essere un discreto investimento se si hanno denari in eccesso che potrebbe garantire almeno una discreta somma aggiuntiva

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In linea di principio sono assolutamente del tuo parere, alla fine non e' detto che il gioco valga la candela

      Elimina
  10. Cala il sipario sul Buena Vista Social Club. Con due concerti, sabato e domenica scorsi - il 14 e 15 maggio - nel teatro Karl Marx dell'Avana, è calato il sipario sulla più straordinaria avventura musicale del XX secolo. Quella di un gruppo di vecchie glorie della musica cubana anni 40-50, che in pieno "periodo especial" - la grande crisi dell'isola dei Castro dopo la caduta del Muro nel 1989 e la fine degli aiuti sovietici - avevano costretto il mondo, Stati Uniti in testa, a non dimenticare Cuba. Se avessero tirato l'Adiòs Tour fino al 2017 sarebbero stati vent'anni secchi. Ma i record sono già stati tutti battuti.Un disco cubano - se pur arrangiato dall'americano Ry Cooder, prodotto dall'inglese Nick Gold e pubblicato nel '97 dalla sua World Circuit - che arriva a vendere 12 milioni di copie e a vincere l'americanissimo Grammy; più di mille concerti in tutto il mondo, compresa l'America del "bloqueo", con un milione di spettatori; un tour d'addio iniziato nel 2014 che nell'ottobre scorso ha portato il Buena Vista Social Club a cantare davanti al presidente Obama nella Casa Bianca, primi musicisti cubani a mettervi piede dal 1959 a oggi. E se si vuole aggiungere un altro record basta guardarsi intorno nella smisurata platea del Karl Marx: cineprese ovunque. La regista inglese Lucy Walker sta girando il secondo film sull'orchestra, che sarà distribuito dalla Good Films; dovrebbe essere pronto come evento speciale in febbraio per la Berlinale, si intitolerà proprio Adiòs Tour e uscirà in Italia a inizio 2017 con la Good Films. Il primo lo aveva girato Wim Wenders durante due concerti ad Amsterdam nel '98.
    Omara Portuondo, Jesus Aguaje Ramos, Luis Manuel Guajiro Mirabal, Eliades Ochoa, Barbarito Torres. I reduci dell'originale Buena Vista Social Club si apprestano a dare il via a un lungo tour mondiale il cui titolo non ha bisogno di molte spiegazioni: "Adios". Sarà infatti l'addio al progetto che a fine anni Novanta restituì l'anima alla musica cubana agli occhi del mondo intero. Gli ultimi due grandi concerti si sono tenuti il 14 e 15 maggio. Naturalmente, a L'Avana.




    RispondiElimina
  11. Il teatro Karl Marx regala un bel colpo d'occhio. "Ci divertiamo più noi a vedere voi laggiù" dice dal palco Eliades Ochoa, "che voi a vedere noi qua su". Pochissimi giovani. Molti turisti. Gli Usa che pian piano s'insinuano nell'isola importeranno altre musiche, viene da pensare. Sarà forse perché gli ultimi due concerti del BVSC non sono stati troppo pubblicizzati e il passaparola non ha funzionato; sarà per l'effetto Rolling Stones all'Avana, ancora vivo con il suo mezzo milione di spettatori; o sarà forse che alle nuove generazioni la tradizione già non interessa più. Il concerto di addio del BVSC allinea superstiti e fantasmi, e tutte le vecchie canzoni, spesso con i nuovi arrangiamenti del giovane pianista Rolando Luna. Ibrahim Ferrer e Compay Segundo sono sostituiti da due cantanti. La voce femminile è una abbondante e sguaiata Jessica Rabbit tropicale, fasciata in un abitino dorato di due taglie in meno; una da salsa, non da chachacha, il contrario dell'eleganza ventennale dell'orchestra. Ma, all'apparire della diva Omara Portuondo, la tipa si fa da parte. Con Eliades Ochoas, Barbarito Torres e il "Guajiro" Mirabal, Omara è tra i sopravvissuti del progetto Buena Vista.

    Arriva sul palco in camicione rosso al braccio di un musicista. Cammina male, nei suoi 85 anni. Ma la voce non è invecchiata e il carattere è sempre quello. Omara esige applausi e cori dal pubblico. Gesticolando un "tutti in piedi" chiede standing ovation. Si vede che ne ha bisogno. Tanto che alla fine del concerto sarà difficile farle lasciare il palco. "Davvero non ne volete ancora?" griderà al pubblico, e la risposta sarà scontata. Omara non cammina quasi più, canta seduta, ma a un certo punto balla con uno dei musicisti. Accenna le figure sensuali dei balli di coppia, e il pubblico non si trattiene. A un certo punto, però, canta, voce e pianoforte, Veinte años della cantautrice Maria Teresa Vera - "Avevo quattro anni la prima volta che ho sentito questa canzone" - e l'interpretazione resterà nella storia della musica. Ancora boleri, da Dos gardenias a Besame mucho, per lei la diva eterna del "filìn" (da feeling, sentimento). Durante il concerto i fantasmi si materializzano su uno schermo alle spalle dei musicisti.

    Scorrono foto d'epoca, e quelle del periodo Buena Vista. Il primo è il pianista Ruben Gonzales (1919-2003), che arrivava sempre con gli spartiti in una busta di plastica del supermercato. Poi Ibrahim Ferrer (1927-2005) che, prima Juan de Marcos poi Nick Gold e Ry Cooper, salvarono da un destino di lustrascarpe; Compay Segundo (1907-2003) che quando morì a quasi cento anni avrebbe voluto fare il sesto figlio con la nuova moglie di 28; Pio Leiva, Manuel Galvan, Orlando "Cachaito" Lopez, Manuel "Puntillita" Licea, e tutti gli altri. Durante "Chan Chan" il "Guajiro" Mirabal - sempre seduto - soffia per l'ultima volta nella sua tromba i soli del ritornello, e si vede che è commosso. Accanto a lui il "Guajirito", suo figlio trombettista, gli batte la mano sulla spalla come a fargli coraggio. La presenza dei fantasmi è quasi insopportabile. Chi, tra il pubblico, ha vissuto l'intera avventura ha le lacrime agli occhi. In platea Nick Gold ascolta attentamente. Non si è commosso? "Ho avuto tempo per abituarmi all'idea. Ho già visto questo concerto di addio tante di quelle volte" dice, cercando la giusta distanza.

    RispondiElimina