domenica 15 gennaio 2017

IL FREDDO



Come ho avuto modo di dire diverse volte, quando sono in Italia non ho grandi nostalgie per Cuba.
La mia routine di vita e' soddisfacente, lavoro 8/10 ore al giorno in palestra, quest'estate, con ogni probabilita' tornero' a viaggiare per la penisola seguendo le mie equipes.
In piu' Cuba non mi abbandona; 15 minuti al giorno dedicati al blog, la ricerca di case ed il rapporto coi clienti per M&S, il contatto frequente con Grande Torino per gestire le prenotazioni e risolvere piccoli problemi che una casa sempre richiede.
Qualche buona amica che si fa viva da quel lato del bloqueo....diciamo che il concetto dei piedi in 2 scarpe e' gia' ampiamente all'interno delle mie giornate.
C'e' pero' una cosa che scatena dentro di me la voglia di salire un'aereo, destino la maggiore delle Antille.
Il freddo.
In questi giorni la penisola e' avvolta da un manto di gelo, abbiamo visto le coste calabresi e pugliesi coperte di neve, sono morte piu' di 10 persone, solo in Italia, a causa di pernottamenti all'addiaccio, visto che si trattava di persone che vivevano in modo disagiato.
Sono Piemontese, cresciuto in Piemonte, abituato al freddo, sopratutto in anni in cui quello che oggi e' un'eccezione era la regola.
Pero' me ne sono andato di casa presto, ho passato almeno una decina di anni fisso nei villaggi turistici con un solo mese, maggio, di rientro a casa.
Estate in Italia ed inverno ai tropici, al caldo.
Non sono certo diventato un maldiviano, ma il caldo e' diventata un'abitudine, uno stile di vita.
Poi e' arrivata Cuba e i 2/3 mesi ogni anno, in inverno vissuti in braghette e maglietta, abbigliamento che per me e' una consuetudine consolidata.
Quando sono a Cuba, contrariamente a cio' che fanno tutti i cubani e quasi tutti gli stranieri, cerco sempre le zone dove c'e' il sole.
Se tutti cercano l'ombra o camminano lontani dal caldo io lo vado a cercare, sono spesso il solo che cammina nel marciapiede assolato mentre tutti girano sotto i portici.
Il sole e' vita, sorrisi, ammiccamenti, gonne corte, ombelichi al vento, tette che ballano...e tante altre cose.
Ecco, se devo dirvi che c'e' qualcosa che mi manca di Cuba, in questo preciso momento, e' proprio il caldo.
Odio la mia casa, l'auto e la palestra riscaldate, abrigarmi come un rappero in Alaska, dovermi rinchiudere, di sera, in qualche oscuro locale per passare un po' di tempo con amici e amiche.
Detesto, al mattino, tirare via il ghiaccio dal vetro del carro col grattino, infilarmi guanti e berretto.
La gente con questo freddo gira di meno, dopo il lavoro non vede l'ora di tornare a casa, magari dopo un salto in palestra, c'e' poca vita in giro, anche perche' con questo gelo dove cazzo devono andare?
L'altro giorno ha nevicato, a Caselle era un delirio mentre gli ultimi 7 km per tornare a casa li ho fatto guidando sul ghiaccio.
El frio mi disturba pure quando sono a Cuba...quel frio che, in oriente vuol dire al massimo 15 gradi, che comunque alla sera mi costringono a girare in scooter con guanti e giubbotto di pelle perche' in quella situazione il freddo percepito e' maggiore.
Quando leggo mail di amici che sono a Cuba, me li immagino girare in bermuda e maglietta e..... mi scatta l'invidia, sentimento che in condizioni normali non frequento.
Sono invidioso di quel caldo, di alzarmi al mattino senza piumoni e trapunte, coperto solo dal corpo di una fanciulla con almeno la quarta di davanzale.
Quest'inverno e' andata cosi', ci sono altre priorita', un giocatore deve stare dove si gioca ma per il prossimo, anche in funzione di quanto scritto un paio di mesi fa....vedremo.
Nei prossimi giorni, acquisto il boleto primaverile, magari, per induzione, un po' di caldo mi potra' arrivare da questo piccolo gesto.
Questa settimana tocca a Guccini.

16 commenti:

  1. Quella di lunedì sera sarà la terza sfida stagionale tra Torino e Milan, dopo quella di inizio campionato e il match di Coppa Italia. Due gare che hanno visto soccombere i ragazzi di Mihajlovic che oggi svelerà le contromosse in vista del terzo round. Ecco come il tecnico granata presenta la sfida con i rossoneri:
    “Noi non siamo morti, è sicuro e lo dimostreremo domani. Spero che la partita di coppa abbia fatto capire ai ragazzi che il Milan si può battere, cosa bisogna fare e non bisogna fare. Abbiamo perso due partite con loro – contando anche quella alla prima di campinato – che potevamo pareggiare se non vincere. Fisicamente stiamo bene, ma siamo in una fase particolare e abbiamo bisogno di qualche risultato per il morale, per stupire e rilanciarci in campionato. Spero che i ragazzi abbiano voglia di rivincita”.
    “Abbiamo preparato la partita per vincerla, come sempre. Il Milan è una squadra più attrezzata di noi, come tutte quelle che ci stanno davanti, Atalanta a parte. In campo andiamo in 11, sperando di rimanere in 11, possiamo cambiare solo 3 giocatori per cui sono sicuro che chi andrà in campo farà del suo meglio”.
    “Fino ad oggi il Torino ha dimostrato, tranne che con il Napoli, di potersela giocare contro tutte le grandi. Abbiamo la nostra fisionomia di gioco e la nostra personalità, dobbiamo giocare come sappiamo, senza troppi pensieri per la testa. Il girone d’andata è stato abbastanza buono, ma dobbiamo crescere molto in convinzione e capacità di chiudere le partite. Lotteremo fino in fondo per l’Europa, ma abbiamo bisogno di vincere qualche scontro diretto e smetterla di buttare all’aria dei punti alla nostra portata. Fino ad adesso abbiamo alzato l’asticella a parole, ora dobbiamo farlo coi fatti. L’avversario domani ci metterà in difficoltà, noi però non dobbiamo pensare solo a difendere, ma a giocare come sappiamo e pensare sempre positivo, non essere condizionati dal risultato, positivo o negativo che sia”.
    “La personalità non si può allenare, gli attributi ce li hai o non ce li hai, non si comprano al supermercato. Bisogna portare a casa i risultati che ti meriti per quello che hai messo sul campo. Dobbiamo gestire meglio certe situazioni durante i 90 minuti. Ci sta che una squadra come il Milan ti metta sotto pressione, a quel punto dobbiamo rimanere lucidi, concentrati e rispettare i compiti di ognuno senza ansia o paura. Bisogna tenere palla, prendere qualche fallo e far passare le sfuriate di quei 10-15 minuti. Abbiamo anche noi giocatori di esperienza, per cui dobbiamo migliorare nella convinzione dei nostri mezzi”.

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  2. “Castan ha una elongazione e dovrà stare fuori 15-20 giorni. Iago ha ripreso ad allenarsi, vediamo oggi nella rifinitura se potrà essere utilizzato o no. Non ci spaventa giocare 3 partite in 7 giorni, abbiamo fatto vedere anche ai ragazzi i dati della partita contro il Milan e fisicamente siamo stati superiori a loro, per cui non abbiamo problemi da questo punto di vista. Cercherò di cambiare il meno possibile. Iturbe non gioca da tanto tempo, ha 55 minuti nelle gambe, se recuperiamo anche Iago siamo a posto”.
    “La società sa cosa serve a questa squadra, ma noi dobbiamo essere bravi a rimanere attaccati al carro e poi vedremo”.
    “Iturbe fino a quando è stato in campo ha fatto quello che mi aspettavo da lui. Fino a due anni fa era un uomo mercato, ora deve ritrovare la voglia di giocare e di sentirsi importante e non essere messo sotto processo ogni partita. Io lo aiuterò ma poi sta a lui. È un giocatore con caratteristiche diverse dagli altri miei attaccanti, ha corsa, gamba e tecnica, si è visto nell’azione del gol a Milano. Deve giocare con la testa e sacrificarsi anche in fase difensiva, ma quando ha la palla può fare la differenza. Deve sfruttare i momenti per essere decisivo”.
    “Carlao è un difensore mancino, bravo tecnicamente, abbastanza veloce. Dobbiamo fargli capire il calcio italiano e cosa voglio dai miei centrali. Ci vorrà un po’ di tempo, ma è un giocatore che può fare bene in questa squadra. Rossettini e Moretti hanno fatto bene per cui non avevo la necessità di buttarlo dentro subito. Lui continuerà a lavorare e vedremo quanto in fretta imparerà. Dipende da lui e da chi gioca se continua a fare bene”.
    “Ajeti e Padelli non hanno giocato in coppa perché volevo far giocare la squadra migliore. Ajeti è stato infortunato per un periodo e poi l’ho già detto in passato: le occasioni le hanno avute tutti, qualcuno l’ha sfruttata al meglio, altri no. Contro il Milan mi servivano i migliori. Ma non è necessariamente una bocciatura per loro due”.

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  3. A me lo dici. P68

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    1. Lo so bene che da voi, nei monti dell'Abruzzo, non si scherza...

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    2. Revisa sempre il garage Pedro ....da non trovarci qualche orso marsicano :-)

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    3. non sarebbe il primo. Ciao Tio, P68

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  4. Bel post. ..lo leggo e pare tu abbia carpito quello che pensavo in questi giorni...odio tutto quello che dici, purtroppo non ho mai realizzato il desiderio di salire su un aereo con temperatura sotto zero e scendere al caldo di Cuba, sempre viaggiato tra giugno e settembre. ....vediamo se il 2017 mi porta in regalo un secondo viaggio nella stagione fredda..anche solo una semanita...ciao a tutti e buona settimana
    Andrea M.

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    1. Quando avevo solo l'agenzia di animazione questi periodi li passavo sempre a Cuba, evitandomi il freddo e il gelo, ora lo devo aguantare....

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  5. Certo è un piacere staccare un paio di mesi dal nostro freddo e stare al sole di Cuba,ma per me poi c è anche il rovescio della medaglia che dopo aver vissuto qualche verano cubano,ho sofferto talmente tanto quel caldo soffocante vivendo in casa alla cubana che apprezzo molto di più adesso il nostro clima freddo e feo,ma veramente,certo non siamo mai contenti insomma,così la faccenda,perfetto per me sarebbe scappare gennaio e febbraio a Cuba e stop,bello sognare e dura la pagnotta ,così la faccenda.paolino.

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    1. Certo luglio e agosto a Cuba sono davvero caldi....ma me li tengo stretti se comparati a questi giorini.
      Oggi da me a Valgioie -8 a Caselle -4.....

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  6. Quest'anno ha fatto molto freddo pure al sud. Giuseppe

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    1. Il problema e' che le vecchie case ,al sud,non sono attrezzate per il freddo, riscaldamenti nada...

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  7. hola! il clima è sempre un valore aggiunto ed il caldo con le dovute precauzioni è sempre più sopportabile del freddo che ha molti effetti collaterali tipo rhinovirus, obbligo vestiti pesanti etc poi vuoi mettere il carattere delle persone sono più solari in tutti i sensi perchè siamo tutti metereopatici. Poi la camminata di una caribeña non è la stessa cosa con los shorts ( que casi enseñan el bollo.....) che con un pantalone. In ogni modo se si ha la possibilità di farsi qualche mese in questo periodo meglio approfittare. chao Enrico

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  8. Il bel tempo...e il caldo migliorano il morale e rendono tutto piu' leggero...anche gli abiti.

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  9. “È fondamentale difendersi dagli attacchi del mercato. E per far ciò serve la sobrietà nel vivere, che consiste nel trovare il tempo di vivere. Questo è l’unico reale esercizio della nostra libertà”. Sono le parole di Josè Pepe Mujica, ex presidente dell’Urugay e personaggio di rilievo internazionale per la particolarità della sua presidenza, cinque anni che hanno segnato una svolta nel paese uruguayano.
    Ma il suo è stato anche un esempio per il mondo. E lo ha dimostrato anche oggi, ospite al Teatro Palladium di Roma per presentare il libro "La felicità al potere" e per incontrare gli studenti. Ha parlato di capitalismo, di cultura e dell’importanza della libertà, diretta espressione della felicità, tema a lui molto caro. “Tutti gli esseri umani sono liberi - ha proseguito Mujica - ma è fondamentale che utilizzino il proprio libero arbitrio. Ad esempio, quando lavoro, perché ne ho necessità, non sono libero. Però, quando faccio qualcosa che mi piace, allora sì che sono libero”.
    “Se non posso cambiare il mondo posso cambiare la mia condotta personale e la posso cambiare adoperandomi nella ricerca della felicità”.
    “E’ logico che un sistema generi una cultura a suo favore, sarebbe innaturale il contrario. E questa cultura di cui parlo è molto presente nella nostra società. E che cosa ci porta? Ci porta solitudine e infelicità. Il nostro mondo moderno è caratterizzato da questi due fattori: un dato che lo dimostra è la quantità di suicidi che registriamo, un numero maggiore delle vittime di guerra sommate a quelle degli omicidi”.
    “Se da un lato, infatti, ci permette di aver un maggior grado di benessere e di vivere più a lungo, allo stesso tempo ci porta anche molti elementi negativi, come dimostrano i dati sui suicidi nel mondo”.
    “La vita è un miracolo, essere vivi è un miracolo. E non possiamo vivere oppressi dal mercato che ci obbliga a comprare, ancora e ancora. Anche perché non paghiamo con i soldi, ma con il tempo della nostra vita”.

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