giovedì 25 maggio 2017

POCHI E MALEDETTI


Ad intervalli regolari incontro o mi contatta gente che mi chiede dove io riesca a trovare gli argomenti che, da anni, animano il blog.
Devo dire che non faccio altro che raccontare cio' che vedo, pare che siano le stesse cose che vede la maggior parte delle persone che frequentano Cuba.
Oramai siamo oltre le 2000 visite singole mentre il post sull'embargo ha avuto, su Facebook, oltre 1000 visualizzazioni.
Probabilmente la gente apprezza ancora chi ci mette la faccia raccontando situazioni condivisibili da molti.
Avrei voluto allargare il blog anche a situazioni esterne all'isola, ma le cronache quotidiane sono cosi' squallide che preferisco, tolti rari casi, vedere questo nostro piccolo blog come una zona franca, l'ultima insegna accesa su cui passare 10 minuti senza pensare alle menate di tutti i giorni.
Per la stessa ragione, al di la del mio Toro, evito di parlare di calcio, abbiamo TUTTI dimostrato di non avere un numero sufficiente di neuroni funzionante per poter discutere civilmente di questo argomento.
Quindi resta Cuba.
Un serbatoio infinito di argomenti e' rappresentato dall'esperienza che il vostro umile scriba e Simone stanno vivendo con M&S CASA PARTICULAR CUBA.
Mi piacerebbe farvi leggere alcuni carteggi su whatsapp con dei potenziali clienti.....non si puo' mandare in giro per il mondo, col nostro passaporto, certa gente.
Gino e Michele ci farebbero 10 puntate di Zelig.
Comunque l'altra settimana abbiamo avuto un problema, essendo oramai una macchina da guerra in un paio di giorni l'abbiamo risolto, ma avrebbe potuto essere un vero casino.
Un italiano, con moglie cubana e una nidiata di bambini aveva, a febbraio, prenotato con noi 2 cuarti per 35 giorni a Guanabo.
La casa scelta aveva fatto un bel prezzo, noi avevamo preso una buona commissione per i 2 cuarti rentati per l'intero periodo e la cosa si era conclusa nel migliore dei modi.
La settimana scorsa mi contatta, da Miami, la figlia della duena dicendomi che la madre era deceduta e che, visto che la licenza era a suo nome, non avrebbero piu' rentato annullando tutte le prenotazioni.
Allarme rosso.
Con Simone ci siamo mossi verso una casa con cui gia' collaboriamo risolvendo, fortunatamente, in tempi brevissimi il problema
La figlia della duena deceduta ci ha anche chiesto se potevamo darle una mano per la vendita della casa, visto che a lei non poteva fregare di meno di continuare a mantenerla a Cuba.
Ovviamente con una bel porcento per noi.
Il prezzo?
250 mila cuc.
Con Simone, chiacchierando telefonicamente, siamo arrivati al punto di sperare che il vecchio Donald dia un bel giro di vite, riportando questa gente coi piedi per terra.
Quella casa, a pagarla bene, vale 70/80 mila cuc, non un centesimo di piu'.
Pero' dopo che l'altra duena con cui collaboriamo, per un cazzo di monolocale a Varadero che voleva affidarci per venderlo, chiedeva 60 mila cuc....non ci stupiamo piu' di nulla.
Cazzo ma sono tutti quanti usciti di testa?
Come abbiamo gia' raccontato altre volte il prezzo richiesto non e' mai in funzione di quanto realmente vale la casa ma semplicemente quanto, chi vende, vuole realizzare per ragioni sue.
Non esistono divisioni di zone con tanto di tot al metro quadro, ognuno chiede il prezzo che vuole.
A Las Tunas, ripeto Las Tunas non S.Monica, ho visto grotte per cui i proprietari chiedevano 30/40 mila cuc, oppure vecchie case coloniali con soffitti di 7 metri che andrebbero tumbate e ricostruite, proposte a 80/90 mila cuc.
Ma scherziamo?
Questa gente che non ha mai lavorato un giorno, non ha idea di cosa voglia dire accantonare, col sudore della fronte, cifre simili.
C'e' da dire che, durante il mio ultimo giro rispetto a novembre 2016, ho visto molti meno SE VENDE esposti fuori dagli usci di casa.
Con ogni probabilita', la fine di “pie' seco, pie' mojado” ha fatto si che molta gente abbandonasse l'insana idea di vendersi anche le mutande usate per pagarsi il passaggio e un periodo di sopravvivenza in terre confederate.
E' ora che si torni tutti coi piedi per terra, la festa e' finita, l'embargo rimane, i soldi latitano, il cambio e' una merda. Continuare a chiedere certe cifre e' una presa in giro sopratutto nei confronti di chi pensa di realizzare con la vendita.
Valgono, per chi vuole comprare, le regole di sempre.
Presentarsi col grano vero in mano.
Vuoi 30 mila per quella casa?
Io ne ho 18 mila, se vuoi fra 2 giorni li hai sul conto, fammi sapere, fra una settimana riparto”.
Tranquilli che in 9 casi su 10 la cosa va a buon fine.
Pochi, maledetti e subito.

36 commenti:

  1. Per l’inaugurazione del nuovo Filadelfia mi è stato chiesto di pronunciare qualche parola in pubblico senza piangere troppo. Ho rimesso mano agli appunti e agli articoli di una vita. Ne è uscita questa spremuta di ricordi, in cui credo si riconosceranno tutti i tifosi di calcio. Quelli che da bambini sono entrati per la prima volta allo stadio tenuti per mano da un adulto. E ancora adesso, ogni volta che scende in campo la loro squadra del cuore, continuano a inseguire l’eco di quell’emozione lontana.

    In apparenza il Fila è solo un campo di pallone, inaugurato dal principe Umberto di Savoia novantuno anni fa. In realtà è il tempio di una fede laica che parla di amore e morte, speranza e nostalgia. Il Fila è lo stadio dove il Grande Torino disputò cento partite senza perderne neanche una. Ogni bambino granata si è sentito raccontare almeno una volta la favola di quella domenica in cui al trentesimo del secondo tempo il Toro perdeva 3-0 con la Lazio, poi la tromba suonò la carica, capitan Valentino si arrotolò le maniche e finimmo col vincere 4-3.

    Il Fila è la ghiaia del cortile d’ingresso che scricchiola sotto i miei passi di bambino. È il respiro trattenuto come sulla soglia di un castello incantato. È la manona di mio padre a cui mi aggrappo per penetrare nei misteri del tempio, mentre lui con l’altra mi indica il gradino dei suoi vent’anni, quando la domenica scendeva dal tram e andava a piazzarsi sempre lì.

    Il Fila è un vecchio alpino con la penna granata nel cappello che parla solo in piemontese e descrive partite come se fossero battaglie e battaglie come se fossero partite. È il primo autografo della mia vita: ho appena sei anni e quel giovanotto appoggiato alla parete del cortile mi scrive dentro uno svolazzo il suo nome: Gigi Meroni. È l’ora di catechismo granata, con i sacerdoti del tifo che insegnano ai piccoli adepti la Sacra Formazione, da pronunciare rigorosamente senza tirare il fiato — BacigalupoBallarinMarosoGrezarRigamontiCastiglianoMentiLoikGabettoMazzolaOssola — finendo l’invocazione con un «amen e juvemerda» che alla mia coscienza di bambino non suona affatto blasfemo. È una carezza ruvida sulla testa da parte di capitan Ferrini all’uscita degli spogliatoi. È un signore col foulard granata che mi spiega i rudimenti di storia dell’arte: la basilica di Superga fu costruita da un certo Juvarra — il cui cognome non a caso cominciava per Juv — allo scopo di farci cadere sopra l’aereo del Toro.

    Il Fila è un giovane attaccante in castigo che calcia palloni pieni di rabbia contro i muri del cortile finché uno gli colpisce il naso e lui si lascia andare sfinito sul selciato. Ma il Fila siamo anche noi bambini che gli gridiamo: «Non mollare, Pupi!». Lui si asciuga una goccia di sudore che sembra una lacrima, si rialza e diventa per sempre Puliciclone. Il Fila sono le fughe da scuola, il sabato prima del derby, per vedere Claudio Sala mentre prova le sue micidiali punizioni a foglia morta. È la stanza dei trofei dove comanda l’avvocato Cozzolino, il grande sacerdote del tempio, che impartisce lezioni di granatismo: «Le squadre sono come le persone. Nessuna può rinnegare la propria storia troppo a lungo. Prima o poi succede qualcosa che ti fa tornare là da dove vieni».
    Il Fila è la sera dello scudetto, la gioia assoluta che già mentre la vivi all’ombra di quei muri scrostati ti sembra un ricordo da rimpiangere. È il ritorno in pullman dopo una trasferta finita male, con i tifosi che scendono a testa bassa, ma si danno appuntamento per quella successiva.

    RispondiElimina
  2. È il mio battesimo sul lavoro, una sera d’autunno di tanti anni fa. Attraverso il cortile deserto e busso tremebondo alla porticina degli spogliatoi. Mi viene ad aprire Gigi Radice in persona e accappatoio bianco. «Buonasera mister, sono un giornalista...» «Ostia che paura! Vieni dentro, ragazzo, altrimenti muori di freddo» e mi fa entrare dove neanche mio padre aveva potuto guidarmi mai, negli spogliatoi in cui si cambiava capitan Valentino e ora ci sono Leo Junior e Dossena in mutande che incredibilmente accettano di farsi intervistare da me.

    Il Fila è un ammasso di sterpaglie e un ricovero per gatti e barboni, da quando sul finire del millennio venne abbattuto con la promessa mendace di una ricostruzione immediata. È il ferragosto in cui morì mio padre. Il carro funebre arrivò all’angolo del vecchio stadio, ormai ridotto allo scheletro di una balena spiaggiata. Il conducente aveva già messo la freccia quando gli chiesi: «Senta, papà ha passato la sua giovinezza lì dentro. Glielo lasciamo salutare un’ultima volta?». L’autista del carro era dei nostri e disse «sì». Così facemmo quel giro d’onore intorno alle macerie. Intanto io recitavo la Sacra Formazione, tirando il fiato due volte: ero fuori allenamento. Ci aggiunsi «amen» e quell’altra parolina. Poi finalmente cominciai a piangere.

    Il Fila è don Aldo che dice messa davanti allo spuntone della tribuna. Sono i bimbi che la mattina della Marcia dell’Orgoglio Granata corrono sul campo ripulito dagli «angeli del Filadelfia» mentre i loro genitori li inseguono con sguardo beato: «Vi rendete conto che qui sopra ci giocava il Grande Torino!».

    Questo è il mio Fila, ma sono sicuro che assomiglia ai vostri. Perché ciascuno di noi conserva in fondo al cuore la memoria di una casa del Padre a cui desidera fare ritorno. La sua Itaca. Il punto di partenza che in ogni grande romanzo di avventure è anche il punto di arrivo. Mi risuonano nel cuore le parole di Cozzolino: «Le squadre sono come le persone. Nessuna può rinnegare la propria storia troppo a lungo. Prima o poi succede qualcosa che ti fa tornare là da dove vieni». Ecco, qualcosa è successo. Papà, siamo tornati a casa.

    MASSIMO GRAMELLINI

    RispondiElimina
  3. hola! discorso condivisibile, si tratta di una bolla amplificata nelle zone turistiche dato che Cuba ora va di moda. E' comuque usuale ultarsopravalutare le uniche cose che si possiedono, stessa situazione si ha ancora in itaglia dove gli immobili sono ancora molto cari rispetto al potere d'acquisto dei probabili compratori. Ma questo è il libero mercato ognuno mette il prezzo che vuole poi se trova il coglionazzo che pensa di aver fatto un affare da consumatore (ultima parte della catena economica ) ..... In ogni caso per la isla solo con pensare ad impianto elettrico, tuberias di tutte le case non sono molto positivo. chao Enrico

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si puo' chiedere qualunque cifra...e' lecito.
      Che poi quancuno abbocchi a quelle cifre e' tutto da dimostrare.
      In giro di gente con l'anello al naso ne vedo sempre meno.

      Elimina
  4. Ciao, mi chiamo Gianluca, ti ho scritto altre volte e tu molto cortesemente mi hai sempre risposto. Era per dirti che anch'io ho provato a cercare sulla città dell'habana qualcosa di carino in vendita. Per due anni ho guardato siti, anche quando sono andato varie volte di persona a Cuba. Tristeme ho desistito. Dopo una vita di risparmi, mi rendo conto che i prezzi sono come comprare casa nella mia Bologna, troppo cari troppo. Non né faccio una colpa a los cubanos, anzi li capisco, dopo una vita di poche cose, veder la possibilita' di guadagnare non par vero a loro. Aspetto con fiducia un calmieramento del mercato poi spero di trovare la casita giusta, chissà. Sogno ancora di poter vivere tra quella fantastica gente. Tutto qua. Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti, a meno di non finire in mezzo al nulla o in barrios improponibili, le cifre da investire sono importanti.
      Fatti vivo piu' spesso.

      Elimina
  5. No ragazzi calma,non diciamo che comprare casa a Cuba costa come in Italia altrimenti facciamo una gran confusione,non condivido insomma assolutamente,a Cuba conviene comprare casa e con gli stessi soldi qua ci compriamo un garage insomma,poi se mi cercate il villone in località turistica o centro havana ok,ma non travisiamo la realtà,parliamo di cose alla nostra portata insomma.con 40/50 mila euro si risolvono case di tutto rispetto a Cuba,che qui sono un nulla in Italia.paolino.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh....dalle mie parti, a 40 km da Torino in zona considerata turistica, con 50/60 mila euro prendi un bel bilocale.
      Questi sono fatti.

      Elimina
    2. Con quei soldi a cuba altro che bilocale,comunque vivremo su due mondi diversi.paolino.

      Elimina
    3. Questo non e' certo un problema, l'importante e' che ognuno viva bene nel suo mondo.

      Elimina
  6. Gugu Marino
    Biobo io 7 anni fa vicino al cotorro la pagai 3800 euro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh si......in quegli anni con meno di un deca prendevi casa sul Malecon....quel treno e' passato.

      Elimina
  7. Paolino oggi in Italia, con poco piu' delle cifre da te indicate, trovi situazioni piu' che decorose. Giuseppe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti, i prezzi sono calati e di molto.

      Elimina
    2. Rimaniamo su due pianeti diversi se mi dici che con 50 mila euro compri casa in Italia,si vede che Modena sarà un altro stato,qua con meno di un centone neanche te lo fanno vedere,mah....paolino.

      Elimina
    3. Tu hai parlato di case non in zone turistiche o centrali a Cuba, io ti dico che, almeno da queste parti, alto Piemonte, non Forcella, con 50/60 mila euro ti compri un bel bilocale ottimo come eventualmente seconda casa.
      Se poi vuoi con 30/40 mila ti prendi un bel rustico da ristrutturare.

      Elimina
    4. Paolino, mi spiace ma sei fuori dal mondo. Oggi se vuoi una casa da 100mq in una zona giusta, non paghi meno di 100000 cuc. Poi chiaro che se ti accontenti di una casa a arrojo naranjo o vibora, é diverso.
      Simone M&S

      Elimina
    5. Hai ragione sicuramente,io so solo che io in una zona come dici tu che mi sono accontentato(15 minuti dal centro havana,15 minuti dall aeroporto,30 minuti dalla playa)ho comprato una casa indipendente di 120 mq con 30 mila euro,qua con quei soldi neanche sull ultimo monte mi compravo una baracca,sono fatti concreti,paolino dice che comprare a Cuba rispetto Italia conviene eccome poi le chiacchiere sono tante che possiamo fare.paolino.

      Elimina
    6. Quando hai comprato?
      Che lavori hai dovuto fare?
      Perche' alla fine tutto conta....

      Elimina
  8. Io penso che nonostante la locura che si sta creando attorno al mercato immobiliare cubano, dove ognuno valuta soggettivamente il proprio immobile secondo cosa gli passa nel cervello, credo che oggettivamente se uno di noi si mette d'impegno alla ricerca del giusto compromesso può sicuramente trovare l immobile che desidera ad un prezzo equo e rispettoso verso coloro che non hanno l'anello nel naso.
    In oriente si trovano ottime occasioni a 10000 dollari

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non anonimo...qua' amiamo metterci la faccia.
      Grazie

      Elimina
  9. Mi scuso Aston. ..Cmq piacere mi chiamo francesco

    RispondiElimina
  10. L’opposizione venezuelana ricorre ormai sistematicamente al modello del “vittimismo aggressivo” per denunciare una repressione da parte del governo Maduro smentita però dai fatti. La "Marcia del silenzio" organizzata ieri dall’opposizione, ha potuto sfilare in gran parte della città di Caracas in totale tranquillità, guidata da alcuni dei principali leader della destra venezuelana, e accompagnati dalla polizia venezuelana che non è intervenuta.

    Le bande della destra appaiono invece scatenate nelle strade di Caracas. Incoraggiati da un sistema mediatico che a livello internazionale ne occulta le brutalità, i gruppi armati dell’opposizione – le famigerate guarimbas – stanno dando vita ad una caccia all’uomo contro i medici cubani presenti negli ospedali del paese. Il ministro degli Esteri venezuelano Delcy Rodriguez ha denunciato che “bande armate ingaggiate dall’opposizione hanno attaccato un ospedale pediatrico dove erano ricoverati 54 bambini”. L’ospedale pediatrico Hugo Chavez ubicato nel quartiere El Valle di Caracas, gli attaccanti erano alla ricerca di medici cubani che prestano servizio nell’ospedale, ma la violenza dell’attacco ha costretto il personale all’evacuazione dei piccoli ricoverati. In Venezuela operano centinaia di medici cubani nel quadro della operazione “Milagro” di sostegno al sistema sanitario del paese.

    I leader della MUD continuano a chiedere elezioni anticipate in Venezuela, ma il Cne (Consiglio Naziionale Elettorale) ha definito un programma che fissa le elezioni per i governatori, alla fine del primo semestre del 2017, e per i sindaci, alla fine di quest’ anno. Le elezioni presidenziali del Venezuela si svolgono ogni 6 anni. Le ultime, 2013, hanno visto come vincitore il presidente uscente Nicolás Maduro per il mandato 2013-2019.

    RispondiElimina
  11. più di 100.000 CUC per non essere neanche proprietari, follia allo stato puro!!! Mat.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nessuno ha parlato di intestazioni o cosa varie.
      Se uno ha la RP o la moglie che vive con lui in Italia perche' mai dovrebbe avere problemi?

      Elimina
    2. RP e moglie cubana sono più tutelanti ma riguardano pochi, allo straniero medio non resta che dover intestare la casa ad altri, quando in altri paesi ci sono città dove progetti edilizi si vendono sulla carta e ci sono investimenti interessanti anche sui 50-100k euro. Ergo ribadisco che per me immobiliare e cuba sono concetti in antitesi ad oggi, se non per i cubani più scaltri. Mat.

      Elimina
    3. Il tema del post verte sui costi delle case a Cuba e non ha nulla a che vedere con intestazioni, rp o quant'altro.
      Ognuno col suo borsillo fa quello che ritiene giusto in regime di libero arbitrio.

      Elimina
  12. io parlo di santiago ancora trovi case a 15000 cuc tipo al sueno un bairo bello secondo me di 120 mq o piu' ciccio simone il romagnolo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mah...dipende dal barrio, dalla distanza dal centro e da altre cose.
      Poi, come ho detto a Paolino occorre mettere nel conto i lavori per far diventare la casa funzionale alle NOSTRE esigenze europee.
      Non vado a Cuba per cagare in un buco.
      Il barato...sale caro.

      Elimina
  13. come si fa a comparare il costo delle case qua in italia e in cuba se compri a la habana qua è come se comprassi a roma o milano o località super turistica e allora altro che bilocali per 50/60 mila...mettici pure uno zero un piu....per bilocali! ahh in zona anche periferica...per esempio modena la puoi paragonare con citta come santa clara, las tunas...che fuori dal centro dovresti comprare ancora a prezzi accettabili....poi per prendere usato anche qui all'usato devi metterci mano....spesso. rifai un bagno qui e vedrai quanto paghi....io per un bagno del monolocale in trentino qualche anno fa ho speso 6000 euro y pico.....se avessi dovuto farlo a cuba quanto avrei speso secondo voi??

    RispondiElimina
  14. Oggi a Cuba ristrutturare casa, a nostro gusto, costa dai 120 ai 150 cuc a metro quadro.
    Non si scappa.

    RispondiElimina
  15. Graziano Griffone
    70/80 mila $ o € o CUC deve essere in una bella zona e ristrutturata completamente a nuovo almeno dentro...come si dice chiavi in mano la pago ed entro a viverci senza farci niente altrimenti conviene farla nuova a quel prezzo o sbaglio...?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prova a farti un giro dalle parti di Guanabo, chiedi i prezzi, vedi le case...poi mi racconti.

      Elimina
  16. Gugu Marino
    Io a guanabo non la vedo bene,presto sorgeranno una marea di hotel,non vorrei che ci venisse fuori qualche calcione......

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Boh...a Varadero riescono a convivere Hotel e case particular forse sara' cosi' anche a Guanabo

      Elimina