mercoledì 13 settembre 2017

LA CASA


 
I recenti disastri ambientali hanno messo ancora una volta in risalto la caducità della nostra esistenza.
Davvero in un attimo tutte le nostre certezze, tutto cio' che abbiamo conquistato in una vita di lavoro, puo' saltare in aria.
Gli uragani nel Caribe e in nord America, le bombe d'aria nel nostro paese, oltre ai terremoti che ci hanno flagellato in questi ultimi anni, hanno lasciato migliaia di persone senza un tetto sopra la testa.
Fra le cose che non e' tollerabile perdere, dopo la salute e di conseguenza la vita, credo che la casa sia, di gran lunga, la piu' importante.
Ve lo dice uno che invece l'ha sempre vissuta come una situazione transitoria, ho abitato in talmente tanti posti non miei che ancora oggi faccio fatica a pensare alla casa dove vivo, di proprieta', come ad una situazione permanente.
Per la stragrande maggioranza della gente pero' la propria casa e' una cosa differente.
Bastava guardare negli occhi i poveracci che a L'Aquila, ad Amatrice e prima in Irpinia e in Friuli si erano visti privati del bene materiale piu' prezioso che possedevano.
La casa e' tutto.
E' il luogo dove si consuma la vita coniugale, dove si crescono i figli, si realizzano i progetti, si sognano nuove oppurtunita' di vita.
E' il porto sicuro in cui ritornare dopo un lungo viaggio di lavoro, una vacanza, un periodo passato altrove.
E' il ritrovare un luogo amico, riferimenti sicuri, abitudini consolidate che danno un senso all'esistenza.
Una casa e' quasi sempre il frutto di anni di sacrifici, oppure il ricordo di chi ce l'ha lasciata e non c'e' piu', e' il luogo dove siamo cresciuti e dove ci siamo realizzati come persone.
In pochi secondi tutto questo scompare, dove c'era la nostra vita ora rimane solo un cumulo di macerie.
Non riesco davvero ad immaginare cosa si possa provare in momenti simili.
A Cuba, se vogliamo, il legame che unisce la persona alla propria casa e' ancora piu' forte.
Lo si denota gia' solo da come la si indica.
Noi diciamo “vado a casa” loro “ me voy en MY casa”.
Questo fa capire come quel MY rappresenti un concetto di proprieta' indissolubile, un qualcosa che c'era, c'e' e ci sara' sempre.
Nella nostra vita incasinata siamo abbastanza avvezzi ai traslochi e a ricominciare da un'altra parte.
Nasce un figlio e si cerca una casa piu' grande, magari in un'altra zona rispetto a quella dove siamo nati e cresciuti.
Loro restano legatissimi alla loro casa, al loro barrio che lascerebbero soltanto per trasferirsi in un altra citta', preferibilmente La Habana.
Se nasce un figlio, tirano su un muro, un soppalco, oppure se ne hanno la possibilita', un piano, e' ben difficile che cambino casa.
Piuttosto costruiscono sopra la casa dei genitori, sopratutto se si parla di un figlio o una figlia che si sposa, in modo da mantenere vivo il contatto con la famiglia, il barrio e...la casa dove sono cresciuti.
Io piuttosto di una scelta simile andrei a vivere in un parco cittadino, ma loro sono fatti cosi'.
La casa e', da qualche anno, uno dei pochissimi beni che possono permettersi di considerare proprio, a differenza di noi che, in un sistema capitalista, a questo siamo ben abituati.
La dottrina stessa del Socialismo ha scoraggiato questo modo di pensare, fino a qualche anno fa, preferendo sempre anteporre il NOI all'IO.
Ora, dopo il disastro di Irma, migliaia di persone si ritroveranno senza un tetto sopra la testa.
Scattera' sicuramente la solidarieta' che rende Cuba un paese unico al mondo; i parenti e la famiglia di chi si trovera' in difficolta' si occuperanno di ospitare chi ne avra' la necessita', mentre lo stato, coi suoi tempi, aiutera' fattivamente la ricostruzione di ogni abitazione.
Da noi le cose....funzionano diversamente, ma ognuno ha il mondo che si merita e in cui gli tocca vivere.

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO UNA CASA

28 commenti:

  1. La propaganda del regime fascista e nazifascista anche attraverso la produzione, la distribuzione o la vendita di beni che raffigurano persone o simboli ad essi chiaramente riferiti è a un passo dal diventare un reato previsto dal codice penale. L’Aula della Camera approva la proposta di legge di Emanuele Fiano che prevede la reclusione da sei mesi a due anni per chi fa saluti romani o vende gadget che richiamino i regimi totalitari di destra, con 261 sì, 122 no e 15 astenuti.
    Il centrodestra contesta il provvedimento che ora deve passare al Senato. Fratelli d’Italia aveva provato, senza riuscirci, a far slittare l’esame del testo a dopo gli altri provvedimenti in calendario per questa settimana. «È una follia discuterlo ora», aveva detto Giorgia Meloni, mentre Ignazio La Russa aveva attaccato con ironia il Pd: «Ora sì che Renzi è antifascista: sta veramente rottamando tutti gli accendini e i portachiavi del disciolto e tanto vituperato partito fascista... E Fiano è solo una foglia di fico». Duro anche Francesco Paolo Sisto di FI, secondo il quale il ddl «rischia di diventare una `polpetta avvelenata´ sia per i cittadini sia per i giudici».
    Ma il Pd difende il testo: «L’antifascismo è la cifra di chi difende la libertà, e le opinioni non vengono represse da questo testo», dice il relatore e `padre´ del ddl Emanuele Fiano. «La norma contro l’apologia del fascismo è necessaria. Per l’oggi, non per fare processi o rivisitare il passato», sostiene Walter Verini commentando il via libera al provvedimento che avviene a pochi giorni dalla minaccia di Forza Nuova di organizzare una nuova «marcia su Roma» per fine ottobre.
    È soprattutto una «legge contro l’odio», commenta il capogruppo Ettore Rosato che cita proprio l’annuncio della marcia su Roma e una torta per Hitler la cui foto compare oggi sul web per dire che lo stop alla propaganda non è solo «folklore» come vuol far credere qualcuno.
    Ed è bufera su Emanuele Fiano che in un’intervista non si dice contrario «alla necessità di cancellare la scritta Dux dall’obelisco dell’Olimpico a Roma» come era stato proposto da Luciano Violante. Immediata era arrivata la replica della Lega, che non ha votato il ddl: «Vuole forse demolire l’Eur?», aveva chiesto Paolo Grimoldi, mentre per Fabrizio Cicchitto di Ap la scritta «Mussolini Dux» «non turba, offende e neanche esalta nessuno».

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  2. Subire o contrattaccare cercando di aprire nuove strade? Anche questa volta, il socialismo bolivariano sceglie la seconda via, rilanciando il proposito di Chavez: “Aqui no se rinde nadie”, qui nessuno si arrende. Certo, la partita è difficile e il terreno su cui resistere impervio, ma il gioco vale, per loro e per noi. D'altro canto, le ultime mosse effettuate sembrano aver sortito l'effetto sperato. Dopo quattro mesi di attacchi violenti portati dalle grandi consorterie internazionali con tutta l'artiglieria pesante dei media di guerra, all'interno e all'esterno del paese, la tanto vituperata proposta dell'Assemblea Nazionale Costituente (Anc) ha disinnescato la sovversione, smascherandone l'inconsistenza politica.
    Dopo tanti strepiti e schiamazzi e 121 morti - una trentina dei quali bruciati vivi dai “pacifici manifestanti” - gran parte dell'opposizione ha deciso di presentarsi alle elezioni regionali. Si è chiamata fuori solo la pasdaran Maria Corina Machado con il suo gruppo Vente Venezuela, alla quale va senz'altro il merito di una coerente monomania: fare di Caracas una succursale di Miami, cacciando con la forza Maduro come già tentato con Chavez.
    Appena arrivate in Parlamento, le destre hanno promesso di “cacciare Maduro in sei mesi” e hanno dato la guazza ai loro committenti. Pur sapendo che il Tribunal Supremo de Justicia (Tsj), deputato a vigilare sull'equilibrio di cinque poteri di cui si compone la costituzione bolivariana, le avrebbe cassate, hanno approvato subito alcune leggi liberticide, sul modello di Brasile e Argentina, che oggi sono nuovamente preda di governi neoliberisti: la legge su lavoro e pensioni e quella che avrebbe svenduto alle immobiliari l'edilizia popolare (quasi due milioni di case ammobiliate assegnate gratuitamente al popolo).
    Uno scontro di poteri tutto rivolto all'esterno, basato sull'equivoco che il Parlamento e la democrazia rappresentativa modello Fondo Monetario Internazionale fosse la chiave per decidere in un paese che invece si basa sulla “democrazia partecipativa e protagonista”: sulla partecipazione popolare quanto più diretta, insomma, e non chiamata in causa solo ad ogni elezione. Per questo, la costituzione bolivariana prevede la possibilità di revoca di tutte le cariche pubbliche elette, per mezzo di un referendum revocatorio, possibile a metà mandato.
    In quel modo, tra frodi e propaganda, hanno tenuto impegnate le autorità elettorali (Cne), accusando poi il governo di aver voluto rinviare le elezioni dei governatori, previste per l'anno scorso. Se il Cne avesse fissato le regionali anziché seguirli nei loro propositi di referendum revocatorio, lo avrebbero accusato di boicottaggio. Tutto questo in un clima di guerra economica e di penuria indotta, acuita dalla drastica caduta del prezzo del petrolio (da oltre 100 dollari al barile a quasi 30); e nel moltiplicarsi degli attacchi negli organismi internazionali, condotti soprattutto dal pasdaran degli Usa nell'Organizzazione degli Stati americani (Osa), Luis Almagro.
    Una battaglia di codici, regole e procedure appassiona e divide il paese bolivariano da quando, con la vittoria di Chavez (1998), le forme della democrazia non vengono considerate più un fatto rituale o semplicemente procedurale. Da allora, l'esercizio democratico del voto, in Venezuela, è servito al chavismo per far crescere la coscienza delle masse, includendole nell'esercizio del potere e della rappresentanza: non per controllarle e narcotizzarle, come avviene nelle cosiddette “democrazie avanzate”. La politica ha così permeato la vita quotidiana dei settori tradizionalmente esclusi dalla sfera pubblica, ha creato quella “polarizzazione” che in Italia si vede ormai solo per le squadre di calcio.

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  3. Perdere la propria casa è perdere un pezzo di sé stessi. Giuseppe

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    1. Per me non è mai stato così ma mi rendo conto che per tutti è proprio come dici tu.

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  4. Sottopongo alla vostra attenzione questo articolo su Cubadebate:
    http://www.cubadebate.cu/especiales/2017/09/12/centro-habana


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    1. Qualche anno fa avresti pensato mai di vedere sta roba su cubadebate o mesa redonda?

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    2. No però da qualche anno in TV c'è un programma non ricordo se si chiama Cuba habla o qualcosa di simile che denuncia apertamente sprechi e ruberie

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    3. Si l'ho visto. Ricordo la puntata su quelli che raccolgono i soldi sui bus affollati dell'avana e poi se li mettono in tasca.
      Adesso gli manca solo qualcuno che sbraiti "gli yuma a casa loro!" e poi sono civilizzati come noi.

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  6. hola! foto veramente impattanti quelle su cubadebate. Purtroppo ci sono stati morti ma il grosso dei danni sono strutturali dalle infrastrutture turistiche con grossi danni a los cayos de los jardines del rey, rete elettrica e al mercado mayorista. Impegnandosi le zone turistiche e la luce potranno essere sfruttate a breve, mentre saranno problemi per el abastecimiento de comida con prezzi ancora più alti e speculatori in agguato. Solo una seria azione del regime può evitare una situazione simile. In ogni caso speriamo bene. Certo che pensare ad un malecon-charco fa impressione ed ancora di più dal vivo come ha raccontato in diretta Valter. chao Enrico

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  7. Speriamo che Valterone ci dia altre notizie fresche.
    E' il nostro agente a La Habana

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    1. Grahm Greene....romanzo datato ma ancora godibilissimo così come il film da cui è tratto
      Andrea M.

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  8. io ho sentito i miei che sono là, corrente ancora non ce n'è e forse oggi riprendono i voli da l'avana

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    1. Bene....se poi ci dici chi sei...ancora meglio....

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  9. sono Alberto, la notizia è di ieri alle 18 ora italiana, si riferisce a habana del este rep guiteras

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  10. Grazie Alberto per l'indicazione.
    Speriamo in un pronto ritorno alla normalità

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  11. Milco sai che in un primo momento trapelavano notizie di minori danni,purtroppo man mano che passa il tempo e filtrano le notizie la situazione pare ben più grave ,temo che stavolta rialzarsi specie nelle province non turistiche sarà molto difficile ,a quanto ne so io dal 15 però per Havana ripartono i voli,speriamo bene va,molto rattristito dalle foto viste
    Ciao a tutti
    Andrea M.

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    1. Per fare un bilancio di una simile tragedia ci vogliono giorni, non ore.

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  12. P.s. :dimenticavo ....ho sentito ieri sera una cara amica di Moa e mi dice quasi tutto tornato alla normalità in quella città almeno...magari è stata colpita con meno violenza ..non saprei
    Andrea M.

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    1. Moa e' cosi' brutta che perfino Irma ha voluto starne alla larga...:-)

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  13. L'unione europea manderà aiuti umanitari a Cuba è San Marten, zio poporco,

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  14. Nessuna casa sta rispondendo alle nostre richieste di disponibilità.
    Non solo sono senza connessioni ma visto che manca corrente si sono scaricati tutti i movil...

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  15. Ieri ho sentito l'avana, a mezzanotte ora italiana la corrente era ritornata da due ore ma mentre telefonavo se ne è andata di nuovo.Comunque avevano fatto in tempo a ricaricare tutto il ricaricabile, dalle lampade ai movil alle batterie portatili. Per la prossima volta penso porterò dei caricabatterie a celle solari, sono lentissimi ma almeno permettono un uso basico. La situazione è difficile anche per muoversi per ospedali o fare un minimo di spesa e credo rimarrà così per un po'. Le strade sono ingombre di spazzatura varia, in certe zone della città i taxisti non ti portano. I tunnel sono ancora impraticabili. I voli sono ricominciati. Ci vorrà tempo, sono d'accordo con voi,prima cayos, Varadero poi zone auliche,agricoltura e infine residenziale... Questa volta credo che almeno a l'avana l'abbiano preso sottogamba. alberto

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  16. Alberto era dal 1932 che un disastro simile non si abbatteva sull'isola, come fai a prevederne le conseguenze quando un forza 5 ti entra in casa?
    Come sempre, hanno fatto cio' che hanno potuto.
    A volte e' sufficiente, altre no...purtroppo.

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    1. Parlavo de L'Avana, se lì fosse entrato in categoria 5 avremmo pianto per sempre

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    2. Quando capitano catastrofi simili le priorità sono le vite umane.
      Il resto prima o dopo si ricostruisce.

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  17. Datos recopilados por el reconocido meteorólogo Philip Klotzbach, del departamento de Ciencias Atmosféricas de la Universidad Estatal de Colorado, Estados Unidos, y compartidos por el meteorólogo cubano Danier Ernesto González.

    1. Es el único ciclón tropical conocido a nivel mundial que ha mantenido vientos máximos sostenidos en 295 km/h durante 37 horas.

    2. El primer huracán en conservar la categoría 5 durante tres días consecutivos, teniendo en cuenta los registros de los últimos 51 años.

    3. El segundo huracán del atlántico en la era de los satélites meteorológicos que más ha durado con gran intensidad: 8 días y 12 horas.

    4. Primer ciclón de categoría 5 en golpear directamente a las bahamas desde que lo hiciera andrew en 1992.

    5. Primer huracán de categoría 4 en tocar tierra en La Florida en los últimos 13 años.

    6. Su energía ciclónica acumulada ha sido mayor que la de los ocho organismos tropicales nombrados que le precedieron de forma combinada, desde Arlene hasta Harvey.

    7. Su presión central mínima de 914 HectoPascal es la más baja jamás registrada en un huracán del área atlántica, sin incluir el oeste del mar Caribe y el Golfo de México.

    8. Empató con Wilma (2005), Gilbert (1988) y el huracán de los cayos de La Florida (1935) en el segundo lugar de la lista de ciclones más intensos según sus vientos máximos sostenidos. El primer puesto aún lo conserva Allen (1980), con 305 km/h.

    9. Fue el huracán más potente en azotar al grupo norte de las Antillas Menores en toda su historia.

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