sabato 17 marzo 2018

LUCCIOLE


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ALESSANDRO ZARLATTI - LUCCIOLE
C'è un fenomeno strettamente cubano che mi ipnotizza come il fuoco del camino. Mi blocco lì e lo osservo come un uomo che non ha niente da fare (capita spesso), come un guardone.
Mi piace notare le variazioni di luce, gli acuti, le risate grasse, le lacrime, il concerto di lucine, centinaia, che me lo fa sembrare un campo di lucciole d'estate.
Parlo dei parchi wifi disseminati per l'isola intera e che hanno ormai sviluppato vita propria, una storia, stratificazioni, leggende. Spieghiamo: per parchi wifi si intendono dei luoghi (spesso parchi ma anche lungomare, pezzi di strade principali, piazze) in cui lo stato ha aperto il segnale wifi per l'accesso ad internet.
È un segnale fruibile per un raggio di un centinaio di metri e quindi, per forza di cose, obbliga gli internauti a stare gomito a gomito nelle loro navigazioni. L'idea dei parchi wifi è nata qualche anno fa per rispondere con rapidità ad una richiesta crescente di connessione da parte del popolo cubano. Sono così spuntati come funghi e ogni volta, soprattutto la sera, hanno cambiato il panorama dei quartieri. Mi piacciono. Mi sono sempre piaciuti. Surreali, lunari forse, questi assembramenti di persone vicine ma lontanissime. Ognuno nel suo percorso: esplorazioni professionali, cazzeggio, videochiacchiere, telefonate strazianti, che camminano su binari paralleli e non s'incrociano. Cuba, però, come al solito, è un po' diversa dagli altri.
Chiaro, è già allarmante quella deriva alienata di persone istupidite davanti a un cellulare che passano nella realtà senza viverla. Panorama a noi già fin troppo familiare. Esseri umani sempre altrove. Sempre nel proprio mondo protetto e ammortizzato. Mai allo scoperto, mai fuori. Ma questa variante, il parco, è qualcosa che spariglia l'alienazione tout court. Trasforma un atto privato, direi intimo, in un elemento tra i tanti che formano il tessuto impossibile, unico, assurdo, della quotidianità cubana.
Convivono, si sovrappongono, si alternano siparietti familiari fatti di dozzine di persone incollate davanti ad un solo telefono a gridare fesserie, nonne obese, nipoti rompipalle, adulti ottusi, donnette, in una rappresentazione che dura troppo per non diventare fiacca, stancante, ripetitiva fino allo strazio.
Un'infinità di "Allora come vanno le cose?" - "e come devono andare? Come un minuto fa" - "Tutto a posto, quindi?" - "Sì, tutto a posto...", e via così. Ad un centimetro una ventenne che si porta avanti col lavoro con la sua conquista, che so, danese: imbarazzi linguistici, comunicazioni basiche, silenzi terrificanti, secche paralizzanti al limite del naufragio.
Ad un altro centimetro un trentenne che comunica con la serietà di un killer. Più avanti una vecchia devastata dal suo analfabetismo digitale che trasmette al nipote di Miami una diretta di mezz'ora della basetta del vicino di posto. E tutto senza imbarazzo.
Senza il minimo pudore. Trasferendo nei parchi wifi quell'assenza di vergogna che viene da lontano. Dalla calle, dai pasillos, dalle porte lasciate aperte come porti di mare. Se oggi vuoi conoscere Cuba e i cubani forse ha un senso fare un giro in un parco wifi. Se hai occhi per vedere, un cubano lo vedi. Ma bisogna sbrigarsi.
Ho paura che i parchi wifi termineranno presto. Lo stato sta installando la adsl nelle case.
Entro qualche mese tutti potranno scegliere questa opzione e allora... e allora i parchi wifi andranno tramontando. Poi daranno la linea dati sul cellulare e il gioco sarà fatto. Si vedranno dozzine di monadi alla fermata dell'autobus con la testa, il corpo, tutto, immersi nel proprio smartphone ed il silenzio terrificante della ragione. Oggi mi piace spiarli in questa comunicazione che non è mai abbastanza. L'illusione della connessione globale che si scontra poi con l'assenza di cose importanti da dire. Tutti se ne accorgono. Tutti se ne stanno accorgendo. Alla fine gli uomini non hanno bisogno vitale di comunicare sempre. È un bisogno indotto. È una cazzata. Hanno bisogno di comunicazioni che valgano. Come certe lettere di un tempo.
Senza voler fare del trito passatismo. Ma certe lettere, il pensare e ripensare, ma anche certe telefonate difficili, sognate, conquistate, avevano la profondità che oggi inseguiamo invano con milioni di parole. Miliardi di byte sprecati in dirette imbarazzanti, in miliardi di "Allora tutto a posto?" - "Sì, tutto a posto, te l'ho detto..." - "Insomma, tutto bene..." - "Sì, tutto bene" - "Molte bene...". Boh. Resta comunque il valore estetico di certi luoghi, di certe riunioni di umani al tramonto a causa delle strane traiettorie della storia. A Cuba, adesso, nel mondo. In questo momento.
Trattasi di una delle rarissime volte in cui non sono del tutto d'accordo col buon Zarlatti.
Partiamo sempre dal presupposto che nessuno vuole negare ai cubani la possibilita' di diventare come noi, che poi questo sia un gran bene lo scopriremo solo vivendo.
E' anche facile, un po' cialtronesco, attaccarsi ai bei tempi andati dove noi avevamo ogni sorta di gingillo tecnologico e loro un'amata cippa.
Il cubano, come ogni cittadino di questo pianeta, in questa era storica ha tutto il sacrosanto diritto di accedere alla tecnologia presente, o meglio, a quella che puo' permettersi.
In tutta sincerita', ci vedo davvero poco di positivo in queste piazza dove lo stato ha portato il wi fi.
Le stesse piazze in cui un tempo si rideva, si faceva casino, si suonava la chitarra, si compartiva un traco, si guardava ammirati un culo da blocco aortico oggi sono diventate luoghi in cui ognuno, amabilmente, si fa i cazzi suoi.
Tutti attaccati, uno al fianco dell'altro, ognuno immerso nel proprio mondo incurante del proprio vicino che gli sta' urlando all'orecchio a un volume di voce che sarebbe udibile dall'altra parte dello stretto della Florida anche senza lo smartphone.
Ho visto il fenomeno nascere nel parque central Garcia di Las Tunas.
Poi magari, visto che oramai di sera non accendono piu' le luci ed ogni 3 metri c'e' un policia, il parque avrebbe lo stesso perso la funzione sociale che aveva sempre avuto negli anni precedenti, ma di certo, il wi fi, ha dato il colpo di grazia ad un certo tipo di socializzazione che era parte del fascino di Cuba.
Aspetto che le cose diventino come da noi, che ognuno si possa connettere dove e quando vuole e che, se scelga di sedersi in un parque lo faccia per il piacere di farlo, magari facendo 4 chiacchiere col vicino, non per chattare con chi e' dall'altra parte del mondo.
Alla fine stanno diventando come noi.
Vedo i ragazzi ma sopratutto le ragazzine in palestra da noi che, mentre fanno gli addominali, mandano i messaggini....
E' necessario essere sempre connessi i ogni momento del giorno?
E' poi cosi' vero che se lasciamo un giorno il telefono a casa rischiamo di ritrovarci fuori dal mondo?
Personalmente ho gia' iniziato a “togliere”.
Amici miei col passare degli anni non bisogna aggiungere ma...togliere, togliere tutti i rompimenti di coglioni, le cose inutili, le cazzate, i cagacazzo professionali per usare la tecnologia davvero per cio che ci serve.
Mail, un po' di whatsapp, 1 gruppo per lavoro, uno dei Villans per le partite, messenger piu' che altro per lavoro, facebook poco o niente.
Basta.
E' possibile vivere col telefono in mano 18 ore al giorno?
Vedrete che i cubani diventeranno come noi, sono gia' sulla buona strada ed essendo un popolo giovane imparano anche piu' in fretta di noi, che ci siamo dovuti adattare ad un mondo capovolto intorno ai 40 anni con tutti i limiti mentali dovuti a 4 decenni di un'altro tipo di vita.
A volte ci torna in mente il mio pezzo”la telefonata”, dite la verita'...aveva o non aveva un suo fascino quel periodo?
Certo tirevamo giu' le madonne restando in costosa attesa per minuti, ne credo che a loro facesse piacere dover correre per prendere una telefonata che arrivava da lontano, ma erano tempi eroici e tutto sommato divertenti.
Giusto che le cose siano cambiate anche per loro, ma tutta quella gente seduta nel parque a farsi ognuno i cazzi suoi, mi mette addosso una grande tristezza.

12 commenti:

  1. Non c'e' un cazzo da fare.
    Alla fine l'eta' ti presenta sempre il conto.
    Ieri sera partita coi Villans 9 contro 9 contro una squadra di 30/40 enni con un paio di 25 enni.
    Noi in 7 fra i 53 e i 56 anni piu' un paio di giovani.
    Dopo 20 minuti il solito problema al femorale mi ha costretto a piazzarmi sulla fascia a corricchiare.
    A inizi secondo tempo un'altro e' uscito per un problema al polpaccio mentre a meta' secondo tempo un problema all'inguine ha fermato un altro dei nostri che eroicamente e' comunque rimasto in campo.
    Si e' perso 5-3 ma con molto onore, che a questa eta' ha un valore.
    Certo arrivare, conciati cosi', a festeggiare i 40 anni di Villans in campo nel 2022 sara' durissima.
    Questa mattina alzarmi non vi dico...vado ad aprire la palestra almeno metto in moto la carcassa.
    Azz...gli anni amici miei.

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  2. La sessione annuale in corso del 13° Congresso Nazionale del Popolo ha adottato un emendamento alla Costituzione cinese con una maggioranza schiacciante domenica, che definisce il ruolo guida del pensiero di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era nella vita politica e sociale del paese. Le parti più dibattute dell'emendamento prevedono l'aggiunta della clausola secondo la quale la leadership del Partito Comunista Cinese (PCC) è la caratteristica distintiva del socialismo con caratteristiche cinesi, eliminando i limiti di scadenza del presidente e vice presidente cinese ed inseriscono le commissioni di vigilanza come un nuovo tipo di organo di stato nella Costituzione.
    Alcuni occidentali erano soliti intervenire nelle principali decisioni della Cina. Questa volta l'opinione occidentale ritiene sostanzialmente che il cambiamento costituzionale fosse questione interna alla Cina. Eppure ci sono ancora alcuni in Occidente che sono desiderosi di catturare l'attenzione confrontando l'emendamento ai sistemi politici occidentali.
    Ma hanno eluso due fatti. Innanzitutto, in questo frangente, la Cina affronta una serie di sfide importanti per quanto riguarda la sua riforma all'interno e all'esterno del paese, che richiede la revisione della Costituzione in conformità con i tempi. I principali paesi stanno mobilitando risorse politiche per rafforzare la loro capacità decisionale. L'emendamento è principalmente guidato dalle esigenze interne di sviluppo della Cina.
    Secondo, i cinesi sono profondamente consapevoli che la loro vita felice deve provenire dalla solidarietà e dalla stabilità, e che questa circostanza deve essere salvaguardata dall'intera società guidata dal Comitato centrale del PCC. In questi anni abbiamo visto l'ascesa e il declino dei paesi e in particolare la cruda realtà che il sistema politico occidentale può essere applicato ai paesi in via di sviluppo perché produce risultati terribili.
    Fortunatamente la Cina ha mantenuto una crescita costante per un periodo lungo. Siamo sempre più fiduciosi che la chiave del percorso della Cina risieda nel sostenere una forte leadership del partito e nel seguire fermamente la leadership del Comitato Centrale del Partito con il compagno Xi Jinping.
    Dopo la sua fondazione, la Repubblica Popolare Cinese copiò in gran parte il sistema socialista dell'Unione Sovietica. Sin dalla riforma e l’apertura, la Cina ha intrapreso un percorso socialista con caratteristiche cinesi fino a diventare la seconda più grande economia a livello mondiale. Ciò dimostra che l'indipendenza politica è la chiave di quanto lontano può andare la Cina.
    La maggior parte dei principali fenomeni che affronta la Cina non possono essere spiegati dalle teorie occidentali. La Cina deve trovare soluzioni con la propria saggezza. Le nostre pratiche dovrebbero essere valutate positivamente se rispondono, promuovono la missione della Cina e risultati effettivi.
    Nonostante la marea di informazioni riversate sulla Cina dopo la riforma e l'apertura, la società cinese è riuscita a gestirle e ad accumulare saggezza collettiva. In questo processo la direzione del Comitato Centrale del Partito è stata determinante. L'emendamento costituzionale giunge in un momento favorevole in quanto consolida il pensiero guida, la leadership del partito, la struttura di comando e migliora il meccanismo di vigilanza allorquando la Cina affronta i compiti ardui della nuova era.
    Questo è quanto il popolo cinese si aspetta veramente. Ciononostante, alcuni occidentali che non riescono a capire l'opinione del popolo cinese vogliono essere il conducente dal sedile posteriore. Avrebbero dovuto essere più obiettivi e modesti di fronte alla lunga storia e alla grande pratica della Cina.

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  3. Chissa' cosa accadra' quando sarano connessi 24 ore al giorno. Giuseppe

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    1. Accadra' che saranno conciati peggio di noi.

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  4. hola! sicuramente il futuro andrà in questo senso, ad oggi ci sembra surreale perchè è il paese meno connesso al mondo. Per me non sarà solo un male anzi. Poi ovviamente essendo anche una novità le gente ne abuserà. chao Enrico

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  5. Anche io credo che non sara' troppo male, le novita' non mi hanno mai spaventato.

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  6. Torino (4-3-3): Sirigu; De Silvestri, Nkoulou, Moretti, Ansaldi; Rincon, Valdifiori, Acquah; Falque, Belotti, Berenguer. A disposizione: Ichazo, Milinkovic-Savic, Bonifazi, Ljajic, Niang, Burdisso, Edera, Obi, Barreca. Allenatore: Mazzarri.

    Fiorentina (4-3-1-2): Sportiello; Biraghi, Vitor Hugo, Pezzella, Milenkovic; Veretout, Badelj, Benassi; Saponara; Chiesa, Simeone. A disposizione: Dragowski, Cerofolini, Laurini, Eysseric, Falcinelli, Dabo, Olivera, Cristoforo, Lo Faso, Dias, Gaspar, Thereau. Allenatore: Pioli.

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  7. Sirigu para un rigore.
    Squadra penosa....Sinisa dove sei?

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  8. Rigore per la Viola.
    Follia di Ansaldi.
    2-1 per la Viola, giusto cosi'.

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  9. Quarta sconfitta consecutiva.
    Una partita giocata in modo vergognoso, un allenatore che riesce a far rimpiangere quello precedente.
    Lliajc che sara' quello che sara' ma in una squadra con un tasso tecnico cosi' basso non puo' stare fuori.
    Davvero uno schifo totale.

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