lunedì 23 luglio 2018

CUCINARE



 Risultati immagini per masterchef

E' estate, fa caldo, c'e' voglia di mare e di buon cibo....ecco parliamo di cibo che non e' mai tempo perso.
Quando ero ragazzino, diciamo a meta' degli anni 70', se mi avessero chiesto che sarebbero stati gli eroi nel 2018 avrei detto sicuramente gli astronauti, gli scienziati o qualcosa di simile.
Il cinema e la tv spingevano in quella direzione con le varie saghe sul 2001 odissea nello spazio o 1999 la nuova frontiera.
Immaginavamo che nel nuovo secolo, ancora lontano da venire, avremo dominato lo spazio, visitato tutti i pianeti e magari avremo avuto insediamenti fissi terrestri su Marte o sulla Luna.
Invece chi sono gli eroi indiscussi di questi anni, coloro che si vedono in tv ad ogni ora riveriti e strapagati?
I cuochi.
Oramai e' impossibile accendere la tv e non vedere il Canavacciuolo (che e' perfino simpatico) il Cracco o altra gente simile atteggiarsi a chi ha appena inventato la penicillina, mentre friggono un branzino.
I motivi di questo successo sono noti; venendo a mancare il passaparola all'interno delle famiglie sui segreti della cucina, (madre e figlia che per poter tirare avanti la baracca, devono lavorare anche loro), hanno perso quel sapere secolare che permetteva alle donne di cucinare cose fantastiche magari col poco che c'era in casa.
Oggi in famiglia pari doveri ma anche pari diritti, col risultato che sempre meno gente sa cucinare, per questa ragione questi novelli Zichichi della padella sono diventati delle autentiche star del piccolo schermo.
Inutile ricordarvi come cucinava nonna...
Oggi quando vado a cena a casa dei miei Villans mangio alla fine le cose che normalmente mangio a casa, si e' perso il gusto di fare le cose in un certo modo, anche perche' se arrivi a casa, stanco/a morto/a non hai certo voglia di metterti ai fornelli per inventare chissa' cosa.
Siamo cosi' tutti presi dal correre quotidiano che ci siamo dimenticati i veri piaceri della vita.
A Cuba i ritmi del vivere quotidiano sono talmente piu' lenti che resterebbe del bel tempo per dedicarsi all'arte culinaria, ma questo non avviene.
Avete mai conosciuto una sciura cubana che, al di la delle solite 4 cose sapesse cucinare bene?
Lasciate perdere le duenas delle case de renta che, a forza di avere a che fare con italiani, qualcosa devono avere pur imparato.
Per capire bene come funzionano le cose occorre, come capita al vostro umile scriba, vivere in una normalissima casa cubana.
Casa in cui nessuno ha mai viaggiato fuori dal paese.
La sciura cucina bene ma parliamo di; pollo, maiale, a volte ovejo, jucca, boniato, congri.
Stop.
Questa e' la base dell'alimentazione cubana, in parte dovuta alla contingenza economica, ma anche figlia dell'endemica pigrizia e della poca voglia di provare cose nuove.
A Cuba si trovano con facilita' carote e melanzane, lasciamo stare le carote che non sono un gran che, ma le melanzane sono simili alle nostre.
Un bel giorno torno a casa con 4 melanze, la sciura mi guarda, le guarda e mi chiede “ e adesso?”, “adesso bisogna cuninarle” rispondo io, “come si fa?” mi chiede.
Alla fine ho fatto un impanatura e le ho fritte, io non sono un grande cuoco, ma a una soluzione simile ci poteva arrivare anche lei, da quel giorno, occasionalmente, hanno imparato che anche le melanzane si possono cucinare.
Eppure si trovano abbastanza facilmente al mercato o in giro per la citta'.
Noi stranieri siamo abituati ad accedere a tutto il cibo che vogliamo ma il cubano, per ragioni economiche, ai camarones o al pesce di mare fatica ad arrivare.
Ad aprile il boss e' arrivato a casa con un sacchetto di camarones dal lavoro, vantaggi del ruolo suppongo.
Stessa scena, la sciura mi guarda e io capisco che tocca a me....
Eppure parliamo di una nata nel campo ma che ha vissuto al Vedado per 15 anni.
Questo giusto per fare qualche esempio, le cose a Cuba ci sono, a volte non costano neanche grandi cifre, penso al coniglio ma potrei fare altri esempi.
Il fatto e' che sono abituati a quei 4 cibi messi in croce, da cui e' davvero complicato smuoverli.

25 commenti:

  1. Serie A salvata, anche se sporcata da una partenza ad handicap. Il Tribunale Federale Nazionale ha punito il Parma con 5 punti di penalizzazione da scontare nella massima serie nella stagione 2018/2019 e non con 2 nel campionato cadetto 2017/2018. Sentenza di colpevolezza che riconosce un tentato illecito nei messaggi Whatsapp inviati da Emanuele Calaiò ai giocatori dello Spezia De Col e Terzi tre giorni prima della partita che, insieme al pareggio interno del Frosinone con il Foggia, sancì la promozione diretta in A della formazione ducale.
    Accolte quasi completamente le richieste “subordinate” della Procura Federale che aveva invocato per il Parma una decurtazione di due punti da applicare sulla classifica dello scorso campionato, con relativa permanenza in B, o in “subordine” una penalizzazione di sei punti nella prossima Serie A. Esaudita a metà, invece, la domanda di condanna per Calaiò: squalificato per due anni invece dei quattro invocati dalla Procura. Rischiando di chiudere a 36 anni con il calcio giocato, l’attaccante ricorrerà in appello. Difficile capire se lo farà la Procura Federale, vedendo accolte buona parte delle sue richieste, ancora più enigmatico comprendere quale sarà il prossimo passo del Parma: accontentarsi di un -5 che significa comunque Serie A o giocarsi il tutto per tutto in un nuovo grado di giudizio.
    Martedì, intanto, si aspetta anche la sentenza sul Chievo, deferito per aver scambiato una trentina di giocatori con il Cesena per generare plusvalenze fittizie che avrebbe fruttato ricavi intorno ai 25 milioni di euro. Di 15 punti di penalizzazione sulla classifica finale della scorsa stagione, con conseguente retrocessione in Serie B, la richiesta del procuratore Giuseppe Pecoraro.

    RispondiElimina
  2. Il Parlamento cubano ha approvato la riforma della Costituzione del 1976, redatta da una speciale commissione presieduta dall’ex presidente Raúl Castro – a cui è succeduto Miguel Diaz Canel. Il testo, formato da un preambolo e 224 articoli, è stato presentato in aula sabato 21 luglio e discusso per tre giorni in sessione plenaria. Adesso sarà sottoposto “alla consultazione della gente” – riporta il quotidiano Granma – nel periodo compreso fra il 13 agosto e il 15 novembre 2018. Sono tre le principali novità istituzionali che sono stata approvate nel nuovo testo costituzionali: la scomparsa della parola “comunismo”, l’introduzione della proprietà privata e degli investimenti esteri e l’apertura ai matrimoni tra persone dello stesso sesso.
    L’articolo 5 della Costituzione del ’76 stabiliva che gli sforzi dello Stato, del partito comunista, erano orientati verso “gli alti fini della costruzione del socialismo e dell’avanzata verso la società comunista“. Nel testo riformato si fa riferimento solamente al socialismo. Il presidente dell’Assemblea nazionale Esteban Lazo Hernández ha dichiarato all’aula che “è importante ricordare che molte cose nell’anno 1976 erano differenti, ed il Paese ed il mondo vivevano altre situazioni“, sostenendo che tale decisione era già stata discussa nei congressi del partito – il sesto e il settimo, riporta il Granma – in cui “hanno preso atto della situazione in mutamento“. Ma questo non vuol dire, ha concluso Lazo, che “rinunciamo alle nostre idee, ma soltanto che nella nostra visione pensiamo ad un Paese socialista, sovrano, indipendente, prospero e sostenibile”. Questo punto potrebbe creare delle contraddizioni interne, visto che al momento l’unico partito legittimo a Cuba è proprio quello comunista. Altra novità istituzionale importante è la creazione delle figure del Presidente e vicepresidente della Repubblica e del Primo Ministro, che di fatto guiderà il governo – per cui è stato imposto un limite di due mandati quinquennali.
    In ambito economico, il nuovo testo di riforma riconosce “nuove forme di proprietà, tra le quali quella privata“, ma conserverà “come principio essenziale quello della proprietà socialista del popolo dei mezzi fondamentali di produzione”: il mercato privato può quindi avere un ruolo nell’economia socialista. Circa mezzo milione di cubani hanno già una licenza per gestire piccole imprese private come ristoranti, officine meccaniche e affittacamere: la nuova costituzione cubana sembra fornire una base legale più solida alla riforma economica avviata da Raul Castro che aveva permesso l’apertura alla gestione privata di piccoli settori dell’economia, che in dieci anni ha portato all’aumento dell’impiego nel settore privato del 13%. La riforma riconosce anche l’importanza degli investimenti esteri “per lo sviluppo economico del Paese, con le dovute garanzie“.
    L’ultima importante novità della riforma riguarda l’apertura al matrimonio tra persone omosessuali. Il vecchio testo costituzionale, all’art. 36, faceva infatti riferimento al matrimonio come all’unione volontaria tra “uomo e donna“: adesso, invece, dal testo riformato sparisce la specificazione di genere, definendo l’istituzione come unione volontaria tra “persone”. “Sarebbe una porta aperta per un’ulteriore legalizzazione delle coppie dello stesso sesso”, ha scritto sul suo blog il giornalista e attivista gay Francisco Rodríguez, membro del partito comunista al potere. Il nuovo testo costituzionale include anche il principio di non discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale o di genere, che secondo l’attivista consentirebbe l’adozione di “altre norme giuridiche e altre politiche pubbliche” per proteggere i diritti della comunità Lgbt a Cuba. Diritti che sono stati spesso calpestati dopo la presa del potere da parte di Fidel Castro nel 1959: le minoranze sessuali furono stigmatizzate e gli omosessuali discriminati o soggetti a campi di “rieducazione”. Nel 2010, lo stesso Castro ha riconosciuto le ingiustizie commesse contro gli omosessuali.

    RispondiElimina
  3. Penso di aver avuto fortuna nel pescare una moglie che ama cucinare e che , dalla nonna asturiana , ha imparato la cucina spagnola .
    In Cuba non c'é mai stata la cultura della cucina e se ben ricordo , solo tal Nitza Villapol , in anni passati , era considerata l'Artusi della cucina criolla.
    In periodo especial , penso sia una broma , si diceva che insegnassero a cucinare trapo per piso empanizado :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Forse nella vecchia comunita' italiana esisteva un minimo di cultura culinaria, ma erano pochi...

      Elimina
    2. E i preservativi al posto della mozzarella della pizza.
      LOL

      Elimina
    3. A Tunas, riferite al periodo especial, girano autentiche leggende.
      Si dice che molti siano stati arrestrati per aver rifilato pizze col condom fuso al posto del queso.
      Altri parlano di caldosas insaporite con le suole di scarpe che contenevano cuoio.
      Altri ancora di pranzi con animali in piena putrefazione tanto "con una buona bollitura si risolve tutto.".

      Elimina
    4. Ahahahahaah!
      Sono le stesse che racconta mia moglie.
      Dopo la interrogo, vediamo se ne tira fuori altre.

      Elimina
    5. Chiedile anche dei chupamiao...

      Elimina
  4. Danno poca importanza al cibo,basta riempirsi la pancia. Giuseppe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per loro è importante la quantità a scapito della qualità.
      Anche i loro gusti sono opinabili .... mai visto un cubano preferire un bel pargo al forno che la stramaledetta pierna asada

      Elimina
    2. Giuseppe ci ho messo un po' ma ora la familia...mangia italiano.
      Pasta arrotolata e non tagliata, pasta che non siano solo spaghetti, apprezzamento in parte di sughi senza ciccia e amore per il parmigiano

      Elimina
  5. Gigi oggi a fine pasto mi chiedono "Comiste bien?" e non piu' "Te llenaste?".
    No es lo mismo...

    RispondiElimina
  6. La berenjena...
    Ricordo uno dei miei primi viaggi, una delle prime cene.
    Arriva questo piatto con le melanzane fritte in pastella. Spettacolarmente buone, ancora mi ricordo il sapore.
    Nessuno dei cubani presenti sapeva dire che cosa fosse. Qualcuno azzardò: "PESCAO!"
    Le risate.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti le melanzane quasi nessuno le sa cucinare, trattasi di verdura per loro relativamente nuova.

      Elimina
    2. Per fortuna che io mangiavo da un ex cuoco di Fidel.
      Almeno, uno dei 570.000 che si trovano sull'isola. Ne esonerava più lui che Zamparini.

      Elimina
    3. Un cubano su 3 e' stato cuoco personale di Fidel ahahahaha

      Elimina
    4. ...ed una donna cubana su due è passata dal suo letto :-)

      Elimina
  7. Conoscono solo le viandas che vanno nella caldosa.
    Già la habichuela è una verdura rara in certi posti.

    RispondiElimina
  8. E dire che la melanza non è neanche cara.

    RispondiElimina
  9. hola! diciamo che si orientano più sul gusto duro y puro quindi comida basura e questo si ripercuote sui fisici soprattutto delle nuove generazioni. chao Enrico

    RispondiElimina
  10. Non a caso il diabete impazza...

    RispondiElimina
  11. La cultura culinaria povera è figlia di una cucina limitata negli ingredienti e quindi nelle ricette.
    Alla fine nella maggior parte dei casi si riduce tutto a riso, fagioli, uova, yuca, malanga e pollo.
    Poi molto dipende dal grado di curiosità dell'interlocutore di turno.
    Ho la fortuna di avere una famiglia cubana che si può permettere carne di res tutti i giorni e prepara ricette sempre diverse (Milco lo può confermare sicuramente). Quando a dicembre abbiamo cucinato parmigiana, cotechino e purea, insalata russa, cappelletti panna e prosciutto e tartine burro e salmone affumicato, non ne è avanzata una briciola.
    Per non parlare del pandoro farcito che credo sia durato 25 secondi integro...

    Chiaro che servono anche le attrezzature giuste (forno, sbattitore, frullatore ad immersione, padelle antiaderenti, coltelli affilati), mentre invece loro fanno tutto in arrozera e reina. Anche questo limita le possibilità nella cucina.

    Simone M&S

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' quello che volevo dire.
      Buona parte degli ingredienti per una buona cucina, volendo, si trovano e neanche a carissimo prezzo.
      Certo che se si cucina guardando la novelas i risultati poi sono quelli che sono.

      Elimina
  12. Per quanto riguarda le trasmissioni che parlano di cucina ho la mia teoria. Questi programmi occupano una buona parte dei palinsesti a discapito dei programmi culturali sia perché costano meno sia perché conviene che la gente pensi ad altro, per me sono alla stregua dei reality. Hai mai visto MasterChef o simili? Gente che viene insultata e mortificata dal Cracco di turno per una minima disattenzione. Io prenderei la padella e gliela piegherei in testa altro che.

    RispondiElimina
  13. Se questi li pagano è perche molta gente li guarda...

    RispondiElimina