lunedì 15 agosto 2011
Niño francés recibe tratamiento médico especial en Cuba
PARÍS, 12 de agosto (PL).— Un niño francés que padece una enfermedad motora cerebral, viajó por segunda vez a La Habana para atenderse en el Centro de Restauración Neurológica en Cuba (CIREN), donde ya experimentó progresos esperanzadores.
Valentín Cagno, de 11 años de edad, nació con complicaciones que le provocaron severos retrasos mentales y motores. Durante su atención en diversas instituciones médicas francesas, le diagnosticaron la imposibilidad de mejoría en su caso.
Sin embargo, con el apoyo de la embajada de Cuba en Francia, la aerolínea Cubana de Aviación y el Ministerio de Salud Pública de la Isla, fue remitido al CIREN para su tratamiento, con resultados alentadores el pasado año.
Se trata de un trabajo personalizado característico de la medicina cubana, Valentín se encuentra muy motivado a partir de los extraordinarios progresos alcanzados bajo los cuidados de los médicos cubanos, dijo su madre, María Goretti.
En declaraciones al diario Le Parisien, poco antes de su partida a La Habana, Goretti relató que el niño dibujó un círculo por primera vez en su vida, se sentó y alcanzó la posición de cuatro puntos en su visita inicial.
No conformes con el punto de vista de los galenos que lo atendieron en Francia, sus padres decidieron probar suerte en Cuba.
La comisión médica del CIREN analizó la historia clínica del paciente y determinó que existía la posibilidad de mejorar sustantivamente la calidad de vida de Valentín, pese a que su capacidad mental es equivalente a un bebé de 16 meses.
RAVE PARTY
Ieri sera per il ferragosto,come dicevo,mega festa in spiaggia,a 500 mt da noi fuochi accesi musica a palla...un Rave party.
Eravamo stati avvisati tanto che la security del villaggio,5 rumeni con facce da far paura ai corpi speciali russi,vigilava.
Verso le 2 sono arrivati barcolando 4/5 porcherie umane,ubriache o chissa' cosa.
Una ragazza avra' avuto 16 anni coi capelli blu,un tipo coi capelli da mohicano e altre 3 schifezze.
la sicurezza si e' avvicinata,ma marcava comunque male per loro in struttura ci sono romani,baresi e napoletani con famiglia a cui e' bene non cagare il cazzo,e ha detto loro di girare larghi.
Uno ha iniziato a vomitare e un rumeno lo ha preso di peso e lo ha allontanato.
A fine festa,dopo le 3 rientravo a prendere la macchina per tornare a S.Benedetto e ne ho visti alcuni fatti come cocchi disseminati lungo la sterrata che portava alla loro spiaggia.
Mi chiedo senza voler giudicare nessuno...perche'?
Perche' per divertirsi bisogna ridursi cosi' di alcool e droga,ma poi e' davvero divertirsi?
Saranno discorsi da persona avanti negli anni ma io coi divertimenti ci campo e mi chiedo davvero perche'.
Una delle cose buone della Rivoluzione cubana e' l'aver tirato su,tolti rari casi,una gioventu' comunque sana e senza queste minchiate per la testa.
Se mi sale un figlio cosi' giuro che lo elimino.
Eravamo stati avvisati tanto che la security del villaggio,5 rumeni con facce da far paura ai corpi speciali russi,vigilava.
Verso le 2 sono arrivati barcolando 4/5 porcherie umane,ubriache o chissa' cosa.
Una ragazza avra' avuto 16 anni coi capelli blu,un tipo coi capelli da mohicano e altre 3 schifezze.
la sicurezza si e' avvicinata,ma marcava comunque male per loro in struttura ci sono romani,baresi e napoletani con famiglia a cui e' bene non cagare il cazzo,e ha detto loro di girare larghi.
Uno ha iniziato a vomitare e un rumeno lo ha preso di peso e lo ha allontanato.
A fine festa,dopo le 3 rientravo a prendere la macchina per tornare a S.Benedetto e ne ho visti alcuni fatti come cocchi disseminati lungo la sterrata che portava alla loro spiaggia.
Mi chiedo senza voler giudicare nessuno...perche'?
Perche' per divertirsi bisogna ridursi cosi' di alcool e droga,ma poi e' davvero divertirsi?
Saranno discorsi da persona avanti negli anni ma io coi divertimenti ci campo e mi chiedo davvero perche'.
Una delle cose buone della Rivoluzione cubana e' l'aver tirato su,tolti rari casi,una gioventu' comunque sana e senza queste minchiate per la testa.
Se mi sale un figlio cosi' giuro che lo elimino.
CAMBIO DE BOLETO
La prossima settimana faro' un cambio di boleto.
L'altro giorno parlando col boss dell hotel di Roseto ho scoperto che ha 2 agenzie di viaggio in zona,gli ho detto della mia passione per una certa isola e lui mi fa avere,a un prezzo indecente,un boleto sempre per il 25 settembre ma su Holguin e non su La Habana.
Cosi' annullero' quello di Iberia,paghero' una penale che sara' sempre inferiore al costo per arrivare a Tunas dalla capital e risparmiero' parecchio perche' il prezzo che mi ha fatto e' davvero ottimo.
Ogni tanto un po' di culo non fa male.
Ho sentito ieri Tunas tutto bene, gran caldo e solite cose
BUON FERRAGOSTO
Finalmente ferragosto.
Oggi ultimo giorno di follia anche se il gran casino e finito con stanotte,notte finita alle 4 del mattino dopo gran festa in spiaggia con annessi e connessi.
Domani mattina salgo nelle altre strutture al nord per qualche ora poi rientro a casa direi quasi definitivamente.
Faro' ancora una vuelta giusto il primo week end di settembre per titrare le file delle chiusure e poi anche questa estate andra' in archivio.
Sono 3 mesi che vivo come una sorta di zingaro in giro,mangio male,stanotte ho cenato alle 4 con un camogli in autostrada,e mi alleno come posso.
Ora mi ci vuole un mese old style per rimettermi a posto.
Comunque tanta gente in giro,locali pieni,gnocca fiumi e oggi gavettoni a mille.
Il solito ferragosto.
sabato 13 agosto 2011
AUGURI COMANDANTE!!!
Oggi il Comandante Fidel Castro compie 85 anni, una vita spesa per il popolo cubano e per le idee di vera giustizia e solidarietà. A Fidel, alla Rivoluzione e al Partito Comunista Cubano giungano i migliori auguri della Direzione Nazione di Comunisti Sinistra Popolare.
SERATONA
Un paio di ore a faremo Cats qua' al Pineto,dico faremo ma io l'ho fatto 20 anni fa e mi limito a stare dietro il mixer,manca solo piu' che mi metto a ballare.
Ho uno staff con ben 3 ballerine vere e di conseguenza coinvolgendo un po' di ragazzi in vacanza hanno montato lo show,io ho procurato i costumi scuoiando qualche felino...e il gioco e' fatto.
Mi aspettano 3 giorni di trincea,ma e' normale,daro' una mano qua' ma senza perdere d'occhio le altre strutture poi ,a buriana finita non e' detto che non rientri alla base prima del tempo,in fondo va tutto bene e sono in giro da mesi.
Comunque seratona...
Un eroe cubano che compie gli anni fa gli auguri al Comandante in capo
L’Avana, 12 ago Oggi Renè Gonzalez, uno dei Cinque eroi prigionieri politici dell’impero, che compie gli anni domani, invia i suoi auguri, al Comandante in Capo, che domani, anche lui, compie un anno in più, ed esattamente 85 primavere.Tanti auguri ed un abbraccio enorme, Fidel! Nuovamente, la parte migliore dell'umanità si rallegra, che questa data ci ricorda, un'altra volta, il privilegio di averlo tra noi. Il mondo è cambiato molto in questi 85 anni; ed in questo lasso di tempo, l'orma lasciata da un figlio, che qualche imperatore di paccottiglia potrebbe chiamare “un oscuro angolo del mondo”, si è eretto in una trincea di speranza che oggi, generazioni posteriori, difendiamo, ispirati nel suo esempio, con orgoglio e determinazione. Quanti angoli del mondo starebbero nell'oscurità senza quell'illuminazione in Biran, 85 anni fa! Oggi, quando sovranamente il nostro popolo perfeziona la sua alternativa al capitalismo predatore, inumano e decadente; e nell'esempio di Cuba, Nostra America si incorpora per reclamare il suo destino, quello che lei deve accompagnarci per vederlo, perché è un atto di giustizia storica ed un regalo meritato di compleanno. Le faccio gli auguri per tutto questo con allegria, dalla crudele prigione in cui mi ha accompagnato sempre il suo spirito. Un abbraccio |
UN GOVERNO DI DISPERATI
IL GOVERNO della dissipazione ha infine raffazzonato la manovra della disperazione. Come i peggiori esecutivi andreottiani della Prima Repubblica, costretti a turare in extremis gli allegri buchi di bilancio, buttavano giù in tutta fretta i decretoni di Natale, così anche il gabinetto di guerra berlusconiano, obbligato dal direttorio franco-tedesco e dal board della Banca centrale europea, improvvisa il suo decretone d'agosto. Quarantacinque miliardi "aggiuntivi" di tasse e di tagli, dicono Berlusconi e Tremonti, per accentuare il peso simbolico dello "sforzo" di fronte alla business community. In realtà si tratta di misure che solo in minima parte si sommano, mentre in massima parte si integrano e anticipano la "prima rata" di norme, già evanescenti nel merito e urticanti nel metodo, varate a metà luglio. È il prezzo da pagare all'improvvisazione politica, come i fatti di questi tre anni dimostrano, e non certo alla speculazione finanziaria, come la vulgata governativa si affanna a far credere.
È un prezzo altissimo. Nella quantità: una manovra complessiva che, sia pure su base pluriennale, si avvicina ai 50 miliardi di euro, non ha precedenti nella storia repubblicana. Nella qualità: una stangata che, sia pure con un qualche apparente rispetto del principio di progressività del prelievo, ruota per tre quarti sull'aumento della pressione fiscale, ha precedenti forse solo nella storia sudamericana. Per fortuna che questo dice di essere il governo che "non mette le mani nelle tasche degli italiani". Berlusconi e Tremonti continuano a ripetere che "in cinque giorni tutto è cambiato e tutto è precipitato". Sappiamo bene che non è così. Tutto sta cambiando dall'inizio della crisi globale del 2007, con il crac dei mutui subprime americani. Tutto sta precipitando dall'inizio della crisi europea del 2010, con il crac del debito irlandese e poi di quello greco. Tutto sta precipitando dall'inizio della crisi occidentale del 2011, con il fantasma della double dip recession che soffoca Stati e mercati. Non averlo capito per tempo è la colpa più grave e imperdonabile che il governo italiano si porta dietro. E che ora si scarica sugli italiani, già provati da una caduta del reddito, del risparmio e dell'occupazione senza paragoni con il resto di Eurolandia, e adesso obbligati a questo drammatico supplemento di sacrifici.
La vera e unica novità di questa stangata è il cosiddetto "contributo di solidarietà" per i redditi più alti. Una misura che, nella forma, vorrebbe ricordare l'eurotassa introdotta dal governo Prodi nel '96 per raggiungere il traguardo di Maastricht. Ma nella sostanza la nuova norma è mal congegnata, e alla fine ha il solito sapore "di classe", come tutte le scelte fatte dai liberisti alle vongole cresciuti nell'allevamento di Arcore. La scelta di aggredire l'Irpef penalizza soprattutto il lavoro dipendente. La soglia scelta per il doppio prelievo fa sì che a pagare siano pochi "super-ricchi" (511 mila italiani, cioè l'1,2% dei contribuenti secondo la Cgia di Mestre). E il tetto scelto per i lavoratori autonomi (55 mila euro l'anno) fa sì che all'imposta straordinaria sfuggirà la stragrande maggioranza di chi già evade abbondantemente le tasse (e infatti dichiara in media poco meno di 30 mila euro l'anno). Dunque, l'intenzione del governo poteva anche essere buona, ma la realizzazione è pessima sul piano pratico, e discutibile sul piano etico.
Per il resto la stangata è una miscela caotica di vuoti e di pieni, che conferma l'impianto sostanzialmente regressivo seguito dalla maggioranza in questi tre anni. Da un lato, il carniere del rigore è sicuramente pieno per quanto riguarda il ceto medio, che sopporta da solo quasi l'intero onere del risanamento. È ceto medio il pubblico impiego che, ancora una volta, è il perno ideologico intorno al quale ruota la politica economica del centrodestra: dal Tfr agli straordinari, i dipendenti pubblici sono anche oggi la vittima sacrificale di una coalizione che si accanisce senza pietà contro le categorie che non la votano. È ceto medio l'universo dei pensionati, che tra disincentivi all'anzianità e anticipo dell'età delle donne, subisce un altro colpo necessario ma pesante, perché non bilanciato da una degna politica attiva del Welfare. Dall'altro lato, il carniere del rigore è altrettanto pieno per quanto riguarda i ministeri e gli enti locali, che patiscono il danno più devastante perché accompagnato dalla beffa del federalismo, ormai un feticcio virtuale persino per Bossi. Dopo la mannaia indiscriminata dei tagli lineari, il colpo di scure su dicasteri, regioni e comuni si accelera rispetto alla tempistica già prevista nel pacchetto di luglio: nulla di nuovo, dunque, ma l'esito non potrà non essere l'aumento dei tributi locali e l'azzeramento dei servizi sul territorio. Se è vero che c'è da soffrire (ed è doveroso farlo, perché il Paese ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità e chi lo governa ha fatto di tutto per non farglielo capire) è anche vero che non possono soffrire sempre gli stessi.
Ma quello che abbaglia di più, in questa manovra dell'emergenza agostana, sono i vuoti. Il primo vuoto riguarda i famosi tagli ai "costi della politica". Ancora una volta l'improntitudine di questa casta berlusconiana ha tradito tutte le già malriposte attese della vigilia. C'è finalmente una sforbiciata delle province e l'accorpamento dei piccoli comuni (merce inutilmente "svenduta" nella campagna elettorale del 2008). Ma per il resto, tra stipendi pensioni e benefit dei parlamentari, c'è poco e niente, a parte il modestissimo "obolo" sulla tassa di solidarietà raddoppiata per deputati e senatori e la trasformazione dei loro viaggi in business class in voli in economy. Il secondo vuoto, che conferma la visione corporativa e aziendalista di questa maggioranza, riguarda la cosiddetta "patrimoniale": l'unica forma di imposizione che, se ben architettata, avrebbe potuto far pagare davvero chi ha di più e lo nasconde, e che avrebbe dato un segno di vera equità a una manovra altrimenti squilibrata. E non bastano, a bilanciare questa assenza che salva ancora una volta gli evasori, norme pur sacrosante come la tracciabilità delle operazioni sopra i 2.500 euro, che Prodi e Visco avevano introdotto nel 2006 e che il Cavaliere aveva voluto colpevolmente eliminare all'inizio della sua legislatura perché le considerava "leggi di stampo sovietico".
Ma il vero vuoto più clamoroso e più rovinoso di questa manovra riguarda, anche stavolta, il sostegno alla crescita dell'economia e alla produzione della ricchezza. È l'aspetto più inquietante e deprimente di questa stagione politica, marchiata a fuoco da una leadership inconsistente e imbarazzante che a tutto ha pensato fuorché agli interessi del Paese. Senza un'idea e senza un progetto per lo sviluppo, questa stangata estiva, che pure andava fatta, non potrà che generare nuova recessione, e aggiungere declino al declino. Tutti gli stati dell'Eurozona stanno somministrando cure da cavallo ai propri popoli. La differenza è che insieme ai sacrifici quei Paesi sanno costruire anche i benefici, mentre in Italia ci sono solo i primi senza i secondi. Occorreva dire la verità, agire prima e dotarsi di una politica. Così si uccide un'economia. "Gronda il sangue dal cuore, ma dovevamo farlo", ha detto il premier in conferenza stampa alla fine del Consiglio dei ministri. Se è vero, è sangue di coccodrillo.
È un prezzo altissimo. Nella quantità: una manovra complessiva che, sia pure su base pluriennale, si avvicina ai 50 miliardi di euro, non ha precedenti nella storia repubblicana. Nella qualità: una stangata che, sia pure con un qualche apparente rispetto del principio di progressività del prelievo, ruota per tre quarti sull'aumento della pressione fiscale, ha precedenti forse solo nella storia sudamericana. Per fortuna che questo dice di essere il governo che "non mette le mani nelle tasche degli italiani". Berlusconi e Tremonti continuano a ripetere che "in cinque giorni tutto è cambiato e tutto è precipitato". Sappiamo bene che non è così. Tutto sta cambiando dall'inizio della crisi globale del 2007, con il crac dei mutui subprime americani. Tutto sta precipitando dall'inizio della crisi europea del 2010, con il crac del debito irlandese e poi di quello greco. Tutto sta precipitando dall'inizio della crisi occidentale del 2011, con il fantasma della double dip recession che soffoca Stati e mercati. Non averlo capito per tempo è la colpa più grave e imperdonabile che il governo italiano si porta dietro. E che ora si scarica sugli italiani, già provati da una caduta del reddito, del risparmio e dell'occupazione senza paragoni con il resto di Eurolandia, e adesso obbligati a questo drammatico supplemento di sacrifici.
La vera e unica novità di questa stangata è il cosiddetto "contributo di solidarietà" per i redditi più alti. Una misura che, nella forma, vorrebbe ricordare l'eurotassa introdotta dal governo Prodi nel '96 per raggiungere il traguardo di Maastricht. Ma nella sostanza la nuova norma è mal congegnata, e alla fine ha il solito sapore "di classe", come tutte le scelte fatte dai liberisti alle vongole cresciuti nell'allevamento di Arcore. La scelta di aggredire l'Irpef penalizza soprattutto il lavoro dipendente. La soglia scelta per il doppio prelievo fa sì che a pagare siano pochi "super-ricchi" (511 mila italiani, cioè l'1,2% dei contribuenti secondo la Cgia di Mestre). E il tetto scelto per i lavoratori autonomi (55 mila euro l'anno) fa sì che all'imposta straordinaria sfuggirà la stragrande maggioranza di chi già evade abbondantemente le tasse (e infatti dichiara in media poco meno di 30 mila euro l'anno). Dunque, l'intenzione del governo poteva anche essere buona, ma la realizzazione è pessima sul piano pratico, e discutibile sul piano etico.
Per il resto la stangata è una miscela caotica di vuoti e di pieni, che conferma l'impianto sostanzialmente regressivo seguito dalla maggioranza in questi tre anni. Da un lato, il carniere del rigore è sicuramente pieno per quanto riguarda il ceto medio, che sopporta da solo quasi l'intero onere del risanamento. È ceto medio il pubblico impiego che, ancora una volta, è il perno ideologico intorno al quale ruota la politica economica del centrodestra: dal Tfr agli straordinari, i dipendenti pubblici sono anche oggi la vittima sacrificale di una coalizione che si accanisce senza pietà contro le categorie che non la votano. È ceto medio l'universo dei pensionati, che tra disincentivi all'anzianità e anticipo dell'età delle donne, subisce un altro colpo necessario ma pesante, perché non bilanciato da una degna politica attiva del Welfare. Dall'altro lato, il carniere del rigore è altrettanto pieno per quanto riguarda i ministeri e gli enti locali, che patiscono il danno più devastante perché accompagnato dalla beffa del federalismo, ormai un feticcio virtuale persino per Bossi. Dopo la mannaia indiscriminata dei tagli lineari, il colpo di scure su dicasteri, regioni e comuni si accelera rispetto alla tempistica già prevista nel pacchetto di luglio: nulla di nuovo, dunque, ma l'esito non potrà non essere l'aumento dei tributi locali e l'azzeramento dei servizi sul territorio. Se è vero che c'è da soffrire (ed è doveroso farlo, perché il Paese ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità e chi lo governa ha fatto di tutto per non farglielo capire) è anche vero che non possono soffrire sempre gli stessi.
Ma quello che abbaglia di più, in questa manovra dell'emergenza agostana, sono i vuoti. Il primo vuoto riguarda i famosi tagli ai "costi della politica". Ancora una volta l'improntitudine di questa casta berlusconiana ha tradito tutte le già malriposte attese della vigilia. C'è finalmente una sforbiciata delle province e l'accorpamento dei piccoli comuni (merce inutilmente "svenduta" nella campagna elettorale del 2008). Ma per il resto, tra stipendi pensioni e benefit dei parlamentari, c'è poco e niente, a parte il modestissimo "obolo" sulla tassa di solidarietà raddoppiata per deputati e senatori e la trasformazione dei loro viaggi in business class in voli in economy. Il secondo vuoto, che conferma la visione corporativa e aziendalista di questa maggioranza, riguarda la cosiddetta "patrimoniale": l'unica forma di imposizione che, se ben architettata, avrebbe potuto far pagare davvero chi ha di più e lo nasconde, e che avrebbe dato un segno di vera equità a una manovra altrimenti squilibrata. E non bastano, a bilanciare questa assenza che salva ancora una volta gli evasori, norme pur sacrosante come la tracciabilità delle operazioni sopra i 2.500 euro, che Prodi e Visco avevano introdotto nel 2006 e che il Cavaliere aveva voluto colpevolmente eliminare all'inizio della sua legislatura perché le considerava "leggi di stampo sovietico".
Ma il vero vuoto più clamoroso e più rovinoso di questa manovra riguarda, anche stavolta, il sostegno alla crescita dell'economia e alla produzione della ricchezza. È l'aspetto più inquietante e deprimente di questa stagione politica, marchiata a fuoco da una leadership inconsistente e imbarazzante che a tutto ha pensato fuorché agli interessi del Paese. Senza un'idea e senza un progetto per lo sviluppo, questa stangata estiva, che pure andava fatta, non potrà che generare nuova recessione, e aggiungere declino al declino. Tutti gli stati dell'Eurozona stanno somministrando cure da cavallo ai propri popoli. La differenza è che insieme ai sacrifici quei Paesi sanno costruire anche i benefici, mentre in Italia ci sono solo i primi senza i secondi. Occorreva dire la verità, agire prima e dotarsi di una politica. Così si uccide un'economia. "Gronda il sangue dal cuore, ma dovevamo farlo", ha detto il premier in conferenza stampa alla fine del Consiglio dei ministri. Se è vero, è sangue di coccodrillo.
NO...IL SOROA NO!
Pare che molte delle persone che a Tunas abbiano aperto delle cafeterie in casa ora stiano restituendo la licenza perche'...non da' negozio.
La cosa e' piuttosto ovvia,e il problema sostanzialmente e' dato dal fatto che piu' o meno tutte offrono le stesse cose agli stessi prezzi
Cioe' tutti hanno i soliti 2 tipi di bocaditos,le solite bevande colorate col bicho,i soliti dolcetti e le solite menate.
Nessuno si differenzia dall'altro e anche i prezzi sono uguali.
Il problema e' che tutti devono comprare le cose nei soliti posti e al solito prezzo,se io voglio bermi un bicchiere di vino per aperitivo con le cagate da mangiare in stile italiano dove vado?
Questo e' il vero problema,se non ti differenzi e non dai qualcosa di diverso,magari anche un pelino piu' caro,come fai a fare la differenza?
Posso per aperitivo bermi un bicchiere di Soroa?
Tanto vale che vado all'oro negro e mi bevo la gazolina...
In questi giorni vedo tante ma tante famigliole qua' al mare,marito,moglie 2 figli,borse ,borsoni,sacche coi giochi per i piccoli eccc...
Tutti di gran carriera verso il mare.
La loro sudata e,si presume,meritata,vacanza.
Ogni tanto mi viene da pensare che potevo essere al posto di uno di quei tanti mariti con la faccia non felice,diciamocelo,che mi capita di vedere.
Una vita normale,avrei potuto essere uno dei tanti statali di questo paese,uno scontento professore di educazione fisica in qualche liceo,un lavoretto in qualche palestra per arrotondare,una moglie che forse non amerei piu' o che non avrei comunque mai amato,2 figli che forse sarebbero la cosa da salvare ma non sono del tutto sicuro,una casa,un cane un suv e una vita pianificata e delineata.
Cuba sarebbe un paese lontano dove regnano 2 fratelli e di cui leggerei ogni tanto qualcosa su un giornale scuotendo la testa.
Le cose sono andate in modo diverso,le scelte sono state differenti.
Non ho moglie ma una ragazza di 20 anni a Cuba e un inciucino con una di 19 qua',ho un lavoro che e' bellissimo ma che vuol dire camminare sempre su terreni friabili,se va bene va bene davvero ,se va male sono cazzi.
Ho una casa e quella resta,non ho un cane,non piu',ho una macchina normale e uno scooter.
Passo 3/4 mesi ogni anno in un paradiso tropicale facendo la vita che voglio.
Sono felice...mah...la felicita' e' questione di attimi mai di giorni,diciamo che ancora una volta Gramellini ha ragione...siamo tutti appollaiati al nostro ramo sperando che l'albero non crolli.
Di sicuro c'e' che non vorrei essere al posto di quei mariti.
venerdì 12 agosto 2011
Maradona reitera su cariño por Fidel y pide “vida suficiente” para Chávez

Maradona, Fidel y Chávez en un encuentro reciente en La Habana. Foto: Estudios Revolución
En una entrevista que publica hoy la revista ‘La garganta poderosa’, el astro futbolístico reivindicó la gestión de la presidenta argentina, Cristina Fernández, y dijo que la reelección del alcalde de Buenos Aires, Mauricio Macri, demuestra “lo mal” que están los habitantes de la capital del país.
El ex seleccionador argentino dijo que Fidel “es el único tipo” que respeta “como político porque se jugó la vida y es el padre de todas las revoluciones que emprenda la gente que quiera salir adelante”.
“En Cuba no tienen lujos, ni plasmas a color, pero comen todos. Y esos que critican a Fidel son los mismos que iban a esclarecer el atentado contra la (mutualista judía argentina) AMIA. ¿De qué me hablás, americano?”, se preguntó.
“A Fidel los yanquis lo han querido matar cada día y medio, pero no han podido. Cada vez que lo mató la CNN, lo llamé y me atendió”, puntualizó.
“Hay que hacerle un monumento grande como una casa (…) Vive para el pueblo”, consideró ‘Pelusa’ antes de opinar que Cuba, donde él vivió cuatro años, es “el ejemplo a seguir”.
También pidió “que Dios dé vida suficiente a Hugo Chávez para que con Fidel puedan seguir luchando contra el gran poder que es Estados Unidos”, y en ese sentido criticó a su presidente, Barack Obama, al señalar que “transó (acordó) con todo el mundo”.
“Pero (George) Bush fue el peor. En Cuba tenía la foto de (Bill) Clinton en la tapa del inodoro. Un día que vino a visitarme Fidel le dije: ‘¡Mirá dónde lo tengo!’. Y él me respondió que el que venía era peor, por Bush. Y no se equivocó”, recordó Maradona.
Al reivindicar al Gobierno argentino, sostuvo que Cristina Fernández “está abriendo puertas que antes eran muy difíciles de abrir”. “En eso hay que darle la derecha”, sentenció.
Sobre Macri recordó que, aunque está “denunciado” por una causa sobre escuchas telefónicas ilegales, consiguió hace dos semanas ser reelegido como alcalde de Buenos Aires, lo que, a su juicio, demuestra “lo mal” que están los habitantes de la ciudad.
“Me pregunto quién lo votó… El tipo hizo todo mal, es un hijo de papá que no sabe nada y se da el lujo de hablar de la pobreza o de lo mal que está Argentina. Ni vengas a meterme los dedos en la nariz, si nunca te lustraste los zapatos”, apuntó.
FACCIO UNA PROMESSA
«Signori Senatori, Signori Deputati. Prima di enunciare i sacrifici che chiederemo ai nostri datori di lavoro, gli italiani, vorrei rammentarvi un aneddoto di 140 anni fa che ha per protagonista il mio predecessore più illustre, Quintino Sella, anche lui alle prese con il totem del Pareggio Di Bilancio. Recatosi alla Camera per esporre i suoi celebri tagli “fino all’osso”, l’illustre ministro propose come atto preliminare una sforbiciata allo stipendio dei parlamentari. Qualcuno gli fece notare che sarebbe stato un risparmio ben misero, se paragonato all’entità monumentale della manovra. Non ho trovato il testo stenografico della risposta di Sella, ma testimonianze unanimi riferiscono che il senso fu questo: “Lo so bene. E però toglierci qualche soldo dalle tasche ci permetterà di guardare in faccia i contribuenti mentre li toglieremo a loro. Una classe dirigente deve dare l’esempio”. Lo fecero fuori alla prima occasione. Ma dopo un secolo e mezzo lui è ancora Quintino Sella. Mentre noi cosa saremo, anche solo fra sei mesi, se ci ostineremo a rimanere sganciati dalla vita dei cittadini comuni? Sono qui a chiedervi di compiere un gesto. Minimo, purché immediato. Dimezzarci lo stipendio. O almeno raddoppiare i prezzi del ristorante del Senato, dove la spigola con radicchio e mandorle costa 3 euro, e le penne all’arrabbiata 1,60. Altrimenti, Signori, la gente diventerà così arrabbiata che le penne finiranno per spiumarle a noi».
(Brano, misteriosamente scomparso, del discorso pronunciato ieri mattina dal ministro Tremonti davanti alle commissioni parlamentari).
IL SOLITO AGOSTO
A Cuba non c'e' solo chi passa 20 ore al giorno di fronte a un pc ma anche chi lavora alacremente.
La costruzione procede e anche in modo spedito anche perche' il padrastro a meta' settembra ha l'invitation per l'Equador e quindi e' bene che muova,e rapidamente,il culo.
Mi dicono che faccia un gran caldo,cosa assolutamente normale in questa stagione,per anni mi sono fatto i canonici 15 giorni a fine stagione,meta' settembre,e ho sempre trovato un caldo dell'ostia.
Al momento di tutte le promesse fatte ancora nulla,o quasi,e' stato messo in pratica ma sappiamo bene che i tempi cubani non sono celerissimi quandi aspettiamo anche noi come loro di vedere che succede.
Al momento gli scooter de renta a Tunas sono le stesse merde di sempre,solo con migliaia di km in piu' rispetto ad aprile e col buon Alberto che non sa piu' cosa inventarsi per tenere insieme i pezzi che oramai vanno ognuno per conto proprio.
La citta' e' piena di turisti e vuota di tuneri come ogni estate,chi ha un parente da qualche altra parte lo va a trovare anche solo per togliersi dalla canicola cittadina.
Il solito agosto di sempre....
MEDIO EVO
Questa sera alle 19 ci sara' il consiglio dei ministri con le nuove manovre della nuova manovra che segue la manovra di 2 settimane fa.
Alla radio sentivo che una delle cose che sara' permesso fare e' di licenziare liberamente.
Aspetto di vedere come e quando sara' applicata questa porcheria che ci riporta all'eta' delle barbarie.
Non voglio crederci.
Decenni di conquiste dei lavoratori,di lotte,sudore,lacrime e sangue che in una torrida estate finiscono nel cesso come se nulla fosse.
Come sara' applicata questa porcheria?
Se la segretaria non l'ha da' al datore di lavoro sara' licenziata,se l'operaio rumeno del cantire non accetta 10 ore al giorno a 500 euro al mese sara' lasciato a casa?
A questo punto ogni ricatto sara' permesso,ogni vessazione ogni minaccia sara' consentita.
Davvero sta' tornando il medio evo...
Alla radio sentivo che una delle cose che sara' permesso fare e' di licenziare liberamente.
Aspetto di vedere come e quando sara' applicata questa porcheria che ci riporta all'eta' delle barbarie.
Non voglio crederci.
Decenni di conquiste dei lavoratori,di lotte,sudore,lacrime e sangue che in una torrida estate finiscono nel cesso come se nulla fosse.
Come sara' applicata questa porcheria?
Se la segretaria non l'ha da' al datore di lavoro sara' licenziata,se l'operaio rumeno del cantire non accetta 10 ore al giorno a 500 euro al mese sara' lasciato a casa?
A questo punto ogni ricatto sara' permesso,ogni vessazione ogni minaccia sara' consentita.
Davvero sta' tornando il medio evo...
giovedì 11 agosto 2011
Un albero nella tempesta
| MASSIMO GRAMELLINI | |||||||
| Sbircio gli ultimi aggiornamenti da Wall Street e intanto mi chiedo quando mai mi era importato qualcosa di Wall Street, dove di mio non ho investito neanche un hot-dog. Ma non ho tempo per rispondermi: abbiamo un problema a Parigi, scricchiolano i titoli di Stato francesi e capisco che è una bruttissima notizia anche per me, che non sono francese e ignoro come sia fatto un titolo di Stato francese. E Francoforte? Tutto bene lassù, fratelli? Cercate di tenere duro almeno voi. Già che ci sono, mando un sms a un amico di Londra per sincerarmi che i coetanei incappucciati di Harry Potter non gli abbiano ancora devastato il tinello e completo il giro del mondo in ottanta ansie con un pensiero per la Norvegia: il fascista paranoico è sempre sepolto in galera, vero? Rientrato mentalmente a casa, mi precipito sulle immagini dei tg dedicate alla riunione di palazzo Chigi: fanno un po’ meno paura. So che quelle decine di persone stipate in una stanza arroventata mi daranno nei prossimi giorni qualche dispiacere, ma sarà comunque un pizzicotto, rispetto a ciò che potrebbe arrivarmi addosso dal resto del pianeta. Questa estate Fine di Mondo sta trasformando la globalizzazione da un blabla di banchieri in una realtà che percepisco fin dentro le ossa. Per ora solo come un’esperienza negativa, ma la prima esperienza di qualcosa è spesso negativa. Comincio faticosamente a capire che non vivo più su un alberello isolato e protetto dal filo spinato, ma che sono seduto su uno dei tanti rami di un unico albero sconquassato dai venti. Giuro che proverò a ricordarmene anche quando la tempesta sarà passata. | |||||||
Tumba Francesa
De cuando el minué se fue de tumba
| MARIO JORGE MUÑOZ LOZANO | |
Esta es un poco la historia de una agrupación santiaguera que ha protegido una tradición por más de 140 años, recientemente declarada por la UNESCO Patrimonio Intangible de la Humanidad. "José Rufino Benet tenía diez años cuando Antonio Maceo se lo encontró tomando agua a la orilla de un río. El General lo vio solo y le propuso ser su ayudante. El niño le dijo que sí. Fue su asistente personal durante la Primera Guerra. Regresó a casa con 20 años. Luego se casó con Nemencia Danger, que había nacido en el campo, pero que no fue esclava porque el padre compró su libertad estando en el vientre de su madre. Cuando la conoció ella bailaba ya en la Tumba Francesa. Esa era mi bisabuela. Murió de 115 años en 1964. "Su hija, Tecla, también estuvo en la agrupación hasta 1988, cuando falleció a la edad de 94 años. Y mi mamá, Emelina, hija de Tecla, también fue integrante de la Tumba hasta hace seis años, cuando murió. Aquí están hoy mis dos hermanas, mi esposo, mi sobrino y mi hija, que es la mayorala de plaza (primera bailarina). "Los cantos los aprendí oyendo, a través de mi abuela, de mi papá, de mi tía. Antes, la Tumba Francesa no admitía a niños, ni siquiera podían ponerle la mano encima a un tambor. Solo podían integrarla personas mayores de 30 años. Eran demasiado reservados. Pero mirando desde la cocina, escondidas, mi hermana y yo aprendimos. Nadie nos enseñó. A partir de 1961 se permitió que entraran los niños. Mi nombre es Andrea Quiala Benet, tengo 58 años, llevo 42 años en el grupo, ahora soy cantadora y la segunda presidenta de la Sociedad Tumba Francesa La Caridad de Oriente." Habla con pena. Timidez y humildad se reflejan en su rostro. Para ella, es apenas la historia de su familia. Trato de convencerla de la importancia que tiene su testimonio para la historia de la cultura cubana. Conversamos en la sede de la agrupación, ubicada en el número 501 de la calle Los Maceos, esquina a San Bartolomé, en la añeja barriada de Los Hoyos, considerada el asiento más importante de la población negra y mestiza en Santiago de Cuba, donde con mayor fuerza se conservaron las tradiciones africanas (sociedades negras, como los cabildos lucumí, congo y carabalí que se concentraron en el lugar). En una de las esquinas de la sala se levanta el altar a la Virgen de la Caridad del Cobre (Ochún), el resto de las paredes están adornadas por reconocimientos, diplomas y viejas fotos que recuerdan la trayectoria de la agrupación, fundada el 24 de febrero de 1862, entonces con el nombre de Sociedad La Fayette, en honor a un general francés que luchó por la libertad en América y un día, al llegar al puerto de Santiago, fue recibido por el baile de la Tumba Francesa. No es hasta 1905 que toma el nombre de Sociedad Tumba Francesa La Caridad de Oriente. Sonrientes, con sus bellas batas, las mujeres, y sonando sus tambores, los hombres; ahí están los rostros negros de Yoya, Arcadio, Josefa, Consuelo, Candiosa, Nemecia, Tecla, Emelina… imágenes deterioradas por el tiempo de la extensa prole de los Benet, una de las familias que desde hace más de cien años no se ha apartado de la agrupación. La vieja residencia los acoge desde 1961; antes, la sociedad pasó por diferentes locales que debieron ser abandonados cuando no alcanzaba el dinero para pagar el alquiler. "Con el triunfo de la Revolución, el gobierno nos dio esta casa. A partir de ahí no hemos tenido que movernos más. Se acabó toda esa lucha, las correderas, los cambios de aquí para allá. La Tumba dependía de lo que pudieran dar sus propios integrantes. Y antes la vida era muy dura. A pesar de llevar tiempo en un lugar, cuando no se podía pagar había que moverse", comenta Flavio Figueroa Padilla, de 64 años, quien entró a la agrupación hace 38 años y hoy es su primer presidente. Andrea advierte que han sido muchos los hijos de Santiago, en especial de Los Hoyos, que han pasado durante todo este tiempo por la agrupación, incluidos algunos, también de origen francés, como los Boudet y los Duvergel. Flavio agrega que "cuando decimos Tumba Francesa estamos diciendo patria, porque por aquí pasaron próceres de la Guerra de Independencia, como Antonio Maceo, miembro de esta sociedad, Quintín Bandera y Guillermón Moncada, entre otros". Mantuvieron sus costumbres, protegieron sus raíces, los ancestros. Escuchaban y observaban a los ancianos. Lo aprendido se lo trasladaron a sus hijos. La mayoría nunca supo que haciéndolo preservaron para la posteridad rasgos distintivos de nuestra cultura popular tradicional. Precisamente, toda esa historia, sembrada entre plantaciones y cafetales, alimentada de tradición durante más de 140 años por la fusión de tantos hombres y mujeres de distintos orígenes, es lo que ha hecho que la Sociedad Tumba Francesa La Caridad de Oriente ostente el Premio Nacional de Cultura Comunitaria y que el Fondo de Naciones Unidas para la Educación, la Ciencia y la Cultura (UNESCO), le confiriera recientemente el título de Patrimonio Intangible de la Humanidad, categoría que por primera vez se le otorgara a una institución cubana. ¿Por qué Tumba Francesa? Imposible hablar de los orígenes de Santiago, de su cultura y de su gente sin mencionar la importancia que tuvo para el oriente cubano la inmigración francesa que recibió a finales del siglo XVIII y principios del XIX como resultado de la Revolución en Haití. Muchos de los hacendados que arribaron a esa zona de la Isla en aquella oleada se hicieron acompañar por sus esclavos, fundamentalmente domésticos, los que ya conocían los hábitos de la alta sociedad francesa radicada en Haití. Inevitablemente, al instalar sus mansiones y cafetales en las inmediaciones de Santiago, se vieron necesitados de nueva mano de obra que trabajara las plantaciones. Estos esclavos también fueron influenciados por las costumbres de sus amos, quienes impusieron en sus dominios la ética de la sociedad francesa. Según algunos historiadores, los esclavos que llegaron de Haití venían ya con sus ritmos y bailes. Otros sostienen que en los cafetales franceses, durante los primeros años de su estancia en Cuba, los esclavos practicaron un tipo de baile denominado Tumba, que lo hacían el día del santo del dueño del cafetal y los de San Juan y San Pedro. El paso del tiempo, las guerras de independencia, la abolición de la esclavitud y la fuerza de las costumbres que logró mantener entre sus descendientes la población negra del oriente cubano, hizo que la Tumba Francesa saliera de los cafetales y se organizara en cabildos y sociedades que trascendieron el siglo XIX y el XX. La licenciada en Historia del Arte Teresa Toranso Castillo, quien se ha dedicado al estudio del tema, señala que se le llamó de tal forma, teniendo en cuenta que "la tumba es un tipo de instrumento de percusión imprescindible para este tipo de manifestación de origen africano, término que se asocia además a la idea de fiesta, jolgorio, bailes afrocubanos practicados en la región oriental de Cuba". Explica que lo de francesa, porque sus miembros "aún hoy día se llaman a sí mismo franceses y fue su medio de comunicación el francés, porque los esclavos, independientemente de su procedencia, se comunicaban a través de lo que el historiador Emilio Bacardí llamó francés criollo, mezcla de la lengua francesa con los distintos dialectos de tribus africanas". Los investigadores ven en la Tumba Francesa el resultado de un complejo proceso de transculturación (intercambio cultural en los dos sentidos, al decir del sabio cubano Fernando Ortiz, que dio como resultado un producto nuevo) sufrido por los esclavos originarios del continente africano, que fueron llevados a Santo Domingo y luego trasladados a Cuba, a los que se unieron con el tiempo los otros traídos de las costas de Guinea y los criollos. Con el garbo de los amos El sonido fuerte de los tambores retumba en las paredes del añejo recinto. Lo puedo sentir en el pecho. A mi lado, un amigo mira asustado: "Parece que las paredes se van a caer", me dice. No lo dudo. En la medida en que aumenta el ritmo, comienzan a escucharse las voces de las cantadoras. No entiendo la letra. Es patuá, me explican luego. Inmediatamente salen las parejas de baile. No existe nada semejante. Porque mientras la música te obliga a mover los pies, el cuerpo todo, ellos se despliegan por el salón realizando los más tradicionales pasillos de una danza centenaria. "No sé cómo pueden controlarse", me comenta el vecino. Claro que en las cinturas y los movimientos de los pies se mantiene el ritmo impuesto por la mezcla del catá, el premier, el bulá y el tambuché, los tambores que dan vida a la música desde hace un siglo, porque los "huecos son los mismos, son pedazos de tronco de árboles ahuecados a golpe de machetines y candela. No están armados por piezas de madera, ni usan llaves, como las tumbadoras de hoy día", aclara Flavio. Y sigue: "Esos tambores, los antecesores de los que están tocando los recibieron así. Aunque se le ha cambiado el cuero (de chivo u oveja) por el desgaste; las sogas, las estacas, los aros, mantienen los mismos huecos, tallados a la manera de aquella gente. "Es cierto que con esa música no se puede estar tranquilo en el asiento -comenta Flavio-, el sonido te inspira a bailar. Sin embargo, los bailes franceses son muy suaves. Pero los bailarines se mueven al ritmo picante de los tambores. Copiaron los pasos, los bailes, pero la música era la suya, la de sus ancestros africanos. El hecho de que la música esté buena no autoriza al bailador a romper las reglas del baile; como se dice, a soltarse. Y lo hacen como lo tienen que hacer. "Esto es un legado que recibimos de nuestros antecesores. Siempre hemos cuidado mucho de que no haya cambios, de que marche según ellos nos inculcaron a nosotros. Porque ya cuando haya variación y tengamos que incorporar baile de casino, todas esas cosas de hoy, ya estaríamos falseando la tradición." La Tumba Francesa es la recreación de los bailes de salón franceses -minué, rigodón, carabiné, lancero, yubá-, el estilo de las antiguas danzas europeas que hasta América trasladaron sus amos bajo el sonido de instrumentos de viento y cuerda, y que los esclavos bailaban al ritmo de los tambores después de las duras jornadas de trabajo o en festividades. Para no pocos especialistas, esa era una manera de los esclavos de poder burlarse de sus amos. "Se ponían a mirar a sus amos. Y les demostraron que podían bailar con el mismo donaire, con el mismo garbo que los patrones blancos", indica con orgullo Andrea. Entonces, para los bailes "los esclavos utilizaban la ropa que los amos iban echando a un lado por su uso y por las nuevas modas. Mire las fotos, eran batas lindas, de colores tiernos, con muchos encajes, muy finas, de mucha elegancia, al estilo de la época. "Ahora el vestuario es un problema. La suerte ha sido que la Casa del Caribe nos compró tela, la Alianza Francesa los adornos para los vestidos y Patrimonio pagó la confección de los trajes", comenta Andrea. Comiendo candela Nos cuenta Flavio que no ha sido fácil mantener la agrupación durante todos estos años. Sus 29 integrantes tienen puestos de trabajo en los más disímiles oficios. "No pueden dedicarse a la Tumba a tiempo completo porque nos consideran un grupo aficionado... Aquí la única compañera que tiene un sueldo por Cultura, y no como integrante de la Tumba sino como auxiliar de limpieza, es la segunda presidenta, Andrea Quiala Benet. "Cuando vamos a hacer una actividad tenemos que tener tiempo para que les den autorización en sus centros de trabajo, tenemos que hacer cartas para que los liberen y no les afecten el salario... "Hemos mantenido la agrupación comiendo candela y con mucha inteligencia. No es una manifestación para la que se puedan encontrar bailadores al doblar de la esquina. Esto hay que sentirlo." -¿No corren el peligro de que desaparezca? -Creo que no. Nos hemos trazado la meta de que mientras haya un Benet ligado con un Figueroa Padilla haya Tumba Francesa. Trabajamos muy fino en eso; tratamos de inculcárselo a los muchachos, explicarles la historia que hay detrás. Después, con el tiempo, les van cogiendo amor y se mantienen con el tratamiento que les damos… "Es muy importante también que hemos logrado mantener a muchos miembros de nuestras familias. Ellos no la dejaran morir. Porque al dejarnos este legado eso fue lo primero que nos pidieron, en lo más profundo, esos viejos que están ahí (señala para las viejas fotos que adornan el local): que no dejáramos morir la Tumba Francesa, que en el lugar donde ellos se encuentren no querían ver que la hayamos dejado caer. Y nosotros, cuando vayamos a cerrar los ojos, les pediremos lo mismo a los que queden cuidando nuestra tradición." |
VOGLIA DI...GALLO!
Mi immagino la prima mattina in cui mi svegliero' o meglio in cui il fottuto,solito,maledetto e bastardo gallo dell'aia mi svegliera' e a quel punto sapro' di essere a Cuba.....
PRUDENZA IN MARE
Io non so cosa frulli per la testa alla gente quando viene al mare,ma il mare e' un elemento pericoloso e spesso letale.
Non si puo' parlare pero' poi di mare assassino perche' le leggi della natura sono da sempre incontrovertibili e immutate.
Ogni giorno qua' sulla costa un bagnate ci lascia le piume,in questi giorni c'e' mare ma la gente se ne fotte,nuotatori mediocri si lanciano fra le onde come se sapessero come domarle.
Col mare non si scherza e non c'e' possibilita' di appello,se non sei piu' che un bravo nuotatore e c'e' mare allora lascia perdere ma anche se sei bravo a nuotare...pensaci bene.
In montagna ogni inverno muoiono fior di guide alpine.....
Ricordo a Cuba a Puerto Padre uno di rimini che nel tratto di mare fra le 2 rive se non c'era una lampara non avrebbe potuto raccontarla dalla corrente che c'era e che se lo stava portando via....
Prudenza gente prudenza....
mercoledì 10 agosto 2011
IDEOLOGIA
(Attenzione: allarme allessata. Leggere a proprio rischio e pericolo. L’autore declina ogni responsabilità per colpi di sonno e pesantezze delle palpebre).
Ci era stato detto da infinite schiere di sapienti che il collasso del sistema Sovietico, incarnazione ormai putrefatta del Marxismo-Leninismo tra il 1989 e il 1991 avrebbe finalmente liberato il mondo, e in particolare l’Italia che aveva pagato prima il pezzo del fascismo e poi del comunismo, dal giogo delle ideologie, di destra o di sinistra, che avevano ammorbato e insanguinato il XX Secolo, travolgendo l’Europa in un declino mai più’ arrestato. Ora assistiamo alla ricrescita della stessa lesione maligna dentro il corpo politico dell’America, che di tutte le democrazie occidentali sembrava quella meno esposta alla malattia, nella ossessione anti governativa e anti statale dei massimalisti reazionari del Tea Party, che hanno preso in ostaggio Parlamento e Casa Bianca. Le ideologie, gli “ismi”, non moriranno mai perché rispondono al nostro umano bisogno di aggregazione (da “gregge”) e di credere che qualcuno possieda il segreto della felicita’ e la soluzione ai nostri problemi materiali e/o esistenziali. Si trasformano, metamorfizzandosi secondo le situazioni, chiamandosi di volta in volta liberismo, liberalismo, islamismo, capitalismo, mercantilismo, localismo, cristianismo, protezionismo, separatismo, federalismo, spontaneismo, assemblearismo, populismo, qualunquismo, eccetera eccetera, semplicemente perché sembrano offrire una soluzione semplice a problemi complessi e sono quindi una forma laica della fede religiosa o una traduzione nella vita pubblica delle profezie messianica (in Italia la “fine delle ideologie” ha generato quella cosa grottesca chiamata berlusconismo, che non ha neppure la dignità di essere un’ideologia, a soltanto un sistema di illusioni e di culto della personalità.
Ci risparmiano la fatica di pensare, che e’ spesso più dura della fatica fisica di scaricare cassette di frutta. Fate come vi dice la “dottrina” (o il “capo” che la interpreta per voi, dopo avere finto di avere raccolto la “vox populi” perché lui e’ “diverso”) e tutto si risolverà miracolosamente. Con l’eccezione delle religioni che resistono perché non devono rendere conto a nessuno delle promesse rimandate all’aldila’ dal quale di recente nessuno e’ tornato per dirci che non esiste, esse nascono, prosperano e tramontano. Ma non prima di avere fatto pagare prezzi salatissimi a seguaci e avversari, e di avere lasciato, come certi virus o batteri, tracce di loro stesse nell’organismo sociale, pronte a riaccendere l’infezione.
VITTORIO ZUCCONI
Crecen los ingresos turísticos de Cuba en el primer semestre del 2011
Los ingresos del turismo en Cuba crecieron un 13 por ciento en el primer semestre del año respecto al mismo periodo de 2010, con una recaudación de más de 990 millones dólares, según informa en su página web la Oficina Nacional de Estadísticas (ONE).
De acuerdo con las cifras de la ONE, la recaudación total del sector turístico cubano de enero a junio pasado ascendió a 990 464 000 de dólares, mientras que en el primer semestre de 2010 fue de 874 513 000 begin_of_the_skype_highlighting 874 513 000 end_of_the_skype_highlighting de dólares.
Este año se reportaron ganancias en áreas como alojamiento, comercio minorista, gastronomía y transporte, y perdidas en otras como recreación.
Datos oficiales indican que más de 1,5 millones de turistas extranjeros visitaron Cuba en los primeros seis meses de este año, lo que representa un alza del 10,6 por ciento respecto al año anterior.
Canadá encabeza la lista de los principales países emisores de turistas a la isla, junto a Inglaterra, Italia, Francia y España, mientras que Argentina se mantiene como el mercado actual más importante y creciente de América Latina para la isla.
El turismo, segundo capítulo en ingresos de divisas a la economía cubana detrás de los servicios técnicos y profesionales, generó el año pasado 2.100 millones de dólares por la visita de unos 2,5 millones de turistas.
Cuba aspira recibir este año 2,7 millones de turistas, sobre todo de Canadá y Europa, de acuerdo a previsiones del Ministerio del Turismo.
ATTENZIONE!
Le cause sono molteplici e io non sono un grande esperto di cose inglesi ma sicuramente 20 anni di tagli alle spese sociali portano inevitabilmente a tutto cio'.
Se un paese,una nazione e' tale solo nel chiedere tributi ai propri cittadini ma non lo e' nel momento in cui i cittadini hanno bisogno,come singole entita',dell'intervento dello stato centrale allora e' normale che la protesta nasca e sfoci in cio' che stiamo vedendo.
Visto che stiamo smantellando il nostro di stato sociale,o meglio lo stanno smantellando i maiali e i fascisti che ci stanno governando,ricordiamoci che a forza di tirare la corda la stessa poi si rompe,quando da difendere non ti restano che le tue catene e' normale poi che la violenza diventi il solo modo per fare valere i propri diritti.
Non guardiamo a cio' che accada in Inghilterra e che 2 anni fa e' accaduto in Francia come una cosa di un altro mondo.
E' il nostro di mondo e ricodriamocelo bene.
TEMPO TIRANNO
In questi giorni non ho il tempo per differenziare troppo il mio piccolo mondo virtuale,di conseguenza alcune cose le troverete sia qua' che sul Paladar,a settembre,quando tornero' a una vita normale riprendero' il solito tran tran con una netta divisione fra le 2 entita'
Usare el cerebro
Senza aver mai fatto grandi sondaggi d'opinione so che le parole "PORTATE BIEN" sono presenti nella parte finale di una telefonata o di una mail che un italiota qualunque scrive o fa nei confronti di una cubanita vivente all'interno del pais.
Portate bien.
Ho sempre ritenuto queste 2 parole le piu' grosse cazzate che un uomo italiano possa scrivere o dire a una donna cubana.
Sopratutto se non si vive la'.
Molti giustificano questa invereconda richiesta col fatto di mandarle dei soldi,cioe' ti mando del grano ma tu mettiti lo stucco nel bollo......
Ovviamente non parlo di discorsi fra marito e moglie anche se......
Qua' non si tratta di tarros o di cose simili simplemente si tratta di attivare el cerebro cosa che,da quanto vedo,riesce a sempre meno individui.
Faccio un esempio concreto,perche' a differenza di molti non mi piace parlare di cio' che fanno altri ma unicamente di cio' che vivo io in prima persona.
La Favola ha 20 anni......sono andato via da Cuba il 20 aprile,ci torno dopo 5 mesi...non siamo sposati...e' normale pretendere che lei non trovi qualcuno che ogni tanto non la vada a trovare sopratutto visto e considerato che io mi sto' facendo i cazzacci miei?
Poi magari non succede ma e' corretto mettere paletti?
E' giusto e normale chiedere a una cubana di 20 anni di aspettare il rientro dell'italiano per sfogare le sue turbolenze ormonali?
Una volta scoperto,come e' capitato a molti che la fanciulla non e' rimasta a fare la tela e' giusto mandarla a cagare seduta stante perche' non e' rimasta magari otto mesi a sgillettarsi?
Ai posteri l'ardua sentenza...
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martedì 9 agosto 2011
Primera ciudad cubana cumple 500 años
Con los festejos por los 500 años de la ciudad oriental cubana de Baracoa, se apunta hoy un fuerte espaldarazo a la industria turística insular, sobre todo de cara a la naturaleza y la cultura.
Considerada la primada de este país, la urbe cumple el 15 de agosto su aniversario en medio de festejos que destacan su desarrollo en modalidades de descanso como naturaleza, viajes de historia, cultura, tradiciones y contacto con los pobladores del lugar.
Nuestra Señora de la Asunción de Baracoa es su nombre, se encuentra en la provincia de Guantánamo, la más oriental de la nación -a unos mil kilómetros al este de la capital- y fue fundada por el Adelantado Diego Velázquez el 15 de agosto de 1511, constituyéndose como primera capital y primer obispado de la ínsula.
Abandonada en cierto momento, en la actualidad cuenta con un atractivo muy particular, tal y como lo expresaron autoridades de ese territorio en visita de promoción a la capital cubana.
El vicepresidente de la Asamblea Provincial del Poder Popular en la provincia de Guantánamo, Luis Sánchez, en compañía del comercial Misael Tamayo y el historiador Alejandro Hartman, promueven una campaña acerca del turismo en esa región.
La ciudad se asienta junto al mar y destaca por sus bellezas naturales.
Ahora, desde el 13 al 15 de agosto se suman a su entorno habitual algunas novedades, como la apertura del hotel 1511, asi como recorridos, encuentros, presentación de libros y festejos por todo lo alto.
En la actualidad, la zona acapara un crecimiento turístico de entre el nueve y el 14 por ciento, con 389 habitaciones hoteleras entre Guantánamo y Baracoa, y unos 200 alojamientos privados en esa segunda urbe.
Francia, Alemania, Holanda y Reino Unido apuntan como principales emisores turísticos hacia Baracoa, en particular, y Estados Unidos, México e Italia hacia Guantánamo, en general.
Destacan en Baracoa los hoteles La Rusa, y el Castillito, entre otros y un conjunto de tradiciones, entre ellas las producciones locales de dulces como los famosos cucuruchos de coco y chocolate, así como la denominada ruta del cacao.
Es un lugar verdaderamente pintoresco que abarca 921,2 kilómetros cuadrados en los que viven unos 82 mil baracoenses, poco más del 50 por ciento en la zona urbana y el resto en el entorno rural.
Este territorio pertenece al sistema montañoso Sagua-Baracoa, famoso por su tupido follaje. En el país hay solamente otra área comparable a la existente en los tiempos de los orígenes: el centro de la Isla (Sierra del Escambray).
(
QUELLE CHE TI MANDANO IN BIANCO
Come vi comportate a Cuba se putacaso la fanciulla non vi concede le sue grazie al termine della prima serata o dopo la prima lattina di tucola?
Un tempo era impensabile ma ora i due di picche volano alti in cielo ed e' normale che se la fanciulla e' gia' sponsorizzata venga con noi soltanto se le aggradiamo sia fisicamente che di carattere.
Ovviamente non parlo dei troioni del parque,quelle pur di tirare su un ventello si farebbero ingroppare anche da Quasimodo.....
Il fatto e' che se capita in Italia e' normale...lei non e' una troia che la da' facile,ha bisogno dei suoi spazi,ci deve pensare ecc ecc...
Se avviene a Cuba e' diritto di lesa maesta',il fatto di avere un po' di efectivo in saccoccia ci rende o ci dovrebbe rendere immuni da rifiuti o da ....un secondo tentativo.
Personalmente e' successo 2 volte,con la prima ci ho vissuto 10 mesi in Italia con la seconda ci sto' da quasi 2 anni e mezzo.
La Favola poi mi ha rimbalzato come una pallina magica per 2 settimane facendomi pure discretamente incazzare.
Neanche mi dava il 2 di picche ma neanche si presentava,ho preso una compilation di imbarcate che ancora me la ricordo.
Ma alla fine sono proprio loro che ci acchiappano,quella che te la da' dopo 2 minuti al terzo minuto ha gia' stufato,quelle che te la fanno sospirare e' perche' hanno la giusta concezione di se stesse e se poi si concedono e' perche' ....insomma perche' alla fine c'e' la possibilita' di andare oltre al solito canovaccio.
Voi come vi siete comportati di fronte al devastante "mi amor..hoy no...manana puede ser...."
IL FELDMARESCIALLO
Rieccomi in piena trincea,dopo un giorno movimentato di viaggio sono di nuovo fra Marche e Abruzzo.
Inutile dire che e' tutto pieno a tappo,ieri ho fatto un velocissimo salto in Veneto e la proprietaria della struttura,una 84 enne cazzutissima,a cui non sfugge nulla e al cui confronto un feldmaresciallo di Francesco Giuseppe era un mansueto gattino continuava a mandare via caravan in quanto e' tutto pieno.
Lo stesso qua' pieno come un uovo,gente ovunque.
ma non c'e' da stupirsi e' normale,guai se non fosse cosi',agosto si deve riempire di suo senza trope storie e senza guardare troppo i prezzi che sono comunque alti.
Oggi siamo sopra i 30 gradi e lasciare i 15 di casa mia con nebbia e pioggia mi ha restituito il buon umore.
Pochi giorni al Ferragosto...ci siamo
RICEVO E PUBBLICO
Buonasera!
ti scrivo per comunicarti che lo staff editoriale ha selezionato il tuo articolo "Quante balle ci hanno raccontato..." per la prima pagina di Paperblog. Complimenti, sono sicura che i nostri lettori lo apprezzeranno come abbiamo fatto noi! Il tuo articolo sarà in evidenza sul nostro profilo Facebook e Twitter (@Paperblog_it) :)
Abbiamo modificato il titolo semplicemente per ragioni di editing, al posto di "cazzate" abbiamo sostituito "balle" che è più breve e d'impatto.
Cordialmente,
Silvia
lunedì 8 agosto 2011
QUANTE CAZZATE CI HANNO RACCONTATO...
Il dubbio che ci abbiano raccontato cazzate e' davvero grande.
Per una vita ci hanno raccontato che il Comunismo oltre a negare le liberta' ha come unico risultato di ridurre in miseria i paesi che lo abbracciano.
Per decenni ci hanno messo davanti come esempi positivi da seguire i paesi occidentali,il Giappone e la patria di tutte le liberta',il paese dove ogni cosa e' possibile,gli Stati Uniti d'America.
I fatti di questi giorni sono noti,i titoli di stato yankee sono stati declassati e con loro tutto il paese.paese che e' in una situazione economica disastrosa,con 6 milioni di senzatetto e migliaia di persone senza lavoro.
Obama,messo in mezzo dal congresso,ha deciso per risolvere il problema di fare una cosa fantastica.
Siamo indebitati?
Bene,risolviamo tutto ...aumentando il nostro debito.
Fantastico davvero.
Ma il piu' grande paese del mondo dal punto di vista economico e non solo ha un debito enorme con un altro paese.
Che paese sara'?
Sicuramente un altro grande paese dell'opulento occidente,uno di quei paesi da sempre fedele al capitalismo e il liberismo...
No.
Il paese e' un paese Comunista.
La Cina.
Ricapitoliamo.
Gli stati uniti sono un paese capitalista e liberista,il capitalismo e il liberismo,ci hanno raccontato,portano benessere e successo.
La Repubblica Popolare Cinese e' un paese Comunista,un paese a partito unico,e come ci hanno raccontato il Comunismo nega le liberta' e produce solo miseria.
La Cina ha in mano la quasi totalita' del debito estero americano.
Qualcosa non quadra.
O ci hanno raccontato un mare di cazzate,e qualche vecchio rimbambito continua a farlo,oppure la verita' e' diversa dalle favole.
Allarghiamo l'orizzonte.
I paesi occidentali sono messi come sono messi...aprite un giornale e leggete non sto' a spiegarvi nulla,siamo quasi alla bancarotta.
Quali paesi al mondo hanno avuto le maggiori crescite economiche negli ultimi 3 anni?
La Cina ovviamente,il Vietnam (Comunista),il Brasile (guidato da una guerrigliera) l'India (socialista) e via dicendo.
A cio' aggiungiamo il Venezuela che da quando si tiene e si vende il suo petrolio senza essere costretto a venderlo agli americani a 9 dollari al barile e' diventato una potenza anche economica e la Russia che liberatasi delle 14 repubbliche sanguisughe con cui formava l'URSS ma mantenendo molte delle strutture di potere e dello stato sociale socialista cresce ed e' tornata ad essere una grande potenza,proprio mentre si ricostruiscono le statue di Stalin.
Cuba poi,20 anni fa alla caduta del muro era data come spacciata,gia' los gusanos di Miami avevano i loro barconi di lusso coi motori caldi....beh...sono passati 20 anni e la Revolucion,pur con tutte le difficolta' che sappiamo,tiene e prosegue e quasi tutto il latino america,un tempo pollaio americano,oggi e' retto da governi socialisti,liberamente eletti per cui Cuba e la sua Rivoluzione sono stati un preciso punto di riferimento.
Eh si...mi sa che ci hanno raccontato proprio un mare di cazzate.....
LASCIATE CHE RIPOSI IN PACE....
Non ha sortito l'effetto sperato la messa all'asta di un presunto cortometraggio porno che vedrebbe al centro delle scene hard una giovanissima Marilyn Monroe: il prezzo di partenza era stato fissato a mezzo milione di dollari, ma le tre offerte avanzate, dagli Stati Uniti, la Norvegia e il Giappone, si sono fermate a 280 mila dollari nel primo caso e a 260 mila e 250 mila negli altri due. L’asta si è svolta nell’ambito della prima Fiera Internazionale dei Collezionisti Cinefili organizzata nella capitale argentina.
«Sono comunque soddisfatto per come sono andate le cose», ha detto all’Ansa l’organizzatore dell’evento, l’imprenditore spagnolo Mikel Barsa, che per vendere il filmino ’hot’ puntava però a offerte ben più alte, visto che una settimana fa aveva detto che il cortometraggio poteva arrivare «anche al milione di dollari».
Durante l’asta, Barsa se l’è presa con le dichiarazioni fatte in questi giorni da Nancy Carlson, portavoce di "Authentic Brands Group", società responsabile della gestione dell’immagini della Monroe. L’imprenditore sostiene che il filmato - in bianco e nero, 8 millimetri, lungo poco più di 6 minuti - mostra in effetti un attore sconosciuto e Norma Jeane Baker in un momento della vita dell’attrice «tra il 1946 e il 1947», quando Marilyn, ancora minorenne, cercava con tutte le sue forze di entrare nel mondo del cinema.
Secondo la ’Authentic’, l’operazione architetta da Barsa è una frode. «Le dichiarazioni della Carlon sono infondate: difendono il loro ’marketing’ visto che Marilyn frutta molti milioni l’anno e pensano che questo film porno danneggia l’immagine di Marilyn», replica l’imprenditore, il quale ha tra l’altro ricordato un documento dell’FBI nel quale si afferma che la bella ragazza bionda del film è in effetti la Monroe.
Alcuni studiosi della vita della star americana ritengono tuttavia molto improbabile che la donna del filmino porno sia lei. Il filmato, è stato ricordato all’asta, apparteneva a un collezionista spagnolo e alla sua morte gli eredi hanno deciso di venderlo e di rivolgersi a Barsa, che tempo fa aveva già venduto l’unica altra copia nota al mondo del filmino.
Diana Nyad ya nada entre Cuba y Estados Unidos
La veterana atleta estadounidense Diana Nyad emprendió hoy a nado el recorrido entre Cuba y Estados Unidos, y prometió estar de vuelta en una semana para festejar la hazaña, que horas antes calificó de simbólica.
“En una semana regreso, este es el país que más quiero”, expresó la deportista, instantes antes de lanzarse al mar en el Club Náutico Internacional de la Marina Hemingway, al oeste de esta capital.
A las 7:45 hora local, la nadadora nortemericana de largas distancias comenzó el braceo rumbo a las costas de Key West, en el estado norteamericano de La Florida, acompañada por cinco yates y un equipo asistente de 45 personas.
Nyad, llegó al punto del litoral en bata de baño, se excusó para en unos minutos vestir traje de natación y acto seguido, teniendo como espaldarazo una bandera cubana, se lanzó a los canales de La Marina Hemingway con la brújula hacia la cayería sur de La Florida.
La nadadora comenzó a nadar escoltada por dos kayaks, dotados de escudos eléctricos para ahuyentar a los tiburones que abundan en las aguas del Estrecho de la Florida.
“Amo a Cuba, y quisiera que mi intento sirviera para conectar a estos dos países”, afirmó esta mañana Nyad en rueda de prensa en el Club Náutico Internacional de la Marina Hemingway.
La atleta, que hizo un intento fallido en 1978, consideró que el principal reto será la llamada corriente del Golfo, que tratará de arrastrarla hacia el este, además de las marejadas provocadas por los vientos, y los riesgos de hipotermia.
Durante la travesía, se detendrá cada 45 minutos y destinará unos 20 segundos para tomar agua y bebidas energizantes, mientras que cada una hora y media dejará de bracear por un par de minutos para ingerir alimentos o cambiar sus espejuelos.
A solas con sus pensamientos mientras nada, intentará, dijo, combatir la soledad tarareando canciones como la internacionalmente famosa Guantanamera, la única canción cubana que conoce.
La nadadora recorrió en 1979 las 102 millas náuticas que separan a la isla bahamesa de Bimini de la Florida, pero según explicó, atravesar el estrecho que separa a Cuba y Estados Unidos es harina de otro costal, debido a las fuertes corrientes marinas.
Quisiera ser la primera persona en poder cruzar a nado desde Cuba a Estados Unidos, expresó Nyad, en alusión a nadar a pecho descubierto, pues en 1997 la australiana Susie Maroney cubrió esa misma ruta, aunque bien protegida dentro de una jaula contra tiburones.
EVENTUALI COMPAGNI DI VIAGGIO
Come scrivevo in un altro post ieri sera ho visto questi 4 ragazzi che a giorni partiranno per Guanabo.
4 persone in vacanza insieme di eta' variabile fra i 25 e i 38 anni.
Di questa cosa ne ho parlato con Vivacuba ieri in macchina mentre andavamo al Lingotto per la fiesta latina.
Lui non andrebbe mai a Cuba da solo,cosi' il mio amico temba maratoneta per cui un viaggio a Cuba e' una sorta di Amici miei...un po'tanto stagionati.
Sara' che vivo e lavoro nel casino ma solo pensare di partire in 4 per una vacanza mi provoca l'orticaria.
4 persone,4 teste,4 stili di vita,4 modi di vedere una vacanza,4 modi di vedere Cuba ecc....un delirio.
Quando sei piu' giovane hai voglia e tempo per mediare delle scelte coi gusti altrui,ma da un certo momento in poi la vacanza e' un bene talmente prezioso che il pensare di passare una serata in un contesto a te poco gradito solo per non contrariare gli altri e'impensabile.
Poi ci sono i caratteri....Vivacuba mi diceva che il mio lavoro c'entra poco ,che sono fatto cosi' e che se nasci rotondo non muori quadrato.
Ha fondamentalmente ragione,io viaggio bene solo,poi la' ho dei buoni conoscenti italiani,con cui mi sento spesso qua' perche' d'estate siamo tutti nel bel paese,insieme ai quali passare qualche giorno in qualche posto,a Holguin,in un hotel,per il campo o cose simili.
Pero' c'e' in comune lo stesso modo di vedere la vacanza e di solito cio' che piace a uno non dispiace all'altro e sopratutto se una cosa non ci garba....si passa e ci si rivede il giorno dopo.
Ho il terrore che qualche amico mai stato a Cuba mi chieda di partire con me,mi toccherebbe spiegargli un mondo sconosciuto,cuidarlo,fargli da balia e francamente non ne ho per gli zibidei.
Io sono per il viaggiare solo,tanto la' non si e' mai alla fine soli,ma se mai dovessi portarmi qualcuno almeno spero che non sia un rompicoglioni,categoria in enorme espansione ad ogni livello.
Sbagli compagno di viaggio e sei panato....
domenica 7 agosto 2011
L’intensa pioggia di Emily ha provocato danni a Santiago di Cuba
Le intense piogge provocate da quella che era la tormenta tropicale Emily, hanno provocato danni alle strade, alle case, alle industrie e al servizio elettrico a Guamá e a Santiago di Cuba. Le precipitazioni hanno superato i 200 millimetri in meno di 24 ore.
La prima valutazione del Consiglio di Difesa Provinciale, guidato dal suo presidente Lázaro Expósito Canto, ha rivelato che la crescita dei fiumi che scendono dalla Sierra Maestra ha danneggiato sette opere in costruzione e vari ponti della strada Granma. Alcuni portavano ancora i segni di precedenti danni dovuti ai cicloni stagionali, ed hanno isolato alcuni punti del territorio. Tra i danni maggiori quelli all’opera in costruzione sul fiume Catívar, dove la strada è stata tagliata; alla fabbrica del ghiaccio del municipio; 37 case inondate per la crescita dei fiumi e degli affluenti, dove gli abitanti erano stati preventivamente evacuati.
Attualmente, la provincia supera i 647 milioni di metri cubi accumulati, e questo rappresenta il 94 % della capacità dei laghi artificiali.
A Holguín, ha segnalato la AIN, le decisioni per il ritorno graduale alla normalità sono state adottate dal Consiglio di Difesa Provinciale.
Il Centro di Meteorologia locale ha consigliato di considerare che le condizioni rimangono instabili, con alte probabilità di pioggia e di tormente elettriche.
Nella provincia di Guantánamo, di fronte all’influenza del passaggio dell’onda tropicale, è stata mantenuta una stretta vigilanza idro-meteorologica, in previsione di inondazioni che potrebbero mettere in pericolo vite umane e risorse economiche.
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diplomas y viejas fotos que recuerdan la trayectoria de la agrupación, fundada el 24 de febrero de 1862, entonces con el nombre de Sociedad La Fayette, en honor a un general francés que luchó por la libertad en América y un día, al llegar al puerto de Santiago, fue recibido por el baile de la Tumba Francesa. No es hasta 1905 que toma el nombre de Sociedad Tumba Francesa La Caridad de Oriente. 












