venerdì 15 gennaio 2021

UN VIAGGIO DA RACCONTARE

Alla fine, dopo averci pensato sopra anche troppo, ho deciso che e' il momento di andare. In realta' non lo sarebbe, la situazione e' quella che e', usando la logica, come ho piu' volte detto la cosa migliore da fare sarebbe di continuare a restare a casa. Ma la cosa migliore non e' detto che sia quella giusta. Se fino ad oggi ho fatto la vita che ho voluto è perché certe scelte si sono rivelate esatte anche se prima non sembravano tali. Non a caso in settimana ho pubblicato tutti i pezzi scritti. Ho un paio di amici che sono partiti nell'ultimo mese, entrambi mi hanno confermato che, al di la delle novita' che sono in vigore dal giorno uno per noi, turisti, non e' cambiato praticamente quasi nulla. Certo ci sono i tamponi da fare (2 se poi vivi fra la comunita' 1 se vai in strutture turistiche, fonte Granma) magari qualche giorno da passare in casa, ma meglio sul balcone con vista Malecon leggendo un buon libro in braghette e maglietta che in questa Siberia che e' oggi il posto dove vivo. Questo malgrado il ritorno de La Habana in fase di trasmissione autoctona che non aiuta. Parto con un amico torinese di vecchia data, lui si ferma sempre 2 mesi a La Habana, ci faremo compagnia nel viaggio di andata e durante la quarantena se possibile. Spadafora ha parlato di fine gennaio per la riapertura delle palestre, credo ragionevolmente che se ne parlera' a febbraio, quindi ho parlato col mio socio, se ci saranno dei giorni da coprire ci penseranno lui ed il fratello, a buon rendere ovviamente. Per restare qua' un altro mese, a sprecare ancora il mio tempo tanto vale partire per poi al rientro, iniziare di nuovo a lavorare. Sarà anche l'ultima vacanza prima di rifare cassa perché nessun pozzo è senza fondo, ma è solo questione di tempo e neanche troppo. Per il volo ho utilizzato parte dei voucher che avevo, il costo era di 429 euro AF. Fra le altre cose i voucher scadevano uno ad aprile e uno a giugno, quando riapriremo l'attivita' tireremo dritti fino ad agosto quindi li avrei comunque persi, ma non e' questa la ragione della mia scelta. Tre settimane e mezzo, un po' piu' del solito proprio perche' metto in preventivo di farmi qualche giorno in casa a La Habana prima di avere il via libera. Non so ancora, vista la situazione, come spostarmi verso oriente ma qualcosa mi inventerò. Alla peggio una vacanza a La Habana la programmo da anni... Fatto il tampone molecolare ieri, oggi esito negativo, (smontata la marea di cazzate sul fatto che non ci si stia nelle 72 ore richieste...) AF lo richiedeva, Cuba pure, ma l'ho fatto anche per sicurezza mia, voglio partire tranquillo e senza pensieri. Follia? Incoscenza? Forse. E' un anno quasi che, tolto qualche mese estivo, stiamo tutti facendo la vita de los ratones, non se ne puo' piu', non reggo più tutti che parlano solo di questo cazzo di virus capendoci una mazza, il nuovo anno dovra' partire con qualcosa di bello, cosa c'e' di piu' bello per un viaggiatore di un viaggio? Vediamolo anche come un momento di ribellione a ciò che stiamo vivendo. Serve nuova adrenalina, quella che c'era l'ho utilizzata per scavallare il 2020. Il rischio, difficile ma non impossibile, è che chiudano gli aeroporti, vorrà dire che allunghero' la vacanza, in vita mia mi sono beccato 2 colpi di stato (Seychelles e Maldive), 7 mesi in Egitto con 2 camionette con soldati armati fino ai denti all'entrata del Villaggio per proteggerci e Zaza che gioca con la maglia del Toro...di cosa devo avere paura? Di passare più tempo a Cuba? Dal punto di vista della sicurezza lascio un paese che registra circa 600 morti al giorno, oltre 80 mila in totale per andare in uno dove i morti sono stati circa 160 in tutto, quindi posso dire che probabilmente la mia salute sara' piu' al sicuro da quel lato del bloqueo. Bagaglio a mano come sempre, il resto è a casa a Las Tunas. Il cambio e' spettacolare, rapportato al vecchio Cuc, mi ha confermato l'altro giorno Gugumarino che e' a Palma Soriano, siamo a 1,50/60 per il dollaro, ancora di piu' per l'euro, ovviamente non parlo della cadeca e il tutto va rapportato al Cup. Portero' con me i cup che ho dal viaggio precedente, euro, e una postapay bella carica perche' pare che serva se cerchi quello che nelle tiendas in cup non trovi. Quindi anche dal punto di vista economico volo free e cambio da paura, una ragione in piu' per fare questo tipo di scelta ora. Poi certo, loro fanno pochi tamponi, questo e' innegabile, ma ripeto credo che visto come hanno affrontato la pandemia sia meglio bivaccare da quelle lande piuttosto che da noi. Simone Piras di Cubacenter mi ha indicato per il seguro medico Asistur, cubana, con la quale in caso di guai posso andare diretto alla clinica internacional, contrariamente alle compagnie assicurative nostrane, in caso di problemi, non si anticipa nulla, spero comunque che sara' solo un pro forma. Il volo e' Malpensa/Avana scalo a Parigi, quindi verra' il solito amico Villans col suo taxi per portarmi a Torino al terminal della corriera per lo scalo lombardo. A Cuba poi vedremo, non c'e' fretta, non ci sono menate, faro' quello che mi diranno di fare, se ci sara' da aspettare aspettero', quando potro' muovermi mi muovero'. Come sempre avro' i soliti sensi di colpa per Birillo ma il dog sitter di sempre e' in gamba, poi da quando e' con me sono andato via almeno una dozzina di volte, oramai il beagle ci e' abituato. Avevo detto che non era il momento? Vero. Ma non ho mai considerato la coerenza in situazioni simili un valore assoluto, alla mia età cambiare idea è quasi un diritto. Se iniziassi a tifare zebre, ascoltare Povia, votare Meloni o leggere Saviano allora si che ci sarebbe da preoccuparsi. Sono i vantaggi di chi e' padrone della propria vita e del proprio destino, poter partire senza rendere conto a nessuno, lavoro permettendo. Ovviamente il mio social da fine settimana e' in ferie con me, forse qualche diretta Fb, forse. Ci aggiorneremo al rientro con, credo, una marea di cose da narrarvi visto le novita' che Cuba sta vivendo, anche per fare chiarezza sulla marea di stronzate che si leggono. Fate i bravi e restate in zona, domani prendo il volo, comunque vada sarà un viaggio da raccontare. 

giovedì 14 gennaio 2021

mercoledì 13 gennaio 2021

CALO DEMOGRAFICO

Una bella notizia dello stramaledetto 2020 e' arrivata da Cuba, il mio amico Mago, che conosco da oltre 17 anni, e' diventato padre per la prima volta. Vive insieme alla fanciulla, una cugina della famiglia, da oltre 10 anni, credo fosse il momento buono anche perche' il tempo passa per tutti, lui oggi e' un over 35 mentre lei over 30, rarissimo caso di fanciulla cubana a non avere avuto figli prima dei 30 anni. La speranza, temo vana, e' che il mio amico metta la testa finalmente a posto, sarebbe ora, credo che un figlio potrebbe essere un buon deterrente per evitare future cazzate da sommare alle precedenti. Questo caso e' pero' in controtendenza perche' Cuba soffre, fino dagli anni 70' di un calo demografico. Come dico spesso l'isola non e' su Marte, gli stessi problemi che toccano il resto del mondo, o una buona parte, raggiungono anche la maggiore delle Antille. Cuba ha la popolazione piu' anziana di tutta l'America Latina, la Rivoluzione ha eliminato l'analfabetismo ma questo ha reso i cittadini un po' piu' colti, di conseguenza maggiormente prudenti nel mettere al mondo figli. Ricordiamoci che a Cuba l'aborto e' legale oltre che gratuito, per fortuna la chiesa non ha avuto ancora la possibilita' di mettere becco, infatti l'isola ha uno dei tassi di aborti piu' alto al mondo, solo in Russia e' piu' alto. Non dimentichiamo che fino a pochi anni fa era un problema per un cubano portare fuori dal paese i propri figli, questo puo' avere agito da deterrente per molte coppie spingendole a non procreare ulteriormente in un paese che ha di per se mille problematiche. Il problema del calo demografico e' assolutamente reale, le autorita' prevedono che fra 50 anni la popolazione cubana calera' di un terzo, oltre il 40% della popolazione avra' oltre 60 anni, gia' oggi siamo sopra il 20%. Questo sara' un bel problema economico e politico, una popolazione che invecchia richiede un vasto sistema di assistenza sanitaria che lo stato cubano non e' in grado di permettersi, da cio' che questa pandemia ha evidenziato neanche i paesi dell'opulento primo mondo. Se manca la forza lavoro giovane diventa un problema mantenere in qualche modo chi ha gia' dato. Nulla di nuovo sotto il sole, da noi non so quanto l'Inps potra' reggere con 50 che vanno in pensione e 10 che entrano nel mondo del lavoro. Gli ultimi dati certi su nascite e morti a Cuba sono datati 2017, popolazione di 11,2 milioni di abitanti, 18.164 in meno dell'anno precedente, 114.971 nati, contro 106.941 morti, per la prima volta da quando si fanno statistiche Cuba ha avuto piu' di 100 mila deceduti in un anno. Aggiungiamoci le 26.100 persone espatriate ufficialmente (in realta' sappiamo che i numeri reali sono differenti) e i 35.908 cubani che hanno preso la residenza permanente in altri paesi a fronte di 13.671 che sono tornati o si sono trasferiti sull'isola in pianta stabile. Ovviamente, come dicevo il problema non e' solo cubano, in Italia se non si conteggiassero gli stranieri saremmo in drammatico calo demografico, le difficolta' economiche hanno fatto in modo che le coppie facciano figli sempre piu' tardi. Quando sono nato io i miei genitori avevano 22 e 17 anni, i figli dei miei amici coetanei oggi hanno dai 10 ai 23 anni, vuol dire che tutti sono stati concepiti quando i padri erano ampiamente over 34/40. A volte le cose capitano perche' e' la vita che funziona in questo modo ma altre volte sono le necessita' a decidere dove, come e quando. Oggi avere un figlio, a Cuba come in Italia e' un costo economico notevole, lo so che certi discorsi non andrebbero fatti ma sarebbe da idioti non farli, perche' poi come diceva Faber “La voglia svanisce ed il figlio rimane, tanti ne uccide la fame”. Mia nonna aveva 11 fratelli e sorelle, un tempo un figlio era un bastone su cui appoggiarsi in vecchiaia, oggi e' diventato una sorta di costo di cui sarebbe criminale non tenere conto. Tornando a Cuba lo so che piu' o meno tutti conosciamo fanciulle che hanno la loro bella nidiata, la cosa ci viene resa nota praticamente entro i primi 5 minuti del primo appuntamento, ma ricordiamoci che molto del mondo che il turista frequenta non e' il mondo reale cubano, ma una sorta di surrogato a nostro uso e consumo. Una coppia oggi, con quei salari, con gli aumenti che arrivano su tutto, le prospettive che sono quelle che sono, il lavoro precario, la pandemia...prima di mettere al mondo figli ci pensa mille volte, anche perche' poi non si torna indietro. Non solo a Cuba.

Diario DI BORDO

14/1/2021

lunedì 11 gennaio 2021

PREZZI

Non so se sia il covid o qualcosa di strano che gira nell'aria ma in questi periodi se ne vedono di tutti i colori. Italiani che vivono a Cuba che affermano come tutto sommato, si, ci sono stati aumenti ma in una maniera o nell'altra le cose non e' che siano cambiate cosi' tanto. Ci sono italiani che vivono in Italia che, rosicando, spiegano agli italiani che vivono a Cuba che il loro dire che tutto sommato si tira avanti e' figlio del fatto che hanno gli euro nel borsillo. Ci sono gli italiani che vivono a Cuba che spiegano agli italiani rosiconi che vivono in Italia che sono andati a vivere a Cuba proprio perche' hanno gli euro nel borsillo, altrimenti stavano in Italia a guadagnarli. Ci sono cubani e cubane che vivono in Italia, suppongo non sotto un ponte quindi con qualcuno che, in solido, si occupa di loro che si professano adepti di questa cosa di S.Isidro che e' un po' come dire che io, dall'Italia, possa affermare che faccio parte del KGB. Il 90% degli italiani che vivono in Italia affermano di essere preoccupati per il futuro di Cuba e dei cubani, hanno la stessa sincerita' di Renzi quando disse a Letta di stare sereno. Cuba sara' anche quel postaccio che molti, dall'Italia (perche' chi vive a Cuba racconta altre storie) raccontano ma questa mattina sono sceso a fare colazione e al bar tutti parlavano del covid, sono andato a fare la spesa al market e tutti parlavano del covid, accendo la tele e tutti parlano del covid, le attivita' sono chiuse o aperte a singhiozzo, come dicono a Roma “non si alza una breccola”, molta gente e' a casa da mesi a ingressi economici zero a ci si preoccupa della situazione di Cuba, come se da noi ci fosse da fare festa ogni giorno. La realta' e' molto semplice, per molti italiani la festa e' finita, ne abbiamo gia' parlato, un certo tipo di turismo declinante da tempo e' probabilmente giunto al capolinea. D'ora in poi chi va a Cuba ci andra' per fare il turista vero e non l'accattone con le pezze al culo, di questo sia Cuba che i turisti normali non possono che rallegrarsi. Poi si puo' anche fingere, come fanno quasi tutti, di preoccuparsi per i cubani ma la realta' e' questa. Appena scendero' verifichero poi tutto questo discorso dei costi, ho giu' conoscenti che pagavano la renta 20 cuc ed ora pagano 15 dollari, non mi sembra un bagno di sangue visto che nel 2000 spendevo per la renta al mio primo viaggio a Las Tunas 20 dollari al giorno. Comunque prendiamo l'euro come riferimento. I 20 cuc che uno pagava per la renta corrispondevano con un cambio 1,10 a circa 18 euro e a 480 pesos, oggi quei 18 euro alla cadeca vengono cambiati con circa 520 Cup, se cambi por la calle si arriva a 900/1000 cup. Quindi di logica oggi quella renta costerebbe coi vecchi parametri 8 euro o poco piu', quindi sulla carta si potrebbe iniziare a tirare fuori le bandiere se tutto nel frattempo non fosse salito di costo (costo...non valore). Prima con 1000 euro avevi 1100 cuc, 26.400 cup, oggi ne hai circa 32000 alla cadeca oppure 55000 circa por la calle. Ora occorrera' vedere pero' cosa ci potrai fare con questi cup a prescindere dai costi aumentati, perche' se nelle tiendas appunto in cup non c'e' quasi nulla allora occorre rivolgersi a quella in mlc. Credo e suppongo che chioschetti, mercati, panini e pizze por la calle, venditori ambulanti accettino il cup cosi' come credo siano obbligati a farlo i ristoranti statali pero' e' chiaro che e' un casino. Quindi chi parte non sa se portare euro che vangono di piu' ma por la calle sono cambiati ma meno gente, oppure dollari che tutti ti cambiano ma valgono un po' meno della nostra divisa. Le case de renta a noi di M&S Casa Particular Cuba ci stanno facendo sapere che di cup non ne vogliono sapere chiedendo pagamenti in euro o dollari, il cambio in cup come vi ho dimostrato e' estremamente favorevole ma poi cosa te ne fai? Ovviamente parlo dall'Italia, aspetto di poter scendere per darvi dati piu' reali perche' al momento stiamo parlando di chiacchiere senza distintivo. Pare che il cuc, che dovrebbe ancora essere accettato in molte tiendas per almeno sei mesi in realta' stia morendo rapidamente perche' fra le stesse tiendas statali molte non lo accettano piu'. Sicuramente questo aumento dei pezzi manca, al momento di un controllo vero, un po' come accadde da noi con l'euro dove chi guadagnava un milione al mese si ritrovo' fra le mani poco piu' che 500 della nuova divisa, ci vollero anni per mettere le cose a posto, ammesso che lo siano mai tornate veramente.

Diario DI BORDO

12/1/2021

domenica 10 gennaio 2021

sabato 9 gennaio 2021

CALVINO

Italo Calvino nasce nasce il 15 ottobre del 1923 a Santiago de Las Vegas, vicino a La Habana, i genitori italiani coordinano le attivita' della stazione sperimentale di agricoltura. Il padre sanremese si era trasferito in Messico nel 1909 e poi a Cuba nel 1917, la madre sassarese era una eccellente studiosa di botanica. Nel 1925 la famiglia torna a S.Remo, Italo manifesta subito il suo talento per la letteratura, al liceo inizia a comporre poesie, scritti teatrali e a disegnare vignette. Gli eventi dell'italia bellica suscitano in Calvino, antifascista convinto, sentimenti democratici e libertari, non si presenta alla leva per la Repubblica di Salo' aderendo al Partito Comunista unendosi ai partigiani insieme al fratello. Si laurea in lettere a Torino, nel dopoguerra, avvicinandosi alla casa editrice Einaudi conoscendo Pavese, Fenoglio e Vittorini, nel 1955 diventa direttore della casa editrice colaborando attivamente con l'Unita'. Nel 1962 conosce Ester Judith Singer una argentina che lavora come traduttrice all'Unesco, nel febbraio del 1964 i due si sposano all'Avana, precisamente all'Avana vecchia. In quel viaggio matrimoniale incontro' il Che in un pomeriggio assolato in una sala del ministero dell'industria. Anni dopo, successivamente alla morte del Che, Calvino lo ricordera' “Sento, a scrivere di lui, la sua risata che mi risponde, piena di ironia e di commiserazione. Me ne sto qui, seduto nel mio studio, tra i miei libri; nella falsa pace e nella falsa prosperita' d'Europa; dedico un breve intervallo del mio tranquillo lavoro a scrivere di un uomo...che chiedeva a se stesso e agli altri il massimo spirito di sacrificio, convinto che ogni sacrificio evitato oggi si paghera' domani con un tributo ancora maggiore...”. Sulla sua nascita cubana scrisse; “Della mia nascita oltremare consevo solo un complicato dato anagrafico, un certo bagaglio di memorie ed il nome di battesimo che mia madre, prevedendo di farmi crescere in terra straniera, volle darmi perche' non scordarsi piu' la patria degli avi, e che invece in patria suonava bellicosamente nazionalista”. Il 23 gennaio del 1964 Calvino atterra all'aeroprto Jose' Marti' de La Habana, per far parte della giuria di un premio letterario (unica volta in tutta la sua vita) in un paese in cui era casualmente nato 41 anni prima e che da 5 anni viveva la sua epopea rivoluzionaria. Calvino trascore due mesi all'Avana dove, come vi ho detto, decise anche di sposarsi. Con due scrittori cubani; Pablo Armando Fernandez e Miguel Barnet si reco' in un sobborgo della capitale per visitare il luogo dove era nato, non senza una comprensibile commozione. Calvino diede un grande contributo a Casa de las Americas dove lesse pubblicamente dei brani tratti dalle sue opere; Strada di San Giovanni e El Hecho Historico y la immaginacion en la novela. Fu la sola esperienza cubana di Calvino ma pare che volesse aggiungere ai suoi “esercizi di memoria” scritti fra il 1962 ed il 1977 anche un ricordo ispirato alla sua isola natale, che non arrivo' a scrivere ma a cui stava pensando quando venne sorpreso dalla morte a Siena. Di Calvino a Cuba erano gia' usciti “Il Barone rampante” ed “Il Visconte dimezzato” che venne messo in scena a teatro da una compagnia di Marianao nel 1985, lo stesso giono in cui Calvino si spegneva in ospedale colpito da una emorragia cerebrale. Nel 1996 Elio Onorio istruisce un premio letterario, a Cuba, dedicato a Calvino il “premio de novela Italo Calvino” patrocinato da ARCI, Ambasciata d'Italia e UNEAC a scansione biennale aperto a tutti gli scrittori cubani residenti a Cuba con un premio di 3000 dollari con tournee promozionale in Italia di almeno 10 giorni. Nel 1998 grazie ad un accordo fra Universita' di Cassino e di Roma tre e Universita' dell'Avana e' stata istituita un aula (cioe' una cattedra) Italo Calvino con sede presso la facolta' di Artes y Letra per favorire la conoscenza della letteratura italiana e dell'opera dello scrittore, la presidenza fu affidata a Graziella Pogolotti. Nel 2000 in occasione della fiera del libro dell'Avana fu organizzata una mostra fotografica dedicata alla famiglia Calvino. Tutto questo dimostra come la figura di Calvino anche nella Cuba odierna sia piu' viva che mai.

Diario DI BORDO

10/1/2021

venerdì 8 gennaio 2021

VIETNAM/CUBA

L'altro giorno ho visto un documentario sul Vietnam, parlava del viaggio durato quasi 3 giorni di un treno super moderno da Hanoi a Ho Chi Min city. Deve essere un bel paese, al nord faceva un freddo becco mentre nel centro e nel sud si era costantemente intorno ai 30 gradi. Austera e molto Socialista la capitale, molto piu' occidentale, visti i suoi trascorsi, Saigon oggi rinominata come il padre della patria. Il Vietnam, quando l'ultimo elicottero statunitense decollo' fuggendo dal tetto dell'allora ambasciata, era un paese molto povero, devastato da due guerre, prima quella coi francesi e poi quella con gli Usa, entrambe vinte ma ad un prezzo altissimo. Appoggiato dai sovietici osteggiato dai cinesi con cui ci fu una brevissima guerra dopo che l'esercito vietnamita invase la Cambogia protetta dalla potenza asiatica. Ebbene quel paese col culo per terra, uscito da una devastante guerra civile, con tutti i problemi derivati da una riunificazione in pochi decenni e' diventato uno dei paesi al mondo in cui il pil cresce piu' velocemente. Ho Chi Min city e' una citta' piena di vita, street food ad ogni angolo di strada, ristoranti pieni di turisti, negozi di ogni tipo, tutti privati, nulla o quasi statale. Occorre dire che gli Stati Uniti, che hanno perso 52 mila giovani in quella inutile assurda guerra, ha presto ristabilito relazioni diplomatiche normali con Hanoi. Il Vietnam ha saputo creare un sistema economico che funziona bene senza rinunciare al Socialismo, anzi rafforzandolo ogni anno di piu'. La domanda e' piuttosto semplice, potrebbe Cuba incamminarsi su quella strada, creando uno sviluppo che aiuti tutta la popolazione? Puo' essere il Vietnam una sorta di modello per la maggiore delle Antille? Diciamo che Hanoi ha utilizzato il modello di sviluppo cinese come punto di riferimento iniziale per poi trovare la sua strada, la stessa cosa potrebbe fare Cuba. Il problema e' che i cubani, come popolo, non sono come i cinesi o i vietnamiti. Esiste in questi paesi asiatici una cultura del lavoro sconosciuta da quel lato del bloqueo, quelle tiendas, quei chioschetti da street food sono aperti 24 ore al giorno, turni da 12 ore, al termine del lavoro non resta molto per una vita privata, per fare gozadera. L'asiatico mette il lavoro al di sopra di ogni cosa, a Giaveno c'e' una tienda cinese aperta 360 giorni all'anno, fanno tutto loro, non hanno dipendenti tutto resta in famiglia. Ovviamente mandano una vagonata di quattrini in patria ai parenti oppure nei loro investimenti, perche' moltissimi alla fine tornano a casa. In quel documentario il protagonista lavorava su quel treno, era una sorta di controllore ma faceva anche molti altri lavori nelle carrozze, in 3 giorni avra' dormito pochissime ore, non ce lo vedo un cubano fare quel tipo di vita. Chiaramente i salari sono differenti, suppongo che lo stipendio statale, a differenza di Cuba, sia sufficiente per vivere in modo piu' che decoroso. Ci sono anche moltissimi investimenti stranieri sia al nord che al sud, la fama di paese buon pagatore aiuta chiunque voglia fare business a differenza di cio' che avviene a Cuba, ricordiamoci del discorso fatto sul gruppo di Parigi e dei debiti pregressi dell'isola con mezzo mondo. Oggi il Vietnam e' una potenza in Asia, uscito a pezzi da una guerra devastante ha saputo tirarsi su le maniche e ricominciare quasi da capo, senza mai mettere in discussione la guida Socialista del paese. Mettiamoci anche che il Vietnam come attrazione turistica ha perfino i tunnel che i Vietkong scavavano per combattere gli invasori, Cuba con tutto quel ben di dio di mare e non solo dovrebbe partire in nettissimo vantaggio dal punto di vista turistico. Eppure il rapporto qualita' prezzo degli alberghi vietnamiti, a leggere i report di chi c'e' stato, e' ottimo mentre la stessa cosa non si puo' dire della maggioranza degli hotel cubani. Si diceva che Fidel guardava all'Urss mentre Raul alla Cina, mi sembra che non si sia approdati a nessuna delle due sponde, anche perche' una e' saltata per aria sostituita dalla Russia con cui Cuba ha fraterni legami. Di ugualmente positivo c'e' stato l'approccio alla battaglia contro il maledetto virus che ha fatto pochissime vittime in entrambi i paesi, stando ai dati ufficiali. Vedremo se, in un futuro post covid e post Castro, Cuba riuscira' a fare quel passo necessario verso una forma di sviluppo economico compatibile con le scelte politiche fatte 62 anni fa. Se non fosse possibile occorrera' trovare una formula che salvaguardi l'economia senza mettere in dubbio il sistema politico.

giovedì 7 gennaio 2021

mercoledì 6 gennaio 2021

TUTTI COMUNISTI... 😂



Visto che manco da Cuba da oltre un anno, come tutti, per cercare di capire qualcosa su cio' che realmente accade sull'isola, ogni tanto, faccio un giro sui social per trovare qualche scritto, commento, missiva interessante in modo da farmi un'idea. Ci sono persone che è un piacere leggere. Poche, ma ci sono. L'impressione e' che, nel volgere di pochi giorni, gran parte dei frequentatori dell'isola siano diventati o stiano diventando Comunisti. Lo dice uno che Comunista si considera sul serio. Come ho scritto altre volte il mio concetto di Comunismo e' semplice; vivere bene se anche gli altri riescono a farlo almeno decorosamente. Con questo non voglio dire che non devono esistere le classi, i livelli, se io non mi sono mai alzato una mattina dicendo “merda devo andare a lavorare” mentre moltissimi considerano le ore di lavoro un incidente di percorso e' perche', all'origine, non a tutti sono state date le stesse carte. In questi giorni a Cuba, con l'unificazione monetaria, i prezzi stanno salendo, non a caso lo stato ha alzato a 2100 pesos il salario minimo. Ovviamente la cosa genera malcontento cosi' come lo ha generato la creazione delle tiendas in MLC, sopratutto se poi in quelle in Cup trovi poco o nulla. I commenti che prendo in considerazione, quando giro sul web, sono quasi unicamente quelli degli italiani che vivono a Cuba in pianta stabile, mi interessa il loro punto di vista, come vivono, come risolvono le incombenze quotidiane. L'Italiano che vive a Cuba, nella maggior parte dei casi, vive in un limbo fra il livello di vita del cubano discretamente benestante e quello del turista classico. Mi ci ritrovo in molte cose che raccontano, comici sono invece la maggior parte dei commenti di chi, dall'Italia, vuole spiegare a tutti ma sopratutto a chi vive a Cuba, come sia la situazione nel paese. C'e' una nutrita schiera di Zichichi che fino a ieri ha rotto i coglioni perche' Cuba era un paese Comunista, tutto era centralizzato e non c'erano “libere elezioni”, che ora si straccia le vesti. Ovviamente in questa situazione ci hanno sguazzato per anni; ha fatto comodo la sicurezza por la calle, i prezzi calmierati, andare a mangiare con 40 pesos, il quarto di pollo alla sventurata di turno e via discorrendo. Ora che l'economia di mercato sta pesantemente entrando nell'isola sono diventati tutti Compagni rimpiangendo i bei tempi andati; “dove andremo a finire di questo passo?” affermano ad ogni pie' sospinto. Andremo a finire che ora caro amico mio inizi a pagarti le cose per il prezzo che hanno. Finite le mangiate col plato fuerte a 20 pesos, finite le zoccole barate, finito il tagliarsi i capelli con 20 pesos uscendo imprecando dal locale perche' il cubano ne paga solo 10, finito il bengodi. Ora che il Comunismo e' meno Comunismo metti la mano nel borsillo e paghi. Certo so perfettamente che questa situazione mettera' in crisi una parte della popolazione, magari non quella che in una sera spendeva 50/100 cuc in cerveza o accendeva l'aire lasciando la finestra aperta, ma comunque problemi ce ne saranno. Personalmente quando scendero', magari presto, faro' le mie considerazioni ma credo che il mio stile di vacanza non cambiera' poi di molto. Se il bar “in” mettera' la cerveza a 100 pesos se la terra', se il Cache, un locale per fighetti che mi ha sempre fatto cagare, chiedera' 125 cup per un caffe' potranno anche andare a fare in culo. Non sono un beone, in una vacanza se mi bevo 5 birre ne ho bevute tante quindi il problema e' relativo. Se i ristoranti triplicheranno i prezzi mangero' a casa, ma sicuramente trovero' il locale, Mario o un altro, dove si potra' mangiare senza lasciarci un rene. Faro' la spesa al mercato o dove sara' conveniente farlo, girero' in scooter fino a quando non trovero' cio' che cerco, tanto non e' che devo andare a lavorare. Tutti fingono di avere a cuore i cubani ma alla fine si cagano addosso perche' temono che l'isola per loro non sara' piu' accessibile. Ho gia' detto che sono disposto a spendere un po' di piu' del passato ma non molto di piu', se il gioco non varra' la candela...al mondo ci sono cosi' tanti bei posti...Davvero il web sembra invaso da una schiera infinita di neo Comunisti che passano le giornate a rimpiangere i bei tempi andati. Come ho scritto in 20 anni ho conosciuto la Cuba di Fidel, poi quella di Raul, se la prossima non dovesse piu' essere compatibile sul come vedo una vacanza me ne faro' una ragione e passero' oltre. A Cuba si va in vacanza, non si fugge, non è un film di Salvadores...

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7/1/2021

lunedì 4 gennaio 2021

HEMINGWAY

La storia di Ernest Hemingway ha caratterizzato diverse decadi del secolo scorso. Grande scrittore, uomo avventuroso, viaggiatore instancabile, bevitore imbattibile, ha girato tutto il mondo, era molto legato all'Italia, ma oggi raccontiamo del suo lungo rapporto con Cuba. Parliamo di scrittori che hanno fatto la storia, se oggi ci ritroviamo i Saviano e' perche' qualcosa non deve avere funzionato bene negli ultimi decenni di letteratura e cultura. La presenza dello scrittore nelle zone centrali della capitale e' viva, ovviamente i locali storici un po' ci marciano ma questo e' normale e comprensibile. La sua Finca “Vigia” a S.Francisco de Paula oggi e' un museo con migliaia di visitatori ogni anno, la Bodeguita del medio, El Floridita, l'hotel Ambos Mundos, il cocktail Papa Doble, lo yacht Pilar, Plaza Hemingway sono tutte tracce vive del suo passaggio. I suoi libri scritti ed ambientati sull'isola “Isole nel golfo”, “Avere e non avere”, “Il vecchio e il mare” , i riferimenti a Cuba nei libri “Verdi colline d'Africa”, “La quinta colonna”, “Per chi suona la campana” che Fidel amo' e lesse quando si trovava nella selva. Scrisse a Fidel una missiva; “Nosotros, los cubanos vamos a ganar, I'm not a gringo, You Know?” Hemingway sbarca per la prima volta a La Habana nel 1928 con la seconda moglie Pauline ed i figli Jack e Patrick di passaggio verso Kay West dove aveva una casa dal 1924, nel 1938 decise di stabilisti definitivamente nella capitale di tutti i cubani. Pur viaggiando molto, avendo case ovunque e portato all'altare ben 4 mogli Ernest fu sempre legato all'isola sopratutto all'Avana vecchia. Premio Nobel per la letteratura nel 1954, visse in molti posti ma non lascio' mai definitivamente Cuba. Adorava la pesca del Marlin che gli ispiro' il capolavoro assoluto “L'uomo e il mare”, ricordo l'interpretazione sontuosa di Spencer Tracy nel film tratto proprio da quel romanzo. Adorava i bar dove passava le lunghe, calde giornate avanere, bevendo sopratutto il mojito a La Bodeguita e il daiquiri al Floridita. Nella sua finca concentro' i grandi amori della sua vita, il panfilo, le donne, i figli, i trofei di caccia e di pesca, nella piscina di quella finca fece il bagno Ava Gardner nuda. Il vecchio e il mare e' ambientato a Cojimar dove esiste un monumento in suo ricordo. Oggi la piu' grande marina della capitale a 15 km a ovest dell'Avana porta orgogliosamente il suo nome e puo' ospitare piu' di 400 barche. Non era e probabilmente non fu mai Comunista, ma fu un grande amico della Rivoluzione cubana e di tutte le Rivoluzioni. Fu militante anti nazi-fascista durante gli anni della seconda guerra mondiale, sul Pilar debitamente attrezzato diede la caccia ai sottomarini tedeschi lungo le coste cubane senza mai trovarli anche perche' raramente si spinsero tanto ad occidente. Malgrado questo l'FBI apri' un paio di voluminosi fascicoli su di lui perche' ritenuto Comunista. In diverse occasioni, prima della Rivoluzione diede soldi al Partito Comunista Cubano fuorilegge che era incaricato di trovare volontari per la guerra civile spagnola contro i franchisti. Durante la dittatura di Batista la sua finca venne perquisita, irruppero anche soldati in uniforme. Piu' volte il suo yatch trasporto' armi e munizioni per i guerriglieri nella Sierra Maestra, nel 1956 dopo lo sbarco del Granma agenzie giornalistiche occidentali annunciarono la morte di Fidel, lo scrittore dichiaro' ad un giornalista cubano che “E' una bugia, lo dicono perche' vogliono squalificare il movimento, Fidel non puo' morire, deve fare la Rivoluzione”. Era sinceramente dalla parte della Rivoluzione, cosa non facile per un cittadino americano, voleva bene a Fidel, non erano amici ma il Lider Maximo lo ammirava molto. Dopo el triunfo de la Revolucion torno' a Cuba e dichiaro' “Sono molto felice di stare nuovamente qui' perche' mi considero un cubano.” Difese la Cuba di Fidel anche quando, per aggiustare i conti qualche fucilazione fu di troppo, lui dichiaro' “Conobbi personalmente uno degli uomini fucilati a Cuba, se fosse stato fucilato 100 volte non sarebbe stato sufficiente per i crimini commessi nel passato”. Mori' suicida sparandosi un colpo di fucile in testa il 2 luglio 1961 nella sua abitazione a Ketchum nell' Idaho, si suppone che non lo fece a Finca Vigia per rispetto a Cuba. Fidel disse di lui; “L'uomo puo' affrontare delle avversita', inoltre deve farlo. Il finale non sta' scritto, non sempre si otterra' il trionfo. Ma e' imperativo cercarlo, lottare per esso. E' questo il messaggio di Hemingway che teniamo presente a Cuba, nel mezzo di una Rivoluzione. Per la verita' che ci ha accompagnato nei momenti cruciali e difficili che abbiamo attraversato. Anche noi durante decenni siamo stati siamo stati vulnerabili ed esposti alla distruzione. Ma i motti rivoluzionari sono stati ricorrenti e fermi: trasformare i rovesci in vittorie. Potevano mille volte distruggerci, ma non vincerci. Hemingway aveva completamente ragione; un uomo puo' essere distrutto ma mai vinto. Non fu altro il messaggio che abbiamo ricevuto. Non e' stato altro il reclamo degli uomini che in tutte le epoche hanno lottato e della loro letteratura.”

Diario DI BORDO 

5/1/2021