venerdì 6 marzo 2015

SPORT SCOLASTICO E DI BASE

 Risultati immagini per ginnastica anziani cuba

A livello generale, come e' logico che sia, il sistema scolastico italiano e' di maggior livello rispetto a quello cubano.
Dal punto di vista dell'attivita' sportiva, pero', i caraibici ci danno tanta di quella pastina da riempirci mille pentole.
Lo sport, a scuola, in Italia e' rimasto maomeno com'era quando a scuola ci andava il vostro umile scriba, nonche' cadetto di Guascogna.
Parlo della settimana successiva alla vittoria degli Orazi sui Curiazi...
Alle elementari, periodo evolutivo fondamentale per un bambino, andavamo in palestra, se e quando era libera, una volta la settimana.
Il maestro Damiano, un siciliano che per 5 anni ha indossato sempre la stessa giacca, pantaloni, camicia, cravatta e sciarpa, si sedeva, apriva il giornale, e si fumava la sigaretta.
Noi avevamo il pallone e giocavamo.
La stessa cosa accadde alle medie e alle superiori.
Appena finito l'Isef, per 2 anni, presi un paio di supplenze lunghe in una scuola media fuori citta'.
Mi presentai pieno di entusiasmo, con tabelle e grafici d'allenamento che i ragazzi mostrarono di apprezzare.
Dopo due lezioni mi presero da parte la prof di lettere e quella di matematica dicendomi che dovevo smetterla di rimandare in classe i ragazzi sudati...
Non era un lavoro su cui avevo fatto piani, ero poco piu' che un ragazzino e lasciai perdere, evitando discussioni.
Non era la mia guerra.
Questo per dire che lo sport a scuola e, in generale, quello di base da noi sono una barzelletta.
A Cuba il discorso e' differente.
E' facile, perlomeno a Tunas, vedere in pieno giorno scolaresche giocare e fare ginnastica nei parchi cittadini.
Certo...i prof sono ragazzini brufolosi ventenni con tatuaggi e pantaloni col cavallo alla cacaiola ma, esattamente per quanto riguarda i medici....questo e' rimasto nel paese.
Sono tutti in missione da qualche parte.
Comunque i bambini e i ragazzi fanno sport, coi pochi mezzi che il paese possiede, magari con uno stile eccessivamente militaresco pero' lo fanno.
In molti parchi e giardini cittadini ci sono attrezzi ginnici colorati di rosso e giallo piantati nel terreno, a disposizione del popolo, di chiunque voglia fare un po' di movimento.
Non solo e' tutto gratuito ma, pur essendo lasciati all'aria aperta giorno e notte, nessuno si sogna di danneggiarli.
Da noi sarebbero pieni di graffiti e di scritte in stile bagno pubblico; “Paola lo ciuccia a Pasquale”.
Sempre se non li avessero gia' rubati.
Nel barrio dell'abuela, proprio di fronte a dove vive, 3 volte la settimana viene una profesora che tiene un corso di ginnastica per le vecchiarille, abuela compresa.
Tutto gratis anche in questo caso anche se, ogni tanto, il regalito por la profesora salta fuori.
Non e' raro vedere, all'Avana, gruppi di anziani che, nei parchi fanno Tai chi, retaggio del passaggio chino nel paese.
Sta' anche, timidamente, iniziando un discorso di personal trainer o qualcosa di simile.
Nel barrio dove ho la casa, un barrio di gente che sta' bene, c'e' un patio dove ogni mattina una ragazza, notevole, tiene un corso a 3 signore.
Ho parlato con la fanciulla, ehm...da collega a collega, e mi spiegava che, per 2 lezioni settimanali, fra tutte e tre, le danno 10 cuc al mese.
Buttali via.
Da noi si e' cercato, anni fa, di fare cose simili, ricordo Sportinsieme messo in piedi, oltre 20 anni fa, dall'allora sindaco Novelli, per cui lavorai in un paio di campagne elettorali.
La gente pagando una boberia poteva frequentare molti corsi in strutture comunali.
Il comune metteva la differenza per pagare noi istruttori.
Oggi coi comuni alla canna del gas sarebbe fantascienza mettere in piedi una cosa simile.
Fare sport a Cuba, e 'considerato un diritto a cui tutti possono accedere gratuitamente o con spese minime.
Se investi oggi nello sport di base, domani dovrai farlo molto meno in ospedali e medicine.
P.S.
A proposito di sport....questa sera giocano i Villans, ho saltato le due partite di gennaio (Cuba) e quella di febbraio (Veneto) quindi e' la prima della stagione.
Caviglia gonfia e spalle infiammate....speriamo di non peggiorare la situazione; gia' non farmi male sarebbe un successo.
Pinga.

29 commenti:

  1. Anche nel barrio dove vivo ci sono queste iniziative. Stefano

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    1. Credo siano comuni in tutto il territorio

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  2. Cuidate viejuco...

    A 20 anni: bicipiti.
    A 40 anni: tricipiti.
    A 50 anni: precipiti.

    ..io invece c'ho 20 anni , ma ce ne son voluti 35 per accorgermene :-)

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    1. Barcollo ma non mollo. Sono in palestra cercando di capire se questa sera riesco a correre o mi tocca giocare come Pirlo. Da fermo

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    2. Grande Tio! L'ultima frase è fantastica. E tua?

      Simone

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    3. Certo, mi sembra una concetto talmente ovvio....

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  3. Quello del prof di educazione fisica che durante la sua ora porta i ragazzi al campetto di calcio e mentre questi giocano a pallone, lui apre il giornale e accende una sigaretta é un classico di quando andavamo a scuola noi. Chissà sr ora i tempi sono cambiati. P68

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  4. Secondo me è cambiato solo che non può più fumare in classe. Il resto è uguale

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  5. Istruzione e sanità (io aggiungerei anche la sicurezza) : Cuba batte Italia.
    (dal Fatto Quotidiano).

    Il sistema educativo cubano è il migliore dell’area latinoamericana e dei Caraibi. Non lo afferma qualche polveroso bollettino veterocomunista ma l’istituzione guida del neoliberismo internazionale, la Banca mondiale. Secondo un recente rapporto dell’istituzione in questione, Cuba possiede un corpo docente di alta qualità e presenta parametri elevati, un forte talento accademico, retribuzioni adeguate ed elevata autonomia professionale, al pari di Paesi rinomati in questo senso a livello mondiale, come Finlandia, Singapore, Cina (in particolare la regione di Shanghai), Corea, Svizzera, Paesi Bassi e Canada.
    Già in precedenza, peraltro, sempre il Banco mondiale aveva sottolineato, in un altri suoi rapporti, il riconoscimento internazionale attribuito a Cuba per i suoi successi nei campi dell’educazione e della salute, ottenuti grazie a un sistema di servizi pubblici che supera il livello presente nella maggiore parte dei Paesi in via di sviluppo e in alcuni settori è comparabile a quello dei Paesi sviluppati. E che fin dalla rivoluzione del 1959 è stato creato un sistema che permette l’accesso universale alla salute e all’educazione. Un modello che ha permesso a Cuba di raggiungere l’alfabetizzazione generale, sradicare determinate malattie, garantire l’accesso all’acqua potabile e la salute pubblica di base, con bassi livelli di mortalità infantile e alta speranza di vita, con un costante miglioramento degli indicatori sociali dal 1960 al 1980 e un ulteriore miglioramento dei tassi di mortalità infantile e speranza di vita negli anni Novanta. La Banca mondiale osservava come le prestazioni dei servizi sociali a Cuba siano fra le migliori del mondo in via di sviluppo, come documentato del resto da fonti di varie organizzazioni internazionali come l’Organizzazione mondiale della salute, il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo e altre agenzie delle Nazioni Unite.
    Non male, specie per un Paese sottoposto da oltre cinquanta anni a un blocco economico e a continui attentati e atti di terrorismo da parte della massima potenza mondiale.
    Continua.....

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    1. Retribuzione adeguata ai docenti......?
      Ma parlano sul serio?

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    2. Sbarellano del tutto, secondo me parlano senza aver mai vissuto Cuba o essersi mai documentati della realtà dei salari cubana.

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    3. La quasi totalita' dei giornalisti italiani quando parlano di Cuba lo fanno senza esserci mai stati, o avendo visitato...Varadero.
      Alcuni addirittura lo fanno da Miami....

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    4. Anche se è indubitabile che il welfare cubano rimane un esempio da seguire per tutti i paesei del terzo mondo, la qualità dei servizi sociali negl'ultimi anni è crollata. Medici e inseganti in missione a recaudar divisa, mancanze croniche di medicinali salvavita, condizioni ingeniche angoscianti di molti ospedali. L'intenzioni sono ottime ma i risultati pratici sono spesso scadenti. Nei dati ufficiali c'è molta demagogia! Franz

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    5. Infatti, ripeto il problema è che quelli buoni sono tutti fuori dal paese

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  6. Non è del resto casuale che metodologie, expertise e risorse umane cubane siano attivamente presenti in tutta l’America Latina e in tutto il mondo, nel settore in questione come in altri, specie la sanità. Va d’altronde considerato come il Paese dedichi all’insegnamento il 13% del proprio bilancio nazionale. Si pensi che in Italia, nel 2008, la percentuale dedicata al tema raggiungeva il 4,6%, mentre in anni più recenti la spesa è stata ulteriormente tagliata, come notato dalla stessa Unione europea.
    Nonostante i vacui blablabla di Renzi, non inferiore da questo punto di vista ai suoi predecessori, la situazione permane estremamente deplorevole anzi si aggrava ogni giorno di più, da tutti i punti di vista: dall’edilizia scolastica al precariato dei docenti, dagli strumenti didattici a disposizione alla dispersione scolastica. E non bastano certo i più o meno oxoniani anglicismi del nostro governo a colmare lacune sostanziali.
    Vero è peraltro che in una società come la nostra, la paideia, l’educazione dei giovani, non è in mano alla scuola, ma molto di più, a una televisione di pessima qualità e a social media dove si trova di tutto e il suo contrario. Senza contare i miti che vanno per la maggiore nell’immaginario collettivo anche giovanile e i valori di riferimento che sono più che altro denaro, violenza e individualismo sfrenato. In molti casi i modelli educativi e di vita sono rappresentati dai capi della criminalità, Belluscone docet.
    Del tutto relativo, pertanto, si rivela il concetto di Paese in via di sviluppo e di Paese sviluppato. Potremmo dire, che grazie ai tagli di spesa imposti dall’Unione europea e alle fallimentari e liquidatorie politiche perseguite da una classe politica di semianalfabeti, da Gelmini in poi, il nostro Paese si stia decisamente avviando verso il sottosviluppo, mentre Cuba si conferma un Paese di sviluppo le cui success stories indicano a molti altri Paesi quale deve essere la via da seguire.
    Per non parlare dell’impegno di Cuba sul fronte della salute, non solo per sé ma per tutto il pianeta. Mentre da noi alcuni blaterano in modo insensato di chiusura delle frontiere per bloccare i virus, Cuba, raccogliendo il plauso delle Nazioni Unite, ha inviato 165 medici e infermieri in Africa per combattere il virus dell’Ebola.
    Potremmo proporre un cambiamento, sia pure temporaneo, trasferendo l’attuale ministro dell’educazione cubano nel nostro governo e inviando la Giannini a imparare qualcosa all’Avana. Più difficile risulterebbe lo scambio fra Renzi e Raul, si teme fortemente che il nostro, dopo qualche giorno di chiacchiere a vuoto, sarebbe destituito e mandato a tagliare la canna da zucchero a tempo indeterminato. E senza gelato, beninteso. Ma visto che ci siamo potremmo mandare a Cuba in rieducazione grandissima parte della nostra classe politica e imprenditoriale.

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    1. La Gelmini ha dato il colpo di grazia alla nostra gia' precaria situazione scolastica.
      Anche in presenza di una precisa volonta' politica ci vorranno decenni per rimediare ai danni provocati da quella signora, probabilmente rovinata dalla legge Merlin.

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    2. Diciamo che tutto il governo Berlusconi ha massacrato l'Italia.

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    3. Diciamo che anche quelli precedenti e quelli successivi hanno dato il loro robusto contributo al disastro attuale.

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  7. Cuba se sitúa entre los peores países del mundo para hacer negocios.
    (Fonte: martinoticias)

    Según el Mapa de Riesgo Político 2015, que elabora una de las compañías líderes en gestión de riesgos, seguros y consultoría, la isla aún tiene altos niveles de riesgo para invertir, principalmente por la "interferencia política".
    Cuba sigue siendo uno de los países del mundo con mayor riego para hacer negocios, de acuerdo al Mapa de Riesgo Político 2015 que ha elaborado AON, una de las compañías líderes a nivel internacional en gestión de riesgos, seguros y consultoría.
    En concreto, este documento que detalla el análisis por países, señala que Cuba aún tiene altos niveles de riesgo para invertir, principalmente por la "interferencia política". También apunta que la "relajación parcial de las restricciones económicas de Estados Unidos son positivas para el turismo y la industria local".
    Sin embargo, según AON, "el control gubernamental de los negocios, con una normativa frágil, hacen de Cuba uno de los lugares más difíciles para hacer negocios en el mundo". Las reformas recientes sólo se reflejan en una "modesta mejora en algunas de sus puntuaciones de riesgo, y el riesgo de violencia política es cada vez mayor".
    Concluye este breve informe de la aseguradora aludiendo a otros factores que pueden influir en las inversiones diciendo que "dada la anticuada infraestructura del país, su cadena de suministro es altamente susceptible a las condiciones climáticas, especialmente los huracanes".
    En este Mapa de Riesgo Político, Cuba comparte con otra veintena de países la catalogación de lugares con alto riesgo para invertir, una de las diez variables que evalúa.
    En el caso de Venezuela, al mismo nivel que Afganistán en muchas de ellas, se afirma que "sigue presentando elevados riesgos en todas las áreas económicas, con problemas especialmente importantes en el ámbito legal, regulatorio y en el intercambio de divisas". Para AON, con el actual gobierno de Maduro "el riesgo de impago ha aumentado como consecuencia de la caída del crudo".
    En América Latina, junto a estas dos naciones también se encuentra en la misma situación Argentina y Haití. El resto de países de la lista se ubican en África e incluyen a Guinea, Libia, Chad, Níger, Camerún, Nigeria, Sudán, Sudán del Sur, Congo, República Centro Africana, República Democrática del Congo, Somalia, Zimbawue y Angola.
    Mientras, en Asia son Camboya, Corea del Norte, Uzbekistan, Turkmenistán, Tayikistán, Irán, Afganistán, Siria y Myanmar los que se catalogan como los peores para hacer negocios. Ni Europa ni Oceanía tienen países dentro de ese nivel de riesgo.

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  8. Valter ti ha preso la fregola del copia-incolla.....ahahahahaha?

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    1. ahahahah no quando becco articoli che possono essere di interesse per tutto il blog li posto, ma sono sempre un ospite qui, se il padrone di casa non li ritiene utili il basurero è pronto :-)

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    2. Figurati ogni contributo è sempre il benvenuto amico mio

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  9. Mi piace questo post,hai sempre parlato di come I cubani si vergongassero a farsi vedere in giro faccendo una semplice corsa per le vie della citta,io invece pensavo come fossero avanti in materia di conocenza di tutti gli sport in generale,sin dalla scuola elementare al liceo lo sport è una vera e propria materia che si deve superare,un semestre atletica un'altro volleyball,handball,football ,basket(I'll mio preferito)è così via,ricordo con tanta nostalgia anche le lezioni di tiro al blanco,non bastava fare sport dovevamo sapere le regole,in italia seguendo le olimpiade ho scoperto a mio malgrado che l'italiano medio non ha idea di nessun sport oltre al calcio o moto in tutte le su categorie,non mi sorprende che de la pelota non interesa a nessuno(troppo complessa) se non sei nato in una certa area geografica pero anche coreani e giapponesi hanno imparato alla grande,parlo dil fatto che in genere non conozcono che karate e judo siano sport diversi o non sappiano cos'è tatami. Dayanis.

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    1. Il baseball e' famoso nei paesi dove hanno, a lungo soggiornato gli americani o comunque dove hanno messo il naso.
      Caba, Vanazuela, S.Domingo, Giappone Corea del sud, in Olanda intorno alle basi Nato e in Italia, ad esempio Nettuno, proprio dove sono sbarcati nella seconda guerra mondiale.

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  10. I cubani adorano lo sport, lo seguono, lo conoscono ma sono anche il popolo che, al di fuori dei canali statali convenzionali e scolastici, meno lo pratica.
    Cuba e' spettacolare, visti tutti i problemi, nel creare atleti di eccellenza ma io parlo di fare sport amatoriale per il piacere di farlo.
    E' anche vero che fino a poco tempo fa il problema e' mettere insieme pranzo e cena, se hai problemi di questo tipo a svagarti non ci pensi.
    ma le cose stanno cambiando.

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    1. Bravo,è proprio quello il punto dopo la scuola siamo troppo impegnati a mettere insieme pranzo e cena,imaginiamoci se possiamo pensare a fare sport?ahah,e si anzio e nettuno grande tradizione col baseball ed ogni tanto anche da quelle parti si organiza qualche torneo tra cubani e ci vado con tanto piacere.

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  11. Gutierrez ci ha raccontato che dopo il crollo del blocco socialista la gente continuava a dimagrire. Forse non era il caso di smaltire le ossa. . .

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  12. solo per un spunto di riflessione in aggiunta al post:
    lo sport prima dell' avvento del capitalismo e relativi mezzi per conformare ed omologare le masse è sempre stato strumento della politica per le sue potenzialità aggreganti del popolo nonché di proselitismo. Pensate al periodo fascista italiano con Primo Carnera, Girardengo, le vittorie della nazionale di calcio nel 34 e nel 38, oppure dopo la seconda guerra mondiale quando l' ex unione sovietica affidò alle vittorie dei suoi atleti il compito di dimostrare la superiorità fisica e morale del modello comunista sul mondo occidentale, vedi le Olimpiadi di Helsinki del 1952, nelle quali gli atleti sovietici si piazzarono al secondo posto nella classifica per nazioni preceduti solo dagli Stati Uniti, superati già quattro anni dopo a Melbourne.
    La cultura dello sport a Cuba credo tragga le sue origini da questo modello.

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  13. Condivido in pieno e aggiungerei anche la DDR, una piccola nazione che riuscì ad arrivare terza in un medagliere olimpico

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