giovedì 9 aprile 2015

MASSONERIA

 Risultati immagini per massoneria a cuba

Ci sono argomenti e situazioni nella vita che attirano la mia attenzione.
Situazioni in cui non sono particolarmente ferrato, non si puo' essere tuttologi, ma di cui vorrei saperne di piu'.
La curiosita' e' uno dei motori che ha portato l'uomo, dall'eta' delle caverne in poi, a sviluppare il proprio sapere e le proprie conoscenze.
Di conseguenza ci sono argomenti, come quello di oggi, in cui non sono certamente un'esperto (anche se un pochino i compiti li ho fatti...), quindi ogni contributo risultera' graditissimo.
Mi hanno sempre incuriosito, passando di fronte ad alcuni edifici a Las Tunas, edifici di diversa natura (associazioni di uccelli, congregazioni, locali adibiti a diverse destinazioni) vedere i tipici simboli massonici.
Tipo “l'occhio” tanto per intenderci.
Queste societa', piu' o meno segrete, mi hanno sempre intrigato parecchio.
Purtroppo quando parliamo di massoneria in Italia, ci riferiamo, anche in questo caso, a situazioni di malaffare.
Gelli, Calvi, tutta la banda di banchieri e faccendieri che hanno dato un robusto contributo a ridurre il nostro paese in questo stato.
Nel mondo, la massoneria e' stata ben altra cosa.
Nasce come societa' segreta per cercare di imporre una visione piu' illuminista del creato, in contrapposizione al pensiero unico dei baciapile ecclesiastici.
Erano tempi in cui se non era simpatico ad un prete finivi sulla carbonella, ad ardere come un ossobuco.
Di conseguenza certi pensieri liberali, illuminati, nati in base a studi scientifici andavano tenuti nascosti, come nascoste erano le riunioni che effettuavano chi la pensava in quel modo.
A Cuba la massoneria e' stata introdotta dagli inglesi, chi ha qualche nozione di storia e dello scisma della chiesa d'Inghilterra nei confronti del papato, capira' che la situazione aveva una sua logica.
Le logge massoniche si rafforzarono con l'arrivo dei francesi, in fuga dalla rivoluzione haitiana.
Nei prossimi mesi, parleremo dell'influenza lasciata dai miei vicini di casa mangiarane nella cultura dell'oriente dell'isola, compreso quel ballo che sembra un minuetto.
La massoneria sull'isola e' stata contrastata, ovviamente, dagli spagnoli, da sempre fedeli all'omino vestito di bianco che vive a Roma.
Pero' e' sopravvissuta e si e' sviluppata come corrente di pensiero e libera associazione di individui.
Anche dopo il Trionfo della Rivoluzione i massoni cubani sono riusciti a proseguire la loro opera, ovviamente tenendo conto della nuova realta', non avrebbe potuto essere altrimenti.
Ogni famiglia cubana ha o ha avuto un partecipante a qualche loggia.
Ricordo il suegro che, mentre eravamo impegnati con l'Onat per i permessi della renta, mi disse che il padre della tipa incaricata de los papeles era nella stessa loggia di suo padre.
Non so se anche il suegro sia un massone, ma non mi stupirei per nulla della cosa.
Oggi la massoneria a Cuba e' piuttosto sviluppata, in ogni città ci sono piu' logge, anche e sopratutto nelle zone rurali il fenomeno e' evidente.
Probabilmente, come e' avvenuto da noi, anche da loro fraternanza e interessi sono strettamente legati.
Non e' facile entrare in una loggia massonica, non fanno proselitismo, devi per poter sperare di accedere, essere presentato da qualcuno che gia' e' dentro e che si fa da garante per te.
Sono portatori di valori positivi sopratutto nei confronti dei giovani ma, tengono a specificare, non sono una soluzione al problema della mala educazione delle nuove generazioni.
Pur essendo un movimento laico, al pari delle chiese, nei tempi economicamente complicati, hanno ricevuto aiuti dai loro confratelli sparsi per il mondo.
Nulla a che vedere con Dan Brown e i suoi racconti ma, semplicemente, gente che crede in una societa' migliore e che, pur con molte difficolta', ha sempre cercato di dare una visone ottimistica della vita spingendo la gente ad assumersi le proprie responsabilita'.
Nel paese del “yo no tengo la culpa” non e' poco.

22 commenti:

  1. Cuba patria del comunismo. E dei massoni. Udite udite: vivono più fedeli alla squadra e al compasso nella terra di Fidel Castro che negli Stati Uniti.
    In proporzione, ovviamente. "A Cuba ci sono 29.500 massoni - racconta al Giornale José Ramón Gonzáles Diaz, ex gran maestro della gran loggia cubana -. La popolazione è di appena undici milioni di abitanti, quindi è un numero altissimo. Ogni cubano ha almeno un parente iniziato alla massoneria". Giusto per fare le proporzioni: in Italia i massoni sono appena 22mila su sessanta milioni di abitanti. Ma la vera anomalia, più che lo stupefacente numero, è la coabitazione tra le logge e il regime cubano.
    Come fa a convivere la massoneria con un regime totalitario che priva della libertà milioni di persone? Su questo i "fratelli" cubani sono piuttosto evasivi, nicchiano, si appellano alle radici storiche e tengono a precisare che i rapporti col governo "sono ottimi". D'altronde a giorni devono tornare sull'isola e non hanno alcun interesse a farsi ritirare il passaporto per colpa di qualche dichiarazione scomoda. "A Cuba la massoneria è un fenomeno popolare assolutamente trasversale. I massoni hanno combattuto per l'indipendenza dalla Spagna dalla prima metà dell'Ottocento. Non solo: molti massoni hanno partecipato alla rivoluzione contro Batista", spiega il gran maestro caraibico.
    Un legame stretto, dunque, quello tra Cuba e le logge. "La bandiera del nostro Paese è stata disegnata da Narciso Lopez, anche lui massone. I fratelli hanno un ruolo fondamentale nella storia di Cuba che non può essere estirpato". Eppure, appena insediatosi al potere, il Lider Maximo aveva cercato di dare un giro di vite ai grembiulini. "Ma non ce l'ha fatta nemmeno lui, perchè siamo troppo radicati. È una questione popolare". E i dissidenti? "Ci sono anche quelli, nelle nostre logge siedono sia comunisti che dissidenti. Perchè da noi si parla di tutto, tranne che di politica e religione". Fratelli e - almeno a Cuba - anche compagni.

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  2. Grande oriente d'Italia

    Squadra e compasso nell'isola della rivoluzione. Con i suoi 29.000 Fratelli e le sue 318 Logge (presto saranno 320), radicate sul territorio dell'intera isola, la Gran Loggia di Cuba é una importantissima realtà del mondo massonico, non solo latinoamericano. Ancor più importante, ove si consideri il contesto politico nel quale la Gran Loggia opera a partire dal 1959. Cuba, infatti, é l'unico Paese comunista nel quale sia stata consentita la sopravvivenza della Massoneria, perché tutti sono a conoscenza dei meriti conquistati sul campo dalla Libera Muratoria cubana, alla quale appartenevano tutti i padri fondatori dell'indipendenza dell'isola, a partire dall'eroe nazionale, José Martí, padre e martire del movimento indipendentista. Questo ha fatto sì che la percezione, da parte dell'opinione pubblica, dell'operato della Massoneria cubana sia assolutamente positiva.
    La Libera Muratoria dell'isola gestisce una Residenza massonica, nella quale sono ospitate gratuitamente 74 persone anziane, il Museo nazionale massonico e la Biblioteca nazionale massonica, al cui progetto di digitalizzazione sta contribuendo anche il Grande Oriente d'Italia, storicamente vicino ai Fratelli cubani e alla loro indipendenza di pensiero.
    Anche il massone Salvador Allende, presidente del Cile, durante la sua visita ufficiale a Cuba nel 1972, si recò a trovare i suoi Fratelli presso la sede della Gran Loggia. In considerazione del rapporto con il numero di abitanti dell'isola (11 milioni), in quasi ogni famiglia vi è, o vi é stato, un familiare massone. In povertà, ma con straordinaria dignità, i Fratelli Cubani continuano a lavorare e a costituire un esempio morale e di solidarietà per la popolazione.
    Il Simposio internazionale 'Massoneria e integrazione nella società attuale', che si tiene a Cuba dal 13 al 15 settembre, organizzato dal Supremo Consiglio del RSAA di concerto con la Gran Loggia di Cuba, è un segno del cammino nella società dei Liberi Muratrici cubani. Costruttori di umanità e dialogo nella Repubblica di Cuba.

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    1. Ah però. . . Anche qualche massone italiano ci segue.
      Grazie per il contributo

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  3. argomento mooooolto interessante...mmmhhh

    ho appena letto un libro: Club Bilderberg (Gli uomini che comandano il mondo) di Daniele Moro...

    semplicemente il gota della massoneria...

    O.T.:
    vediamo se De Gennaro avrà la decenza di dimettersi da Finmeccanica...

    me voy para la carretera...

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    1. Io e Hitler pensavamo che fossero gli ebrei a governare il mondo

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  4. Non solo ci seguono, ci osservano. Stefano

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    1. Ti confondi. Quelli dal buco della serratura sono i nostri pezze al culo. Ah ah ah

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  5. OT MITICO.....

    E' un Josè Mourinho a tutto tondo quello che viene fuori dalla lunga intervista concessa al "Telegraph". Lo Special One traccia un bilancio della sua carriera, spaziando dall'esperienza come allenatore, alla sua visione del calcio e della vita, dal suo modo di essere al rapporto con la religione. "Penso di avere un problema - esordisce - ovvero il fatto che miglioro in tutto quello che riguarda il mio lavoro. C'è stata un'evoluzione in molte diverse aree: il modo il cui leggo la partita, come la preparo, come alleno i giocatori. Mi sento via via sempre migliore. Ma c'è una cosa che non posso cambiare: il modo in cui affronto i media, non sarò mai un ipocrita". "Non sono così vecchio, a 52 anni credo di avere altri 20 anni da allenatore - racconta lo Special One - Ma mi sento una 'vecchia volpe', niente mi spaventa o mi preoccupa troppo, è come se niente di nuovo potesse capitarmi. Sono molto, molto stabile nel controllare le mie emozioni anche se ho bisogno del mio tempo per riflettere, per provare ad anticipare i problemi. E devo provare a nascondere le mie emozioni, devo convivere con la vittoria e la sconfitta".
    Guardando a tutta la strada fatta, adesso Mourinho è fiero di allenare: "La cosa più importante non è essere preparati dal punto di vista tecnico ma il rapporto che instauri con la persona. Il centro di tutto è l'empatia, non solo col singolo individuo ma con la squadra. E perché ci sia empatia, tutti dobbiamo dare qualcosa. Non si tratta di stabilire la relazione perfetta fra me e te ma col gruppo perché è il gruppo che vince". E nonostante i contrasti, il tecnico di Setubal si dice d'accordo con Wenger sul Pallone d'Oro: "Perché in questo momento il calcio sta un po' perdendo il concetto di squadra concentrandosi di più sulle individualità. Guardiamo sempre alle prestazioni individuali, a chi corre di più, ma non è che se uno corre 11 km e l'altro 9, allora il primo ha fatto un lavoro migliore, magari i nove chilometri sono stati più importanti degli 11. Le individualità sono le benvenute se migliorano il gruppo ma sei tu che devi lavorare per noi e non noi per te. Quando arriva un top player non è Colombo che scopre l'America, arriva per aiutarci a essere migliori come squadra".

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  6. Sui giovani talenti: "Una volta i calciatori iniziavano a giocare aspettandosi di essere ricchi a fine carriera, adesso si aspettano di essere ricchi prima ancora di aver disputato la prima partita. L'unica cosa che non puoi dare a un calciatore è il talento ma ogni giocatore è il prodotto di qualcosa. Occorre che abbiano fortuna coi genitori, con gli agenti, hanno bisogno di educazione. Quando ho avuto i primi veri soldi, ero al Porto nel 2003, avevo trent'anni e qualcosa, ero sposato, ero pronto. Questi ragazzi hanno 16, 17, 19, 20 anni, non sanno come reagire, cosa fare".Per quanto riguarda il ruolo di allenatore all'interno di una società:"Non è la persona più importante in un club ma al primo posto ci sono i tifosi, poi la proprietà, quindi i giocatori e infine l'allenatore. Anche se poi è a lui che tutti guardano".
    Si spazia poi dalla religione ("Prego ogni giorno, ogni giorno parlo con Dio. Ma mai di calcio") alla famiglia ("Penso di essere una brava persona. Commetto errori? Sì. E la mia vita professionale è solo una parte, una persona è molto di più che il suo lavoro"). Fino ad arrivare alla sua vita in Inghilterra. "A Londra posso condurre una vita normale, la gente capisce cosa disturba e cosa no, capiscono che una persona ha bisogno di spazio e rispetto. Se qualcuno mi disturba. Non è inglese. E' impossibile che a Londra qualcuno ti disturbi per colpa di un risultato negativo mentre passeggi per strada con la famiglia,
    a Madrid e Milano succede sempre". Infine su Alex Ferguson:"Ho visto le sue due facce, da un lato l'uomo competitivo, che ha provato a vincere tutto, poi l'uomo di principi, che rispetta l'avversario", l'elogio di Mou che rifiuta l'etichetta di Machiavelli del calcio, "Non mi vedo 'Machiavellico anche se ammetto che alle volte può esserci qualcosa di 'Machiavellico nei miei commenti ma niente di più".

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  7. Vecchio lupo di mare...l' argomento massoneria deve aver sconvolto i lettori del blog...visto la scarsità di commenti...

    Grande Mou!
    Gira voce che ritornino Moratti-Trochetti e con loro lo Special One...sogna ragazzo sogna...

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  8. Ero certo che l'argomento risultasse di nicchia. Ma alla fine se scrivessi solo per i commenti, comunque graditissimi, avrei smesso da tempo

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  9. Che Guevara era massone, Bolivar era massone e così molti rivoluzionari dell'America Latina, terra di cui scrivo moltissimo da qualche anno.
    Anche Juan Domingo Peron divenne massone e lo divenne grazie a Licio Gelli che, a differenza di quanto scritto qui, andrebbe rivalutato e non confuso con il mero malaffare e con il falso scandalo P2, montato ad arte dai media e dai politicanti dell'epoca.
    Ne ho scritto diffusamente sia sul mio blog che in molti articoli, raccolti anche nel mio saggio "Universo Massonico" (Bastogi Editrice).

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  10. Luca Benvenuto sul blog
    Per quanto riguarda Gelli, faccio riferimento a cio' che gli organi d'informazione hanno diffuso all'epoca.
    Poi occorrerebbe approfondire ma non lo si puo' fare per ogni argomento.
    Grazie per le informazioni.

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  11. Ovviamente occorre approfondire, anche perché si rischia di scrivere deformazioni e illazioni, come hanno fatto i giornali dell'epoca, diffamando diverse persone oneste, fra cui un mio caro amico, il Generale in pensione Umberto Granati, iscritto alla Loggia Propaganda 2 (detta volgarmente P2) e la cui vicenda ho raccontato solo io.
    Delle sentenze di assoluzione dei componenti della P2, poi, su Wikipedia ho dovuto riportarle personalmente...perché nessuno l'aveva fatto ed anche i giornali tendono a tenere la cosa nascosta e a far credere che fossero tuti criminali...mah.
    A politici e operatori dei media fa ancora comodo dare la colpa ai soliti massoni ed ai soliti "piduisti"...peccato che il Potere, quello vero, ce l'abbiano altri.

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  12. Probabilmente si è voluto sviare la attenzione da responsabilità ben più grandi da parte dei soliti noti Dell'epoca

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  13. La questione l'ha spiegata molto bene lo scrittore Pier Carpi ed in tempi recenti lo storico Aldo A. Mola, che ho anche intervistato qualche anno fa.
    Nel mio saggio ricostruisco quanto affermato da entrambi, aggiungendo anche la testimonianza del Gen. Granati, che ha scritto un saggio in merito alla sua esperienza di ex iscritto alla P2.

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  14. La P2 e' stata vista, almeno nell'immaginario collettivo, come la causa e la responsabile di molti mali di questo paese.
    Praticamente uno stato nello stato.

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  15. http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=804:la-loggia-massonica-p2&catid=20:altri-documenti&Itemid=43

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  16. Non nell'immaginario collettivo, ma nell'intento dei media e dei politicanti.
    Anche oggi, in particolare i grillini, la utilizzano come spauracchio... sic !

    Un po' come molti raccontano la ferocia di Fidel o di Chavez...o oggi di Maduro...sic !

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  17. Intanto credo sia giusto osservare che la Massoneria, come ogni aggregazione umana, è fatta di persone, e pertanto porta in sè tutti i pregi e difetti di questa specie animale.
    Per comprenderla e studiarla, anche solo come fenomeno di aggregazione e sociale, è necessario secondo me seguire alcune regole chiare.
    In primis, vedere cosa sostiene e cosa dichiara di essere e volere.
    In secondo istanza come effettua i propri reclutamenti e sopratutto da dove, da quali classi sociali.
    Infine è necessario analizzare il suo posizionamento nella storia e nei confronti dei poteri costituiti.
    Le idee della Massoneria sono abbastanza note, pubblicate su carta ed Internet e non vi è nulla di segreto. Semplificando al massimo possiamo dire che essa propugna il diritto di ogni uomo di esprimere le proprie idee e vivere la propria vita come meglio crede, con l'unico limite di non danneggiare gli altri uomini. Libertà di pensiero, libertà di parola e libertà di azione in una realtà sociale in cui gli uomini sono visti come fratelli di uguali diritti.
    Essa pertanto si oppone strutturalmente al precetto delle religioni mosaiche in cui esiste una pretesa di esclusività della verità, nel senso che ognuno (ebreo, cristiano o musulmano) sostiene che solo lui conosce la verità e solo il suo dio è vero. Risulta altrettanto antitetica a tutte le forme assolutiste politiche, in cui per un motivo o l'altro qualcuno sostiene di possedere l'unica verità: fascismo, comunismo, dittature varie. Questo non per il concetto filosofico in esse espresso, ma per la metodologia di applicazione. Non vi è nessuna difficoltà per un cristiano, un comunista o un ebreo ad essere massone, nella misura in cui accetta la libertà del suo fratello, seduto vicino a lui, a non esserlo.

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  18. Reclutamento. Proprio per quanto sopra la Massoneria è aperta a tutti gli uomini, il ceto sociale è irrilevante. Questo è più comprensibile oggi, ma quando la massoneria si struttura in modo formale nei primi del '700 era un concetto rivoluzionario. Infatti essa è molto trasversale, vi sono operai e professori, ricchi e poveri.

    Il rapporto col potere, sopratutto in stati dominati da una o l'altra forma di ideologia prevalente e "gelosa" del proprio potere, è per sua stessa natura difficile. Ogni potere ha come prima ed assoluta finalità l'automantenimento. PEr questo deve eliminare o almeno ridurre i poteri concorrenti. Siccome la Massoneria è per sua stessa intrinseca natura la "Casa di Tutti", uno spazio libero e franco in cui poter esprimere ogni idea, basta che non leda altri uomini, essa non può coesistere con poteri assoluti o aspiranti ad esserlo.
    Possiamo dire che esiste una proporzionalità inversa tra il tasso di libertà politica e di parola in un paese e la accettazione da parte del potere costituito della Massoneria.

    Vediamo che in paesi che della libertà personale fanno - nel bene e nel male s'intende - un valore fondante, la massoneria è vista bene. Nella rivoluzione francese, nella rivoluzione messicana, nella rivoluzione americana costituisce la forza principale trainante. Nel fascismo, sotto il dominio papalino e nei paesi musulmani è perseguitata.

    Torniamo all'Italia. Se in Germania, USA, Inghilterra appartenere alla Massoneria è un punto di onore e certi mettono pure un adesivo sulla macchina, in Italia costituisce un titolo di pubblico demerito e discriminazione. Per un pubblico ufficiale vedersi additato come Massone sui giornali, comporta la fine della carriera. Come mai?

    Facile. In Italia, che non ha mai fatto la rivoluzione liberale, ma provviene in modo continuativo da una struttura monarchica oligarchica attraverso una dittatura, con la conservazione di tutte le leggi e strutture di governo intatte dal 1860 ad oggi, i poteri "feudali", cioè alcune poche grandi famiglie economicamente molto forti e la chiesa, dominano incontrastati. Essi si servono di attuatori attraverso tutti i partiti mantenendo una ferrea presa su stampa, televisione e informazione in generale. E' evidente che in una situazione di questo genere ,a massoneria è un nemico pericoloso. E' difficilmente controllabile, è trasversale e offre uno spazio di salvezza a chi non si conforma al potere prevalente.
    Solo in Italia è possibile uno "scandalo P2" in cui centinaia di persone hanno perso il lavoro per accusa poi rivelatesi false in tribunale, ma per il quale mai nessun organo di stampa ha provveduto a rettificare l'informazione. Ancora oggi il termine "P2" viene preso come il male assoluto, nonostante nessuna - dico nessuna - delle accuse a suo tempo mosse avesse trovato riscontro oggettivo in tribunale. Tanto per il rispetto delle sentenze.

    Non mi meraviglia la presenza della Massoneria sotto Castro, capo sì dittatoriale, ma mosso da una rivoluzione libertaria contro i poteri forti americani e da questi tenuto in povertà pluridecennale. Spinto nelle braccia della Unione Sovietica meno per convinzione che per necessità. Ma questo merita una diversa analisi che non posso fare io, non avendone sufficienti conoscenze.

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