lunedì 4 maggio 2015

PIZZA

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Grazie a questo blog, ai tanti viaggi ed una certa predisposizione ai contatti interpersonali ho potuto entrare in contatto con centinaia di persone, alcune le conosco personalmente, altre solo via mail o messaggi.
Questo mi consente di accedere a una serie di notizie, iniziative e progetti interessanti, sopratutto considerato il momento che si sta' vivendo a Cuba.
Nelle ultime settimane, a parte un carissimo amico che ha sposato una cubanita (la mejor suerte, Hermano) mi hanno contattato altri 2 conoscenti, entrambi intenzionati, in tempi piu' o meno brevi, ad aprire una pizzeria a Cuba.
Uno a La Habana e l'altro nella mia Las Tunas.
La pizza a Cuba e' sempre stata una di quelle situazioni alimentari che, per lustri, ho evitato.
Ricordo, oltre 10 anni fa, di averne mangiato una decorosa al ristorante dell'holet Melia di Santiago.
Poi ne ricordo una mangiabile in un locale a Camaguey e qua' termina la mia esperienza pizzaiola a Cuba.
Questo fino allo scorso anno, quando ne ho mangiata una, appena decorosa, in un ristorante tunero aperto da un'italiano.
La pizza mi piace, ma non ad ogni costo.
Visto che non vivo in pianta stabile, a Cuba, per i miei periodi di soggiorno, al massimo lunghi due mesi, posso anche fare a meno di mangiarla se non trovo un locale dove viene fatta decentemente.
A Las Tunas, negli anni, hanno aperto alcune pizzerie, ma chi le frequentava mi parlava di una porcheria fatta con Dio solo quale pasta, scotta e digeribile dopo giorni.
A quel punto tanto vale mangiare la pizza de la calle, 5 pesos e il risultato e' spesso migliore di quello delle pizzerie tradizionali.
Fra l'altro, riguardo alla pizza della calle si narrano alcune storie (o leggende metropolitane) in cui, nel periodo especial c'era chi, nella cottura, per carenza di formaggio....faceva fondere i condom.
Storie o leggende.
Il problema, per poter fare una pizza decente, ritengo sia negli alimenti.
Un forno, eventualmente a legna, te lo puoi anche fare costruire, ci sono artigiani a Cuba in grado di farlo.
La pasta decorosa ora si trova, magari non al livello della nostra ma si trova.
Altri ingredienti sono reperibili, penso al pomodoro e a tutto cio' che serve per differenziare il prodotto.
La vera differenza la fa il formaggio.
Senza la mozzarella la pizza non e'.....pizza.
Loro ci mettono sia quel formaggio che viene prodotto al campo, che quel queso mozzarella in vendita nelle tiendas, che di mozzarella ha soltanto il nome.
Ma il sapore inconfondibile che regala alla pizza la nostra mozzarella e' qualcosa di difficilmente sostituibile.
Magari qualche pizzeria nella capitale riesce a procurarselo, a farselo arrivare, ma chissa' a quale prezzo e con quanto trabajo da pasar.
La pizza e' un grande negocio, in Italia come in ogni altra parte del mondo.
Come il gelato ha un basso costo di produzione, il margine si puo' valutare dal 300% in su, questi dati me li ha forniti un pizzaiolo che lavora da queste parti.
Quindi una buona pizzeria, caratterizzata, anche dal punto di vista, di arredamento dall'italianita', magari dalla meridionalita', un buon prodotto e bassi costi di gestione rendono, eventualmente, appetibile questo tipo di attivita'.
C'e' poi il discorso della pizza al taglio.
In questo caso non serve neanche il locale con le cameriere e tutto l'ambaradan da mettere in piedi.
Basta un forno, un buco di locale e magari una persona al banco e il gioco e' fatto.
Certo, mentre una pizza complessa in un locale, a Tunas, arriva a costare anche 100/120 pesos, la pizza al taglio deve combattere con quelle “locali” che si vendono a 5/6 pesos, ma puntando sulla qualita' e su un prezzo abbordabile si potrebbe anche pensare a una situazione di questo tipo.
Nel paladar, quando sara', stiamo pensando se fare o meno anche la pizza....certo poi ci vuole qualcuno che la sappia fare, ma....un problema alla volta.

37 commenti:

  1. Ci vuole anche il pizzaiolo. Stefano

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    1. Fare una pizza. . . Non è che richieda tutta questa maestria, credo

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  2. Anche io ho sentito la storia del condom nella pizza me la raccontò mia moglie,a Santiago ora hanno aperto pizzeria jannini sono stato 2 volte e la pizza è diciamo mangiatoie e digeribile siamo stati in 7 ed il conto è stato di circa 40 euro tutto sommato spesi bene.Dado

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  3. No almeno i lavoratori sono cubani non so se dietro c'è un culo bianco comunque devo dire che la pizza è discreta abbiamo anche dovuto fare una buona mezz'ora di attesa fuori dal locale per il tavolo, il mio amico cubano e la sua pizza hawaiana con piña.....vabbe lasciamo perdere .Dado

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    1. Ho notato che davanti ai locali si trova coda quando hanno appena aperto. . . Poi meno o meno nulla
      Pizza con ananas. . . Oh Gesù. . .

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  4. La pizza a Cuba è un po' come il gelato, un idea ottima ma di difficile attuazione. Intanto l' impasto della pasta, la farina che si trova a Cuba, ammesso di trovarla sempre ,non è proprio adatta per fare l' impasto da pizza. E' molto grossa e impura, poi manca un lievito decente. Infatti per ovviare a questo le pizze, devono essere cucinate su un pentolino. Esistono pizzerie di Stato che la fanno decente, usano la ricetta napoletana copiata a Pizza Hut, cioè è una pizza alta, con un impasto ben lievitato. Parlare poi di forno a legna, ma sapete la legge cubana sulla legna cosa vuol dire? Il forno eltettrico va più che bene, tanto il costo del energia a Cuba è irrisorio. Poi teniamo conto che la pizza nostra ai cubani non piace, come anche ai canadesi e stranieri in genere, abituati alla pizza Hut, che è la pizza "vera" per quasi tutto il mondo. Beppe.

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  5. Può essere ma una pizza nostrana fatta come si deve. . . Non te la rimandano indietro di sicuro

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    1. Invece si te la rimandano indietro, a parte che un cubano mangia sempre tutto, ma non rientra nei suoi gusti. L' ultima volta che sono venuti in Italia per una missione alcuni cubani, portati in pizzeria nostrana, sono usciti molto insoddisfatti. I gusti non sono uguali. Se guardi i cubani anche residenti in Italia difficilmente si adattano ai nostri gusti. Beppe

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  6. Io la penso diametralmente in modo opposto ma è giusto che ognuno abbia le sue idee. Ogni testa è un piccolo mondo

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    1. Ogni testa è un piccolo mondo, ma ci sono cose che sono vere. Prova a dare ad un cubano una pizza con foglie di basilico in bella vista. Pensa che sia una preparazione medica, visto che il basilico viene usata per gli infusi. Come vedi i gusti cubani sono molto differenti dai nostri, con usi e costumi totalmente diversi. Poi chiaramente uno è libero di pensarla come vuole, ma i fatti sono fatti. Beppe.

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    2. Mettere insieme il basilico sulla pizza e i diversi sistemi di cottura e' un po' come mischiare la rava con la fava.
      Non ci azzecca nulla, pero' ti ringrazio perche' mi hai dato l'argomento per il post di domani.
      P.S. "Beppe".ma i tuoi investimenti "agricoli" a Cuba che fine hanno fatto?
      Perche' a un bel momento hai smesso di raccontare....paso' algo?

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    3. Non ho nessun investimento agricolo a Cuba. Lavoro per una nota società canadese che produce birra e non solo. La ricetta della pizza originale DOP parla di basilico sulla margherita. Come vedi anche tu non mangi la pizza originale italiana. Beppe

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    4. Allora, forse, ti ho confuso con un'altro noto...personaggio.
      Ti diro' che quando sono in una pizzeria quello che conta e' che la pizza sia buona.
      Pizza italiana......oramai la maggior parte dei pizzaioli qua' sono egiziani e cinesi...lasciamo stare...

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  7. Se vuoi avviare oggi un progetto di ristorazione italiana non puoi prescindere dalla pizza. Certo è che la cosa sembra semplice ma non lo é a cuba ..in primis come sempre per il discorso di reperibilità ingredienti.. Alla fine si cade sempre li. Il discorso pizzaiolo ( un bravo mastro pizzaiolo da noi prende 2000-2500 euro) , può passare in secondo piano, ma ci vuole comunque qualcuno capace. Mat

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    1. Nulla e' semplice a Cuba caro Mat, su questo hai ragione su tutta la linea.
      Il discorso ruota sempre intorno agli ingredienti e, visto che parliamo di cibo, non e' un problema da poco.

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  8. (di Francisco Forteza)

    L'AVANA - ''Pizza, anzitutto pizza. Ma adoriamo anche cannelloni, lasagne e risotto'': cosi' descrive i gusti dei cubani nei confronti della cucina italiana uno dei nuovi imprenditori privati nel settore della ristorazione ammessi di recente dalle autorita' dell'Avana.
    Trascinata proprio da pizza e pasta, e' tutta la 'cocina' della Penisola a essere pero' tornata di gran moda nell'isola dei fratelli Castro, dopo un periodo di 'boom', ormai tanti anni fa, una successiva fase di decadenza e la tappa attuale di netto rilancio.
    ''Vendo molte pizze e spaghetti, spesso chi viene da me fa la fila solo per questi due piatti'', racconta all'ANSA Ezequiel, appunto uno dei nuovi 'empresarios' privati dell'Avana, dove negli anni '50 erano noti diversi ristoranti italiani, quali 'La Romanita' e 'Montecattini', ritenuti di lusso anche se non sfrenato.
    Ma il vero momento d'oro della cucina italiana arrivo' dopo, nel 1959, sulla scia della nascita del sistema socialista quando i 'barbudos' guidati dal Che Guevara e da Fidel Castro entrarono all'Avana dopo la vittoria della rivoluzione. A Cuba tutto cambio' velocemente, e in questo contesto, sul fronte della ristorazione, il governo cerco' di promuovere la 'comida rapida', antesignana del fast food, fatta con ingredienti a buon mercato e facili da cucinare.
    La risposta furono le centinaia di stabilimenti statali che offrivano tra l'altro appunto pizza e paste, con nomi che non lasciano spazio ai dubbi: 'Florencia', 'Venecia', 'Vita Nuova', 'Sorrento' e 'El Italiano'. Tutti ristoranti molto grandi, puliti, quasi sempre pieni di clienti, ricorda un esperto della rivista culturale 'La Jiribilla', sottolineando come la cucina italiana, ma anche quella cinese oppure francese, riusci' quasi a spiazzare i piatti tradizionali della cucina cubana.
    Gli anni '90, molto duri a Cuba, portarono ad un crollo delle popolari pizzerie gestite dallo Stato: molte chiusero i battenti, altre riuscirono solo a vivacchiare, anche se non sparirono del tutto. I cambiamenti nell'economia introdotti nel 2008 dal presidente Raul Castro innescarono una forte espansione della cucina grazie ai nuovi 'paladares' (ristoranti privati). Ormai da un po' di tempo, tra i 'paladar' piu' prestigiosi ci sono alcuni italiani: 'El Diluvio', 'La Pergola', 'La Scala', 'Pizza Nova'.
    Sono sempre in piedi d'altra parte i 'vecchi' ristoranti statali: per esempio 'Dona Rossina' e 'Don Giovanni', fondato nel 1988 e che riesce sempre a fare il pieno di turisti.
    La differenza fondamentale tra il boom dei '90 e' quello attuale e' semplice: i prezzi dei piatti sono sensibilmente aumentati. Anche la cucina italiana fa insomma da cartina da tornasole per i mutamenti dell'economia e la societa' cubana.
    © Copyright ANSA

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  9. Tappa 1: Lavate le patate lessatele con la buccia e poi pelatele. Schiacciatele in una terrina, aggiungete in seguito la farina, il sale lo zucchero, l olio, e il lievito sciolto in un poco di acqua tiepida. Amalgamate il tutto con cura, aggiungendo via via dell?acqua fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Lasciate riposare coperto al caldo per un paio dore. Io, per forzare un po la fase di lievitazione, utilizzo il forno leggermente preriscaldato e poi spento.

    Tappa 2: Alla fine della lievitazione, per la pizza cubana, create otto sfere che stenderete e lascerete lievitare ancora per una ventina di minuti, passando poi alla fase di farcitura e cottura.

    Tappa 3: Se preferite invece procedere con la focaccia, stendete l impasto in una teglia unta d olio, riponete la pasta e create poi degli avvallamenti con le dita. Cospargete con metà di un emulsione composta da 4 cucchiai d olio e 4 d acqua, coprite con della pellicola trasparente e lasciate lievitare ancora per 30 minuti ca.

    Tappa 4: Cuocete in forno caldo a 200°, per 20 minuti ca. o fino a che la focaccia assume una bella colorazione.
    Appena avete tolto la focaccia dal forno, cospargetela con l emulsione di olio e l acqua, cercando di inzupparla bene.

    Scopri di più su http://www.petitchef.it/ricette/altro/pizza-cubana-con-base-di-focaccia-alle-patate-fid-286544#10thWrj071pR7vFb.99

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  10. la pizza cubana in generale e di Las Tunas nel caso specifico per i miei gusti è immangiabile, ma nonostante questo nel paladar più gettonato di Tunas la gente la mangia ed è pure soddisfatta.( nonostante una massa che sembra gomma da masticare e condimenti da chiamare i Nas.. Per aprire una pizzeria, oltre al forno a legna, servirebbe una massa fatta a regola, mozzarella almeno decente e un poco di celebro nel gestire il tutto. Tutto ciò non è per nulla facile ma proprio per questo se realizzato permetterebbe di avere il monopolio. Chiaramente prezzi abbordabili e con un rapporto qualità prezzo alto. Ho un sogno.....dicono che i sogni ti fanno vivere meglio.

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    1. Il fatto è che a Cuba c'è il blocco delle importazioni. Piccole attività, regolate sul modello cubano, devono comperare quello che trovano sul mercato nazionale. Se a Cuba arriva qualche catena internazionale, regolata con la legge 118, allora tutto cambia. Io credo che situazioni come Rio Mar al Havana o il Templete possono spiegare come funzionano le cose di qualità a Cuba. Tutto il resto non funziona, sono solo piccoli giochi. Aprire un ristorante privato con gusti italiani a Cuba oggi è una pura schiocchezza. Manca la materia prima. Beppe

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    2. A La Habana mi risulta ci siano ottimi ristoranti italiani, certo non si è a Posillipo ma questo vale anche per un ristorante italiano a Bangkok

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    3. la farina sta, il lievito madre si fa, i pomodori stanno, le mozzarelle le faremo...vediamo cosa succede.

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    4. Stuwhima-La farina sta'...
      La Mozzarella la faremo...sono curioso,mi sembra difficile...ma la domanda mia è: pensate sia facile trovare la legna adatta ed in generale la legna per il forno? Avete idea di quanta c'è ne vuole solo per accenderlo e tenerlo a 350/450 gradi per 5/6 ore???

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    5. Uela' vecchio Stu'...che piacere.
      Un napoletano e' giuridicamente il solo autorizzato a parlare di pizza......!

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    6. Stuwhima-Troppo buono...Sono solo considerazioni fatte da uno che ha una intera famiglia nel settore ristorazione a Napoli...Nonno,Padre,Zii,Cugini, ecc etc...In linea di massima non credo sia impossibile fare una Pizza Napoletana a Cuba,ma penso sia sicuramente complicato,e penso debba essere Organizzato con delle tempistiche di medio termine...

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    7. Quando parlo di ciò che ho già messo in piedi parlo sempre col verbo presente ma se parlo di progetti uso sempre il condizionale. A Cuba sopratutto. Nulla è mai certo e troppa gente la fa troppo facile

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  11. In effetti neanche ai Sapori di Tunas si riesce a mangiare una pizza decente. Ristorante e pizzeria gestito da un'italiano. . . .

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  12. Da Don Peppo, a Gunabo, ricordo di aver mangiato delle buone pizze (cotte nel forno a legna). Ricordo che il pizzaiolo riponeva molta cura nel confeziamento, paragonabile a quella dei vecchi barbieni habaneri. P68

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    1. Probabilmente dalle parti della capitale è più facile reperire alimenti per un buon impasto

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    2. Don Peppo, è una cosa a parte. Aperto da quasi 20 anni, lavora a stretto contatto con la municipalità di Guanabo. Aprì come esperimento, del municipio e di gastronomia y commercio, per dare forma al iniziativa privata a Cuba. Certo a Cuba ci sono discreti ristoranti Italiani come il Rio Mar da me citato ma non sono paladar, ma ristoranti legati allo Stato, con la legge 118. Beppe.

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    3. Il Rio mar é statale, e come tutta la ristorazione statale si convertira' tra breve in coopetativa privata. Franz

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    4. .....e finira' il mangia mangia caro Franz

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  13. Chissà se la piadineria del bresciano funziona

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  14. OGGI AL COLLE

    17:05 Molto belle le parole di Don Aldo Rabino in occasione della messa: “Siamo qui per ricordare il Grande Torino, e stringerci attorno ai parenti, per cui saluto Carla Maroso e Sauro Tomà e li ringrazio. Tuttavia un ricordo profondo va anche al signore morto lo scorso anno. Ringraziamo anche le delegazioni di River Plate e Fiorentina che hanno voluto esserci vicine. Salutiamo anche chi è venuto qui oggi per la prima volta e chi è giunto da lontano. In 66 lunghi anni non è mai passata la voglia di salire a Superga, di pregare e di riflettere insieme: questo vale più di uno scudetto. Ringraziamo anche Mister Ventura, perché con il suo staff ha alzato l’asticella della squadra facendola tornare in Europa e il presidente Urbano Cairo, sempre più amato dalla gente granata, motivo per cui dovrebbe starle maggiormente in mezzo. Tuttavia ricordiamoci che la violenza deve finire, perché genera solo altra violenza e in questo modo si ruba ai bambini il calcio, il gioco più bello del mondo, e i genitori devono continuare a stare vicini ai loro figli, perché non si è mai troppo grandi per i consigli. Il calcio è in coma forse irreversibile, ma i bambini, che rappresentano il futuro, possono salvarlo. Ora dobbiamo ridare vita al Filadelfia e sfruttare due grandi occasioni per la nostra città: Torino capitale europea dello sport 2015 e l’ostensione della Sindone, per cui arriverà anche Papa Francesco. Alla squadra dico: avete superato tanti ostacoli con il cuore e i muscoli, ora non fermatevi sul più bello”.

    17:25 Dopo la conclusione della funzione i calciatori del Torino si recheranno alla lapide per la consueta lettura dei nomi da parte di Capitan Kamil Glik.

    17:45 I giocatori stanno per arrivare alla lapide.

    18:10 Sotto qualche goccia di pioggia e davanti a tanta gente commossa per il secondo anno di fila Kamil Glik, Capitano del Torino, ha letto i nomi sulla lapide. Tanti applausi prima che i granata si dirigessero nuovamente al pullman per fare ritorno a casa. Anche quest'anno è stata una celebrazione molto toccante. Grandi applausi per tutti i calciatori e fine delle celebrazioni per il sessantaseiesimo anniversario della tragedia di Superga.

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  15. Parlando di pizza classica (non napoletana), che è quella che mangiamo nella maggior parte delle pizzerie....tanto per darti un idea Milco...il costo dell'impasto si aggira sui € 0.20 (pallina da 210/220 gr.), quello che costa di più è la mozzarella indicativamente € 0.50....quindi un tot di € 0,70 di materie prime par la margherita tanto per darti un idea indicativa....per le pizze farcite naturalmente dipende poi da cosa ci metti su....Alessio

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  16. Come vedi, Alessio, il margine da me indicato di utile, dal 300% in su, e' vicino alla realta'.
    Per pizza napoletana qua' si intende con acciughe mentre da loro....e' una roba differente.

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