domenica 9 agosto 2015

IL RISPETTO DELLE REGOLE

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TRATTO DAL LIBRO "CUBA;UN'ISOLA NEL SOLE"
Una scena che mi ritorna in mente con una certa
frequenza, riguarda un viaggio di qualche anno fa.
Lo scenario iniziale era l'aeroporto di Malpensa, Terminal 1.
Il check per i voli su Cuba lo si effettua in un locale piuttosto angusto, con poco spazio fra il punto check e il muro in fondo.
La coda non è mai dritta (come da italica tradizione) ma sempre a ventaglio, non c'è spazio per tutti e occorre adeguarsi.
C'è sempre chi cerca di passare davanti agli altri, personalmente a meno che proprio non mi si prenda per i fondelli, lascio perdere.
Sono in vacanza, vedo pero’tanta gente che si avvelena per un nulla.
Ricordo un litigio fra vecchiarilli per chi doveva passare prima, litigio che, verbalmente, coinvolse altre persone.
Una cosa all'italiana, tutti a urlare e a fare casino.

I 2 si guardarono per un po' in cagnesco, la cosa si risolse in fretta.
Una volta sbarcati a Holguin guardavo i 2 contendenti insieme a tutti gli altri passeggeri.
Tutti diligentemente in coda, in silenzio e pronti a ubbidire al funzionario della dogana, che indicava loro dove mettersi e in quale fila sistemarsi.
Tutti in silenzio, tranquilli, intimiditi, allineati e coperti.
A Cuba non si scherza, certi atteggiamenti non vengono tollerati.
Se ti metti a far casino, con lo stesso aereo con cui sei arrivato riparti e torni a casa.
Non so quanti italiani ci siano in galera a Cuba in questo momento, so che ce ne sono, le accuse vanno dall'omicidio, alla frequentazione di minorenni a gravi reati di transito.
Comprendo il risvolto umano che coinvolge le loro famiglie, capisco ed è un loro diritto, il cercare di rivolgersi ad autorità politiche italiane, nella speranza che in qualche modo la cosa si possa risolvere.
A Cuba le soluzioni all"italiana" non funzionano.
Ci si stupisce spesso della severità del sistema poliziesco e giudiziario cubano, ma la realtà è una sola.
Cuba è un paese con delle leggi che occorre rispettare, se a Cuba se ti poni al di fuori delle stesse, la paghi in modo salato.
A Cuba devi sapere che esistono leggi e regole, e’sufficiente rispettarle e non si avranno problemi di nessun tipo.
In un paese civile chi ruba o inganna è un malfattore, in
Italia è passata l'idea che si tratta di un furbo, uno sveglio, un vincente.
Questo sta generando lo schifo di società che vediamo attorno a noi ogni giorno.
A Cuba sai che se, per strada, trovi il segnale stradale PARE ti devi fermare, non ci sono mezze misure.
Perché qua' dobbiamo guidare come Alonso mentre da quel lato del bloqueo siamo tutti ligi a rispettare il loro codice della strada?
Semplicemente perchè sappiamo che la' ci castigano se facciamo i furbi, senza se e senza ma.
I tedeschi o gli austriaci che, una volta passato il Brennero, vengono a fare gli zozzoni da noi, nel loro paese, non si sognano di buttare un pezzo di carta per terra, perché li fanno neri.
Da noi lo fanno perché sono sicuri di sfangarla.
L'italiano non è peggio degli altri, siamo gente che sa rispettare le regole, semplicemente nel nostro paese le stesse regole sono disattese da chi ha il dovere morale di essere d'esempio.
Di conseguenza ci si sente meno in dovere, noi, di rispettarle.

15 commenti:

  1. Se questo è il prodotto da esportare allora è meglio stare a casa. E non stiamo parlando della qualità della partita, l’8 agosto è troppo presto per valutare pregi e difetti di Juve e Lazio, ma del contorno e intendiamo in rigoroso ordine comico: il campo malato di alopecia e regolare come uno di patate; il goffo tentativo di rimediare con i ragazzini che spargevano sulle chiazze spelacchiate mucchi di erba tagliata come un toupé improvvisato per finire con le imbarazzanti riprese televisive indegne di un prodotto che la Lega calcio spaccia come avamposto del nostro movimento. Più comico anche il rimpallo delle responsabilità: «No, non è colpa della Rai, la produzione è gestita dalla Lega Calcio» l’accalorato tweet di un dipendente; «no, è tutto opera della tv cinese» la controinformazione ripetuta più volte dai telecronisti e poi da studio. «Avremmo voluto rivedere il replay, ma purtroppo la tv cinese...».
    Da ridere. Se non fosse che i signori della Lega si riempiono la bocca con discorsi e progetti , ma poi scivolano su una buccia di banana e fanno la prima figura barbina della nuova stagione. Sarà anche della tv cinese la produzione, ma pareva brutto informarsi su come avrebbe trasmesso la partita? Sarà anche dello Shanghai vattelapesca la gestione del campo, ma pareva brutto informarsi in che condizione si sarebbe giocato? Ma no, è molto più facile prendere i soldi e scaricare tutto su qualcun altro. E Beretta, il presidente della Lega, che dice? Silenzio. E Lotito, il grande dominus del pallone (sigh)? Era a Shanghai ma zero parole su come è stato organizzato da loro (dalla Lega) il simpatico evento. Per saperne di più non resta che chiedere alla tv cinese. Scaricate gente, scaricate.

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  2. UNA BUONA NOTIZIA...

    È morto l’uomo più odiato del Cile, il generale Manuel Contreras, per anni capo della temuta polizia segreta Dina di Augusto Pinochet, simbolo degli orrori della dittatura. Il militare, che aveva 86 anni ed era malato da tempo, è deceduto nell’Ospedale Militare della capitale cilena.
    FESTA FUORI DALL’OSPEDALE
    La notizia della morte si è diffusa nella notte a Santiago, dove subito qualche centinaio di manifestanti, tra i quali familiari di “desaparecidos”, hanno “festeggiato” davanti all’Hospital Militar e alla centrale “Plaza Italia” della capitale. Alcuni dei presenti portavano cartelli con le foto degli scomparsi, altri hanno stappato bottiglie di champagne mentre urlavano «è morto, è morto...».
    CONDANNATO A 500 ANNI
    L’ex capo della Direzione nazionale dell’intelligence doveva scontare una pena superiore ai 500 anni di carcere per le proprie responsabilità nelle torture, gli arresti, le uccisioni e le “desapariciones” degli oppositori al regime: in totale, 58 condanne relative alle accuse accumulate negli anni del regime, da lui definito il periodo della “guerra contro il marxismo” nel Paese.
    SIMBOLO DELL’ORRORE
    «È il simbolo dell’orrore del terrorismo di Stato», ha sottolineato la presidente dell’Associazione familiari di detenuti “desaparecidos”, Lorena Pizarro. «È morto rivendicando quello che ha fatto, non posso capire come un essere umano possa aver agito così: ha inflitto il dolore cercando i modi più brutali per provocarlo». «È stato il repressore-icona della dittatura di Pinochet», ha d’altro lato commentato il sito web della Radio Cooperativa , mentre in una nota il governo della presidente Michelle Bachelet ha definito il generale come «uno dei personaggi più bui della nostra storia. È morto portando con sé informazioni preziose sulla verità» degli anni del regime.
    LA FIGLIA DI ALLENDE: “UN VIGLIACCO”
    Sull’ex capo della Dina si è pronunciata anche Isabel Allende, leader del partito socialista e figlia del presidente Salvador Allende morto suicida l’11 settembre del ’73 alla Moneda, giorno del golpe di Pinochet. «È stato forse il maggior criminale nella storia del Cile. Era un vigliacco», ha sottolineato la Allende, omonima della nota scrittrice.
    IL PADRE DELL’«OPERAZIONE CONDOR»
    Negli anni della dittatura, Contreras era stato d’altra parte uno degli uomini chiave dell’Operazione Condor, l’accordo fatto all’epoca tra i servizi segreti delle dittature sudamericane per dare la caccia agli oppositori: e proprio il `Condor´ è al centro di un processo a Roma nato tempo fa per iniziativa dei familiari di alcuni desaparecidos di origine italiana.
    Contreras era stato portato qualche giorno fa nella clinica dal carcere di Punta Peuco, dove era detenuto insieme ad altri militari accusati di aver violato i diritti umani durante la dittatura di Pinochet.

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    1. comunque il Cile non ha mai trovato il coraggio di fare i conti con il suo doloroso passato,basti pensare che Pinochet è morto nel suo letto,oggi è un paese molto civile e tutto sommato lontano dalle brutture delle favelas brasiliane o dei barrios invivibili argentini(per non parlare dell inferno che è diventato Venezuela)ma avrebbe dovuto condannare più fortemente la dittatura
      stefano

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    2. Non lo ha fatto neanche l"Argentina

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  3. El Loco scene ampiamente viste

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  4. molte volte ci vorrebbe il pugno di ferro qua da noi in Italia.paolino...

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  5. Qua' il pugno di ferro si usa solo coi deboli

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  6. Proprio ieri sul web leggevo di un coglione che scriveva che la repubblica dominicana è più sicura di cuba, al che gli ho spiegato come funziona a cuba, giustificando la cosa dicendomi che lui era stato derubato all'havana, per questo cuba a suo dire è meno sicura della rd.
    Il discorso giustizia italiana non voglio proprio toccarlo, altrimenti Milco mi bannerebbe.

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    1. Caro valter non perdere tempo e fiato con certa gente,alla larga.paolino...

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  7. Cosa vuoi spiegare a chi afferma cose simili?
    Via il passaporto...

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    1. e il visto ahahahahahahah

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  8. Sono a Cavallino, se vedi una famiglia,in vacanza,con la faccia perennemente scazzata è italiana.....mah....

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  9. Scene viste e ri -viste, essere assegnati a fare il check in dei voli destino Cuba è una croce per gli impiegati S.e.a., ne hanno il terrore o quasi, anche purtroppo la maggior parte dei cubani in partenza sono molto aggressivi e maleducati. .come mettono piede nell'isla agnellini.....certo dire che Santo Domingo è più sicura di Cuba è davvero il colmo, provino a uscire dai villaggi turistici e vedano se tornano sani e salvi, mah...buona domenica Milco
    Stefano

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  10. Alla fine la gente dal punto di vista comportamentale si adegua al paese in cui si trova

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