venerdì 4 settembre 2015

JUICIO Y POLICIA

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"El Juicio se suspendio porque los que declaran en contra de J no fueron al juicio:Vamos a veer que pasa y que deciden.”
Questa mail sintetizza la situazione in cui si trova il mio amico in attesa di giudizio.
Ho chiamato l'altro giorno, una parte del familion era in tribunale aspettando di vedere cosa succedeva.
La mia esperienza forense e' limitata ai romanzi di Grisham, non so chi siano questi che sono in “contra”, non credo si tratti del Pubblico ministero perche' in quel caso si sarebbe certamente presentato.
Probabilmente si tratta di qualche fanciulla “invitata” a testimoniare sul discorso del prosineta, vedremo che accadra', intanto lui continua a stare al gabbio.
Da quello che ho capito il sistema giudiziario cubano e' molto meno garantista del nostro e di quelli delle cosiddette democrazie, che poi tanto democratiche non sono.
A Cuba policia e magistratura sono dita della stessa mano, ben difficilmente un giudice si mette contro l'operato delle forze dell'ordine, a prescindere dal comportamento delle stesse.
In Italia se mi fermano la polizia o i carabinieri e qualcuno di loro, senza ragione apparente, esonda dalle sue prerogative posso denunciarlo e avvalermi di un buon avvocato per far passare al milite un brutto quarto d'ora.
Ho alcuni amici fra le forze dell'ordine che, oltre alla frustrazione di rivedere in giro, rimessi dai giudici, spacciatori e papponi appena finiti al gabbio, mi raccontano che perfino con i delinquenti extracomunitari devono fare molta attenzione a come si muovono.
Che esistano regole ben precise e' un bene, anche se alla Diaz pare che qualcuno se ne sia scordato, ma in casi specifici forse sarebbe il caso di regolarsi in modo differente.
A Cuba, come dicevo, e' quasi impossibile che un giudice remi in direzione inversa rispetto al lavoro svolto dalle forze di policia.
Come e' noto noi stranieri godiamo di un certo occhio di riguardo, che e' andato diminuendo (giustamente) nel tempo ma che ancora ci garantisce un certo tipo di tutela.
Occhio di riguardo che pero' si interrompe nel momento in cui un culo bianco entra in causa con un cubano.
I 3 /4 episodi di cui sono a conoscenza che hanno coinvolto yumas e cubani, hanno sempre visto il giudice dare ragione a questi ultimi.
Compreso l'episodio che ha visto coinvolto, per una scala, l'italiano da cui ho comperato casa e il suo, ora mio, vicino.
L'impressione e' che l'occhio di riguardo, in questi casi sia rivolto verso i cubani che, forse, sanno quali tasti...toccare per rivolgere le situazioni a loro favore.
Personalmente non ho mai avuto problemi con la policia, qualche multa lontana in scooter, se non ricordo male pure meritata.
Un paio d'anni fa, lo avevo raccontato, mi tolsi pero' una bella soddisfazione.
Una sera ero in giro in scooter con Claudia, in un momento di bobismo acuto presi una strada contromano e arrivai alla calle principale dove, ovviamente, beccai 3 policia.
Due piu' giovani mi spiegarono la mia infrazione, allargai le braccia dando loro la ragione piena.
Il terzo, un negro graduato, prese il mio contratto e inizio' a scrivere, gli dissi sorridendo se, visto che il contratto era immacolato, poteva passare sopra l'accaduto.
Mi rispose in malissimo modo chiedendomi se nel mio paese potevo viaggiare contromano.
A quel punto, scesi dallo scooter, de pinga, e mi parai di fronte a lui dicendogli che la multa non era un problema ma la sua malaforma si.
Discutemmo un po' e alla fine gli dissi che mi multava unicamente perche' ero uno straniero, una cazzata, ma il tipo era proprio uno stronzo.
Il giorno dopo vado da Alberto per pagarla (60 cuc, se pagati nelle successive 48 ore, diventano 30) e lui vedendo lo scarabocchio scritto dal semianalfabeta sotto la voce causale, mi consiglia di andare alla sede della policia per contestare il tutto.
Non avevo nulla da perdere.
Vado al secondo piano e finisco nell'ufficio con 2 sciure in divisa.
Spiego l'antefatto, la malaforma e mostro lo scarabocchio scritto dal policia.
Lei verifica che si capisce poco, parliamo un po' di cazzi nostri e mi invita a tornare al pomeriggio.
Torno alle 15 e sono in 4 sciure in ufficio, iniziamo a parlare dell'universita' delle loro figlie e di come funziona da noi....insomma 5 beghine che se la raccontano.
Dopo 10 minuti, una di loro, la Jefa che era uscita un'attimo, torna col papel di annullamento della multa per vizio di forma.
Ho goduto come neanche mi capitasse di trombarmi la Bellucci.

25 commenti:

  1. Licenziarsi da un'occupazione stabile per girare il mondo sembra non essere più un sogno irrealizzabile ma una "moda" alla portata (quasi) di tutti. Complice forse i social network che, come specchietti per le allodole, mostrano solo il lato più bello del vivere on the road. Così i sudafricani Chanel Cartell e Stevo Dirnberger hanno deciso di rivelare anche l'altra faccia della medaglia. Partiti da Johannesburg all'inizio del 2015, hanno lasciato il lavoro da designer pubblicitario per girare il mondo. Sul blog "How Far From Home" i due fidanzati portano il conto dei chilometri che li separano da casa, accanto agli scatti delle mete raggiunte. Montagne, laghi, spiagge bianchissime. Ma anche bagni da pulire, vetrine da lucidare, letti da ordinare, sterco di vacca da spalare. E' il prezzo che Chanel e Stevo pagano per poter sopravvivere. Niente cene di lusso ma cracker e marmellata; nessun letto comodo ma sistemazioni di fortuna dove poter passare la notte. Insomma come dice Chanel: "Un'avventura sicuramente faticosa, ma capace di farti vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo". I due ragazzi sono insieme dal 2010, da quando un appuntamento al buio trasformò una chiacchierata di pochi minuti in una relazione stabile. Entrambi con le idee chiare sul futuro che volevano costruire: un lavoro entusiasmante, una bella casa, macchine di lusso e tanti amici. Ma presto quella vita tanto desiderata era diventata troppo stretta, così Chanel e Stevo hanno lasciato tutto per "imbarcarsi in un'esplorazione creativa", come amano definire il loro vagabondare nel mondo. Inaugurato il blog, hanno creato profili su Instagram e Twitter, dove pubblicano foto e consigli di viaggio, e hanno fissato nero su bianco i desideri da esaudire: pescare il salmone in Alaska, ammirare il panorama della costa di Positano, visitare i fiordi norvegesi e molto altro. Ma tutto ha un prezzo e i risparmi messi da parte in anni di lavoro non bastano: "Secondo i nostri conti abbiamo pulito 135 servizi igienici, spalato 250 chili di letame, rifatto 57 letti e non riesco nemmeno a ricordare quanti bicchieri di vino abbiamo lucidato", scrive Chanel

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    1. Bella storia...ci vuole coraggio a vivere la vita che vuoi tu e non quella che gli altri vogliono che tu viva e si aspettano da te
      Stefano

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    2. Ma non è per nulla semplice

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  2. massimo gramellini

    Il Papa che va in un negozio di via del Babuino per cambiare le lenti degli occhiali («la montatura no, non voglio spendere») provocherà il solito mezzo infarto in qualche miope della Curia che gli occhiali se li farebbe arrivare volentieri in Vaticano su un baldacchino portato a braccia da quattro ottici.
    Francesco è come Gorbaciov, che piaceva più agli anticomunisti che all’apparato del partito. L’ala conservatrice della Chiesa gli imputerà di avere ostentato un atto di normalità e di avere sacrificato il buon senso economico sull’altare del pauperismo: quanti operai perderebbero il lavoro se nessuno cambiasse più le montature? Ma a un laico allergico alle gerarchie il gesto di questo Papa che vede lontano piace moltissimo. Il mondo degli uomini è un luogo ridicolmente pomposo, dove le persone vengono valutate in base alla poltrona che occupano, e i privilegi sono impugnati come clave da qualunque nullità sia riuscita a strappare a suon di lappate uno strapuntino di potere. L’ultimo dei mediocri in possesso di una mostrina si sente in diritto di guardarti dall’alto in basso, tranne strisciare come un verme quando i casi della vita gli strappano le insegne di dosso. Bergoglio manda un messaggio rivoluzionario: non conta che ruolo hai, conta chi sei. Tanto che lui è disposto ad abdicare al ruolo di Papa pur di rimanere se stesso. Proprio vero che l’abito non fa il monaco. Con Francesco è il monaco che torna a fare l’abito.

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    1. Questa mattina ho ascoltato nella rassegna stampa di Sky questo articolo di Gramellini...mi sono detto, da quel poco che conosco Aston, sicuramente lo posterà nel blog...grande!

      Da pochi minuti in sala riunioni campeggia un foglio A4 che a breve incornicerò...così tutti quegli stronzi che varcheranno la porta dovranno sciacquarsi la capa:

      "Il mondo degli uomini è un luogo ridicolmente pomposo, dove le persone vengono valutate in base alla poltrona che occupano, e i privilegi sono impugnati come clave da qualunque nullità sia riuscita a strappare a suon di lappate uno strapuntino di potere. L’ultimo dei mediocri in possesso di una mostrina si sente in diritto di guardarti dall’alto in basso, tranne strisciare come un verme quando i casi della vita gli strappano le insegne di dosso. Non conta che ruolo hai, conta chi sei."

      Prevedo delle interessanti riunioni...jajaja

      Freccia

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    2. Non a caso apprezzo Fratello Gramellini.

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  3. Mediamente i Pnr si rivolgono a noi yuma con maggiore rispetto di come farebbero con un cubano..anzi diciamo che se possono evitarlo cercano di non aver nulla a che fare con noi..diciamo che tu hai beccatto il classico estremista..ma ce ne sono sempre meno...alla multa poi specie nella capitale si preferisce la proprina..io ho impressione che si prospettino brutti chiari di luna per il tuo amico, nell'isla come dici tu nessun giudice contraddice polizia, spero abbia la scorza dura, mi diceva mio amico bandolero di Holguin che i due anni che si era fatto 'in Canada' come diceva lui quasi ci rimaneva secco e che una cosa sono i bulletti di strada come lui altra i delinquenti veri che trovi là. .ciao Milco..stanotte freddino qua
    stefano

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    1. Se va bene becca 3 anni....ma deve andare bene...

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  4. Non ho mai avuto bisogno di chiamare la policia a Cuba, nel caso di ipotetici reati subiti, ma se si dovesse aver bisogno non sono così ottimista, sia della loro professionalità che della loro imparzialità.

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    1. Se ci siamo di mezzo noi solitamente sono più solerti.
      Abbiamo dietro un ambasciata...

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  5. MODENA. Ieri al Refettorio Ambrosiano con Ferran Adrià, a dicembre a Cuba per aprire un ristorante insieme ai colleghi Enrique Olvera (Messico) e Andoni Luis Aduriz (Spagna). È un vulcano di idee Massimo Bottura, chef e proprietario dell'Osteria Francescana, ristorante premiato con tre stelle Michelin, e al vertice di tutte le guide nazionali. Il progetto condiviso con gli chef dei ristoranti Pujol di Città del Messico e Aduriz a San Sebastin si chiama “Pasta, pinchos y tacos” ed è in corso di definizione, precisa lo chef numero due al mondo nella lista dei The World's 50 Best Restaurant.
    L'ambasciata. «Sono già stato contattato dall'ambasciata italiana - precisa ancora Bottura - e l'idea quella di partire per la Isla a dicembre quando ci faranno vedere dei possibili locali».
    «Cuba sarà la nuova destinazione dei prossimi dieci anni - afferma Bottura - tutti e tre amiamo il nostro lavoro e ci piacciono le sfide»
    Vista mare. Dunque, partenza confermata a fine anno per vagliare locali vista-mare, sulla spiaggia, e capire come funziona quel mercato. Una volta saggiato il terreno, si deciderà. Faremo squadra in questa nuova avventura, questo è certo», conclude Bottura. Per lui non è la prima volta a Cuba: anni fa era stato invitato per un gran galà dedicato a Fidel (che però all’ultimo non si è presentato perché indisposto).
    Tornando al Refettorio Ambrosiano, ieri Bottura ha trascorso la giornata con il suo amico, maestro e mentore Ferran Adrià, grande
    chef catalano. «Sono qui per appoggiare la geniale iniziativa del Refettorio» ha scritto su Twitter Adrià, mentre lo chef modenese, dalla sede nell'ex teatro annesso alla parrocchia San Martino, sottolineava come sia «eccezionale fare squadra per il cibo dell'anima» in un luogo di arte.

    Ammazza quanto scorre veloce il tempo...altro che due tavolini e gli spaghetti o i fenomeni che vogliono aprire localoni con i soldi altrui
    Simone

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    1. Una Cuba per fighetti che non mi interessa

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    2. Bhe, chiaramente ognuno può vedere quello che vuole, ma la realtà nei prossimi dieci anni è anche e soprattutto questa.
      Sicuramente faticheranno meno di noi ad avere fondi e permessi da banche e stato.

      Simone

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    3. Simone io parlavo per me.
      Sono uno da piola...

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    4. Anche io Milco, figurati. Da Bottura un degustazione sta sui 350 euro, vini esclusi. Lasuma perde...
      Mi stupisco solo di come questi (i max stellati del mondo) decidano già in questa fase di muoversi in quella direzione. Tutto qui.

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    5. Penso prevedano l'arrivo di yankee facoltosi

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    6. Credo ci possa stare l' ipotesi dell' arrivo di culoni bianchi facoltosi a stelle e strisce che invece di Miami opteranno per La Habana e dintorni...

      Simone ricordi la soluzione Deluxe in tempi non sospetti?

      Buon WE

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    7. Medio facoltosi. Quelli col grano vero continueranno ad andare altrove.

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  6. Speriamo continuino a tutelarci. Ste1

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    1. Se vogliono il turismo è bene che non cambi.

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  7. Santa Fè- Se ti comportavi cosi negli Usa ti sparavano, in Italia forse..ti portavano dentro e ti denunciavano per oltraggio e (auto) lesioni a pubblico ufficiale.
    Tutto il mondo è paese ma gli inetti in divisa, come in camice, sono davvero tanti.

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    1. I policia cubani non sono avezzi al contraddittorio

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    2. Santa Fè- Serenamente manco ti ascoltano, scrivono, consegnano il verbale e ciao.

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  8. Dopo la notte brava al casinò, l’incidente in Ferrari e le lacrime in conferenza stampa, Arturo Vidal aveva giurato di essere cambiato. Basta alcol, basta eccessi, d’ora in poi solo casa, campo e lavoro. Ma ora che il Cile l’ha richiamato in Nazionale la redenzione non sembra ancora compiuta.
    Il centrocampista del Bayern ha fatto rientro in Germania prima dell’amichevole con il Paraguay, in programma per oggi. Ufficialmente per “motivi personali” e in effetti nei prossimi giorni il figlio (malato di diabete) dovrà subire un intervento, ma secondo la stampa cilena i motivi sarebbero da ricercare altrove.
    Secondo il quotidiano “El Mercurio” tre giocatori delle selezione cilena avrebbero raccontato di un Vidal tornato in ritiro in pessime condizioni alle 8 del mattino e costretto a saltare l’allenamento per andare a dormire. E c’è anche una testimone che ha raccontato a “La Tercera” di averlo incrociato alle 7 del mattino all’interno del casinò “Monticello”, lo stesso locale da cui, a giugno, partì ubriaco prima di avere l’incidente. Difficile sapere cosa sia successo davvero, ma di certo il ritorno in maglia biancorossa non è andato come tutto il Cile si augurava. Salutandolo il ct Jorge Sampaoli gli avrebbe dato un ultimatum. Servirà?

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