martedì 19 gennaio 2016

L'AVANA

 Risultati immagini per pioggia a l'avana

L'altro ieri sono arrivate, sia sul mio whatsapp che su quello del blog, le immagini dell'Avana allagata dopo piogge torrenziali.
Ce le ha inviate Simone di Cubacenter, che....dopo aver gironzolato un po'...si e' fermato nella capitale dove, con ogni probabilita', aprira' degli uffici.
Ricordo che Cubacenter e' l'agenzia di fiducia del blog.
Ha affittato un'appartamento al quarto piano in un barrio centrale, era praticamente prigioniero in casa visto che i piani bassi erano allagati dal mare, era esondato sul Malecon e sulle zone circostanti.
Oramai gli agenti atmosferici causano danni non piu' controllabili, questo capita a Cuba e in tutto il mondo.
Se piove, a Torino, mezza giornata, la citta' si allaga, i tombini esplodono, le strade diventano fiumiciattoli, i sottopassi piscine e sul selciato si aprono buche enormi.
L'Avana pero' e' un'altra cosa...
La conosco discretamente anche se la frequento oramai soltanto in modo occasionale, d'altronde non si puo' fare tutto ed essere presenti in ogni luogo, al final occorre fare delle scelte nella vita.
Quando, qualche giorno fa, sono entrato in citta' comodamente spaparanzato sui sedili del Viazul, l'ho osservata bene.
Aveva appena piovuto, si vedeva la citta' piu' grande del Caribe coi suoi giusti colori.
A volte il sole appiattisce le prospettive, rende uniforme cio' che uniforme non e'.
L'Avana e' bellissima, sopratutto se non devi viverci.
Il bus e' entrato in citta' da un quartiere periferico di cui ignoro il nome; case una sull'altra, solar, strade dissestate, acqua ovunque.
Eppure in tutto quel casino la gente si muoveva, si spostava, girava e sopratutto si parlava.
Fuori da ogni portone, ad ogni angolo di strada, vedevo gente di ogni colore e condizione sociale che si intratteneva amabilmente in un modo a cui noi oramai non siamo piu' abituati, presi come siamo dalle mille menata quotidiane.
L'Avana e' come Cuba; una mezcla di umori, odori e stili che si accavallano uno all'altro.
Ai vecchi barrios, figli della confusa architettura spagnola (quell'inutile popolo ha saputo, storicamente, fare solo delle gran chiese) si contrappongono le costruzioni piu' recenti; anglosassoni, barocche ed italiane.
Un casino che pero' ha un suo perche', una sua essenzialita'.
Non esiste al mondo un'altra citta' come l'Avana, come non esiste al mondo molto meglio di una notte all'Avana.
Ammesso che l'Avana sia parte di questo mondo.
L'Avana ha avuto tanti dominatori ma nessuno l'ha mai davvero dominata, e' stata spagnola poi inglese, quindi americana poi italiana infine rebelde e Rivoluzionaria.
La citta e' sopravvissuta a tutto e tutti, proiettata in un futuro di cui ancora non si intravvedono i contorni.
Amo questa citta'.
Amo passarci del tempo ma sono anche contento, ad un certo punto, di andarmene.
Chi ci vive mi racconta di una citta' faticosa, dove un mezzo di trasporto e' indispensabile, i cui prezzi sono decisamente alti.
Se ti ritrovi a vivere in quartieri periferici le cose possono essere decisamente piu' complicate rispetto, ad esempio, a qualche citta' in altre provincie.
Se ci si allontana dal centro emerge un'Avana sporca, i cui servizi sono vicini a quelli del terzo mondo.
In questo la Revolucion non ha sicuramente trionfato.
Pero' quando mi trovo seduto al tavolino in un ristorante sul Malecon, magari vicino al Morro...beh...ho l'impressione davvero di essere nel cuore del mondo.
In quel momento sono consapevole che difficilmente, nel pianeta, potrei trovarmi in una location migliore.
Forse di queste cose ti rendi conto meglio se nella citta' non ci vivi, come puo' capitare a un non romano che capita a Roma.
Il detto “L'Avana e' Cuba, il resto e' area verde” non e' esatto, ma sicuramente l'Avana e il resto di Cuba sembrano arrivare da pianeti diversi.
Non posso concludere il pezzo non citando l'Alessandria che ieri, battendo lo Spezia, ha conquistato le semifinali di Coppa Italia.
I mandrogni giocheranno al Comunale di Torino, l'unico stadio cittadino dove il tuo portafoglio e' al sicuro.
Il loro presidente e' un Fratello Granata accanito, non escludo che la Maratona possa dare una mano nell'improbabile impresa di battere la squadra del grande Sinisa e del delinquente di Arcore.
Forza Grigi!

24 commenti:

  1. massimo gramellini

    Una ragazzina di Pordenone si getta dal balcone lasciando una lettera di scuse ai genitori e una di accuse ai compagni di scuola: adesso sarete contenti. Eviterei di lanciarmi in prediche contro i tempi moderni. I bulli e gli ipersensibili non sono nati con i telefonini. Durante l’adolescenza è sempre esistito il desiderio delle menti più fragili di essere accettate dal branco conformista che l’arroganza del numero rende forte e appetibile. E chi si sente respinto da persone che in fondo disprezza (l’animo umano è contraddittorio) si rifugia nella solitudine o nella malattia, meditando gesti estremi che in qualche caso compie davvero, nell’illusione di lasciare in eredità almeno un rimorso.
    L’adolescenza rimane un pianeta esclusivo con cui gli adulti, che pure l’hanno attraversata, non riescono a rientrare in contatto. Meno che mai se i genitori dividono l’attenzione dei figli con molti altri stimoli, gli insegnanti vengono delegittimati come educatori dai genitori stessi e i presidi preferiscono tacere le storie di sopraffazione per non fare perdere reputazione e di conseguenza iscritti al proprio istituto. Ma una ricetta definitiva non esiste. Il bisogno di accettazione e riconoscimento appartiene alle angosce dell’uomo da quando ancora i nostri progenitori si dondolavano sui rami. Una cosa è sicura: essere rifiutati dal branco non è una colpa e può diventare persino una medaglia. Di solito lo si capisce da vecchi. Alla ragazzina di Pordenone, che nonostante le ferite non morirà, auguro di capirlo un po’ prima.

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    1. Avessi la metá delľ intelletto di quest' uomo...articolo da leggere in tutte le scuole...

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    2. Pare che il problema sia nato su FB.
      L'anonimato regala un paio di coglioni anche a chi madre natura si e' dimenticata di fornirglieli.

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  2. Si torna a parlare di scommesse illecite nel tennis, e stavolta a sparare il (presunto) scoop sono l’autorevolissima BBC e il sito BuzzFeed, che sarebbero venuti in possesso di una lista di circa 70 giocatori anche di alto livello – 16 atleti classificati fra i top-50, compresi vincitori di titoli dello Slam in doppio – ripetutamente segnalati dalla TIU (Tennis Integrity Unit, l’agenzia che sorvegliA sull’integrità del gioco) ma mai perseguiti da chi governa il circuito. Fra i sospettati anche otto giocatori impegnati negli Australian Open che sono iniziati poche ore fa a Melbourne.
    Un gruppo di “whistle-blower”, di “guardiani”, che vuole rimanere però anonimo avrebbe passato alla BBC i risultati segreti della famosa inchiesta che riguardò soprattutto un famoso match disputato nel 2008 fra il russo Nikolay Davydenko, ex n.3 del mondo, e l’italo-argentino Martin Vassallo-Arguello, vicenda per la quale i due sono stati alla fine assolti. E il n.1 Djokovic ha rivelato che nel 2007 venne avvicinato: «Mi offrirono 200mila dollari per perdere al primo turno a San Pietroburgo. Mi contattarono attraverso il mio staff. Naturalmente rifiutai. All’epoca c’erano voci di scommesse illegali ma negli ultimi 6-7 anni non ne ho più sentito parlare».
    Al centro dell’organizzazione ci sarebbero associazioni mafiose in Russia e Italia (niente di nuovo, vedi anche i casi che hanno riguardato negli ultimi anni purtroppo anche tennisti italiani) e un gruppo di 10 “mele marce” fra i giocatori che tirerebbero le fila dell’intera rete. I “Fixing Files”, ovvero i risultati di un indagine svolta studiando 26 mila match e interrogando tennisti ed esperti di scommesse sarebbero stati passati all’epoca ai governanti del tennis. Ma senza effetto.
    «Avrebbero potuto liberarsi di un network di giocatori e ripulire quasi del tutto lo sport», ha dichiarato alla BBC Mark Philips, uno degli investigatori. «Abbiamo consegnato loro tutto ben impacchettato con un bel fiocco rosa, ma hanno deciso di non farne nulla». Ora che le scommesse siano un problema serio nel tennis, specie a basso livello, è cosa nota, e in questi anni 18 fra pesci piccoli e piccolissimi sono stati sanzionati e 6 squalificati a vita – vedi il caso di Daniel Koellerer.
    I sospetti di possibili insabbiamenti e gli avvistamenti della famosa “black list” circolando ormai da molto tempo. In una conferenza stampa convocata in fretta e furia a Melbourne il CEO dell’Atp Chris Kermode ha sostenuto che l’associazione giocatori (il sindacato che gestisce il circuito mondiale maschile) ha investito 14 milioni di dollari nella lotta alle scommesse illegali e che la politica è quella della tolleranza zero. Concetto ribadito da Nigel Willerton, capo della TIU, che ha negato la possibilità di insabbiamento ma ammesso che è molto difficile investigare nei casi di corruzione e che in ultima analisi tutto sta nel riuscire a raccogliere le prove di attività illegali.
    Anche la BBC e BuzzFeed del resto non fanno i nomi, spiegando che «senza avere accesso ai telefoni e ai conti bancari dei giocatori (cosa invece possibile alla TIU, ndr) non è possibile determinare se hanno avuto un ruolo diretto nel truccare le partite». Nuove voci su vecchi casi, insomma – cold case li chiamerebbero in tv – ma la verità sui ripetuti scandali di “tennisopoli” che si succedono ormai da oltre dieci anni, per ora non c’è. Si attendono nuove puntate, a partire da un programma radiofonico annunciato dalla BBC per domani.

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    1. Chissà perché quando si parla di questo schifo delle scommesse e di incontri truccati l'Italia c'è sempre in mezzo, Pablo

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    2. Perche' il popolo alla fine non e' poi cosi' diverso da chi lo governa....

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    3. seguo,amo e in passato ho praticato tennis e ti dico Milco che a mio avviso è lo sport più corrotto al mondo,specie nei challanger e gli atp 250 si assiste a scene quasi comiche,a sceneggiate anche mal interpretate,troppo facile truccare,sei uno non 11 ......
      ciao Milco

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    4. Anche perché taroccarlo è facile.

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  3. EL LOCO bellissima ma per le mie tasche troppo cara.

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    1. Dipende molto dal tipo di vita che si vuole fare.

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  4. La Habana cittá unica al mondo...da viaggiatore la adoro per tutto ció che come al solito hai ben fotografato...

    a chiunque mi chiede di Cuba consiglio almeno una volta nella vita di respirare, assaporare, ascoltare, toccare, guardare la sua capitale...sognando con lei...un esperienza multisensoriale direi...

    OT: ieri sera ho rivisto Five Years...consiglio la visione per capire chi é stato e chi sará ľ immenso Duca Bianco...

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    1. Se esistono 10 posti da vedere al mondo, l'Avana e' sicuramente uno di questi.

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  5. hola! beh la capitale è il centro culturale, economico etc del mundo cuba. non per nulla ogni cubano dice di essere habanero, per loro è una forma di orgoglio. Questo abisso rispetto al resto c'è fin dai tempi dei primi insediamenti europei poi amplificata fino all'epoca de batista ed odierna. Nemmeno io sono d'accordo sul classico refran de la superiorità capitalina abusato anche dagli itaglioti che con difficoltà la bazzicano Enrico

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    1. In effetti qua' anche se un cubano arriva da un bosco dietro Guantanamo ti racconta che e' dell'Avana centro....

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  6. L'Avana è come una " puta descarada " : bella , lussuriosa e coraggiosa.
    Difficile , quasi impossibile , non cadere nella rete ... io la amo da sempre :-)

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    1. UNA PUTA....NON A BUON MERCATO....

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    2. Infatti : descarada non BARATA

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  7. C'è un momento che L' AVANA è bellissima, dura poche ore ma è intenso ed appagante, e si trova tra il caotico e chissoso giorno e la lussoreggiante e luccicosa noce habanera.........

    E un momento di una bellezza ineguagliabile, e si trova quasi in mezzo ai due mondi contrapposti del giorno e della notte, della ricerca di qualcosa con cui vivere e del folle divertimento, che trovano un mix nella voglia di vivere che ti prende e ti conquista.

    Questo momento è quello del TRAMONTO, sul Malecon, perchè è solo lì, in quel punto de L' Avana che si possono ammirare i colori delle case cor pastello assumere un colore intenso e tenue allo stesso momento e il mare riflettere le prime luci che si accendono, accarezzato dal rosa che si fa piu' forte come la tua anima che ti stringe in un' abbraccio pieno di ricordi che si stemperano e che danno senso alla tua vita................

    CELESTE HENRY

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  8. Non credo siano necessarie tante parole per descrivere una città meravigliosa che amo da sempre ,basta ascoltare questa canzone,rende molto bene l'idea

    https://youtu.be/_OiuRTnvDA0
    ciao Milco
    Stefano

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  9. Ciao Milco!
    Certamente condivido a pieno la definizione: "L'Avana è bella se non devi viverci" tutte le volte che vado a Cuba ci passo un paio di notti e le reputo già sufficienti! Amo la quiete de Las Terrazas ed adoro la semplicità della gente di Pinar del Rio! Ciò non toglie che un giorno certamente visiterò anche Las Tunas e tappa obbligata alla Gran Torino! Saluti a tutti. Daniela

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  10. Santa Fè- Al Malecon aggiungerei la movida di calle Obispo con i musicisti che suonano nei caffè...adoro quei panini con perro (forse son quelli che tu chiami "di plastica"..)e quella confusione controllata.
    La Habana è un cinema..quello che osservi passare nelle strade è davvero un film, un bel film.
    Io ho l'appartamento a S.Fè e come ben dici tu una giornata nel centro basta ed avanza, ma mio cognato, come dicevi tu, che vive a Marianao mi dice sempre: Fuera de La Habana es todo campo, campo che comunque lui stesso adora soprattuto Pinar con le sue cascate e i suoi MERAVIGLIOSI campi di tabacco.

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  11. Quei panini sono buoni a patto che ti mettano carne e non gordo.
    Dico sempre "te lo pago 10 pesos e non 5 ma niente gordo,toda massa"

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