lunedì 26 settembre 2016

LA FAME

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Come molti di voi, quelli che amano leggere, sono stato affascinato, anni fa, dai racconti di Gutierrez.
Lo scrittore cubano raccontava la Cuba e l'Avana del pieno periodo especial, anche se con qualche eccesso di manierismo, si trattava di buoni libri che scorrevano via leggeri.
Il buon Pedro lo ha anche conosciuto, in qualche playa vicino alla capitale.
I personaggi, veri o inventati, che racconta Gutierrez, combattevano ogni giorno col problema di mettere insieme il pranzo con la cena.
Non frequentavo ancora l'isola in quegli anni, ero in giro per il mondo lavorando nei villaggi turistici, pero' i racconti che ho raccolto in questi anni sia dai cubani che dagli stranieri presenti, narrano di un periodo davvero complicato.
In pratica dall' avere tutto, o meglio tutto quello che serviva, in pochi mesi, dopo la caduta del blocco Socialista, si era passati a non avere praticamente piu' nulla.
I personaggi di Gutierrez dimagriscono per la fame, non mangiano per giorni, passano la giornata nel disperato tentativo di trovare qualcosa anche solo di vagamente commestibile da mettere sotto i denti.
C'e' chi muore letteralmente di fame e chi si lascia morire d'inedia, che non e' poi una cosa tanto differente.
Si racconta di una Cuba in cui non c'era nulla, dove nelle pizze de la calle al posto del formaggio si mettevano i condom, tanto visivamente davano lo stesso effetto.
A Las Tunas arrestarono venditori per questa ragione, questa non e' un'invenzione letteraria.
I libri di Gutierrez parlano di animali in avanzato stato di putrefazione, bolliti comunque perche'; “non c'e' parassita che resista ad una buona cottura”.
Vi confesso candidamente che e' una Cuba che non conosco.
La domanda che faccio a tutti voi e'; ma vi siete mai imbattuti in situazioni simili?
Avete mai avuto VERAMENTE a che fare con la fame a Cuba?
Quando parlo di fame non uso, volutamente, il termine hambre, esageratamente utilizzato, ogni giorno, da chiunque abbia in realta' solo l'intenzione di svuotarvi il frigo.
Vivo in una delle provincie meno nobili dell'impero, probabilmente insieme a Gunatanamo la piu' povera.
Ho frequentato il povero campo di questa non ricca provincia, non mi sono mai fatto mancare nulla....
In tutto questo mio girovagare mai ho incontrate famiglie, gente, abuelos che veramente stavano soffrendo la fame.
Situazioni di disagio sicuramente, quelle non mancano di certo ma la fame, quella vera e' un'altra cosa.
A Cuba nessuno muore di fame.
La tanto bistrattata libreta ha comunque garantito un minimo sindacale a tutti, sicuramente non sufficiente per risolvere definitivamente il problema ma perlomeno ha assicurato un'aiuto a tutti.
Sono dell'idea che ci siano categorie di popolazione a cui non dovrebbe piu' essere riconosciuta, mentre altre a cui andrebbe potenziata.
E' assurdo che la duena di una casa de renta che guadagna decine di migliaia di cuc ogni anno, possa usufruire di aiuti alimentari statali..
Noi, con due case, ne abbiamo 2 e questo non e' giusto.
Aiuta la famiglia, ma non hanno la neccessita' di averle, sopratutto due.
Anche nelle case di madera perse nell'ultimo campo, non manca il cibo per risolvere quotidianamente il problema, magari non c'e' un cazzo in casa, il piso e' di terra battuta, i muri sono una grotta ma, nel refrigerador, che oramai non manca in nessuna casa cubana, c'e' sempre qualcosa da mangiare rimediato chissa' dove con chissa' quali soldi.
La popolazione cubana, nella maggior parte dei casi e' gordita, certo l'alimentazione e' sbagliata e squilibrata ma comunque la comida non manca, ogni giorno di ogni mese di ogni anno.
A scuola il mangiare non lo cucina Canavacciuolo, ma tutti i bambini e i ragazzi il loro panino con Jamonada se lo ritrovano sempre.....poi magari lo lasciano li'...
Fuori dall'aeroporto Jose' Marti' c'e' un cartello che recita piu' o meno ;”Ogni giorno, nel mondo, tot bambini muoiono di fame. Nessuno di loro e' cubano.”
Per quello che ho potuto vedere la fame a Cuba non c'e', poi magari voi avete esperienze diverse dalle mie.

21 commenti:

  1. Mi pare che ci siano parecchi allenatori gia' sull'orlo di una crisi di nervi.
    Emery sta' trovando lunghissimo a Parigi, lo hanno coperto d'oro ma i risultati latitano e gli arabi, storicamente, non hanno molta pazienza.
    Meno ancora ne hanno i russi, chi legge il blog forse ricordera' quando scrivevo che avrei voluto vedere Conte in un contesto normale e non in uno in cui era supertutelato come con la seconda squadra torinese e la nazionale.
    Un punto in 3 partite e' poca roba, il gioco non c'e'...e con Conte non c'e' mai stato, ma manca anche quella tigna che contraddistingue le sue squadre.
    Il Mou, anche se sabato ha vinto, esce da un periodo non facile ma il Mou e' il Mou.
    Il becchino di Roma, Spalletti dopo aver preso una batosta da far girare le orecchie se l'e' presa con i nostri raccattapalle affermando poi che il nostro e' un gioco antico...se era moderno ne prendeva 8.
    Non una parola sul fatto che Totti sia entrato in campo applaudito da tutto lo stadio Grande Torino.
    Davvero un piccolo uomo.

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  2. In un paese normale, quando una cosa in una citta' funziona bene, tutto il paese stesso collabora perche' vada ancora meglio.
    Da noi invece altre citta' si fanno la guerra per strappare l'evento.
    E' quello che e' successo con il salone del libro di Torino.
    Dal prossimo anno se ne faranno due, uno nella piu' ricca Milano e l'altro a Torino....ha vinto, come sempre, il capitale.
    In questi giorni c'e' la festa del gusto a Torino, ci sono stato sabato sera, fantastica.
    Tutto il centro della citta', chiuso al traffico, pieno di banchetti con il cibo di tutta italia, decine di migliaia di persone in giro, pieno di stranieri, via Po' tutta una gelateria a cielo aperto....bellissimo.
    Se il salone del libro di Torino, del prossimo anno, anche secondo l'idea di Fratello Gramellini si svolgera' fra la gente e per le nostre secolari vie allora potra' sopravviere alla faccia dei dobloni milanesi.
    Speruma bin.

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  3. Neanche io ho visto gente morire di fame, ho visto anche chi, pur non avendo nulla da mangiare, si comperava il rhum. Giuseppe

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    1. Anche nelle case piu' umili, quelle dove per sopra mobile c'era una lattina di tucola, qualcosa da mangiare c'e' sempre.

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  4. Mia moglie mi raccontava che nel pieno del periodo especial mangiava il picadillo vegetal, una specie di fettina fatta con le bucce di banana!

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  5. Per non parlare dei chupamiao....

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  6. Ciao Aston chi è il vecchietto vestito da militare cubano delle foto ?

    Ciao Guanabo

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  7. Si tratta di un personaggio caratteristico di Las Tunas.
    Veste sempre con lisi indumenti militari, sicuramente 'e stato un soldato.
    Non credo se la passi benissimo ma non l'ho mai visto chiedere un centavoas a nessuno.

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  8. ...eee come dimenticare il pan con bistec de bayeta de piso...

    Freccia

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    1. Pane ripieno con sfilacci di straccio del pavimento ben usato...quindi mischiato ad altri pezzi di carni varie...tutte insieme appassionatamente a riempire per bene il super bocadito...

      Gente finita alľ ospedale...

      Freccia

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    2. Azz....sapevo della suola delle scarpe in cuoio...cucinata e mangiata in qualche modo.
      Un giorno parlereno di ciò che accadde all'oro dei cubani in quel periodo...

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  9. Bueno creeme que en Cuba en una fiesta, esto fue verdad, nos pasaron gato por lebre (nos dieron gato y dijeron que era conejo) me lo comi y lo encontre bueno, desde luego solo me comi un pedacito porque yo no soy muy amante de las carnes, pero cuando lo supe al final de la comida, vomite hasta las bilis, despues tambien en Cuba una amiga mia me invito a comer dulce de los petalos de principes negros, muy rico, lo unico que me dijo, tambien despues que me lo comi, que ella le ponia las flores a sus muerto (en la casa, desde luego, delante de una foto) y cuando estas empezaban a secarse hacia el dulce, aca en italia e comido muchas cosas raras, desde empezar por la flor de calabaza que en Cuba no se come y aca se frien, se empanizan y se hacen hasta rellenas y son muy ricas, hojas de remolacha, la babosa de los caracoles, que cuando las compras en el mercado estan vivas moviendos sus antenitas, eso lo comi una sola vez sin saber tampoco lo que era, mi marido las hace a cada rato y a mi me viene propio la nausea, pero la primera vez la comi sin saberlo con unas amigas que no me dijeron que era.
    En Cuba haciamos picadillo de gofio, se acuerdan? y bistec de las lonjas de toronjas, y en luyano , en villanueva y arango cogieron preso a uno por vender aura tinosa como si fuera pan con pollo y el de los bistec de colcha de trapear que lo descubrieron por el que le dio el dolor de estomago y le sacaron un pedazo de colcha y lo habia comprado en luyano y asi cogieron al tipo, tenia en su casa varias colchas de trapear viejas preparadas y listas para vender, y en jaimanitas, en una paladar, estaban haciendo un congris y una gata en el techo pario y el gatico cayo en la oya, lo sacaron y siguieron haciendo el congris (esto me lo conto una amiga de jaimanitas que lo vio)

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  10. E' un piacere annunciarvi che oltre alla promozione su google, M&S CASA PARTICULAR ha attivato anche quella su Facebook.
    https://www.facebook.com/milco.fasano

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  11. Un articolo di Nando Dalla Chiesa :

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/13/%E2%80%9Cquesto-a-cuba-non-e-possibile%E2%80%9D/324691/

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    1. “Questo a Cuba non è possibile”
      di Nando dalla Chiesa

      Cose da pazzi. Metti una sera a cena sullo Jonio e le cose più interessanti, mentre parli di progetti e movimenti civili, te le tira fuori una ragazza cubana capitata a tavola quasi per caso. Con sei parole, sgranando occhi grandissimi mentre discuti d’altro. Dyanorys è arrivata in Calabria qualche giorno fa, dopo un paio di settimane passate a Milano da un amico. È venuta a trovare un’amica cubana che in Italia si è trasferita per amore. È entusiasta del mare calabrese, delle infinite spiagge libere e dell’acqua che cambia colore a ogni ora come nel Racconto di un naufrago. Ama meno la sabbia, che è il vero oro di Cuba, quella grana sottilissima e morbida qua te la sogni. Da qualche anno Dyanorys Ramos abita a Londra, lavora nel ristorante del marito francese. L’italiano lo parla bene, l’ha studiato a Londra, ed è perfettamente in grado di inserirsi nelle conversazioni. Con modestia, perché sa le buone maniere. Ma anche con efficacia. Tra i commensali una certezza sulle due ragazze cubane c’è: non si tratta di attiviste o simpatizzanti del regime. Non sono castriste.
      Meglio, non sono “fideliste”, per usare il loro linguaggio. Come non capirle, d’altronde? Sono la terza generazione. Te lo spiegano bene. I nonni adoravano Fidel, aveva dato ai connazionali la dignità, tirandoli fuori da un destino di casinò e bordello della potenza dirimpettaia. I genitori erano andati a ruota, educati al mito della rivoluzione, ma con minor trasporto, anche se il padre di Dyanorys, che distribuisce il pesce per i mercati dell’Avana, è un comunista che ci crede e andò due volte in Angola a combattere il colonialismo portoghese. Loro, i giovani, vogliono la libertà dei coetanei occidentali. I cellulari a lungo proibiti, Internet, un po’ di consumi in più, una televisione che non ti dica ogni santo giorno che il mondo è brutto e Cuba è bella, la possibilità di uscire con i giovani occidentali senza che la polizia ti chieda cosa stai facendo. Per questo la nostalgia di Cuba è nostalgia dei luoghi e degli affetti, della gente, ma la libertà europea è impagabile e per chi ha 24 anni come Dyanorys vale di più. “A Cuba ci torno se cambia”. Fin qui è tutto logico, tutto perfettamente compatibile con quel che pensi da anni di Cuba e di Fidel. La svolta, che si fa storia di incontri, arriva a metà cena. Basta un accenno alla vita londinese. “A Londra in questo momento puoi anche morire di fame e non c’è nessuno che ti aiuti”, dice Dyanorys.

      Già, pensa ognuno, la crisi che getta nella disperazione le famiglie… “Ma questo a Cuba non succede”, ecco le sei parole, “questo a Cuba non è possibile”, spiega alzando la voce la ragazza. Gli occhi si sgranano sotto la montagna di capelli ricci neri, perfino il viso cioccolato sembra accendersi. “A Londra se non puoi pagare ti tagliano l’acqua dopo due mesi anche se hai dei bambini, non gliene importa nulla. Puoi pure morire.....

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  12. Ma a Cuba nessuno muore di fame”. Sembra propaganda, ma detto da lei è impossibile. Tacciono tutti, la parola è solo sua. “Noi abbiamo la libreta. Ogni famiglia tutti i mesi va in una specie di supermercato e riceve tutte le cose di cui ha bisogno per vivere. Il pane, lo zucchero, l’olio, il latte, le uova, il pollo, i fagioli, il riso, il pesce, la farina, i crackers, qualche volta le patate, il caffè. Paghi quasi nulla. Ogni famiglia ha la libreta. Senza distinzioni, l’unica differenza la fa il numero delle persone. Se hai più figli prendi di più. Poi mettono un segno per dire che tu quel mese hai preso quello che ti spettava. E il mese dopo lo riavrai con sicurezza. Certo, non è quello che ti puoi permettere qui, ma è sufficiente. È importante vivere senza disperazione”. Jani, l’amica, conferma. Una accanto all’altra sono le classiche belle ragazze cubane che ogni show televisivo prenderebbe di corsa (Dyanorys ha girato anche qualche spot da ballerina), ma ora non parlano il linguaggio delle vetrine e delle luci occidentali. È come se stesse venendo fuori da loro qualcosa d’altro e di più profondo. “Noi andiamo tutti a scuola, nessun bambino deve lasciare per lavorare. Io ho preso il diploma di disegnatore informatico e non ho mai pagato nulla. Pure l’università è gratis, anche se alla fine devi restituire i libri per chi viene dopo di te. E la medicina è ben organizzata. È vero che c’è il mercato nero, che certi consumi non te li puoi permettere, che i trasporti sono un disastro, che non possiamo comunicare via Skype. O che magari ti tolgono di colpo l’energia elettrica per ore per risparmiare. Però il nostro è un popolo che non ha paura della fame. Perché il necessario ti viene dato dallo Stato. E perché la nostra gente è speciale: siamo più uniti, ci aiutiamo, un piatto di cibo lo trovi sempre. Se hai bisogno il tuo vicino ti darà il pane, senza interesse”.

    Resti di stucco, vai per le Indie e trovi le Americhe. Vuoi sapere che cosa accade in Calabria e scopri Cuba. Capisci quello che non ti dicono i discorsi dei dissidenti, che hai anche sostenuto con la tua firma.

    Ma anche quello che non sanno dirti i fan dell’amicizia Italia-Cuba, con quel frequente retrogusto di nostalgie barri-cadere. Da una ragazza che ha cercato l’occidente e ha solo studiato a scuola la mitica rivoluzione, riscopri che ebbe un senso. Le crisi che devastano, e le parole che sbottano dal cuore, servono anche a questo.

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  13. hola! frequento la isla dal 2004 quando ormai il peggio era passato e certe situazioni non le ho vissute, comunque ho sentito anche io dei fili della fregona/escoba para comer. Sono stato in casuchas enl campo dove letteralmente vivono sul fango ma la comida non mancava, certo è una magra consolazione nel mondo del capitalismo dove l'obiettivo è il mero consumo, quello a cui tutti puntano. La libreta aiuta ma ormai siamo agli sgoccioli anche in questo ( vedasi pollo por pescado......) Leggendo gli articoli che hai postato per me alla maggioranza dei cubani del fidelismo non è mai fregato nulla andava bene fino a quando offriva il necessario ed ogni sistema poteva andare bene. Ora le nuove generazioni vogliono solo la libertà e benessere indipendentemente dalla prosecuzione del regime e se questo vogliono mantenere il potere saranno obbligati ad aprire Cuba al mondo, come sta già avvenendo sin prisa pero sin pausa. chao Enrico

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    1. Un monumento dovrebbero fare a Fidel.
      55 anni senza mai lavorare sul serio....

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  14. Si è vero ho ritrovato anche la foto che mi sono fatto scattare da Albertino, Maverick, con il quale mi trovavo ed aveva riconosciuto per primo il noto scrittore. Se vi interessa il mio pensiero a proposito della fame posso dire che non credo che sia facile vivere nella miseria da nessuna parte del mondo. Certo affrontare la vita a Cuba dove comunque il tenore è basso può essere più facile, che in Italia dove gli standard sono molto più eelvati e dfficilmento potremmo fare a meno dei confort ai quali ci siamo abituati. P68

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    1. Ti faccio un esempio sulle case de renta visto che con M&S SIAMO DENTRO IL DISCORSO.
      Una casa a La habana con 3 cuarti, incassa 90 cuc al giorno, se riempie 20 giorni al mese, e mi tengo basso, incassa 2000 cuc al mese.
      Con desajuno e comida ci paga le tasse.
      Facciamo 10 mesi, neanche 12.....sono 20 mila cuc all'anno.
      E ci sono case de renta con 4/5 cuarti dove a meno di 35 neanche ti filano....
      E a queste diamo la libreta....?

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