lunedì 21 agosto 2017

CUBA COMUNQUE



In questo mese di agosto un buon numero di amici e conoscenti sono volati verso l'isola.
Alcuni hanno chiesto a noi di M&S di dare loro una mano, altri, vecchi bucanieri della maggiore delle Antille, moderni Jack Sparrow, sapevano benissimo come muoversi e hanno, logicamente, fatto da soli.
Almeno 6 di loro, in questo caso posso parlare di amici, tornano a Cuba dopo la fine del loro matrimonio o comunque del legame ufficiale con la loro cubanita.
Non parlo di cose leggere, parlo di unioni sancite dallo stato italiano, fidanzamenti con figli, case intestate, proprieta' da dividersi, fondamentalmente una vita da ricostruire.
A differenza dei numerosi sfigati del web sempre pronti a dare la colpa a Cuba di ogni loro fallimento, questi amici non hanno considerato quel lato del bloqueo responsabile dei loro rovesci ma hanno deciso, non solo di andare avanti, ma di rinsaldare il loro legame con l'isola.
Legame molto solido fatto di figli sangue misto, famiglia cubane, case, proprieta' e cose simili.
Non sempre il tutto si e' risolto col consueto bagno di sangue, certo c'e' voluto tempo, e per qualcuno ce ne vorra' ancora, ma in presenza dei figli la capacita' di rimetterei n piedi relazioni civili e decenti con la propria ex, a prescindere di cosa possa essere successo, e' una di quelle cose che differenzia la persona savia dall'idiota.
Il perdente cerca sempre una scusa e un colpevole, il vincente una soluzione e il sistema per poterla mettere in pratica.
Per lustri ho assistito a insulti di ogni tipo, ovviamente da parte dei soliti leoni del web, nei confronti della propria ex o dell'isola che l'aveva messa al mondo.
Non sono esattamente il maggior esperto al mondo di relazioni sentimentali, ma penso che a volte l'epilogo sia scritto nel prologo.
Quando ballano fra i due 30 anni c'e' poco da fare, per un certo periodo le cose possono anche funzionare ma poi le differenze, inevitabilmente, vengono a galla.
Non dico che non lo si debba fare, ma occorre avere l'intelligenza di mettere in preventivo il fatto che la quota di rischio sia davvero grande.
Poi ci sono i numeri e le statistiche.
L'istituto del matrimonio e' in forte crisi ovunque, crisi aggravata dalla situazione economica che negli ultimi 10 anni e' diventata sicuramente piu' pesante per molti.
Le cose possono non essere tutte rose e fiori ma se non sei proprio economicamente col guano fino alla gola, si possono affrontare con maggiore serenita'.
Mettiamoci dentro le aspettative deluse, le balle raccontate a Cuba che poi non si e' in grado di...gestire, i due mondi le due culture e tutto il resto e la frittata e' fatta.
E' gia' un impresa, oggi, mantenere in piedi un matrimonio con chi e' nato 2 portoni piu' in la, figuriamoci con chi arriva praticamente da un altro sistema solare.
Eppure questi miei amici sono tornati a Cuba.
Alcuni viaggiando con altri amici, per riesplorare le strade di quando si era single coi riti e i tempi che la frequentazione di queste strade richiedono.
Magari accorgendosi che le cose, in questi anni di....assenza, sono davvero cambiate.
Altri hanno comunque continuato a frequentare la famiglia della ex, ci sono figli da tirare su, case da gestire e un rapporto che, per quanto in parte deteriorato, esiste ancora.
C'e' la voglia di tornare a vivere la Cuba di una volta, quella di prima del matrimonio, magari il piacere di girarsela tutta con uno zaino in spalle come fara' l'umile scriba che pero'....non ha mogli, ex mogli o figli di cui tenere conto.
Cuba e' sempre li'; a volte madre, altre volte figlia, a volte puttana altre compagna, a volte moglie altra amante.
Perche' no?
In fondo le cose potevano andare male con chiunque, non e' detto che se lei si e' comportata in un certo modo tutte si comportino seguendo le sue orme.
Quando un rapporto finisce e' facile individuare nel partner il solo colpevole, in verita' esiste sempre un concorso di colpa.
A volte nella vita si vince, altre volte si perde, se va di culo si pareggia.
L'importante e' fare tesoro dei propri errori per evitare di ripeterli.

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venerdì 18 agosto 2017

GUERRA TIEPIDA

Risultati immagini per TRUMP ORECCHIE

Estados Unidos aclaró hoy que todavía no sabe con seguridad quién fue el responsable de los “incidentes” que el año pasado causaron “síntomas físicos” a varios de sus diplomáticos en Cuba, y que por ese motivo no puede culpar por ahora a “ningún país” por el suceso.
“No sabemos exactamente de dónde salió esto. No podemos culpar a ningún individuo o país por el momento”, dijo la portavoz del Departamento de Estado, Heather Nauert, en una conferencia de prensa.
La portavoz no quiso confirmar los informes de prensa que apuntan a que los diplomáticos estadounidenses fueron víctimas de un “ataque acústico” con “dispositivos de sonido”, que les hizo perder capacidad auditiva, señala una nota de la Agencia EFE.
No podemos confirmar el estado de salud de ningún ciudadano estadounidense, ni dentro ni fuera del país”, subrayó Nauert, y se limitó a repetir que los diplomáticos experimentaron una variedad de síntomas físicos“.
Todo salió a la luz el pasado miércoles cuando la propia Nauret anunció que Estados Unidos exigió el pasado 23 de mayo la salida de dos diplomáticos de la Embajada de Cuba en Washington, en respuesta a lo ocurrido el año pasado a “algunos” funcionarios estadounidenses en la isla.
En una declaración de la Cancillería cubana, el gobierno de la isla dejo saber que jamás ha permitido que el país sea utilizada para acciones contra diplomáticos, y calificó de “injustificada e infundada” la decisión estadounidense de ordenar la salida de dos funcionarios cubanos.
El Ministerio de Exteriores cubano aseguró que, cuando Washington le informó en febrero pasado de los hechos, inició una “investigación exhaustiva, prioritaria y urgente” y reforzó las medidas de seguridad para los diplomáticos de EE.UU.
Agrega la nota, que Nauert confirmó hoy que el Gobierno cubano les “ha proporcionado asistencia en la investigación” sobre lo sucedido y que Washington y La Habana mantienen “contactos regulares” sobre el tema.
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Avrete letto dei 2 funzionari cubani, dell'ambasciata caraibica in terre confederate, espulsi per rappresaglia da parte dell'amministrazione americana del Trumpo, a seguito delle presunte lesioni all'apparato uditorio patite da 2 addetti all'ambasciata statunitense a La Habana.
Pare che i 2 con l'otite siano stati rimpatriati per accertamenti, per prestare loro i primi soccorsi di fronte a una tragedia umanitaria di cosi' vasta scala...
Dolori alle orecchie......come cazzo avrebbe fatto Le Carre' a farsi una fortuna coi suoi romanzi di spionaggio in questi tempi che sono tutta una barzelletta?
Parlare di guerra fredda mi pare fuori luogo, al limite tiepida...
Credo che per la durata dell'amministrazione del Trumpo vedremo altri episodi simili, assolutamente marginali come sono state marginali le medidas dei mesi scorsi contro Cuba, messe in piedi solamente per compiacere Rubio e la sua gusaneria di Miami.
I presidenti americani.
Fidel si sara' fatto delle grasse risate in quei decenni, diciamo dopo Kennedy, (in quel caso ci fu poco da ridere...) vedendo il livello culturale della sua controparte.
Salvando Carter, che infatti non fu rieletto, si e' trattato di un circo di notevoli dimensioni.
Da Nixon che nascondeva cimici ovunque, a Clinton sempre con la fava di fuori, da Bush padre e le sue armi di distruzioni di massa, a Bush figlio che non sapeva in quale continente fosse l'Afghanistan.
Come dico da sempre, anzi come dicono quelli che hanno studiato, questi presidenti hanno, in realta', governato poco o nulla.
I padri fondatori della nazione Usa, nella loro infinita SAGGEZZA E LUNGIMIRANZA hanno messo in piedi un sistema che impedisca all'idiota di turno di fare troppi danni.
Gli lasciano un po' di mano libera in politica estera, a patto che non ci siano troppi morti a stelle e strisce (Carter cadde per cio' che avvenne nell'ambasciata Usa a Teheran) ma per il resto meno toccano e meglio e'.
L'Obamacare non e' passato perche' Obama fosse un genio, ma semplicemente perche ci si era resi conto che se non si dava qualcosa, il minimissimo sindacale, alla fascia piu' debole di popolazione, sopratutto gli afroamericani, sarebbero successi poi i casini, coi neri in strada a spaccare tutto.
Per la stessa ragione il Trumpo l'ha presa sui denti, un'altra volta, dal congresso nelle settimane scorse.
Nell'intervista rilasciata a Mina' dal Comandante en Jefe per i suoi 90 anni (andatevela a vedere, fate caso all'incredibile lucidita' per un uomo di quell'eta') Fidel racconta che quando fu eletto Reagan lui non lo conosceva.
Il suo entourage gli spiego' che era stato un attore, allora Fidel chiese di vedere un film che avesse avuto il nuovo presidente come protagonista.
Gliene fecero vedere uno dove Ronald inseguiva una scimmia.....Fidel sbarro' gli occhi e chiese “Davvero questo, che insegue il mono e' il nuovo presidente americano? Hay mi madre...” e scoppio' in una sonora risata.
Allo stesso modo al Trumpo permetteranno di tirare qualche bomba in giro, senza fare troppi danni, lui fingera' di prendersela con la Russia, alla quale grazie a misteriosi maneggi deve la sua elezione, ma alla fine non gli sara' permesso di fare troppi casini, anche perche' sembra il nostro Berlusca; ogni volta che apre bocca lo fa per dire una cazzata.
Questa faccenda dei 2 con l'otite e' davvero una barzelletta.
Siamo passati dai 5 imprigionati nelle carceri dell'imperio, a quell'altro tipo americano imprigionato per non si sa bene per che tipo di spionaggio....a questi col cerume nelle orecchie.
Povero Le Carre'.

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mercoledì 16 agosto 2017

LICENZE



La notizia e' apparsa sul Granma, anche nella sua versione italiana.
Dietro indicazione di Raul stesso, sono state sospese, con un provvedimento temporaneo, la concessione di licenze per cuentapropista in differenti settori.
Si tratta di un provvedimento temporaneo, messo in piedi con lo scopo di far fronte ad alcune sacche di illegalita' che si sono propagate a macchia d'olio, in tutti i settori privati del paese.
Occorre fare un minimo di storico.
Alcuni anni fa lo stato cubano si rese conto di non poter piu' essere il solo datore di lavoro dell'isola, nel giro di un paio d'anni circa un milione e mezzo di persone vennero lasciate a casa, in prevalenza giovani o lavoratori senza figli a carico.
Allo stesso tempo si decise di permettere, in modo massiccio e toccando molti settori della vita cubana, a chi ne facesse domanda di iniziare un'attivita' privata por cuenta propria.
In pratica molti cubani si ritrovarono dall'essere contribuiti al diventare contribuenti.
Ovviamente il sistema fiscale di controllo cubano era totalmente impreparato a fronteggiare le migliaia di piccole e medie imprese che, giorno dopo giorno, stavano nascendo.
Il problema del controllo e' sempre stato prioritario in tutti i gangli della vita pubblica cubana, come ben sappiamo.
Gia' qualche mese fa e' stato dato un robusto giro di vite ai paladar.
Molti di loro ospitavano piu' clienti di quanti la loro licenza permettesse, sopratutto compravano la mercanzia, o buona parte di essa, al di fuori dei circuiti statali.
In pratica c'era del denaro che prendeva vie poco gradite alla fiscalia della Repubblica de Cuba.
Poi e' stata la volta delle agenzie immobiliari, quasi tutte, ufficiosamente, in mani straniere.
Buona parte del dinero ricavato, anche in questo caso, sfuggiva ai potenti artigli fiscali cubani per uscire, in un modo o nell'altro, dal paese.
Anche in questo caso il giro di vite e' stato di dimensioni importanti.
Ora si parla di svariati settori della vita cubana, addirittura si va a toccare campi a me cari, si parla di personal trainer e/o organizzatori di feste private e per i 15 anni.
La verita' e' che, il cubano, dal punto di vista di pagare le tasse ci sente poco o molto poco.
Le case de renta sono quelle piu' allineate e coperte, forse perche' esistono da oltre 25 anni e il sistema, dopo vari aggiustamenti, funziona abbastanza bene.
Lo dico con cognizione di causa.
Ogni cliente viene annotato sul registro cosi' come viene annotata la cifra che paga diariamente ( non sempre cio' che paga e' cio' che e' annotato coincidono...ma io questo non l''ho scritto....).
Quindi ogni mese, oltre all'imposta fissa si paga il 10% di quanto e' annotato sul registro.
A fine anno c'e' una sorta di conguaglio, non a caso abbiamo un tenedor de libri che si occupa della cosa.
Quindi tutto sommato il settore regge bene.
Pero' per altri mestieri e' un bel casino.
Come determinare l'esatto introito mensile di un albanil?
Il materiale che viene utilizzato per il lavoro puo' essere scaricato?
Fina a quando scontrini e ricevute, per non parlare di fatture e bolle di accompagnamento resteranno oggetti misteriosi?
Per i paladar la cosa e' piu' semplice anche se non del tutto corretta.
Ti si siedono ad un tavolo 2 clienti cubani per mangiare, alla fine si scopre che sono della fiscalia,.
Nell'ora in cui impiegano a mangiare tengono il conto di tutti i clienti che sono entrati e stanno consumando, lo moltiplicano per le ore di apertura e il gioco, sul quanto quel paladar incassi ogni giorno, e' belle che fatto.
Se ti capitano di sabato en alta temporada...sei rovinato.
Questo e' il loro modo di fare studi di settore.
Fino a quando ci si basera', come avviene oggi, sulla dichiarazione giurata non si andra' da nessuna parte.
Senza un efficace sistema di controllo il tutto si riduce a cercare di fermare il mare con le mani.
Per questa ragione hanno interrotto la concessione di licenze.
Intanto facciamo pagare che gia' ha licenza, poi eventualmente ne concediamo delle altre.”

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lunedì 14 agosto 2017

BUON FERRAGOSTO



Domani e' Ferragosto, intanto auguroni a tutti voi e alle vostre famiglie da questa bella terra ligure.
Giorni di clima vacanziero dove si puo' scrivere tutto e il contrario di tutto.
Ho scritto questo pezzo un paio di settimane fa, non sapevo se pubblicarlo o meno.
Si tratta di una sorta di sogno o di un pretesto per mettere ancora Cuba al centro del mio mondo.
Prendetelo per quello che e'; un sogno.
Se pero' si iniziano a regalare tempistiche realizzative ad un sogno....diventa un progetto.

Ne parlo ora.
Unica volta.
Poi non ne parlero' piu'.
Quando sara', se sara', lo faro' unicamente a scopo pubblicitario.
A quel punto vedrete il faccione sorridente mio e di Simone campeggiare sotto l'insegna del locale.
Ora e' solo un'idea, un'idea resta tale (fondamentalmente una pugnetta...) fino a quando non diventa un progetto.
Il mio amico Simone, mio socio di M&S CASA PARTICULAR CUBA sta' accarezzando, molto concretamente, l'idea di trasferirisi, con moglie e figlia, definitivamente, nella maggiore delle Antille.
Detto per inciso ci credero' quando lo vedro' partire, anche se mi pare stia facendo tutti i passi giusti in quella direzione.
Ci conosciamo da 3 anni, grazie a questo blog, da un anno e mezzo siamo soci in questo bel progetto di M&S, che non ci sta' arricchendo, ma ci permette di toglierci qualche soddisfazione.
Entrambi ci siamo resi conto delle enormi potenzialita' che tutto quanto potrebbe avere, se almeno uno dei due vivesse in pianta stabile da quel lato del bloqueo.
I soldi veri si fanno a La Habana, non date retta ai soliti cazzari che, al pari di Toto' jettatore, ammantano tutto di infausti presagi.
Quando si parla si deve essere in grado di farlo con dati, cifre e cognizione di causa.
Il mio amico Mario a Las Tunas, con 4 tavolini piazzati in un garage, facendo pasta e lavorando 6 ore al giorno per 5/6 giorni ogni settimana si porta a casa 1200/1500 cuc puliti al mese.
Questo e' un fatto non una chiacchiera.
L'altro mio amico Andrea di casa Zule, coi proventi della renta della casa al Vedado e' in trattativa per acquistarne un'altra.
Questo e' un fatto non una chiacchiera.
Un' altro ristorante a La Habana di un conoscente di Simone (se vuole dira' lui il nome del locale) col suo locale si mette, puliti, in saccoccia, 4 mila cuc al mese nei mesi brutti e 10/12 mila in quelli buoni.
Questo e' un fatto non una chiacchiera.
Cuba non e' su Marte, e' parte di questo pianeta e valgono, anche per lei, le regole commerciali che vigono in ogni paese.
Con Rp puoi intestarti una licenza su cui pagherai regolari tasse, compri o affitti un locale, scegli che indirizzo e stile dare alla cosa e parti.
Se sei in gamba, azzecchi zona e prodotto, viaggi col vento in poppa, altrimenti vai dal culo.
Come in ogni parte del mondo.
Il resto sono solo cazzate.
Un localino, senza spendere troppo, nella zona giusta, l'idea di Mario e' vincente.
Rustico, caratterizzato dall'italianita' anzi dalla piemontesita' ( il 90% dei turisti italiani che visitano la capitale sono del nord).
8/10 tavoli, tovaglie di carta bianche e rosse, gigantografia della Mole, bandiera del Toro e, piu' piccola, della J...
Specialita' pasta fatta in molti modi, servita con una specie di casseruola, Simone puo' essere piu' chiaro, lasciata al centro della mesa.
Qualche antipasto, un paio di sere ogni settimana, qualche secondo.
Clientela, a naso, 80% yumas, 20% cubani.
Magari aprire solo di sera, andare a vivere a Cuba per lavorare 14 ore al giorno non avrebbe senso.
Simone e' un cuoco quasi professionista, il suegro commercia in carne, io un po' con la gente ci so fare....sono buone basi di partenza.
Stiamo parlando con conoscenti imprenditori, gente che opera a Cuba da oltre 20 anni in modo serio, tutti ci hanno dato alcune indicazioni sulla zona...ma per il momento meglio non parlarne.
Bisognera' vedere e valutare tante cose.
In Italia, le cose mi stanno andando discretamente bene, in questa fase storica non e' una cosa di poco conto, se sara' non intendo mollare nulla ne' la palestra, ne' l'animazione estiva ne tantomeno M&S.
Grande Torino marcia da solo oramai.
Dovro' organizzarmi bene ma si puo' fare.
Quindi per me sarebbero, per il primo anno, 4 mesi anche per far rifiatare il socio, poi vedremo.
Al locale si aggiungerebbe la possibilita' di scorrazzare con un carro i clienti di M&S, che non solo non chiuderebbe i battenti, ma si potenzierebbe.
Avevo gia' un idea simile su Camaguey ma poi sono cambiate situazioni esterne a me, e la cosa non e' andata in porto.
A Cuba quello che dovevo fare l'ho fatto, questa idea (che e' ancora lontana dall'essere un progetto) potrebbe essere la sola a farmi tornare la voglia di fare qualcosa, forse la chiave di volta per tornare a vivere Cuba in un certo modo.
Ovviamente, in Italia, io e il socio ci parleremo in modo molto chiaro mettendo sul tavolo le reciproche garanzie che ci devono tutelare, parliamo di una situazione “italiana” sotto ogni punto di vista, al limite i cubani saranno solo il contorno.
Come e' accaduto per Grande Torino, Fly Gym e M&S e come e' mia abitudine, ne riparlemo (se ne riparleremo) a bocce ferme e pallino in buca.
Siamo nelle sapienti mani degli Orishas.

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sabato 12 agosto 2017

FELIZ CUMPLE, COMANDANTE!


Il mio presidente della Repubblica
Il mio primo ministro.
Il mio Comandante in capo.
Il mio Jefe.
Simplemente Fidel.

venerdì 11 agosto 2017

GUZZANTI

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Se sei un cittadino venezuelano e vuoi il passaporto, devi fare i conti con i servizi segreti cubani: è all'Avana e non a Caracas che si decide se un venezuelano può o non può andare all'estero e in quali Paesi. Cuba domina il Venezuela fin dai tempi di Fidel Castro che trattava Hugo Chavez come un suo luogotenente, esattamente come aveva fatto nei primi anni Settanta nel Cile di Salvador Allende, presidente minoritario sostenuto da sindacati armati che morì per il colpo di Stato favorito dalla Cia e guidato da Augusto Pinochet. Allende morì sparando con il mitra dalle iniziali d'oro che gli aveva regalato Fidel Castro. Allora gli americani si coprivano anche di infamia, pur di non cedere al comunismo cubano e sovietico. Oggi tutto è cambiato e si vede che dietro Raul Castro si muovono proprio gli agenti americani insediati da Barak Obama.
Se ai tempi della guerra fredda gli Stati Uniti sostenevano tutte le dittature anticomuniste latino-americane, comprese le più indecenti, oggi gli uomini di Obama e decine di agenzie di contractors (mercenari) sostengono a mano armata i narco-comunisti. La Cuba di Fidel Castro aveva già avuto negli anni Ottanta i suoi problemi a causa della spavalda gestione del narcotraffico e fu costretto a chiudere quel capitolo scandaloso fucilando il suo eroe, il generale Arnaldo Ochoa Sanchez, lo Scipione Africano di Cuba, uomo adorato dalle folle e temuto stratega in Etiopia, Corno d'Africa, Mozambico e Angola, dove Castro muoveva a piacimento le sue divisioni protette da Mosca. Ochoa acconsentì ad autoaccusarsi davanti al tribunale del popolo per salvare la pelle dei familiari e morì gridando «Viva Cuba, viva Fidel!» davanti al plotone d'esecuzione in una livida alba piovosa nell'aeroporto dell'Avana, rifiutando la benda e conservando le spalline. Così Fidel Castro aveva messo una toppa all'accusa di aver trasformato lo Stato socialista della canna da zucchero in Stato socialista della cocaina.
Era ormai venuto meno il «fraterno aiuto economico» dell'Unione Sovietica e fu varata una nuova strategia sotto il controllo dei democratici americani e di Obama: la pace tra le Farc il cartello della droga colombiano per anni in armi contro lo Stato e il governo di Bogotá che ha fatto pendant con lo scioccante trattato fra Barak Obama, il papa argentino Mario Bergoglio e il cubano Raoul Castro. Il trattato che ha trasformato l'isola caraibica in uno Stato di polizia aperto alle agenzie immobiliari e turistiche per miliardari americani, ridisegnando la geografia del potere. Cuba grazie al nuovo equilibrio vince su tutti i fronti, incassa miliardi americani con il turismo, mantiene in galera centinaia di intellettuali fra cui molti giornalisti per i quali nessuno muove un dito e si vede riconosciuta come «zona d'influenza» Venezuela e parte della Colombia.
Ecco perché ieri Hugo Chavez e oggi Nicolàs Maduro si muovono in Venezuela come proconsoli cubani, mentre all'Avana si prendono le decisioni che contano sull'ordine pubblico a Caracas, le carriere militari, la diplomazia e l'emissione dei visti. Poco importa che ieri le Procure nazionali di Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay, Cile e Perù abbiano sottoscritto una dichiarazione in cui respingono la destituzione della loro collega venezuelana, Luisa Ortega Diaz, definendola illegale: è all'Avana che si studiano e si attuano in queste ore le contromisure contro i focolai di insurrezione anti Maduro con la complicità dei mercenari americani mandati da Obama. Trump ha da poco rigettato gli accordi Castro-Obama-Bergoglio ma per ora sono soltanto innocue dichiarazioni: il presidente americano, soffocato dai problemi interni e dalla situazione coreana non ha ancora dato segnali attivi di inversione nella politica cubana e venezuelana. Ci vorrà tempo, ma è proprio ciò su cui contano Maduro e Castro: il tempo gioca a loro favore e a favore dei narcos.
PAOLO GUZZANTI
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Ricordo che Paolo Guzzanti e' il padre di Corrado e Sabrina Guzzanti, per dire che non sempre la genetica, per fortuna, segue il suo corso.
Cosa ha fatto di male Cuba per meritarsi tanta attenzione e....tante cazzate?
Su Cuba, in questi mesi anche sul Venezuela, si sono lette ogni sorta di sciocchezze, ma il fatto che il cittadino venezuelano per uscire dal paese debba chiederlo ai cubani e' davvero una cosa che va al di la di ogni immaginazione.
Non a caso, fiutando aria grama, le mogli di alcuni cosiddetti leader della cosiddetta opposizione hanno gia' levato le tende lasciando indisturbate il paese.
Il Guzzanti padre e' pure male informato, cosa grave per uno che di mestiere dovrebbe fare il giornalista ma si ritrova ad essere un giornalaio.
Allende e Fidel avevano un antico rapporto di amicizia, tanto che el Lider Maximo regalo' un fucile a Salvador proprio perche', con la sua vista lunga, aveva ampiamente capito come la storia sarebbe finita.
Se poi vogliamo dire che la tragedia cilena qualche cosa abbia insegnato a Maduro e prima a Chavez, allora possiamo anche essere daccordo.
Agenti di Obama che tramano a favore di Cuba e Venezuela....
L'ultima volta che ho controllato Obama non era piu' presidente degli Stati Uniti, non aveva piu' alcun potere, dopo qualche mese de descanso iniziera' il suo giro di conferenze super prezzolate, come tutti gli ex presidenti.
Durante i suoi mandati, al contrario di qualche suo predecessore, e' perfino riuscito a tenere la patta dei pantaloni al suo posto conservando in questo modo, al suo fianco, consorte e famiglia.
Di conseguenza il solo pensare che ci siano agenti statunitensi, che rispondono dei loro gesti a Obama e che appoggiano la Rivoluzione Cubana e Bolivariana, e' cosa da far pensare, per l'autore dell'articolo, ad un ricovero presso strutture specializzate.
Corrado e Sabrina ci pensino.
Ma poi davvero Cuba, la piccola Cuba ha tutto questo potere?
Ha il potere di controllare la politica Venezuelana come prima aveva il potere di contrllare quella cilena?
Chi ha investito di tutte queste capacita' questa isola in bolletta, senza risorse naturali, col grande nemico ad un tiro di schioppo, orfana del blocco socialista e recentemente anche del suo Comandante en Jefe, abbandonata da alcuni milioni di abitanti negli ultimi 6 decenni, sbeffeggiata e offesa da buona parte della stampa mondiale, piena di debiti con mezzo mondo, corrotta e corruttibile?
Sembra che di ogni problema che attraversa la regione Cuba sia responsabile; dal dengue ai cicloni, dai balseros, a los gusanos.
Se Cuba fucila 3 delinquenti che, nel tentativo di fuggire uccidono mezzo equipaggio di un barco, e' un paese criminale, se gli Stati Uniti uccidono, ogni anno, centinaia di persone nelle loro prigioni allora si tratta di un paese che applica le sue leggi.
Posso anche essere daccordo sul fatto che, in pieno periodo especial e orfana del blocco Socialista, Cuba abbia consentito il sorvolo del suo spazio aereo ai narcos, in cambio di valuta pregiata, ma il pensare che continui a farlo ora, con tutti gli strumenti di rilevazione esistenti mi pare pura fantascienza.
Su Ochoa si e' detto tutto e il contrario di tutto, la verita' e' che come realmente siano andate le cose, lo sanno in pochi e nessuno di loro e' un blogger o tanto meno un giornalista...figuriamoci Paolo Guzzanti.

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mercoledì 9 agosto 2017

DIVERTIRSI



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Leggevo l'altro giorno, su La Stampa, che soltanto il 20% di chi andra' in vacanza questa estate mettera' il divertimento al primo posto fra gli scopi della vacanza stessa.
Il restante 80% ha risposto parlando di riposarsi, fare vacanze culturali, obblighi sociali nei confronti della famiglia e cose del genere.
Sto' operando in un paio di strutture in Liguria, un residence dove il 90% della clientela e' straniera e un camping village con clientela 80% italiana.
Nel camping village ci sono stanziali anche un buon numero di stagionali, che pagano 3000 euro all'anno per poter piazzare la loro roulotte o camper nella struttura.
Solitamente ci vivono nonni e nipoti per tutta l'estate mentre i genitori, tolto il pieno agosto, arrivano per i fine settimana.
Occorre pero' fare la spesa, cucinare, lavare i piatti, fare il bucato ecc.
Che tutto cio' sia compatibile col divertimento e' tutto da dimostrare, vero e' che si e' al mare, ma questo puo' non essere sufficiente a qualificare una vacanza.
In realta' si trasferiscono vicino alla battigia le dinamiche che governano la famiglia per il resto dell'anno, anche in questo caso non so quanto ci sia da divertirsi.
Ci sono molti ragazzi di 14/18 anni che passano la giornata imboscati a rollarsi canne o a smanettare sul telefonino, non trombano neanche.
Non sono in grado di dire se queste attivita' siano fonte di divertimento anche se una mia idea ce l'avrei, ma non vorrei passare per....antico.
Ore e ore in coda in macchina sotto il solleone a oltre 40 gradi, per riuscire a raggiungere i luoghi di villeggiatura, dopo aver fatto l'ennesima “partenza intelligente” non so quanto siano compatibili con il divertimento.
La verita' e' che per quelli come me, abituati a salire su un aereo in questo continente per scendere in un altro, questo modo di fare vacanza e' poco comprensibile.
Ma non e' certo detto che tutti debbano fare come noi, anzi.
A Cuba ci divertiamo?
Mah...di certo non ci rompiamo le palle, come ho gia' detto altre volte, in questi ultimi anni piu' di una volta mi sono ritrovato ad andarci piu' per abitudine che per altro.
Dopo tanti anni l'incanto e' logicamente passato, quindi non saprei dire se davvero mi sono divertito.
Sicuramente sono stato bene, in un bel contesto famigliare, circondato da gente gradevole ma il divertimento vero 'e un'altra cosa.
Non a caso le prossime vacanze saranno differenti.
Ma poi cos'e' il divertimento vero?
Sicuramente questo concetto varia col passare degli anni, situazioni che anni fa mi divertivano oggi mi lasciano quasi indifferente, mentre altre a cui prima non facevo caso oggi attraggono la mia attenzione.
Credo tutto faccia parte del ciclo della vita.
Tornando a Cuba, forse mi divertiro' tornando a viaggiare a muovermi a spostarmi.
Conoscere gente nuova, incrociare gli occhi pieni di promesse (e di premesse) di una bella mulatta, passare una giornata a guardare il Malecon quando c'e' il mare grosso, fermarmi a parlare con qualche vecchiarilla sull'uscio di casa sua, tornare a provare quella sensazione che ti dice che ogni cosa e' possibile, uscire la sera con la certezza assoluta che non tornero' a casa solo, vedere all'alba accanto a me nel letto un corpo flessuoso e perfetto, non essere deluso nel rivedere il volto di quel corpo differente da come l'avevo visto la sera prima, vedere un tramonto infuocato sulla baia de La Habana.
Tutto sommato non mi serve poi molto per divertirmi, ho saputo godere nella mia vita delle piccole cose, quelle che ancora e sempre fanno la differenza.
P.S. In questi giorni teniamo la palestra aperta ad orari ridotti, c'e' ancora un sacco di gente, molti partiranno nei prossimi giorni, tutti mi dicono “non ce la faccio piu', ho bisogno di staccare”.
Quando sei conciato cosi' piu' che il divertimento cerchi il riposo fisico e della testa.
Oggi chiudo alle 14 e parto per il mare per 10 giorni, i piu' importanti della stagione, un ultimo sforzo per portare la nave in porto poi anche questa lunga e bella estate sara' storia.

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lunedì 7 agosto 2017

TERRORISMO


Chi segue il blog con una certa frequenza sa che, come controinformazione, pubblico notizie sul Venezuela che i nostri giornali e i giornalai prezzolati non vogliono farci sapere.
Ad esempio nessun giornale di prima fascia ha pubblicato le foto dell'adunata oceanica dei chavisti prima della votazione della costituente.
Allo stesso modo ho evitato, quasi sempre, di dare un giudizio personale sulla situazione ma e' giunto il momento, per questo piccolo blog, di prendere una posizione definita.
In linea generale penso e ho sempre pensato che il popolo debba essere sovrano in ogni paese normale.
Quando pero', per svariate ragioni, un paese non e' normale allora le regole cambiano e un governo democraticamente eletto ha tutto il diritto di prendere ogni misura PACIFICA O NON PACIFICA, per tutelarsi e per rispettare il volere del popolo sovrano.
Dico, da sempre, che una volta tolto l'embargo e riconsegnato il territorio dove sorge, illegalmente, la base Usa di Guantanamo sono pronto a sostenere, per Cuba, libere elezioni.
Un paese tornato alla normalita' deve avere una vita politica normale.
Fino a quando cio' non accadra' il governo Rivoluzionario ha non solo il diritto ma anche il dovere di fare di tutto per tutelare l'integrita' del paese.
In Venezuela siamo di fronte ad atti di terrorismo puro.
L'ultimo ieri con una ventina di terroristi (foto), guidati da un delinquente fuggito in Usa nel 2014 e rientrato per evidenti motivi, che si presentano davanti alle telecamere, DOPO AVER TENTATO L'ASSALTO AD UNA CASERMA, vestiti con le mimetiche come se fossero militari ribelli.
I militari, quelli veri, li hanno acchiappati e subito messi al gabbio, come si deve fare coi terroristi.
Maduro governa dopo aver, per l'ennesima volta, vinto le elezioni.
In un paese normale chi le elezioni le ha perse, aspetta e si prepara a vincere quelle successive, non scatena una guerra civile.
Macri' sta' trascinando l'Argentina verso il baratro, ma e' stato liberamente eletto dagli argentini, quindi ha tutto il diritto di governare, fra l'altro e' stata la prima volta che la destra argentina e' arrivata al potere senza i carri armati.
Quando si tornera' a votare gli argentini decideranno cosa fare.
In Venezuela, gli Stati Uniti, per mezzo di mercenari prezzolati stanno facendo di tutto per mettere mano alle illimitate risorse petrolifere del paese, esattamente come fecero i francesi in Libia con Gheddafi mentre il nostro paese, da sempre amico del Colonnello...stava a guardare.
Maduro e prima Chavez hanno fatto le loro brave cazzate elargendo soldi a mezzo mondo e, per anni, regalando praticamente la benzina ai propri cittadini.
Cazzate grosse, ma che non giustificano gli atti di terrorismo a cui stiamo assistendo.
I terroristi si catturano...se possibile, altrimenti li si elimina senza troppi complimenti.
La costituente voluta da Maduro non mi fa impazzire, ma a fronte di cio' che sta' accadendo e' giusto smettere di porgere l'altra guancia e reagire con tutto cio' che si ha in casa.
Nella sua ultima visita ad Allende, Fidel gli regalo' un fucile; “tienilo che ti servira'” gli disse.
Si tratta del fucile che Salvador impugnava nella difesa della casa presidenziale, come si evince dalla famosa foto che potete trovare in rete.
Il Comandante en Jefe ancora una volta aveva visto lungo.
Sicuramente lui e Raul a Chavez e Maduro avranno dato il consiglio di.....tenere sempre dalla propria parte le forze armate.
A Cuba, anche nei periodi piu' bui, l'esercito ha sempre goduto di certi privilegi; dal pacchetto mensile di generi di prima necessita', alla possbilita' di acquistare elettrodomestici a prezzi ridicoli, dai resort per le vacanze ai salari piu' alti rispetto alla media del paese.
Se hai l'esercito dalla tua parte e' difficile perdere (Batista e' stata un'eccezione ma quello non era un esercito...).
Durante i falliti colpi di stato in Venezuela ed Equador fu proprio l'esercito a salvare Chavez e Correa.
La lezione cubana e' stata proprio questa, non a caso che l'esercito venezuelano, ad oggi, compattamente ha appoggiato la Rivoluzione Bolivariana.
La situazione e' difficile ma e' il momento di mettere in atto quel detto di Fidel che campeggia nella piazza centrale di Las Tunas “Defenderemos esta tierra, esto cielo y esta bandera al precio que sea necesario”

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venerdì 4 agosto 2017

IL "MITO" DI MIAMI

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Di Igor Righetti
Come si nomina la Florida vengono subito in mente Miami e Miami Beach: quest’ultima è un’isola che ha saputo trasformarsi da “sala d’attesa di Dio” (come veniva chiamata tanti anni fa a causa del grande numero di anziani che ci vivevano) a città ricca di mondanità, locali di tendenza, ristoranti di alto livello, arte e cultura. Anzi, culture visto che oltre la metà della popolazione dell’area urbana di Miami è formata da ispanici. La forte migrazione cubana seguita da quella venezuelana ha portato lo spirito latino-americano e la lingua spagnola a essere quella più parlata in un’area così multietnica. Non mancano gli europei residenti, soprattutto francesi, ma anche tanti italiani. Pure la presenza dei russi è in forte aumento. Con tutte queste contaminazioni etniche sembra di vivere in più città contemporaneamente. Miami Beach è unita a Miami attraverso alcune strade sopraelevate. Ha tre quartieri principali: South Beach, Mid-Beach e North Beach. South Beach è il più amato dai turisti con centinaia di edifici Art déco (la maggior parte di quelli di Miami fu costruita negli Anni Trenta e Quaranta), la celebre Ocean Drive e alcune delle spiagge da cartolina più famose.
La celebre Ocean Drive, per esempio, è un susseguirsi di boutique hotel in stile Art déco mantenuto anche al loro interno. Un viale che si affaccia sull’Oceano Atlantico divenuto famoso grazie al cinema (vi sono state girate anche alcune scene del film Scarface) e alle serie televisive con file di palme, centinaia di ristoranti, hotel e caffetterie, bagnanti che prendono il sole sulla spiaggia bianca, ragazze in bikini, ragazzi a torso nudo con bicipiti scolpiti e tartarughe addominali intenti a mostrarsi mentre fanno jogging, corrono in bicicletta o sullo skateboard. Sia di giorno sia di notte è densamente animata dall’umanità più varia. Qui si trova anche l’elegante e leggendaria Villa Casuarina dove, sui gradini dell’ingresso, fu ucciso lo stilista Gianni Versace, all’epoca proprietario del palazzo.
Oggi è diventato un luxury hotel con ristorante italiano annesso: “Gianni’s”. In questo luogo lo stilista creò alcune delle sue collezioni più originali e vi ospitò alcuni dei suoi amici celebri come Madonna e Elton John.  Mette una certa tristezza leggere nel menu del ristorante “L’insalata Gianni” con pomodori e cetrioli.
All’interno della città ci si può spostare gratuitamente con il Trolley,  un servizio tram su gomma che collega diverse zone della città.

Perpendicolare a Ocean Drive e a Collins Avenue, tra la 14th e la 16th, c’è Española Way, una piccola via storica pedonale che ha celebrato la sua riapertura dopo il completamento del progetto di restauro di 2,5 milioni di dollari della City of Miami Beach per recuperare questo luogo pittoresco.  È un caratteristico villaggio spagnolo ispirato allo stile rinascimentale mediterraneo ricco di ristoranti (italiani, messicani, spagnoli, cubani e francesi) e qualche hotel.  Interessanti  visite guidate per conoscere la storia e gli aneddoti della via vengono organizzate da Paula Gomez 

Da Miami Beach vale la pena spostarsi a Miami.
Downtown, il centro finanziario, è dominato da alti grattacieli alcuni dei quali molto originali e spettacolari. Il modo migliore e più economico per visitare il quartiere è il Metromover, una monorotaia sopraelevata gratuita dalla quale si possono ammirare vedute suggestive della città e vivere le emozioni suscitate dall’altezza.

A Nord di Downtown c’è il quartiere più trendy e colorato di Miami: il Wynwood art district, ex area industriale oggi trasformata in un museo a cielo aperto con tante gallerie d’arte e locali di tendenza. Un esempio eccellente di come sia possibile riqualificare aree degradate.
A ovest di Downtown si trova, invece, Little Havana o, come lo chiamano gli ispanici, la Pequeña Habana, il quartiere cubano, oggi popolato da persone provenienti da tutta l’America Latina, soprattutto dal Salvador e dal Nicaragua. Il  cuore pulsante del quartiere è Calle Ocho tra la 13th e la 17th avenue. Qui non mancano i ristoranti di cucina cubana così come i negozi che vendono e realizzano sigari lavorati a mano a prezzi contenuti. Da vedere la Walkway of the stars (si ispira alla Walk of fame di Hollywood), un piccolo tratto di strada che celebra alcuni importanti personaggi latino-americani come Cecilia Cruz e Gloria Estefan; il Máximo Gómez park, meglio conosciuto come Domino park, dove gli anziani immigrati cubani si sfidano a domino; il Tower Theater, uno dei più antichi edifici di Miami; Il Cubaocho museum e performing arts center, un museo a ingresso gratuito con opere di artisti cubani dal 1800 al 1960, galleria d’arte, musica dal vivo e bar
Miami culinary tours propone un’ interessante quanto gustosa visita del quartiere con la degustazione delle delizie gastronomiche della cucina cubana: dal celebre sandwich fino al dolcissimo caffè (le visite con Mirka Roch Harris sono ideali per gli italiani in quanto l’appassionata signora ha il nonno marchigiano, ama l’Italia e le piace descrivere la cucina cubana con raffronti con quella italica).
A Watson Island, a Est  di Downtown, sorge il Jungle Island per gli amanti della natura o per coloro che viaggiano con bambini. Il parco unisce il suggestivo paesaggio tropicale di Miami a una grande varietà di animali esotici provenienti da tutto il mondo. L’intera struttura non fa uso di concimi chimici né di fitofarmaci. Nell’Everglades habitat si riproducono le condizioni ambientali delle Everglades con la sua fauna e la sua flora. Un’esperienza unica da fare è proprio quella dell’Everglades national park, dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco, nella parte più meridionale della Florida, a circa due ore di auto da Miami: una palude immensa, una delle zone più selvagge e incontaminate d’America. Ci vivono, tra gli altri, alligatori, serpenti velenosi e tartarughe carnivore. La zona costiera, invece, è popolata da squali e barracuda.
A Miami Beach non manca di certo la cucina cubana che non si può non provare. “Havana 1957” è una catena di ristoranti cubani che coniuga la cucina tradizionale con  l’atmosfera e il fascino della Cuba degli Anni '50. Il ristorante al 405 di Española Way è un locale magico dove si può vivere questa esperienza con un servizio cordiale e una cucina autentica e varia. Dai sandwiches al pollo fritto alla cubana, dal pesce alle zuppe è un meraviglioso viaggio nei sapori cubani. Il mojito è strepitoso. Perfetto il rapporto qualità-prezzo.
Questo lungo articolo e' estrapolato da in infinito reportage su Miami apparso su un settimanale. 
 Vi devo confessare che non sono mai stato negli Stati Uniti, per lungo tempo ho sperato di fare parte di qualche contingente di invasione del Patto di Varsavia, ma poi le cose....sono andate come sono andate.
Mi piacerebbe pero' farci un salto, passarci un po' di tempo, vedere come vive quel giovane paese e se esiste o meno il famoso american dream.
Miami pero' proprio no.
Se c'e' un luogo in cui proprio non metterei piede e' questa sorta di succursale cubana e latina che e' Miami.
Sara' che non ho mai amato i surrogati; se devo mangiare una caramella cerco sempre quelle che abbiano lo zucchero al posto giusto, non il saccarosio, una cosa o la fai bene o meglio non farla.
Andare a Miami, dopo tanti anni di Cuba, lo troverei un tantino fuori luogo, magari mi sbaglio ma la penso cosi'.
Molti hanno questo mito di Miami come se fosse il posto piu' bello del mondo e il punto di arrivo di un'esistenza.
Per decenni e' circolata questa minchiata che le case costavano poco, conosco parecchia gente che c'e' stata e ci va regolarmente, mi conferma che costano relativamente poco in quartieri in cui devi uscire di casa conciato come Rambo per sperare di farci ritorno.
Parliamo di una delle citta' col piu' alto tasso di delinquenza di tutti gli Stati Uniti.
Prima sono arrivati i bandoleros cubani, ricorderete la scena di Scarface dove, a seguito del Mariel, i poliziotti yankee si lamentavano che Castro gli avesse rifilato tutta la merda che si ritrovava in casa, poi e' stata la volta di messicani, venezuelani, honduregni, nicaraguensi ecc....
Delinquenti veri, non macchiette.
Simone Piras, titolare di Cubacenter ci visse un anno intero.
Ricordo che mi annuncio' quella scelta a pranzo in un ristorante di Scansorosciate, era bello carico e gli augurai le migliore cose visto che si trattava comunque di un'esperienza importante.
Visse un anno in un bel condominio con piscina comune a pochi metri dalla spiaggia, location stupenda.
Cerco' di inserirsi nel meccanismo dei cubani che volavano fra i due paesi, ma si rese conto che il tutto era in mano a cubano americani coi quali non era troppo il caso di scherzare.
Dopo un anno, constatato anche che gestire un'attivita' troppo lontano dalla cassa, come accade in ogni situazione di questo mondo, era piuttosto complicato, decise di tornare in Italia definitivamente.
Se non ricordo male in un anno spese qualcosa come 6000 euro al mese fra affitto e vivere ad un discreto livello.
Mi racconto' che andare in un buon ristorante per mangiare buona carne o buon pesce era una sorta di bagno di sangue, che c'erano quartieri dove era meglio non mettere il naso neanche in pieno giorno e tante altre cose.
Perlomeno ci ha provato.
So gia' che la vista di Little Habana mi farebbe incazzare sopratutto dopo aver visto la gusaneria esultare alla morte del nostro Comandante en Jefe.
Molti italiani che vivono a Tunas senza RP, dopo 3 mesi, ora escono per andare a Miami, se non sbaglio da Holguin sono 180 cuc andata e ritorno, nulla se comparati con i 500 e passa sempre spesi per andare in dominicana o a Panama.
Tutti mi dicono che e' molto cara e che dopo 3-4 giorni non vedono l'ora di tornare a Cuba.
Certo col portafoglio a fisarmonica credo si possa fare una gran bella vita, ma con quel tipo di portafoglio la bella vita la fai in qualunque paese al mondo.
Andare fino la' per mangiare cubano poi....bah!
No....non sono particolarmente attratto da Miami.

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