giovedì 19 ottobre 2017

ANCORA TU




DAL BLOG "IL BELLO DELL'AVANA"
 Di nuovo qui. Computer acceso, sigarette, totale disordine nella mia stanza, una trentina di libri sulla mia destra, un Kindle, un ombrello macchiato, uno scampolo di stoffa mal piegato, uno scatolone, due materassi in verticale, una lastra di cartongesso, un cavalletto, un pacco di carta igienica, una bici rotta, buste, un fornello, una scala, ma alla fine, qui, davanti a me, l'importante: lo spazio per questa tastiera, le mie dita, la voglia di scrivere. In realtà, seppur con un'incostanza terrificante, ci sono sempre stato. Intendo dire nei pressi di questo blog, dalle parti di un diario di un viaggio che non è più un viaggio. Nell'ultimo anno ho scritto qualcosa ma, tirando le somme, gli ultimi post scritti con un impegno serio ed una cadenza regolare risalgono a quando? A un anno e mezzo, due anni fa? Ok. In questo tempo non sono stato in un sottoscala a piangere rivoltandomi in un lago di vomito ma ho tirato avanti.
Sono passati e naufragati un paio di progetti per riprenderlo in mano questo blog, sono passati due libri che ho scritto (uno in via di pubblicazione, l'altro, una nuova raccolta di racconti su Cuba, quasi terminato), amicizie, tempo, Lilin, Bolano, De Carlo, Hosseini, Montalban, Murakami, Palahniuk, De Lillo, altri, strade, persone, la cronica mancanza di soldi, di tempo, di forze, Il Messico, L'Ecuador, presentazioni in Italia, Fidel, la tv, la radio, fiacche lezioni d'italiano, un ciclone, errori, l'adolescenza di mia figlia, quella mia senza fine, donne casuali, vere, presunte, mancate, poi Flabia, mia moglie oggi, a modificare gli orizzonti, orizzonti come nuvole di panna che si deformano dandoti il senso del nulla e dell'eternità insieme, paure, gioie, potresti essere suo padre, potrebbe essere tua figlia, Francesco Totti che mi lascia solo, e poi, dal niente, l'arrivo dei cinquant'anni. Ecco, cinquant'anni. Come uno schiaffone dato bene. Incassato male. Ancora mi gira la testa. Ci rido sopra. Alla fine è più la recita che la sostanza. Mi vivono accanto. Come un coinquilino rumoroso ma divertente. Mi impongono ricordi, rimpianti, risate, fallimenti, soddisfazioni, in una carrellata sfocata che solo io so, che solo io sono. E Cuba. Ancora lei. L'avana per l'esattezza. Questo piatto agrodolce che non mi annoio di provare. Che quando penso di averlo capito sprigiona un sapore diverso che disfa la matassa. Più ci sto dentro e meno la conosco. La città, la gente. Mi sembra irragionevole ogni giorno di più l'ossessione per le categorie, per i paradigmi, l'istinto di rendere commestibile, di spiegare con parole proprie ciò che non è proprio. Si perde sempre, non una partita ma il gusto unico di un boccone. E' forse per questo, per questa sottrazione costante di certezze, che ancora mi piace vivere qui. Scartando le definizioni che ti si costruiscono dentro, quelle degli altri, mi piace ancora vivere a cuore aperto questa intimità con l'ignoto. Cuba, L'Avana. Mi è venuta voglia di parlarne ancora. Perchè parlare di lei è parlare poco del fuori e molto del dentro. Itinerari interiori, tentativi, più che una geografia reale di persone e di cose. Ho fatto una lista di temi e in mezz'ora me ne sono venuti fuori 45. Considerando un tema a settimana ho un anno di cose da dire. Già perchè voglio impormi un metodo ed una disciplina. Parole arabe per me ma ho deciso di studiare l'arabo. E' già deciso: ogni lunedì, cascasse il mondo, pubblicherò un pezzo sul blog. Poi so che il mondo cascherà spesso, che magari mi fermerò, che sarò fagocitato da altro, da altri. Ma per ora mi piace pensarlo così. Ogni lunedì, cascasse il mondo, io ci sarò. Fate un po' voi.

Dopo tanto tempo sono tornato a leggere qualcosa di Massimiliano e della sua Cuba.
In mezzo ai vecchi rancorosi e giovani falliti che disquisiscono ad minchiam sulla nostra amata isola, leggere Massimiliano e' una boccata di salute.
Avevo letto della presentazione del suo libro a Roma, peccato che non sia venuto anche a Torino, sarei andato volentieri.
So che leggeva il blog, c'eravamo scambiati qualche messaggio, spero che sia ancora e sempre da queste parti.
C'e' sempre una bevuta a La Habana per aria...
Che dire?
Come dice lui la vita va avanti anche se non la raccontiamo, va avanti in questi tempi difficili dove l'economia di ognuno determina le scelte di vita che spesso sono assolutamente obbligate.
Al di la degli impegni di lavoro ho pensato a lungo se e quando tornare a Cuba, in fondo quello che dovevo fare sull'isola lo avevo ampiamente fatto.
Come dice Massimiliano alla fine si tratta di una sottrazione di certezze che, almeno per me, rappresenta la parte migliore del viaggio.
Per anni vi ho raccontato che l'arrivare a Tunas o a Cuba e trovare le cose come le avevo lasciate, coi punti di riferimento ben precisi era un punto di forza.
Oggi sento che tutto questo sta' cambiando.
Una settimana nella Cuba di ieri sara' piu' che sufficiente, sara' bellissimo riabbracciare amici ed amiche che in questi 18 anni mi sono stati accanto.
Ci sara' sempre, dentro me, un posto per loro, fra l'altro ci sono anche situazioni...concrete.
Ci saranno dei giorni, ad ogni viaggio in cui sara' bello rivederli ma il contesto e' cambiato.
Il mio contesto.
La Cuba di ieri non mi basta piu', se devo tornarci serve la Cuba di oggi che, indissolubilmente, mi porta verso La Habana per cui ho sempre avuto una grande attrazione ma che ho sempre tenuto a debita distanza.
Per tornare a Cuba avevo bisogno di nuove montagne da scalare, magari piu' che montagne piccole colline, l'avventura che sta' per intraprendere Simone me ne ha dato l'occasione.
Mi affascina questo amico che lascia tutto, carica moglie e figlia e con un container sposta la sua vita a Cuba.
Potrebbe, anche per me, essere un'occasione per scoprire nuove cose, nuove situazioni, nuove persone.
Fondere insieme la mia Cuba di ieri e quella di oggi, forse aprendo prospettive per quella di domani.
Itinerari interiori piu' che una geografia di persone e di cose....sempre citando Massimiliano.
Pero' lui e' uno scrittore e puo', forse fare a meno di gente e geografie per me, cadetto di Guascogna, e' piu' difficile.
Mi serve la gente, mi servono luoghi reali e sfide vere.
Capisco la sua inquietudine per i 50 anni anche se personalmente non l'ho vissuta, sara' che se vivi in braghette e maglietta su uno scooter e' difficile dare una giustificazione vera al tempo che passa.
Lo scorso anno, allo scoccare dei 55 mi sono limitato a dire che mi sorprendeva essere piu' vicino ai 60 che ai 50...ma e' durato un attimo.....si e' trattato di una cazzata.
L'eta' la decidi tu, non la carta d'identita'.
Una donna piu' giovane.....questo e' sicuro, a patto di non averne i coglioni pieni dopo 15 giorni come avviene da sempre a Cuba come in Italia.
I soldi....Massimiliano nella presentazione del suo blog parlava di patrimonio di famiglia sempre piu' esiguo a cui attingeva, io mi limito a vivere di cio' che faccio, qualunque mestiere abbia saputo inventarmi.
Un futuro a Cuba?
Chissa'...forse il destino e gli Orishas hanno stabilito che la storia mia personale mi portera', definitivamente, o forse no, verso quella terra.
Se sara' so che sara' Habana.
Non chiedetemi perche', non saprei rispondervi.
Bentornato Massimiliano

“Sempre devi avere in mente Itaca, raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca. Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos’altro ti aspetti?”

P.S. Informazione di servizio, come pare si dica in questi casi.
Da ora i miei scritti settimanali scendono da 3 a 2, indicativamente il lunedi e il giovedi....o il martedi e il venerdi...boh.
Non sono neanche sicuro di mantenere questo impegno, al di la del tempo che mi manca gia' di mattina presto e' la testa che mi fa difetto per mantenere questo piccolo divertimento.
La palestra sempre piu' piena e con sempre piu' ore, M&S entrata nella fase calda, il commerciale per l'estate che devo ancora iniziare e non so quando farlo, poi gli allenamenti sempre piu' intensi, le partite di calcio da organizzare, 90 km al giorno, Birillo, qualche donna a patto che non rompa i coglioni, gli amici, una casa da mandare avanti, la vita e...sticazzi....
Ci sentiremo di meno ma non per questo con meno intensita', questo ve lo posso promettere.
Se volete proseguire coi commenti mi va benissimo, in caso contrario va bene uguale...in fondo a me piace scrivere...

lunedì 16 ottobre 2017

ARMI

 Risultati immagini per armi in usa

Un paio di settimane fa, credo ricorderete, nel pezzo che trattava del comportamento fascista della guardia civil spagnola durante il referendum in Catalunya si e' parlato di democrazia e di dittatura.
Nello stesso giorno, a Las Vegas, un pazzo (o presunto tale) appostato dietro la finestra di un hotel, uccideva con un fucile AK 47, una sessantina di persone ferendone oltre 500.
E' democrazia quella che consente a chiunque di possedere in casa un autentico arsenale ed e' dittatura quel sistema politico che non lo consente?
Partiamo da Cuba, come sempre.
Quando, ad una cumbre della Celac, Raul affermo che “en Cuba no hay droga” la cosa mi trovo' concorde fino ad un certo punto.
Ovviamente nulla da paragonare, neanche lontanamente a cio' che accade nell'opulento occidente, ma un po' di droga....non solo Maria, circola pure a Cuba.
Ripeto, molto poca.
In democrazia gira ogni sorta di merda per le strade davanti alle scuole, mentre in dittatura....davanti alle scuole c'e' chi vende pizzette e refrescos.
Se qualcosa di droga si trova, sicuramente, di armi in giro per Cuba, in mano a privati che non siano militari, non ce ne sono.
Armi bianche quante ne volete; coltelli, machetazos, lame, sbarre di ferro e tutto cio' che volete voi, ma di armi vere e proprie non ce ne sono, questo lo possiamo affermare con assoluta certezza.
Non ho e non ho mai avuto notizie di rapine a mano armata, assalti con armi automatiche, gente che spara sulla folla o cose simili.
Anche perche' poi....dove si nasconderebbe questa gente in un'isola dove meta' della popolazione tiene d'occhio l'altra meta'?
Le armi che ci sono restano nelle caserme mentre dall'exterior non arriva nulla perche' i controlli sono “a sangre y fuego”.
Quindi mentre nella nostra libera e bellissima democrazia uno squilibrato puo' fare una strage, nella Cuba vittima di dittatura al massimo, ad un carnaval, dopo aver bevuto una cisterna 2 guajiros dell'ultimo campo ai piedi dell'ultimo monte, si prendono a machetate.
I democratici in Usa hanno risollevato il problema delle armi in mano ai cittadini ma il Trumpo, salito al potere anche grazie alla lobby delle armi, essendo uno che nel tempo libero si diverte a sparare ai cuccioli di cerbiatto, ha subito detto che....se ne parlera' in seguito...quindi mai.
Negli Stati Uniti il possesso di armi, registrate, e' legale.
Entri in un negozio e senza una giusta causa ti comperi un'arma o due o tre....
Per non parlare del fiorentissimo mercato delle armi comprate in nero, con matricola abrasa e mai registrate.
In Europa le restrizioni, per fortuna, sono maggiori, tanto che spesso riusciamo a cadere nel ridicolo.
Un povero cristo, con un arma registrata, che si ritrova, di notte i ladri in casa oppure di giorno in negozio, armati, non puo' neanche difendersi perche' rischia poi l'incriminazione per eccesso di legittima difesa.
Cioe' la democrazia, in pochi casi, mi consente di tenere un'arma ma quando quest'arma viene usata per difendere se stessi, la propria famiglia e i propri beni, allora si rischia di finire al gabbio.
A Cuba comunque, ogni capo famiglia che si rispetti, in casa tiene una lama di adeguate proporzioni.
La delinquenza e' abbastanza limitata sia di numero che di aggressivita' e a volte basta un bel coltellazzo come deterrente.
Da noi la cosa e' un po' piu' complicata ma tutto sommato ancora gestibile.
In Usa sono tutti armati, ladri, assassini, poliziotti, gente comune.
Se ti ferma la polizia, diversamente che da noi, la sola cosa da non fare e' di scendere dalla macchina ed e' cosa saggia tenere le mani sempre bene in vista....onde evitare che il poliziotto che ti si avvicinera' con la mano sul calcio della pistola, scambi lucciole per lanterne e ti faccia secco.
Poi chiaro, visto che tutti possono comprare armi anche i pazzi si riempiono il garage di fucili da guerra, pistole automatiche e mitragliette.
Il tutto a norma di legge.

venerdì 13 ottobre 2017

PICCOLA COMMEDIA IN 2 ATTI

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ATTO PRIMO
Scritto 15 giorni fa....
In tutti questi anni, noi che abbiamo eletto la maggiore delle Antille come seconda (a volte come prima) patria, siamo stati abituati a programmarci i viaggi con una certa scadenza dalla quale difficilmente derogavamo.
C'era chi, come il vostro umile scriba organizzava 3-4 viaggi ogni anno, quasi sempre fra settembre e maggio, c'erano altri che ne programmavano meno ma di maggior durata, altri ancora sapevano di avere un viaggio ogni anno a disposizione e si organizzavano di conseguenza.
Qualcuno ha abbandonato il campo negli anni.
Ce' chi si e' stufato di Cuba probabilmente per il mutato rapporto fra il turista e la gnagna, preferendo siti e location piu'...easy, spesso dimenticandosi che le leggi italiane ci seguono ovunque andiamo.
Altri semplicemente hanno cambiato vita, si sono trovati una compagna fissa che mal si concilia con i viaggetti da quel lato del bloqueo.
Un conto e' dirle “amore parto per un mese di lavoro in una piattaforma petrolifera nel mare del nord” un'altro e' raccontarle che; “vado un mese a Cuba perche'....ci sono sempre andato anche prima di te”.
Solitamente, nel secondo caso la cosa finisce a schifio....
Altri ancora non possono piu' permettersi di viaggiare.
Ho sempre detto che siamo dei gran privilegiati dalla vita, abbiamo potuto permetterci tanti viaggi (nel mio caso oltre 50) nella piu' bella terra su cui occhio umano si sia mai posato.
Per molti, quasi tutti, il momento economico e' complicato e ci sono tutta una serie di situazioni, nella scala di valori di ognuno, che hanno la precedenza su un viaggio a Cuba.
Ci sono poi i fenomeni degli “anni sabbatici”, coloro che raccontano che, per scelta personale, hanno deciso per un po' di staccare la spina da Cuba.
Spesso si tratta di emuli di Zichichi che una volta visto fracassare il loro sogno caraibico hanno dato la colpa a Cuba dei loro fallimenti aggiungendo a questo fardello il fatto di non essere piu' in possesso dei mezzi economici per viaggiare.....
Ognuno alla fine ha le sue motivazioni.
Tutto questo pippone per dirvi che, quasi sicuramente, mi saltera' il viaggio di novembre e che quello eventuale futuro e' in data da destinarsi.
Causa? Il lavoro!
Verrebbe da dire “Per Fortuna” coi tempi che corrono.
La nostra socia cubana della palestra ha abbandonato il carro, problemi seri personali le hanno impedito di continuare la collaborazione con noi.
Abbiamo definito la sua uscita in questi giorni, in realta' e' out da giugno ma il tutto si e' concretizzato a settembre.
Abbiamo stabilito una cifra da riconoscere, per il suo 33%, non a lei ma al suo “sponsor”, fra l'altro mio carissimo amico, cosi' siamo rimasti in due soci.
Il mio socio c'e' 3 sere alla settimana dalle 18.30 in poi avendo un lavoro regolare, e' preziosissimo per mille cose, ma questa e' la sua disponibilita' di tempo.
Apriamo 70 ore la settimana, abbiamo una decina di istruttori di corsi e un paio di sala pesi.., ma molte ore le faccio io.
E' sempre l'occhio del padrone che ingrassa il cavallo.
Settembre e' andato davvero bene, ottobre e' partito alla grande (sgrat) c'e' da cavalcare l'onda mentre e' bella alta, buona parte del tutto e' sulle spalle del vostro umile scriba ed e' giusto stare con la testa bassa e pedalare.
Sono mesi importantissimi, forse e dico forse in febbraio riusciro' a staccarmi una decina di giorni.
M&S procede coma da copione, il sito non e' mai stato un problema, anzi.
Da marzo/aprile in poi ci sara' da pensare alla prossima estate, visto che questa e' andata bene e' possibile che mi diano lavoro anche la prossima, magari piu' strutture e piu' ragazzi.
Insomma, un casino....por suerte.
Questo giro lo salto ma nessun rimpianto, e' giusto che mi fermi e porti avanti al meglio le mie cose.
La mia Cuba esiste solo se funziona bene la mia Italia, avro' tempo, piu' avanti per godermi la maggiore delle Antille.
Voi siete mai stati lunghi periodi lontano da quel lato del bloqueo?

ATTO SECONDO
Scritto pochi giorni fa
Come scrivevo sopra le cose sono partite come missili, ho finito la prima settimana di ottobre stanchissimo, la partita coi Villans mi ha visto camminare per il campo....
Sabato mattina ho realizzato che, fermo restando cio' che ho scritto sopra, essendo sul pezzo da aprile non sarei arrivato integro alla prossima primavera.
Ho dato un'occhiata....distrattamente ai voli....
A un certo punto, ero alla reception della palestra, ho visto il mio portafoglio che faceva le capriole....era la Visa che voleva a tutti i costi...sgranchirsi le gambe.
Com'e'....come non e'.....ho comprato el boleto.
Ovviamente accordandomi col socio e con gli istruttori per adeguata copertura.
Dal 13 al 27 dicembre, To-Hav, Air France, 496 euro.
Alla fine quasi meta' dei giorni sono festivi, posso riuscire a staccare un attimo senza temere sfaceli.
Simone e famiglia hanno preso il biglietto il giorno dopo, per lui 2 settimane, il familion...mesi.
Partiremo e torneremo, io e lui, insieme, lui si fermera' nella capitale io faro' una settimana a Tunas per le mie cose poi risaliro' verso occidente; Trinidad, Cienfuegos e ultimi 2/3 giorni col socio a La Habana.
Tutto quanto scritto nel primo atto e' valido, solo che....fanculo parto.

mercoledì 11 ottobre 2017

SPAGNOLI

 Risultati immagini per spagnoli a cuba

Visto che la penisola iberica si e' presa la scena in questi giorni dedico ai suoi spesso inutili abitanti ancora un'ultimo pezzo.
Pur essendo stata colonia spagnola, oppure proprio per questo, non si puo' certo dire che gli spagnoli siano particolarmente gettonati sull'isola che non c'e'.
Dal punto di vista commerciale molte sono le aziende spagnole che fanno affari con Cuba, sono arrivate per prime oppure gia' c'erano o forse avevano i giusti agganci.
Catene alberghiere, hotel, aziende che forniscono prodotti e materie prime, e' abbastanza lunga la lista delle imprese di Spagna che hanno a che fare con la nostra amata isola.
Il discorso sul turista spagnolo e' un tantino differente.
Come ricordo sempre al nostro Enrico quando tira in ballo gli italiani, anche per gli spagnoli non e' mai il caso di generalizzare, ma diciamo che il trend e' piu' o meno quello che vi vado ad esporre.
Cuba e' visitata da molti turisti spagnoli che pero' a differenza degli italiani, gli inglesi, i tedeschi e i canadesi non fanno mai gruppo fra di loro.
Il motivo e' piuttosto semplice, metti un navarro, un basco e un catalano allo stesso tavolo e ci vogliono 2 pattuglie della PNR per sedare la rissa.
Lo spagnolo non attira particolarmente l'occhio, solitamente veste abbastanza dimesso, direi anche piuttosto male.
Solo, forse, i franco canadesi, i piu' grossi zozzoni che frequentano l'isola, sono conciati peggio degli spagnoli.
Difficile vederli in giro per ristoranti e paladar, solitamente mangiano in casa, tirando sul prezzo.
Difficile anche vederli in discoteche e locali notturni, vista la loro propensione ad evitare i caimani che popolano le loro tasche.
Certo poi ci sono anche i brillanti, pochi.
A Tunas un paio di belle case, ma davvero belle, sono state costruite da spagnoli, ma si tratta di eccezioni che non fanno altro che confermare la regola.
I cubani li amano poco anche perche' i sudditi del Re tendono ad avere sempre un po' quell'atteggiamento tipico di chi...e' in visita alle colonie.
Sara' per la lingua in comune, sara' per misteriosi retaggi culturali ma ho sempre visto spagnoli non trattare benissimo i cubani.
A Las Tunas non ce ne sono tantissimi, ma ce ne sono.
Piu' che altro si tratta di personaggi che, pur vivendo all'interno del Regno, gradirebbero essere tutt'altra roba.
C'e' un discreto numero di baschi che fanno base a Tunas.
Enormi.
Il piu' piccolo e' 1.85 per 120 kg.
Se vuoi correre il rischio concreto di non vedere il giorno dopo hai solo una cosa da fare; chiamarli spagnoli.
Parlano fra loro ovviamente basco e si vede che fanno una certa fatica...mentale a passare allo spagnolo quando parlano coi cubani.
Conoscevo poi alcuni catalani di Barcellona che frequentavano la mia stessa casa de renta, spesso facevamo delle belle chiacchierate visto che conosco piuttosto bene Barcellona.
Un paio di loro ora girano nelle Filippine, uno si e' trasferito a Guantanamo e un'altro...non puo' entrare nel paese chissa' per quanto ancora, per una vicenda poco edificante di cui e' stato protagonista.
Un'altro spagnolo che conoscevo e' stato tenuto fuori dall'isola per un paio d'anni a causa di alcune foto di festini con fanciulle non del tutto vestite.
Il tipo viaggiava PRIMA esclusivamente in case illegali cercando di vivere molto sotto traccia.
Dopo i 2 anni di sospensione ora ha la sua brava casa de renta, la sua fidanzatina e viaggia schiscio che di piu' non si puo', pare che abbia imparato la lezione.
Pochi comunque gli iberici di Tunas, strano perche' si tratta di una terra “blanca” e loro non amano in modo particolare le variazioni cromatiche.
So, ad esempio, che frequentano molto Holguin, sicuramente piu' signorile del balcon sull'oriente cubano.
Molti se ne trovano a La Habana, noi di M&S mi pare che non ne abbiamo mai avuti come clienti, ma sicuramente esistono agenzie simili alle nostre anche da loro.

lunedì 9 ottobre 2017

LA SPAGNA E CUBA

Risultati immagini per ambasciata spagna a l'Avanan

In questi giorni la Spagna e' tornata agli onori della cronaca per il tentativo di secessione catalano, che difficilmente andra' a buon fine.
Dico questo perche' la storia e' un libro aperto, raramente racconta frottole.
Gli iberici, colonizzando buona parte del Sud America hanno prima massacrato, ovviamente con la consueta benedizione papale, gli abitanti nativi; Incas, Maya, Atzechi o Taino che siano.
Successivamente hanno sfruttato all'inverosimile le risorse naturali di quelle terre utilizzando, in qualita' di schiavi, la manodopera che giungeva sulle navi negriere (spagnole) nelle coste sudamericane.
Per riuscire a liberarsi di queste sanguisughe e dei loro baciapile ci sono volute guerre su guerre, massacri, eccidi, eroi e martiri.
Gli spagnoli sono come quei cani che per mollare l'osso devi strattonare per tutto il tempo necessario.
A Cuba ci sono volute prima 2 guerre di indipendenza, poi gli americani che offrirono, invano, 100 milioni di dollari alla corona per acquistare l'isola, infine una guerra ispano-americana che li caccio' definitivamente dall'isola.
La stessa cosa e' accaduta in Argentina, Uruguay, Peru', Venezuela, Bolivia, Ecquador ecc....
Non c'era verso di toglierseli dai coglioni.
Sono perfino rimasti arroccati in 2 scogli nell'estremita' piu' settentrionale del nord Africa ;Ceuta e Medina.
Divisi dal resto dell'Africa da alti muri sono, ogni giorno, presi di mira da migliaia di migranti, consapevoli che, oltre quel muro c'e' l'Europa e non piu' l'Africa.
Il governo spagnolo spende, per la sicurezza di quei due piccoli lembi di terra, fior di quattrini senza ricavarne nulla, ma di mollarli non se ne parla.
Per non parlare della rocca di Gibilterra che, da secoli, la corona vorrebbe riportare sotto il proprio controllo.
Quali sono i segni, a Cuba, del passaggio spagnolo?
La lingua innanzi tutto, anche se la lingua della calle cubana e' lontana parente di quella spagnola, visto l'imbastardimento della stessa dovuto alla vicinanza del grande paese, a 90 miglia dalle proprie coste.
Qualcosa di cibo....forse il congri' anche e credo che sia piu' un retaggio africano.
La paella, ad esempio, la si trova solo in qualche paladar e non si puo' dire che sia un piatto della cultura cubana, probabilmente per la difficolta' di reperire il pesce.
I tamal, forse, sono figli di qualche antico retaggio culinario iberico, ma anche di questo non sono del tutto sicuro.
Il sistema giuridico cubano risente del breve periodo di dominazione britannica, direi piu' che altro che e' stato plasmato ad uso e consumo della attuale forma di governo che vede spesso le parti in causa....dalla stessa parte della barricata, non dovrebbe essere cosi'.
L'ambasciata di Spagna a La Habana e' nel cuore della citta' e non insieme alle altre a diversi km dal centro cittadino.
In molte citta' resiste l'architettura coloniale spagnola; molti quartieri dell'Avana sono stati costruiti secondo la toponomastica delle classiche citta' spagnole.
Trinidad e' sicuramente l'esempio di questo retaggio culturale ed architettonico, ma direi anche Santiago de Cuba cosi' come Camaguey.
A Las Tunas i colonizzatori spagnoli hanno sempre trovato lungo, visto che il detto che si legge sui muri del boulevar centrale parla di una citta che ha preferito bruciarsi da sola, piuttosto che tornare ad essere schiava degli spagnoli.
Poi certo, tante chiese.
Mentre gli inglesi hanno esportato nel mondo il loro ottimo sistema giuridico che, e' bene sempre ricordarlo, si basa sul diritto romano che arrivo' in Britannia al seguito delle Legioni dell'Impero Romano, gli spagnoli hanno esportato quella vergogna storica che e' stata la “Santa” inquisizione e la tendenza a costruire una chiesa ogni 50 metri di territorio finito disgraziatamente sotto la loro inutile corona.
Insomma, a conti fatti la Spagna e' servita a ben poco e poi....io sarei ancora MOLTO incazzato per il mondiale che hanno fregato a Valentino....