giovedì 16 febbraio 2017

IL RITO DELLA PASTA





Su questo blog amiamo trattare sia argomenti seri che altri diciamo....piu' leggeri, come nel caso odierno.
In famiglia a Cuba condividiamo tutti insieme il pasto serale, una cosa non del tutto comune nell'isola.
Conosco famiglie in cui ognuno mangia quando gli pare, il sedersi tutti insieme e' praticamente un optional.
Da noi valgono ancora certi valori antichi.
Il boss torna dal lavoro, io da correre, la madre cucina mentre la figlia si occupa dell'altra casa, della renta.
Il cibo e' sempre piu' o meno lo stesso; carne (puerco, pollo, a volte ovejo) platano, jucca, congri', se c'e' insalata o cool, pomodori se e' stagione.
Cibo a quantita' ma, alla fine, sempre di questo si tratta.
Uniche eccezioni quando arriva il culo bianco; vado al mare e torno carico di pescado, una volta la settimana la pasta.
Visto che ho tutta la ropa in camera mia, in valigia porto quasi sempre lenzuola, tovaglie, asciugamani, tappetini e altre cose che possono servire per la casa de renta.
Cibo.
L'ultima volta al Jose Marti' mi hanno fatto un segno sul borsone, suppongo proprio per il cibo, infatti sono uscito col il borsone col segno attaccato alla gamba, in modo che l'ultimo dell'inmigration prima dell'uscita non mi scassasse i cabasisi, facendomi aprire il tutto.
Avevo mezza Esselunga.
Diverse confezioni di pasta Voiello, sughi, almeno 3 barattoli di nutella, parmigiano, grossi pacchi di caramelle, dolci delle mie parti, a volte salumi vari.....pochi spiccioli spesi ma che aiutano a campare meglio e fanno contente un bel po' di persone.
Come dicevo il menu' di casa, come di ogni casa cubana, e' piuttosto monocorde, potaje e altre cose simili la moglie del boss le cucina per l'almuerzo che io salto o comunque non consumo in casa.
Una volta ogni settimana l'antico scriba cucina la pasta.
Una specie di rito che la famiglia aspetta e apprezza a tutto tondo.
Quella sera ho la cucina a mia completa disposizione; alla fine faccio solo una pasta…..ma me la tiro peggio di Canavacciuolo.
Al sugo che scelgo aggiungo sempre aglio, cipolla e un po' di piccante che porto dall'Italia.
Ovviamente parmigiano....
Preparo il sugo, o meglio alla confezione di sugo aggiungo questi condimenti, a volte jamon buono, quello che los bandoleros sgraffignano dagli hotel di S.Lucia.
La moglie del boss mi tira fuori pentole e pentolame e poi non si avvicina piu', Canavacciuolo non vuole nessuno fra le palle mentre cucina.
Pasta al dente a cui pero' va dedicata la giusta attenzione evitando, come ricordo sempre alla sciura, di cucinare mentre si guarda una novela, si telefona o si fanno altre cose quasi sempre inutili.
Quando si cucina, si cucina.....siamo pur sempre italiani.
Quando butto la pasta apparecchiano tavola, quando e' al dente, dopo averla fatta saltare sulla pentola del sugo si e' tutti in tavola, perche' la pasta si mangia in quel momento e non quando diventa colla.
Solitamente ne faccio 7 etti per 4 persone, il boss se ne fa sempre un paio di piatti pieni cosi' come la fanciulla.
Diciamo che la serata pasta raccoglie il suo giusto successo; ovviamente merito della pasta giusta, dei sughi buoni, di qualche aggiunta....per il resto...sempre solo di pasta parliamo.
Solo un paio di volte mi sono accorto che...la mangiavano per compiacermi.
Quando ho fatto la carbonara e quando gli ho presentato un aglio, olio e peperoncino ma...e' normale.
Il cubano senza la salsa, una qualsiasi salsa non concepisce la pasta, se gli piazzi davanti una pasta senza il sugo canonico, con l'uovo o....non sia mai, col pesto sopra, si rischia l'incidente diplomatico.
Tralascio di raccontare quando, anni fa, con altra gente, proposi gli spaghetti con una grattata di bottarga.
“Huevo de pescado? Ni muerta!”
Voi a Cuba vi dilettate ai fornelli?

33 commenti:

  1. Al bar dell’Inter vicino alla chiesa non era più riuscito ad andare. Anche i pappagallini che allevava con amore non riuscivano più a strappargli un sorriso. La vita di Dino Bettamin non era più la sua vita. Anche il lavoro da macellaio, prima da suo cugino poi alla Pavo, era un ricordo lontano. Per fortuna ogni tanto passava Guido, lo caricava su una carrozzella e lo portava a fare un giretto. L’ultima gita, se lo ricorda bene Tommaso, il figlio di Dino, l’avevano fatta 15 giorni fa: «Aveva voluto andare a prendere la cioccolata ad Asolo. Poi quando ha sentito di non farcela più ha chiesto di essere addormentato per spegnersi senza soffrire».
    In questa villetta bianca a un piano dietro a una chiesa, Dino Bettamin ha vissuto tutta la sua vita e ha deciso di morire. Nel più semplice dei modi. Non rifiutando le cure. Non facendosi staccare dal respiratore che lo teneva in vita, l’ossigeno come unica cura. Solo chiedendo di non essere attaccato ai sondini esofagei o a quelli nello stomaco, lui che da settimane non riusciva più a mangiare perchè un solo boccone poteva soffocarlo. E chiedendo e ottenendo di essere sedato con un cocktail di midazolan, aloperidomo e morfina, con lo stesso protocollo adotatto per i malati terminali di cancro. Lui che non aveva il cancro ma che il termine della sua vita era solo dietro l’angolo. «Mio marito aveva paura di morire soffocato. Se non si fosse addormentato sarebbe morto così», ripete per la milionesima volta la signora Maria dopo che la storia è finita sulla «Tribuna di Treviso», dopo che le televisioni sono venute fino a qui, a questa villetta bianca con tanto verde dove lunedì, alle 16.15, Dino ha smesso di soffrire.
    Ovunque sono polemiche. La parola eutanasia viene citata a sproposito. Il direttore generale della Ussl 2 Francesco Benazzi non si scompone: «Un paziente può dire: “Basta con i farmaci, lenite il mio dolore e idratatemi”. La strada è segnata dal Comitato Bioetico». E figuriamoci se si agitano Anna Tabarin e Santo Tavana, i due infermieri dell’associazione «Cura con cura», anche il nome è gentile, che per due anni sono stati a fianco di Dino Bettamin. Anna Tabarin lo ripete e si aggiusta gli occhiali mentre parla, quasi volesse esse sicura di essere capita bene: «Il signor Dino non è Eluana Englaro. Non è stato staccato nessun respiratore. Non gli sono stati tolti farmaci né gliene sono stati dati per accelerare la sua morte. Non abbiamo paura. Non abbiamo fatto niente che non sia stabilito dalla legge o dal comitato Bioetico».

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  2. Il cocktail di farmaci che lo hanno sedato, la prima volta per un malato di Sla, è stato somministrato da un medico della guardia medica. Sul referto di morte si parla di arresto cardiaco. Tecnicamente lo ha ucciso la Sla. Quello che è successo davvero lo dice Santo Tavana, un omone con la barba ma si capisce che è un buono: «Il signor Dino è morto di morte naturale nel modo più naturale possibile». Una morte che il signor Dino deve aver iniziato ad augurarsi cinque anni fa. Quando erano comparsi i primi segni della Sclerosi Laterale Amiotrofica, che tutti chiamano Sla pensando che faccia meno paura. Chi la prende ne è terrorizzato. I muscoli si bloccano. Deglutire diventa impossibile. Il respiro si ferma. «La cosa più terribile è l’angoscia che genera nei pazienti. Angoscia e attacchi di panico. Il signor Dino aveva paura di morire soffocato. Tre anni ha lottato. Poi quando non ce l’ha fatta più ha chiesto di essere aiutato a non soffrire», assicura l’infermiera Anna.
    Il signor Dino lo diceva a tutti. Lo diceva alla moglie. Lo ripeteva ai figli. Anche al parroco che ogni settimana gli portava l’eucarestia a casa glielo aveva detto. Poche parole di un macellaio di paese che aveva studiato le questioni etiche legate alla malattia, aveva dialogato con la sua coscienza e alla fine a tutti ripeteva sempre quelle parole semplici perchè è semplice dire che non ce la si fa più: «Voglio dormire fino all’arrivo della morte. Senza più soffrire a causa di questa malattia». Lo aveva detto anche a Guido, il suo amico, durante quell’ultima gita per una cioccolata calda ad Asolo, se lo ricorda bene sua moglie: «Anche a noi diceva che non voleva più vivere questa vita che non era, questa che non era più la sua vita». Il suo pensiero il signor Dino lo ha dovuto dire davanti ai famigliari e agli infermieri e poi più volte ai medici. L’unica raccomandazione era che non gli togliessero il respiratore. E alla fine dopo che sua moglie gli ha detto che tutto era stato fatto come lui aveva voluto, il signor Dino ha chiuso gli occhi e se ne è andato finalmente in pace.

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    1. Gia' dobbiamo vivere, molto spesso, come vogliono gli altri.
      Saremo almeno liberi di finire la festa come e quando vogliamo noi?!

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  3. ....in effetti...cosī é...a me é addirittura capitato di vedere la mia carbonara inondata di ketchup

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    1. Vogliamo parlare della banana schiacciata sul risotto alla marinara?

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  4. L'uoltima volta avevo portato spaghetti e parmigiano oltre ai tortellini che alla negrita piacevano tanto. Peccato che ci fosse solo jamon conservato da aggiungere al sugo. Non sono un gran cuoco e ancora di più a Cuba dove mancano gli ingredienti.P68

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    1. I tortelini piacciono perche' dentro c'e' la ciccia....

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  5. Sei proprio simpatico, devo dirlo. È un piacere seguire il tuo blog anche per queste divagazioni leggere. Dire " sei proprio simpatico" tra italiani forse suona sarcastico ma la mia compagna me lo dice sempre quando la faccio ridere a crepapelle e in questo modo te la giro!😁 Una volta mi trovai a cucinare una pasta in casa di una tizia sorella di una mia amica cubana in Italia. Allora: pasta decente a la Havana non ce n'era. Alternativa: farla da zero, impastando farina e acqua.
    Ma se non c'è la pasta vuoi che ci sia la farina per pasta??? Mi ritrovai in mezzo metro quadro di cucina a impastare un frigo senza glutine che non si lavorava neanche a pugni sopra il piano cucina piastrellato, sbucciando agli inutili e minuscoli come arachidi con un coltello dalla lama talmente affilata che dalle mie parti si dice:- taglia più la mia mano di questa zappa".
    La tagliatelle si disfecero nel sobbolllire della pentola elettrica e mangiammo una sbobba collosa condita col sugo di pomodori freschi comprati al mercato all'aglio inutile a forma di arachide.
    Pasta orribile, ma da lei e famiglia gustata come leccornia(forse tutta carineria perché a me sembrava orribile).
    Bei ricordi! Soprattutto perche per mandarla giù suo nipote mi invitò a giocare a una partita di calcetto da disputarsi sul sagrato del Capitolo a la Havana... Memorabile serata nonostante la pasta.

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    1. La partita di calcetto al Capitolio vale piu' di qualunque mangiata!

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  6. Ci ho provato un paio di volte, non credo abbiamo apprezzato. Giuseppe

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    1. Dipende anche dalla famiglia, da noi la pasta e' sempre stata di casa....molle e collosa ma l'hanno sempre mangiata.

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  7. Mai dare le perle ai porci .
    Portai funghi secchi coi quali preparai un risottino da leccarsi i baffi , quando un pezzo di fungo arrivò alle papille del cognato iniziarono i conati di vomito. Portai del Ferrari e mi dissero che preferivano la sidra . Che dire poi dell'usanza di mettere il kechù dappertutto ? Prima del mio arrivo pensavano che il giusto punto di cottura della pasta fosse quando il maccherone si attaccava alle piastrelle del muro.
    Insomma ....battaglia persa su tutti i fronti.
    Ma che si rimpinzino di boniato , yucca e frijoles :-(

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    1. Quoto tio su tutta la linea. La prima volta che la cubanita ha assaggiato il risotto pensava fosse stato vomitato. Oggi dopo anni mi prepara insalata di carne cruda, cervella fritta e trippa coi fagioli (per citare qualche piatto non proprio della tradizione cubana). Mi piacerebbe vedere i suoi parenti alle prese con tali leccornie...

      Simone M&S

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    2. Ricordiamoci sempre che loro il riso lo mangiano con tutto l'amido

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  8. quando veniva il mio babbosi mangiavano anche il piatto sia i cubani sia yuma non italiani io mai provato come cuoco io sono da sopravvivenza ciccio simone il romagnolo

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  9. Con il suegro carnicero pasta al ragù tutti i giorni. A volte lasagne con il pesto o cannelloni ripieni. Meno frequenti pasta alla carbonara e amatriciana per mancanza di guanciale. Sarà perché spesso li cucina molto bene anche mia moglie, ma hanno sempre apprezzato.
    Io dopo due giorni arroz y frioles non li reggo. Poi quel cumino maledetto...
    Io non obbligo nessuno. Cucino sempre per me e la mia bimba, ma alla fine tutti assaggiano.

    Simone M&S

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  10. Ho provato a chiedere a un carnicero se aveva scarti per Tifon....mi ha guardato malissimo....

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  11. in italia la mia novia i funghi specialmente i porcini con la carne aveva gli occhi che lacrimavano le mangiava a piu' non posso di bocca buona la muchaca ciccio simone il romagnolo

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  12. Tutto sta nell'abituarsi a sapori nuovi

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  13. io con la cubana mai avuto a problemi sul mangiare lei mangia tutto e le cose buone le apprezza lo sai le palle quando gli telefono falta della fiorentina del rombo dei funghi del cinghiale heheheheh ma davvero ciccio simone il romagnolo

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  14. Fortunatamente ho la moglie che ha fatto 2/3 stagioni in una cucina di uno stabilimento balneare, si è portata a Cuba la macchina per tirare la pasta all'uovo, quindi tortellini, lasagne e ravioli freschi. Il ragù lo fa con la carne che trova però ma o meno è discreto. L'ultima volta poi in due abbiamo fatto almento 3 chili di gnocchi di patate..... Massimo Treno112

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  15. Non oso pensare l'entita' del vostro bagaglio quando vi muovete.... :-)

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  16. Adoro mangiare...della serie me magno di tutto...o quasi...anche a Cuba...

    DETESTO cucinare...

    Porto dolci, caramelle e schifezze varie per bimbi ma nulľ altro...gli adulti non meritano...

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    1. Mi piace cucinare se lo faccio per altri, se sono da solo mi limito al minimo sindacale.

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  17. LA SPOSA IN FUGA...MITICAAAAA!!!

    http://www.corriere.it/caffe-gramellini/17_febbraio_16/caffe-gramellini-sposa-fuga-39161e7e-f491-11e6-9cca-0c3deaabbf55.shtml?refresh_ce-cp

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  18. Io a Cuba una volta a settimana, a volte anche due, cucino pasta per l'almuerzo, e compro tutto a galeria paseo en Vedado, dalla pasta, al tomate, al tonno all'aceitunas...unica cosa italiana è l'olio e il parmigiano...purtroppo come dici tu Milco si mangia sempre la stessa cosa, e ogni tanto cambiare fa bene, e devo dire che il famillon apprezza molto, anche se ogni volta preparo sempre lo stesso tipo di pasta, perchè altre scelte non ne abbiamo....ah,dimenticavo....500 gr di pasta barilla prodotta in Messico costano la "modica" cifra di 3 cuc, tacci loro :-)

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  19. Parlando di prezzi della pasta,la Barilla costa 3$ e più..poi un giorno trovai la pasta agnesi che è qualitá superiore a 1.80$...tutto il contrario(feci scorta ovviamente).Ma chi decide i prezzi?El caballero de Paris?

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  20. Eh io sto 4 mesi...Non basta...

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  21. LE FORMAZIONI UFFICIALI DI ROMA-TORINO

    Roma (3-4-2-1): Szczesny; Manolas, Fazio, Juan Jesus; Peres, Paredes, Strootman, Emerson; Salah, Nainggolan; Dzeko. Allenatore: Spalletti.

    Torino (4-3-3): Hart; Zappacosta, De Silvestri, Moretti, Barreca; Benassi, Lukic, Baselli; Falque, Belotti, Ljajic. Allenatore: Mihajlovic.

    Siamo contati, gioca un terzino centrale di difesa....pero' non abbiamo nulla da perdere, giochiamocela.

    Il Maestro Zeman e' tornato al Pescara con una grande vittoria (io pensavo da fine stagione...) la squadra non si salvera' ma almeno i tifosi si divertiranno.

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  22. Zeman a fine partita: "Posso ringraziare solo i ragazzi perché in due giorni non abbiamo fatto ancora tutto - le sue parole a 'Premium Sport' - Sono contento, abbiamo finalmente rotto l'incantesimo. Tifosi assenti? Mi sarebbe piaciuto se fossero venuti tutti ad aiutarci: oggi ce l'abbiamo fatta anche senza loro. Spero si convincano a venire. Cambiare non è mai facile, loro in questi giorni mi hanno seguito con applicazione. Speriamo di continuare a lavorare con entusiasmo. Come singoli non abbiamo né giovanissimi né vecchi. Cerri oggi ha fatto una bella partita".
    CHIAVE TATTICA - "Il gol su calcio d'angolo lo abbiamo provato una volta, ci sono state squadre in cui l'ho provato per anni e riuscivano poco. Sui movimenti e l'aggressività la squadra ha fatto bene, ora non pensino che sia finita. Fisicamente non li ho trovati bene, dobbiamo lavorare tanto. Spero ci mettino la voglia".
    SALVEZZA - "Dopo una partita non credo, dobbiamo pensare a gara dopo gara e poi vedere dove ci troveremo. Dobbiamo pensare alla prossima partita per fare meglio di oggi. Cosa manca? Penso che serva prima di tutto la condizione fisica. Il Pescara in certe partite ha giocato bene difendendo in maniera attiva. Dobbiamo lavorare, in due giorni non abbiamo fatto niente. Martedì cominceremo a lavorare sul serio: faremo anche i gradoni".
    Successivamente il boemo ha scherzato ai microfoni di 'Sky Sport': "Se sarei disposto a smettere di fumare per la salvezza del Pescara? No, fammi fumare a me, lasciami quello... (ride, ndr). Salvezza? Non dipende da noi. Se l'Empoli perde tutte le partite abbiamo una speranza, ma siccome so che non accadrà dobbiamo giocare partita su partita".

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