venerdì 23 giugno 2017

CUBANI...AMERIKANI

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Una delle categorie che, si riteneva, sarebbe stata colpita, en vida real, dalle nuove medidas del Trumpo e' quella dei cubano americani, sopratutto quelli approdati in terre confederate negli ultimi 10/15 anni.
Si pensava che, come era gia' accaduto in passato, sarebbe stato messo un freno alle rimesse verso l'isola, al denaro che i cubani negli Stati Uniti inviano, a cadenza piu' o meno regolare, ai loro parenti rimasti sull'isola.
Non e' accaduto, come non e' stata limitata la loro possibilita' di entrare ed uscire dalla maggiore delle Antille, altra dimostrazione che....non si sono volute fare le cose troppo seriamente.
Sostanzialmente i cubano americani si dividono fra vecchie, medie e nuove generazioni.
I vecchi sono piu' o meno, dal punto di vista anagrafico, della stessa eta' dei superstiti della Rivoluzione.
Hanno lasciato l'isola subito dopo la presa di potere da parte di Fidel.
Molti di loro avevano proprieta' e terreni sull'isola, e' stato tutto espropriato ed oggi in quelle case e quelle proprieta' ci vive altra gente.
Molti di loro erano collusi, in qualche modo, col regime di Batista, odiano con tutte le forze che rimangono loro tutto cio' che e' castrismo e Socialismo.
Sono, da sempre attivi in ogni tipo di organizzazione legale, illegale e terroristica che in questi decenni ha osteggiato Cuba in ogni modo possibile; legale, illegale o terroristico.
Moriranno col loro odio.
Perche' le cose cambino davvero a Cuba e' necessario che nell'isola si estingua la generazione dei barbudos e a Miami quella dei gusanos, solo allora si potranno realmente fare dei passi avanti significativi.
Le medie generazioni sono quelle uscite dall'isola ai tempi del Mariel, generazioni che hanno goduto in pieno dei vantaggi che il grande vicino del nord offriva loro per espatriare.
Si sono abbastanza integranti nel mondo nuovo pur mantenendo le loro radici, sono diventati americani senza mai dimenticarsi di essere cubani.
Molti hanno fatto i soldi e oggi rivestono ruoli di prestigio nella societa' americana, sopratutto quella a forti tinte latine.
Quando e' stato consentito loro sono tornati a Cuba, non si puo' certo dire che siano solidali col Governo Rivoluzionario, ma tutto sommato se ne sono fatti una ragione.
Aiutano i loro parenti rimasti e magari si sono fatti la loro bella casetta in attesa di potersela godere, per lunghi periodi ogni anno, ora che l'eta' della pensione si avvicina.
Le nuove generazioni di cubani che hanno raggiunto gli Usa sono una cosa differente.
Non hanno goduto dei vantaggi che gli statunitensi offrivano ai loro predecessori, spesso si sono dovuti vendere cio' che avevano a Cuba per pagarsi il passaggio.
Molti di loro sono stati finanziati dai parenti gia' presenti all'exterior, visto che si parla di cifre vicine ai 10 mila dollari, i parenti stessi si aspettavano una pronta restituzione del malloppo quindi il dover trovare subito un lavoro e' stata una priorita'.
Queste nuove generazioni di cubani non hanno come scopo quello di vedere rovesciata la Rivoluzione.
Sono nati e cresciuti in un paese che ha garantito loro il minimo sindacale e magari la possibilita', per lustri, di non fare un cazzo dalla mattina alla sera.
Non se la passavano male a Cuba, se ne sono andati esclusivamente per motivi economici, di vedere il loro paese cambiare troppo non sono poi cosi' ansiosi.
Contrariamente ai loro predecessori votano democratico e sono favorevoli al sollevamento del bloqueo.
Ne vedo parecchi, a Las Tunas, di cubani americani.
Ricordo una decina di anni fa una coppia di vecchiarilli che si muoveva per la citta' con dietro tutta una corte dei miracoli.
In piscina 2 tavoli pieni di lattine di birra, cosi' in ogni bar dove si fermavano.
Oggi, una decina di anni dopo, probabilmente stufi di mantenere generazioni di fancazzisti, li vedo girare soli con la loro birretta, una, nella mano.
Anni fa era la norma vedere il tipo di turno coperto di oro e prendas, magari rentate, per fare vedere che le cose all'exterior andavano bene, oggi anche questi personaggi da cartone animato stanno scomparendo.
"Ricchi" amerikani a Cuba.....poveri cubani a Miami
Fuori e' dura per tutti.

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO UNA CASA

12 commenti:

  1. La narrazione post-veritiera del mainstream sul Venezuela mistifica la realtà propalando quotidianamente fake news per far passare l’idea presso l’opinione pubblica che Caracas sia ormai il simbolo di un paese allo sbando. Una nazione alla bancarotta dove un popolo ridotto alla fame è in rivolta contro un governo dittatoriale pronto a ogni azione di forza pur di schiacciare ogni opposizione.
    La situazione sul terreno è ben diversa. I fatti hanno la testa dura e accusano i crociati della menzogna inchiodandoli alle proprie responsabilità.
    Come mostra un video diffuso attraverso Facebook dall’imprenditore basco Agustin Otxotorena, che vive e lavora a Caracas, nella capitale del Venezuela così come nel resto del paese la vita scorre normalmente, nonostante la violenza terrorista dell’opposizione che continua a insanguinare alcune zone ben precise, come ad esempio Chacao, e la tristemente nota Plaza Altamira.
    Scrive Otxotorena: «Mercato popolare in Plaza de la Iglesia. Ortaggi, frutta, carne, pollo, pesce…
    Si tratta di un mercato popolare come c’è ne sono a migliaia in tutta Caracas e nel paese, così come negozi, supermercati e ipermercati. Questi sono assolutamente popolari, come si può vedere nelle immagini, qui compra il popolo. Questo è il Venezuela reale, che i media nascondono e che negano gli apostoli dell’apocalisse».
    Già l’anno scorso il basco aveva realizzato una sorta di reportage tra gli ipermercati delle zone ricche di Caracas per mostrare come questi fossero ben forniti di ogni mercanzia, al contrario di quanto affermavano media e oppositori. Quegli apostoli dell’apocalisse denunciati da Otxotorena nel suo post.
    L’ennesima prova che ormai gli articoli e i servizi sul Venezuela diffusi dal mainstream hanno la stessa credibilità di quei personaggi ben pasciuti che scendono in piazza gridando: «Maduro nos mata de hambre».

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  2. DA CUBANOS GURU - 6 COSE CHE DIMOSTRANO CHE LA TUA NOVIA E' CUBANA

    Definitivamente las cubanas somos mujeres con personalidades muy marcadas y con nervios de acero. Tenemos una fortaleza interior que nos convierte en una especie de superhéroe. Nada nos detiene, mucho menos si se trata de “dominar” a nuestras parejas, en eso somos insuperables pues nuestras artimañas mejoran al mismo ritmo de la tecnología.
    Si estos “pequeños detalles” que a continuación mencionamos están presentes en tu relación, no lo dudes, tu novia es cubanísima.
    Usas camisas rosadas y bermudas de flores: El mito de que los colores pasteles y delicados es solo para las hembras será derrumbado de inmediato por tu novia, quién transformará tu closet en un jardín colorido y floreado.
    Tienes una segunda madre: Las cubanas somos dominantes y fuertes de carácter, por ello no te extrañará que tu novia comience a darte órdenes y tareas como si se tratase dela mujer que te trajo al mundo.
    Quiere que le regalen rosas de cristal y peluches: En otros países del mundo las mujeres consideran estos regalos antiguos y pasados de moda, pero para las cubanas siguen siendo muy románticos.
    En el momento menos indicado le duele la cabeza: Cuando tienes el “calentamiento global” en su punto y la invitas a ella a luchar por la “capa de ozono”, te saldrá con la noticia de que se siente mal y no es su mejor día, “mejor lo dejamos para mañana”.
    Ella siempre tiene la razón: Parece que a las cubanas desde que estamos en el vientre nos imparten clases de derecho pues no hay quién nos gane. Si eres inteligente, la más sabia decisión será no llevarle la contraria a tu novia pues no servirá de nada, siempre perderás.
    Estás preocupado porque ella menstrúa todo el mes: En el período menstrual, según los especialistas, las mujeres se ponen susceptibles y se alteran fácilmente. Pero la cubana es la excepción de la regla, las molestias asociadas nos duran los 30 días del mes.
    Pero que jamás te queden dudas de que, a pesar de todo y pase lo que pase, ella estará a tu lado si el amor es verdadero, pues las mujeres cubanas amamos con mucha intensidad y entregamos el alma a nuestros seres queridos.

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  3. per fortuna mia moglio è tutta all'opposto......

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    1. Meno male....per te.
      L'ultima "diversa'rimasta?

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  4. Il post tocca anche molti di noi del bel paese, e lo riassumerei così:
    "Ricchi" amerikani a Cuba.....poveri cubani a Miami
    "Ricchi" italioti a Cuba.....poveri italiani in Italia

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    1. Ti dirò anche grazie all'esperienza di M&S che di ricchi italiani a Cuba se ne vedono ormai col binocolo

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  5. Oramai anche especular ha il suo costo. Giuseppe

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    1. Infatti oggi viaggiano parecchio più rasoterra.

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  6. Il Presidente del Senato, Pietro Grasso, ha ricevuto oggi a Palazzo Giustiniani il Ministro delle Relazioni Estere della Repubblica di Cuba, Bruno Rodriguez Parrilla.

    L'incontro si è svolto in un clima di reciproca cordialità; al centro del colloquio i solidi legami e il sentimento di amicizia fra Italia e Cuba, con le prospettive di un ulteriore rafforzamento di rapporti economici e commerciali e della cooperazione in campo culturale e scientifico.

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  7. hola! in zona capitale ne vedo ancora molti con catene oro (14k affittato en tienda especializada en florida), tur ( da dove scendono più persone dei posti a disposizione) ed accompagnati da puteria blanca ( che da' l'idea di avere mas plata). In ogni caso quelli delle 2-3 generazioni restano cubani e casinari nell'indole e fanno folklore. Da riconoscere che se non fosse per le loro rimesse non so come sarebbe la situazione nella isla grande. chao Enrico

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    1. Non lo sapevo che c'era, a Miami,una tienda specializzata per rentare prendas a cubani especulador...non si finisce mai di imparare...

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  8. Contro tutto il gufame la nostra under 21 accede alla semifinale agli europei.
    Bella vittoria con la Germania, e' bastato, dopo le sciagurate scelte di Di Biago contro la Rep Ceca,rimettere dentro i nostri 2, Barreca e Benassi per ridare un senso alla squadra.
    Ora la Spagna...durissima ma ce la giochiamo

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