giovedì 29 giugno 2017

FIDELISTI

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Tempo fa, in uno dei soliti reportage che i giornalai italici tentano di fare quando vogliono parlare male di Cuba, intervistarono un vecchio fabbricante di sigari della provincia di Pinar del Rio, zona particolarmente ricca di piantagioni di tabacco.
Il vecchiarillo, col viso scavato da rughe antiche, con infinita pazienza spiegava al giornalaio che la maggior parte dei cubani non e' Comunista.
E' Fidelista.
Fidel ha detto loro che sono anche Comunisti ma questo, tutto sommato, si e' trattato di un fatto marginale.
Le parole Comunista e Comunismo, a Cuba, sono sempre state usate con molta parsimonia in ogni sede, dai telegiornali, ai discorsi ufficiali, dalla mesa redonda alle gazzette ufficiali.
Al contrario si e' sempre parlato di via cubana al Socialismo, alla costruzione del socialismo e via discorrendo.
Chiunque sia un filino dentro a queste dottrine che sono molto piu' moderne di quanto si creda, sa che il Socialismo e' una tappa di passaggio verso il Comunismo.
A Cuba, putroppo o per fortuna hanno visto un po' di Socialismo, il Comunismo non lo vedranno mai.
Il vecchiarillo, in realta', voleva dire che lui e la maggior parte dei cubani hanno seguito e seguono Fidel in tutto cio che ha detto e fatto, che continuano a seguirlo nella sua attuale emanazione rappresentata da Raul.
La gente ha appoggiato l'uomo piu' che la dottrina; l'uomo con i suoi difetti, le sue contraddizioni, i suoi sbagli, le sue vittorie e le sue sconfitte.
Non importava se si era Comunisti, Socialisti o avventizi del settimo giorno, si era Fidelisti con tutto cio' che questa scelta comportava.
Per un non cubano non e' facile comprenderlo, ma Fidel e' stato il padre, il fratello, lo zio, il marito, l'amante, il figlio, il nonno e poi il bisnonno.
Lo hanno visto in tv ore ed ore ogni giorno, hanno seguito i suoi interminabili discorsi, sacramentando quando questi tracimavano nell'orario de la novela.
Hanno cantato l'inno in piedi, sull'attenti guardando il suo ritratto, sono andati a dormire con lui e si sono risvegliati con lui.
Lo hanno visto da lontano ma anche da vicino nei defile', ogni volta che lui arrivava dalle loro parti.
Lo hanno accompagnato, a milioni, nel suo ultimo viaggio verso la meta finale, come non e' toccato a nessun capo di stato di nessun paese al mondo.
Fidel non e' stato un capo di stato, un presidente del consiglio, un presidente della repubblica, un primo ministro.
E' stato il Comandante en Jefe....non e' la stessa cosa.
Occorre dire che non era, in origine, per cultura ed estrazione sociale, neppure Comunista.
Gli yankee, inizialmente, non lo vedevano neanche di cattivissimo occhio, vogliosi com'erano di liberarsi di quella sanguisuga inetta di Batista.
Poi accadde cio' che accadde, Castro fu costretto a gettarsi fra le pericolose braccia dell'orso russo con tutti i rischi che, dalla crisi dei missili in poi, questo ha comportato per Cuba.
A quel punto la scelta era fra abbracciare i sovietici o....morire.
Un leader, uno statista, un Comandante en Jefe deve nei momenti difficili fare le scelte che piu' possono essere funzionali per il suo popolo.
Cosi' Fidel e Cuba diventarono, non so con quanta convinzione, Comunisti.
Se giri per Cuba e parli con la gente di Marx ed Engels, del Manifesto e di Lenin....non sanno neanche da dove iniziare.
Voi comunque non fatelo....anzi e' meglio che quando siete sull'isola di politica proprio non parliate, godetevi la vacanza.
Alla fine il vecchiarillo aveva ragione; il Cubano e' Fidelista e continuera' ad esserlo fino a quando Raul avra' lo scettro del comando, troppo grande e' il rispetto che il popolo ha per chi fece la Rivoluzione.
I problemi potrebbero iniziare quando a capo del meccanismo ci sara' qualcun'altro che, di quella Rivoluzione, ha solo sentito parlare.
Lo scopriremo solo vivendo, amici miei.

20 commenti:

  1. Avrei scritto le medesime cose senza cambiare nemmeno una virgola,la cosa che mi fa arrabbiare sono quelli che pontificano senza mai essere stati a Cuba o solo per aver intervistato la blogger a gettone o qualche gusano in giro per il mondo.
    Dado

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    1. "Questa bandiera, questo cielo e questa terra la difenderemo al prezzo che sara' necessario" diceva Fidel.
      E' stato necessario farsi proteggere dalla Falce e Martello.

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  2. milco bello scritto comunque secondo me e sono sempre piu' convinto i cubani vogliono così la cosa anche per il dopo raul la maggioranza per me a contatto con loro sia in italia e a cuba vogliono la cosa mas o meno igual vamos a ver se rimaniamo vivi ciccio simone il romagnolo

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    1. Se permetti loro di guadagnare quello che serve per vivere decorosamente, non li schiodi da Cuba neanche con le cannonate.

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  3. «I mezzi di comunicazione li stanno proteggendo. Che vergogna! Come possiamo avere di nuovo fiducia in questi media, che davanti un fatto criminale tanto palese affermano da dove provengono le detonazioni», questa la denuncia di Samuel Moncada, nuovo ministro degli Esteri della Repubblica Bolivariana del Venezuela.
    Moncada ha evidenziato anche come alcune agenzie internazionali, le stesse che dipingono il Venezuela come una feroce dittatura, descrivono l’attentatore come «un combattente per la libertà», fatto che dimostra una complicità con settori della destra venezuelana che cercano il colpo di Stato contro il presidente Maduro.
    Il ministro degli Esteri ha inoltre stigmatizzato il comportamento tenuto da alcuni paesi che «fingono di non sapere, proteggendo gli autori del fatto. Il Canada non ha inviato nemmeno un messaggio per condannare l’attentato contro i cittadini venezuelani.
    Comportamenti identico ha tenuto il Messico, che di recente ha mostrato, in seno all’OSA, preoccupazione per i diritti umani; anche dal governo dell’Argentina aspettiamo una reazione».
    L’attentato golpista è stato invece condannato da Cuba, Bolivia, El Salvador, Palestina, Turchia, Ecuador e dall’Organizzazione dei paesi dell’Africa Occidentale.
    «Vogliono arrivare alla guerra e utilizzano questi pazzi antipatria, antisociali e psicopatici contro di noi. Questo è inaccettabile! Gli altri paesi li difendono e siccome sanno che sono indifendibili, preferiscono restare zitti», attacca Moncada.

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  4. DA CUBANOS GURU

    7 situaciones en que el cubano no piensa dos veces

    Esa frase de que “el cubano no las piensa” se hace más patente unas veces más que otras. Realmente, ese fruto de la impulsividad proveniente de la sangre caliente y la voluntad única de los nuestros, en ocasiones nos mete en problemas y algunas nos salva como la campana.
    Tenemos por ley no escrita, que el miedo a arriesgarse no existe, porque no hacerlo significa no avanzar, quedarse atascados en una misma cosa y eso nos deprime.
    Por eso Cubanos Gurú les deja 7 cosas que el cubano no piensa para hacer.

    Fajarse por un amigo o familiar: Como dice el dicho “problema con cualquiera de los míos, solución conmigo”. El cubaniche no se pone a pensar si su ser querido tiene la razón o no, se pone de tu parte y hay que matarlo para dañar a esas personas.

    Comer sin pensar en el futuro: Cuando tenemos hambre le metemos e lo sea que haya regado en el refrigerador, si se acabó, pues a luchar por conseguir más, pero es impensable pasar hambre teniendo alguito en el refri.

    No lo piensa dos veces para reírse de lo malo: Lo mejor que tenemos es como logramos salir de las situaciones complicadas con grandes dosis de humor, lo que no nos mata nos fortalece, por eso a la vida de frente y sonriendo.

    La propuesta de un viaje: Conocer nuevas cosas es una idea fija del cubano, esas ganas de volar permanecen y ante la menor posibilidad, ni se piensa, la respuesta es sí.

    Luchar para dar de comer a los suyos: la comida es más importante que vestir o cualquiera otra cosa y si puede conseguir algo por donde sea, no se piensa, se abre la jaba, y para la casa.

    Ir a una fiesta: Ante una invitación de estas intentamos pensar, pero los amigos no te dejan, y seamos sinceros desde ese mismo momento la mente solo procesa música, baile y bebida.

    Decir las cosas de frente: En tal caso la lengua adquiere movilidad y mente propia, no nos da tiempo a pensar si es inoportuno o inapropiado. Donde se caiga el burro hay que darle lo palos y las cosas las decimos cara a cara, aunque no sea apropiado.

    No pensar siempre es un peligro porque nos mete en problemas, a veces bien gordos. Pero preferimos no hacerlo para que nada nos impida lograr los objetivos y para que las personas alrededor sepan, que no andamos con dobleces.

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  5. Penso che il cubano sia il popolo meno idealista del pianeta. Giuseppe

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    1. Giuseppe a volte l'ideale deve essere compatibile col mettere insieme pranzo e cena.
      Ragazzi mi sposto in Riviera per qualche(?)giorno.
      Inizia la sarrabanda.

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  6. hola! estoy totalmente de acuerdo, comunismo accostato a Cuba è una forzatura quando è esistito/esiste il fidelismo, un socialismo a la caribeña. Per il futuro penso che la casta si sia già organizzata da tempo e non conviene a nessuno stravolgere le cose, ai giovani interessa solo un po' di benessere ( come a tutti nel mondo ) niente ideali che hanno senso dopo aver soddisfatto i bisogni primari. chao Enrico

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  7. Se il blocco Socialista è crollato e Cuba no....ci saranno delle ragioni ben precise...

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  8.  Oi . Vocês oferecem consultoria ? gostaria de aprender mais
    sobre este tema mas este ainda é um mundo completamente novo
    para mim. como posso contactar você?

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  9. Tra l'altro come Papà Francesco aveva studiato dai gesuiti. La ti insegnano anche ad essere diplomatici.p68

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    1. I gesuiti come i salesiani sono vecchie lenze....

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  10. Ciao a tutti,a proposito del post sugli stranieri volevo raccontarVi una cosa curiosa :ad Holguin è di stanza un gruppetto davvero spaventoso di iracheni,facce vi giuro da non incontrare né di notte in un vicolo ne' di giorno in pieno centro,girano con pacchi di soldi nelle tasche(ma pacchi ok?),sono molto poco rispettosi e assai chiassosi,non so se sia vero ma nel loro nullo spagnolo asseriscono di essere stati soldati di Saddam,di certo hanno svariate cicatrice e atteggiamento nei modi e nei fatti da duri,curiosamente nonostante denaro a iosa assai esibito girano con bandolere bruttissime,quasi tutte le ragazze hanno paura a socializzare,li hanno pure cacciati dal Pernik,ovviamente dicendogli che hotel era pieno quando era mezzo vuoto ...chi frequenta Holguin sicuramente potrà confermare,anche questa e molto altro ovviamente è la Cuba di oggi ,
    Saluti
    Andrea M.

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    1. Strano non li abbiano ancora buttati fuori....

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  11. Ciao Milco,
    come al solito ci avevi beccato alla grande riguardo ai pallavolisti cubani in carcere in Finlandia, le pene sono state DRASTICAMENTE RIDOTTE come conferma la gazzetta, un paio li dovrebbero rimandare subito a casa.

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    1. Bradley ho cancellato il resto del tuo commento.
      Le vostre beghe tu e Anubi,ve le risolvete fuori da qua'....ma non avete un cazzo da fare tutto il santo giorno?

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  12. Sono parzialmente d'accordo.
    Il comunismo c'è, se ne parla e viene applicato in molti ambiti.
    Da i discorsi fiume, passando per il PCC (non si chiama partito socialista), fino all'indottrinamento di "pioneros por el comunismo, seremos como el che". La propaganda continua e in ogni angolo.
    Il culto del leader, la sorveglianza capillare ed il dossieraggio da DDR, che fa molto sovietico.
    Posso continuare a lungo.

    Che poi sia un comunismo solo a parole è vero, ma il parlare pubblicamente di socialismo è una operazione di ripulitura in atto da una ventina d'anni.

    Altra cosa con cui non sono d'accordo è che non sono affatto sistemi di governo attuali. Sono ideologie di più di 100 anni fa, pensate per un mondo che non esiste più, adatte ai nostalgici.
    Questo mio scritto non è una critica nei tuoi confronti, o di altri, è ovvio. Tutte opinioni libere e rispettabili.

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  13. "Che sia un Comunismo solo di facciata e' vero"
    Alla prima parte del tuo scritto ti sei risposto da solo.
    Per quanto riguarda il resto mi limito a constatare che mentre il Comunismo ha 100 anni di storia alle spalle, il capitalismo , che ci ha portati....dove siamo....e' vecchio di secoli e secoli.
    Macchiavelli parlava di fine e mezzi e si era appena usciti dal medioevo.
    Quindi in confronto alle forme di governo che hanno fatto girare il mondo in questi secoli, il Comunismo rappresenta una dottrina nuova e vitale.
    Poi ognuno ha le sue opinioni, per carita'...

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