martedì 27 giugno 2017

STRANIERI



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Piccola carreggiata estiva degli stranieri che frequentano la maggiore delle Antille.
O meglio, di quelli che mi e' capitato di vedere in questi anni in giro l'isola.
 Prendero' in considerazione solo alcune nazionalita', quelle che conosco meglio, lasciando da parte, per ora, la nostra.

TEDESCHI
A Las Tunas c'e' sempre stata una nutrita colonia di teutonici, gente che frequenta la citta' da lustri ma che, ultimamente, visto anche il giro di vite dato dalle autorita' in diversi settori della vita pubblica, ha iniziato a defilarsi.
Li si poteva trovare, da meta' mattinata, al Cadillac, un tempo il locale piu' frequentato della citta', con la loro bella birretta in mano.
La loro vacanza era composta da tanta birra, poche e usurate fanciulle e la quasi totale assenza di conoscenza della lingua spagnola.
Probabilmente per difficolta' sintassiche ma piu' probabilmente per una sorta di ritenuta superiorita' il tedesco impara poco e male le lingue latine, come possiamo constatare in estate dalle parti di Jesolo e Cavallino.
La cosa pero' non rovinava certo la loro vacanza, si accompagnavano spesso con un paio di cubani della vecchia generazione, di quelli che avevano studiato e vissuto nella gloriosa DDR, per eventuali traduzioni o per favorire i loro non frequentissimi contatti con fanciulle.

BRITANNICI
Mentre i tedeschi danno la precedenza alle birre ma non disdegnano la gnagna, i britannici si dedicano quasi esclusivamente alla bionda.
In lattina o bottiglia che sia.
Sono dei veri professionisti, e' possibile incontrarli al mattino presto, in giro per la citta' con il loro porta lattina in mano, un aggeggio per bevitori professionisti che ritarda il calientamento della lattina mantenendo il liquido fresco per piu' tempo rispetto al normale.
Rarissimo vederli in giro con qualche donna, praticamente impossibile trovarli seduti al tavolo di qualche paladar.

CANADESI
Forse non tutti sanno che i canadesi, a differenza di qualunque altro turista che puo' soggiornare sull'isola per 3 mesi poi deve uscire, hanno una visa di 6 mesi.
Questo per antichi accordi fra El Comandante en Jefe e l'allora premier acerino, dopo che i canadesi costruirono di sana piana l'aeroporto Jose' Marti' de La Habana.
Il fatto di essere poi a 3-4 ore di volo dall'isola, che spesso in patria faccia un freddo cane e che il sole tutto sommato e' una cosa bella spinge battaglioni di acerini a visitare l'isola.
Non a caso sono il paese che piu' turisti riversa verso l'altro lato del bloqueo.
Quindi molti di loro passano i canonici 6 mesi in qualche citta' dell'isola.
Cercano una casa barata, quasi sempre hanno una donna fissa, malgrado il fatto che abbiano una moneta forte non li si vede spendere e spandere in modo particolare.
Molti frequentano hotel di differenti livelli, l'importante e' che ci sia all inclusive in modo, come gli inglesi, di soddisfare la loro passione per la cerveza.
Migliori gli angolofoni rispetto ai francofoni.
Questi ultimi sembrano davvero per come si vestono e per il loro stile di vita dei clochard transalpini, non e' un bel vedere.

SPAGNOLI
In realta' se ne vedono pochi in giro, forse a causa della crisi economica che ha attanagliato, in questi anni, la penisola iberica.
A Tunas si incontrano sopratutto Baschi e Catalani a cui e' bene non dare degli “spagnoli” per motivi di sicurezza...sopratutto nostra.
La Spagna e' presente sopratutto per le seguitissime gesta del Real Madrid e del Barcellona, il resto e' tutto sommato trascurabile.

ISRAELIANI
Si tratta di un tipo di turismo relativamente nuovo sull'isola.
Ricordo che Israele non ha relazioni diplomatiche con Cuba, che io sappia non ci sono voli diretti, la maggior parte dei frequentatori di sinagoghe dell'isola ci arriva dopo scali canadesi o messicani.
A Tunas sono una nutrita comunita', credo amino Cuba per la sicurezza e la tranquillita' con cui possono girarla, per usare un eufemismo non sono un popolo amatissimo in svariati paesi al mondo.
Stanno sostanzialmente per i fatti loro, si portano, quando possono il loro cibo, o meglio le loro spezie ed evitano contatti con turisti di altri paesi.
Ne conosco personalmente alcuni, non e' cattiva gente, sono diffidenti come chiunque viva in un paese dove al mattino esci di casa ma non sai se ci torni la sera.

INDIANI
Anche in questo caso parliamo di un turismo nuovo, nel mucchio ci metto anche pakistani e, sopratutto gente dello Sri Lanka particolarmente diffusi nella capitale della scultura cubana.
Li si vede poco durante il giorno mentre raramente si perdono una notte in discoteca.
Perennemente a caccia di compagnia femminile facile, suppongo che a casa loro, da questo punto di vista le cose siano piu' impegnative e....complicate.
Ne ho conosciuti un paio, Tamil di Jaffa, parlavano ovviamente un ottimo inglese.

M&S CASA PARTICULAR CUBA HA AGGIUNTO UNA CASA

18 commenti:

  1. "Per favore, togliete tutti i nomi dall’appello, abbiamo ricevuto gravi minacce, hanno minacciato di morte i nostri famigliari". La voce di Giuseppe s’incrina, al telefono. È da sempre un uomo di sinistra, abituato a esprimere pubblicamente le sue idee, dentro e fuori l’ambito in cui ha deciso di militare. Si capisce che recedere gli brucia. Tuttavia, «con i fascisti, qui, ormai, non si scherza. Molti di loro, come quelli che hanno bruciato il giovane afrovenezuelano Orlando Figueroa, sono di origine italiana». Giuseppe vive da oltre quarant’anni in Venezuela, si è trasferito lì dopo il golpe in Cile, paese dove avrebbe voluto vivere se la «primavera allendista» non fosse stata stroncata dal dittatore Pinochet.
    Insieme a un nutrito gruppo di italo-venezuelani ha recentemente sottoscritto un appello, diffuso sul sito di cambialmondo.org e ripreso dalla rete (anche noi de l'Antidiplomatico abbiamo rilanciato nelle ore passate, ndr): «Se in qualsiasi altro paese occidentale si fosse creata la situazione di violenza di strada oggi in atto in Venezuela – si legge -, le reazioni degli stati che si considerano interpreti della tradizione democratica sarebbero state ben più forti del timido tentativo di contenimento che le autorità venezuelane stanno operando».
    Ieri, il Difensore del popolo, Tareck Saab ha denunciato la preoccupante escalation «di odio fratricida», l’aumento dei linciaggi da parte dei «guarimberos». Alcune donne sono state inseguite e minacciate al grido di «bruciale, bruciale» perché scambiate per giornaliste di sinistra. Nello stato Lara, esponenti del consiglio comunale hanno denunciato che due giovani chavisti sono stati dati alle fiamme per aver rivendicato la propria appartenenza politica. «Siamo di fronte a un tipo di squadrismo fascista che non tollera il pluralismo di opinioni – dice Giuseppe -. I simboli che usano, gli obiettivi che attaccano ne indicano il colore politico . Chiediamo al governo italiano di garantire la nostra incolumità. Che il ministro Alfano si faccia fotografare insieme ai gruppi di opposizione, che Gentiloni e Rajoy firmino una lettera assumendo la difesa a senso unico dei violenti, è un fatto inquietante, contrario alla nostra costituzione e a quella venezuelana».
    In un primo tempo, si è costruito il racconto di «pacifici manifestanti repressi dalla dittatura». Ora, si moltiplicano filmati e interviste che celebrano le gesta dei «guerrieri» o «scudieri» come viene chiamato lo squadrismo di piazza: che non nasconde l’inquadramento militare e le tecniche impiegate negli attacchi agli edifici pubblici, ai camion di alimenti e medicine, ai trasporti pubblici e alle istallazioni militari come quella della Carlota, a Caracas. Un gruppo stava per lanciare granate sui militari. Un aviatore di guardia alla base ha sparato e ucciso un giovane manifestante.


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  2. milco indiano mi manca a cuba sono curioso ciccio simone il romagnolo

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    1. A Tunas ne abbiamo parecchi...indiani, pakistani, Tamil o Singalesi che siano...

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  3. Le dichiarazioni della famiglia dell’ucciso (figlio di un alto dirigente dei trasporti e di una docente universitaria) indicano quanto sia polarizzata la società venezuelana: la madre (chavista) ha detto di «aver perdonato il soldato», che è stato arrestato in attesa dei risultati dell’inchiesta. Il padre, al contrario, ha scritto a Maduro ricordandogli di essere stato «il suo capo» quand’era autista del metro e si batteva, da sindacalista, contro il neoliberismo della IV Repubblica.
    La situazione, intanto, si aggrava. Le destre hanno lanciato un appello per impedire con ogni mezzo lo svolgimento delle elezioni, sia di quelle dei governatori che quelle dell’Assemblea Costituente, fissate per il 30 luglio. È stato scoperto un tentativo di sabotaggio alle strutture pubbliche e di hackeraggio al Consejo Nacional Electoral (Cne). È stato arrestato Roberto Picon, intimo del governatore dello Stato Miranda, Henrique Capriles, di Primero Justicia. Edgar Cano, un altro «guarimbero» arrestato, aveva un’impresa di distribuzione di alimenti e aveva ricevuto dollari a tasso preferenziale dal governo.
    Il Chavismo ha diffuso un documento filtrato dagli Usa in cui risulterebbe che l’ex ministro degli Interni, Miguel Rodriguez Torres sarebbe stato contattato e «reclutato» dalla Dea. Torres, che per non essere stato rinnovato nell’incarico guida una fronda anti-Maduro, grida al falso e sostiene che le Forze armate non apprezzano la proposta dell’Assemblea Costituente, che dovrebbe portare il Venezuela verso «lo stato comunale», simile al governo dei soviet. Il ministro della Difesa, Vladimir Padrino Lopez ribadisce la lealtà delle Fanb e rilancia il dialogo. Ieri il papa è tornato a esprimere «preoccupazione» per la violenza in Venezuela: un appello ignorato da gran parte del clero venezuelano che va in piazza a benedire gli squadristi con le loro croci sugli scudi, i roghi del «diverso» e gli inquietanti cappucci bianchi.
    Il Presidente si appella al popolo «Se mi succede qualcosa – ha detto – dichiarate l’insurrezione popolare costituzionale». Per la terza volta è stata attaccata la base militare de La Carlota, davanti alla quale si è svolta una nutrita manifestazione di opposizione al grido di «Valorosi, valorosi», rivolto agli oltranzisti. Alcuni di loro sono riusciti a penetrare nella base militare, ma la polizia ha lanciato gas lacrimogeni (unico mezzo consentito per contenere le proteste, insieme agli idranti). La presidente del Cne, Tibisay Lucena ha ricordato che impedire lo svolgimento delle consultazioni elettorali è un reato perseguibile. «A guidare le violenze è solo un piccolo gruppo – ha detto – il resto del paese vuole vivere e lavorare in pace. Bisogna tornare al dialogo. I politici tornino a fare politica». Ma le destre spingono per il «modello siriano».
    In Uruguay, domenica si è concluso il congresso dell’Mpp, il partito di Mujica, con una dichiarazione di forte appoggio al governo Maduro e un allarme per la strategia delle destre «basata sulla menzogna e sulla disinformazione».

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  4. hola! durante il soggiorno ho contatti con qualche canadese anglofono e direi che sono abbastanza esplendidos. In zona capitale ho notato anche io indiani, iraniani ma che vivono en canada. Direi che siamo molti hermanos de leche jajaja. chao Enrico

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    1. Pensa che a Tunas per via dell'universita' vedi pure qualche arabo con la sua bella tunica.
      Un paio di loro si sono fatti la novia cubana che ora....gira col velo in testa.
      Conver$ione fulminante.

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  5. Visto cosi' sembra un bel circo. Giuseppe

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    1. Trovo stimolanti gli ambienti multiculturali, Cuba mi piace anche per questo.

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  6. É morta Letizia vedova di Del grande Berlinguer aveva 89 anni, ciao dal chioggioto

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  7. Come servirebbero politici così oggi...

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  8. “Il Torino Football Club è lieto di comunicare di aver acquisito a titolo definitivo dal Paris Saint-Germain il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Salvatore Sirigu”

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  9. milco comunque hai ragione le jenetere le professional serie che conosco anche in italia tipo da noi a rimini ci vogliono spostare verso oriente por la plata il mondo cambia e velocemente ciccio simone il romagnolo

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  10. Se vai a La Habana un buon 80% delle jine sono palestine in trasferta alla ricerca della plata.

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  11. Un attacco in elicottero contro sedi istituzionali nel centro della capitale venezuelana, messo a segno da un poliziotto ribelle che ha chiesto su Instagram le dimissioni del presidente Nicolas Maduro e l’unione contro il governo del popolo e delle forze armate.
    Intorno alle 18 di ieri (mezzanotte in Italia) un elicottero della Polizia scientifica ha sorvolato a bassa quota il centro della città: nelle numerose fotografie pubblicate sui social si vede su uno dei suoi lati una bandiera con lo slogan «Libertà 350», in allusione a un articolo della Costituzione venezuelana che autorizza la rivolta contro autorità antidemocratiche.
    Come è stato poi ricostruito dal ministro della Comunicazione, Ernesto Villegas, l’elicottero si è diretto prima al ministero degli Interni - dove si svolgeva un incontro con la stampa - e poi alla sede del Tribunale Supremo di Giustizia. Dal velivolo sono stati sparati vari colpi di arma da fuoco e lanciate quattro granate, ma non si sono registrate vittime.
    Il responsabile dell’azione è stato Oscar Rodriguez, un agente della Brigata di azioni speciali (Bae) della Polizia scientifica con più di 15 anni di esperienza, che in un manifesto pubblicato su Instagram ha detto di rappresentare «una alleanza di funzionari militari, poliziotti e civili, alla ricerca di un equilibrio e contro questo governo transitorio e criminale».
    Il ministro Villegas ha definito l’attacco un «atto terrorista» che fa parte di una «offensiva insurrezionale della destra estremista, con l’appoggio della Cia». Dopo l’incidente, un forte spiegamento militare, con carri armati leggeri e posti di blocco, è stato disposto intorno a Palacio Miraflores, la residenza presidenziale. Rodriguez non è stato ancora catturato.
    L’attaco in elicottero, inoltre, è giunto al termine di una giornata già segnata da una forte tensione, che si è aperta con un bilancio di due morti - un agente della Guardia nazionale e un manifestante 17enne - dopo una notte di caos e saccheggi ad Aragua e si è chiusa con l’esautoramento definitivo della procuratrice Generale, Luisa Ortega Diaz - critica con il governo - da parte del Tribunale supremo.

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  12. Ciao, stiamo lavorando ad un reportage su Cuba e mi sono imbattuta nel tuo blog : Offri tanti spunti interessanti e mi piace molto il tuo modo di raccontare quella meravigliosa terra. I nostri videomaker partiranno nelle prossime settimane e vorremmo chiederti di collaborare. Puoi fornirmi un contatto telefonico così ti spiego meglio? Grazie mille e buona giornata!

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  13. Ciao ti ho risposto su messenger

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  14. Vivo a Montreal e conosco bene il canadese francofono che frequenta l'isola. All inclusive in resort di fascia economica (e quindi terribili) e, invece del portalattina, ha sempre in mano il thermos gigante da riempire al bar ogni 10 minuti. La moneta però non è più forte, il CUC purtroppo lo paghiamo 1,36 CAD. Negli ultimi mesi a L'Avana e dintorni circolano molti brasiliani ed argentini, in famiglia e generalmente persone di qualità. Ciao Milco e buona estate. Giulio

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  15. Ciao Giulio.
    Non essendo mai stato in Canada, che dev'essere un gran bel posto, mi limito ad osservare i canadesi in giro per Cuba, i francofoni mi sembrano i piu' dimessi in generale.

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