mercoledì 11 gennaio 2017

GAME OVER





A Cuba, quando con gente che lavora parlo di chi, una volta uscito dal paese, continua a vivere di espedienti la risposta che ricevo e' sempre la stessa; “chi ha sempre lavorato a Cuba fara' lo stesso ovunque, chi non lo ha mai fatto, continuera' a non farlo”.
Un modo esteso per dire che alla fine...siamo il nostro destino.
La cosa mi trova tutto sommato concorde e cio' che vedo in Italia conferma, pur con le dovute eccezioni, questo stato di cose.
Allo stesso modo, anche chi, a causa dei suoi comportamenti sbagliati, sta' trascorrendo il suo tempo nelle patrie galere cubane, difficilmente tende ad imparare la lezione.
Vi ho gia' raccontato del mio carissimo amico che, per prosineta, si e' beccato 5 anni.
Ho fatto quello che ho potuto, perlomeno ora sta' scontando la pena appena fuori dalla provincia tunera, in una sorta di campo di lavoro...neanche una prigione, diciamo un luogo dove si lavora la terra in cambio di una certa...liberta'.
Ogni 2 mesi gli danno 5 giorni di permesso, l'ultimo ha coinciso con la mia presenza in citta'.
Ci siamo visti, oramai e' a meta' pena e avrebbe dovuto godere della possibilita' di scontare il resto ai domiciliari senonché, per una strana e torbida storia, al momento resta al gabbio.
Ve la racconto come me l'hanno venduta; la sua famiglia e' gente di...brujeria, pare che si siano presentati dove sconta la pena con una lingua de puerco, pare che abbiano corrotto la guardia e abbiano potuto fare il rito, poi la cosa e' stata scoperta.
Lui si e' beccato un'espediente e la guardia ha perso il lavoro, cosi' me l'hanno venduta, cosi' ve la racconto.
Quindi anche la possibilita' di trascorrere a casa la seconda meta' della pena a casa, per una simile cazzata, e' finita in cavalleria.
Come dicevo, in quei 5 giorni a casa, ci siamo visti un paio di volte, e' marito di una delle prime del familion.
In  quel periodo di “licenza” non avrebbe potuto frequentare stranieri, ne' bere un bicchiere di cerveza e di ron che e' esattamente cio' che ha fatto in quei 5 giorni.
Passi che frequenti me, non sono messo in nulla e cerco di fare in modo che non si infili nei guai ma il fatto e' che per un paio di giorni e' letteralmente scomparso con un alemanno che vive di puteria e borracheras.
Capisco che quando sei libero hai voglia di....vita ma in una citta' come Tunas se scorreggi a La Victoria, en el reparto Aurora sanno cosa hai mangiato la sera prima.
Abbiamo parlato, invece di pensare ad un lavoro normale, una volta scontata la pena, ha in testa mille cazzate e negocio da fare con uno spagnolo oppure con un alemanno quando non con un gallese.
Tutte cazzate, tutta aria fritta, sicuramente finira' per rimettersi nei guai e questa volta la chiave della cella la butteranno sul serio.
La sola speranza di non finire di nuovo nel guano e' quella, una volta libero di riuscire ad uscire dal paese, ci ha gia' provato un paio di volte senza successo in passato vendendosi prima tutto il vendibile.
Personalmente...lo mollo....rimane l'amicizia che dura da oltre 3 lustri, ma che si giochi le sue carte come meglio crede tanto ho come il fondato sospetto che nella vita non ne combinera' molte.
Nel familion sono un po' tutti preoccupati per la fanciulla che e' al suo fianco sprecando il tempo e i propri anni migliori ma anche in questo caso chi e' causa del suo mal pianga se stessa.
Torniamo a bomba del problema, anche qualora nella remota ipotesi che il tipo riesca ad uscire dal paese, cosa diavolo andrebbe a fare in giro per il mondo.
A Cuba si puo' anche vivere “inventando” ma in giro per il mondo le cose vanno in modo differente.
Se hai un lavoro e una professionalita' hai delle opportunita', forse.
Se non sai fare nulla ma non ti manca la voglia di lavorare allora in qualche modo la vai a sfangare.
Ma se non sai fare un cazzo e non hai voglia di fare nulla....allora la vedo davvero ma davvero molto dura.
Cazzi suoi, come tutto il familion anche io il mio l'ho fatto...oltre non vado.
Game over

martedì 10 gennaio 2017

BEGHE CONDOMINIALI




Molti di voi, sicuramente, abiteranno in un condominio con tutti gli annessi e connessi che questo comporta. Vivo, in Piemonte, in un piccolo complesso residenziale a 34 km da Torino, due palazzine di 6 abitazioni ciascuna e attorno un piccolo parco. Attualmente sono il solo che ci vive in pianta stabile, tutte seconde case, la meta' in vendita perche' la seconda casa e' diventata un lusso. Riunione di condominio una all'anno, il primo sabato di agosto, ovviamente io non ci sono mai, ma mi dicono che gli altri proprietari passano il tempo a litigare. Amici che, a Torino, vivono in grandi stabili mi raccontano di riunioni di condominio finite quasi all'arma bianca, per definire le spese e i lavori da fare. A Cuba e' tutto un'altro discorso. Vivo al piano terra di una triplanta, anche in questo caso 6 abitazioni, abbiamo un grande patio che regala respiro alla casa, anche lei piuttosto voluminosa e piena di stanze. Non mi risulta ci siano riunioni di condominio, quando c'e' un problema, si vedono un attimo i capi famiglia e si risolve. Accanto a noi ci sono altre 3 situazioni abitative simili. Mentre ero giu', c'e' stato un problema con le acque nere e i tubi. Pare che, nel passaggio del miasma da dove viviamo noi allo stabile successivo ci sia stato un intoppo sotterraneo, lo schifo e' venuto, in un lato del patio, in superficie. Il boss ha chiamato l'impresa statale che si occupa del problema. Funziona cosi'; ogni stabile e' responsabile del suo tratto di rete fognaria. Dove siamo noi, ad esempio, lo scorso anno hanno cambiato la tubatura mettendone una di diametro maggiore, in modo che problemi simili a quelli di cui vi sto' raccontando non debbano piu' accadere. Uguale hanno fatto quelli dello stabile da una parte, mentre quelli dall'altra hanno mantenuto la tubatura piccola che e' stata proprio la ragione dell'intoppo. Da noi, quando hanno fatto i lavori, hanno acquistato la tubatura piu' grande dallo stato a prezzo basso e poi loro, i condomini, hanno fatto il lavoro di posizionamento dei tubi durante un fine settimana. Una mattina bussa alla nostra porta il rettore della scuola dello sport confinante alla nostra casa, dicendo alla moglie del boss che anche dalla sua parte si stava manifestando il problema. La sciura va dalla presidentessa del CDR ad esporre il problema, facendo notare che l'impresa statale non era ancora venuta a stappare la tubatura. A quel tipo di impresa tocca questo lavoro, il resto, come dicevo, e' a carico di chi ci vive. La presidentessa del CDR prima telefona anche lei all'impresa e poi al rettore per dirgli che in futuro, qualora ci fossero stati problemi di qualunque natura, era con lei che doveva parlare e non andare a bussare alle porte. Il giorno dopo sono venuti a risolvere il problema, quando me ne sono andarto si stava discutendo con gli inquilini della tubatura piu' piccola sul fatto che avrebbero duvuto, anche loro, allargare il tutto per non incorrere in altre menate simili. Da noi o si sarebbe venuti alle mani o sarebbero intervenuti gli avvocati, o tutte due le cose. A Cuba una chiacchierata, un caffe', un traco, qualche “hermano” sparso e la cosa si risolve. Una sera, mentre ceniamo, sentiamo un casino al piano di sopra, gente che gridava, altri cantavano, musica a palla ecc....la classica fiesta cubana. Una dottora aveva organizzato la seratina in modo giusto. Da noi dopo 2 minuti sarebbe gia' scoppiata una rissa, poi sarebbero arrivati i vigili, quindi alla fine, i Carabinieri. Noi ci siamo limitati a sorridere, (altre volte il casino, anche se con minori decibel, lo avevamo fatto noi) commentando sul fatto che la borrachera stava raggiungendo livelli interessanti. Ovviamente per tutta la sera e' stato un viavai di gente di ogni tipo. Questo per dire che una certa tolleranza, di cui noi oramai abbiamo perso ogni traccia, e' parte dell'essere e del vivere cubano. Forse il fatto che grandi disparita' sociali non ci sono, ha fatto si che tutti si sia piu' disponibili nei confronti di tutti. La musica a palla ad ogni ora non mi piace, ma un po' di fiesta, ogni tanto, e' sempre la benvenuta.

 

lunedì 9 gennaio 2017

PINDARO




L'argomento riguardante un trasferimento a Cuba totale o parziale non e' certo nuovo, ne abbiamo parlato diverse volte, giungendo spesso a conclusioni abbastanza ovvie. Questo e' un'altro periodo dove, questo argomento, accompagna con una certa frequenza sia me che le persone che mi gravitano a vista.
La mia posizione e' nota; i piedi in due scarpe.
Chi mi conosce personalmente, o segue il blog, sa che ho la tendenza a dare coordinate concrete ai sogni, che a quel punto diventano progetti.
E' successo, in poco piu' di 2 anni con Grande Torino, Fly Gym e M&S.
Se volete chiacchiere....il mondo e' pieno di cazzari...
L'altro giorno parlavo col marito della mia socia cubana della palestra, la ragazza ora e' a Camaguey fino a oltre meta' mese, a portare avanti i lavori per la futura renta e l'eventuale paladar.
A volte non siamo neanche noi a decidere se e come fare il gran passo, e' la vita che ti spinge in una determinata direzione, non e' escluso che, a breve, loro decidano di fare questo gran salto.
Ieri parlavo con Simone, mio socio nel progetto M&S.
A breve faro' un post ma vi posso assicurare che da settembre in poi c'e' stata un'impennata di richieste, trattative concluse, case che vogliono entrare nel sito che oramai viene visitato da quasi 200 persone al giorno.
Dicembre poi e' stato un autentico delirio, ne parlero' piu' avanti.
Si chiacchierava con lui ma l'argomento e' caro anche a Massimo, proprietario della casa Salernitana a Camaguey, nostro referente per la citta', credo che anche Andrea di casa Zule al Vedado, con cui lavoriamo parecchio, sia in sintonia con quanto sto' per dire.
Se uno di noi due, io e/o Simone, decidesse di trasferirsi, totalmente o parzialmente, a Cuba, il negocio avrebbe un'ulteriore impennata verso l'alto.
Al mattino chi resta in Italia gira le mail al socio a Cuba, in un paio d'ore, tenuto anche conto del fuso, chi e' a Cuba, telefonicamente, non inviando mail che verranno lettere ore se non giorni dopo, trova tutte le disponibilita' e le comunica al socio in Italia.
In fondo io e Simone, che viviamo entrambi nella prima cintura torinese, ci siamo visti dal vivo 2 volte, il resto lo hanno fatto mail, whatsapp e telefonate quasi quotidiane.
Questo per dire che non e' necessario neanche vederci.
Con un carro si avrebbe la possibilita' di andare a prendere, a botte di 25/30 cuc, tutti i clienti in aeroporto per portarli nelle case.
Essere disponibili per portarli in giro per la citta', in escursione, organizzare loro tour.....non riesco neanche ad immaginare il giro di quattrini, gia' con le cose come stanno oggi, senza contare su futuri, probabilissimi, ulteriori sviluppi positivi.
Chiaro, occorre una connessione internet migliore di quella attuale, ma...arrivera'.
A questo aggiungerei un discorso di intermediazione immobiliare.
A Cuba ci sono decine di migliaia di case in vendita, gli stranieri sono quelli che possono comprarle e noi veniamo in contatto con decine di loro ogni giorno con M&S.
Certo c'e' il discorso di intestare ma intanto, se si iniziano ad avere mandati su un centinaio di case,....allora ne parliamo.
3-5% da chi vende, lo stesso da chi comprera...fatevi voi 2 conti.
Non ho fatto voli di Pindaro, sono stato coi piedi per terra, ipotizzando progetti fattibilissimi, almeno per noi.
Non solo solo chiacchiere, solo pugnette, ne stiamo seriamente parlando.
Darei 4/5 mesi all'anno di disponibilita', in questo modo non mollerei un cazzo ne' la palestra ne' l'agenzia di animazione, con cui riprendero' ad operare gia' dalla prossima estate.
A Cuba potrei fare la spola fra La Habana, Camaguey e Las Tunas, in ognuno di questi 3 posti avrei qualcosa da fare.
Sogni?
Mah....credo di aver dimostrato, e con me i miei soci nelle attivita' che abbiamo, che se si vuole fare una cosa, la si fa.
Se mai dovessi fare scelte simili la mia Cuba dovra' mantenersi da sola, esattamente come la mia l'Italia.
Non andrei a fare il turista, del resto questo trend e' gia' avviato, il volo di novembre l'ha pagato M&S, meta' del mio budget di quella vacanza e' arrivato da Grande Torino.
Per la discesa di marzo M&S ha gia' provveduto al boleto che devo solo acquistare e vediamo chi si fara' carico del budget di quella vacanza.
I tempi in cui guadagnavo qua' per spendere la' sono al tramonto.
Due paesi, due mondi, due casse a cui attingere.
Non manca molto...restate in zona.

domenica 8 gennaio 2017

ESPROPRIARE



L'altro giorno, mi pare Enrico, poneva l'accento sul rischio concreto che lo stato cubano, per una ragione o per l'altra, possa appropriarsi di strutture che privati hanno rivelato, ristrutturato e avviato in qualche attivita'.
Il rischio esiste, anzi tempo fa era molto piu' concreto.
Partiamo dal presupposto che ogni stato resta proprietario di tutto il territorio su cui sorgono le case, le fabbriche, le aziende che i privati cittadini possiedono e mettono in piedi.
Non so chi, l'altro giorno mi faceva notare che, una delle tante leggi sommerse che il governo Renzi ha fatto approvare, priva il privato cittadino di una serie di diritti e di voce in capitolo nel momento in cui, ad esempio, un'autostrada deve passare su un suo territorio.
Lo stato stesso, ad esempio in Italia, requisisce ed espropria i beni della mafia nel momento in cui viene accertata la responsabilita' del determinato malavitoso, che si vede cosi' spogliato di tutto cio che lo stato riesce a trovargli a suo nome.
A Las Tunas e' accaduto qualcosa di simile per il paladar Moncloa.
Il locale era, di gran lunga, il migliore della citta' per qualita' di cibo, location e varieta' dell'offerta
Due piani ristrutturati e ben ammobiliati en Calle Marti', una delle arterie piu' importanti della citta' che parte, col suo prolungamento in Lico Cruz, quasi dall'imbocco de la caretera per Hogluin, arrivando fino all'inizio di quella per Camaguey, dalla parte opposta della citta'.
Il locale funzionava alla grandissima, ci sono stato un paio di volte e mi ero trovato abbastanza bene, forse un po' troppa gente e tempi di attesa non brevissimi ma sono cose che si possono aguantare.
Pare che il marito cocinero della proprietaria avesse la mano lunga con le cameriere, un paio di mie amiche si erano licenziate proprio per questa ragione.
La moglie, ad un bel momento si e' rotta i coglioni e....chissa' come mai...ad una ispezione degli organi preposti, nel congelatore, e' saltato fuori di tutto; dall'aragosta, al caimano, dalla tartaruga a cio' che legalmente non si potrebbe proporre ai clienti.
Che poi il locale sia stato espropriato per 4 langostas nel congelatore e' una favola a cui credono solo i bambini.
Fatto sta' che oggi il locale ospita alcuni uffici del ministero della salute.
Sono cose che fanno riflettere.
Lo stato puo', in qualunque momento e senza dare troppe spiegazioni, appropriarsi di qualunque locale nell'isola adibendolo alle piu' disparate funzioni.
Anni fa la cosa era molto diffusa, un discreto numero di stranieri che misero in piedi belle ville a Puerto Padre, potrebbero raccontare le loro vicissitudini.
Lo straniero costruisce, piu' o meno con tutti i permessi in ordine, la sua bella villa, a lavori finiti passa davanti alla villa lo sportivo famoso o il funzionario del Partido influente, com'e' come non e' si mette in moto tutto un meccanismo che parte da qualche ufficio cubano e finisce dritto nel ciapet dello straniero di turno.
Per un qualsivoglia pretesto, la casa viene requisita allo straniero, assegnata allo sportivo o al dirigente in questione e lo yuma viene “invitato” a recarsi al piu' vicino aeroporto con biglietto di sola andata.
E' successo centinaia di volte, ancora succede e, si spera, non succedera' piu' in futuro.
Questo anche per dire che ogni compravendita di abitazione da cubano a cubano, da cubano a yuma, da yuma a cubano o da yuma a yuma puo' essere invalidata da qualche organo dello stato, senza che quest'ultimo debba dare chissa' quale spiegazione.
Per questa ragione non ho mai ritenuto che, a livello di rischio, ci fosse una gran differenza fra l'intestare una casa a un cubano o una cubana e intestarsela (il 50%) essendo in possesso di Residenza Permanente.
Se te la vogliono inculare, te la inculano comunque, ogni altro discorso serve solo per dare aria ai denti.
Questa settimana tocca a Buena Fe.
Buon ascolto e buona settimana.

giovedì 5 gennaio 2017

FANTASMI



Ospito con piacere l'ultimo scritto di Alessandro Zarlatti sul suo blog IL BELLO DELL'AVANA.
Ho scritto un pezzo su questo argomento che pubblichero' prossimamente.
Con l'Epifania finiscono queste interminabili feste e si torna alla normalita'
Nei prossimi giorni acquistero' il biglietto per il viaggio di primavera.
Restate in zona...

C'era il mare dietro al buio della Playita de 16 e in mezzo sagome di persone che passavano come fantasmi tra la terra e il cielo. Tra ciò che restava della terra e ciò che restava del cielo. Giovanni e Daisy avevano preso un tavolo appartato nel ristorante 7 dias che si affacciava proprio su questo panorama soltanto intuito e intuivano le onde e le maree e la sensazione della risacca sulla pelle, quella che ti sposta appena ma ti avverte soltanto di ciò di cui sarebbe capace.
Venivano da una giornata di incomprensioni, di messaggi gridati, di passi indietro, di preghiere sussurrate. C'era qualcosa di più, e lo sapevano entrambi. Ma era un grumo e nient'altro. Non aveva un volto né un nome come nei parti prematuri o negli amori che si allontanano fino a diventare niente. Avevano chiacchierato di nulla quasi fino al dolce. Avevano riempito l'aria di frasi inutili, di fatti da poco, ma c'erano fantasmi. Li vedevano entrambi. Che si sedevano accanto. Gli toglievano respiri. Gli acceleravano i battiti.

"C'è una cosa importante che devo dirti"
"Già la so. Lasciami indovinare: viene il tuo ragazzo, il tuo ex, quello che è, dagli Stati Uniti e vuoi vederlo..."
"No, lui non c'entra. E' un'altra cosa..."
"Vuoi lasciarmi. E' questo che volevi dirmi?"
"No. Non è questo..."
"E allora che è. Finiscila con i misteri"
"Me ne vado"
"Te ne vai... che vuol dire?"
"Martedì mattina ho l'appuntamento in ambasciata. Mi danno il visto e me ne vado a Miami a febbraio se tutto va bene".

Giovanni aveva sentito qualcosa d'imprevisto. Un fantasma aveva trovato accesso da qualche parte nel suo stomaco e stava salendo: i polmoni, il cuore, la gola, gli occhi. Aveva iniziato a piangere senza avvisare neanche se stesso. Stavano andando via tutti. E tutti gli avevano lasciato un cesto di sentimenti mozzati e di addii. Ora era la volta di Daisy che gli si dissolveva davanti agli occhi in un secondo come fosse un sogno di neve d'estate.

"Come, te ne vai..."
"Lo sapevi. Lo sapevamo. Era solo questione di tempo..."
"Eh, ma adesso..."
"Adesso... che c'ha adesso?"
"Adesso... è adesso che fa male, lo sento solo io il male che fa?"

Daisy si era voltata verso il mare senza guardare il mare e cercava di nascondere le sue di lacrime. Poi si erano presi una pausa stringendosi la mano e dando qualche sorso al bicchiere di vino che avevano davanti.

"Quanto tempo abbiamo?"
"Che domanda assurda. Sembra la domanda di un malato terminale. Noi non stiamo morendo"
"Quanto tempo abbiamo?"
"Un mese e mezzo, al massimo due..."
"Stiamo morendo, lo sai?"
"Smettila..."
"E i documenti sono a posto? Voglio dire, li hai tutti?"
"Sì, volevo spiegarti che in questi giorni mi vedevi nervosa e forse misteriosa... In realtà non avevo niente contro di te. Ero presa da tutta questa storia dei documenti..."
"Non avevi niente contro di me. Mi fa ridere. E contro di chi? Contro di noi, mi dirai. O già non esisteva più un noi nella tua testa?"
"Giovanni, smettila, lo sapevi..."
"E che me ne importa se lo sapevo... So anche che devo morire un giorno ma non voglio morire e non voglio essere mai pronto"
"Non fare lo scrittore..."
"So fare solo quello..."
"Ma non stai scrivendo più..."
"No, invece scrivo. Quando sono solo scrivo"
"E quando è che sei solo?"
"Sempre, mi sembra di capire..."

Giovanni si era asciugato gli occhi e si era guardato intorno preso da un pudore tardivo. Daisy aveva messo la testa fra le mani e cercava di nuovo il punto in cui riagganciare la sicurezza che aveva con sè un attimo prima.

"E come facciamo?"
"Che vuol dire come facciamo? Un anno, anche meno, e vengo a passare un tempo qui..."
"Che mostruosità... Un anno. Che senso ha?"
"Boh..."
"E' che finisce... Questo è il punto. Inutile che ci giriamo intorno. Stavamo costruendo. Stavamo andando nella direzione giusta. Era bello questo immaginarci insieme..."
"Già..."
"E io, amore mio, io che faccio?"
"Tu che fai... Lo sai bene. Tu sai vivere..."
"Io so sopravvivere. Non so vivere. E non è la stessa cosa"
"Troverai un'altra donna. Lo hai sempre fatto"
"Io non voglio cercare un'altra donna che non sia tu"
"Sei patetico. La cercherai..."
"Non ne ho voglia..."
"Non dire cazzate. Non ti sei mai fatto lo scrupolo di tradire chiunque. Sempre"
"Non sempre..."
"Quella che c'era prima di me. La tradivi con me"
"Quello non era tradire, era un'altra cosa. E poi anche lei mi tradiva"
"E le tue studentesse? Ti sei mai dato un limite?"
"Quelle erano un'altra cosa ancora. Erano giochi"
"Giochi... certo. Per te forse, non per loro. E' che sei sempre stato solo, hai ragione quando lo dici. Solo giocando ad esistere..."

I fantasmi erano lì, da qualche parte, ma avevano smesso di tormentarli. Alcuni erano andati a sedersi vicino alla spiaggia, nel buio. Altri erano rimasti nei pressi del tavolo ma non facevano rumore. Ascoltavano ogni frase con la stanchezza dei fantasmi che ripetono sempre le stesse parole, quelle che annoiano.

"Che merda, se ne vanno tutti. Non fai in tempo ad innamorarti e spariscono. Sembra una metafora della vita ma non è la vita. Non la è per intero"
"E' vero, e poi sembrano così assurdi tutti questi addii. Comici. Si va a 90 miglia da qui e diventa una distanza incolmabile"
"Ma come faccio adesso... dimmi, come faccio io?"
"Un anno, Giovanni. Un anno"
"Ma in un anno sarai cambiata. Sarai un'altra. Ed io sarò lontano. Più di queste stronze 90 miglia. Staremo su barche diverse, in senso opposto, e ci saluteremo con la mano... Non sono un bambino"
"No, tu resterai sempre un bambino, questa è l’unica cosa che so..."

Giovanni aveva sentito di nuovo salire quella specie di onda, dallo stomaco fino agli occhi. Quell'emozione intermittente che non dipendeva dalle maree e non lo teneva a galla.

"Facciamo una cosa, ascoltami. Facciamo una cosa..."
"Ok, ti ascolto"
"Facciamo così: come con la morte"
"Che vuol dire..."
"Che non lo sappiamo. Che cancelliamo tra noi questo segreto, quello che ci siamo detti, la tua partenza, tutto. Come una malattia mortale che uno nega a se stesso..."
"Come un malato di cancro ai polmoni che continua a fumare e non lo dice a casa?"
"Brava, proprio quello... Continuiamo a fumare, come non facesse male... e poi partirai quando dovrai farlo e sarà come una morte improvvisa, inattesa..."
"Come non facesse male...", ripete Daisy per sentire meglio il sapore di quelle parole che diventavano amare sulle ultime sillabe.
"Non so se sono capace. Comunque farà male..."
"Non importa, farà male, come fa male la vita..."
"Resti sempre un bambino. Uno scrittore bambino. Te l'ho già detto? Perdi i tuoi giochi in un terremoto e credi che il terremoto sia venuto solo per te..."
"E il terremoto cosa sarebbe nella nostra storia, fammi capire la metafora..."
"Sarebbe la vita, ad esempio, Giovanni..."

Cuba era diventato un paese di fantasmi. Che ti tormentavano le giornate. Alcuni ti telefonavano ogni tanto e decretavano una tregua. Ma poi tornavano. Si arrampicavano sui balconi, percorrevano in lungo e in largo le strade di Vedado, di Playa, delle periferie, e ti toglievano il sonno. Diventava tutto un rimando, tutto l'incipit di un romanzo che c'era un momento prima e che è scomparso. Fantasmi. Telefonate. Amori tagliati in due, in tre, in mille sentieri interrotti. Il dolore di una malattia taciuta, di un'epidemia di cui ti vergogni. Erano tutti lontani. Irrimediabilmente. Nessun viaggio, nessun sorriso, ma la pasta dura degli abbandoni. Tutti orfani di qualcosa. Tutti orfani dell'amore. Milioni di cuori spezzati, di lacrime seccate, di parole non dette. Da Cuba al vento. Sperando che il vento fosse dio e le conservasse. Ma il vento non era dio e lasciava in giro solo fantasmi, fantasmi, fantasmi, ed un paese spolpato, decimato, umiliato, come un uomo anziano che ha perso il cuore dopo che ha visto morire tutti i suoi figli in una guerra che non fa rumore.

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mercoledì 4 gennaio 2017

BELLA VITA




Durante il mio soggiorno tunero novembrino ho avuto il piacere di uscire parecchio di sera. Uscire con belle donne, con qualche amico, da solo, insomma non mi sono fatto mancare nulla. La maggior parte delle serate, i dopocena, li ho passati al Bella Vita, il nuovo locale aperto da un paio di italiani a Las Tunas.
https://www.facebook.com/BELLAVITALASTUNAS2016/  Questo pezzo vuole essere una sorta di pubblicita' al locale, come ho promesso al proprietario presente Antonello, (ho anche inserito il link della pagina fb fra gli “sponsor” del blog) ma anche un piccolo quadro delle difficolta' che si incontrano se si vuole fare impresa seriamente a Cuba. Ovviamente tutto cio' che scrivo l'ho detto prima, in una delle non poche nostre chiacchierate, ad Antonello. Il locale e' molto bello, credo senza esagerare uno dei migliori di Cuba, ci sono stati investimenti importanti. I due proprietari si sono intestati, essendo residenti, un piano a testa, ovviamente hanno dovuto poi intestare dove vivono ad altra gente, ma questo e' un discorso che esula dal contesto anche se non e' certo da trascurare....visti i precedenti. Comunque, quale che sia il destino del locale, la proprieta' restera' a loro, parliamo di un locale storico nella miglior location cittadina, quindi un brutto affare non e' stato. Il fatto che il locale sia in un area aperta permette ai fumatori di esercitare il loro vizio, senza dover uscire rendendo superfluo ogni discorso di aria condizionata e di locali dove fa un freddo cane. Locale che mancava sicuramente in citta', ottimo per andare dopocena con una fanciulla giusta, con amici o con tutti e due, per trascorrere ore piacevoli in un contesto davvero carino. Le cameriere sono abbastanza attente anche se si puo' migliorare, ottimo servizio di security fornito da gente che nella vita ha sempre fatto questo, discreto il barman. I tempi di attesa non sono lunghissimi, c'e' una certa attenzione al cliente, i prezzi sono nella norma, diciamo per un cocktail siamo sui 2,5-3 cuc, pop corn messi sul tavolo al di fuori del listino a disposizione dei clienti. In Italia sarebbe una cazzata, a Cuba una novita'. Parliamo di un locale che e' potenzialmente una Ferrari, sicuramente siamo ancora nel periodo successivo all'apertura, molte cose le valuteranno nel tempo e spero sappiano fare le scelte giuste. Le mie ossevazioni, fatte a fine novembre, sono indirizzate unicamente nella prospettiva di un possibile miglioramento del servizio. Secondo me aprire alla 8 del mattino e' una follia, se va bene fanno 3 caffe' in tutta la giornata. Meglio forse aprire alle 17, fare 3 ore di Happy hour, poi dare il via alla serata che magari si prolunghera' fino alla chiusura della discoteca, in modo da prendere quelli che escono dal Luanda I locali vanno tenuti aperti quando c'e' gente, altrimenti e' un gasto di corrente e di personale. Secondo me un locale di quel livello va gestito da 2 persone, presenti sempre e a tempo pieno. Non si puo' pensare di poterlo fare ad un oceano di distanza ne' puo', chi lo sta' gestendo ora, pensare di poter tenere sotto controllo tutte quelle ore. Ho 2 soci nella palestra, uno in M&S piu' il familion a Cuba, so come funzionano certe dinamiche nelle societa', senza la dovuta attenzione e' un'attimo mandare tutto a gambe all'aria. L'impressione, non mia ma di tutti coloro che frequentano il locale, e' che....sia un po' troppo in mano ai cubani. Cubani sicuramente selezionati e pagati discretamente....ma cubani. Antonello mi dice che e' tutto computerizzato e che non scappa nulla.....sara' ma qualcuno dati nel computer li deve inserire e, per tutta una serie di ragioni, non puo' essere lui. Al personale, sopratutto a Cuba, bisogna stare dietro, prenderlo a calci in culo (metaforicamente...!?) quando serve, spronarlo, cazziarlo, gratificarlo ecc... Ogni volta che arriva un cliente, nei cuarti de renta al piano superiore, occorre andare all'inmigration, poi tornarci quando si punta una fanciulla, tornarci ancora quando se ne punta un'altra, poi ancora quando il turista se ne va. C'e' una persona che se ne dovrebbe occupare, ma io ci ho visto il proprietario in coda all'inmigration col suo bravo registro in mano. In piu' la burocrazia, i controlli, lo stato che ti ricorda che sei comunque un paladar anche se in realta' sei altro, allora occorre apparecchiare tavoli in cui nessuno mai si siedera'....ecc. Le societa' sono gia' complicate quando si e' presenti condividendo spalla a spalla il quotidiano, lo diventano molto di piu' quando uno c'e' sempre e l'altro arriva ogni tanto. Detto questo ripeto, devono trovare il ritmo e sopratutto capire che  occorreranno sacrifici veri per raggiungere i risultati sperati. Mi sono trovato bene, ho collaborato significativamente a pagare la loro successiva bolletta della luce che pare sia.....importante. Davvero i migliori auguri per un successo che, viste le premesse, non deve mancare.

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martedì 3 gennaio 2017

SEMPRE CONNESSI...?!


 
In questi giorni siamo, tutti quanti, sommersi da messaggi, mail, whatsapp e tutto quello che volete.
Comunicazioni di auguri, quindi cose tutto sommato piacevoli, pero' al di fuori di questi periodi festivi, molto spesso, queste situazioni sono fonti di rompimenti di cabasisi.
Sono di una generazione cresciuta senza i telefonini e altri marchingegni di cui oggi pare non possiamo fare a meno, se non volevi essere rintracciato era sufficiente stare lontano da telefoni fissi e il gioco era fatto.
Oggi e' tutto cambiato, per molte cose e' un bene, per altre decisamente no.
Ho iniziato a frequentare Cuba quando le cose erano, maomeno, come da noi prima dell'avvento di tutte queste cose.
Non c'era internet, se volevi telefonare a casa compravi una tajeta pagandola un rene, alle fanciulle davi appuntamenti a voce, quasi sempre si facevano trovare presenti, a volte ti embarcavano.
Non so dire se ho rimpianti di quel periodo, cosi' come non so dirvi se ho rimpianti per quando le cose in Italia funzionavano in modo meno virtuale.
Forse i rimpianti per non avere piu' quell'eta', ma questo e' un'altro discorso.
Oggi, indubbiamente, Cuba e' piu' facile rispetto a quegli anni, con l'avvento delle zone wi fi la situazione e' drasticamente cambiata.
Vai dove c'e' questa opzione e vivi una situazione simile a quella italiana.
Simile ma non uguale, il bello e' proprio questo.
Da noi, a meno di non spegnere il movil o di disattivare i dati, siamo comunque sempre reperibili.
E' difficile che passi, almeno per me, piu' di qualche minuto senza che arrivi una notifica, tenete conto che lo scriba e' molto poco esposto sui social e non fa parte di molti gruppi su whatsapp.
Da un lato il fatto di essere sempre reperibile e' piacevole, perche' ti fa sentire all'interno del mondo che ci e' toccato ma dall'altro, a volte, mi piacerebbe poter staccare tutto e tornare all'anonimato di un tempo.
Il bello della Cuba attuale e' che, appena usciamo dalle piazze dove c'e' il wi fi, si torna indietro nel tempo.
Certo ci sono i messaggi, si tratta di uno strumento che, da noi, e' oramai quasi obsoleto, mentre da loro, quando arrivano quelli degli amici e delle amiche li accogliamo sempre con piacere.
I telefonini, oggi, come ho gia' detto altre volte semplificano le cose e mettono le fanciulle al riparo di problemi con policia e cose simili.
Quando sbarco a Cuba, la prima cosa che faccio e' spegnere il movil italiano, lo accendo soltanto un'ora al giorno e quasi sempre senza troppo entusiasmo.
Gli amici, le persone a cui tengo hanno il numero cubano, questo basta e ne cresce pure.
Se ho voglia di rientrare in Europa....vado in una piazza e mi connetto, ma appena revisato cio' che mi interessa chiudo la connessione e torno a Cuba.
Credo che non manchi molto al fatto che tutte le citta' siano completamente coperta dal wi fi e a quel punto c'e' il rischio concreto di ritrovarmi con un BEEP ogni 20 secondi, anche perche' appena i cubani accederanno, con la linea cubana, a whatsapp ne vedremo delle belle.
Sempre che gia' non lo possano fare, non sono molto informato della cosa.
Personalmente considero perfetta la situazione attuale, prima ero un po' troppo fuori dal mondo, se diventa come da noi mi ci ritroverei troppo dentro al mondo, in fondo sono a Cuba anche per “staccare”.
Questo fino a quando l'isola sara' un luogo unicamente di vacanza, perche' se diventa un'altra cosa....ne parleremo...
Mentre da noi e' la connessione che insegue noi, braccandoci ovunque, a Cuba siamo noi che inseguiamo la connessione dove e' possibile trovarla.
Non e' esattamente la stessa cosa, amici miei.

lunedì 2 gennaio 2017

CASE NEL 2017



E' bene, con una regolare cadenza, riesaminare la situazione compravendita di immobili da que lato del bloqueo...visto che da questo e' un pianto.
Mai come in questo viaggio ho visto cosi' tante cartelli “se vende”, oramai siamo al delirio.
Non soltanto le case private, molte case de renta di ottima fattura espongono il famigerato cartello in bella vista.
Alcuni addirittura scrivono direttamente che accettano proposte, il che vuol dire che la cifra e' estremamente fluttuante.
Mi raccontava la mia socia cubana della Fly Gym prima di partire per un mese e mezzo a Camaguey a ristruttrare casa per farne una renta....e magari un ristorante, che sta' trattando una seconda casa in pieno centro citta'.
Si era partiti da 23 mila, poi 20/ 18/15....ora con 12 mila sull'unghia los papeles sono belle che pronti.
Non so se il motore di tutti questi movimenti sia la voglia di andarsene, parliamo di gente che se la passa tutt'altro che male e poi, come diceva Troisi, il napoletano puo' anche semplicemente viaggiare, non deve per forza emigrare.
Questo nelle provincie, perche' pare che nella capitale i costi rimangano alti, ma La Habana e' La Habana.
Dicevo che anche a Tunas i prezzi sono scesi, forse se comprassi oggi Grande Torino spenderei qualcosina in meno, anche se ho comprato da un'italiano che non aveva chissa' quale necessita' di realizzare in tempi brevi.
Alla fine ho pagato in 3 tranche e sopratutto col cambio a 1.35, quindi alla fine i conti tornano sempre.
Ho accompagnato un'amico spagnolo a vederne una, lui vorrebbe piazzarci la sua fanciulla e viverci con la A2 (se gliela daranno....) nei periodi che trascorre a Cuba.
L'ho portato nel mio barrio, Aurora, di gran lunga il piu' signorile e residenziale della citta'.
Ne abbiamo viste alcune, si andava dai 12 mila ai 18 mila, ma poi ci si doveva mettere le mani sopra.
Discorsi gia' fatti; se si vuole fare una casa a lo cubano e' un conto, se invece si pensa anche alla nostra comodita' le cose cambiano.
L'impressione e' che se ti presenti col grano in mano il prezzo lo fai tu, il tipo al limite ti dice subito di no ma poi, dopo un paio di giorni (non di piu'), ti richiama....
Quando sono partito, a La Habana, visto che avevo qualche ora prima del volo, ho chiamato il mio amico taxista Roberto e gli ho detto, come faccio sempre, di portarmi a fare un giro per la citta'.
Il Malecon e' tutto in fase di ristrutturazione, un'immenso cantiere dove stanno facendo davvero cose notevoli.
Ogni volta che passo da quelle parti cresce in me il rammarico, forte, di non essere riuscito ad acquistare quel famoso appartamentino sulla baia che ho sempre sognato.
Nella vita non si puo' fare tutto, mancava la persona giusta per poter fare un certo tipo di discorsi, erano anni in cui quegli appartamentini sul Malecon venivano via al prezzo della papa.
Oggi....chao pescao, il treno e' passato e non ho potuto essere in stazione, un' po' di rimpianto esiste ma, probabilmente, quel che succede conviene.
Mi diceva Roberto che i prezzi delle case nella capitale, a differenza che altrove, continuano a salire complice anche l'enorme richiesta che arriva da tutto il mondo, di avere 4 muri e una placa sulla testa nella capitale di tutti i cubani.
Se invece uno vuole una casa non dico al campo, ma in qualche piccolo centro, allora davvero con 2/3 mila cuc si possono portare a casa siuazioni interessanti.
Certo, poi ti ritrovi dove ti ritrovi, ma se esci qualche km da Tunas, ad esempio, ci sono delle occasioni davvero sorprendenti.
Conviene ancora, conviene sempre una casa a Cuba, certo le leggi sono quelle che sono e bisogna essere consapevoli di eventuali rischi se ci si infila in certe situazioni ma al final....a tutto c'e' sempre un rimedio.
Alla fine, come sempre, occorre scegliere da che parte del buco della serratura si decide di vivere.

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO UNA CASA

domenica 1 gennaio 2017

BIENVENIDO 2017



Cosa chiedere a questo 2017?
A livello generale sarebbero un po' troppe le cose, personalmente, spero in tanta salute per me e le persone a me care, che il percorso professionale che ho intrapreso qualche anno fa possa proseguire serenamente e che non mi manchi mai la voglia di rischiare, di cambiare e di salire su un'aereo che mi porti dall'altra parte del mio mondo.
Di conseguenza spero di bissare o di poter migliorare i 50 giorni a Cuba del 2016.
Per il mio paese vorrei un'anno sereno e sopratutto stabile, un governo decente e uno stato che tuteli i cittadini e non passi il tempo a vessarli....ma siamo nel campo delle pie speranze....
Preferisco parlare di Cuba.
Che anno aspetta la maggiore delle Antille?
Ogni due giorni arriva sull'isola un capo o un alto dignitario di stato straniero per firmare nuovi contratti commerciali, speriamo che tutto questo muoversi porti anche qualcosa di concreto per migliorare la vita di tutti i giorni della gente.
Con Trump c'e' poco da stare allegri ma voglio vederlo dopo il 20 gennaio, quando tocchera' a lui sporcarsi le mani e ai tanti proclami dovranno fare seguito i fatti.
Non credo, opinione personale, che possa permettersi di fare troppi passi indietro rispetto a quanto fatto dal suo predecessore.
Come dico spesso, anzi come dicono quelli che hanno studiato; “la storia non guarda indietro”, vedremo se le cose cambieranno fra i due paesi, oppure se si proseguira' col vecchio sistema che non ha portato niente di buono, ne' per Cuba ne' per le terre yankees e confederate.
Si parla, da tempo, di questa benedetta unificazione monetaria, da oltre 2 anni Raul ha piu' volte affermato che si fara' presto, ma su quel “presto” si accalcano numerosi dubbi.
Il boss di casa nostra, jefe de empresa di costrucion, ha i suoi bravi dubbi sul fatto che l'unificazione monetaria si possa fare allo stato attuale delle cose.
Mi ha fatto un lungo discorso sul costo del lavoro e sul valore del salario a sostegno della sua tesi.
Di certo bisognera' vedere a quanto cambieranno il cuc nel momento in cui decideranno di eliminarlo.
Perche' se sara' a 15....la vedo pesante.
Chi, come il boss, riceve una quindicina di cuc al mese di estimulo oltre alle altre voci del salario, si vedrebbe ridotta la cifra da 375 pesos a 225....moltiplichiamo questo per tutto l'ambaradan e salterebbe fuori un bagno di sangue di dimensioni bibliche.
C'e' una marea di gente che ha cuc imboscati, nel momento in cui questa divisa verra' cancellata dovranno andare al banco a cambiarli e a quel punto dovranno anche...giustificarli, spiegare da dove sono arrivati, un casino amici miei.
Per questa e altre ragioni pare che questo provvedimento avra' un iter lungo e per nulla semplice.
Tornando a cose piu' terrene mi auguro che i voli continuino a scendere di prezzo come sta' accadendo, visto che il cambio e' passato da 1.40 a 1 nel giro di 2 anni e mezzo, almeno col volo si riesce a recuperare qualcosa.
C'e' voglia di Cuba nell'aria, l'isola e' al centro del mondo, un po' per la morte del Comandante en Jefe, tanto per la paura che una volta arrivati gli americani bla bla bla.....molto perche' e' davvero la piu' bella terra su cui occhio umano si sia mai posato.
Speriamo che i servizi migliorino, che la sicurezza di ogni turista non venga mai messa in discussione e che il Socialismo, un Socialismo solidale e alla portata anche dei piu' deboli, continui pur con tutti i suoi limiti, a non lasciare indietro nessuno.
Grande Torino ha una serie di prenotazioni per i primi mesi del 2017 e speriamo che M&S continui nella crescita esponenziale che ha manifestato in questi ultimi mesi del 2016 cosi' come la Fly Gym.
Questa settimana tocca ai Pooh.
So che molti non li amano ritenendoli troppo nazional popolari, il 30/12 hanno fatto il loro ultimo concerto dopo 50 anni di carriera, mi sembra giusto ricordarmi di loro.
Ad ogni canzone che ascolto il ricordo va ad una ragazzina, tanti tanti anni fa....non si deve vivere di ricordi ma neanche fare finta che il passato non sia mai esistito.
Inseriro pezzi non troppo conosciuti ma che...hanno avuto il loro perche'.

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO UNA CASA.