lunedì 19 dicembre 2016

SICUREZZA

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La notizia e' di un paio di settimane fa.
Due italiani, ultracinquantenni, abituati a viaggiare decidono, a Rio, di andare a vedere da vicino il Cristo Redentore.
Ci vanno in moto, al ritorno sbagliano strada e finiscono nella piu' malfamata favela della citta', patria dei peggiori spacciatori brasiliani.
La crisi economica che attanaglia il paese, non consente alla forze dell'ordine di essere presente come dovrebbero su tutto il territorio, di conseguenza in alcune zone il Brasile, in quanto nazione, non possiede giurisprudenza.
Il racconto dei media diventa nebuloso, pare che siano stati esplosi alcuni colpi che uccidono un'italiano mentre l'altro, pare, sia stato prima catturato dai narcos e poi, stranamente, liberato.
Questi sono i fatti, detto fra me e voi...la cosa mi convince poco, ma non e' questo il punto.
Resta il fatto che un connazionale di Jesolo, in vacanza, non ha fatto ritorno a casa.
Si tratta del terzo italiano, in pochi mesi a lasciarci le piume nel grande paese sudamericano.
A questi italiani deceduti si aggiungono quelli nella Dominicana, in Egitto, in Thai, in Africa ed in altri paesi, fra cui, molto saltuariamente, anche Cuba.
In alcuni casi si e' tratta di persone che, in qualche modo, se la sono andata a cercare.
Il discorso e' quello di sempre, siamo cosi' presuntuosi da non pensare minimamente che ci troviamo a migliaia di km da casa, in paesi con altre leggi, altri modi di vivere, altre usanze.
Leggendo le cronache di molti di questi omicidi e' lampante che il tutto, con un po' di prudenza, si sarebbe potuto evitare.
E' indubbio che, nella maggior parte dei paesi dove si verificano questi episodi, i turisti siano una sorta di bancomat con le gambe.
Paesi con la delinquenza come normalita', polizia corrotta, sicurezza al minimo e possibilita' di buscarsi un problema non appena si esce dai giri prettamente turistici.
Cuba, la Cuba di oggi e' ancora al di fuori da questi discorsi.
Certo, capita di sentire racconti, e' successo a parecchi miei conoscenti, di scippi di catenine d'oro o qualche rapina da pochi cuc.
Il perche' si vada in giro con oro al collo dall'altra parte del mondo mentre a S.Salvario, a Torino, la catenina la si toglie, resta uno dei misteri di cui non avremo mai soluzione.
Anche a Cuba, volendo, le rogne si incontrano ma non esiste un paese piu' sicuro al mondo.
Durante quest'ultimo viaggio sono rientrato, di solo e a piedi, alle 5 del mattino 4/5 volte, uscendo da case dove avevo piacevolmente trascorso delle ore.
Una di queste volte mi sono ritrovato a pensare come davvero si tratti di un paese al di fuori dalla norma.
Dove, a quell'ora avrei potuto tranquillamente camminare per le viuzze di una cittadina senza buscarmi un problema?
Certo qualche precauzione la uso, cammino sempre al centro della strada, tanto di macchine non ne passano quasi a quell'ora, in questo modo posso vedere entrambi i lati della strada e le traverse che incontro durante il mio cammino.
Ma se anche mi assaltassero.....al massimo giro con 80/100 cuc in saccoccia, vale la pena prendersi una coltellata?
Se dovesse accadere mi metterei in saccoccia i miei 20 anni di Judo, come dicono gli insegnati di Krav Maga e di difesa personale, non sono situazioni per cui vale la pena rischiare la vita, queste cazzate lasciamole ai film di Van Damme e di Norris, la realta' e' molto differente.
Certo, se non saltano fuori lame, il discorso potrebbe essere differente, ma siamo nel campo delle ipotesi.
Alcuni italiani che avevano pisciato fuori dal vaso si sono presi la loro bella dose di mazzate, ma in questi casi non e' delinquenza vera e propria ma...resa dei conti.
Ne ho viste di tutti i colori in questi anni, alcune volte sono intervenuto per evitare conseguenze non belle ad alcuni connazionali, pentendomi poi regolarmente, visto che avevo tirato fuori dai guai gente che meritava di restarci.
Alla fine una testa di cazzo resta tale anche dopo un volo di 9000 km.

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domenica 18 dicembre 2016

LA NOVIA SCOMPARSA

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Questo e' il pezzo per domani, lunedì, e' possibile che, visto che mi tocca l'apertura al mattino, per le prossime settimane faccia come oggi, inserendo il pezzo la sera prima

Una delle cose che si e' potuto notare di piu' durante questo ultimo viaggio, e' stata la quasi totale scomparsa degli stranieri che vanno in giro con la cosiddetta “novia”.
Per novia, morosa e/o fidanzata si intende la compagna fissa con cui trascorrere la vacanza, a prescindere dal fatto che ci possano o meno essere sviluppi futuri una volta che il culo bianco di turno rientri in patria.
Molti optavano per una fanciulla piu' o meno fissa, piu' qualche digressione...beh...sono spariti pure questi.
O meglio, alcuni di loro sono ancora in circolazione ma...solteri.
Forse la ragione di questo modificare il proprio stile di vacanza e' dovuto a qualche esperienza andata a male, forse oggi e' piu' complicato il menage per tutta una serie di ragioni.
Piu' prosaicamente, come mi ha detto recentemente un avvocato bolognese che conosco da anni e che ho piacevolmente incontrato di nuovo in piscina a Tunas, costa troppo mantenerla.
Ecco, io direi che e' proprio questo il qusillibus.
La crisi economica ha il suo peso, come ho gia' raccontato, chi prima rentava il macchinone oggi gira in economica, chi rentava l'economica veleggia in scooter, molti che rentavano lo scooter si fanno delle belle camminate.
Io stesso, senza troppi giri di parole, con la A2 spendo decisamente di meno rispetto al passato.
Altri si sono presi prima un anno e poi altri periodi sabbatici lontano dall'isola, in attesa della chiamata dell'interinale di turno, che li sollevi dall'incombenza di bivaccare in rete 20 ore al giorno.
Non e' il caso di raccontare cazzate o di vergognarsi, semplicemente per molte tasche il dover moltiplicare, quando va bene, per 2, il costo di una vacanza e' diventata una cosa insostenibile.
Si inizia col desajuno per 2, oggi siamo a 5 cuc a cranio in molte case, poi l'almuerzo (perche' tu puoi anche saltarlo ma lei...tiene hambre sicuramente) quindi la comida.
Nel frattempo ci aggiungi la piscina, o il mare, le bevute e tutto quello che ci vuoi aggiungere.
Mettici dentro il regalito, che puo' essere una scarpa come una borsa ma sicuramente una cosa che economica non e'.
Se poi proprio non si vuole essere come quelle coppie, dove la fanciulla anche solo per un pacchetto di bombi deve chiedere il grano al papi, occorre disporre di una dotazione, piccola o grande giornaliera e/o settimanale, da darle.
Alla fine della vacanza, amici miei, c'e il TFR che incombe e anche li'...come diceva il comico Bertolino “giu giu giu, din din din”.
Ovviamente, durante il periodo in cui il culo bianco frequenta la fanciulla, nella casa della stessa accade qualche immancabile disgrazia.
Si ammala gravemente la solita cazzo di abuela, quella che si ammala sempre ma non muore mai.
Oppure si rompe qualcosa, il televisore, il frigo, crolla la placa, si apre un cratere nel bagno ecc....
Alla fine ti fai due conti e ti accorgi, come diceva un mio amico frequentatore di Cuba buonanima; “meglio comprare il latte che mantenere il bovino”, che non vuol essere un'insulto per nessuna cubana, semplicemente e' forse meglio fare il picaflor che mettersi sul groppone una situazione simile.
Se si frequenta una ragazza che vive da sola, ha un lavoro, uno o due figli da mantenere ed e' la persona migliore di questo mondo....alla fine ti tocca poi metterti, in un modo o nell'altro a capo della situazione.
Alla fine se vuoi bene ad una persona, ti rendi conto che vive nella merda....il minimo e' cercare di dare una mano.
Molti oggi non vogliono, sopratutto non possono piu' permettersi questo stile di vita.
A malapena salta fuori il viaggetto, e' anche giusto cercare di spendere per se stessi il proprio budget.
Mettiamoci dentro poi che c'e' chi si e' comportato in modo estremamente generoso, ricevendo in cambio un calcio in culo.
Concludendo possiamo tranquillamente affermare che le coppie fisse stanno diventando come il Panda, da salvaguardare e proteggere.

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venerdì 16 dicembre 2016

LA GUARAPERA



Dopo aver postato lo scritto di Simone, lo scorso venerdi, oggi e' il turno di un racconto inviatomi da Tio Gigi.

Ribadisco che chiunque abbia una storia, un racconto, un'opinione e vuole manifestarla il venerdi' e ' il giorno giusto.

Inviatemi il tutto a orienteavana@libero.it.


( .. o meglio : L'insostenibile pesantezza dell'avere )

Quante volte ci siamo chiesti noi , “ diversamente caraibici ” , cosa avremmo potuto fare , a livello imprenditoriale , al posto dei cubani . Tanto più che tanti fra di noi si sono ritrovati , come omaggio non richiesto , assieme alla propria diversa , il più eterogeneo peloton di tios , hermanos , sobrinos , nietos che si possa immaginare. Non pochi han pure trovato i “ primos de cama ” , ma questo è un altro discorso che non intendo affrontare ora.  Gratta gratta , sotto sotto là , con le palle al sole , ci sentiamo tutti Briatore , e a tutti è venuto , me incluso , la maledetta idea di dimostrare quanto , con gli insegnamenti capitalistici dei quali siamo dotati , anche il più “ vago”cubanito possa essere indirizzato verso mete da far invidia ai finanzieri di Wall Street E così , contro il parere ed il volere della sorella , decido che era arrivato il momento per dimostrare quanto l'italiano sapiente poteva aiutare lo sprovveduto cognato cubano . Jorgito , questo il suo nome , aveva appena cambiato lavoro : era appena stato assunto in una avviata guarapera ubicata in zona di forte passaggio , a lato di un mercato agropecuario , presa letteralmente d'assalto da assetati clienti ( bah...il guarapo è una bevanda che io, non apprezzo proprio ). Non mi era chiaro ancora il motivo perché , un impiegato dell'ufficio acquisti della più famosa casa profumiera di Cuba ( il cognato lavorava da Suchel Camacho ) , fosse passato ad una molto più umile professione di quel tipo. I nuovi elettrodomestici comparsi come d'incanto a casa sua , mi avrebbero dovuto insospettire ma ero , a quei tempi , neofita dell'isola ed ancora non riuscivo a cogliere le sfumature legate al verbo “ resolver ” che tanto viene usato en la isla. Il cognato inizia ad inculcarmi il tarlo della gestione della guarapera e mi lancia l'esca : conta quanti avventori ci sono , fai il conto degli introiti giornalieri ...effettivamente concordo che si possono fare bei soldi di guadagno , relativamente al livello cubano. Erano tempi in cui la legge 118 , quella sugli investimenti stranieri , era ancora da venire e i trabajadores en “ cuenta propria” erano razza rara. Venivano però concesse delle deroghe , a patto e condizione fosse scrupolosamente osservato il protocollo comportamentale di rapporto del trabajo particular che prevedeva, tra l'altro , il totale acquisto della materia prima dallo stato . Di fatto , al netto di tutte le spese , si poteva immaginare un ottimo guadagno da parte del gestore che , condizione necessaria , doveva essere cubano e , aggiungo io , con buona voglia di lavorare . Investimento economico minimo per un occidentale ma , di fatto , quasi proibitivo per un cubano. Lascio i soldi per l'affare pretendendo al mio ritorno un bilancio analitico dei costi ed anche degli auspicati guadagni. Dopo 10 giorni dall'inaugurazione il primo inghippo : el vendedor de hielo , indispensabile per non bere il guarapo a temperatura pisciazza, sparisce e non consegna più il ghiaccio. Sapremo in seguito che , con una lanchita , se fué pa' la Yuma . La guarapera , ovviamente , non introita quasi nulla e ci sono comunque i lavoratori da pagare . Dopo una ricerca infinita ( sempre secondo Jorgito ) durata 20 giorni si riesce finalmente a trovare un altro che vende il ghiaccio ma , sfortunatamente , poco dopo , la muchacha pechugona ( tettona ) che limpia los vasos non viene più al lavoro ( saprò in seguito che il cognato pretendeva limpiasse pure il suo di tubo ….). Si trova finalmente un negrito che lava i bicchieri ed ecco che si rompe il carro di quello che porta la caña . Altra settimana di vacanze pagate. A dare il colpo di grazia , e l'addio ai sogni di gloria , la temporada fria che impedisce alla caña il giusto processo di maturazione stoppando , per quanto non era dato a sapere , le forniture della materia prima . Arriva a proposito il freddo ed approfitto , a soli tre mesi dall'avvio , per comunicare alle maestranze che il rubinetto viene chiuso e non intendo più sponsorizzare . Il tentativo di businnes non è costato molto , ma è bastato a tenermi distante successivamente da qualsiasi altro tentativo di investimento caraibico . Ho pensato , solo per un attimo , di trasformare la casa della suegra , ( quasi 300 mq. ) , in case da rentare , ma chi avrebbe gestito la cosa sul posto ? Magari , se il cognato si stufa di riempire scaffali da Walmart in Florida …. il laconico commento di mia moglie , intestataria della casa di Cuba : piuttosto do fuoco alla casa con lui dentro ! :-)

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giovedì 15 dicembre 2016

LOCALI "TUNERI"

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In quest'ultimo soggiorno tunero ho frequentato quasi tutti i locali di matrice italica che ci sono a Tunas.
Le mie considerazioni, fatte tutte prima direttamente ai proprietari, possono essere anche indicative sul come potere e volere fare degli investimenti a Cuba.
Inizio con una chiusura.
Tempo fa, con non molto entusiasmo, avevo parlato di una sorta di locale pizza al taglio, situato in uno dei 2 boulevard tuneri.
Se ti metti a fare concorrenza ai chioschetti di pizza cubani da 5/6 pesos, fai pagare il prodotto il doppio ed e' pure meno buono, allora non duri molto.
Infatti ha chiuso anche, pare, a seguito di rovesci famigliari.
MARIO
Mario prosegue il suo percorso in funzione di guadagnare cio' che gli serve.
Ci sono stato alcune volte per una bruschetta a pranzo, un paio di sere a cena.
Ha un po' aumentato i prezzi e, dicono, ridotto le porzioni di pasta, questo gli ha fatto perdere qualche cliente ma ne avra' acquisiti altri, alla fine i suoi 1200/1500 cuc al mese li mette in saccoccia, sta' ristrutturando casa e l'ho trovato abbastanza sereno.
Alla fine ha fatto il migliore e meno impegnativo investimento possibile, se vuoi farti 2 spaghi veloci resta il luogo migliore della citta'.
ROMANA
Ci sono stato un paio di volte a cena, in cucina c'e' sempre la proprietaria, con alcuni lustri alle spalle di vita a Roma.
Si mangia benissimo, una sera mi ha presentato un abbacchio da urlo, un'altra lasagne buonissime.
Il locale e' sempre bellissimo, le porzioni abbondanti e i prezzi tutto sommato accettabili.
Se vuoi farti una serata con una tipa che merita, resta l'opzione migliore in citta'.
Un primo o un secondo, una birretta, un flan e un caffe' siamo sugli 8 cuc maomeno.
LOCALE NUOVO
Alcuni conoscenti mi informano che ha aperto questo piccolo locale vicino alla palestra che frequento, mi presentano il proprietario, un giovane romano.
Un giorno all'ora di pranzo, stranamente, avevo fame e decido di provare questa nuova opzione.
Locale frequentato da cubani; pizza, spaghetti ecc...
Esce dalla cucina ad accogliermi il proprietario, un tipo simpatico.
Mi propone spaghetti al nero di seppia, o col pargo oppure ai frutti di mare.
Cazzo gli spaghetti ai frutti di mare sono una delle mie passioni e ordino quelli, lui mi dice che, anche se non c'e' scritto sul menu', il costo e' di 5 cuc.
Non ci sono problemi ovviamente, 5 cuc per un piatto di pasta, a Tunas e' un bel pagare, ma volete mettere i frutti di mare a Cuba?
Il tempo di attesa e' breve, mi arriva un piatto di spaghi, porzione abbondante, con una misteriosa salsa rossa e dei robini neri sparsi.
La pasta e' cubana, la salsa piccante e quei robini neri insapore sarebbero i frutti di mare.
Provo due insipide forchettate poi chiedo il conto.
Il tipo esce dalla cucina per sapere se andava tutto bene, gli dico che la pasta e' cubana e che....non proprio....non andava tutto bene.
Si scusa dicendomi che non si trovava la pasta italiana (si trova, basta cercarla e pagarla) e che la prossima volta sarebbe andato tutto meglio.
Ovviamente non c'e' stata nessuna prossima volta, forse sono stato sfortunato, il locale, a differenza degli altri che ho citato mi pare sia rivolto ad una clientela cubana, da almuerzo o a italiani diciamo....particolarmente attenti alla spesa.
Gli altri locali citati invece sono palesemente rivolti ai turisti.
Auguro al tipo le migliori fortune, turisti ne vedra' pochi ma chissa'...la cosa potrebbe anche funzionare.
Al Bella Vita, o come lo chiamiamo noi frequentatori “il locale di Antonello” dedichero' un post la prossima settimana, intanto come promesso al proprietario, ho inserito la pagina fb fra gli “sponsor” del blog.
Se lo merita col mazzo che si sta' facendo....

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mercoledì 14 dicembre 2016

UE-CUBA


Si e' firmato a Bruxelles, in questi giorni, un'accordo di portata storica fra l'Unione Europea e Cuba.
Presenti e protagonisti la nostra Mogherini, per la Ue, e il buon Bruno Rodriguez per Cuba.
Questo accordo che tocca un po' tutti i campi umani, sociali e sopratutto commerciali e' davvero importante.
In un momento in cui Trump imbarca nella sua scalcinata amministrazione chiunque abbia fatto 3 giorni di servizio militare minacciando l'isola di chissa' quale iniziativa, l'Europa, chiaramente decide di smarcarsi dalla posizione del tyccon.
La situazione dei rapporti diplomatici fra l'Europa e Cuba era, ufficialmente, in stallo dal 1996, quando quel leccaculo americano di Aznar impose la politica comune nei confronti dell'isola.
Oggi da un lato l'Europa riconosce che Cuba e' in cammino e ricomincia a trattarla come un partner commerciale importante e dall'altro permette ad ogni paese dell'unione la possibilita' di intraprendere iniziative politiche e commerciali con l'isola al di fuori di un'atteggiamento comune che, di fatto, non esiste piu'.
Fra le righe, ma neanche tanto, l'Europa riprende a commerciare con Cuba, alla luce del sole (sottobanco lo ha sempre fatto) infischiandosene allegramente della politica Usa nei confronti della maggiore delle Antille.
La Mogherini, dopo aver fatto le doverose condoglianze, a nome dell'Unione per la morte del Comandante en Jefe, ha affermato; «una nuova era che genera nuovi spazi, politici, economici e finanziari. I legami sono profondi e forti ed è dunque naturale essere vicini a Cuba, mentre sono in corso nell’isola profondi cambiamenti e l’Ue accompagna questo processo. Con l’accordo, abbiamo l’opportunità di elevare la relazione a un nuovo livello».
Bruno ha affermato; «Abbiamo passato momenti di disaccordo.
Ma le relazioni con l’Unione europea sono forti e profonde, di carattere storico». Come pure «storico è l’accordo raggiunto dopo lunghi anni. E che apre nuove possibilità e opportunità».
Rodriguez in realta' gongolava come una nutria nella stagione dell'accoppiamento, il riconoscimento europeo, in questo preciso contesto storico vale tanto oro quanto pesa, e pesa molto.
«I venti di Washington non comprometteranno in nessuna maniera le relazioni tra Ue e Cuba – ha detto Mogherini – Voglio mettere in risalto un punto: l’Ue è preoccupata per gli effetti extraterritoriali delle sanzioni imposte dagli Usa a Cuba».
Ovviamente c'e' stato il consueto scassamento di uallera sui diritti umani e l'immancabile lettera di quei 4 gatti prezzolati della dissidenza che si e' detta; «a favore di un accordo con l’Ue che benefici la nostra popolazione, ma contrari a questo accodo» perché non è «condizionato al rispetto delle libertà individuali e collettive dei cubani». In piena consonanza con le posizioni di Washington.
Rispondendo alla domanda di un giornalista, il ministro Rodríguez ha ribadito che sulla questione dell’esercizio dei diritti umani e democratici permangono ancora punti di disaccordo: per Cuba l’esercizio di tali diritti implica una serie di temi sociali come il diritto all’istruzione e alla sanità gratuiti, la protezione dei minori, uguale salario per donne e uomini.
Insomma da un lato l'Europa torna a riconoscere sinergie culturali, storiche ed economiche con Cuba, mentre dall'altra parte 4 gusani prezzolati vogliono che tutto rimanga com'e', alla faccia del popolo che avra' sicuramente benefici da questa storica firma.
Ora, le parole di Giovanni Paolo II, dette a Fidel durante il loro primo incontro all'Avana, iniziano ad avere un valore storico.
Cuba si apra al mondo e il mondo si apra a Cuba.
Abbiamo a lungo sperato in un giorno simile, anche nei bui momenti di Aznar, Berlusca, Sarko, la culona teutonica, la lady di ferro, l'attore americano fallito e tanti altri.
Ancora una volta Cuba porta a casa la sua Vittoria.

martedì 13 dicembre 2016

RENTA, OGGI


La situazione inerente alle case de renta a Tunas, ma probabilmente, tolta la Capitale, anche in altre province da quanto mi dicono amici sparsi per Cuba, merita un approfondimento.
Storicamente, si e' sempre trattata di una situazione variabile, ci sono stati anni in cui se non eri sposato non potevi portare nessuno, altri di totale liberta,' altri ancora da “una e puntata” mentre attualmente si possono portare tutte le fanciulle che si vuole a patto di puntarle.
A Cuba non si scherza un cazzo.
Il figlio di una duena, non lontano a dove viviamo, e' stato arrestato per uso di droga (probabilmente marjuana), la casa e' stata chiusa d'ufficio in attesa di ulteriori riscontri.
Un paio di duenas sono state messe al gabbio per un discorso di minorine in casa, un'altra casa di extralusso costruita da un'italiano in centro e' stata chiusa per motivi non ben precisati.
L'ex paladar Moncloa, una costruzione molto bella su 2 piani e' stato requisito ai proprietari, per svariate ragioni, ed e' oggi sede di alcuni uffici del ministero de la salud publica.
E' cambiato l'jefe de la inmigration, o meglio e' tornato il tizio che c'era un tempo, la cosa ha portato subito un drastico giro di vite.
A Grande Torino, come raccontavo, soltanto in un mese sono passati 2 volte gli ispettori per i controlli di rito.
Sono multe, in caso di irregolarita', di centinaia e centinaia di cuc...se va bene.
Di conseguenza un buon 80-90% delle case de renta in citta' puntano inesorabilmente ogni fanciulla che entra.
La puntatura, se vogliamo, e' anche una forma di tutela nei confronti del turista, se sparisce qualcosa si sa chi andare ad acchiappare.
Ne abbiamo parlato in casa su quale linea da seguire, ovviamente e giustamente l'ultima parola spetta a loro che mandano avanti la baracca e che subirebbero le eventuali sanzioni.
Diciamo che si punta la fanciulla con....eventuali brevi digressioni, ma in linea generale....dipende da chi si ha in casa.
Il problema non e' il turista ma la fanciulla.
Se uno arriva con la sua novia normale e tranquilla, la fanciulla stessa non ha alcuna ragione per non farsi puntare.
Questi rappresentano la maggioranza dei nostri clienti, non a caso gli italiani scarseggiano...fortunatamente.
Vista la difficolta' por la calle di trovare fanciulle normali che manifesta la maggior parte dei turisti, e' facile che alla fine si cada su una delle 20 smandlappate che bivaccano nel parque.
Il problema e' che, se non vengono puntate, la prima cosa che fanno e' il raccontarlo a mezzo mondo, cosi' come anche gli italiani....col risultato che la cosa arriva, immancabilmente, ad orecchie di gente a cui non dovrebbe arrivare.
Perche' mai una duena che lavora onestamente dovrebbe correre questi rischi?
Io ho frequentato una Cuba diversa, erano altri tempi e francamente non so se oggi mi andrebbe bene, da turista normale, questo stato di cose.
Certo le alternative ci sono, ve lo assicuro, ma non tutti hanno voglia di sbattersi piu' di tanto.
Questa e' anche una delle ragioni che sta' spingendo molti italici attempati verso altri siti, sicuramente meno....divertenti.
Se fai fatica a trovare qualcuno e poi ti devi pure sbattere per dove andare allora, pensano molti, davvero meglio le Canarie.
E' una situazione temporanea o siamo davvero ad una svolta definitiva?
L'impressione e' che indietro non si voglia tornare, l'irrigidimento, come ho gia' raccontato, ha coinvolto anche la concessione della visa familiare e della residenza permanente, entrambe oramai concesse col lumicino e soltanto in situazioni in cui i requisiti siano ritenuti validi e verificabili da parte delle autorita'.
Poi certo......se si frequenta la stessa casa da anni e anni, si e' dimostrato di essere persone decenti ed affidabili....e' difficile che la casa abbia voglia di perdervi....qualche quadra sempre si trova.

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lunedì 12 dicembre 2016

BASTION 2016

 

Durante il mio ultimo soggiorno cubano si sono svolte le manovre militari da parte della Fuerza Armada Revolucionaria nominate Bastion 2016.
Bastion nasce nel 1980, se non ricordo male con la presidenza americana in mano ad un attore scadente.
Si sono susseguite ogni 4 anni, sempre in concomitanza con le elezioni statunitensi, per la precisione subito dopo.
Come per dire “voi fate pure tutte le elezioni che volete...ma noi siamo pronti a tutto”.
La televisione ha iniziato giorni prima, in collaborazione col Granma, ad annunciare queste manovre militari, che sono state seguite dai due giorni della difesa civile.
Ho un paio di amici con figli che stanno svolgendo il servizio militare dalle parti di Puerto Padre, zona storicamente piuttosto “calda”, per una settimana i figli sono stati in qualche campo o abbarbicati a qualche scoglio mentre partecipavano alle manovre militari che al termine sono, ovviamente, state definite un gran successo.
Bastion ha coinvolto mediaticamente tutta la popolazione, in quei giorni, come potete vedere tutti i conduttori dei telegiornali hanno fatto il loro lavoro in divisa militare, devo dire anche con una discreta disinvoltura, Mentana e la Gruber in stellette non ce li vedrei proprio....
Il concetto e' quello di un'intero popolo in armi, che poi il popolo sia contento di questa cosa....e' tutto da verificare.
Non sono in grado di dire se l'esercito cubano sia davvero competitivo, in epoca di droni e bombe intelligenti, pero' la storia insegna che le due sole volte in cui, ufficialmente, e' stato chiamato in causa ha entrambe le volte vinto; baia dei porci contro la gusaneria e Angola contro i sudafricani, FNLA e UNITA.
L'arsenale militare cubano e' abbastanza datato, diciamo d'epoca Sovietica, non sono in grado di sapere se in questi decenni abbiano fatto dei passi avanti sotto questo punto di vista.
Certo e' che a Cuba quando parli con qualcuno non sai mai di chi si tratta veramente, se e' soltanto un vicino con cui fare 4 chiacchiere o un militare in borghese che ti si avvicina perche' sei una straniero.
Il Boss, proprio mentre guardavamo i servizi al noticiero su Bastion, in uno dei suoi non consueti momenti discorsivi, mi
spiegava che ogni Barrio e' organizzato militarmente.
Esiste un punto, in ogni quartiere, che e' identificato come base diciamo militarizzata, a cui accorrere in caso di problemi.
A 57 anni suonati, qualche mese fa si e' fatto 15 giorni di corso di aggiornamento proprio su questo.
In realta' e' Jefe di una Brigada di genieri, in caso di problemi dovrebbe posizionarsi in una postazione lungo l'Avenida Cienfuegos.
“Guarda che qua' siamo tutti militari, in un modo o nell'altro” cosi' ha concluso sorridendo l'inaspettata conversazione.
La domenica infatti, quella al termine di Bastion, e' sparito tutto il giorno impiegato in qualche situazione legata alla difesa civile.
Al termine di Bastion la televisione ha fatto passare immagini delle manovre con soldati, elicotteri, aerei, carri armati, navi, contraerea ecc.
Non so se ne abbiano davvero cosi' tante o se, come faceva Mussolini, o meglio come facevano credere a Mussolini, spostino di notte gli stessi mezzi da un luogo all'altro per far credere di averne un gran numero.
Sicuramente non si tratta di uno scherzo o una cosa su cui ridere, da 50 anni si preparano ad una eventuale invasione, probabile come l'arrivo dei tartari dal deserto in un famoso film, ma che comunque e' stato uno dei fattori che ha cementato la coesione sociale di un popolo.
Credo che Cuba abbia la piu' altra percentuale di divise per metro quadrato, forse solo Israele riesce a fare meglio solo che loro hanno problemi ben piu seri da affrontare e mezzi illimitati per farlo.
Bastion 2016, io c'ero.

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sabato 10 dicembre 2016

KERRY


Questo 2016 e' bene che finisca in fretta perche' si e' portato via troppa gente.
Una zia che adoravo, un paio di genitori dei miei Villans, poi Dario Fo, Bud Spencer e il nostro Comandante en Jefe....
Si e' portato via anche un paio di amici con cui, in questi anni ho condiviso qualche pezzo di strada in questo lungo cammino cubano che oramai e' entrato nel suo anno 17.
Kerry e Adriano di Monterosso.
Oggi vi parlo di Kerry.
Kerry era un'inglese di Roma, arrivato in Italia lustri fa per lavoro, decise di restarci.
Quando si stufo' dell'ottimo e ben remunerato lavoro che aveva decise di godersi la vita.
Nel frattempo si era sposato, divorziato, fatto 2 figli oramai grandi, acquistato una villa in una via consolare e una casa direttamente di fronte al Colosseo.
Affittava quest'ultima a personaggi della Fao, gente di ambasciate e cose simili, con i 2500 euro al mese circa che prendeva faceva la vita che voleva.
Frequentava un forum che avevo creato e che amministravo, ci scambiammo i numeri di telefono, durante una vacanza, quando dopo quasi 2 mesi di Tunas non ne potevo piu', decisi rentare un carro e trasferirmi a La Habana, lo chiamai e gli chiesi di trovarmi una casa.
Ci conoscemmo cosi', mi trovo' una casa da paura in pieno Vedado, una casa non de renta in cui sembrava di stare in via Montenapoleone.
Passammo insieme bellissimi giorni, lui viveva al Vedado, separato da moglie cubana della provincia di Camaguey, aveva la RP grazie ai buoni rapporti che aveva mantenuto con lei e al fatto che ogni mese mandava qualcosa.
Aveva un cuore davvero grande.
Bel personaggio, di quelli che ti piacciono a prima vista, io non sono esattamente di bocca buona nei rapporti interpersonali che esulano dal lavoro.
La passammo davvero bene.
Ci lasciammo con la voglia di rivederci, ogni volta che volavo da La Habana per tornare in Italia passavamo qualche ora insieme.
Nel frattempo si era dato alla ristrutturazione di case, le comprava, le rimetteva a posto e poi le vendeva.
Venne alcuni giorni a trovarmi a Tunas, dopo essere passato a trovare la sua ex moglie.
Mi chiese di trovargli una casa in MN, era con un'amico, anche lui romano, che aveva una residenza temporanea da studio.
Passammo qualche giorno insieme, sapevo che adorava le negre, aveva una morosa scurissima a La Habana.
Una sera andammo in disco, chiesi ad un'amica deportista, che al buio la vedevi solo se sorrideva, di venire con noi, l'ospitalita' e' sempre sacra dalle mie parti.
La mattina dopo era piegato in due, camminava come Rigoletto, la negra lo aveva ribaltato come un pedalino.
A volte partiva da Cuba in barca con amici e mi scriveva da Aruba, dalle Bahamas o da dove la navigazione lo portava, sono sicuro che in quella imbarcazione le femmine non mancassero di certo.
Ogni volta che ero a Cuba uno dei due chiamava l'altro, cosi' come quando ero in Italia.
L'ultima telefonata e' stata pochi mesi prima che il cancraccio bastardo se lo mangiasse vivo, sapevo che non amava rimanere molto a Roma e in Italia in generale, trovai strano il fatto che si sarebbe fermato alcuni mesi.
Appena sbarcato a Caselle, riaccendendo il movil ho saputo sia della morte del Comandante en jefe che di quella di Kerry.
Non e' stato un bel rientrare.
Era un'uomo pieno di vita, di sorrisi e di cose belle, fumava come un turco e se c'era da bere non si tirava indietro, ma non meritava una morte simile.
D'altro canto...chi la merita?
Non sono credente e non ho idea sul cosa ci sia dall'altra parte, probabilmente nulla.
Per questa ragione mi tengo stretti i tanti momenti passati insieme con una buona bottiglia e qualche negra a farci compagnia.
L'abbiamo passata bene e....chissa', magari ci ritroveremo.
Un abbraccio amico mio.

M&S CASA PARTICULAR HA AGGIUNTO UNA CASA