sabato 1 agosto 2015

LA SETTIMANA

 

Finalmente Agosto
In settimana tornero' in Veneto per il rush finale quindi, dopo ferragosto, rientrero' definitivamente a casa lasciando i ragazzi a concludere fino a meta' settembre, per preparare l'apertura della palestra il 31 agosto.
Ieri giornata di casting per candidati istruttori, c'e' ancora molto da fare ma oramai il traguardo, che rappresenta un punto di partenza, e' in vista.

Una delle notizie che ho letto in questa settimana e che, a livello generale, mi fa piu' incazzare e' il leggere che “verranno chiusi o ristrutturati gli ospedali coi bilanci in rosso”.
Un paese che taglia la sanita' e l'istruzione non e' degno del secolo che stiamo vivendo.
Ma poi perche' mai un'ospedale deve produrre un utile?
Certo, vanno evitati gli sprechi e le mafie delle baronie, ma un'ospedale deve fornire servizi ai cittadini, possibilmente a titolo gratuito, in nessun modo deve essere comparato ad un'azienda.

Il Video di Alessandro Gasmann dove l'attore invitava i cittadini romani a prendersi cura, in modo diretto, della loro citta' ha sollevato un vero e proprio vespaio.
Personalmente sono combattuto fra due scuole di pensiero.
Sono in parte d'accordo con chi afferma che la pulizia della citta' e' un problema dell'amministrazione comunale, la gente paga le tasse, le piu' altre d'Europa, in cambio avrebbe diritto ad avere una serie di servizi...ma questo e' un discorso lungo.
Dall'altro lato pero' non sempre possiamo incolpare “lo stato” o “la societa” per tutto il male che accade.
Anche perche' lo stato e la societa' siamo noi, tutti noi.
Nel momento in cui chi di dovere non svolge, per mille motivi, il compito per cui e' stato eletto non e' che possiamo vivere in mezzo alla merda.
Non dico di diventare tutti monnnezzari, ma almeno il marciapiede davanti a casa nostra puliamolo.
Lo stesso discorso quando nevica, invece di aspettare che arrivi l'aiuto dall'alto, almeno quel piccolo spazio che ci spetta, teniamolo pulito.
Mi rendo conto che il problema non si risolve ma almeno, con un modo di pensare tipico dei paesi del nord, inizieremo a pensare alle nostre strade e le nostre citta' come un qualcosa di realmente nostro e non come un entita' di cui noi non siamo mai responsabili.

Torno sulla faccenda delle dimissioni di Mauro Berruto dal ruolo di coach della nostra nazionale di pallavolo.
La Fipav e' un covo di serpi incapaci, questo l'ho potuto verificare un paio d'anni fa, ai tempi del Giaveno femminile in A1.
Gli e' stato fatto capire che la sola cosa che contava erano i risultati e che, anche se 4 pallavolisti fra cui il capitano rientrano alle 3 del mattino, occorreva girare la testa dall'altra parte.
Le cose non funzionano pero' in questo modo, perche' o hai Maradona oppure vinci sempre e solo col gruppo.
Il gruppo si forma e vive nel rispetto delle regole, qualunque gruppo, perfino i miei vecchi e usurati Villans.
Se permetti a qualcuno di infrangerle allora tutto salta per aria, un allenatore deve anche avere il ruolo di educatore nei confronti sia dei giocatori che dei giovani che seguono questo sport.
In realta' volevano fare fuori Mauro.
Dopo 5 podi nelle maggiori manifestazioni al mondo, con un bronzo olimpico, a inizio anno hanno licenziato la sua equipe per sostituirla con un'altra, piu' gradita agli alti papaveri federali.
Berruto ha scelto un'istituzione pressoche' sconosciuta nel nostro paese; quella delle dimissioni.
In un paese dove nessuno lascia il proprio cadreghino rinunciando a un centesimo questo piemontese, Granata e uomo vero, ha dato un'esempio a tutto lo sport italiano.

Il video che vedete ritrae la sedicenne (forse) nordcoreana Kim che piange e saluta militarmente durante la cerimonia di premiazione della sua gara di tuffi.
La prima medaglia d'oro per il suo paese in questo sport.
Da un lato le lacrime di una ragazzina in un momento che segnera' per sempre la sua vita, dall'altra il saluto militare alla bandiera come sempre fanno i nordcoreani (suppongo tutti militari) quando vincono in una competizione a livello mondiale.

12 commenti:

  1. massimo gramellini

    Il responsabile di Tuttolibri è uomo di cultura sterminata come il numero di macchie che costellano le sue camicie, eppure in uno slancio di semplicità mi aveva chiesto di intitolare la rubrica di questo mese, dedicata ai consigli di lettura estivi, «Sotto l’ombrellone».
    Gli ho obiettato che leggere sotto l’ombrellone è impresa riservata ai sordi e agli illuminati. Il vicino di sdraio si rivela spesso un chiacchierone compulsivo a digiuno di pettegolezzi dall’estate precedente e con una esigenza irrefrenabile di recuperare il tempo perduto attaccandoti un bottone terrificante sul caos di Fiumicino, il governo Renzi o qualsivoglia altra sciagura. Ma persino nel caso in cui si abbia la cura di piazzare il proprio lettino accanto a un maestro yogi, l’apparato dispersivo della spiaggia sembra allestito apposta per distrarre anche il lettore meglio predisposto.
    Piccoli teppisti travestiti da bambini che strillano e movimentano la sabbia a mezzo metro dal tuo rifugio letterario. Gli altoparlanti del bar che a intervalli regolari annunciano la scomparsa, purtroppo solo momentanea, di uno dei teppisti. I loro fratelli maggiori che obbligano l’intero stabilimento e le spiagge adiacenti ad ascoltare le orribili hit spagnoleggianti dell’estate, ignari dell’esistenza di un ritrovato della modernità chiamato «cuffie». Le creme solari che lasciano ditate indelebili sulle copertine. E il venditore di foulard che ti spiattella la mercanzia davanti al naso proprio mentre il commissario sta arrivando sul luogo del delitto e vorresti tanto essere lì a pagina 18 con lui.
    La situazione migliora verso sera, quando la spiaggia si svuota, la temperatura scende e tu e il tuo libro raggiungete la riva del mare, vi allungate su un seggiolino, respirate forte per immagazzinare lo iodio e... alle vostre spalle qualcuno comincia a giocare con i racchettoni. Ditemi come fa un povero lettore volenteroso a concentrarsi su una pagina mite e muta, se ogni cinque secondi viene interrotto da un colpo secco e dalla sensazione che una pallina irrequieta stia per colpirlo sul naso.

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  2. Oggi, a meno di improbabili sorprese, fallisce Porto Rico. O quanto meno comincia il processo del default relativo ai suoi 72 miliardi di dollari di debito, che ormai fanno descrivere l’isola caraibica come la Grecia degli Stati Uniti.
    In queste ore, infatti, scade il primo pagamento che Porto Rico non sarà in grado di onorare, cioé 58 milioni di dollari dovuti a chi aveva comprato i suoi bond. E’ il week end, in teoria la resa dei conti potrebbe essere rinviata a lunedì, e la cifra in discussione è ancora molto ridotta. La sostanza, però, non cambia: il governo dell’isola è insolvente, e senza un serio intervento di ristrutturazione provocherà guai seri anche a Washington.
    Porto Rico non è uno stato americano, ma un territorio che appartiene agli Usa a tutti gli effetti. In teoria potrebbe avere un’economia florida, soprattutto grazie al turismo e ai servizi, ma nella pratica è in recessione ormai da nove anni. La crisi è stata provocata da una gestione scellerata delle finanze pubbliche, evasione fiscale, costi troppo alti di energia e trasporti, obbligo di garantire lo stesso livello di retribuzione minima degli Stati Uniti, cioé 7,25 dollari all’ora che sull’isola caraibica sono un’enormità insostenibile. La disoccupazione giovanile è schizzata sopra al 25% e, trattandosi di un territorio americano, chi ha potuto è emigrato negli Usa, riducendo ancora di più la forza lavoro e la base contributiva locale.
    Il governo ha cercato di contenere gli effetti della crisi offrendo un’assistenza pubblica insostenibile, che ormai beneficia circa il 40% della popolazione. Nello stesso tempo ha emesso obbligazioni con enormi facilitazioni fiscali, che hanno attirato gli investimenti dei locali in cerca di soluzioni per le loro pensioni, ma naturalmente non hanno prodotto ricavi per l’amministrazione pubblica.
    Così il debito si è gonfiato fino a 72 miliardi di dollari, e il mese scorso il governatore Alejandro Garcia Padilla è stato costretto ad ammettere che non ha i soldi per ripagarlo. Il problema è che la legge vieta al governo federale americano di andare in soccorso di Porto Rico, e quindi la soluzione deve essere interna: ristrutturazione del debito, aumento delle tasse e taglio dei servizi.
    Tutti questi provvedimenti, però, ricadrebbero in larga parte sulle spalle degli stessi abitanti dell’isola, perché sono loro i principali sottoscrittori dei bond in scadenza. Quindi sarebbero loro che dovrebbero nello stesso tempo perdere buona parte dei propri investimenti, pagare più tasse e ricevere meno benefici e servizi.
    Il segretario al Tesoro Lew ha chiesto al Congresso di cambiare le leggi, in modo da consentire il salvataggio di Porto Rico, ma intanto da oggi cominceranno a saltare i primi pagamenti.

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    1. Porto rico; la isla de l'encanto, ci andai una settimana anni e anni fa approfittando inaugurazione volo della defunta Livingstone che faceva Bogotà San Juan, ad uscita aeroporto campeggiava la scritta 'estado asociado libre de porto rico' mi sembro' una contraddizione in termini che poi si è rivelata pure nei fatti, enormi differenze sociali passi dal centro lussusissimo a fetidi barrios in un secondo, turismo poco sfruttato, delinquenza a go go ,generazioni che non hanno mai lavorato un secondo e che campano di assistenzialismo , non ci voleva molto a capire sarebbe finita a gambe all'aria..se sei un velocipede pure scassato e ti associ a una ferrari...., posto con un certo potenziale fascino ma improponibile
      Stefano

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  3. Curioso un territorio Usa dove però il congresso non può mettere becco....

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  4. Il cane come va? Ste1

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  5. Sugli ospedali e scuole vergogna infinita, devono evitare sprechi (e le baronie che vi regnano) ma mica essere in utile e distribuire dividendo. .ma scusa vecchia domanda ma le tasse dove finiscono? Ma no servono a pagare servizi? Boh..aeroporto Fiumicino altro schifo, altra immagine perfetta che diamo al mondo..il resto boh..della Grecia già non si parla più ; Gasmann non saprei; credo sia stata anche una sorte di provocazione per dire al mondo come Marino (non) amministri, la società siamo noi vero ma ci scontriamo contro un muro di gomma in questo paese, ciao milco, per me settimana ben lunga devo tirare carretta fino a lunedi x vedere un riposo
    Stefano

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  6. Marsiglia-Gobbi 2-0
    Dopo Barzagli e Chiellini si rompe anche Khedira...
    Posso dare al gufo un'anno di riposo....

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    1. Alla J. sono tutti nervosi...le amichevoli contano poco ma forse almeno in questo caso qualcosa dicono
      Stefano

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    2. Se uno come Khedira lo prendi gratis.....qualcosa vuole pur dire....

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  7. Rennes-Toro 1-0
    Gol dei francesi segnato dopo che Ventura ne ha cambiati 9.
    Rigore sbagliato da Bovo.
    Meglio così.....leggevo troppo entusiasmo.

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