
Sono oramai passati 2 anni da
quel giorno di fine novembre quando, El Comandante en Jefe, ci ha lasciati.
Ricordo benissimo che ero a
Cuba, mi imbarcai a La Habana per tornare in Italia alla fine di una bella
vacanza.
Fidel non si vedeva in
circolazione da un po' ma, viste le sue condizioni di salute, tutti ritenevano
che la cosa fosse normale.
Nelle ultime apparizioni non
camminava, aveva superato i 90 anni, inaspettatamente, all'ultimo
congresso del Partido aveva preso la parola per dire che sarebbe stata l'ultima
volta che avrebbero udito la sua voce.
Ricordo che in sala ci furono
numerose lacrime.
Sicuramente sapeva quanto
tempo gli restava da vivere, sapeva che i quasi 10 anni che la moderna scienza
medica gli avevano regalato, erano al termine.
Uomo troppo attento, troppo
colto perche' un medico potesse permettersi di nascondergli qualcosa.
Quindi avevo lasciato Cuba
come sempre, senza novita' particolari, a Parigi avevo tenuto spento il movil,
avevo uno scalo piuttosto breve e dovevo affrettarmi a cambiare gate col
pulmino da prendere e tutto il resto.
Accendo il movil a Caselle e
trovo una marea di messaggi; credo il primo fosse di Tio Gigi che mi chiedeva
se sapevo della morte di Fidel.
Era venuto a prendermi un
Villans, guardo le notizie e ho la conferma che El Comandante en Jefe ci aveva
lasciati.
Guardo il video del rabbioso
annuncio di Raul.
Egoisticamente e' un bene che
la cosa sia accaduta al termine della mia vacanza, i giorni successivi al
decesso furono subito dichiarati lutto nazionale e c'era ben poco da divertirsi
in giro per l'isola.
I video e le foto dell'immensa
marea umana che ha accompagnato l'ultimo viaggio del piccolo feretro verso
Santiago li abbiamo visti tutti, non c'e molto da aggiungere.
Nessun capo della terra, di
nessun paese al mondo sarebbe stato accompagnato verso il riposo finale in quel
modo.
Nessuno.
Aggiungo che nessuno ha
obbligato nessuno ad esserci, semplicemente tutta Cuba ha voluto rendere
omaggio a chi per 50 anni l'aveva tenuta per mano.
Non voglio entrare nel merito
dei caroselli di auto festanti della gusaneria di Miami, non serve alcun
commento.
La mia famiglia cubana mi
disse che si aspettavano un momento simile, ma mai avrebbero pensato che fosse
cosi' duro, cosi' difficile, cosi' intenso.
Ogni cubano ha detto addio ad
un pezzo della propria storia, del proprio cammino, ogni cubano ha avuto la
consapevolezza che un momento storico, anche personale, si era chiuso per
sempre.
Sono passati due anni, Raul
almeno nominalmente, ha lasciato il potere, oggi Cuba ha un presidente che e'
nato l'anno dopo la Rivoluzione, che non veste verdeoro che non ha sulle spalle
il peso di un passato cosi' importante.
Ho conosciuto ed amato la Cuba
di Fidel, quella complicata degli apagones e dei balseros ma anche quella
spensierata di gente che con poco riusciva ad essere felice, dove i rapporti
interpersonali erano molto piu' intensi che adesso.
Non so se Fidel approverebbe
la nuova Costituzione, forse farebbe dei distinguo, sicuramente guarderebbe con
occhio torvo la nipote e la sua menata sui matrimoni fra gente dello stesso
sesso.
Cosa resta oggi della Cuba di
Fidel?
Molto. Poco.
Molto perche' resta una
Rivoluzione che prosegue la sua strada dopo 60 anni.
Poco perche' il mondo cambia e
Cuba non puo' restare indietro.
Lo scrittore uruguaiano
Eduardo Galeano disse “ Il Comunismo e' morto, il capitalismo ha fatto la
stessa fine, mente la Rivoluzione cubana e' ancora li', povera e dignitosa, con
i suoi limiti ma con un prestigio continentale, ma potrei dire anche
internazionale, indiscutibile”.
All'Onu ancora una volta il
mondo ha detto STOP AL BLOQUEO, credo
che Fidel ne sarebbe stato contento.
Hasta Siempre Comandante.
Si possono contare centinaia o migliaia di immagini che hanno catturato il magico istante di un bacio sulla fronte o lanciato con la morbidezza del velluto a qualcuno tra la folla o a quello sciame di donne e di uomini che in sua presenza si fondevano in uno solo.
RispondiEliminaChiunque in quella frazione di tempo si sentiva il destinatario più felice del mondo.
Piovono gli aneddoti di strette di mano che hanno giurato di non essersi mai più lavate per preservare il suo calore, il suo odore, la sua anima, anche le teste, comprese quelle intoccabili, quelle coperte con fazzoletti bianchi per rispetto all'iniziazione, su tutte le quali si dono posate le soavi carezze che, forse, gli ricordavano quelle ricevute, nella sua infanzia, come dimostrazione dell'amore paterno dell'amato Angelo.
Abbondano anche le citazioni degli abbracci e delle carezze sulle sue spalle, sul suo petto e alla sua barba da guerrigliero, toccata dai bambini, da mani morbide, ruvide o rugose con la soavità con cui si sfiorano le ali di una farfalla per catturare l'elettricità del lieve sfregamento senza danneggiarle o spaventarle.
E tutti i buffetti e le carezze, gli abbracci e i baci sono custoditi con amore, anche se la magia della fotografia non era presente.
Ma uguale è il sentimento di coloro che non sono riusciti a ricevere fisicamente nessuno di questi, per loro il tempo non passa e le immagini si ripetono come un "loop" senza fine, un sentimento che, nella canzone di un giovane amico, viene così descritto: "Si è fermato il tempo e io continuo a contare i minuti di quel bacio di labbra che stanno piangendo...".
Semplicemente, per milioni di persone un giorno quel bacio arriverà, perché il baciatore o il lanciatore di baci continua e continuerà ad essere per sempre qui, tra noi.
Nel frattempo, uniamo i nostri baci, che i suoi baci già ci stanno arrivando.
Autore: Félix Edmundo Díaz
AUTOCERTIFICAZIONE
RispondiEliminaParliamo dall’Autocertificazione, ed ora ne capirai il perché.
Ti prego di ricordarlo, potrà esserti utile:
agli iscritti A.I.R.E, in quanto cittadini italiani, si applicano le norme relative alle autocertificazioni sostitutive di certificati anagrafici.
Ma che vuol dire?
Vuol dire che se sei iscritto A.I.R.E puoi autocertificare alcune informazioni facilmente verificabili perché sono presenti nelle banche dati delle amministrazioni pubbliche.
Ma attento a quanto autocertifichi, perché in caso di false dichiarazioni si incorre in sanzioni amministrative e penali.
L’autocertificazione ti permette, dove possibile, di snellire molti passaggi burocratici e talvolta ti
salva da estenuanti file per richiedere certificati!
Ti è mai capitato di pensare:
"ma perché devo perdere mezza giornata solo per farmi stampare un
certificato? perché devo fare tre ore di fila per una cosa che richiede solo cinque minuti?
Bene, se hai fatto ricorrentemente questi pensieri, sarai felice di saperne di più.
L’autocertificazione è una dichiarazione che metti per iscritto e sottoscrivi nel tuo interesse su stati, fatti e qualità personali e che puoi utilizzare nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.
Nei rapporti con privati l’utilizzo dell’autocertificazione dipende dalla scelta del privato stesso a cui ti rivolgi.
Per chiarezza, il riferimento normativo è l’art.15 della legge 12 Novembre 2011 n. 183, ma anche art.18 L.241/1990 e art. 43 DPR 445/2000.
Quando scrivi un’autocertificazione, o dichiarazione sostitutiva, puoi farlo in presenza del dipendente addetto, oppure puoi presentarla o inviarla già sottoscritta, purché vi sia allegata una copia del tuo documento d’identità.
Bene, ma cosa può essere comprovato con la dichiarazione sostitutiva di certificazione?
Può essere utile per comprovare o sostituire molti certificati e sono sicura che ti sarà utile
l'elenco che segue:
• Data e luogo di nascita.
• Residenza.
• Cittadinanza.
• Godimento dei diritti civili e politici.
• Stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero.
• Stato di famiglia.
• Esistenza in vita.
• Nascita del figlio, decesso del coniuge, dell’ascendente o discendente.
• Iscrizione in albi, in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni.
• Appartenenza a ordini professionali
• Titolo di studio, esami sostenuti.
• Qualifica professionale posseduta.
• Situazione reddituale o economica.
• Assolvimento di specifici obblighi contributivi con indicazione dell’ammontare corrisposto.
• Possesso e numero del codice fiscale, della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell’archivio
dell’anagrafe tributaria.
• Stato di disoccupazione.
• Qualità di pensionato e categoria di pensione.
• Qualità di studente.
•
Qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche.
• Iscrizione presso associazioni o formazioni sociali.
• Adempimento degli obblighi militari.
• Di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa.
• Di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali.
• Qualità di vivenza a carico.
• Tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile.
• Di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di
concordato.
Infine, ricorda sempre che nel caso in cui le amministrazioni abbiano dubbi sulla veridicità
delle autocertificazioni, sono tenute ad effettuare i controlli necessari.
CUBA FACILE
RispondiEliminaUNA DUENA DI UNA CASA A SANTIAGO
los dueños de las casas particulares dedicadas a rentar a los turistas. Tienen reglas impuestas por la Oficina de Inmigración para controlar el comercio sexual; la más importante es que un turista solo puede inscribir en la casa una chica para quedarse con él durante su estancia.
Magalis, dueña de una de estas casas, dice que "los peores son los italianos, son una plaga, tienes que estarlos vigilando porque si te descuidas te entran una muchacha diferente cada noche, yo en estos momentos solo alquilo a matrimonios, bastantes sustos he pasado ya, no voy a perder mi licencia, ni mi casa, por ningún viejo baboso".
Es claro para todos que los italianos son los más numerosos, su invasión es tal que se les ve tomando el sol cada mañana en el parquecito frente a los edificios 18 plantas de Garzón, donde viven muchos de ellos. Se trata de jubilados que han encontrado aquí su paraíso terrenal. Sus pensiones son aquí verdaderos tesoros que les permiten no solo comprar casas, sino también tener todas las chicas que quieran.
PELOTA SECONDA FASE
RispondiEliminaCAV-VCL 5-11
SSP-LTU 2-6
IND-HOG 5-8
CLASSIFICA
LTU 25
SSP 23
VCL 21
CAV 19
IND 16
HOG 13
Bellissima la foto del Comandante en armas!! Ho appena letto il post Cuba facile qui sopra, che brutta fama abbiamo!
RispondiEliminaLa fama che ci siamo meritati
RispondiEliminaGià passati due anni. Giuseppe
RispondiEliminaDue anni che ci manca...
EliminaCagliari (4-3-1-2) Cragno; Srna, Ceppitelli, Romagna, Lykogiannis; Dessena, Cigarini, Barella; Ionita; Joao Pedro, Pavoletti
RispondiEliminaTorino (3-5-2) Sirigu; Izzo, Nkoulou, Djidji; De Silvestri, Meïté, Baselli, Soriano, Ansaldi; Belotti, Falque.
0-0 Temo sia l'ennesimo campionato anonimo.
RispondiEliminaAlla fine , quando il Caballo è andato a guardar margherite dalla radice , tutti i cubani indistintamente hanno versato la lacrimuccia...
RispondiEliminaCompresi quelli all'exterior.
EliminaBlogarama
RispondiEliminaYour new post has been just indexed
DUE ANNI SENZA FIDEL
DA LA ISLA GRANDE
RispondiEliminaDal prossimo dicembre a Cuba entrerà in vigore la nuova legge che regolamenta le piccole imprese autonome.
Un decreto legge in particolare, il n. 349, sta suscitando molte critiche, in particolare nei confronti di quelle attività artistiche come musicisti, cantanti, pittori, scultori, scrittori, film maker, etc.
Questo decreto viene accusato di voler discriminare l'espressione artistica indipendente, censurando quegli artisti che non sono graditi allo Stato.
Sino ad oggi, le attività artistiche, ad esempio cantanti e musicisti o pittori e scultori, erano tollerate anche se non erano in regola con la relativa licenza rilasciata dal ministero della cultura.
Cioè un musicista ad esempio poteva essere contrattato da un locale per esibirsi senza particolari permessi. Come diremmo in Italia "in nero".
Da dicembre non sarà più possibile. Un artista dovrà richiedere l'autorizzazione al ministero della cultura, che a sua discrezione rilascerà o meno il permesso e la relativa licenza.
Il rischio per chi non rispetterà tale legge, sarà pagare multe salate ed il sequestro dell'equipaggiamento.
Così come chi contratterà artisti indipendenti non in regola rischierà pene severe.
Questo vale anche per i mercatini che si incontrano sulle strade delle città che vendono prodotti artigianali come pitture, sculture e souvenir vari.
Da qui nasce la protesta e l'accusa di censura da parte del Governo, che può decidere di concedere o meno tale permesso e licenza agli artisti indipendenti.
Da una parte può essere vero, perchè chi non rientrerà nelle grazie del Governo si vedrà negata la licenza necessaria.
D'altro canto è un modo per evitare lavoro "in nero" e regolamentare così la posizione fiscale di tutte le attività in proprio.
Anche quelle artistiche.
IMMENSO PEPE...
RispondiEliminaVoglio dire una cosa, c’è in Fidel, e con lui in una parte del popolo cubano, una statura di Quijote perché gli è toccato vivere un lungo periodo della sua storia sfidando la prima potenza mondiale. Non è cosa semplice avere coraggio, decisione e capacità di resistenza in questa epoca». Così, paragonandolo a Don Quijote, Pepe Mujica ricorda Fidel Castro poche ore dopo la morte del Lider Maximo, a Telenoche.
Poi, scrive di suo pugno una lettera d’addio. Dove, tra l’accenno veloce a un’intimità e l’ammirazione esplicita, rimprovera a Fidel di averci lasciati “orfani”. Eccola.
Querido Fidel:
appena appresa la notizia, è stato devastante. Non mi riesce di immaginarti, steso sul piccolo letto di legno che si è trasformato nel tuo ultimo rifugio. E sto qui, seduto all’ingresso della fattoria, pensando a cosa dirò al mondo e a come nascondere queste lacrime, anche se alcuni pubblicitari direbbero che sarebbe meglio si vedessero, che è così che si costruiscono le leggende.
Ma le leggende non si possono costruire, tu sei stato una leggenda, forgiata con lo stesso colpo della mitraglia e la bandiera sventolante nell’accampamento, là nella sierra. Non importa che fosse selva o pampa, è lo stesso, la battaglia duole nelle viscere di quella che chiamiamo la nostra terra. Che percorriamo ma che percorre noi stessi.
E penso di aver avuto fortuna, perché ho raggiunto la sedia da vecchio e la faccia da “bonaccione” non mi ha mai lasciato, nonostante la prigionia e la tortura; le critiche verso di me sono state minori, non ho dovuto affrontare il rigore del controllo pubblico al quale tu hai fatto fronte con statura di gigante. Hai dato esempio al mondo. Io non sono stato costretto a combattere tra patrioti e traditori, nessuno mi ha mai bollato come un tiranno. Ma questa fortuna può anche essere intesa in modo differente.
Il mondo che ho affrontato io è quello delle carte di credito e delle vite consumate in una lotta per la quale non c’è guerriglia possibile. Tutti mi ascoltano con attenzione, sorridono, applaudono e continuano a condurre le loro vite vuote con cose che li consumano, nel tempo, ma inevitabilmente. Lasci Cuba che continuerà lì, senza analfabetismo, con il miglior sistema di sanitario pubblico, con la migliore educazione del Continente e io ancora qui, nella battaglia, non per la vita, ma contro l’oblio, assorto in una lotta che non ha alcun senso perché il Sud diventa sempre più Sud ogni giorno, i mostri insistono nell’avanzata e adesso ci attaccano da tutte le parti.
La breve illusione del continente bolivariano torna a svanire, con la scomparsa di Hugo (Chavez, ndr), l’ignominiosa uscita di Dilma (Rousseff, ndr) e Cristina (Kirchner, ndr), il mio confino in uno scranno del Parlamento e lo stato di orfani in cui ci lasci. Presto l’assurdità di un mondo che non impara dalla sua Storia ci divorerà nuovamente.
Le ombre ci perseguitano e per oggi, caro amico, te ne sei andato e non terremo un’altra di quelle interminabili conversazioni in cui si respiravano amore e vittoria, dalle quali uscivo ringiovanito, sentendo che avrei potuto affrontare il più temibile dei gárgolas (grondaia con sembianze di mostro, ndr) o attraversare l’abisso con una sola spinta. La tristezza è inevitabile.
Ma che diresti tu? «Dai loco, non devi essere triste e cosa c’è di più? È solo carne e pelle, non fare il morto tu, la lotta prosegue e va avanti in ogni caso», e io dico alla mia mente provata: «Lui non parlava così, non era irriverente», meglio pensare che avresti detto qualcosa di più brillante, non le storie di questo vecchio pazzo che strappa applausi della folla, ma non è riuscito a muovere il suo popolo come te. Da Oriente* appare una battaglia finale? Difficile, non impossibile… nel frattempo, a te, stella dei Caraibi, una strizzatina d’occhio e un “¡Hasta la victoria… siempre!”.
El Pepe
hola! sicuramente el caballo è stato un pezzo inolvidable della storia. chao Enrico
RispondiEliminaEnrico te perdiste?
RispondiEliminaSei in partenza?
no estoy, sono stato a medellin colombia. Per te leggo bella vacanza. Ero indeciso con la isla ma ci tornerò più avanti, fa bene cambiare. Cambieranno molte cose el año que viene. la casta vuole avere tutto sotto controllo, peccato per quelli che hanno "investito" grosse cifre non sapendo che nella zona ci sono paesi normali a qualche ora di volo. Enrico
RispondiEliminaSe vuoi nel post odierno racconta qualcosa della Colombia.
RispondiEliminaSi leggono tante cose ma tu sicuramente sei piu' credibile di qualche cazzaro che ne parla.