Da piu' parti si auspica che,
finalmente, questo 2018 finisca al piu' presto in quanto non e' considerato un
anno che valga la pena di essere ricordato.
In effetti ne sono successe un
po' di tutti i colori.
Da noi la tragedia del ponte
Morandi, poi un paio di situazioni meteorologiche che hanno fatto disastri e
morti ultima quella di Catania, ci ritroviamo col peggior governo mai avuto
nell'Italia repubblicana (che non abbiamo eletto, in quanto sia leghisti che
grillini non hanno dato il loro voto per vedere una simile sciagurata
alleanza).
Nel mondo buon ultimo lo
tsunami in Indonesia, ma le sciagure sono state decine e decine.
Una situazione politica
internazionale che fa schifo; con quel cazzone del Trumpo, l'altro fenomeno
brasiliano, i casini con Russia e Cina cio' che accade in Palestina, Siria,
Yemen e nel Dombass e via discorrendo.
La situazione economica nel
nostro paese, le famiglie che non arrivano a fine mese, i giovani senza lavoro
o che devono firmare un contratto ogni inizio settimana.
Gli stabilimenti, molti qua'
in Piemonte, che chiudono i battenti lasciando a casa a reddito zero, centinaia
di famiglie, questa nuova manovra economica che fotte i pensionati, ci costera' mille euro a testa, tutela i
banditi e non aiuta le imprese.
Il Var col Toro...
Potrei andare avanti ancora a
lungo ma credo che ognuno di noi ha il dovere di ricavarsi un cantuccio, un
anfratto, un angolo sereno dove costruirsi il suo universo con le persone a lui
care, cercando di proteggerle e di proteggersi da un mondo che, letteralmente,
e' sull'orlo della follia.
Quindi in qualche modo occorre
andare avanti, archiviando l'anno vecchio nella speranza che quello nuovo ci
porti un po' piu' di serenita'.
Come spesso accade al ritorno
da ogni mio viaggio, anche nel consuntivo di un anno divido cio' che mi accade
in giro da quella che e' la mia vita privata.
Quindi posso dire che, tutto
sommato, il 2018 per il vostro umile scriba non e' stato un brutto anno, anzi.
La palestra va bene, dopo una
stagione di forte crescita ora stiamo consolidando le posizioni, e' entrato un
nuovo socio che ha portato felicita' al mio iban e un po' piu' di divisione dei
compiti.
L'estate nei campeggi e' stata
buona mentre e' un po' calato M&S, ma quello e' denaro che piove dal cielo,
anche se ne arriva un po' di meno sono sempre quattrini benedetti.
Coi miei Villans chiudiamo la
36 esima stagione, una sorta di miracolo di un manipolo di vecchi amici che si
ripete ogni anno.
Qualche acciacco muscolare e
un problema di salute nell'ultimo mese di cui spero, in futuro, di fare a meno.
Cosa mi aspetto dal 2019?
Mah....mesi fa vi parlai che
entro un paio di anni sarebbero potute cambiare delle cose, in estate saranno 4
anni di ginnasio, non sarebbe un problema farne altri ma se arrivasse l'offerta
giusta potrei anche mollare il colpo.
Offerta giusta dalla persona
giusta, non posso prendere il denaro e lasciare i miei 2 soci in compagnia di
un idiota, devo tutelare anche loro.
Non ho fretta, non ho
particolari necessita’ economiche, non ho un piano B, so soltanto che il tempo
passa e che certe cose e' il momento di farle prima che sia troppo tardi.
Se le cose dovessero andare in
un certo modo il tesoretto diventerebbe davvero importante e, ferma restando
l'estate e M&S, mi cercherei un altro paio di cose da fare che pero' non mi
vincolino ad orari, responsabilita', saracinesche da alzare ed abbassare e
conti da far tornare.
Partire quando voglio e
tornare quando sono stufo.
Nel 2018 ho fatto 35 giorni a
Cuba, nel 2019 dovrebbero essere intorno a 60, pochi.
Devo riprendermi il mio tempo
prima che sia tardi, se la cosa non andasse in porto alle mie condizioni,
andrei avanti perche' al final faccio una cosa che mi piace, una delle non
moltissime che so fare discretamente, allungano pero' i miei periodi sull'isola
ad almeno 90 giorni ogni anno.
Quindi per quanto riguarda il
2019, da un lato vorrei proseguisse in una certa strada, ma dall'altro lo
vorrei differente.
Alla fine la vita e' poi
sempre cio che ti accade mentre fai progetti.
Comunque oggi 31/12...fino alle 18.0 si tira la lima...
Auguroni a tutti voi.

IO SONO MESSO MAOMENO COSI;
RispondiEliminaNon ho pazienza per alcune cose, non perché sia diventata arrogante, semplicemente perché sono arrivata a un punto della mia vita, in cui non mi piace più perdere tempo con ciò che mi dispiace o ferisce. Non ho pazienza per il cinismo, critiche eccessive e richieste di qualsiasi natura. Ho perso la voglia di compiacere chi non mi aggrada, di amare chi non mi ama e di sorridere a chi non mi sorride. Non dedico più un minuto a chi mente o vuole manipolare. Ho deciso di non convivere più con la presunzione, l'ipocrisia, la disonestà e le lodi a buon mercato. Non tollero l'erudizione selettiva e l'arroganza accademica. Non mi adeguo più al provincialismo e ai pettegolezzi. Non sopporto conflitti e confronti. Credo in un mondo di opposti, per questo evito le persone rigide e inflessibili. Nell'amicizia non mi piace la mancanza di lealtà e il tradimento. Non mi accompagno con chi non sappia elogiare o incoraggiare.
I sensazionalismi mi annoiano e ho difficoltà ad accettare coloro a cui non piacciono gli animali. Soprattutto, non ho nessuna pazienza per chi non merita la mia pazienza.
(Meryl Streep)
“Sólo faltan horas para el 60 aniversario de la victoria revolucionaria. Felicidades”, escribió en su cuenta de la red social Twitter (@DiazCanelB), en la cual acumula casi 65 mil seguidores desde su primer tuit, el 10 de octubre último.
RispondiEliminaAdemás de destacar la cercanía del 1 de enero, Díaz-Canel recordó que el 30 de diciembre es un “día señalado” en la historia patria, porque “nació Yeyé (la luchadora revolucionaria Haydée Santamaría), se liberó Santa Clara y los mambises del siglo XX llegaron a las puertas de Santiago”.
En otro mensaje dominical en la red social, el mandatario compartió con los internautas que vio en familia la película cubana Inocencia, relacionada con el fusilamiento, el 27 de noviembre de 1871, de ocho estudiantes de medicina por el colonialismo español.
“Vimos en familia la película Inocencia, de Alejandro Gil, un capítulo muy doloroso de nuestra historia. No olvidemos jamás que así como abundan los héroes, no faltan los mal nacidos por error en Cuba, que pueden ser peores que el enemigo que la ataca. Viva siempre Cuba libre”, subrayó.
Blogarama
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BUON 2019 A TUTTI
Per me 2018 da dimenticare. Giuseppe
RispondiEliminaAndrà meglio il 2019, vedrai.
RispondiEliminaAuguri di cuore. P68
RispondiEliminaAnche a te amico mio.
RispondiEliminahola! hai proprio ragione bisogna fare le cose che si è prefissati prima che sia troppo tardi, mentre la mentalità in questa latrina è stata sempre aspettare utilizzando una programmazione che è inutile visto che non si può prevedere nulla. Felicitaciones a todos . chao Enrico
RispondiEliminaVedremo ciò che accade in questo nuovo anno...
RispondiEliminaLa più grande architettura dellarivoluzione cubana è il complesso delle Scuole Nazionali d’Arte. Furono costruite dove sorgeva il famoso Country club, dove le immagini di un grande fotografo, Alberto Korda, immortalarono la lezione di golf che Che Guevara stava impartendo a Fidel Castro. Era il 1961. Il Colinas de Villareal Golf Club era il regno dell’alta borghesia nel quartiere di Cubanacán, prossimo al centro della capitale. I rivoluzionari erano mossi dall’idea forte di trasformare il simbolo del capitalismo e della ricchezza di pochi in un’istituzione educativa gratuita, aperta ai cubani e ai giovani dei Paesi in via di sviluppo di ogni continente. Al di là del mare, avevano di fronte i simboli dell’imperialismo americano, Florida e Miami, con il paradiso di Key West, dove aveva abitato Ernest Hemingway, a soli 150 km
RispondiEliminaNel 1961, un architetto cubano di nonni italiani, Ricardo Porro, e due architetti italiani – Roberto Gottardi e Vittorio Garatti – furono chiamati a creare una moderna architettura organica, capace d’incarnare le aspirazioni sociali del nuovo governo: l’integrazione di arte, architettura e paesaggio in uno spirito di uguaglianza, libertà e scambio interculturale. Essi seguirono tre principi:
1. l’integrazione delle scuole nel dolce paesaggio caraibico;
2. l’uso del laterizio prodotto localmente che, per via dell’embargo americano, doveva giocoforza sostituire materiali d’importazione come acciaio e cemento;
3. la volta catalana come segno dominante, per contrassegnare lo spazio in netta contrapposizione all’architettura dell’International Style, battezzata come capitalista: volte organiche color terra bruciata, invece delle scatole di vetro e acciaio, identiche in tutto il mondo.
Prima che fosse completato del tutto, la politica cubana perse ogni interesse al progetto, che fu abbandonato nel 1965. Trentacinque anni dopo, Fidel Castro riunì i tre architetti a L’Avana per terminare il progetto, ma il finanziamento venne presto a mancare e le scuole non furono ultimate. Benché le Scuole Nazionali facciano parte della World Monuments Watch List e siano tuttora un importante monumento nazionale, le iniziative delle agenzie governative locali e internazionali per rilanciare il progetto hanno sostanzialmente fallito.
Con il supporto della Getty Foundation, la fondazione Politecnico di Milano si propone ora di affrontare la conservazione del sito con un approccio integrato. Il progetto comprende la raccolta e la valutazione della documentazione storica, studi tecnici sui materiali e test su piccoli siti pilota, la valutazione e la mitigazione del rischio delle inondazioni, la sostenibilità energetica e ambientale. L’obiettivo è unpiano di gestione della conservazione, con suggerimenti per un riutilizzo adattivo delle strutture, comprese le opportunità di formazione per i professionisti cubani della conservazione, affinché il Paese possa costruire una capacità locale in materia.