
Quando sui social si parla di Cuba, anche su quelli che in teoria
dovrebbero tutelarla, si tende a mettere in risalto le cose negative.
Capita anche sul mio blog e sulla pagina fb dove lo condivido.
Pero' il mio mettere in risalto alcuni fattori negativi (capita a volte, non troppo spesso) e' figlio del fatto di dare per scontato che di fattori positivi ce ne siano tantissimi, altrimenti non ci passerei cosi' tanto tempo, non avrei un blog che parla dell'isola e non avreigia' in tasca un biglietto aereo per fine novembre.
Quindi in questo pezzo metto in risalto quelle che, a mio parere ma direi nel sentito collettivo, sono le motivazioni positivie che mi/ci spingono ogni volta a tornarci.
Questo anche considerato il fatto che non ho moglie cubana, niente novia, non ho figli italo-cubani, non ho una attivita' a Cuba ma unicamente una famiglia di riferimento a cui sono legato.
Quindi perche' Cuba, oggi nel 2022 con tutti i casini che ci sono?

La ragione principale e' quella di cui nessuno parla perche', per ragioni assolutamente misteriose, viene ritenuta dequalificante quando non umiliante per chi la vorrebbe raccontare.
Credo di narrare il segreto di Pulcinella se vi dico che una certa facilita' nelle relazioni con l'altro sesso sia ancora e sempre il motore che spinge tutti, o quasi tutti, a fare un volo di 9000 km.
Ve lo dice uno che intanto ha una palestra e che in questo momento e' buttato fino a settembre al bordo di una piscina maremmana dove i culi in bella vista, secondo la moda perizomatadi questa estate, sono sotto il naso tutti i giorni.
Che poi rimangano sotto il naso o si...evolvano questo lo decidono
solo gli Orishas...ed un po' di faccia tosta.
Malgrado questo non posso negare che arrivare a Cuba e, grazie ANCHE al fatto di non avere il triplo mento ed il calzone di vigogne fin sotto l'ascella, sia un po' come per un bambino metterepiede a Dineyland.
E' cosi', inutile raccontarci tante cazzate, che poi oggi le cose siano
piu' complicate di un tempo e' vero ma dai...di cosa davvero stiamo parlando?
Messo da parte questo doveroso discorso passiamo al resto.
La sicurezza.
Il mondo e' pieno di bella gnagna ma se dovessimo rischiare l'ossodel collo ad ogni incrocio potrebbero pure tenersela.
Cuba resta uno dei paesi piu' sicuri al mondo, poi se cerchi rogne le trovi ma il fattore sicurezza resta
assolutamente essenziale.

Poi il fatto di conoscerla bene, sopratutto la nostra citta' di elezione, ci assicura la possibilita' di poter girare con le difese abbastanza abbassate nella certezza che tutto cambia per non cambiare mai nulla.
Ritroviamo i nostri riferimenti, le persone care, gli affetti, i pilastri
della nostra vacanza esattamente come e dove li avevamo lasciati
e questo ci evita la gran rottura di coglioni di doverceli ricreare ogni volta da capo.
Pigrizia? Forse, ma che sia sempre benedetta.
Solo a Cuba riesco a “staccare” davvero la spina, anche oggi con i
telefonini e la connessione perenne, tolte poche informazioni sulle mie attivita' uso il movil unicamente per organizzarmi giornate e serate con una facilita' che nel nostro paese incattivito e pieno di rompicoglioni moralisti di sta cippa non ci sognamo neanche.

Continuo a dire, sopratutto se il cambio informale regge, che esiste
un buon rapporto qualita' prezzo, la mia e' pero' una valutazione personale, figlia del mio vivere che per forza non deve essere condivisa.
Non e' da trascurare il fatto di sentirmi a tutti gli effetti un turista, coi vantaggi che questo comporta, provo profonda pena per gli italiani che cercano, solo gli Orishas sanno il perche', di “fare i cubani” sopratutto quando devono mettere mano, faticosamente, alborsillo.
A livello personale ci aggiungo pure la capacita' di allenarmi senza stress od obiettivi da raggiungere, soltanto per il gusto di farlo, magari con attrezzi vecchi di 50 anni e una pista per correre col catrame al posto del tartan.
Queste sono alcune delle motivazioni che mi spingono a tornare ogni volta, sicuramente voi ne avrete altre.
P. S. Ci possono poi essere anche motivazioni politiche ma queste meritano un pezzo a parte che, se trovo il tempo in questa folle estate, farò a breve.
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