venerdì 5 agosto 2022

COME PUÒ, NON COME VORREBBE

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Ho trovato questa foto sul web, fra le centinaia di commenti anche uno di una mia amica.
La fotografia si riferisce al pranzo destinato ai bambini di un circolo infantile cubano.
I commenti si dividono in due categorie; quelli che affermano che,
in un mondo dove molti bambini muoiono di fame o dove in molti
paesi chiunque deve pagare tutto c'e' da apprezzare il fatto che il paese, fra mille difficolta', cerchi di dare un pranzo, pur se proteicamente misero ma gratuito, ai propri giovani cittadini, e chi invece afferma che, e' molto meglio pagare ma avere un pasto piu' decente, cosa che mi ricorda il buon Catalano di “Quelli della notte”.

Fra chi commenta in questo modo c'e' anche la mia amica che pero' ha sposato un cubano con un bel lavoro e con plata quindi per lei ilproblema non si pone.
Ma per chi non puo' pagare?
Forse ricorderete le pietose polemiche in Italia dovute al fatto che molte famiglie non erano in grado di pagare la mensa a scuola per i propri figli, si paga in base al reddito.
Quindi quei bambini dovevano portarsi da casa il panino con la mortazza mentre i loro compagni mangiavano seduti tranquilli alla mensa.

Credo che poche cose siano piu' rivoltanti di far capire a bambini
di quell'eta' che c'e' e ci sara' per tutta la loro vita chi potra' permettersi certe cose e chi invece dovra' accontentarsi di molto di meno, hanno tutti i decenni a venire per imparare questa cosa .
Una mia amica maestra a Cuba mi raccontava che, alle primarie,
quando un bimbo arrivava con un refresco o un succo acquistato
nelle tiendas in divisa veniva chiesto ai genitori di versare il liquido in una borracia neutra, in modo che chi non poteva permettersi questo piccolo lusso non avesse da soffrirne.

Quindi che dire?
Personalmente ritengo che, come la libreta, avere una scuola gratuita sia una grande conquista sociale.
Quando andavamo a scuola noi era tutto o quasi gratis, dai libri al
mangiare per chi, come il sottoscritto si fermava a scuola dopo le lezioni alle elementari , in quanto entrambi i genitori lavoravano.
Si chiamava stato sociale che oggi e' stato in gran parte smantellato visto che una mia amica anche solo per mandare i 2 figli a scuola, solo di trasporto, spende oltre 500 euro ogni anno.

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Se e' per questo era gratis anche giocare in una squadra di calcio,
anzi ti venivano a prendere e ti portavano agli allenamenti e alle
partite, ti davano buoni per le scarpe, ti davano il borsone oltre chegli indumenti per l'allenamento.
Chi oggi manda i figli in una scuola calcio o di un altro sport conosce il bagno di sangue a cui e' sottoposto.
Quindi io sarei dalla parte di chi dice che, se pur insufficiente, il mangiare che viene dato ai bambini ed ai ragazzi nelle scuole cubane e' comunque un presido di civilta' e di aiuto che lo stato elargisce a tutti i suoi figli.
Come puo', non come vorrebbe.

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